GdeA
30 aprile 2007: Lettera per il Tribunale di Rovigno
 
GdeA
 
Gentile Onorevole,

Le scriviamo per sottoporre alla Sua attenzione un fatto di rilevante gravità che si sta per abbattere sui diritti della nostra Comunità Italiana residente nella parte croata dell'Istria. Come potrà leggere nell'articolo in allegato la nuova legge del governo di Zagabria per regolare la giurisdizione e le sedi dei tribunali nella repubblica di Croazia prevede la chiusura del tribunale di Rovigno d'Istria.

Questa decisione del governo croato non solo va a colpire l'autonomia del più antico tribunale istriano (istituito il 18 settembre 1811) ma lede profondamente i diritti della minoranza italiana autoctona in Istria, essendo l'unico tribunale, assieme a quello di Buie, in cui le cause vengono discusse oltre che in croato anche in italiano.

Tutto ciò nonostante quanto stabilito nel recente trattato italo-croato del 1996 che prevede l'ampliamento dei diritti di tutela della minoranza italiana, riconosciuti al territorio del buiese in base al Memorandum del 1954, a tutto il "territorio d'insediamento storico" della comunità nazionale italiana in Istria di cui è indubbio faccia parte il territorio della città di Rovigno.

E' doveroso da parte del nostro governo intervenire con forza al fine di scongiurare la chiusura del tribunale di Rovigno e per ribadire con fermezza quanto è stato stabilito nel trattato bilaterale sopraccitato.

Le chiediamo pertanto di denunciare presso il Parlamento e le Istituzioni questo atto di ostilità posto in essere nei confronti dei sacrosanti diritti della minoranza italiana in Croazia e di aiutarci pertanto in questa battaglia di civiltà.

Distinti saluti

Gianclaudio de Angelini e Axel Famiglini, Mailing List Histria

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Il Piccolo 25/04/07 Rovigno, chiude il tribunale bilingue


E' l'unico foro, insieme a quello di Buie, dove le cause vengono discusse in croato e in italiano

Rovigno, chiude il Tribunale bilingue

La proposta è del governo di Zagabria. Radin: ho pronto un emendamento


ROVIGNO Durissima la reazione dell'Unione Italiana alla inaspettata e per certi versi clamorosa intenzione del governo croato di chiudere il Tribunale comunale accorpandolo a quello di Parenzo. Un'intenzione contenuta nella «Proposta di Legge di modifica e integrazione della Legge sullagiurisdizione e le sedi dei Tribunali» nella Repubblica di Croazia.
E si va a colpire l'italianità visto che quello rovignese è uno dei due tribunali bilingui in Istria assieme a quello di Buie. Il presidente dell'Unione Italiana, onorevole Furio Radin parla di violazione di un diritto acquisito dagli italiani, tutelato dall'Accordo italo croato sulle minoranze.
Ma sentiamo la dichiarazione che ci ha rilasciato a proposito: «Prima di tutto come Unione Italiana abbiamo inviato al premier Sanader un emendamento alla proposta di legge con la quale chiediamo che venga mantenuta l'autonomia del Tribunale di Rovigno che essendo nato nel 1811 è il più vecchio in Istria e per molti decenni è stato anche l'unico tribunale istriano».
«La nostra richiesta - prosegue Radin - fa leva oltre che su ragioni storiche, anche su motivi giuridici visto l'importante ruolo del Tribunale in parola nell'attuazione della Legge costituzionale sui diritti delle minoranze nazionali, della Legge sull'uso delle lingue minoritarie in Croazia e dei documenti internazionali che garantiscono l'uso delle lingue minoritarie nel sistema giudiziario».
«Il nostro emendamento - spiega il presidente dell'Unione Italiana - si propone di contribuire al raggiungimento di un duplice obiettivo: l'efficacia della riforma attraverso la quale il sistema giudiziario fa propri gli standard europei, ma anche un'efficace tutela dei diritti minoritari,in particolare dei diritti della Coimunità nazionale italiana.
Ritengo poi che la riforma stessa non possa ignorare la relazione sull'attuazione della Dichiarazione europea riguardante le lingue
minoritarie la quale suggerisce di mantenere lo status quo nella rete dei tribunali in Istria».
«In secondo luogo - conclude il rappresentante della minoranza italiana al Sabor - io personalmente come deputato o da solo o assieme agli altri parlamentari istriani, che mi sembra di vedere già schierati sulle mie posizioni,intendo proporre un altro emendamento con le stesse finalità, vale a dire il mantenimento dell'autonomia del Tribunale di Rovigno. Noi combatteremo questa battaglia fino alla fine perché il bilinguismo nei tribunali è importantissimo. Però se nella peggiore delle ipotesi la legge dovesse venir varata cosi come proposta si verificherebbe una catastrofe non solo per gli italiani ma anche per i rovignesi in genere visto che si
vedrebbero derubati di quella che giustamente considerano una delle loro istituzioni piu' prestigiose».
Sul tema ha preso posizione ieri sera a Fiume anche la Giunta esecutiva dell'Unione Italiana presieduta da Maurizio Tremul che nella sua decima sessione ordinaria ha pienamente sostenuto l'emendamento al governo croato presentato da Furio Radin.
Va detto che la ventilata chiusura del Tribunale ha provocato uno scossone anche negli ambienti politici in città. Tutte le forze sono decisamente contrarie e il sindaco Giovanni Sponza in un comunicato stampa si dice indignato e amareggiato per esser stato posto di fronte al fatto compiuto,
senza alcuna consultazione.
p. r.
 

 
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