Dal 1936 al 1955
dal 1956 al 1960
Dal 1961 al 1969
Dal 1970 al 1983
dal 1984 ad oggi

31 dicembre 1960-1° gennaio 1961 - la notte di San Silvestro durante un veglione organizzato per l'occorrenza è nato al Villaggio Giuliano un nuovo circolo culturale e ricreativo: El Fogoler. Il circolo è sorto per iniziativa del comitato provinciale dell'ANVGD e di un gruppo di giovani universitari ed impiegati del Villaggio. Per illustrare le finalità del nuovo organismo nulla di meglio che pubblicare qui di seguito la lettera aperta formulata all'atto della sua costituzione:

           Gentili Amici
Con l'inizio del nuovo anno nasce «El Fogoler »
«El Fogoler»... quanti dolci e cari ricordi sono legati a questa parola. Ricordi di tante calme e serene ore trascorse vicino alla sua calda fiamma, ricordi di un tempo felice, delle nostre case, della nostra terra.
Son passati gli anni e ora i nostri focolari sono lontani, forse per sempre. Ma la fiamma che li faceva vivere, che ci univa tutti intorno ad essa, il suo caldo alito che ci rendeva tutti felici, tutti orgogliosi del no-
stro sangue, del nostro mare, delle nostre Terre Benedette è dunque rimasta anche essa laggiù a languire, a spegnersi? NO. Essa, in mille fiammelle vive ancora in ognuno di noi. Ed è per riunire queste mille
fiammelle sparse e per accendere un ideale, comune « Fogoler » , che custodisca la grande e sublime fiamma che riscaldo gli spiriti dei nostri padri, che deve rischiarare il cammino dei nostri figli, che è sorto
in seno ai Gruppi Giovanili Adriatici questo nostro circolo culturale e ricreativo. E' nato dal bisogno di continuità degli anziani, e dal vigore dei giovani che non vogliono vedere morire le tradizioni dell'antiche
e nobili spirito adriatico.  E perchè questo non accada, perchè i nostri figli si ricordino ancora delle nostre terre, delle nostre tradizioni, dei nostri Santi, perchè la fiamma del nostro
« Fogoler » non muoia mai
e un giorno, se Dio ce lo concederà, possa tornare a splendere nei luoghi dove nacque, siateci
vicini tutti, giovani e anziani e circondateci della Vostra adesione, del Vostro appoggio e del Vostro affetto.

marzo 1961
- uno degli avvenimenti imperdibili, per grandi e piccoli del Villaggio, erano le mascherate di carnevale del nostro Severino Zoia. Qui una foto sfocata di una delle sue strabilianti performance:

 

il nostro Severino nei panni della Tigre di Cremona ovvero la Mina nazionale con tutte le sue "mille bolle blu"... anche se qui sono in bianco e nero. Per compensare devo dire che mi ricordo di un altro carnevale in cui Severino Zoia, sul suo camioncino, faceva l'imitazione della sua grande rivale: Milva, la Pantera di Goro. e della canzone sanremese "Il mare nel cassetto" utilizzando un comodino dal cui cassetto estraeva conchiglie, sabbia, stelle marine ecc ecc.


Un festoso saluto delle piccole della Casa della Bambina
al passaggio dei reparti militare al ritorno dalla parata del 2 Giugno

7-17 ottobre 1961
- sulla Difesa Adriatica N.ro  23 Anno XV ci è il seguente articolo in prima pagina:
 
LA SIGNIFICATIVA DECISIONE DELLE AUTORITA' CAPITOLINE
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Il  villaggio  giuliano - dalmata
è diventato un Quartiere di Roma
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Il nucleo edilizio costruito dall'Opera sarà il centro di un complesso comprendente anche
la zona della Cecchignola, al quale verrà dato il nome di Quartiere Giuliano-Dalmata.

15 ottobre 1961
- il nostro estroso Severino Zoia ancora una volta fa parlare di sè. Nell'ambito del concorso indetto dal Comune di Roma ha vinto il secondo premio assoluto fra gli espositori di uva da tavola grazie alla sua fantasia che ha ornato il fondale del suo negozio di via dei Sommozzatori con una rappresentazione dell'Istria ricoperta da grappoli d'uva in cui spiccava un cartiglio con i seguenti versi dell'Inno all'Istria : "Oh bell'Istria, i tuoi dolci vigneti.... " il tutto tra le bandiere dell'Istria e di Trieste.


5 novembre 1961
- Viene inaugurato il cippo carsico monumento "Ai Caduti Giuliani e Dalmati", posto lungo la Via Laurentina all'altezza del Villaggio Giuliano. Sulla pietra del Carso, tratta dai campi di battaglia della 1° Guerra Mondiale, uno stemma bronzeo che raccorda gli emblemi dell'Istria, di Fiume, di Trieste, di Gorizia e della Dalmazia
il monumento va a ornare il nuovo Quartiere Giuliano Dalmata di Roma che si estende oltre all'ex Villaggio Giuliano, anche alla Cecchignola e a Colle di Mezzo. All'inaugurazione ha partecipato compatto il "Villaggio" oltre ad un folto gruppo di autorità tra cui la moglie del Ministro Scelba. Dopo che un reparto in armi ha reso gli onori militari due piccole della Casa della Bambina hanno scoperto il masso carsico, sino ad allora ricoperto da un grande drappo tricolore. il Cappellano militare, assistito dal parroco Padre Luigi Danielli e da Padre Flaminio Rocchi, ha benedetto il monumento. Le 200 bambine delgli Istituti « Marcella e Oscar Sinigaglia » hanno quindi intonato Il Piave. Il discorso inaugurale è stato tenuto dal dott. Oreste Rozzo, Presidente della  Compagnia Volontari Giuliano-Dalmati e Consigliere dell'Opera. Infine l'Inno di Mameli ed un omaggio floreale AI CADUTI GIULIANI E DALMATI ha concluse la solenne cerimonia.


22 dicembre 1961 - "La Commissione Consultiva di Toponomastica del Comune di Roma, nella riunione del 22 dicembre 1961, ha proposto d'intitolare all'ing. Oscar Sinigaglia la piazza formatasi al termine del viale dei Giuliani nell'ambito del complesso edilizio che, con precedente provvedimento del Commissario del Comune, è stato denominato
« Quartiere Giuliano e Dalmata »", così sulla Difesa Adriatica n.ro 2 Anno XVI del 20-27 gennaio 1962, in effetti verrà intitolato ad Oscar Sinigaglia il viale e non la piazza (che sarà Piazza Giuliani e Dalmati).

20 gennaio 1962 - muore a Roma a 82 anni il sen. Antonio Tacconi che ha vissuto i lunghi anni dell'esilio in una delle case del Villaggio Giuliano di via Cippico. I commossi e partecipati funerali non si potevano che svolgere nella chiesetta di San Marco in Agro Laurentino gremita sino all'inverosimile tanto che molti hanno seguito i funerali all'esterno così come sono dovuti rimanere fuori anche molti labari. Prima della celebrazione funebre Padre Flaminio Rocchi ha illustrato la figura dello scomparso con poche ma sentite parole: "Si ha l'impressione - ha detto - che con la scomparsa di questo avvocato battagliero, di questo patriota audace ed intelligente, di questo vegliardo senatore di 82 anni sia crollata una colonna angolare nell'ideale tempio dalmato; una di queste colonne monolitiche di granito rosso che sostengono il Duomo della sua Spalato" e ne ha ricordato un episodio della vita quando, nel '45, stava per venir fucilato nel cimitero di Spalato dai titini, venendo salvato da un suo ex impiegato che bloccò l'esecuzione testimoniando come al sen. Tacconi non fosse imputabile colpa alcuna. Inutile enumerare le associazioni e le personalità dell'esodo dalmata ma anche istriano e fiumano che hanno onorato il defunto con la loro commossa partecipazione, basti ricordare le orazione del dott. Maurizio Mandel e del dott. Manlio Cace davanti al Cippo dei caduti giuliani e dalmati.

