Dal 1936 al 1955
dal 1956 al 1960
Dal 1961 al 1969
Dal 1970 al 1983
dal 1984 ad oggi


4-17 aprile 1970 - sulla Difesa Adriatica n.ro 9-10 Anno XXV vi è un articolo su "UNA SERATA GIULIANA ALL'EUR" naturalmente al Ristorante PICAR dell'EUR di cui direttore è il polesano Tavelli e che pertanto era il luogo classico delle gangade degli istriani del Villaggio. Nell'affollato salone del ristorante, erano circa 300, i giuliani sono stati allietati dal coro Istria Nobilissima diretto da Goio Bosazzi poi il presidente dell'ANVGD, Silvano Drago, ha presentato il libro di Padre Flaminio Rocchi "L'esodo dei fiumani, istriani e dalmati", poi Padre Flaminio Rocchi ha a sua volta presentao il libro di Bepi Nider "Mis Mas" e quindi ha preso la parola lo stesso Nider che ha letto un suo articolo sull'esodo da Pola e la poesia Istria. Le varie presentazioni erano intervallate da brani de coro che concludeva in gloria con l'Inno all'Istria di Giorgeri. Poi la parte prosaica ha preso il sopravvento e, dopo aver ben mangiato, canti e ciacole sono andati avanti sino a ore piccole.

25 aprile 1970 - sabato, per la festa di San Marco, viene posata la prima pietra della nuova chiesa del Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma, che verrà edificata in base al progetto degli architetti Ennio Canino e Vivina Rizzi con direttore dei lavori l'ing. Paolo Giannelli. Sostituirà la vecchia chiesetta del Villaggio Giuliano, oramai troppo piccola per l'accresciuta popolazione dell'ex Villaggio Giuliano. Il cardinale-vicario mons. Angelo Dell'Acqua ha benedetto la prima pietra. Erano presenti alla cerimonia il vescovo Trabalzini, padre Bonmarco, Provinciale dell'ordine dei Frati Minori Conventuali della Provincia Patavina, l'assessore comunale, marchese Sacchetti, l'ambasciatore Cassinis, vive presidente dell'Opera, il dott. Cace, Presidente dell'Associazione Dalmata, il dott. De Poli, Presidenta della Lega Fiumana, il prof. Sotte, Presidente del comitato provinciale dell'ANVGD e altre personalità tra cui va citata la contessa Marina Foscari Gherardini che ha firmato con le altre autorità la pergamena posta nella prima pietra e, soprattutto, ha donato all'erigenda chiesa un bel leone marciano.

Mons Dell'Acqua pone la Prima Pietra

In tale occasione il coro Istria Nobilissima, già Coro di Rovigno, diretto dal Maestro Gregorio (Goio) Bosazzi, diede uno delle sue apprezzate esibizioni. I solisti erano Gianni Grandi ed Emanuele Iacono.
giugno 1970 - al Convitto femminile "Marcella e Oscar Sinigaglia" si è svolto l'annuale saggio di chiusura. Nel quadro delle celebrazioni del centenario Roma Capitale d'Italia le allieve hanno presentato un saggio rievocativo dello storico avvenimento. Prima della storica rievocazione, accompagnata da canti popolari dell'epoca magistralmente eseguiti dal Coro Istria Nobilissima diretta dal Maestro Gregorio (Goio) Bosazzi, le allieve hanno eseguito un saggio ginnico sportivo a corpo libero dirette dal prof. Trombetta. A conclusione si è proceduto alla premiazione delle allieve più meritevoli tra cui va segnalata la giovane Rita Rusich, della classe IV, la futura signora Cecchi Gori.


Un momento del saggio di fine anno nel campo sportivo del Convitto femminile

fine giugno 1970 - l'ultima domenica di giugno si è svolto, presso il campo giochi della Casa della Bambina "Marcella e Oscar Sinigaglia", il saggio della ricostituita Società ginnastica ZARA. Come si dice nell'articolo della Difesa Adriatica "Finalmente dopo sei lustri le gloriose tradizioni della vecchia società zaratina sono state rinverdite da cinque squadre di ragazzi e ragazze, allenati ed istruiti dal nostro celebre prof. Arturo Battara. I ginnasti dalle maglie bianche-bleu dopo un anno di palestra hanno esibito la loro preparazione di fronte ad una folla di profugho non solo dalmati ma istriani e fiumani. Da notare che molti allievi non erano profughi ma romani che vivono nelle vicinanze del Quartiere Giuliano dell'EUR e tutti, cosa notevole, parlano il nostro dialetto". Il prof Mandel, presidente della Ginnastica ZARA ha fatto gli onori di casa complimentandosi per l'alto grado di preparazione raggiunto dai ragazzi in linea con le gloriose tradizioni della società dalmata:
  

  

a fine giugno si è concluso anche il torneo di calcio "NISTRI" a cui ha partecipato, facendosi onore, la squadra di calcio "Giuliano-Dalmata" dell'omonimo quartiere di Roma che ha concluso il torneo al secondo posto subendo una sola sconfitta. La Squadra era composta da: De Lellis, Fera, Parisse, Scillia II, Matini, Del Matto, Tamburella, Pick, Scillia I, Arrigoni, Apollonio, Zoia, Morelli. Allenatore Lauri, massaggiatore Zanghirella, riserve: Zoia II, Gelletti, Braida e Vella. Vice presidente Gatta.

