Dal 1936 al 1955
dal 1956 al 1960
Dal 1961 al 1969
Dal 1970 al 1983
dal 1984 ad oggi
 

    Cronologia Sintetica          
del

  Villaggio Giuliano-Dalmata di Roma 
di
 Gianclaudio de Angelini
GdeA


 
26 dicembre 1936 - con legge n. 2174 viene istituito l'Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma allo scopo di realizzare l'Esposizione Universale da effettuarsi nella capitale nel 1941. Commissario generale verrà nominato il sen. Vittorio Cini. La data, in seguito, anche per farla coincidere con il ventennale fascista, verrà spostata di un anno per cui la manifestazione sarà, seconda la moda del tempo per le sigle, ribattezzata  E. 42.
                             
gennaio 1937 - l'incarico di progettare l'area dell'esposizione viene affidato ad un gruppo di architetti: Pagano, Piacentini, Piccinato, Rossi e Vietti. I lavori procedettero spediti e già nell'aprile dello stesso anno il progetto di massima era pronto: la zona avrebbe dovuto occupare circa 400 ettari e, cosa più importante, si prevedeva la costruzione di padiglioni espositivi e strutture permanenti che avrebbero dovuto costituire il nucleo di un nuovo quartiere di Roma. Virgilio Testa, funzionario del Governatorato di Roma, si era battuto per individuarne l'area nella zona adiacente all'Abbazia delle Tre Fontane, allora estrema periferia romana, situata praticamente in aperta campagna per poter espandere Roma verso il mare.



8 aprile 1937 - viene presentato il piano urbanistico per l'Esposizione Universale di Roma del 1942. Contemporaneamente si pianifica il primo tratto della metropolitana, una diramazione della ferrovia Roma - Ostia Lido, con la stazione della Magliana Ostiense a fare da raccordo, per raggiungere con un tratto sotterraneo l'area in cui sarebbero sorti gli edifici dell'Esposizione.

28 aprile 1937 nell’area deserta contigua all’Abbazia delle Tre Fontane, allineata alla nuova autostrada Roma - Ostia (creata in meno di tre anni nel 1928) e alla ferrovia terminata in dieci anni, Mussolini pianta il primo dei grandi pini che avrebbero  dovuto decorare l’E. 42, bonificando l’area malarica abitata solo da un gruppo di coloni romagnoli provenienti dal ravennate.
20 ottobre 1937 - i lavori per l'Esposizione Universale iniziano con la posa della prima pietra, naturalmente da parte di Benito Mussolini.

1° novembre 1937 -
l'area in cui dovrà sorgere l'E.42 viene in parte espropriata all'Abbazia delle Tre Fontane (circa 60 degli oltre 400 ettari previsti per l'Esposizione). Si trattava infatti di aperta campagna, a parte qualche edificio isolato come si vede in questa foto scattata il 1° novembre del lontano 1937, e qualche baracca di povera gente che verrà fatta trasferire.



13 dicembre 1937 - l'architetto Piacentini viene nominato Sovrintendente ai Servizi dell'Architettura. Da quel momento il gruppo iniziale di architetti si sciolse definitivamente e agli altri quattro vennero assegnati compiti marginali.

26 giugno 1938
- viene deliberata la costruzione del "Villaggio Operaio" per gli operai scapoli impiegati alla costruzione delle strutture dell'Esposizione Universale con uno stanziamento di lire 2.800.000, previo un contributo di un milione di lire da parte del Ministero della Cultura Popolare. La superficie del comprensorio era di 47 mila mq di cui 11 coperti e forniva 1.500 posti letto;

30 giugno 1938 - La costruzione del villaggio operario viene affidata alla ditta del cav. Elia Federici;


Aprile 2009 - La Torre della Cecchignola

18 aprile 1939 - avviene l'inaugurazione del Villaggio Operaio. Le nuove strutture verranno collaudate soltanto dopo 8 mesi circa. Un'altra inaugurazione mussoliniana di quell'anno sarà quella della Città Militare della Cecchignola che costituirà il nuovo nucleo meridionale del presidio militare di Roma nei pressi dell'antica Torre del Castello della Cecchignola. In effetti le due strutture, Villaggio Operaio e Città Militare, costituiranno per lungo tempo le uniche realtà abitative con la vicina Abbazia delle Tre fontane, a parte le poche case delle Galere, in quell'area periferica di Roma. Ancor oggi, la torre medioevale ha conservato il suo aspetto originario, isolata com'è in mezzo al verde della campagna romana anche se, inesorabile,  l'urbanizzazione avanza.


Il Villaggio Operaio, immerso nella campagna romana, a destra le case delle Galere

5 luglio 1939 - il cinegiornale LUCE n.ro B1541 presenta il filmato "Il grande cantiere per l'Esposizione mondiale" che illustra la realizzazione del Villaggio Operaio per i lavoratori scapoli addetti all'edificazione dell'Esposizione Universale del 1942 con la tipica retorica dell'epoca: "Il sonante gigantesco cantiere della grandiosa Esposizione Universale del '42, che sta preparando a Roma e al mondo un monumentale assieme di incomparabile bellezza, per ospitare le migliaia di operai che lavorano sui 400 ettari della zona delle Tre Fontane è stato dotato sin dall'inizio di un Villaggio Operaio, realizzazione tipicamente fascista che traduce in atto tutte le provvide cure, tutte le benefiche direttive d'assistenza e di tutela, tutto il programma di elevamento sociale in cui si completa l'azione del regime a favore delle classi lavoratrici. I fabbricati sono cinque, divisi ciascuno in due padiglioni luminosi ed ariosi che, attrezzati con modernissimi impianti igienici, offrono tutto ciò che può rendere più lieta e cameratesca la vita in comune. Cinquanta centesimi è il prezzo dell'alloggio quotidiano e nel vasto refettorio si possono fare ottimi pranzi con pochissima spesa". Il vasto comprensorio aveva tre edifici per i servizi generali e 5 padiglioni che offrivano 1.500 posti letto per gli operai che venivano alloggiati in stanze con 30 posti letti (ognuno dei quali aveva a disposizione un moderno stipetto metallico per riporre le proprie cose) e da stanze con tre posti letto per i "capi d'arte" e gli assitenti. Il tutto come dice il filmato era corredato da un vasto refettorio, e da servizi igienici di moderna concezione. Nelle intenzione dei progettisti, una volta iniziata l'Esposizione, avrebbe dovuto fungere da Albergo per le masse.

ottobre 1939
- l'assetto definitivo del piano urbanistico dell'E. 42 lo si deve all'architetto Piacentini, a cui viene affidata la regia dell'intero progetto, insieme all'Ufficio Tecnico dell'Ente, diretto da Gaetano Minnucci.

                             

26 gennaio 1940 - si collaudano le strutture del nuovo "Villaggio Operaio";


Annullo Postale
Villaggio Operaio E. 42

4 maggio 1940 - viene deliberata la costruzione di una cappella per la cura delle anime dei lavoratori impiegati nel Villaggio Operaio;


la cappella edificata per la cura delle anime dei lavoratori del Villaggio Operaio

10 giugno 1940 - Mussolini annuncia l'entrata in guerra dell'Italia a fianco della Germania di Hitler contro Francia ed Inghilterra.

6 aprile 1941 - le truppe italo-tedesche iniziano l'invasione della Jugoslavia dopo che un colpo di stato, avvenuto il 27 marzo, aveva rovesciato il precedente governo che aveva appena firmato il Patto Tripartito di mutua alleanza tra Jugoslavia e forze dell'Asse.

1941 - Allo scoppio della guerra i  lavori per l'E.42 non vengono sospesi ed infatti nel 1941 l’asse dell’attuale Viale Europa era in avanzata fase di costruzione, così come il lago artificiale e gli edifici dell’attuale Piazza Guglielmo Marconi. Il palazzo della Civiltà italiana era ultimato, come quello del Palazzo degli Uffici dell'Ente autonomo per l'Esposizione Universale (dotato tra l'altro di rifugio anti-aereo) ed il nostro "Villaggio Operaio" oltre a molti giardini. Ma naturalmente la programmata Esposizione Universale era saltata e, con il progredire della guerra, i lavori s'interruppero del tutto così come quelli per la Ferrovia dell'E. 42 che in quel momento erano stati completati all'incirca al 60%.


le foto d'epoca ci restituiscono un Villaggio Operaio lindo e terso con i più classici stilemi dell'edilizia fascista su cui campeggiava sulla squadrata mole della torre del villaggio il motto: CREDERE - OBBEDIRE - COMBATTERE.
Come si può vedere si trattava di una architettura razionalistica che ricorda le nuove città di Sabaudia e Littoria nel Lazio e Fertilia in Sardegna, l'incompiuta cittadella in cui trovarono una sistemazione gli esuli istriani, principalmente da Rovigno e Pirano, arrivati via mare in un esodo periglioso.


Fertilia - La stele col leone di San Marco

24 luglio 1943 - la seduta del Gran Consiglio del Fascismo approva a grande maggioranza la remissione effettiva dei poteri al Re destituendo di fatto Mussolini. Il giorno dopo il cav. Benito Mussolini viene destituito dal Re, capo del governo viene nominato il generale Pietro Badoglio. Uno dei primi atti del nuovo Governo è quello di dichiarare il giorno successivo le province del confine orientale "Zona metropolitana di operazioni."  visto l'aggravarsi della situazione in Istria a Fiume e nella Dalmazia.

8 settembre 1943 - alle 19,45 gli anglo-americani diffondono la notizia dell'Armistizio firmato 6 giorni prima a Cassibile dal Regno d'Italia. Iniziano le prime uccisioni in Istria tramite il barbaro metodo dell'infoibamento. 

9 settembre 1943 - all'alba iniziano i primi scontri tra militari italiani e tedeschi. Alla Magliana alcuni Granatieri del 1° Reggimento, di stanza alla Cecchignola, in seguito ad una imboscata si trovano a fronteggiare forze tedesche numericamente superiori in un sanguinoso scontro durato oltre 3 ore, incitati dal loro comandante il Cap. Vincenzo Pandolfo. La città militare della Cecchignola, oramai quasi svuotata di combattenti, veniva occupata dalle truppe tedesche dopo una ulteriore inutile resistenza da parte del 1° Reggimento Granatieri, di una piccola guarnigione di Carabinieri ed alcuni Artiglieri. I granatieri ponevano allora il comando militare negli edifici del Palazzo degli Uffici dell'Ente autonomo per l'Esposizione Universale (dotato tra l'altro di rifugio anti-aereo) dove opponevano l'ultima vana resistenza.


sulla facciata del palazzo sono ancora visibili i colpi sparati dai tedeschi contro le finestre

4 giugno 1944 - le truppe americane del generale Clark entrano a Roma. Alcuni reparti vengono acquartierati negli edifici del Villaggio Operaio posto sulla via Laurentina all'altezza del n.ro 639. Come ricorda un giornale dll'epoca si trattava di truppe di colore. Il piccolo edificio, che era destinato a diventare la chiesa per gli operai, venne dagli americani adibito ad officina. Altri reparti trovano sistemazione nella città militare della Cecchignola.

maggio 1945 - i partigiani comunisti di Tito occupano l'Istria. Incomincia il calvario delle popolazioni giuliane. Primo esodo dalle città più esposte: Fiume e Zara.