27 maggio 1962
-
La Commissione Consultiva della Toponomastica del Comune di Roma ha stabilito di intitolare il viale principale del Villaggio, già detto genericamente viale dei Giuliani, alla figura dell'illustre benefettore ing. Oscar Sinigaglia, stabilendo altresì che la piazza principale davanti alla chiesa si dovesse intitolare Piazza Giuliani e Dalmati per ricordare l'esodo biblico di quelle infelici popolazioni che, per restare italiani, hanno abbandonato le loro case, le loro città, il loro bel mare dell'Istria, di Fiume e di Zara. Nella solenne occasione vennero scoperte due nuovi monumenti che si andranno ad aggiungere al cippo carsico: un artistico bassorilievi bronzeo di oscar Sinigaglia, opera dello scultore triestino Tristano Alberti (1915-1976) autore tra l'altro del monumento a Nazario Sauro a Trieste e, nella nuova Piazza Giuliano-Dalmati il monumento all'esodo composto dal mosaico del pittore polesano Amedeo Colella (1922-1975), già funzionario dell'Opera Profughi e valente artista, con annessa targa che ricorda le città perdute: Fiume, Pola e Zara e quelle salvate in toto come Trieste o parzialmente come Gorizia.


                        
Oscar Sinigaglia
Bassorilievo di Tristano Alberti

L' Esilio
Mosaico di Amedeo Colella

Mentre la fanciulle degli Istituti « Marcella e Oscar Sinigaglia » intonavano il commovente "Va pensiero" dal Nabucco di Verdi sono stati scoperti i drappi tricolori che ricoprivano le due opere che sono state benedette da Mons. Ferdinando Baldelli, assistito dal Parroco Padre Luigi Danielli e da Padre Flaminio Rocchi, mentre il Presidente dell'Opera, prof. Ernesto Manuelli, ha rievocato con commosse parole la figura del compianto Oscar Sinigaglia, primo Presidente dell'Opera Profughi, e grande benefattore della gente giuliana: « Il fatto di essere qui oggi riuniti scaturisce dal riconoscimento dato dal Comune di Roma ai profughi giuliani e dalmati col dedicare ad essi una piazza in questo loro quartiere e dall'analogo riconoscimento tributato ad un italiano insigne, l'ing. Oscar Sinigaglia » Poi ha preso la parola il sub Commissario Sannini che ha portato il saluto del Sindaco di Roma ha fatto seguito la commossa orazione di Mons. Baldelli. Infine la cerimonia si è comclusa con la consegna di medaglie d'oro di benemerenza ai dipendenti dell'Opera, nel quindicesimo anno della sua costituzione. Naturalmente alla manifestazione ha partecipato una commossa Marcella Sinigaglia Mayer attorniato dall'affetto delle sue bambine.

                                      



il busto di Oscar Sinigaglia

il mosaico « L'Esilio » di Amedeo Colella
29 settembre 1962 - muore di tumore a 39 anni all'ospedale S. Eugenio di Roma Armando de Angelini. Lascia la giovane moglie Pasqua Benussi ed il figlioletto Gianclaudio non ancora dodicenne. Viene sepolto nel cimitero del Verano a Roma. Mia madre per portare avanti la famiglia si rimbocca le maniche e viene assunta come sotto cuoca al Collegio della Casa della Bambina Giuliana e Dalmata "Marcella e Oscar Sinigaglia". La cuoca era l'energica e simpatica madre Leonarda (una sorta di nonna Abelarda, burbera ma dal cuore d'oro).



13 dicembre 1962 - l'Opera per l'Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati prende rapidamente atto della scomparsa di Armando de Angelini e, con lettera a firma del suo segretario generale sig. Aldo Clemente, annuncia alla vedova che per lei e per il figlio di 12 anni che al loro piccolo nucleo famigliare non veniva più assegnato un nuovo appartamento composto da 2 camere e servizi, ma...:
 
        Le è stato assegnato un alloggio di 1 stanze (sic) e servizi nella palazzina in costruzione in V.le O. Sinigaglia
per il quale è stato fissato un fitto mensile di £. 6.500,=


nella stessa lettera si annunciava la "formale disdetta per l'appartamento attualmente occupato nei padiglioni in muratura, che dovranno venir demoliti".

ottobre 1962 - per la seconda volta Severino Zoia e la sua vetrina partecipano al concorso indetto dalla Camera di Commercio di Roma per favorire l'incremento dei vendita di uva e di frutta. Pur sbizzarrendo ancor più la sua sfrenata fantasia, trasformando la sua frutteria di via dei Sommozzatori in una vera e propria vigna con un asinello recante cesti di uva all'ingresso del negozio, a cui si accedeva tramite un cancello in legno, proprio come quello in uso in Istria. All'interno si era accolti da una pergola carica di tralci d'uva, botti e strumenti tipici dei vignaroli con due manichini in abiti da contadino come lo erano stesso Severino e la moglie; alla parete anche un quadro di Marino, città del vino, e le bandiere giuliane a mò di festoni... risultato il solito secondo premio assoluto che Severino ha ricevuto nella sala Borromini, oltre al piacere di aver sconfitto anche quest'anno il fratello e rivale Guerrino Zoia. Severino ha inoltre deliziato gli abitanti del Villaggio didtribuendo uva girando con un somarello (vero) per le strade del quartiere per la felecità della muleria.


Scuola Giuseppe Tosi - Foto di gruppo

6 gennaio 1963 - domenica 6 gennaio è arrivata per le piccole della Casa della Bambina Giuliana e Dalmata una generosa befana grazie a Donna Laura Segni, moglie del Presidente della Repubblica che, continuando nella meritoria opera di Donna Carla Gronchi, è particolarmente vicina i bisogni delle piccole giuliane. Naturalmente la simpatica manifestazione è stata curata da Marcella Sinigalia Mayer infaticabile nella sua costante missione.

25 gennaio 2 febbraio 1963 - sulla Difesa Adriatica n.ro 2 Anno XVII viene riprodotta la targa commemorativa apposta, al Cimitero del Verano di Roma in ricordo del Sen. Antonio Tacconi, dalla comunità dalmata di Roma:


1963 - in quell'anno in Via dei Granatieri al Villaggio Giuliano inizia l'attività la Tipografia Cervai attualmente ancora attiva come si può constatare cliccando sul sito web:



17 marzo 1963 - domenica simpatico incontro al Convitto Femminile di Roma per festeggiare il compleanno di Marcella Sinigaglia Mayer tra le sue "bambine".

Nel Madrinato Italico, stante la scomparsa della Contessa Vera Scribani Rossi, è stata chiamata a coprire l'incarico della vice Presidenza del meritorio istituto, Donna Carla Gronchi che ha accettato, rafforzando così il suo già notevole impegno.