2-8 dicembre 1970 - sull'Arena di Pola N.ro 28 Anno 26 vi è un ampio servizio sul conferimento del diploma di 1° classe con medaglia d'oro dei benemeriti della scuola, cultura ed arte all'Opera per l'Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati e ai rimpatriati. La cerimonia si è svolta nell'Istitituto "Marcella e Oscar Sinigaglia" di Roma con l'intervente dell'on. Elio Rosati, sottodegretario alla Pubblica Istruzione. Il vice presidente dell'Opera, ambasciatore Cassinis, ha illustrato la decennale attività dell'Opera ricordando la figura di Oscar Sinigaglia, primo presidente dell'Opera e garnde benefattore e di Marcella Sinigaglia Mayer, la fondatrice di quel Madrinato Italico che tanto ha contribuito all'educazione e alla vigile cura della bambine giuliane. La medaglia d'oro è stata consegnata dal presidente dell'Associazione nazionale educatori benemeriti, dott. Salvatore Iaconis. Il coro delle allieve del collegio ha eseguito, sotto la direzione del maestro Bosazzi, il "Va pensiero" verdiano dando il tocco finale alla riuscita manifestazione.

l'on. Rosati in un momento della premiazione

25 dicembre 1970
- festa di Natale per i più piccini alla Casa della Bambina Giuliana e Dalmata di Roma:



1971
- viene abbattuta la vecchia chiesa del Villaggio, mentre sta sorgendo l'avveniristica struttura della nuova chiesa di san Marco.

aprile 1971 - Il Campo di calcio vicino alla fermata della Metro Laurentina (era solo un bel prato) in cui ci si allenava e si giocavano accanite partitelle. Qui la formazione Junior del Gruppo Giovanile Adriatico di Roma che ha vinto il Torneo Giovanile Romano sotto la guida di Ferdinando Jacono nella seguente formazione: capitano, Maurizio Barbuzzi, Massimo Vaccaro, Mauro Apollonio, Marco Canizzaro, Franco Giuliani, maurizio Duiella, Stelio Baretich, Guido Chioggia, Roberto Dioletta, Rino Diaferio, Giorgio Brcich, Andrea Oggioni e Elio Bertolino.

giugno1971 - per la chiusura dell'anno scolastico degli Istituti "Marcella e Oscar Sinigaglia" vi è stata la tradizionale festa al quartiere giuliano dalmata di Roma. Va sottolineato come questo avvenimento coinvolga oramai non solo la comunità giuliana ma tutto il quartiere anche perchè alle 200 scolare e studentesse profughe, si sono aggiunti molti bambini della zona che hanno scelto i nostri istituti anche per gli elevati standard educativi raggiunti. Alla cerimonia di domenica rilevante anche la presenza delle associazioni dei rimpatriati dall'Africa visto che gli Istituti ospitano 48 bimbi rimpatriati dalla Libia, 30 complessivamente da Etiopia, Somalia ed Eritrea,  29 dall Tunisia e 4 dall'Egitto. Quindi la tradizionale premiazione delle alunne più meritevoli è stata fatta congiuntamente dai rappresentanti delle associazioni dei rimpatriati, con i Consiglieri dell'Opera. Tra le premiate troviamoanche una giovane Rita Rusich. Mentre la borsa di studio intitolata alla non dimenticata maestra Lisetta Andrioli è andata alla allieva Tita Luch e la borsa di studio "Teresa Grossi" all'allieva Anna Ferenetich. A seguire il tradizionale saggio di chiusura che ha dimostrato la valentia del coro, diretto dal M.o Bosazzi; così come gli esercizi ginnici eseguiti sotto la direzione della prof. Matilde Trombetta hanno dimostrato l'alto grado di preparazione fisica, mentre i piccoli hanno dato dimostrazione dells loro abilità nella lingua inglese, a conclusione una sfrenata tarantella eseguita dalle piccole ma gia brave allieve della scuola elementare.

fine giugno 1971 - anche quest'anno nel campo giochi della Casa della Bambina "Marcella e Oscar Sinigaglia" si è svolto il saggio della Società ginnastica ZARA. Qui un artistico movimento delle mulete ed una foto
di gruppo intorno al presidente Mandel, tra cui si riconoscono il dottt. Bulian, il gen.Teja, mons. Lovrovich, il dott. Cace, Silvano Drago, il prof. Sotte e il bravo allenatore il prof. Turi Battara


  
                    

9 ottobre 1971
- sulla Via Laurentina di fronte alla Metro B viene inaugurata la chiesa parrocchiale intitolata a S. Gregorio da Barbarigo alla presenza di Sua Santità Paolo VI.

4 novembre 1971 - solenne cerimonia in ricorda dei martiri delle foibe al cippo carsico posto sulla via Laurentina nel Quartiere Giuliano e Dalmato di Roma.



24 gennaio-5 febbraio 1972 -
sulla Difesa Adriatica n.ro 2-3 Anno XXVI vi è un interessante articoletto che illustra la meritoria opera dell'Associazione Nazionale Dalmata per far intitolare le vie del quartiere a illustri personalità dalmate: "L'assessore alla toponomastica del Comune di Roma dott. Paolo Cavallina così ha risposto al Presidente dell'associazione Nazionale Dalmata:  «... Le indico con quale dicitura verrà apposta la targa toponomastica, per altro già commissionata, così come formulata dalla Commissione Consultiva di toponomastica e regolarmente approvata dal Consiglio Comunale



L'on. Caputo suo predecessore aveva curato il compimento della richiesta dell'Associazione Nazionale Dalmata, dopo che nel Quartiere Giuliano-Dalmato erano stati ricordati fra i dalmati gli artisti Francesco e Luciano Laurana. Infatti nella seduta del 10 luglio 1971 - al fine di di evitare omonomie con i toponimi già esistenti dei vari Orsini, veniva deciso di ricordare il predetto artista, come lo chiama nelle sue opere Adolfo Venturi
«Giorgio da Sebenico» Il tratto destinato alla via a Giorgio Orsini è nei limiti dal vicolo dellla Strega a via dei Motoristi». Delle nostre passate richieste erano state  accolte tra le denominazioni di riserva, con deliberazione N. 1100 del l'11-4-1962 , quella del senatore Antonio Tacconi e di Ercolano Salvi, mentre sono ancora allo studio  quella per i fratelli Nicolò e Pietro Luxardo. L'Associazione Nazionale dalmata ha invocato, poiche il 20 gennaio si compie il decennale della morte del Senatore Tacconi, di dare corso alla intitolazione al nome illustre nell'area idonea."

10 febbraio 1972 - i muli del GGA hanno voluto organizzare una festa in maschera per i bambini del Quartiere Giuliano Dalmato, tra gli organizzatori Rosanna Bertossa e Roberto Miliani ma va anche citata la signora Giovina Zetto che ha preparto i tradizionali e deliziosi crostoli (detti anche fiochi o per dirla alla romana frappe, ma i crostoli sono, come dice il nome più sottili e croccanti). Tra coriandoli nastri colorati, trombette e ricchi premi e lotterie le simpatiche mascherete si sono scatenate vanamente tenute a bada dai pochi adulti sopraffatti da tanto morbin. Si sono fatti coinvolgere anche il presidente dei GGA, cav. Sergio Amoruso, il nostro Zinquezentolire, il prof. Antonio Sotte e... ma è meglio non fare la solita tiritera visto che è la festa dei pici.