Cartina delle principali Foibe istriane

21 giugno 1945 - nell'ambito del Governo presieduto da Ferruccio Parri (21.06.1945 - 08.12.1945) costituito da DC PCI PSIUP PLI Pd'A DL viene istituito con decreto luogotenenziale del 21 giugno 1945 n.°  380 il Ministero per l'Assistenza Postbellica per dare assistenza a profughi, sbandati, nullatenenti. A reggere il gravoso incarico verrà chiamato l'azionista Emilio Lussu (Armungia 1890 - Roma 1975). Il ministero cesserà la sua vita nel 1947
10 dicembre 1945 - nel I° Governo De Gasperi (10.12.1945 - 01.07.1946) costituito da DC-PCI-PSIUP-PLI-Pd'A-PDL il Ministero per l'Assistenza Postbellica viene retto da Luigi Gasparotto (1873-1954).


lo stato fatiscente in cui erano ridotti, all'epoca, i padiglioni

1946
  - gli edifici del Villaggio Operaio rimangono vuoti visto che le truppe anglo-americane, che vi stanziavano dal '44 al '45, avevano alzato le tende. A partire da tale data, alla spicciolata, alcune delle prime famiglie di esuli incominciono a vedere nelle strutture rimaste libere dell'ex Villaggio Operaio una sede appetibile ove sistemarsi. L'occupazione abusiva avvenne ad opera di alcune famiglie zaratine capeggiate da un combattivo signor Capurso.



La sede del primo Collegio all'E. 42 e, dal 1948, del solo refettorio.

Ed in quell'anno sorge
, a cura della signora Nerini di Fiume, e sotto il patronato del Comitato Giuliano di Roma presieduto da Enrico Ricceri, la Casa del Bambino Giuliano - Dalmata che trova una sistemazione provvisoria nella palazzina adiacente al Palazzo degli Uffici, ovvero nel Palazzo del Ristorante.

27 gennaio 1947 - Inizio ufficiale dell'esodo da Pola assistito dal Governo Militare Alleato che occupava la città istriana, e che avverrà principalmente tramite la motonave Toscana in 12 viaggi (il piroscafo poteva portare 2.000 persone alla volta). La Jugoslavia dichiara i beni degli italiani o nazionalizzati o confiscati. 

10 febbraio 1947 - a Parigi viene firmato il Trattato di Pace tra gli Alleati e l'Italia. Tale trattato di Pace sanciva oltre alla perdita delle colonie, la cessione alla Francia di Briga e Tenda. Le clausole più dolorose riguardavano però il nostro confine orientale: quasi tutta la Venezia Giulia oltre al territorio di Zara, in Dalmazia, passarono alla Jugoslavia, mentre Trieste, « Territorio Libero », veniva suddiviso in una Zona A, amministrato da un governo militare ad opera degli anglo-americani, ed in una Zona B amministrata dagli Jugoslavi comprendente le città istriane di Capodistria, Isola, Pirano, Umago e Cittanova.



 Ai cittadini italiani dei territori ceduti venne concesso il diritto di "Opzione": ovvero per rimanere cittadini italiani dovevano inoltrare alle competenti autorità jugoslave domanda di opzione e lasciare la propria terra natia.

Febbraio 1947 - nasce il Comitato Nazionale Rifugiati Italiani. Il Comitato d'Onore è composto da Alcide De Gasperi (Presidente), Vittorio Emanuele Orlando, Ivanoe Bonomi, Francesco Nitti e Ferruccio Parri. Nel Consiglio Generale che ha come Presidente Vittorio Emanuele Orlando, Vice Presidente Luigi Einaudi e Segretario Generale Fausto Pecorari (Trieste 1902-1966), tra gli altri spiccano i nomi di Giuseppe Saragat, Vittorio Valletta ed Alberto Pirelli. La sede provvisoria del Comitato sarà a Roma in piazza San Marco al n.49 (Palazzo Venezia). Promotore del Comitato sarà l'ing. Oscar Sinigaglia che si dannerà l'anima per la raccolta dei fondi necessari a far fronte alle prime necessità degli esuli.



uno dei primi atti del neo costituito Comitato fu quello di adoperarsi per sostenere la generosa iniziativa della signorina Nerini che aveva istituito, come sopra ricordato, nell'abbandonato edificio del Ristorante dell'E. 42 la Casa del Bambino Giuliano e Dalmata.

20 marzo 1947
- Con l'ultimo viaggio del "Toscana" si conclude l'esodo di circa 28 mila cittadini di Pola. Complessivamente dall'Istria, da Fiume e da Zara esodarono circa 300 mila persone (l'esodo continuerà sino agli anni '50). I più giungono in Italia e verranno distribuiti in oltre 50 campi profughi e molti, aderendo al programma dell'I.R.O. (International Refugèe Organisation), all'estero per lo più negli U.S.A. anche se per farlo debbono dichiararsi "displaced person". 
 
Cartina dei "Campi Profughi" nel Lazio
aprile-maggio 1947 - per iniziativa di Marcella Sinigaglia Mayer un gruppo di signore e signorine si diedero a fare una colletta tra i più bei nomi dell'alta società in favore dei piccoli ospitati nella Casa del Bambino Giuliano e Dalmato dell'E.42. L'iniziativa, che riscosse un indubbio successo, farà nascere l'idea a Marcella Sinigaglia Mayer di coinvolgere le signore dell'alta borghesia romana, che si erano dimostrate particolarmente sensibili, in maniera più sistematica. Questa sua attività la porterà a creare nel febbraio del '49 il Madrinato Italico.

1947
- l'ex
« Villaggio Operaio » sta diventando, non senza contrasti, sempre più il « Villaggio Giuliano ». Nei suoi bassi edifici hanno trovato stabile dimora un gruppo sempre maggiore di esuli. Tra i primi si ricordano Giovanni Cerglienco e Luigi Capurso, che guidarono l'occupazione e tra le altre le famiglie Colella, Dorcich, Paliaga, Cobelli, Bevilacqua, Brumat e Cannizzaro. I primi 40 milioni necessari per ristrutturare l'ex villaggio operaio e renderlo abitabile dalle famiglie di esuli furono rastrellati principalmente grazie all'attività di Oscar Sinigaglia. A parte la necessaria opera di restauro degli edifici, danneggiati dall'incuria delle truppe tedesche prima ed alleate poi che ne utilizzarono la struttura per accampare le proprie truppe d'occupazione, si trattava di trasformare le camerate da 30 posti letto e le stanze da 3 posti letto in appartamentini in cui alloggiare le famiglie degli esuli giuliano e dalmati.

28
marzo 1947 - la Casa del Bambino Giuliano e Dalmato, sorto come detto per iniziativa della signora Nerini di Fiume, diventa ora anche una una scuola statale dipendente dalla "IV Novembre" di Testaccio.

11 settembre 1947 - sulla Difesa Adriatica di giovedì 11 settenbre 1947 Anno 1 n.ro 2 compare a pagina 4 il seguente trafiletto:

L'On. Pecorari consegna 12 appartamenti ai profughi Giuliano-Dalmati:

"Venerdì 12 u.s. l'On. Pecorari, Presidente del Comitato Nazionale per la Venezia Giulia e Zara, alla presenza dei prefetti Ciampani e Saporiti e di alcuni funzionari del Comitato Nazionale ha proceduto alla consegna a dodici famiglie giuliane di altrettante appartamenti edificati nella zona dell'E.U.R in località Cecchignola di Roma. Con un breve e semplice cerimonia l'On. Pecorari ha consegnato i contratti di locazione ai capofamiglia. Quindi ha avuto luogo la benedizione dei locali, officiata da Padre Rocchi. Il Presidente ha quindi pronunciato parole di circostanza « .... nel momento in cui sulle nostre terre e sulle nostre case si avvicendano truppe straniere che si apprestano a perpetuare l'ultimo gesto di dispregio ad ogni umana ragione di diritto e di logica, e per noi di grande conforto il poter tangibilmente dimostrare a coloro che hanno tutto perduto per non perdere la propria fede nell'Italia, per poter conservare il loro idioma e la loro religione, che la Patria non li abbandona. Qui, uniti, potrete rifarvi un avvenire nella pace domestica e nel lavoro fecondo, conservando intatte le nostre tradizioni e i vostri costumi. Nella chiesa di Dio che verrà qui eretta potrete raccogliervi ed elevare al cielo le vostre preghiere auspicando un prossimo felice ritorno nelle terre indimenticabili che vi videro nascere e che ci sono tanto care. Nel momento in cui sulle tombe del cimitero di Gorizia vengono piantati i paletti della linea di demarcazione, qui la Patria vi apre le porte delle vostre nuove dimore e le sue braccia di madre amorevole e consapevole del vostro sacrificio... ».  Gioia e commozione erano i sentimenti che dominavano l'animo dei presenti. Il Villaggio Giuliano-Dalmata sta sorgendo nella zona degli edifici dell'Esposizione Universale Romana in un complesso di costruzioni che furono danneggiate dalla guerra e dall'accantonamento di truppe negre. Il Comitato si propone di riedificare in tale villaggio un centinaio di abitazioni che, non appena pronte, verranno assegnate ai profughi giuliano-dalmati. I lavori vengono condotti in economia dallo stesso Comitato, che si avvale dell'opera di operai profughi, e proseguono alacremente tantochè si spera di poter ospitare parecchie decine di famiglie prima che sopraggiunga l'inverno".


On. Fausto Pecorari
(Trieste 1902 - 1966)

Si trattava di restaurare gli edifici del Villaggio Operaio che duranto il periodo di abbandono e la successiva occupazione delle truppe alleate avevano subito danni e vandalismi ma la cui struttura era rimasta essenzialmente intatta. Il lavoro più grosso era adattare i padiglioni da camerate per operai a piccoli locali per ospitare le singole famiglie di profughi. Tale opera di ristrutturazione fu in gran parte effettuate con manodopera fornita dagli stessi profughi giuliani che, seguendo la loro indole fattiva, non aspettarono con le mani in mani di avere dallo stato una nuova casa, ma si ingegnarono in prima persona.

1° ottobre 1947
- la scuola ed il collegio "Casa del Bambino Giuliano e Dalmato" si spostano dagli edifici del "Ristorante" al Palazzo degli Uffici
dell'Ente autonomo per l'Esposizione Universale. Però il vecchio locale mantenne l'uso di refrettorio e sala giochi per i piccoli assistiti.


una Prima Comunione alla Casa del Bambino dell'E. 42

6 novembre 1947 - sulla Difesa Adriatica N.ro 10 Anno 1 appare il seguente trafiletto: "EUFEMIA GIULIANA ROMANA BUDICIN - è fino ad oggi la più piccola iscritta al Comitato Nazionale per la Venezia Giulia e Zara. E' nata il 10 ottobre u.s. e i suoi genitori l'hanno associata alla nostra famiglia già quattro giorni dopo. Vivissimi auguri di lieta vita lunga e felice". La nuova nata già nel nome rivela la sua storia: Eufemia, le origini rovignesi della famiglia Budicin; Giuliana, è un chiaro riferimento alla Venezia Giulia e Romana, il suo luogo di nascita: sarà questo un tratto distintivo di molti giovani nati a Roma ma che dai loro genitori, più che l'odio per chi li aveva cacciati, venne trasmesso l'amore per la propria terra d'origine.

1948 - nel Palazzo degli Uffici dell'Ente autonomo per l'Esposizione Universale, in cui come abbiamo detto, aveva trovato una sistemazione provvisoria la « Casa del Bambino Giuliano - Dalmato », viene comandata a dirigere il Collegio l'istriana madre Ambrosina Barzellato di Rovigno, che vi giunge con un gruppo di correligionarie, le Suore Figlie di San Giuseppe, che subito si attivarono per assistere i piccoli profughi e migliorare le loro condizioni di vita sia fisiche che morali. Il collegio aveva il ferettorio e la sala giochi nel vicino edificio del Plazzo del ristorante che ne era stato l'iniziale sede.