21 maggio 1963
- visita di Donna Laura Segni agli Istituti "Marcella ed Oscar Sinigaglia" di Roma. Ad accogliere la consorte del Presidente della Repubblica Marcella Sinigaglia Mayer e le direttrici dei due istituti: Madre Ambrosina Barzellato e la signorina Licia Zuccheri, rispettivamente per la Casa della Bambina e per il Convitto Femminile, i rappresentanti del Consiglio di Vigilanza (Il presidente prof. Ciccarelli, Giuseppina Manuelli, Amedeo Colella, il prof. Melon, il dott. Paliaga, Padre Flaminio Rocchi) e, in rappresentanza dell'Opera, Aldo Clemente.

Donna Laura Segni in visita agli Istituti
"Oscar e Marcella Sinigaglia"

25 maggio 1963
- si svolge a Roma il Grande Raduno delle ex allieve dei convitti dei Collegi "Marcella e Oscar Sinigaglia" che ha richiamato a Roma da tutta Italia coloro che hanno frequentato tali istituti dal '46, anno del primo collegio all'E. 42 di Roma. Oltre 300 ex bambine, ora  splendide giovani donne, si sono ritrovate nel salone del convitto femminile di Roma e si sono strette festanti e riconoscenti intorno alla loro benefattrice di sempre, una commossa Marcella Sinigaglia Mayer. Dopo il saluto d'apertura del Presidente dell'Opera, il bel raduno si è recato all'Altare della Patria per porgere alle 11,30, puntuali come da programma, l'omaggio al Milite Ignoto.

                        
l'omaggio delle ex Allieve all'Altare della Patria
il saggio alla Tre Fontane di Roma

Con loro tutto il personale degli istituti "Marcella e Oscar Sinigaglia" ed i dirigenti dell'Opera con una rappresentanza delle fanciulle dei due collegi nelle loro belle divise e con le bandiere delle terre giuliane e dalmate dopo, deposta una corona ornata con gli stemmi delle nostre città, la folta delegazione è stata ricevuta in Campidoglio. S.E. Tommaso Ciampani ha espresso la riconoscenza dei profughi per l'accoglienza avuta dalla città di Roma dai profughi a cui ha fatto eco la risposta dell'Assessore alle Scuole. on. Cavallaro che, in rappresentanza del Sindaco di Roma, ha ringraziato gli istituti giuliani per aver forgiato una così belle e fiorente gioventù nell'amor di patria e delle tradizioni natie. Dopo il pranzo conviviale, grande manifestazione allo Stadio delle Tre Fontane in cui le attuali allieve hanno eseguito il loro saggio: hanno iniziato le piccole della "Casa della Bambina" che hanno eseguito dei quadri scenografici a ricordare l'esodo giuliano-dalmato, ha fatto seguito un intermezzo musicale col coro degli Istituti "Marcella e Oscar Sinigaglia" che, diretti dal maestro Fabretto, ha eseguito « l'Inno dei Collegi » e «La preghiera del profugo» quindi i piccoli delle scuole materne annesse ai collegi, hanno dato bella mostra con dei simpatici esercizi imitativi ben preparati dalle insegnati Licia Corrado e Carla Pampalone a cui hanno fatto seguito le piccole della Casa della Bambina preparate dalla prof.a Matilde Trombetta, le alunne della scuola di Colle di Mezzo e quelle della scuola d'avviamento commerciale "Padre Reginaldo Giuliani" ed infine il complesso corale del convitto femminile ha eseguito brani d'opera rossiniani dirette dalla prof.a Angela Rositani. E' stata inoltre messa in scena "Donne d'Italia" una piccola piece che valorizzava l'amor patriottico delle donne giuliano-dalmate.


Marcella Sinigaglia Mayer
con la medaglia donata dalle sue ex allieve.

A concludere la manifestazione un grande tributo a Marcella Sinigaglia Mayer con la consegna di una artistica medaglia, dono delle sue ex allieve, porta da una di esse con un discorso che si concludeva con: "... Quanto queste parole non hanno saputo esprimerle, lo faccia questo piccolo dono, che tutte le ex allieve le offrono quale simbolo della loro immensa gratitudine. Grazie di cuore Mamma Sinigaglia".

26 maggio '63 - La messa per il Raduno delle ex allieve
26 maggio 1963 - la seconda giornata del raduno è iniziata domenica alle 9,30 con la messa celebrata da Padre Alfonso Orlini sul piazzale antistante la Chiesa di San Marco tanta era la folla che gremiva il Villaggio Giuliano. Poi, con dei pulman messi a disposizione dall'Opera, le ex allieve hanno fatto un giro turistico per Roma concluso in un caratteristico locale all'aperto, presso le terme di Caracalla, dove si è svolto un allegro e riuscito pranzo ufficiale. Alla fine tra abbracci e lacrime il bel raduno delle ex allieve dei collegi "Oscar e Marcella Sinigaglia" si è concluso col classico tutti a casa! e l'impegno di ripetere la bella esperienza.

                        
Madre Ambrosina Barzellato e le sue ex allieve
della Casa della Bambina al Giardino degli Aranci


Un gruppo di ex allieve ritratte davanti al
Mosaico dell'Esilio di Colella al Villaggio Giuliano

11-17 novembre 1963
- sulla Difesa Adriatica n.ro 27 Anno XVIII vi un simpatico articolo sul nostro Severino Zoia e le sue, ormai famose vetrine:


Cliccare sulla foto per articolo

22-27 novembre 1963
- sulla Difesa Adriatica n.ro 28 Anno XVIII vi è, in prima pagina un significativo articolo che testimonia della costante vicinanza di Monsignor Santin, arcivescovo di Trieste, esule rovignese, alla comunità giuliano dalmata di Roma, ma forse ancor più significativo è l'allargamento del Madrinato Italico alle "signore giuliano-dalmate" che sta a dimostrare la piena integrazione degli esuli che, da assistiti, diventano a loro volta parte attiva nell'assistere i rifugiati e rimpatriati italiani dall'Africa.
DUE SIGNIFICATIVE RIUNIONI A ROMA
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  Mons. Santin festeggiato dagli esuli
  Si  allarga  il  " Madrinato Italico "
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 Il commovente incontro dell'Arcivescovo di Trieste con la comunità adriatica di Roma che ha voluto celebrare il suo giubileo episcopale - Le signore
giuliano - dalmate, rispondendo all'appello di Marcella Sinigaglia Mayer, si affiancano al Madrinato Italico per assistere le piccole profughe d' Africa.



Mons. Santin riceve da una piccola della Casa della Bambina
il calice donatogli dalla comunità giuliana per il suo giubileo


10 febbraio 1964 - tutte le allieve degli Istituti "Marcella ed Oscar Sinigaglia", tutto il mondo dell'esodo, moltissime personalità si stringono attorno a Marcella Sinigaglia Mayer in occasione del suo ottantesimo compleanno.

15-22 febbraio 1964 - sulla Difesa Adriatica n.ro 4 anno XIX vi è l'annuncio che la vetrina natalizia del negozio di Severino Zoia ha vinto il concorso organizzato dal Giornale d'Italia l
'artistico "Gran Trofeo del Comune di Roma" consistenzte un una perfetta riproduzione bronzea del "gallo morente" del Museo capitolino. La cerimonia della premiazione si è svolta in Campidoglio nella sala della Protomoteca è il nostro Severino ha ricevuto l'ambito trofeo dalle mani del sottosegretario De Cocci in un sala gremita.



16 febbraio 1964 - domenica 16 al Convitto Femminile di Roma si è svolta la festa in onore di Marcella Sinigaglia Mayer presente una folta rappresentanza dell'Opera e del Madrinato Italico. Al solito le fanciulle del convitto e della Casa della bambina hanno allietato la loro "mamma putativa" e gli ospiti dando un saggio della loro bravura con briose scenette . Alla festeggiata è stato donato un Album che ha raccolto gli innumerevoli attestati  e i messaggi augurali delle varie autorità per il suo ottantesimo compleanno.