26 marzo 1972 - sulla Difesa Adriatica n.ro 6 Anno XXVI ci fu il seguente roboante titolo:



in realtà si trattò di una simpatica sfida "drio un balon" nella più classica partita scapoli contro ammogliati ovvero "muli contro veci" che si concluderà il 26 marzo con un sonante 5 a 1 per i veci nella partita giocata alle 15.00 sul campo dei frati maristi tra una folta e partecipe tifoseria. Ingresso gratuito ma con le mule del GGA a raccogliere offerte spontanee da devolvere in beneficenza. (vennero raccolti lire 26.500 devoluti ad un esule fiumano in difficoltà).


                                 

I Baldi muli... che nonostante l'età hanno subito il cappotto del 5 a 1

.... e i Veci che i ga menà come fabri, pur de vinser!!

Ed ora ecco le formazioni. SPOSATI: 1) Zanghirella, 2) Miliani E., 3) Miliani L., 4) Simcich, 5) De Leo, 6) Giurissich, 7) Morgutti, 8) Brecevich, 9) Marsan, 10) Grandi, 11) Lauri; SCAPOLI: 1) La Piazza, 2) Faletti, 3) Marinucci, 4) Colella, 5) Pinzi, 6) Cerevai, 7) Belletti, 8) Apollonio, 9) Drago, 10) Avemi, 11) Piacentini. Nel secondo tempo per gli sposati ampi cambi con gli ingressi di Maietich, Alessi, Romualdi, Luvich, La Piazza F. mentre per gli scapoli il solo Miliani R.. I goleador per gli ammogliati Grandi e Morgutti con 2 reti ed uuna per  La Piazza che segnava al fratello Bruno bucarellato portiere dei poveri scapoli che salvavano l'onore col gol della bandiera messo a segno da Aveni.


La nuova Chiesa di San Marco in Agro Laurentino

aprile 1972 - Il  Lions Clun Host ha voluto donare alle piccole allieve della Casa della Bambina il Dizionario Enciclopedico Italiano dell'Istituto Treccani. Il dott. Chiaron Cassni nel consegnare il prezioso dono ha segnalato come questi volesse essere un omaggio al ricordo della signora Anita Ripa, già membra del Madrinato Italico e moglie del Lions Visentini.

28 maggio 1972
- alla presenza dell'attuale parroco, padre Benedetto Fortin, viene solennemente inaugurata dal cardinale vicario mons. Angelo Dell'Acqua, vicario generale di Papa Paolo VI e con la partcipazione dal chersino Generale dei Conventuali di S. Francesco Vitale Bonmarco, la nuova chiesa parrocchiale del Quartiere Giuliano-Dalmata. La moderna costruzione, opera degli architetti Canino e Rizzi, è sorta su un terreno donato dall'Opera che in tale occasione ha voluto omaggiare il cardinale Dell'Acqua con un artistico piatto d'argento recante la seguente dedica:
gdea
A sua Eminenza reverendissima Mons. Angelo Dell'Acqua Vicario di Sua Santità
a ricordo della fausta giornata in cui consacra la chiesa parrocchiale di San Marco
l'Opera che devotamente ha contribuito donando il terreno per il sacro edificio offre 
gli emblemi dei giuliani e dei dalmati che nel quartiere hanno ricostruito i loro foncolari
  mantenendo vive le tardizioni di fede cristiana di patrio amore e laboriosità feconda nel lavoro 
appreso dai padri e che i figli tramandano secondo l'evangelico insegnamento.

Il piatto d'argento era accompagnato da una pergamena miniata recante gli stemmi giuliani con lo scudo del cardinale ed in basso l'alato Leone di San Marco con il seguente testo:
gdea

Sui vasti orizzonti della campagna romana
s'innalza ora un tempio
a Marco Evangelista santo martire
fede e sofferenza di nobili genti
dalmate  giuliane
dalle terre amate profughe
lo volle
nobiltà e generosità dei Minori Conventuali di Padova
lo realizzò
tu vicario del Pontefice Sommo Paolo VI
Angelo cardinale Dell'Acqua
che nella tua sacra persona raccogli
  l'ansia evangelica di Marco e la dolcezza serafica di Francesco 
oggi 28 maggio primavera dell'anno del Signore 1972
lo inauguri e lo benedici
Marco Evangelista e Francesco Santo
proteggano
la Chiesa
Roma
l'Italia
benedicano
gli ideali dei giovani
la santità delle famiglie
le fatiche dei lavoratori
le lacrime dei poveri
le speranze di tutti
La Messa alle ore 11.00 è stata concelebrata da 13 sacerdoti tra cui mons. Delton, esule da Dignano; mons. Lovrovich, abate mitrato di Marino ed esule zaratino e il nostro sempre presente padre Flaminio Rocchi di Neresine concelebrazione presieduta da Padre Bonmarco, 115° successore di San Francesco, guida dei Frati Conventuali, mentre all'harmonium  venivano eseguiti brani della Messa Dalmatica del compositore spalatino Francesco de Suppè inoltre il coro Istria nobilissima eseguiva "Il popolo di Dio" di M. Refatto.

Padre Bonmarco mentre recita l'Omelia nella nuova Chiesa


Al termine della cerimonia religiosa si è svolta l'altra solenne cerimonia, questa volta civile, con lo scoprimento della Lupa che "Roma Madre" donò a "Pola Fedele" e che i polesani traslarono dalla sede sotto l'Arena di Pola portandosela al seguito del loro esodo sulla motonave Toscana e che, dopo un lungo periodo in cui giaceva in un magazzino, trova una degna collocazione nei giardinetti del Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma. La cerimonia è iniziata con l'esecuzione dell'Inno del Piave da parte del Coro Istria Nobilissima diretto come al solito da Gregorio Bosazzi. Allo scoprimento del drappo tricolore hanno provveduto due giovani del Villaggio:
Guido Chioggia, figlio della prima coppia di sposi del Villaggio, e Licia Veneruzzo, allieva del Convitto femminile e profuga da Pola, a simbolizzare le nuove generazioni che, nel Quartiere Giuliano Dalmata di Roma, sono cresciute nell'amore delle terre d'origine dei loro padri.