Il Palazzo degli Uffici che allora divenne la sede del Collegio all'E. 42

9 luglio 1948 - sul N.ro 9 Anno II della Difesa Adriatica (Numero speciale a sei pagine - Esce il giovedì una copia L.30) in terza pagina appare il trafiletto

Alloggi a Roma

"Sabato scorso si è chiusa l'accettazione delle domande per l'assegnazione di alloggi al Villaggio Giuliano dell'E. 42 a Roma. La Commissione presieduta da un Vice-prefetto, e composta dal Segretario del Comitato Dalmatico di Roma è stata insediata dal Commissario Governativo per i Rifugiati, avv. Ciampani, il quale ha precisato che gli alloggi sono riservati ai residenti attualmente a Roma, che abbiano un lavoro stabile sul posto e che abbiano optato. Nel contempo ha comunicato di aver predisposto analoghi progetti per Villaggi Giuliani che sorgeranno nelle altre regioni".

sullo stesso numero, e sempre in terza pagina, vi è il seguente trafiletto: "LA CASA DEL BAMBINO GIULIANO E DALMATA di Roma, domenica scorsa era in festa. 26 piccoli ricoverati (22 maschi e 4 femmine) si sono accostati per la prima volta alla S. Comunione, ed hanno ricevuto la Cresima. La cerimonia, officiata dall'Abate di S. Paolo Mons. Vannucci, si è svolta in un'atmosfera prettamente giuliana. I padrini però erano quasi tutti Romani, volontariamente offertisi per la simpatica e toccante circostanza. Un gruppo di persone generose ha provveduto a raccogliere i fondi necessari all'acquisto di vestiario per i Cresimandi, mentre il Provveditore agli Studi Mestica, tramite l'E.S.A.B.S.I., ha provveduto all'acquisto delle calzature. Nel contempo si è svolta la cerimonia della chiusura dell'anno scolastico. I bimbi hanno dato prova di vera bravura nell'esecuzione di un saggio ginnico sotto la guida dei loro insegnanti. Hanno inoltre cantato le belle canzoni della Venezia Giulia ed hanno ricordato le città abbandonate recitando versi scritti dal maestro Bepi Nider. Sono intervenuti alla Cerimonia il Prefetto Commissario avv. Tommaso Ciampani, il Direttore della Banca del Lavoro dott. Pasquale Cattai, il Direttore Didattico Ciccarelli, il Colonnello Alati Comandante la scuola di Motorizzazione della Cecchignola col Maggiore Timeus, la Direttrice dell'Istitituto "Locchi" della Garbatella e un numeroso pubblico di simpatizzanti ".

30 ottobre 1948 - sul n.ro 24 Anno II della Difesa Adriatica a pag. 2 nell'ambito dell'articolo

Attività del Comitato Rifugiati Italiani - "Case ai senzatetto e collegi ai bambini".

appare il seguente trafiletto: ".... il 7 novembre infine, si procederà a Roma alla consegna di oltre 100 appartamenti al Villaggio Giuliano dell'E. 42 a profughi giuliano-dalmati senza tetto. La cerimonia avrà particolare solennità per la partecipazione del Presidente del Consiglio On. De Gasperi e signora, dell'On. Andreotti, e di altre autorità. Due giovani sposi, il cui rito nuziale sarà celebrato pochi minuti prima dal Rev.mo Padre Orlini, saranno i primi a varcare la soglia dei nuovi appartamenti. Per l'occasione il Comitato Rifugiati Italiani inaugurerà una piccola Mostra illustrante la propria benemerita attività in favore della Comunità giuliana dalmata esule. Tutti i profughi giuliano-dalmati residenti a Roma sono invitati alla cerimonia che avrà inizio alle ore 10"

Inaugurazione della Villaggio Giuliano - Foto Difesa Adriatica

7 novembre 1948 - come preannunciato la domenica del 7 novembre avviene la solenne inaugurazione del "Villaggio Giuliano" preceduta dalla celebrazione del primo matrimonio che unisce il fiumano Armando Chioggia (classe 1921) e la romana Fernanda Tombesi. All'inaugurazione contrariamente a quanto affermato, nell'articolo del 30 ottobre dalla Difesa Adriatica, il Presidente del Consiglio, On. Alcide De Gasperi, non potrà intervenire ma, come anticipato, parteciperanno la signora Francesca De Gasperi, il Prefetto Tommaso Ciampani, l'on. Giulio Andreotti oltre all'ambasciatore americano Joseph Dunn. Giulio Andreotti in qualità di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, al termine della cerimonia parlerà in nome del Governo:




           

       
12 novembre 1948 - sulla Settimana INCOM n° 00211 compare un breve servizio, della durata esatta di 50 secondi, sull'inaugurazione del "Villaggio Giuliano". La voce di commento recita: "Roma in bianca fila le bambine attraversano il nuovo villaggio risorto per i profughi giuliani dalle casette degli operai dell'E.42. Il Comitato Giuliano ha ben lavorato dice l'on Andreotti alla presenza della signora De Gasperi. Il Villaggio offre un tetto a 120 famiglie e crea un vivo centro d'italianità . La chiave del primo appartamento viene consegnata alla signora Leonardelli di Pola. Gli stessi profughi si sono ricostruiti le loro case coi 57 milioni della Presidenza del Consiglio, dell'AUSA, del loro Comitato; e i fidanzati che s'erano promessi nel loro paese possono finalmente sposare: hanno trovato casa. Ovunque è Italia ci deve essere e ci sarà sempre una casa per gli italiani ed il sorriso della Patria".


13 novembre 1948 - sulla Difesa Adriatica Anno II n.ro 26 esce in prima pagina:GdeA

ALLE PORTE DI ROMA E' SORTA UNA NUOVA BORGATA
___________________________________________________ 
L'inaugurazione del Villaggio Giuliano
primo passo per la soluzione del problema profughi
___________________________________________________
L'on. Andreotti, la signora De Gasperi e numerose alte personalità all'E42 - Un tele-
gramma del Presidente della Repubblica - Una mostra del Comitato Rifugiati Italiani
Cliccare qui per l'articolo
come si evince dall'articolo della Difesa adriatica del 13 novembre: "Autorità e intervenuti sono quindi passati a visitare una piccola Mostra che il Comitato Rifugiati ha decorosamente e artisticamente allestito nelle aule della futura scuola..." ad inizi novembre la nuova scuola del "Villaggio Giuliano" era ancora in fase di avanzato allestimento. Quella che sarà la Scuola Elementare "Federico Di Donato - Succursale del Villaggio Giuliano" troverà posto in uno dei bassi edifici della vecchia struttura del Villaggio Operaio opportunamente riadattato, nel luogo ove attualmente sorgono i negozi di V.le Oscar Sinigaglia. Tale struttura resterà operativa dalla fine del 1948 al 1956. Il primo corpo insegnante era composto da insegnanti istriani quali Maria Bazzarini Vasari; il capodistriano, ma rovignese di adozione, Carlo Fabretto con la moglie, la rovignese Eufemia Tromba; Cecilia Leggeri; Maria Licini; Amalia Sivis e Lodovico Zeriav
9 dicembre 1948 - nella sala Borromini del Campidoglio, Virgilio Testa può vedere confermata la sua vecchia proposta di espansione della città verso il mare e, in quella logica, di resuscitare l’E. 42, ribattezzato semplicemente EUR.

gennaio 1949
- nasce Bruno il primo bimbo del Villaggio Giuliano, il padre è Francesco Sponza esule da Rovigno d'Istria. Il medico che assiste al parto naturalmente è il dottor Attilio Paliaga, esule da Orsera, coadiuvato dalla levatrice Fiorella Vatta, esule da Pola.

1949 - Struttura urbanistica del "Villaggio Giuliano" dalla Cartina topografica F. 150 della Carta d'Italia:

22 gennaio 1949 - sulla Difesa Adriatica  appare l'annuncio che a Roma viene fondato il Madrinato Italico, la lodevole iniziativa nasce ad opera di Marcella Mayer Sinigaglia che ne sarà la presidente.
Marcella Mayer Sinigaglia
19 febbraio 1949 - sulla Difesa Adriatica n.ro 7 Anno III appare un trafiletto in seconda pagina intitolato:
 
Il Cuore di Roma
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ha risposto generosamente all'appello del Comitato Rifugiati Italiani per la creazione del
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madrinato italico
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a tutto il 15 febbraio hanno dato la propria adesione all'iniziativa ben 70 signore: Signora
Alati Contessa Altamoro, Signora Ara, Beritoni, Bulgari, Bigelovv, Cace, Duchessa
Canevaro, Cavagnis, Cavalieri, Cavatorta, Ciampani, Clerici, Marchesa Cavati, Contessa
De Minervi, De Felici, Euglen, Fagiuoli, Giastri, Contessa Ferraris, Galeazzi, Garabelli
Orlando, Giorgi, Costa, Giorgenti, Grabau, Grego, Gregoracci, Guggenhein, Le Maitre,
Marchesa Leonardi, Leon, Manuelli, Contessa Maraini, Marcello, Materazzo, Massaro,
Mazzuoli, Milo di Villagrazia, Misrachi, Molfino, Motta, Orlando, Ortaona, Pagano, Perretti,
Piacitelli, Principessa Pignatelli, Pontani,Ravello, Duchessa Sforza, Rodriguez, Rollo, Rubini,
Duchessa Ruspoli, Rolli, Sambiase, Marchesa San Felice, Baronessa Scala, Contessa
Scribani, Contessa Senni, Sinigaglia, Staichini, Baronessa Talrigo, Timeus, Duchessa Torlonia,
Toritiena, Valenzano, Vassarotti, Viana.
     Com'è noto il madrinato italico è sorto su iniziativa del Comitato Nazionale per i Rifugiati
Italiani, allo scopo di affiancare gli sforzi del Comitato stesso per la migliore sistemazione dei
nostri ragazzi nei vari collegi, e quale trstimonianza della solidarietà di tutti gli italiani verso i
profughi, e verso i bambini in particolare.
     Presso ciascun Comitato Provinciale di Patronato per i Rifugiati Italiani, verrà istituita una
sezione del Madrinato Italico, per la sua diffusione in tutta Italia.


5 marzo 1949
- sulla Difesa Adriatica appare il prima pagina il seguente annuncio:

Il Comitato per i Rifugiati Italiani
v e r r à   e r e t t o   i n   e n t e   m o r a l e
__________________________________
h
Il riconoscimento dello Stato premia la benemerita attività del Comitato
che da venti mesi si prodiga a favore dei profughi giuliani e dalmati.

Sarà la nascita dell'Opera per l'Assistenza  ai Profughi Giuliani e Dalmati.

30 marzo 1949
- il Presidente della Repubblica italiana, on. Luigi Enaudi, visita in forma privata, insieme alla moglie Donna Ida Einaudi, il "Villaggio Giuliano" e le piccole della "Casa della Bambina Giuliana e Dalmata" all'E.42:


                   

Il Presidente della Repubblica con la consorte tra le bimbe del Collegio
Luigi EinaudI con Padre Alfonso Orlini pres. dell'A.N.V.G.Z.

2 aprile 1949 - sulla Difesa Adriatica Anno III n.ro 13  appare l'articolo per la visita del presidente

Il Presidente della Repubblica
al Villaggio Giuliano e alla Casa della bambina profuga 
___________________________________________________
Einaudi, accompagnato dalla consorte, ha sostato a lungo interessandosi della vita degli esuli
Tra gli operai della falegnameria giuliana - L'omaggio delle bambine - manifestazioni d'affetto.
Cliccare qui per l'articolo

16 aprile 1949 - sulla Difesa Adriatica compare un articola che relaziona l'opera del Madrinato Italico, a favore della Casa della Bambina Giuliano-Dalmata di Roma.

25 aprile 1949 - su iniziativa di Monsignor Santin, vescovo di Trieste e Capodistria ed esule rovignese, e del chersino Padre Alfonso Orlini, Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali, allora presidente dell'A.N.V.G.D, viene chiamato il cappellano militare padre Giovanni Martini dei Frati Minori Conventuali ad occuparsi della cura delle anime del "Villaggio Giuliano".