1964
- in tale anno venne istituito nel Villaggio un regolare servizio di custodi che ne curavano l'ordine, la manutenzione e la pulizia. I primi due custodi furono Giovanni Cerglienco da Sebenico e Antonio Budicin da Rovigno. Ad essi si affiancò Giuseppe Zanghirella di Dignano che si occupava soprattutto alla cura del verde del quartiere ma che i ragazzi del villaggio si ricordano bene per le minacce di "zbregar el balon" quando giocando si faceva troppo chiasso o si rompeva qualche finestra, per cui ne avevano un sacrosanto terrore anche se era una vera pasta d'uomo. Il rovignese Albino Bosazzi si occupava della pulizia delle strade. A questi vanno ricordati Giovanni Mussap di Zara ed i fratelli Badolato di Pola. I lavori di manutenzione erano sovrintesi dal geometra Mariano Cannizaro.

15 marzo 1964 - nella giornata di domenica al Villaggio Giuliano di Roma è stato presentato un documentario a colori, realizzato dal regista Ezio Pecora, che illustra la vita nei due collegi di Roma "Marcella e Oscar Sinigaglia". A seguire sono state proiettate delle diapositive che illustravano le nueve realizzazioni dell'Opera.

17 marzo 1964 - sull'Arena di Pola N.ro 11 compare un articolo a firma Bepi Nider intitolato "Le campane di fra Giulio" dedicato alla figura di Fra Giulio Rella, popolarissimo tra i ragazzi del Villaggio.

aprile 1964 -. viene intitolata una via del nuovo Quartiere Giuliano Dalmata, in seguito all'interessamente dell'Associazione Nazionale Dalmata, a Luigi Ziliotto e Carlo Tivaroni.


8-31 agosto 1964 - sulla Difesa Adriatica n.ro 16 anno XIX vi è un articolo in cui nella rubrica "Le attività dell'Opera" si fa il punto sull'assegnazione dei nuovi alloggi a Roma nel Quartiere Giuliano Dalmato: "Visto il bando emanato nel marso u.s. con il quale venivano messi a concorso 18 alloggi tra: a) le famiglie, con almeno due componenti, ricoverate nei padiglioni o negli scantinati, aventi la possibilitàn di pagare le previste quote di riscatto; b) le famiglie sistemate in case d'affitto, che si impegnavano di lasciare libero da persone o cose l'alloggio allora occupato, che non partecipavano al citato concorso". Si parlava poi della sistemazione di alcuni casi critici ed infine, cosa che a me più interessa,  delle famiglie che ancora risiedevano nei residui padiglioni (come era il caso della mia famiglia) o di quelle che abitavano negli scantinati delle case arancioni che "riceveranno un alloggio in affitto, parte del nuovo fabbricato in costruzione, e parte in alloggi lasciati liberi da famiglie assegnatarie di alloggi a riscatto". Infatti tra le famiglie elencate vi era anche quella di: "Benussi Angelini Pasqua 2 componenti 2 stanze". Cioè di mia madre Pasqua Benussi vedova di Armando de Angelini e di Gianclaudio, ovvero del sottoscritto. Dopo la lettera ricevuta il 13 dicembre 1962 da parte dell'Opera che, celermente aveva preso atto della morte di mio padre, avvenuta il 29 settembre di quello stesso anno, che molto burocraticamente, e senza alcuna remora morale, comunicava alla giovane vedova che le era stata ridotto il numero di stanze visto che da tre componenti la famiglia si era ridotta a lei ed al figlio:

   Le è stato assegnato un alloggio di 1 stanze (sic) e servizi nella palazzina in
costruzione in V.le O. Sinigaglia per il quale è stato fissato un fitto mensile di
£. 6.500,=
firmato Aldo Clemente                        

mia madre, evidentemente, aveva fatto le sue rimostranze per avere, come le spettava, un alloggio di due stanze. Alla fine l'Opera ritornò sui suoi passi assegnandole un appartamento sì di due stanze ma non nel nuovo edificio di Viale Oscar Sinigaglia ma in uno dei vecchi edifici arancioni che la famiglia precedente aveva lasciato in condizioni così malridotte che mia madre, pur di avere un appartamento decente, si vide costretta ad accettare per sè e per il figlio, che oramai viaggiava verso i 14 anni, l'appartamento di Viale Oscar Sinigaglia 34 composto da una stanza, camera, cucina, ingressetto ed una cantina.

19-24 ottobre 1964 - sulla Difesa Adriatica n.ro 19 anno XIX vi è un articolo che fa il punto sulle nuove realizzazioni al villaggio Giuliano:

SONO STATI ASSEGNATI ALTRI TREDICI APPARTAMENTI
Il nuovo volto del Quartiere
giuliano - dalmata di Roma

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Entro febbraio sarà completata la demolizione dei vecchi padi -
glioni, resa possibile dalle molte costruzioni in via di realizzazione
Cliccare per articolo

Ad illustrare l'articolo due immagini dei nuovi edifici, uno dei cosiddtti "grattacieli", ovvero un palazzo di sette piani, ed un fabbricato di 13 alloggi e 3 negozi, in cui dovrà trovare posto la «Rassegna storico documentaria sulla Venezia Giulia e Dalmazia» con annesso archivio storico che, si dice, consegnato in questi giorni:


                            

Il palazzo in cui troverà posto il nuovo Bar Zara

il "grattacielo" di.... sette piani!!

Nel palazzo, con i negozi posti sul viale Oscar Sinigaglia e l'entrata su Via Cippico, troverà poi sede al civico numero 10, l'Archivio - Museo Storico di Fiume della "Società di Studi Fiumani" ricostituita il 27 novembre 1960 a Roma per iniziativa di Attilio Depoli e di altri intellettuali fiumani quali Enrico Burich, Giorgio Radetti, Gian Proda e Vincenzo Brazzoduro.

27 marzo 1965 - "giornata dalmatica" al al Quartiere con corone d'alloro e nastrini tricolori sulle tabelle stradali di illustri dalmati: Luigi Ziliotto, Carlo Tivaroni, Francesco e Luciano Laurana e Antonio Cippico. In quest'ultima via si è tenuta la solenne cerimonia in memoria del senatore del Regno Antonio Tacconi nativo di Spalato che proprio al civico n.ro 7 di via Antonio Cippico aveva concluso i suoi giorni. Alla commemorazione,  promossa dall'Opera Assistenza Profughi Giuliani e Dalmati, hanno partecipato le alunne del Collegio Marcella ed Oscar Sinigaglia e della Casa della Bambina con le loro bandiere; il labaro del Libero Comune di Zara in Esilio, della Lega Fiumana e naturalmente una folta rappresentanza di esuli. Clou della cerimonia è stato lo scoprimento della seguente targa ricordo benedetta dal parroco don Luigi Danielli:

IN QUESTA CASA
IL SENATORE ANTONIO TACCONI
DI SPALATO
TRASCORSE NELL'AMAREZZA DELL'ESILIO
CON ANIMO ROMANAMENTO INDOMITO
  GLI ULTIMI ANNI DELLA SUA NOBILE ESISTENZA 
FIERAMENTE 
DEDICATA ALLA CAUSA ADRIATICA
presente il prefetto di Roma, Adolfo Memmo, davanti una nutrita schiera di esuli giuliani e dalmati il Dott.Manlio Cace, presidente dell'Associazione Nazionale Dalmata, ha tenuto una breve orazione ad illustrare la figura del senatore spalatino
1° luglio 1965 - in occasione del 18° anno di nascita ufficiale del "Villaggio Giuliano" un gruppo di "pionieri" si radunano per ricordare gli artefici di quella lontana impresa a cominciare da Gugliemo Capurso, un semplice falegname che con Bruno Tomino e altri giovani entusiasti occuparono i padiglioni del Villaggio operaio nonostante l'opposizione delle autorità militari della vicina Città Militare della Cecchignola che su quell'area abbandonata avevano, a loro volta, delle mire. Fu grazie a questo primo nucleo e all'azione del prefetto Tommaso Ciampani, dell'on Fausto Pecorari che fu il primo presidente del Comitato Nazionale per i Rifugiati Italiani , in seguito Opera per l'Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati, che si riuscì a realizzare la piccola cittadella giuliana di Roma. Il Comitato Nazionale per i Rifugiati sorse all'epoca per iniziativa di una volitiva triestina, Marcella Mayer ed il primo presidente dell'Opera, l'ingegnere romano Oscar Sinigaglia, ne sarà il compagno fedele per tutta la vita. Proprio ad Oscar Sinigaglia va dato il merito di aver dato il via a quello sviluppo frenetico che porterà l'ex Villaggio Operaio a diventare un Quartiere moderno della Capitale. Nell'occasione è stata distribuita ai partecipanti una foto ricordo dell'ingresso del vecchio Villaggio Giuliano (al geom. Cannizzaro con annessa cornice d'argento) ed al dott. Attilio Paliaga la medaglia d'oro dei benemeriti dell'Opera.



Tra i pionieri del Villaggio si ricordano Severino Zoia, l'animatore di tante feste; il maestro Gregorio Bosazzi, che col suo coro ha allietato ogni avvenimento del Villaggio; Nicolò Della Valle, che tanto si è prodigato ad abbellire giardini e le aiuole; Maurizio e Giovanni Turrisi; il dott. Amedeo Colella; il sig.Cermelli con le sue gemelline; Guerrino Zoia, fratello di Severino; Marino Bidoli; la signora Maria Zandel; il sig. Antonio Leonardelli, nonno Toni; il sig. Giuseppe Ostrini che per tanti anni diresse la Dante Alighieri del Villaggio così come, aggiungo io, la figura dei maestri Carlo Fabretto, Zeriav, Leggeri o quella dei commercianti come i fratelli Miligi, la signora Evelina Zaccai, i fratelli Vatta, Di Lenna, Amoruso, Guanti, De Ghenghi, la signora Elena Deragna, Sponza ecc. o come il prof. Battara, Marsam e tutti gli artefici dell'A.S. giuliana, il primo parroco Padre Giovanni Martini, Padre Danielli e frà Giulio Rella, madre Ambrosina Barzellato e tanti altri che diedero il loro piccolo ma essenziale contributo per la crescita materiale e spirituale del Villaggio Giuliano.

4 novembre 1965 - solenne celebrazione del 4 novembre al Villaggio vista anche la concomitanza del 50° dell'entrata in guerra dell'Italia. Davanti al Cippo carsico monumento "Ai Caduti Giuliani e Dalmati" gli scout dell'infaticabile don Giulio Rella hanno eretto un suggestivo altare su cui padre Flaminio Rocchi ha celebrato la santa messa ed ha ricordato i caduti italiani di ogni guerra.

domenica dicembre 1965 - in occasione del Concilio Ecumenico i Vescovi delle diocesi istriane e dalmate si sono ritrovati al Quartiere giuliano dalmata di Roma per un abbraccio col loro popolo disperso. Sull'altare appositamente preparato davanti alla Chiesa di S. Marco davanti a circa 2000 esuli giuliano-dalmati, con la presenza di Padre Flaminio Rocchi, mons. Doimo Munzani, abate mitrato di Marino; mons. Giuseppe Del Ton (dignanese); mons. Raffaele Radossi arcivescovo di Spoleto, già vescovo di Pola; mons. Ugo Camozzo arcivescovo di Pisa e già vescovo di Fiume ed infine il rovignese monsignor Santin Arcivescovo di Trieste e Capodistria hanno concelabrato una messa solenne con l'accompagnamento del coro femminile degli istituti Marcella ed Oscar Sinigaglia diretto dal maestro Lodovico Zeriav.

13-19 febbraio 1966 - sulla Difesa Adriatica n.ro 5 anno XX vi è un articolo con la doppia premiazione di due storici commercianti del Villaggio Giuliano: il ben noto Severino Zoia e l'affabile e brava Evelina Zaccai rispettivamente gerenti di una frutteria e di un negozio di alimentari. A Severino il IV premio, su ottomila concorrenti sparsi per tutta Roma, dell'Ottavo concorso generale "Vetrine Natalizie" patrocinato dalla Camera di Commercio di Roma e dal Sindacato cronisti. Alla nostra Evelina invece va la medaglia d'oro per il migliore esercizio commerciale della zona E.U.R., Ostiense, Ardeatino, Giuliano-Dalmata.


                              

La coppa del Messaggero per il IV premio
per la vetrina natalizia di Severino Zoia

Evelina Zaccai riceve il diploma e la medaglia d'oro
dalle mani dell'assessorer Santini

25 aprile 1966 - con grande solennità si è svolta la cerimonia che accompagnava l'intitolazione di una delle vie del Quartiere Giuliano alla figura dei fratelli Giorgio e Guglielmo Reiss Romoli. La targa è stata scoperta mentre le allieve degli Istituti "Marcella e Oscar Sinigaglia" intonavano una sommessa e commovente "Canzone del Piave" tra due ali di granatieri. In rappresentanza dell'amministrazione Capitolina ha parlato Michele Principe che tra l'altro ha detto: "...attraverso l'intitolazione di questa strada Roma intera vuol rendere un tributo di amore e gratitudine alla memoria di Giorgio e Guglielmo Reiss Romoli, di due uomini che hanno lasciato un solco profondo nella storia della loro terra martoriata, che è oramai assurta a simbolo della nostra coscienza nazionale". Il presidente dell'Opera, Ernesto Manuelli, ha poi ricordato la figura dei due fratelli triestini, l'eroico Giorgio morto a 19 anni sui campi dell 1° Guerra Mondiale e Guglielmo, il presidente dell'Opera che raccolse la difficile eredità di continuare l'opera meritoria di Oscar Sinigaglia. Ha concluso la solenne cerimonia il sen. Giovanni Spagnolli, Ministro delle Poste e Telecomunicazioni che ha elogiato la figura dei due fratelli esortando soprattutto gli imprenditori industriali a seguire la figura di Guglielmo che seppe coniugare la più alta attività manageriale con quella dell'impegno sociale. E' seguita poi una messa solenne nella chiesetta di San marco Evangelista tenuta dall'arcivescovo Alberto Ferrero.