  

  

La lupa nella sua collocazione originale a Pola

Lo scoprimento della Lupa nella sua nuova sede...

nei giardinetti del Quartiere Giuliano Dalmata di Roma
Ha quindi preso la parola Aldo Clemente che ha ricordato come avesse ritrovato abbandonato il prezioso cimelio e si fosse adoperato per dargli collocazione nella sua sede naturale, nel cuore del Villaggio Giuliano. Silvano Drago ha letto il saluto del presidente dell'ANVGD ing Gianni Bartoli ed infine padre Flaminio Rocchi ha ricordato l'odissea del popolo istriano e della sua Lupa.


Padre Falminio Rocchi durante il suo alato discorso

Con la chiesa viene inaugurata anche la cappella votiva, posta a fianco della nuova chiesa, dedicata ai Santi Patroni dei Giuliani-Dalmati che si fregia di una artistica vetrata opera di Amedeo Colella voluta dall'Opera, anche per celebrare il suo venticinquennale, che raffigura sullo sfondo di una croce il Cristo risorto, accanto a lui San Tommaso, patrono di Pola, si appresta a toccarne il costato, mentre ai lati vi è San Simeone, protettore di Zara, con in braccio Gesù Bambino che, come dicono le scritture, fu da lui circonciso. Più in basso la vergine calcidoniese Sant'Eufemia, protrettrice di Rovigno, si appresta a subire il martirio mentre a destra San Vito, protrettore di Fiume, sta per subire il martirio della pece bollente.

Da Venezia
Il vigilante Leone alato
Alla Chiesa di san Marco dei Giuliano Dalmati esuli in Roma
offrono i figli di 
Piero Foscari il Dalmata (1865-1923)

In tale occasione trova anche un'adeguata sistemazione, sul lato esterno della nuova chiesa, di fronte alla Cappella dei Santi Giuliani e Dalmati,  il leone marciano scolpito in pietra d'Istria e dono della nobile famiglia Foscari denominato da Gabriele d'Annunzio "leone dalmata" perchè doveva in origine sostituire uno dei leoni dalmati scalpellati dalla furia iconoclasta antiveneziana. Ambedue le opere vengono benedette da S.E. il cardinale Dell'Acqua che ha inoltre baciato i gonfaloni dell'Istria e della Dalmazia, mi piace qui ricordare alcune parole da lui pronunciate in tale occasione rivolgendosi alla comunità giuliano-dalmata: «... Dove siete passate voi è passata la Fede, è passata la Patria».

28 maggio 1972 - nel pomeriggio, nel campo giochi della Casa della Bambina "Marcella e Oscar Sinigaglia" solenne premiazione dei giovani del GGA e della Società Ginnatica ZARA che si soni distinti nelle attività sportive nell'annata 1971-72. A distribuire coppe, medaglie e attestati il dott Mandel presidente della Società Ginnastica Zara e Giorgio Amoruso, presidente del Gruppo Giovanile Adriatico di Roma con la partecipazione del bravo Prof. Battara e del sig. Miro Salamon. In primo piano con il microfono il mitico Sergio Amoruso (zinquezentolire) cuore pulsante del G.G.A. Il premiato è Guido Chioggia.


29 maggio 1972 - Donna Francesca De Gasperi, che per impegni precedentementi assunti non aveva potuto partecipare all'inaugurazione della nuova chiesa, ha voluto visitare la nuova struttura e la Cappella dei santi Giuliani e Dalmati. Interessandosi particolarmente alla storia della Lupa di Pola e del Leone Marciano. Ha poi voluto visitare le attività artigianali del Villaggio Giuliano accompagnata da Amedeo Colella, complimentandosi per le realizzazioni dell'Opera che avevano trasformato il Villaggio Giuliano, alla cui inaugurazione aveva  partecipato nel lontano '47, nel moderno Quartiere Giuliano Dalmata di Roma.


Donna Francesca Degasperi con Amedeo Colella
12 luglio 1972 - un decreto dell'allora ministro della Pubblica Istruzione, on. Oscar Luigi Scalfaro, riconosce all'Archivio Museo della Città di fiume, sito in via Antonio Cippico al quartiere Giuliano Dalmata di Roma, il particolare interesse culturale: «Il Ministro Segretario di Stato per la Pubblica Istruzione vista la legge 1° giugno 1939 n. 1089 sulle cose d'interesse storico ed artistico, vista la nota numero 263 del 2 maggio 1972 con la quale il Soprintendente ai beni librari per il Lazio ha proposto la notifica per il particolare interesse che, ai sensi dell'art. 5 della citata legge di tutela, riveste l'Archivio-Museo della Società di Studi Fiumani esistente in Roma... Considerato che l'Archivio-Museo, per tradizione, fama e particolari  caratteristiche ambientali riveste eccezionale interesse; sentito il parere espresso dalla Giunta del Consiglio Superiore delle Accademie e Biblioteche, nell'adunanza del 14 giugno 1972 decreta: l'Archivio-Museo della Società di Studi Fioumani di Roma, comprendente libri, giornali, manifesti, proclami, epistolari e cimeli storici, documenti foto-topografici, tutti attinenti a Fiume, riveste... un eccezionale interesse artistico e storico, ai sensi dell'art. 5 della legge 1° giugno 1939 numero 1089, viene sottoposto a tutte le disposizioni a esse contenute. Firmato Scalfaro»

1972/1973 - a cura dei Gruppi Giovanili Adriatici esce il bimensile "Pagine Giovani" edito in Via dei Granatieri, 13. La redazione è composta esclusivamente da giovani del Villaggio Giuliano-Dalmata di Roma: Roberto Mussapi, Bruno Piazza, Zavan detto Zambo, Gianclaudio de Angelini (DAG)  ecc. che si firmeranno con degli pseudonimi. Le pubblicazioni iniziate nel 1972 andranno avanti per 14 numeri sino ad aprile 1973.