27 aprile 1949 - il Decreto Presidenziale n°  295 sancisce la costituzione dell'ente morale Opera per l'Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati (d'ora in avanti semplicemente l'Opera). In pratica si tratta della nuova denominazione del sin qui operante Comitato Nazionale Rifugiati Italiani. Il decreto sancirà il nuovo istituto quale "ente morale". Il primo presidente sarà l'industriale ing. Oscar Sinigaglia ed il segretario generale Aldo Clemente.


maggio 1949 - sulla Difesa Adriatica esce in prima pagina l'articolo:

 
24 maggio 1949 - una delle prime comunioni all'E42 con susseguente festa "istriana" davanti all'edificio dell'EVR che ospitava i piccoli profughi, ovvero del Palazzo degli Uffici dell'Ente Autonomo E.U.R.
Di prima mattina mons. Vannucci, abate di San Paolo, officia in una sala apposita la cresima di 49 bambine ospiti del collegio. Dopo la cerimonia le autorità hanno fatto una visita alla piccola mostra con i lavori di cucito e ricamo, giocattoli di stoffa, bambole e modelli di abiti eseguiti dalle piccole allieve sotto l'abile guida delle insegnanti della Scuola di S. Francesca Romana distaccate al Collegio. Dopo un frugale rinfresco offerto dalle dame del Madrinato Italico ha fatto seguito un saggio ginnico-artistico sullo spiazzo antistante la sede del Collegio in cui era stato riprodotto in grande il profilo dell'Istria. Il poeta rovignese Bepi Nider, con la sua voce stentorea, rievocava da par suo il dramma delle genti giuliane mentre le piccole davano vita in costume a movimenti coreografici con quadri viventi rievocanti il calvario istriano accompagnate da un coro di voci bianche che eseguiva le più belle canzoni popolari della Venezia-Giulia e della Dalmazia. Alla manifestazione  intervenne il prefetto Ciampani, la Contessa Scribani, vice presidente del Madrinato Italico, l'ispettore scolastico Ciccarelli, il dott. Gligo per l'A.N.V.G.D. Tutti gli illustri ospiti si sono felicitati con la direzione della Casa della Bambina per la perfetta organizzazione.


25 maggio 1949 - al Villaggio Giuliano Dalmata  dalle 20 sino alla mezzanotte s'è svolto una festa organizzata dal Comitato Zara-Fiume sezione della locale Dante Alighieri. Ad ornare la manifestazione tutte le bandiere del Collegio della Casa della Bambina. Questa è stata la prima festa del genere tenutasi al Villaggio e non poteva che avere un grande successo con la partecipazione di profughi affluiti anche da altre parti di Roma. La manifestazione è stata allietata dall'orchestrina Ferdi del Nilo Danze di Roma diretta dal maestro Hagendorfer che ha accompagnato il baritono Patacchini ed i tenori Fabro e Di Leo che hanno eseguito alcuni applauditi brani operistici. Si è esibito anche un comico e si è tenuta una pesca miracolosa ed infine un buffet. Per la riuscitissima manifestazione onore al merito dell'avv. Ziliotto, presidente del locale gruppo della Dante Alighieri, al suo segretario, sig. Ostrini e all'infaticabile Tonio Zanelli.

2 luglio 1949
- sulla Difesa Adriatica, Anno III n.ro 26, appare l'articolo:
GdeA
 Offerta del Papa 
per la Chiesa all'E.42
In cui si riporta la donazione del Papa, Pio XII,  di L. 300.000 in favore della chiesetta del Villaggio Giuliano.

24 settembre 1949 -  sul n.ro 37 Anno III della Difesa Adriatica compare l'articolo:

C A M P A N I L I   I N   E S I L I O
____________________ 
  Festa di Sant'Eufemia 
al Villaggio dell'E. 42
Nel corso della festa tenutasi il 16 settembre, il giorno di sant'Eufemia patrona di Rovigno, vi fu la benedizione di tre bandiere che rappresentano le tre componenti dell'esodo: quella fiumana, quella istriana e quella dalmata. Ogni bandiera aveva una sua madrina scelta tra le "siore" del Villaggio: la signora Maria Festini ved. Mattesich (che ebbe due figli uccisi dai titini) per la Dalmazia; per l'Istria Concetta Dapiran ved. di Cristoforo de Angelini (uno dei primi infoibati di Rovigno); per Fiume Matilde Bussetti ved. Panettoni. Le tre aste per le nuovi fiammanti bandiere sono state donate dal signor Leonardelli, proprietario dell'officina meccanica del Villaggio ed uno dei suoi primi abitanti. Nel corso della serata esibizioni musicali del Coro di Gregorio Bosazzi, dell'orchestra diretta dal maestro Ferdinando Hagendorfer accompagnata al pianoforte dal maestro Carlo Fabretto. Sono stati eseguiti i nuovi brani che hanno partecipato al Concorso musicale che consisteva nell'abbinare la musica al testo di tre canconi. Per Sparzi semo testo di Clelia Parisi ha vinto la musica di Mario Pontoni da Venezia; per la canzone Terra mia, testo di Giuseppe Ostrini, ha vinto la musica Mario Martinelli da Trieste; per la canzone Speranze d'esule, testo di Mario Bazzarini, ha vinto la musica di Ferdinando Hagendorfer da Roma. Fuori concorso si è esibito il tenore Gianni Fabbro che ha cantato una canzone di Bruno Paliaga e Mario Bazzarini esibendosi inoltre nell'applaudita parodia di Toni inbriagon. Il poeta Giuseppe (Bepi) Nider ha commemorato la Santa di Rovigno. Non è mancata l'elezione della "Reginetta del Villaggio" nella persona della signorina Silva Dorigo. Interessante la chiosa sull'inappuntabile servizio di bar "per le cure del sig. Guanti, proprietario del locale Bar Zara." Al solito il merito va al sig. Giuseppe Ostrini della locale sezione della Dante Alighieri, al segretario Mario Bazzarini, al Maestro Fabretto, al dottor Attilio Paliaga e a un nugolo di brave siore.


La statua di Sant'Eufemia che i rovignesi donarono
alla chiesa del Villaggio, ora al Museo di Fiume


20 ottobre 1949 - con decreto viene nominato il Consiglio di Amministrazione dell'Opera per l'Assistenza ai profughi giuliani e dalmati che risulta così composto: PRESIDENTE: ing. Oscar Sinigaglia. MEMBRI: avv. Enzo Bartoli, avv. Tommaso Ciampani, on. dott, Maria Jervolino, avv. Vasco Lucci, dott. Maurizio Mandel, ing. Ballio Morpurgo. Sulla Difesa Adriatica Anno III n.42 del 29 ottobre 1949 così viene commentata l'elezione del presidente: "...L'ing. Oscar Sinigaglia, che oggi assume la Presidenza dell'Opera,  è stato sempre - fin dalla nascita del Comitato Rifugiati Italiani - uno dei suoi più autorevoli esponenti e dinamici fautori. Il suo nome e quello della sua signora sono ormai da tempo acquisiti fra i benemeriti dell'Opera, sia per la munificenza che per l'appoggio entusiastico ad ogni iniziativa. L'ing. Sinigaglia, figura fra le più in vista del mondo industriale e finanziario romano, è volontario della guerra 1915-18, in cui ha ottenuto una promozione per merito di guerra nonchè una medaglia d'argento, due di bronzo e una croce di guerra. Vice presidente della "Trento-Trieste" negli anni successivi alla Redenzione, è stato anche Vice presidente della Lega Italiana per la tutela degli interessi nazionali all'estero e nuove Provincie."


4 novembre 1949 - i profughi del Villaggio Giuliano vengono ospitati del Comando militare della Cecchignola in occasione della festa delle forze armate. La delegazione di profughi era composta da 50 abitanti del Villaggio Giuliano, da 40 bambine del Collegio e 15 reduci e mutilati. A tutti è stato offerto un "rancio speciale", uno spettacolo cinematografico. Il maestro Fabretto a nome del prefetto Ciampani ha ringraziato il Col. comandante del Genio ing. Giuseppe Cittadini e il Col. Alfio Mazziani per la squisita ospitalità. (in D.A. pag. 2 anno III n.46).

4 dicembre 1949 -  grazie all'attività di padre Giovanni Martini, dopo un lavoro di ampliamento e di risistemazione, viene aperta al culto la chiesetta di San Marco Evangelista che diviene così il centro spirituale della nascente comunità di esuli. Monsignor Traglia ha benedetto la Chiesa alla presenza del Vice-presidente dell'Opera Ciampani, del Presidente dell'Associazione Nazionale Padre Orlini. Il progetto della nuova chiesa fu redatto dal geom. Cannizzaro dell'Ufficio Tecnico dell'Opera che ne diresse anche i lavori. "La costruzione, che solo nella parte posteriore ha potuto sfruttare i resti della vecchia cappella del villaggio operaio, è stata notevolmente sviluppata (può accogliere oltre 350 persone), e inquadra in modo armonioso la linea architettonica del villaggio. Aria di festa dunque domenica all'E. 42. E' stato fatto un altro importante passo per dotare di ogni servizio il villaggio. Circa trenta bambini hanno fatto, in occasione dell'inaugurazione della Chiesa, la prima comunione e la cresima. La bella costruzione è costata sei milioni. Vi hanno contribuito la Presidenza del Consiglio con un milione, la Santa Sede con lire 300.000. Per il resto ha provveduto l'Opera con i fondi della beneficenza. La Chiesa è stata consegnata all'Ordine dei Frati Conventuali ai quali il Vicariato assegnerà la parrocchia del villaggio" (D.A. Anno III n.48)



24 dicembre 1949 - distribuzione di doni natalizi ai fanciulli delle Scuole elementari del Villaggio Giuliano alla Cecchignola, la meritoria iniziativa ad opera della Lega Nazionale di Trieste. I doni consistevano in oggetti di vestiario, giocattoli e dolci ma ancor più apprezzati tra i "muleti" furono due palloni per il gioco del calcio: uno per allenamento ed uno regolare da gara. Alla manifestazione ha partecipato oltre alla delegazioone della Lega Nazionale di Trieste, il corpo insegnate tra cui spiccava il maestro Fabretto.
29 dicembre 1949  - la Difesa Adriatica Anno III n.ro 50 riporta con giusto orgoglio in prima pagina:

 SIGNIFICATIVO SUCCESSO DELLA NOSTRA INIZIATIVA
FESTA DI BIMBI IL "NATALE FRA NOI" 
 Attorno ai piccoli profughi giuliani e dalmati è avvenuta la mobilitazione generale della bontà
 e della generosità - La cerimonia della premiazione ascoltata in tutta Italia attraverso la radio

Grazie all'appello lanciato sulla Difesa Adriatica "Mandateci un dono per i bambini profughi", fatto un mese prima dal foglio degli esuli, sono arrivate una serie di doni ed elargizioni tra cui va segnalata quella del Presidente della Repubblica Einaudi. L'Opera profughi ha inviato doni "per oltre 100.000 lire", coaì come doni sono arrivati dalla ROMSA, dalla Lega Naziononale, dall'ANVGD ecc ecc. Con tali elargizioni si è potuta organizzare una ricca Estrazione di Natale. Alle ore 10 di mattina è avvenuta l'estrazione alla Casa della Bambina Giuliana e Dalmata di Roma all'E. 42. La cerimonia, trasmessa in diretta via radio dalla R.A.I., si è svolta tra la partecipe attesa delle 200 bambine ospitate dal collegio alla presenza di Padre Orlini, dell'ing. Oscar Sinigaglia e signora, del prefetto Ciampani, e di molte dame del Madrinato Italico.