6 maggio 1966 - un altro "pezzo storico" del Villaggio, così come i padiglioni, sta venendo meno. Si tratta dell'addio dell'amato frà Giulio Rella che lascia i suoi ragazzi del Villaggio per ricoprire la carica di diacono nel santuario di Maria Madre e Regina di Trieste. La commossa cerimonia d'addio si è svolta nel convitto femminile "Marcella e Oscar Sinigaglia" alla presenza al completo dei suoi ragazzi: gli scout ed i lupetti del Gruppo Roma 27  - S. Germano da Pola - in primis, ma di tutti i "zagheti, muli e mulete" che nel corso dei 13 anni della sua permanenza hanno frequentato la chiesa di san Marco ove lui, insieme a Padre Luigi Danielli, è stato per tutti noi ragazzi del Villaggio un vero monumento vivente di  fede, speranza e volontà cristiana che ci ha cresciuto, anche con qualche minacciato colpo de cordon, nei sani principi della nostra gente dell'Adriatico orientale. Oratore ufficiale il poeta ed amico fraterno Bepi Nider che, con la sua indubbia verve da consumato attore e con la sua roboante voce ne ha illustrato, come se ce ne fosse bisogno, la fulgida figura. A frà Giulio è stato donato un Album con le firme dei suoi ragazzi e di quasi tutto il Villaggio oltre ad una meritata medaglia d'oro offerta dall'Opera in riconoscimento del suo costante impegno. A concludere la cerimonia le parole di Padre Luigi Danielli che ha rievocato i primi anni del loro comune impegno al Villaggio Giuliano e che, anche a nome di frà Giulio (che per la commozione non riusciva, strano a dirsi, a spiccicar una parola) ha ringraziato tutti gli abitanti della comunità giuliana per l'affetto dimostrato al buon frà Giulio.

                       

L'addio a Fra' Giulio, si riconoscono Colella, Paliaga e Nider
La medaglia d'oro dell'Opera consegnata da Aldo Clemente
 
il giorno dopo, sono stati gli Scout e i Lupetti del Reparto 27 a volergli fare la festa davanti ad un falò da bivacco, come vuole la tradizione, inscenando per lui gustose scenette e canti tradizionali facendo commuovere sino alle lacrime il nostro burbero, ma dal cuore d'oro, frà Giulio.

29 maggio 1966 - sul campo delle Tre Fontane si sono svolte le mini Olimpiadi dei Lupetti di Roma. Inutile dire che il Reparto 27 del Villaggio Giuliano, quasi per tributare un omaggio postumo al loro fondatore, Frà Giulio Rella, che li ha appena lasciati per svolgere un nuovo incarico a Trieste, si sè particolarmente distinto riuscendo primo in mumerose prove. I partecipanti erano suddivisi in due fasce di età ed in quella dei più grandi si è fatto onore il nostro Alberto Dandolo con due argenti (nel salto in lungo e nei 100 metri piani) e due bronzi (200 metri piani e corsa ad ostacoli). Per i più piccoli va segnalato il podio del salto in lungo che ha visto ai primi tre posti tre lupetti del Villaggio: Colella, Bellatreccia e Cannizzaro. Ma il vero mattatore è risultato Fabio Colella che si è particolarmente distinto riuscendo vittorioso in numerose prove come attesta il suo medagliere: 3 ori (salto in lungo, lancio del peso e staffetta) 2 argenti (salto in alto e corsa piana) e 2 bronzi (80 metri ad ostacoli e corsa piana sulla distanza di 300 metri). si sono inoltre distinti Marco e Giorgio Cannizzaro, i fratelli Bellatreccia ed Elio Bertolino.


                                    

il podio del salto in lungo: Colella, Bellatreccia, Cannizzaro

il plurimedagliato Fabio Colella

16-22 aprile 1966 - un articolo sulla Difesa Adriatica n.ro 11 Anno XX vi è un elegiaco articolo sulla "Torre del Villaggio" che, come del resto i vecchi padiglioni, stava finendo sotto il piccone distruttore. Del vecchio Villaggio Giuliano non restava all'epoca che un mozzicone della torre e, ostinatamente, la vecchia chiesetta che aveva raccolto gli esuli giuliani nei primi momenti del dolore e delle prime gioie. Il pezzo coglie il trapasso dal vecchio Villaggio Giuliano con la sua anima legata alle terre adriatiche, da cui le sue genti provenivano, con un forte senso di comunità che la francescana povertà e l'eguaglianza dei padiglioni accentuava ancor di più, ad un moderno quartiere della Capitale con le sue case popolari ed i suoi "grattacieli" con le "Villa Adria" e "Villa Istria", ovvero le case dei poveri profughi e le belle case a riscatto dell'elite dell'Opera e dei profughi abbienti.


Qui la "Tore" del Villaggio, come un fantasma, tra i nuovi edifici.

La demolizione della Torre che, in mancanza del campanile, aveva rappresentato il simbolo del nostro Villaggio con i pennoni su cui orgogliosamente garrivano le nostre bandiere, ne segnava definitivamente e anche visivamente la scomparsa. Il Villaggio Giuliano isolato nella campagna romana come un fortino nel deserto ed in cui si poteva dormire lasciando la porta aperta stava definitivamente scomparendo. Niente più "babe" sulle sdraio davanti ai padiglioni a sferruzzare e ciacolar, niente più pinse de Pasqua portate a cuocere nel forno Miligi dalle donne con le tole de legno in bilico sulla testa... non faceva più fine! nessuno andava più a vedere la televisione al Bar Zara portandosi la sedia pieghevole da casa, mentre noi muli si giocava sino a tardi nel buio della piazza: oramai tutti ne avevano una, anche i più poveri. Niente più giochi ai quattro cantoni tra le colonne della pensilina dei padiglioni... ostinatamente come un giapponese nel fortino resisteva ancora la vecchia chiesa, l'anima del villaggio sul cui frontale campeggiava l'effige del Leone di San Marco, in cui la Pala della Madonna dell'Esilio dello zaratino Andrea Fossombrone dominava dietro l'altare, con le statue di San Vito e di Sant'Eufemia donate alla chiesa dagli esuli fiumani e rovignesei, con la Pietà, copia di quella del Michelangelo.. tutto ciò sarebbe sembrato troppo anacronistico per la moderna costruzione, l'avveniristica chiesa in cemento che, a breve, ne prenderà il posto ed anche loro finiranno in un canton.

27 ottobre 1966 - muore a Trieste, dove era nato il 18 dicembre del 1902, l'on. Fausto Pecorari. La sua è una figura essenziale che ha contribuito fortemente alla nascita del Villaggio Giuliano e che qui mi sembra doveroso ricordare. Eminente radiologo ed esponente del Partito Popolare entrò in cladestinità nel CLN triestino di cui fu il tesoriere. Quando la dirigenza del CLN triestino fu decapitata dalla polizia tedesca scampò alla morte per intercessione di Mons. Santin, finendo però internato a Buchenwald. Nel dopoguerra partecipò all'attività politica nelle file della Democrazia Cristiana triestina venendo eletto all'Assemblea Costituente di cui fu il Vice Presidente. Su incarico di De Gasperi aveva complilato un libretto da distribuire ai delegati della conferenza di pace di Parigi sull'italianità delle Venezia Giulia . Nonostante i suoi impegni politici, fu il primo Presidente dell'Associazione Venezia Giulia e Zara (quella che poi sarebbe diventata l'ANVGD), direttore politico della "Difesa Adriatica", foglio settimanale dell'Associazione dal '47 e primo presidente del Comitato Nazionali Rifugiati che diventera in seguito l'Opera Assistenza Profughi Giuliani e Dalmati.


vetrina della frutteria di Severino Zoia -  Natale 1966

febbraio 1967 - uno dei tanti scherzi inventivi di Severino Zoia, la vera macchietta del Villaggio: Lo sposalizio di Virginia:


12 marzo 1967 - un altro lutto colpisce i giuliano dalmati. Muore ad 82 anni Tommaso Ciampani, il prefetto che era stato vicino agli esuli sin da quel lontano 1947, anno dell'inaugurazione ufficiale del Villaggio Giuliano di Roma e che era diventato "uno de noi" da quando, inviato in Dalmazia nel 1919 come vice capo dell'Ufficio Affari Civili, vi aveva sposato la zaratina Igina Marincovich rimanendovi sino al 1922. Nel dopoguerra fu Commissario agli alloggi per la città di Roma, Commissario per gli Orfani di Guerra di Roma e Provincia ed infine Commissario governativo per il Comitato Nazionale per i Rifugiati Italiani, istituto che sotto la sua direzione fu riconosciuto come Ente morale, per trasformarsi poi nell'Opera per l'assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati. Unanime il cordoglio.