1973 - Foto della squadra di calcio dei Gruppi Giovanili Adriatici del "Villaggio Giuliano": presidente Sergio Amoruso (detto Zinquezentolire) ed il Mister Andrea Apollonio (mio compagno alle elementari). In quell'anno la squadra partecipò con onore al campionato allievi del CSI:
10 marzo 1973 - la Parrocchia di San Marco in Agro Laurentino vine elevata, da Papa Paolo VI, a titolo cardinalizio. Il primo titolare fu l'Arcivescovo di Brazzaville (Congo) il Cardinale Emilio Biayenda.

12 marzo 1973
- il Consiglio di Amministrazione nomina il dott. Attilio Paliaga Presidente del Consiglio di vigilanza del convitto femminile "Marcella e Oscar Sinigaglia". In tale occasione il vice presidente dell'Opera, dott. Renato De Zerbi, congratulandosi con Attilio Paliaga per l'importante incarico raggiunto ne ha ricordato la venticinquennale attività in qualità di direttore sanitario dell'ente e dottore dello stesso convitto femminile.

8 aprile 1973
- Visita di Papa Paolo VI alla Parrocchia di San Marco Evangelista in Agro Laurentino. Il Papa ha fatta la sua comparsa alle 17,30 s
ulla macchina scoperta scortata dai motociclisti, in un viale Oscar Sinigaglia gremito di folla che presentava tutte le finestre delle case impavesate da bandiere istrane, fiumane, dalmate e dal tricolore italiano.



Il Papa è stato accolto dal cardinal Poletti, da Mons. Ragonese, dal chersino Padre Bonmarco, Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali e dal parroco Padre Fortin. Dopo aver distribuito calde parole ed affettuose carezze il Papa è entrato nella chiesa di San Marco dove ha celebrato la Santa Messa con Mons. Noè a far da cerimoniere mentre il coro del Seraphicum, il coro Istria Nobilissima, e quello del convitto femminile "Marcella e Oscar Sinigaglia" intonavono un florilegio di canti liturgici. Un altro segno di attenzione e di vicinanza che la comunità giuliana ha caldamente apprezzato e di cui serberà sempre un gradito ricordo.

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29 maggio 1973 - si inaugura a Roma nel Quartiere Giuliano-Dalmata "La rassegna storico documentaria permanente sulla Venezia Giulia  e la Dalmazia" curata con amore e competenza da Amedeo Colella. L'inaugurazione della mostra ha avuto un corollario di manifestazioni: la chiusura dell'anno scolastico degli istituti "Marcella e Oscar Sinigaglia", la cerimonia per quanti hanno raggiunto 10 e 25 anni di lavoro nell'Opera, il saluto ad Amedeo Colella che lascia la carica di Vice Segretario Generale dell'Ente.
                       

la presidente del Madrinato Italico
signora Spagnolli inaugura la mostra

 Amedeo Colella illustra i pannelli della mostra ospitata
nei locali dell'Archivio-Museo di Fiume in via Cippico
a ricevere la medaglia d'oro con inciso i simboli delle nostre amate terre raccordati con l'alabarda di Trieste vi era anche mia madre, Pasqua Benussi ved. de Angelini, che per oltre10 anni aveva lavorato come sottocuoca alla Casa della Bambina Giuliana e Dalmata. Purtroppo la medaglia che mia madre mi aveva donato, mi è stata rubata anni orsono, mi è rimasta però questa fotografia della premiazione:



1974
- l'Opera per l'Assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati, anche a fronte dei nuovi compiti assunti verso i rifugiati e rimpatriati dall'Africa, muta la sua denominazione in Ente Nazionale per i Lavoratori Rimpatriati e Profughi.


1974
- Al Campo di Vallerano (Trigoria) 1974 la squadra del G.G.A. del Villaggio Giuliano:
20 marzo 1975 - la legge n. 70, conosciuta sintomaticamente come la legge per la soppressione degli enti inutili, stabiliva entro tre anni dall'entrata in vigore della legge, la soppressione di innumerevoli enti ritenuti oramai "inutili". Fra questi, o meglio tra quelli non salvati, anche l'Ente Nazionale per i Lavoratori Rimpatriati e Profughi, ovvero la nostra ex Opera.

3 maggio 1975
- sulla Difesa Adriatica n.ro 7 Anno XXIX vi è l'annuncio della scomparsa dell'artista Amedeo Colella che tante opere del suo ingegno ha lasciato nel Quartiere Giuliano Dalmato di Roma. Già Vice Segretario Generale dell'Opera la sua immatura scomparsa, aveva appena compito 52 anni, la lasciato tutti col rammarico per quanto ancora avrebbe potuto fare.


Amedeo Colella al lavoro ad una delle sue artistiche vetrate

luglio 1975 - il coro "Istria Nobilissima"  composto da elementi del Villaggio Giuliano e diretto dal Maestro Gregorio (Goio) Bosazzi, nativo di Rovigno d'Istria, pubblica il 33 giri "Nostalgia del Mar".
19 dicembre 1975 - simpatica cerimonia nello stabilimento tipografico JULIA per celebrare i suoi 25 anni di attività. Dopo una normale giornata di lavoro si è svolta la cerimonia con la premiazione con una medaglia d'oro per i 25, 15 e 10 di attività delle maestranze che, dagli originari 10, ora ammonta a 50 lavoratori stabilmente impiegati. La cerimonia è stata preceduta dalla consegna ai "paroni", Elena Deragna e Roberto Politi, di una medaglia che, a nome di tutte le maestranze, è stata consegnata loro dal decano Alfio Decleva


6 maggio 1976
- in previsione della prossima chiusura l'Opera fa la richiesta al Comune di Roma per ottenere la licenza edilizia per trasformare la Casa della Bambina Giuliana e Dalmata di Roma in un moderno Centro Anziani che si sarebbe dovuto articolare in ambulatorio sanitario, ricovero per gli inabili, centro ricreativo per gli anziani del quartiere e centro di assistenza domiciliare.