21 gennaio 1950
- sulla Difesa Adriatica viene pubblicato il bilancio dell'operato del  primo anno di vita del Madrinato Italico: "Il Comitato di Madrinato durante il 1949 si è prodigato affiancando la Direzione della Casa della Bambina Giuliana e Dalmata dell'E. 42, dove sono ricoverate 200 bambine profughe, che frequentano la scuola elementare e la scuola avviamento professionale, con annessi speciali laboratori di perfezionamento per le sezioni di ricamo, taglio e cucito e maglieria. Per l'assistenza alle 200 bambine sono state spese, durante l'anno 1949, lire 25.708.083 - vale a dire lire 128.540 - per bambina, che corrispondono a lire 352, per presenza, ivi comprese le spese straordinarie".
... Il Ministero dell'Interno e della Pubblica Istruzione, hanno contribuito con lire 19 milioni 344.275. La differenza di lire 6.363.808 è stata integrata dal Madrinato per ben lire 2.110.915, rappresentati dalle quote mensili di lire 1.000, che ciascuna madrina ha versato e da altri contributi straordinari. Tra l'altro il Madrinato ha provveduto alle divise interne ed esterne, ai doni natalizi, ha organizzato la Cresima e la Comunione delle Bambine.... All'inizio del nuovo anno, il Comitato direttivo del Madrinato, presieduto dall'instancabile signora Marcella Sinigaglia Mayer, coadiuvata dalla Contessa Scribano, rivolge un caldo appello alle signore romane, affinchè quanto prima ognuna delle 200 bambine assistite possa avere la sua madrina."
9 marzo 1950 - viene canonicamente sancita la Chiesa di San Marco Evangelista in Agro Laurentino con decreto del Cardinale Vicario Francesco Marchetti Selvaggini "Pastoris vigilantis" affidata alla gestione della Provincia padovana dei Frati Minoti Conventuali.

marzo 1950 -
foto di Concetta Dapiran vedova di Cristoforo de Angelini, già madrina per l'Istria nella benedizione della bandiere istriana, fiumana e dalmata del 16 settembre 1949, qui con alcuni parenti: la famiglia Barzellato, di Rovigno.


26 marzo 1950 - domenica di Passione viene solennemente inaugurata alla presenza del Cardinale Luigi Traglia, Vice-gerente di Roma, la nascita della Parrocchia Marco Evangelista in Agro Laurentino. Il suo primo parroco sarà Padre Giovanni Martini.

la chiesa si ornerà della bella pala della Madonna dell'Esilio, opera del pittore zaratino Andrea Fossombrone munifico dono della
Signora Nina Salata Bracco:


10 settembre 1950 - In occasione del "Pellegrinaggio-Raduno dei Giuliano-Damati", tenutosi a Roma nei giorni 9-10 ed 11 settembre, al Villaggio Giuliano la Domenica del 10 settembre si tiene una grande festa con il patrocinio della Difesa Adriatica in onore dei convenuti da tutta Italia. In particolare vanno ricordati i pulman dei profughi provenienti dai vicini Campi di Latina e Gaeta. "Alle cinque giungeva in automobile Mons. Santin, Vescovo di Trieste e Capodistria, l'invitato d'onore della festa. Erano a riceverlo Padre Alfonso Orlini, l'avv. Ziliotto e il sig. Clemente, Segretario Generale dell'Opera per l'Assistenza ai Profughi, in rappresentanza del Presidente, ing Sinigaglia, assente da Roma, nonchè numerose altre personalità giuliano-dalmate." Il vescovo Santin riceverà dagli organizzatori un'artistica pergamena miniata, opera del pittore Antonio Zanelli, recante la seguente dedica:

I Giuliani e i Dalmati profughi a Roma 
  a Mons. Antonio Santin, vessillo di Cristo, dell'Italia e della Verità 
nelle terre strappate alla Patria 
a ricordo 
del Pellegrinaggio Giubilare 1950 
offrono con devozione filiale
La festa, dopo le funzioni religiose nella Chiesa di San Marco e i discorsi di Mons. Santin, Padre Orlini e di altre personalità, proseguirà con una lotteria, con suoni e musiche e con la presentazione e la premiazione della migliori canzoni del concorso indetto dalla "Dante Alighieri" e dalla "Lega Nazionale" del Villaggio. Per giudizio unanime la canzone vincitrice risulterà "El sogno del polesan", testo di Rodolfo Manzin, musica del maestro Carlo Fabretto.

10 settembre 1950 -  Monsignor Santin e Padre Orlini 
visitano il Villaggio Giuliano, accompagnati da Aldo Clemente
1950 - un gruppo di volenterosi (Maietta, Marsan, Pierdonati, Ziliotto, Martinuzzi) fonda il Circolo S. Marco.  Il circolo organizzerà gite al mare ed ai monti, balli, veglioni e tornei di ping-pong e la prima squadretta di calcio del "Villaggio" che costituirà il nucleo base della futura A.S. Giuliana; 

In quell'anno si apre anche la pescheria Miligi che sarà una costante nel panorama del Villaggio per molti anni. Il primo però ad avviare una attività economica era stato il dinamico signor Gambetti che a ridosso del muro, che allora costeggiava la via Laurentina, aveva aperto un chioschetto su cui si vendeva alla rinfusa un pò di tutto, i fratelli Zaccai aprirono un negozio di alimentari (di cui tutti ricordano l'affabile siora Evelina), il sig. Amoruso (regnicolo di Zara) il suo negozio di barbiere e De Toni riprese la sua attività di calzolaio.

1950 - viene portato sino alle soglie dell'EUR l'importante asse viario della Cristoforo Colombo, l'ex via Imperiale, che gia secondo i progetti mussoliniani doveva collegare il centro di Roma al costruendo E.42. ma che per lo scoppio della guerra si era, per allora, arrestato alle mura ardeatine.

19 dicembre 1950 - nasce lo stabilimento tipografico JULIA ad opera principalmente della fiumana Elena Deragna (già titolare di una tipografia a Fiume) e del marito, il piemontese Roberto Peliti a cui si assocerà per un pò di tempo il comandante Luigi Cugia di Sant'Orsola. Il primo stabilimento con 10 operai (di cui uno solo non profugo) s'impiantò a Roma in Via Monterotondo ma, dal 1959, lo stabilimento si trasferirà in uno dei moderni capannoni del Villaggio Giuliano in via dei Granatieri.

29 gennaio 1951- il governo De Gasperi nomina commissario straordinario dell' Ente Autonomo EUR l'ex segretario generale del Campidoglio, il prof. Virgilio Testa
(1889-1978), col compito di portare a compimento gli edifici dell'E.42, incarico che resse con competenza ed abilità sino al 1972. Persona di grande moralità e di grande competenza, fu sempre attenta ai bisogni del vicino Villaggio Giuliano e, soprattutto delle bambine ospitate nel Collegio dell'E. 42.


Virgilio Testa con Enrico Pozzani

29 aprile 1951 - si svolgono a Roma le elezioni del Consiglio direttivo del ricostituito Comitato Giuliano Dalmata della Società Dante Alighieri. La commissione elettorale era composta dal sig. Carlo Fabretto, presidente e dai signori Giuseppe Ostrini, Lodovico Zeriav, Fabio Martinuzzi, Plinio Martinuzzi e Giuseppe Frigari. La consultazione delle schede giunte anche da varie pari d'Italia fornisce il seguente esito: il dott. Federco Augusto Perini Bembo, Presidente;  Giuseppe Ziliotto e Italo Sauro, Vice-Presidenti; Giuseppe Ostrini, Segretario generale; Antonio Reale, Tesoriere;  Lino Brighenti,  Eugenio Apollonio, Oddone Talpo, Angelo Jovacchini,  Maria Teresa Carmagnola,  Carlo Fabretto, Lodovico Zeriav e Michele Talvacchio Consiglieri; Silvio Crechich, Cesare Conighi, e Antonio Fabretto Revisori dei conti.


10 giugno 1951
- domenica  ha avuto luogo alla Casa della Bambina Giuliana e Dalmata la cerimonia della Prima Comunione e la Cresima di 28 bambine impartita da Mons. Vanucci. Alla manifestazione ha partecipato il Madrinato Italico, con la sua presidente Marcella Sinigaglia Mayer, che al solito ha offerto il rinfresco, e l'ing. Oscar Sinigaglia che ha donato un'artistica riproduzione dello storico campanone di S. Giusto al prof. Mestica , provveditore allo studio. Le bambine hanno esposto i loro lavori tra il plauso generale.


Le piccole giuliane della Casa della Bambina all'E.42

23 giugno 1951 -
sulla Difesa Adriatica anno V n.ro 25 si segnala:
A Roma posta la prima pietra di un altro lotto di ventisei
  appartamenti all'E. 42 - Benedetta la campana della Chiesa.

Domenica scorsa  al Villaggio Giuliano si è svolta la cerimonia per la benedizione della campana delle Chiesa intitolata a San Marco Evangelista (acquistata in gran parte grazie alla sottoscrizione tra i profughi) che verrà posta sotto la croce di ferro che sovrasta la facciata della chiesa. Subito dopo vi è stata la la posa della prima pietra dei 26 nuovi appartamenti che sorgeranno al margine del villaggio grazie al contributo fornito dal Ministero dei Lavori Pubblici. Gli edifici, si andranno ad aggiungersi ai 150 alloggi già esistenti (i padiglioni dell'ex Villaggio Operaio) ed ai 36 in corso di ultimazione. L'ing. Oscar Sinigaglia ha posto una pergamena, firmata da lui e dalle altre autorità presenti, che è stata murata con la prima pietra.
Si tratta del secondo lotto di edifici che si andranno ad aggiungere al primo lotto di edifici, le così dette case arancioni in avanzata fase di costruzione, che costituiranno il primo nucleo del nuovo Villaggio Giuliano che incominciava così ad espandersi oltre le strutture dell'originario Villaggio Operaio.

30 giugno 1951
- sulla Difesa Adriatica anno V n.ro 26 vi è la foto della cerimonia della posa della prima pietra dei 26 nuovi alloggi al Villaggio Giuliano: sono le attuali "Case Arancioni" di via Cippico i primi edifici appositamente costruiti per i profughi giuliano dalmati.
15 luglio 1951 - la Sezione del Villaggio Giuliano Dalmata della Dante Alighieri organizza una manifestazione artistico musicale.



manifestazione che avrà una puntuale eco sulla Difesa Adriatica Anno V n. 29 del 21 luglio 1951:



15 settembre 1951 -
tra le 190 domande effettuate la Commissione aggiudicatrice dei 36 alloggi costruiti al Villaggio Giuliano dell'E. 42 ha proceduto alle seguenti assegnazioni:

1) Meladossi Antonio, fu Benedetto: stanze 3;              2) Guanti Giovanni, fu Nicola: st. 2;                  3) Marsan Piero, fu Antonio: st. 3;
4) Trigari Giuseppe, di Rodolfo: st 2;                           5) Sch
ürzel Sergio, fu Giovanni:  st. 1;              6) Zaccai Evelina in Gambetti, fu Giovanni: st. 1;
7) Tacconi avv. Antonio, fu Vincenzo: st. 3;                 8) Gaspari Vincenzo, fu Vincenzo: st. 3;           9) Cesnik Giuseppe, fu Giorgio: st. 2;
10) Albery Cleto, fu Nicola: st.2;                               11) Andreani Armando, di Antonio: st. 2;         12) Bravo Silvio, fu Innocente: st. 2;
13) Coos Giuseppe, fu Giuseppe: st. 2;                      14) Di Franco Arpad,  fu Luigi;                        15) Raccanelli Edmondo, fu Pietro: st. 2;
16) Zanghirella Maria in Biasol, fu Domenico: st. 2;    17) Zupicich Antonio, fu Antonio: st. 2;            18) Zacchei Bruno, di Giuseppe: st. 2;
19) Dongetti Giovanni, di Giovanni: st. 3;                   20) Tarticchio Vittorio, di Domenico: st. 2;       21) Deghenghi Giusto, fu Domenico: st. 2;
22) Sponza Matteo, fu Natale: st.2;                           23) Pitacco Bartolo, di Stefano: st. 2;               24) Tarticchio Felice, di Antonio: st. 2;
25) Cervai Giovanni, fu Giovanni: st. 2;                      26) Nones Umberto, fu Luigi: st. 1;                  27) Cerconi Miranda, di N.N.: st. 2;
28) B
öckn Mario, di Francesco: st: 2;                       29) Lang Olindo, fu Tommaso: st. 3;                30) Polcaro Giuseppe di Albinio: st. 2;
31) Vratovich Giovanni e Maria, fu Stanislao: st. 2;    32) Milos Mario, di Mario: st. 1;                      33) Persini Pietro, di Vittorio: st. 2;
34) Perich Andrea, di Pietro: st. 2;                            35) Zuccheri Eugenia, di Francesco: st. 1;         36) Rossi Ernesto, fu Vincenzo: st. 1; 


in quella data sul n.ro 35 Anno V della Difesa Adriatica nello spazio Lettere al Direttore vi è la seguente lettera del presidente dell'Opera Profughi avente come oggetto l'E. 42: "Egregio Direttore, in merito alla lettera indirizzata dal sig. Berini Mario al Suo giornale circa la costruzione delle case a riscatto di Roma al Villaggio dell'E. 42, ci sono alcune considerazioni da fare circa i motivi che hanno determinato la nostra decisione di costruire le case in tale località. Oltre al fatto che fra breve le comunicazioni saranno rese comodissime col funzionamenbto della metropolitana e che la spesa per raggiungere il Villaggio non inciderà sul bilancio delle famiglie più di quello che incide normalmente sul bilancio degli abitanti delle altre borgate periferiche (in quanto è impossibile che l'Opera possa acquistare terreni centrali a prezzi favolosi) sia il fatto che potenziando il nucleo iniziale dell'E. 42, si attua, parallelamente alla sistemazione allogiativa dei profughi che hanno già una occupazione in Roma, anche la sistemazione allogiativa e al lavoro di altri profughi che, nel giro economico e d'affari che si va a creare, trovano ampia sistemazione. Infatti già ora, su 160 famiglie abitanti al Villaggio, una trentina di commercianti, industriali, operai, maestri, hanno trovato lavoro nel Villaggio stesso. Il nuovo centro offre così possibilità di sistemazione a tanti altri profughi, che altrimenti sarebbe difficile inserire, sparsi nei vari rioni della Capitale. Cordiali Saluti. Ing. Oscar Sinigaglia".


3 novembre 1951
- sulla Difesa Adriatica Anno V n.ro 42 vi è una foto aerea del Villaggio Giuliano con la seguente didascalia: "Superando notevoli difficoltà burocratiche e finanziarie (l'Opera non è riuscita ancora ad incassare lo sconto delle annualità relative alla concessione per la costruzione delle tre palazzine), l'Opera per l'Assitenza ai Profughi Giuliani e Dalmati ha portato a termine il programma per la costruzione di 36 nuovi alloggi al Villaggio Giuliano dell'
« E. 42 ». In totale sono così saliti a 186 gli alloggi della borgata giuliano-dalmata della Capitale. Con il prossimo inizio di altre tre palazzine per complessivi 27 alloggi e con la costruzione di 72 alloggi a riscatto, il Villaggio di Roma diventerà il più numeroso centro per la sistemazione in Patria della nostra gente.L'Opera si sta vivamente interessando affinchè venga costruita  una strada interna , la fognatura e la scuola elementare. Accanto alle aziende da tempo esistenti al Villaggio, altre hanno trovato posto negli scantinati resi liberi con la sistemazione alloggiativa di alcune famiglie. I profughi giuliano - dalmati, che hanno lasciato i Centri Raccolta Profughi e le altre sistemazione di fortuna, rivolgono a nostro mezzo un vivo commosso ringraziamento a S. E. Aldisio, Ministro dei Lavori Pubblici e a quanti si sono prodigati".



come si può vedere, nonostante la foto sfocata, esistono soltanto i "padiglioni", con il portale d'entrata, la torre idrica ed in fondo la Chiesetta di San. Marco. Sulla sinistra i primi tre palazzi arancioni, proprio i nuovi edifici in cui andranno a vivere le 36 famiglie sopra indicate. In questa foto il Villaggio appare in tutto il suo isolamento ed ha l'aspetto di un fortino nel deserto. All'epoca le uniche realtà abitative delle vicinanze erano l'Abbazia delle Tre Fontane, la Città Militare della Cecchignola, il piccolo nucleo abitativo delle Galerea, l'Ospedale Sant'Eugenio e l'E. 42 in cui però solamente alcuni edifici erano stati completati come si può vedere da questa foto dell'archivio dell'E.42 recentemente restaurata a cura Alinari:



al culmine dell'angolo in basso a destra si può notare il Villaggio Giuliano con i 3 nuovi edifici. Il lungo rettilineo è costituito da Viale dell'Umanesimo su cui a sinistra si nota la massiccia struttura dell'Ospedale di Sant'Eugenio che verrà inaugurato però soltanto nel 1957. Mentre le strutture completate dell'E.42 sono assai poche, e tutte le altre strutture verranno terminate o costruite ex novo per le Olimpiadi di Roma del 1960. In alto a destra della via Laurentina l'Abbazia delle tre Fontane.
 
23 novembre 1951
- in tale data viene organizzata al Villaggio Giuliano una delle prime "Feste degli Alberi" alla quale, come per le future edizioni, parteciparono i bambini della scuola elementare e le piccole della Casa della Bambina GiulianoDalmata.

5 gennaio 1952 - sul n.ro 1 Anno VI della Difesa Adriatica appare l'articolo:

 CERIMONIE NATALIZIE A ROMA
 FESTA DI BAMBINE
al  collegio  dell' E. 42

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23 febbraio 1952 -  sulla  Difesa Adriatica N.ro 8 Anno V I  vi è un interessante trafiletto che annuncia il VEGLIONISSIMO DELL'ALLEGRIA per quello stesso sabato 23 febbraio al Villaggio Giuliano. La manifestazione nasce sotto gli auspici dell'Associazione Nazionale Artistico Culturale Giuliano Dalmata e della Sezione Giuliano-dalmata della Società Dante Alighieri. Per l'occasione funzionerà una "tipica taverna giuliano-dalmata gestita dal noto esercente Bazzarini Giovanni". Un ampio trafiletto sulla D.A. del 1° marzo relaziona del successo della manifestazione che si è svolta dalle 22 alle 4 del mattino successivo negli ampi locali messi a disposizione da Emilio Giurissich che, con Giuseppe Ostrini, Mario e Giovanni Bazzarini, ha contribuito al successo del veglione.

25 febbraio 1952 - muore a Milano la Signora Nina Salata moglie del Gr. Uff. Elio Bracco. Ai funerali tenutisi il 27 febbraio molte le corone e le delegazioni delle varie associazioni giuliano-dalmate.

26 febbraio 1952 -  sempre al Villaggio Giuliano il Gruppo Villaggio Giuliano-dalmata di Roma della Lega Nazionale, presidente l'emerito Maestro Carlo Fabretto, ha tenuto per martedì grasso un allegro ADDIO AL CARNEVALE con un intrattenimento danzante che è durato sino alle 4 del mattino, condito anche dalle immancabili canzoni patriottiche con in testa L'Inno della Lega Nazionale.

22 marzo 1952 - sulla Difesa Adriatica n.ro 12 Anno VI appare un trafiletto in cui si dice che "Su proposta del Provveditore agli Studi di Padova è stata conferita la medaglia d'oro al merito scolastico all'insegnante Maria Pian de Posarelli Vratovich, profuga da Pola, attualmente residente al Villaggio Giuliano di Roma. La signora è una benemerita dell'istruzione elementare nellaVenezia Giulia dove ha esplicato la propria attività per 40 anni, continuando per altri 5 anni la propria missione a Padova. Da due anni essa si trova in pensione a Roma". A festeggiare la benemerita insegnante si sono radunati in un locale romano un nutrito gruppo di profughi istriani e non tra cui il poeta Bepi Nider, già allievo della Posarelli, i coniugi Fabretto, le sorelle Licini, il maestro Lodovico Zeriav e molti altri.


Mira e Raimondo Nider - Maggio '52

22 aprile 1952 -. viene attivato un servizio provvisorio della Metropolitana durante la "Fiera di Roma", che si svolgeva all'interno del comprensorio dell'EUR.

14 giugno 1952
- sulla Difesa Adriatica Anno n.ro 23 VI compare questo programma della prossima Festa di San Vito a Roma:



15 giugno 1952
- domenica in occasione della festività dei SS. Vito e Modesto a Roma alle 10 a Piazza Venezia nella basilica di San Marco si è tenuta una messa solenne celebrata da mons. Regalati. L'appuntamento successivo per gli esuli fiumani era però al Villaggio Giuliano di Roma dove si sono svolte tutta una serie di manifestazioni: dalle 17 una grande festa campestre con giochi per bimbi e adulti, un albero della cuccagna; dalle 18 una gimkana di vespe;  alle 19.00 anche nella piccola chiesetta del Villaggio vi è stata una messa conclusa con una processione ed infine il coro delle bimbe del Collegio dell'E. 42  hanno allietato i partecipanti con i canti della tradizione giuliana e fiumana a cui ha fatto seguito l'applaudita orchestra d'archi fiumani 
«G. Tartini » sotto la guida del maestro Serdoz che ha accompagnto anche la soprano Isabella De Pinto; dalle 21 alle 24 chiusura con gran ballo finale, canti ed elezione della reginetta della festa. In tale occasione viene dato alle stampe lo spartito della Canzone Fiumana "EL CICLON VENU' DA ORIENTE" parole di Mimì Corelli musicate da Silvio Tommasini. Il merito della buona riuscita della manifestazione va innanzitutto al presidente della Lega Fiumana Aldo Tuchtan, al dott. Biasi, al factotum Lenarduzzi e tanti altri. Si segnalava la presenza del presidente dell'ANVGD Elio Bracco e di vari esponenti dell'Opera.
3 luglio 1952 - sulla Difesa Adriatica n.ro 25-26 Anno VI si annunciava:
L A   P R I M A   M E S S A
    n e l l a   C h i e s a   d e l l '  E. 42 
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L'ha celebrata Padre Orlini alla presenza delle autorità romane e
di una folla di esuli giuliani e dalmati residentti nella Capitale

si trattava nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo all'EUR ed è significativo che anche questa manifestazione veda in prima fila gli esuli giuliani e dalmati.



22 novembre 1952 - nel N.ro 44 Anno VI della Difesa Adriatica si annuncia trionfalmente che la squadra di calcio del Villaggio Giuliano ha vinto la coppa del Torneo calcistico organizzato dal Partito Nazionale Monarchico battendo 2 a 0 nella finalissima la forte compagine del quartiere Italia. Entrambe le reti sono state segnate da Marsan:  di testa nel primo tempo e, dopo una pregevole azione personale, di piede nel secondo tempo.

25 novembre 1952
- il segretario generale della Presidenza della Repubblica, avv. Ferdinando Carbone, comunica al Presidente dell'Opera, ing. Sinigaglia, la concessione dell'alto patrocinio del Presidente Luigi Einaudi alla raccolta dei fondi necessari per l'ambizioso programma edilizio per dare un tetto dignitoso ai profughi giuliani.

20 dicembre 1952 - sulla Difesa Adriatica n.ro 48 Anno VI vi è la foto della Squadra di Calcio del Villaggio Giuliano vincitrice del Torneo P.N.M. di Roma: tra i giocatori vanno ricordati il portiere Garbin con la difesa composta da Maletich,  Nenni, Perich; i centrocampisti Cerlini, Silvi, Lauri, Scaffa e Costa; gli attaccanti Cobelli e naturalmente il capitano Marsan il popolare "Vespa" vero goleador del torneo con 7 reti. Il dovuto plauso all'allenatore Amedeo Cobelli, ex giocatore della Fiumana, ed all'organizzatore Alfonso Maietta.
1953 - viene fondata l'Associazione Sportiva Giuliana, che poi sarà popolarmente conosciuta come "La Giuliana", nome che venne dato anche alla squadra di pallacanestro, il cui presidente sino al 1956 sarà Alfonso Maietta.