Società Ginnastica Zara  Tessera di Silvia Maghi

1967 - al campo delle Galere, che oggi non esiste più, una formazione dei ragazzini del Villaggio Giuliano. Magliette, calzettoni, scarpini, pallone... erano state fornite da un bravissimo sacerdote dell'epoca: Padre Salvatore Stagni di Cherso:



giugno 1967 - grandi celebrazioni per il ventennale dell'Opera. Dirigenti e i circa 300 dipendenti dell'ente, a cui si sono uniti, molti giuliano dalmati del Villaggio Giuliano, hanno ottenuto udienza in Vaticano da Paolo VI che li ha accolti con queste accorate parole: "... Noi sappiamo, infatti, quanto sia stato grande il vostro dolore, quale dramma abbiate sofferto, quali ore angosciose abbia conosciuto la vostra vita. E non diaciamo di più perchè tutti voi conoscete la pagina di storia che vi riguarda. Non da oggi, comunque, conosciamo la grandezza lirica e spirituale del vostro dramma. Per la dolorosa vicenda da voi vissuta abbiamo avuto occhio e cuore da tempo attraverso le persone che vi hanno guidato - come Oscar Sinigaglia e Reiss Rosmoli - che abbiamo personalmente conosciuto". Il successivo raduno "in famiglia" si è svolto al convitto femminile "Marcella ed Oscar Sinigaglia" a cui, tra gli altri, ha voluto partecipare il Ministro degli Interni, on. Taviani che è stato omaggiato di un artistico lavoro con gli stemmi giuliano-dalmati sbalzati in argento. Il ministro ha asistito ad un documentario sull'esodo da Pola rimanendone assai colpito: "Il vostro doloreè perciò il dolore di tutti. E di tutti gli iatliani è stato l'impegno del quale il governo si è reso interprete e strumento" ha poi voluto fare un accenno particolare a come l'Opera ha saputo allargare i suoi compiti nell'opera di assistenza ai rimpatriati dalla Libia, dall'Egitto, dalla Tunisia e dalle ex colonie italiane.

                              

l'on. Taviani riceve, dal prof. Manuelli,
l'artistico dono opera di Amedeo Colella.

Il prefetto di Roma Adami in visita al Quartiere Giuliano Dalmata
accompagnato dai dirigenti dell'Opera
 
2 luglio 1967 - sulla Difesa Adriatica n.ro 17 Anno XXI vi è un ampio articolo sull'Archivio Museo di Fiume, sede della ricostituita Società di Studi fiumani:

L'archivio-museo di Fiume
è diventato una realtà

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Nella bella sede ha tenuto per la prima volta la sua assemblea la Società di
Studi Fiumani  -  Il  prof. Salvatore  Samani  eletto presidente del sodalizio
Un fondo per la biblioteca e una borsa di studio in memoria di Gian Proda

il merito della splendida realizzazione va dato all'iniziativa di tanti singoli esuli fiumani che, mettendo di tasca proprio, hanno saputo acquistare dall'Opera la sede e raccogliere in anni di lavoro i cimeli, i manifesti, le foto, i giornali, i quadri ed i tanti volumi che servono a dare un'immagine indelebile dell'amore per la loro bella città perduta. Particolare merito va ascritto all'avv. Gherbaz e al lascito dell'on. Ossoinack.Nella sua prolusione Salvatore Samani ha voluto ricordare i suoi benemeriti  primi ideatori: Attilio Depoli, Enrico Burich e il compianto Gian Proda. L'Archivio museo della Città di Fiume diventerà a partire da tale data il principale punto culturale del Quartiere Giuliano Dalmata di Roma


una sala dell'Archivio Museo della Città di Fiume

29 febbraio-9 marzo 1968
- sulla Difesa Adriatica n.ro 6 Anno XXII non si parla soltanto del solito Severino Zoia che vince il 1° Premio del Concorso Vetrine patrocinato dal Comune di Roam ma, questa volta l'Opera ha voluto fare un concorso ad hoc per i negozianti del Villaggio forse anche per stimolare l'emoluzione col loro fantasioso collega. La cosa è riuscita perfettamente tanto che il primo premio è andato a Carlo Miligi che nella sua pescheria ha voluto inscenare un presepio marinaresco con i personaggi che svolgevano le varie attività marinare nei costumi tradizionali dell'adriatico orientale. Il secondo premio però, manco a dirlo, a Severino Zoia con la sua baita montana con Bambinello nella mangiatoia a cui un contadinello portava una cesta di frutta, il 3° premio ad Alfredo Di Lenna. Ma i premi non finiscono lì: una medaglia d'oro al negozio di elettrodomestici di Adelma Gagliardi, la medaglia d'argento ad Evelina Zaccai e quella di bronzo, a pari merito, alla Deghenghi e a Bruno Vatta. Ha fatto seguito alla simpatica manifestazione la proiezione del filmato "Il mare di Trieste" e così anche coloro che non hanno vinto nulla se ne sono andati via contenti.


Carlo Miligi con la coppa ricevuta dal com. Sauro

24 marzo 1968
- alla Casa della Bambina Giuliano Dalmata del Villaggio Giuliano di Roma si svolge una toccante e doverosa manifestazione in ricordo di Tommaso Ciampani ad un anno dalla sua scomparsa. Nella Cappella del Collegio si sono raccolti i parenti, gli amici, e gli esuli che ne serbano un imperituro e grato ricordo.


la spoglia chiesetta della Casa della Bambina Giuliano-Dalmata
"Marcella e Oscar Sinigaglia"

La messa è stata celebrata da Padre Flaminio Rocchi che tra l'altro ne ha ricordato la fulgida figura che è stata sempre e fattivamente vicino agli esuli giuliani. Dopo la cerimonia, in in Via Antonio Cippico, sulla facciata dell'Archivio Museo della città di Fiume, è stata posta una targa commemorativa in ricordo del Prefetto di Zara, del Consigliere della Corte dei Conti, del solerte ed oculato vice-presidente dell'Opera e, soprattutto, loro grande amico nella tragedia che ha colpito il popolo giuliano dalmato così come ricordato, all'atto dello scoprimento della targa, dal prof. Ernesto Manuelli, attuale presidente dell'Opera.



la targa è stata posta a cura dell'Associazione Nazionale Dalmata e dell'Opera per l'Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati.
24 maggio 1968 - solenne ricordo del cinquantennale della Redenzione delle nostre terre a seguito della 1° Guerra Mondiale. Varie delegazioni di esuli giuliani depongono corone soprattutto al locale Cippo dei Caduti Giuliani e Dalmati posto sulla via Laurentina difronte la Casa della Bambina. Qui una delegazione "dalmata" con una rappresentanza delle sue ricostituite associazioni sportive: le storiche associazioni dei canottieti zaratini "Diadora" e della "Società ginnastica ZARA" qui rappresentate da una bella e gagliarda gioventù, i figli e le figlie degli esuli dalmati:



novembre 1968
- dopo 15 anni Padre Luigi Danielli, tra il rimpianto generale dei suoi parrocchiani, lascia la guida della Parrocchia di San Marco in Agro Laurentino.

dicembre 1968 - anche per questo Natale il Villaggio si è adornato con le vetrine natalizie dei suoi commercianti: in viale Oscar Sinigaglia spiccava la pescheria di Carlo Miligi che presentava Parenzo vista dal mare con in primo piano un bragoso con i pescatori in costume. In via dei Sommozzatori il negozio di elettrodomestici di Gagliardi aveva la vetrina con Pola e la sua arena, circondata dal mare, mentre la vetrina della frutteria di Severino Zoia la Madonnina di Abbazia in primo piano eretta sugli scogli e dietro un Bambinello su di un fondale composto da un cielo stellato da cui emergeva il riquadro cocon la cattedrale di S. Giusto e la Torre civica di Fiume. Così anche in quell'anno il Santo Natale si univa al rimpianto delle terre natie.