31 maggio 1976
- quest'anno la cerimonia di chiusura dell'anno scolastico della Casa della Bambina Giuliano Dalmata "Oscar e Marcella Sinigaglia", tradizionale festosa manifestazione che coinvolgeva tutto il quartiere, si è venata di mestizia. La chiusura dell'anno scolastico segnava anche la chiusura della meritoria istituzione. Un altro pezzo del Villaggio Giuliano cessava di esistere. Alla solenne cerimonia ha voluto partecipare il Presidente del Senato sen. Giovanni Spagnolli, il Consiglio dell'Ente Nazionale Lavoratori Rimpatriati e Profughi, le suore di san Giuseppe, il Madrinato Italico, rappresentanti del Ministero dell'Interno, della Regione, del Comune, dell'Ente EUR e dell'ANVGD e naturalmente le insegnanti ed il Consiglio di Vigilanza dell'Istituto. Padre Flaminio Rocchi ha rievocato la storia gloriosa dell'Istitito sorto nel lontano '46 ospitato allora negli edifici abbandonati dell'EUR che accolsero circa 200 bambine e bambini giuliano-dalmati per merito del Provveditore Guido Mestica, del direttore scolastico Socrate Ciccarelli e degli insegnanti  Nider, Zeriav, Licini, Fabretto ed in particolare della signora Nerini di Fiume e del Comitato Giuliano di Roma.  Naturalmente poi il ricordo è andato a Marcella ed Oscar Sinigaglia grazie ai quali sorse il nuovo edificio al Villaggio Giuliano magistralmente diretto per tanti anni da suor Ambrosina Barzellato di Rovigno ed all'affettuosa e costante presenza del Madrinato Italico che tanto ha fatto negli anni per assistere materialmente e spiritualmente le fanciulle ospitate. La chiusura è avvenuta anche perchè, nonostante che negli ultimi anni siano state accolte le bambine dell'Etiopia, dell'Eritrea, della Somali, dell'Egitto e della Tunisia ecc, ovvero dalle ex colonie o dalle terre africane in cui vi è stato un insediamento italiano, il flusso delle piccole assistite si è andato man mano inevitabilmente esaurendo rispetto ai primi anni dell'Istituto in cui non si riusciva ad accogliere tutte le richieste. Padre Flaminio Rocchi ha cercato di vedere nella chiusura della storica istituzione anche il lato positivo affermado che tutto ciò: "E' un buon segno. I profughi si sono ricostituiti una nuova vita ed è giusto che i figli vivano nel loro nido naturale: la famiglia. Nessuna direttrice, neanche la più santa, potrà sostituire una madre anche mediocre. Nessuna casa, neanche la più confortevole, potrà sostituire la propria casa, anche se rustica e popolare. Nessuna istitutrice, neanche la più diplomata, potrà sostituire la compagnia di una sorella". Le 50 bambine ancora nel Collegio verranno trasferite nel vicino Convitto Femminile e per lo storico edificio si prevede un cambio di finalità d'uso: da Casa della Bambina a Casa dell'Anziano, ovvero la costituzione nell'ex collegio di una casa albergo, una clinica per inabili, il centro diurno e quello domiciliare, visto che gli esuli che hanno raggiunto la vecchiaia nel Villaggio Giuliano stanno inevitabilmente aumentando.



17 novembre 1976 - sulla Difesa Adriatica n.ro 35-36 Anno XXX vi è un trafiletto in cui si riferisce dell'insediamento del Consiglio di Vigilanza del convitto femminile di Roma "Marcella e Oscar Sinigaglia" presieduto dal dott. Attilio Paliaga. In quell'anno l'Istituto accoglieva 76 allieve, dalla scuola elementare alle scuole superiori. 37 allieve provenivano dall'Etiopia-Eritrea, 9 dalla Libia, 9 dalla Tunisia, 9 dalla Somalia, 9 dal Friuli Venezia Giulia, 2 dal Sudan ed 1 dall'Egitto.

5 febbraio 1977 - tradizionale veglione di carnevale degli esuli del quartiere giuliano-dalmata di Roma. L'organizzazione della bella serata si deve al quadrunvirato Miro Salamon, presidente del comitato romano; Giovanni Cervai che ha stampato gratis i pittoreschi inviti; il comm. Castrini dirigente del ristorante Picar ed il conterraneo Vittorio Tavelli. Dopo la tradizionale lotterie si è eletta la Reginetta del Carnevale nella persona della deliziosa Luciana Marchetti. La bella serata è andata avanti tra balli, scherzi e canti della tradizione giuliana sino all'alba.

23 marzo 1977 - il cardinale Emilio Biayenda (1927-1977), titolare della chiesa di san Marco in Agro Laurentino, viene rapito ed ucciso da un gruppo di ribelli pochi giorni dopo l'assassinio del presidente congolese Marine Ngouabi. Resta un mistero il motivo di un tale atta efferato, basti ricordare le parole pronunciate dal porporato pochi giorni prima del suo assassinio: “A tutti i fratelli credenti, del Nord, del Centro e del Sud, chiediamo più calma, fraternità e fiducia in Dio, padre di tutte le tribù, affinché nessun gesto irragionevole possa compromettere un clima di pace, che desideriamo tutti”.

28 settembre 1977 - sui principali giornali romani compare il seguente necrologio:
 Nella pace del signore, con la benedizione del S. Padre, ha chiuso la sua vita terrena 
Marcella Mayer Sinigaglia.
Non fiori, ma aiuti all'Opera per l'assistenza ai Profughi Giuliani e Dalmati
si spegneva così a 93 anni la benefattrice delle genti giuliane, fondatrice e prima Presidente del Madrinato Italico e medaglia d'oro per la pubblica istruzione fu la fedele copmpagna di Oscar Sinigaglia altro benefattore a cui gli esuli giuliani dovranno eterna riconoscenza e figlia del sen. Teodoro Mayer (1876 - 1944), fondatore del quotidiano "Il Piccolo" di Trieste. Mi piace ricordarla con una foto che la vede sorridente tra le sue "bambine":


anche lei verrà sepolta al cimitero del Verano di Roma a fianco dell'amato marito ed insieme ai genitori:



17 dicembre 1977 - sul numero 30-31 Anno XXXI della Difesa Adriatica compare il seguente articolo:
 Per iniziativa di un gruppo di giovani e di anziani 
L'A.S. "GIULIANA,,
RICOSTITUITA A ROMA
Nell'articolo si dice come grazie all'Ente Nazionale per i Lavoratori Rimpatriati e Profughi (ex Opera) - che ha ceduto il terreno (1600 metri quadri) pressochè gratuitamente con un affitto di 10 mila lire annue con un contratto novennale rinnovabile - si è ricostituita così in via dei Granatieri 13 la gloriosa Associazione Giuliana . Alla nuova associazione hanno contribuito anche contributi volonatri tra cui non si può non citare il milione di lire degli eredi della famiglia Sinigaglia. Il nuovo direttivo avrà la seguente composizione: Presidente Tullio Sincich; Vicepresidente Mario Host; Segretario Giorgio Degrisogono; Consiglieri i signori Andrea Apollonio, Franco Cascella, Guido Costa, Bruno La Piazza, Romeo Miliani jr., Tauro Millevoi, Lori Rossini, e Paolo Ziliotto; Cassiere Bruno Marsan. Tra i membri della giunta il dr. Bruno Allievi, Gregorio Bosazzi, Ferdinando Haghendorfer, il dr. Carmine Sacco ed il prof. Antonio Sotte. Per uso di segreteria l'ANVGD dava la possibilità all Giuliana di usare i locali siti in via Cippico al n.ro 3. Va inoltre segnalato che l'olimpionico e fiumano Abdon Pamich allenerà la sezione atletica con la speranza di trovare un suo degno emulo.

maggio 1978 - l'Ordine dei medici di Roma e provincia conferisce una medaglia d'oro per i 50 anni di onorato servizio medico al "dotor del Vilagio" Attilio Paliaga.


il dott. Bolognesi, pres. dell'Ordine dei Medici di Roma
consegna la medaglia d'oro al dott. Attilio Paliaga (a sx)

17 giugno 1978 - in vista del definitivo sciogliemento che avverrà il prossimo 1° luglio, come previsto dalla legge n.70 del 1975, dell'Ente Nazionale per i Lavoratori Rimpatriati e Profughi (ex Opera) si svolge al Quartiere Giuliano Dalmata di Roma una solenne manifestazione sia come saluto all'ex Opera che come testimonianza di rinnovata compattezza dei giuliano-dalmati della Capitale:


Come dice il programma la manifestazione è iniziata con la Banda « Giuseppe Verdi » di Trieste che ha eseguito l'Inno all'Istria del Giorgeri ed un commovente Va pensiero che oramai è diventato l'inno di tutti gli esuli giuliano-dalmati sotto l'occhio vigile della Lupa di Pola e del Leone Marciano. Naturalmente la Piazza Giuliani e Dalmati era gremita e non mancava naturalmente l'ultimo presidente dell'Ente, il comm. Giusto Carra, ultimo di una piccola schiera di benemeriti iniziata con Fausto Pecorari, segretario generale del  Comitato Nazionale Rifugiati, sotto la cui guida si trasformerà nell'Opera Assistenza Profughi Giuliani e Dalmati il cui primo presidente sarà il compianto Ing. Oscar Sinigaglia, a cui faranno seguito il triestino Guglielmo Reiss Romoli, Enrico Ricceri, Ernesto Manuelli ed Emanuele Cossetto. Naturalmente non mancavano gli esponenti delle assoziazioni dell'esodo come il sen. Paolo Barbi presidente dell'ANVGD, in rappresentanza del sindaco di Roma Giampiero Oddi, l'onnipresente Aldo Clemente, Padre Falminio Rocchi ecc ecc.


dopo l'applaudito concerto vi è stato l'inaugurazione del campo sportivo (campo di tennis, palla a volo, palla canestro e due campi per il gioco delle bocce) della ricostituita A.S. Giuliana. Si è svolta infine un commovente passaggio di consegne: 4 ragazze del Convitto Femminile "Marcella e Oscar Sinigaglia" hanno consegnato a 4 ragazzi della Giuliana le 4 bandiere dll'Istria, Fiume, Dalmazia e Trieste che l'Opera era solita far issare, prima sui pennoni che sovrastavano la Torre del Villaggioi, e poi sui 4 pili posti lungo la via Laurentina. Un passaggio di testimone che dal disciolto ente dovrà essere raccolto dall'ANVGD e dalla AS Giuliana.

1978-79 - nella squadra di calcio dei Gruppi Giovanili Adriatici del "Villaggio Giuliano" si affacciano le nuove leve. Tra i capelluti giocatori un giovanissimo Marino Micich quasi irriconoscibile sotto una capigliatura degna di un cantante rock...

17 marzo 1979 - commovente cerimonia all'ex collegio della Casa della Bambina Giuliana e Dalmata di Roma. Il sen. Giovanni Spagnolli che con la consorte Angela, Presidentessa del Madrinato Italico, è stato da sempre vicino agli esuli, scopre una targa posta dall'A.N.V.G.D a ricordo dell'Esodo e del primo presidente dell'Ente Nazionale per i Lavoratori, Rimpatriati e Profughi, Oscar Sinigaglia. Quindi nella cappelletta del collegio Padre Flaminio Rocchi ha celebrato la messa ricordando i presidenti, i funzionari e gli impiegati dell'Opera defunti: l'ing. Oscar Sinigaglia, la moglie Marcella Sinigaglia Mayer, Guglielmo Reiss Romoli, Enrico Ricceri, il Prefetto Tommaso Ciampani, il Prefetto Renato De Zerbi, Rita de Grisogono Valdoni, Amedeo Colella, Mariano Cannizzaro, ecc. Hanno preso poi la parola l'ex segretario generale, Aldo Clemente, e l'ultimo presidente dell'Opera, Giusto Carra, che hanno a loro volta ricordato le benemerenze, aneddoti, uomini e fatti del disciolto istituto

giugno 1979 - ancora in bilico la futura destinazione d'uso dell'ex Casa della Bambina. Alla richiesta dell'Opera di trasformarla in "Centro anziani" il Comune aveva proposto di adibirlo a centro di rieducazione per ragazzi sottoposti a provvedimenti giudiziari, una sorta di Riformatorio e la XII Circoscrizione di trasferirvi i suoi uffici. Naturalmente le ultime due proposte non incontravano il consenso degli abitanti del Quartiere che premevano per la realizzazione della primitiva proposta dell'Opera. Una cosa è certa che la perdita dell'Istituto per gli esuli del quartiere è un fatto nefasto. L'imponente struttura avrebbe potuta svolgere una funzione importante nel raccogliere la memoria dell'esodo delle genti adriatiche andandosi ad unire all'Archivio-Museo di Fiume in cui angusti locali non sono in grado di raccogliere adeguatamente l'imponente libreria, i fascicoli, l'emeroteca, i quadri, i manifesti ed i cimeli che si sono andati man mano aggiungendo. Avrebbe potuto essere un centro di studi e documentazione, una sala per convegni oltre naturalmente un centro per al socializzazione degli anziani... avrebbe potuto ma a quanto pare non si è avuta nè la lungimiranza nè la forza di richiedere ciò che era giusto e non vanificare gli sforzi dei benemeriti Oscar e Marcella Sinigaglia. Così come tutto il materiale iconografico, le bandiere delle città istriane, fiumane e dalmate che durante le feste venivano esposte finestre del collegio, gli archivi, le divise ecc ecc sono andati perduti e dispersi per incuria ed insipienza lasciandoli incostuditi in attesa che la Regione o il Coimune subentrasseo nella sua gestione