Una foto del '53 che fa vedere lo stato dei lavori del futuro EVR

6 febbraio 1953 - Il Ministero del Tesoro agli esuli con proprietà e immobili situati nei territori ceduti alla Jugoslavia invia una circolare,  protocollo I.R.F.E. n° 3353, con la quale comunica che qualora volessero godere di anticipazioni in base alla  legge 31 luglio 1952  n°1131, dovranno presentare irrevocabile dichiarazione  di cessione o vendita dei loro beni allo stato jugoslavo. 

10 febbraio 1953 - l'ing. Oscar Sinigaglia, nell'anniversario del Trattato di Pace di Parigi, si reca al Quirinale con il suo "personale contributo" in favore delle popolazioni italiane che quel "Diktat" hanno subito sulla loro pelle. Sarà grazie al suo congruo contributo e ad un analogo impegno dello stato che sorgerà, nel Villaggio Giuliano di Roma, la Casa della Bambina Giuliana e Dalmata.



14 febbraio 1953 - la sezione Giuliano-Dalmata della Società "Dante Alighieri" organizza il "tradizionale
Arciveglionissimo dell'allegria" nei locali del BAR ZARA. Un ulteriore segno che lo spirito degli esuli giuliani si era mantenuto vivo anche in quei primi anni di esilio nel nuovo Villaggio Giuliano:

7 marzo 1953 - la Difesa Adriatica n.ro 9 Anno VII annuncia che "nei giorni scorsi si sono conclusi i lavori di Costituzione della Sezione romana della Lega Nazionale di Trieste". Presidente, con voto unanime, è stato eletto l'istriano Nino de Totto; segretario Luigi Ziliotto; tesoriera Fiorella Pugi; pubbliche relazioni Giovanni Angeli mentre la sezione arte e cultura viene affidata al maestro Carlo Fabretto; la parte organizzativa  a Manlio Cace e la sezione femminile alla signora Maria Sarrocchi.

4 aprile 1953 - sulla Difesa Adriatica n.ro 13 Anno VII tra le Attività dell'Opera si segnala la Manifestazione all'E. 42:  "Alla casa della Bambina Giuliana e Dalmata ha avuto luogo domenica scorsa l'annuale festa di Pasqua. Le 170 bambine del collegio avevano inviato alle autorità e alle loro buone madrine un affettuoso invito. E invero una piccola folla ha risposto festeggiandole. Erano presenti alla manifestazione la Principessa Torlonia, Presidente onoraria del Madrinato Italico, con la Vice Presidente Contessa Scribani Rossi, S.E. Ciampani, che rappresentava anche il Presidente dell'Opera, ing. Sinigaglia, l'avv. Ziliotto, Presidente dell'Associazione Nazionale per la Venezia Giulia e Dalmazia, il dott. Rinaldi, Capo Divisione Convitti Nazionali della Pubblica Istruzione, il Segretario Generale dell'E.U.R. anche per S.E. Testa, il Parroco dell'E. 42, il Segretario Generale dell'Opera, moltissime madrine e invitati. Sotto la direzione dell'economo Salvioli le bambine hanno presentato alcuni cori con la collaborazione della soprano profuga fiumana De Pinto, gentilmente prestatasi. Sono stati eseguiti cori di particolare impegno: «La Vergine degli Angeli» e «L'Ave Maria» di Schubert. Le bambine hanno presentato poi un riuscitissimo bozzetto preparato dalle istitutrici, tra cui meritano particolare citazione le signorine Benzan e Zuccheri. Anche il maestro Fabretto ed altri hanno collaborato con squisita sensibilità. Non  poteva mancare la scenografia di Colella, molto piaciuta. Dopo lo spettacolo le madrine e le autorità si sono intrattenute a lunghe con le singole bambine. Quest'anno, accanto ai soliti regali pasquali, la generosità del Madrinato ha assicurato una gradita sorpresa: dei bellissimi copriletti abbellivano i luminosi dormitori. S.E. Ciampani ha detto la riconoscenza dell'Opera e delle bambine verso chi fa loro tanto del bene"


i tre nuovi edifici costruiti per i profughi.

19 aprile 1953 - i Capodistriani festeggiano per la prima volta Semedella al Villaggio Giuliana-Dalmata di Roma. Nella Chiesetta del Villaggio Padre Luciano Viale , dei Frati Minori del Convento di S. Anna, che vent'anni prima aveva celebrato a Capodistria la sua prima messa, ha tenuto l'ufficio religioso e pronunciato una commovente omelia. Il "Sindaco" del Villaggio Giuliano, il Maestro Fabretto, ha fatto gli onori di casa. Sono intervenuti la medaglia d'oro Giorgio Cobolli e naturalmente le famiglie capodistriane del villaggio tra cui spicca la famiglia Apollonio con ben 12 componenti.


falegnameria del Villaggio Giuliano - maggio '53

14 giugno 1953 - vengono assegnati i diplomi di benemerenza per l'importante Concorso Alabarda 1953 indetto dalla Società Dante Alighieri - Comitato romano  - sezione Giuliano-Dalmata, in cui venivano premiati tre testi dialettali . La commisione giudicante presieduta da Mario Tamani ha premiato le seguenti composizioni poetiche: "Eroi" di Luigi Borsatto; "El canto de l'esule polesan" di Adolfo Parentin e "Torneremo" di Giuseppe Ostrini:


Il Diploma a Giuseppe Ostrini per la poesia Torneremo

contemporaneamente si era bandito il "Concorso Canzoni «Alabarda » 1953" per musicare le tre poesie. Le composizioni saranno eseguite al Villaggio Giuliano. Ai vincitori un premio ricordo e la registrazione delle canzoni che verranno diffuse dalla RAI.

28 giugno 1953 - per tutta la durata dell’Esposizione Internazionale dell’Agricoltura (EA.53), che si tenne all’Eur avviene un servizio provvisorio della Metropolitana, dalla stazione di Piramide a quella di Esposizione.

30 giugno 1953 - muore nella sua abitazione di Roma l'ing. Oscar Sinigaglia, presidente in carica dell'Opera Nazionale per l'Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati e grande benefettore del Villaggio Giuliano. Verrà sepolto nel cimitero del Verano nella tomba di famiglia dove erano già stati sepolti Teodoro Mayer (1860-1942) e Gilda Mayer Ziffer (1860-1939) i genitori della moglie Marcella Sinigaglia Mayer.


4 luglio 1953 - alla guida della Parrocchia di San Marco al posto di padre Giovanni Martini, dopo un breve periodo di reggenza di pochi mesi del giovane sacerdote padre Martino Penasa, giunge padre Luigi Danielli, che ne reggerà le sorti per ben 15 anni. A fianco di padre Danielli una figura assai popolare sarà il coadiutore fra Giulio Rella di Pola, già sacrestano nel duomo di questa città, che divenne il vero factotum della parrocchia e figura di riferimento dei ragazzi del villaggio. Vanno inoltre ricordati padre Marcellino Mendini e padre Sebastiano Sartor che, insieme a padre Danielli e a fra Giulio Rella, furono figure fondamentali per il Villaggio Giuliano.

19 settembre 1953 - sulla Difesa Adriatica n.ro 34 Anno VII vi è un ampio articolo su:

 Attività dell'Opera per l'Assistenza 
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L'esito per i concorsi per i Collegi (scuole ementari) - L'assegna-
  zione degli appartamenti al  Villaggio  Giuliano dell' EUR a Roma


da questo articolo ecco le Assegnazioni alloggi a Roma:


Sansa Fabbri Emilia, 3 stanze; Cappai Liliana, 3 st.; Cech Vittorio, 3 st.; Vretschko Federico, 3 st.;
Giachelia Bruno, st. 3; Nappi Valeria ved. Frezza, 3 st.; Spada Paolo 3 st.; Deragna Sergio, 2 st.;
Olivieri Riccardo, 2 st.; Superina Iginio, 2 st.; Conte Domenico, 2 st.; Stroligo Edoardo, 3 st.;
Mattei Roberto, 2 st.; Benussi Giovanni, 3 st.; Guanti Armando, 2 st.; De Leo Gaetano, 3 st.;
Zanini Arduino, 2 st.; Sponza Francesco, 2 st.; Rossi Valerio, 3 st.; Coppi Ettore, 3 st.;
Cermelli Guerrino, 3 st.; Lang Olindo, 3 st.; Santulin Bartolomea, 3 st.; Belletti Giovanni, 3 st.;
Malusà Giovanni, 3 st.; Hagendorfer Ferdinando, 2 st.;


25 ottobre 1953 - in una domenica in un cielo coperto di nubi che di tanto in tanto lasciava cadere degli scrosci di pioggia, su di un Villaggio impavesato dalle bandiere delle terre perdute e dal tricolore italiano, si svolge tra una folla numerosa la posa della prima pietra della Casa della Bambina Giuliano e Dalmata:



31 ottobre 1953 -
sulla Difesa Adriatica n.ro 40 Anno VII vi è un ampio articolo sulla posa della prima pietra della costruenda Casa della Bambina e di altre due importanti inaugurazioni avvenute la domenica precedente:

UNA GIORNATA DI FESTA AL VILLAGGIO GIULIANO
La  posa  della  prima  pietra
di un nuovo collegio dell'Opera

In un Villaggio imbandierato si festeggiano ben tre avvenimenti, ovvero le inaugurazioni di tre nuovi edifici per 26 appartamenti; e l'inaugurazione del campo sportivo realizzato col concorso del CONI da parte del Circolo San Marco ed inoltre la posa della prima pietra per il costruendo Collegio della Bambina Giuliana e Dalmata, opera resa possibile dal generoso lascito del compianto ing. Sinigaglia  e della signora Marcella Sinigaglia Mayer oltre che da un contributo, di pari importo, del Ministero dell'Interno.  La manifestazione si è trasformata così nel doveroso omaggio  a colui che è stato da sempre a fianco ai profughi giuliano-dalmati e a cui dovranno serbare imperitura memoria: l'ing. Oscar Sinigaglia. Dopo la posa della prima pietra Tomaso Ciampani ha ringraziato le autorità convenute ed ha fatto un consuntivo delle innumeri attività svolte dall'Opera con un doveroso e commosso ricordo del presidente sotto la cui direzione sono state ideate e fortemente portate avanti, l'ing. Oscar Sinigaglia, tra la commozia di donna Marcella e degli astanti tutti. Alla fine della cerimonia il coro Arupinum dei rovignesi di Trieste ha allietato tutti col suo vasto repertorio di canti.


Il Coro Arupinum col M.o Fabretto

Le autorità hanno quindi visitato una mostra delle attività dell'Opera organizzata in uno degli edifici del Villaggio da Amedeo Colella. In tre padiglioni vengono presentate le diverse attività dell'Opera: Edilizia - Assistenza ai minori - Lavoro. Il tutto con fotografie, plastici grafici e pannelli esplicativi. Partcolarmente ammirato un grande plastico del Villaggio.

Il plastico del Villaggio Giuliano

Tra le autorità presenti alla manifestazione spiccava la Signora De Gasperi; il presidente dell'ANVGD avv. Ziliotto; i membri del Consiglio d'Amministrazione dell'Opera Mandel, Reiss Romoli, Bracco, Vasco Lucci; il sen. Tacconi presidente dell'associazione Nazionale Dalmata col dott. Cace; il presidente della Lega Fiumana dott. de Maineri oltre a Padre Rocchi.

1954 - per opera di Fra' Giulio Rella viene fondato il Reparto 27 "San Germano di Pola" dei Boy Scout e Lupetti del Villaggio.