La vetrina della pescheria di Carlo Miligi

1969 - a Roma per i tipi della stamperia JULIA viene stampato lo Statuto dell'Opera per l'Assistenza ai Profughi Giuliano Dalmati e Rifugiati.

4-14 gennaio 1969
- sulla Difesa Adriatica n.ro 1 Anno XXIII appare il doveroso omaggio a Suor Ambrosina Barzellato che lascia la direzione della Casa della Bambina Giuliana e Dalmata
«Marcella e Oscar Sinigaglia» dopo oltre 20 anni:

  Il saluto dell'Opera Assistenza Profughi 
  a  Suor   Maria   Ambrosina  Barzellato
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 Ha lavorato per oltre vent'anni negli Istituti femminili romani dell'Opera
Cliccare per articolo

     

Il Vice Presidente dell'Opera, ambasciatore Cassinis,
offre un piatto ricordo a madre Ambrosina Barzellato.

Qui invece il conterraneo Bepi Nider offre un omaggio a
nome della comunità istriana e rovignese del Villaggio.

a sostituire madre Ambrosina viene chiamata Suor Maria Virginia Bonafini già madre Superiore delle Figlie di San Giuseppe dal 1951 al 1963, l'ordine fondato da Mons. Luigi Caburlotto, di cui faceva parte anche madre Ambrosina e tutte le suorine del Collegio della Casa della Bambina. Che a sostituire la Barzellato venisse chiamato un personaggio di tale levatura dimostra quanto fosse stimata la nostra cara Madre Ambrosina.


Suor Maria Virginia Bonafini

quasi nello stesso periodo alla presenza del Presidente dell'Opera, Ernesto Manuelli, l'assemblea generale del Madrinato Italiaco che nominava Presidente Onoraria del sodalizio Marcella Sinigaglia Mayer, che ne fu la fondatrice e la Presidente dal lontano 1947, mentre alla Presidenza è stata chiamata la signora Angela Spagnolli e alla Vice Presidenza la signora Teresa Bellisario.  Il Madrinato con la nuova presidenza continuerà la meritoria opera del Madrinato. in particolare alla cura delle 310 allieve degli Istituti "Marcella e Oscar Sinigaglia".


Severino Zoia e Carlo Miligi mentre ascoltano la motivazione del premio
per il Concorso Vetrine Natale 1968, letta da Aldo Clemente.

12-22 marzo 1969 - sulla Difesa Adriatica n.ro 7 Anno XXIII si annuncia che il Concorso Vetrine, Natale 1968 a Roma, viene vinto ex aequo dal sig. Severino Zoia (frutteria) e da Carlo Miligi (pescheria).

  La sezione giuliano - dalmata della socie-
  tà  Dante  Alighieri  di Roma,  partecipa
  con profondo dolore il decesso, avvenuto
  a Roma il 25 marzo, del compianto mae-
  tro
CARLO FABRETTO

  consigliere della sezione, profugo dalla
  sua cara Istria , compositore , già inse-
  gnante di elevata ed esemplare virtù, ir-
  redentista e fervente patriota.
      Ai famigliari tutti vadano le più vive e
  sincere condoglianze dai soci della sezione
  e  particolarmente dal  presidente  Ostrini
  amico devoto dell ' indimenticabile Scom-
  parso.

25 marzo 1969
- muore a Roma nel Quartiere Giuliano Dalmata nel suo appartamento al N.ro 7 di Piazza Giuliani e Dalmati il maestro Carlo Fabretto nato a Capodistria nel 1883 ma che da sempre ha legato il suo nome a Rovigno ed alla sua musica e che tanto ha dato al sorgente Villaggio Giuliano di cui, nel primo decennio di vita del quartiere, fu l'anima musicale e il maestro affettuoso di tanti bimbi. Peccato che la sua memoria non abbia lasciato un segno, lui che era affettuosamente ricordato come "Il sindaco del Villaggio" non ha una targa che ricordi dove visse e il suo costante impegno per conservare l'amore della propria terra d'origine nei piccoli esuli. E' opera sua, tra l'altro, la musica dell'Inno a Giuseppe Tosi. Sulla Difesa Adriatica appare il seguente necrologio:

gdea
20-31 maggio 1969
- sulla Difesa Adriatica n.ro 13/14 Anno XXIII vi è l'annuncio che è stata finalmente concessa la licenza per l'edificazione della nuova Chiesa di San Marco al Quartiere Giuliano Dalmata di Roma. Dopo varie vicessitudini la competenza della nuova realizzazione è stata assunta dall'Alma Provincia Patavina dei Frati Minori Conventuali che se ne sono sono assunti anche l'onere della spesa.


La vecchia chiesetta di San Marco Evangelista, non più adatta alle
nuove esigenze dell'ampliato Quartiere Giuliano Dalmata di Roma

giugno 1969 - muore a Trieste fra Giulio Rella, diacono del santuario di Maria Madre e Regina di Trieste, che per i lupetti e scout del Villaggio Giuliano era solamente l'amato fra Giulio.
Fra Giulio fra i suoi amati scout
8-19 luglio 1969 - sulla Difesa Adriatica n.ro 19 Anno XXIII un articoletto che testimonia l'ottimo comportamento ai Giochi della Gioventù tenutasi a Roma delle atlete e degli atleti della risorta Società Ginnastica ZARA allenati dal Prof. Arturo (Turi) Battara. In particolare Annamaria Marussi, detentrice del record assoluto del lancio della palla (specialità preparatoria la lancio del giavellotto) con m. 40 e 35 cm., si è classificata seconda assoluta così come, nei 50 metri s.l. di nuoto, Donatella Talpo in 31,9 secondi.

Giochi della Gioventu finali provinciali di Pomezia
Sul podio la Grandi vincitrice della finale corsa veloce.



Il poeta Bepi Nider introduce il coro Istria Nobilissima

domenica 8 dicembre 1969 - nella solenne festa dell'Immacolata Concezione fa il suo ingresso nella Parrocchia di San Marco in Agro Laurentino, Padre Giulio Masiero accolto dai parrocchiani, dalle allieve degli istituti "Marcella e Oscar Sinigaglia" e dagli scout del Gruppo 27. Durante la sua prima messa il nuovo parroco dava l'annuncio dell'imminente posa della prima pietra della nuova chiesa di San Marco.


Dal 1936 al 1955
dal 1956 al 1960
Dal 1961 al 1969
Dal 1970 al 1983
dal 1984 ad oggi




 
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