10 gennaio 1980 - sulla Difesa Adriatica viene pubblicata una lettera del
presidente dell'ANVGD sen. Barbi al Sindaco di Roma, Luigi Petroselli, in cui si faceva il punto sulla situazione disatrosa in cui versava l'edificio dell'ex Casa della Bambina sollecitando la creazione del programmato "Centro Anziani". Si sottolineava come l'istituzione fosse sorta con il contributo determinante della famiglia Sinigaglia - Mayer a servizio esclusivo della comunità giuliana reclamando la pronta attuazione  delle  delibere già prese ma mai attuate, e segnalando "che il ritardo dell'attuazione del progetto comporta il graduale deterioramento delle attrezzature e delle stesse strutture murarie. Risulta infatti che ignoti hanno infranto i vetri delle finestre e sono entrati nell'edificio. Si parla di giovani sbandati e drogati. Nella zona si aggirano gruppi di nomadi e di senza tetto per cui si teme un'occupazione abusiva che rischia di compromettere per sempre la destinazione dell'edificio".

31 gennaio 1980 - dopo la lettera del sen. Barbi ed i telegrammi del Comitato Difesa Centro Anziani inviati al Sindaco che stigmatizzavano la situazione di abbandono oramai datata dal lontano aprile del 1979, con l'edificio dell'Ex Casa Bambina soggetto a vandalismi e furti, la situazione di stallo pare avere un'accelerazione. La circoscrizione infatti presa atto della veridicità delle segnalazioni, ha deciso di prendere il toro per le corna ed occupare l'edificio nonostante la sparizione delle chiavi affidandone la custodia all'unico organismo affidabile: il Comitato Difesa Centro Anziani. Inoltre viene fissato per il prossimo 5 febbario un tavolo che metterà insieme Regione, Comune e Circoscrizione ed un rappresentanto del Comitato di Difesa. Comunque per ora in attesa delle decisioni l'edificio è sotto il controllo del Comitato, ma oramai lo scempio è compiuto.

2-4 novembre 1980 - per ricordare i propri morti, in particolare quelli che non hanno avuto umana sepoltura, viene posto sul Cippo Carsico, il monumento ai caduti giuliano-dalmati dell'omonimo quartiere, un drappo nero listandolo a lutto e, per ricordare la Vittoria della 1° Guerra Mondiale, una corona di alloro.



13 luglio 1981 - nel secondo anniversario dell'assassinio
per mano delle Brigate Rosse del capitano dei carabinieri, lo zaratino Antonio Varisco, nel quartiere Giuliano Dalmata di Roma si svolge una messa in suo suffragio davanti al cippo carsico. Folta la delegazione di esuli e di reduci.

31 luglio 1981
- a 72 anni muore a Roma Padre Luigi Maria Danielli che era stato parroco di san Marco in Agro Laurentino dal 4 luglio 1953 al 30 novembre1968 segnando con la sua predicazione e col suo attivismo la vita del Villaggio Giuliano per ben 15 anno lasciando di sè un grato e duraturo ricordo.

2-10 ottobre 1982 - sul campo dell'A.S. Giuliana si svolge un accanito torneo di bocce patrocinato da Silvano Vatta che ha messo in palio le 6 coppe per le due terne di giocatori arrivati alla finale. Coppe che Silvano ha voluto dedicare alla memoria del figlio Marco in occasione del 14° anniversario della sua prematura scomparsa. Tra le dieci squadre partecipanti le due finaliste erano composte dalle seguenti terne: Greorio (Goio) Bosazzi di Rovigno, Aldo Grandi  di Zara e Domenico Flamini nato a Roma che hanno sconfitto Giorgio Simetti di Rovigno, Giuseppe Marussich di Zara e Romanazzi di Roma... come si vede il mix Rovigno-Zara-Roma funzionava bene!! dopo la premiazione altro incontro di cultura tra le salsicce, la porchetta, il prosciutto ed il vino dei Castelli col canto ed il brio dei giuliani.

16 ottobre 1982 - muore Carlo Apollonio profugo da capodistria, figura nota nel Villaggio Giuliano e per la sua sorridente affabilità, per la bella e brava moglie la signora Andreina Vattovani (che sapeva di greco e latino) e per la splendida prole: Donatella, Elvia, Andrea, Gabriella, Mauro e Daniela. Ricordo la sua figura, nota al Villaggio soprattutto per il fatto che si occupava della cura dei cani, perchè la sua bonomia celava una mente lucida come dimostrano le sue lettere pubblicate sul corriere della Sera, Il  tempo ed in particolare una sua lettera pubblicata su Il Piccolo di Trieste il 13 dicembre del '75 ai tempi del Trattato di Osimo. Inoltre Andrea era il mio migliore amico dalle elementari alle medie periodo questo in cui frequentavo la sua casa soprattutto per l'aiuto che la mamma Andreina ci dava con la lingua di Cicerone... e cosa non ultima Elvia poteva benissimo rivaleggiare per brio e bellezza con la Lollobrigida nazionale dei tempi di "Pane, amore e...".


Carlo Apollonio

2 febbraio 1983
- nel concistoro Papa Giovanni Paolo II eleva al titolo cardinalizio di San Marco in Agro laurentino il Cardinale Alexandre do Nascimento, arcivescovo emerito di Luanda (Angola). Sarò il 2° cardinale dopo il card. Emile Biayenda trucidato il 23 marzo 1977.


Dal 1936 al 1955
dal 1956 al 1960
Dal 1961 al 1969
Dal 1970 al 1983
dal 1984 ad oggi
 


 
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