14 febbraio 1954 - sulla Difesa Adriatica n.ro 7 Anno VIII un ampio articolo su:

SI SONO SOSTITUITE ALLE MAMME !
I l    M a d r i n a t o   I t a l i c o
p e r   i l   C o l l e g i o   d i   R o m a
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L'imponente bilancio benefico dell'attività 1953 - in costruzione il nuovo edi-
  ficio della
«Casa della Bambina Giuliana e Dalmata » al Villaggio dell' E. 42

Nell'articolo si relaziona sui lavori per il nuovo Collegio, iniziati nell'ottobre scorso, con lo scopo di dare un'adeguata sistemazione allle bimbe provvisoriamente ospitate nei locali dell'E.U.R.  Si passa quindi alla meritoria opera del Madrinato Italico di cui l'anima e la Presidente effettiva è da sempre Marcella Sinigaglia Mayer, mente la principessa Beatrice Torlonia ne è la presidente onoraria e la contessa Vera Scribani Rossi ne è la vice. Per magnificare l'opera del Madrinato basti dire che nel '53 le loro donazioni sono ammontate a lire 2.661.000 (in gran parte costituite dalle quote delle madrine oltre che da offerte straordinarie). L'ingente cifra è stata devoluta alle varie attività di assistenze delle bambine giuliane a cui hanno fornito vestiario, giocattoli, doni di Pasqua e Natale, e soprattutto tanto amore.

15 maggio 1954 - con la legge 272 del 15 maggio 1954 lo Stato concede finalmente alla S.T.E.F.E.R. (Società per le Tranvie e Ferrovie Elettriche di Roma) l'esercizio della Ferrovia Metropolitana di Roma (Termini - Esposizione - Laurentina).

 
Ottobre 54 . La Casa della Bambina in costruzione

4 novembre 1954 - la Zona A con Trieste ritorna a far parte a tutti gli effetti dello stato italiano e gli italiani della Zona B, sentendosi oramai abbandonati, danno vita ad un ulteriore massiccio esodo.

22 dicembre 1954
- si effettua a cura della S.T.E.F.E.R.
, che aveva preso in gestione la costruenda rete metropolitana di Roma, una corsa di prova sulla linea metropoliana Termini-Laurentina.


Foto di gruppo della famiglia Sablich
22 gennaio 1955 - sulla Difesa Adriatica n.ro 4 Anno IX del 22-29 gennaio si annuncia la prossima inaugurazione della Casa della Bambina Giuliana e Dalmata



con un ampio servizio fotografico che illustra la nuova realizzazione e con un doveroso omaggio ai benefattori Oscar Sinigaglia e Marcella Sinigaglia Mayer a cui viene dedicata questa fotografia che li vede riuniti:



23 gennaio 1955
- come previsto la domenica del 23 gennaio alle ore 11con un
discorso del triestino Guglielmo Reiss Romoli, Presidente dell'Opera Profughi Giuliani e Dalmati si inaugura il nuovo collegio della Casa della Bambina Giuliano-Dalmata. L'inaugurazione avviene alla presenza del sottosegreterio Bisori, di Mons. Santin, del sindaco di Trieste Gianni Bartoli e delle massime autorità della Capitale: il prefetto Vitelli ed il Sindaco di Roma Salvatore Rebecchini.


 
Il progetto dell'ampio fabbricato si deve all'ing. Alfredo Foschini ed i lavori, iniziati nel '53, vennero eseguiti dall'impresa di Chino Rinelli. Il complesso ha ben 1.600 mq di superfice murarie e 6.400 di area adibita a parco, campo sportivo e viale d'accesso. Complessivamente il collegio ospita 120 bambine dai 6 ai 12 anni. Il Collegio è doverosamente intitolato a Marcella ed Oscar Sinigaglia come ricorda questa grande iscrizione apposta sul portale d'ingresso sul lato sinistro:

BAMBINE DELL'ADRIATICO
FIGLIE DELLE TERRE
STRAPPATE ANCHE AL VOSTRO AMORE
RICORDATE SEMPRE
CON RIVERENZA E  CON GRATITUDINE
OSCAR SINIGAGLIA
E
MARCELLA SINIGAGLIA MAYER
CHE CON INCOMPARABILE GENEROSITA'
 COLLABORARONO ALL'OPERA DELLO STATO
PER DARVI QUESTA CASA
 SACRA AL CULTO DELLA PATRIA
E ALLE FIORENTI PURITA'
DELLE VOSTRE ANIME ITALIANE

  GENNAIO 1955


Naturalmente Marcella Sinigaglia Mayer è stata al centro della manifestazione, che si è risolta anche in un rinnovato ricordo del suo compianto marito che non ha avuto l'opportunità di vedere completato il suo sogno di dare un'adeguata sistemazione alle piccole giuliane. Il Sindaco di Trieste, il rovignese Gianni Bartoli, presente alla cerimonia volle omaggiare Marcella Sinigaglia del sigillo trecentesco della città giuliana in riconoscimento della sua costante e meritoria opera nel Madrinato Italico:

                   

Il Sindaco Bartoli dona il sigillo a Marcella Mayer
Mons. Santin benedice .la bandiera del Collegio

Dall'inaugurazione e sino al 1968 la direttrice della Casa della Bambina sarà Madre Maria Ambrosina Barzellato, nata a Rovigno il 1° ottobre 1903. Madre Ambrosina aveva retto ancor prima il Collegio nella sua sede provvisoria nel Palazzo degli Uffici all'E. 42. Reggerà con polso fermo il benefico istituto con la collaborazione organizzativa del Dott. Aldo Clemente; con la direzione e l'assistenza scolastica del prof. Socrate Ciccarelli e quella sanitaria del Dott. Attilio Paliaga, nonchè quella religiosa di Padre Flaminio Rocchi. A coadiuvarla vanno citate le brave assistenti, in genere profughe giuliane, e le sue consorelle tra cui ricordo Madre Leonarda (la capo-cuoca), Madre Michela (la capo infermiera), Madre Armanda (che si dedicava all'insegnamento della religione) e tante altre laboriose suorine. Oltre all'opera davvero meritevole del Madrinato Italico fondato da Marcella Mayer Sinigaglia che tanto si prodigò nell'assistenza delle piccole collegiali.
9 febbraio 1955 - alla presenza del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi si inaugura la Metropolitana di Roma.  Erano stati finalmente completati i lavori della Ferrovia dell'E. 42 per utilizzarli come servizio di linea metropolitana tra Termini e l'EUR con una metropolitana ogni due che arrivava sino alla sperduta stazione Laurentina. Dalla stazione della Metro al Villaggio Giuliano si doveva percorrere un tratto in salita della via Laurentina, all'epoca senza illuminazione, e completamente disabitato almeno sino alle prime case del Villaggio. Alla sera la compagnia dei militari che tornavano alla caserma della Cecchignola rendeva però più rassicurante il viaggio a piedi. Perchè aspettare gli autobus (il 223 ed il 123) che allora passavano ogni 20 minuti era ancora meno piacevole, qualora si perdeva la coincidenza.


La Stazione TERMINI, il capolinea da cui partiva la Metro B

Era la Linea B della futura rete metropolitana di Roma.... quando ancora non esisteva una Linea A!! La Stazione Laurentina consentiva finalmente un rapido collegamento con il centro di Roma, così come aveva pronosticato Oscar Sinigaglia, a cui lo sperduto centro giuliano-dalmata per la lontananza non sentiva ancora di appartenere.


La Stazione LAURENTINA, l'altro capolinea della Metro B

10 febbraio 1955 - la linea fu aperta all'esercizio; con partenze ogni 5' dalle 6 alle 22,30 ed ogni 15' fino alle 24, solamente un treno su tre raggiungeva la stazione Laurentina, gli altri fermandosi a san Paolo Basilica. Il tracciato della Linea B partiva dalla Stazione Termini, proseguiva con la Stazione Cavour, per giungere alle Stazioni di Colosseo e di Circo Massimo con un tragitto al coperto (per 3.700 metri). Mentre la quarta stazione quella della Piramide era posta allo scoperto ed in tal guisa si proseguiva con le stazioni di Garbatella, San Paolo e Magliana per poi proseguire, questa volta al coperto, con le stazioni di EUR Marconi ed EUR Fermi per finire finalmente in binario unico alla nostra benedetta Stazione Laurentina. Complessivamente la lineaTermini-Laurentina era lunga 11,3 chilometri.


Il caratteristico muso delle prime Metropolitane della STEFER

9-16 aprile 1955 - sulla Difesa Adriatica n.ro 15 Anno IX nell'articolo "Attività dell'Opera" oltre alla solita segnalazione della meritoria opera del Madrinato Italico verso le piccole della Casa della Bambina Giuliana e Dalmata di Roma vi è l'annuncio dell'effettuato appalto per la costruzione delle tre nuove case che si andranno ad affiancare a quelle, uguali, già edificate.

15-27 agosto 1955 -
sulla Difesa Adriatica n.ro 15 Anno IX si riporta nella cronaca da Roma del "Giorno di festa domenica 31 al Villaggio Giuliano di Roma" per la celebrazione del primo anno di vita dell'A.S. Giuliana. La festa ha visto due rappresentazioni teatrali: la farsa la «Classe degli asini» e «L'eredità di gigotta » a cura dei bimbi del Villaggio istruiti dalla maestra Leggeri e della sig.a Bussetti. E' seguito un concerto applaudito di bran i lirici ed infine l'orchestrina del maestro Hagendorfer ha dato inizio al programma danzante.



novembre 1955 - sul n.ro 42 Anno IX della Difesa Adriatica del 5-12 novembre si riporta la seguente notizia:
 SOLENNE CERIMONIA AL VILLAGGIO GIULIANO
___________________________________
I fiumani offrono alla Chiesa
la statua del patrono San Vito

Domenica scorsa nella chiesetta di San Marco Evangelista in Agro Laurentino una messa solenne, accompagnata dalla vice della soprano De Pinto, in occasione del dono da parte della comunità degli esuli fiumani in Roma di una pregevole statua dell'amato santo patrono San Vito la cui figura venne rievocata con commosse parole da Padre Luigi Maria Danielli parroco del Villaggio.



24 dicembre 1955 - nel n.ro 49 Anno IX della Difesa Adriatica in prima pagina:
 IL NATALE NEI COLLEGI DELL'OPERA E AL VILLAGGIO S. MARCO 
_______________________________ 
I doni di Donna Carla Gronchi
alle bambine del collegio di Roma

nell'articolo si da ampio risalto alla visita alla Casa della Bambina di Donna Carla Gronchi per distribuire alle piccole bimbe giuliane i doni natalizi. La moglie del Presidente della Repubblica è stata ricevuta con tutti gli onori dal Prefetto, dal Sindaco, dal presidente dell'Opera, dott. Enrico Ricceri, dal presidente dell'ANVGD dott. Maurizio Mandel ma, soprattutto da Marcella Sinigaglia Mayer e dalla superiora Madre Ambrosina oltre che dalle bambine tutte. Dopo i saluti di rito un momento particolarmente toccante è stato quando una delle piccole si è avvicinata alla signora Gronchi (che è anche Presidente della Croce Rossa Italiana) offrendo spontaneamente, a nome di tutte le piccole profughe giuliane, i loro risparmi (frutto delle offerte delle Madrinato Italico)
ai piccoli profughi ungheresi. Tra la commozione generale Marcella Sinigaglia ha aggiunto che, a spese del Madrinato Italico, due piccole profughe ungheresi potranno essere ospitate nel collegio. E' seguito uno spettacolino offerte dalle bimbe giuliane al folto pubblico di parenti, Madrine italiche ed autorità, dal titolo "Queste bambole" di cui autore, scenografo e regista è stato il bravo Amedeo Colella. Spettacolino che, visto gli applausi ricevuti, è stato ampiamente gradito dal folto pubblico.


l'offerta della piccola giuliana per i piccoli profughi ungheresi
Tra Marcella Sinigaglia Mayer e donna Carla Gronchi.

 
Dal 1936 al 1955
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