RACCOLTA ARALDICA ROVIGNESE   

a cura di
Gianclaudio de Angelini

Quando Rovigno passò stabilmente sotto la potestà della Serenissima Repubblica di Venezia (correva l'anno1283) anch'essa, ad imitazione della Dominante, si dotò di un Corpo di Cittadini che furono, come i N.H. veneti, i soli a poter accedere al Consiglio Cittadino ed a tutte le cariche pubbliche della città di San Giorgio e Sant'Eufemia. Le famiglie appartenenti al Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno dall'origine ad inizio del XVI secolo erano 14:

 1.  Basilisco   8.  Leonardis
 2.  Bello   9.
 Pesce
 3.  Brionese  10.
 Quarantotto
 4.  Burla  11.
 Segalla
 5.  Caenazzo  12.
 Spongia
 6.  Calucci  13.
 Tagliapietra
 7.  Giotta                                 
 14.
 Vescovi - de Vescovi - Desvescovi
A queste vennero successivamente aggregate altre 7 famiglie: Bichiacchi nel 1545, Calucci nel 1610, Basilisco 1622, Costantini nel 1654, Beroaldo nel 1764, Piccoli nel 1765 ed infine i Biondo nel 1772


Affresco della Sala del Consiglio dei Cittadini o Nobili di Rovigno. Al centro
la Madonna con bambino ai lati i co-patroni Sant'Eufemia e San Giorgio.

Tale distinzione tra Cittadini o Nobili di Rovigno e famiglie del Popolo permase sino al 1797, anno della caduta di Venezia. Come già detto solamente i nobili potevano accedere alle cariche del governo cittadino (tranne per il Podestà che era naturalmente un Nobil Homo appartenente al Libro d'Oro del patriziato di Venezia) ma gli appartenenti al Popolo, dopo aspre lotte, ottennero di essere rappresentati da 2 Sindici che venivano annualmente eletti tra le principali famiglie cittadine che non appartenevano alla ristretta cerchia dei Nobili di Rovigno, aventi una funzione di controllo e di salvaguardia degli interessi del popolo dallo strapotere nobiliare. Antonio Angelini nel suo Repertorio alfabetico delle Cronache di Rovigno ci informa che: "Privilegio dei Cittadini era sedersi nel Consiglio, per trattare e votare leggi e discipline, occupare  alcune Cariche del Comune, e votarne altre ai Popolani, percepire un candelotto di libbra quando la festa della Purificazione, quando il giorno di S. Marco, ed i più vecchi D.ti 25 a Pasqua, ed altrettanti a Natale. I loro nomi erano iscritti in apposito Libro chiamato Libro dei Nobili. All'incontro non potevano andar in Consiglio prima dei 20 anni, nè aver offizio e specialmente di Giudici, prima dei 30. Entrando la prima volta in Consiglio prestavano giuramento. E quando un Cittadino non si trovava in questa Terra al momento della sua elezione a qualche Carica, quella era nulla, e si passava alla elezione di un altro".

Alla caduta di Venezia tutti i capifamiglia rovignesi, l'11 giugno 1797, radunatisi nel Duomo di Sant'Eufemia elessero un governo per traghettare la transizione dall'aristocratico governo della Dominante ad un governo democratico:

"In questa mattina fu fatto la rivoluzione in questa Città, ed il popolo libero e sovrano al numero di capi famiglia 1036 circa elesse diciotto Municipalisti per reggere e governar in suo nome nel numero de' quali io pure fui scelto" così dalle Cronache di P. Biancini. Ovvero nel duomo di sant'Eufemia, a suffragio quasi universale, però dei soli  capi-famiglia, si elessero tramite il sistema veneto della votazione con le 'balote': "disdotto Cittadini probi e capaci maggiori d'anni trenta, che sappiano sufficientemente leggere e scrivere, i quali si chiameranno Municipalisti e costituiranno la Municipalità del Popolo stesso libero e sovrano, che durar dovrà per il periodo di un anno p.v., e non più..". La votazione ebbe il seguente esito:

GdeA
E   L   E   T   T   I
  1. Il Cittadin
 Iseppo Natori q. Andrea voti prosperi   959 voti contrari    26
  2.       dt.   Parroco dott. Giov. dott. Beroaldo
voti prosperi  870 voti contrari  115
  3.     dt.  Francesco Godena q. Domenico voti prosperi  919 voti contrari   66
  4.       dt.   Gaetano dott. Borghi voti prosperi  940 voti contrari   45
  5.       dt.   Giov. Costantini q. dott. Iseppo voti prosperi  944 voti contrari   41
  6.       dt.   Giovanni Califfi d'Iseppo voti prosperi  960 voti contrari   25
  7.       dt.   Martin Blessich q. Tomaso voti prosperi  966 voti contrari   19
  8.       dt.   Francesco Biondi q. Anzolo voti prosperi  950 voti contrari   28
  9.       dt.   Domenico Facchinetti q. Iseppo voti prosperi  950 voti contrari   25
10.       dt.   Carlo Basilisco q. dott. Basilisco voti prosperi  725 voti contrari 250
11.       dt.   Anzolo Venerandi q. Rocco voti prosperi  748 voti contrari 226
12.       dt.   Piet. dott. Biancini q. dott. Clem. voti prosperi  900 voti contrari   67
13.       dt.   Iseppo dott. Angelini di Giacomo voti prosperi  880 voti contrari   86
14.       dt.   Mattio Cherini q. Francesco voti prosperi  934 voti contrari   31
15.       dt.   Domenico Basilisco q. Vincenzo voti prosperi  798 voti contrari 167
16.       dt.   Mattio Brunelli q. Lorenzo voti prosperi  904 voti contrari   53
17.       dt.   Antonio Angelini q. Anzolo voti prosperi  900 voti contrari   50
18.       dt.   Franc. Da Pas q. Zan'Andrea voti prosperi  889 voti contrari   33
Il 7 marzo 1802 il barone Steffaneo, plenipotenziario dell'I.R. Governo Austriaco, ripristinò il Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno secondo l'uso veneto, riducendo però l'appartenenza al Consiglio ad un membro per famiglia ed aggregando quelle del popolo che avevano avuto almeno un rappresentante nel Governo dei 18: Angelini, Artusi, Biancini, Blessich, Borghi, Brunelli, Califfi, Cherin, Dapas, Nattori e Venerandi.

Il Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno venne naturalmente sospeso durante il breve interregno francese (1805-1813) e ripristinato dagli austriaci quando rientrarono in possesso della Città di Rovigno rimettendo in vigore le leggi ante 1805.  La legge del 1 ottobre 1815 introducendo il Codice austriaco, sanciva la soppressione degli Statuti dei vari Municipi istriani e, conseguentemente, la definitiva scomparsa del Corpo dei Cittadini, ultimo retaggio del periodo veneto, ai cui membri però venne comunque lasciata la facoltà di richiedere la conferma della loro nobiltà. Tale opportunità non fu colta da quasi nessuna delle famiglie dell'antico Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno e soltanto i Bichiacchi, i Califfi, i Costantini, e gli Angelini chiesero ed ottennero la conferma della loro più recente nobiltà e pertanto queste famiglie aggiunsero il "de" nobiliare al proprio cognome.

Il documentato libro di Gedeone Pusterla, "I nobili di Capodistria e dell'Istria", Forni Editore - Bologna, ristampa anastatica dell'originaria edizione di Capodistria del 1888, ci fornisce preziose informazioni sulla nobiltà istriana. Qui di seguito riporto i dati per Rovigno:


I

 Ruolo dei Titolati dell' Istria sotto il Governo Veneto

 
n.ro
progr.
Anno
conces.ne
 Titolo  nome di
famiglia
nome 
personale
nome del
padre
luogo di
domicilio
 A N N O T A Z I O N E
8
1734
 Conte  Balzarini  Raffaele
 Michele
 Pantaleone
 Giacomo Michele
 Raffaele  Rovigno Che sia sbagliato il cognome, e che invece sia Bazzarini?
20
1789
 Conte
Milossa
 Cav. Giorgio
   " Gio. Andrea
   " Matteo
 Cav. Giorgio
Portole
poi
Rovigno
L'ultimo di questa famiglia, il Dr. Giovanni Andrea, i.r. Notajo.
morì li 21 giugno 1883.
(*)
V
V V V V V V
                                                                             (*) stranamente da questo elenco mancano i Conti Califfi di Rovigno che sotto il governo veneto avevano la giurisdizione del feudo di Calissedo o Giroldia.
                                                                                  Nelle Effemeridi Ristrette di Rovigno: "Con la morte, seguita oggi (4 maggio 1884) di Nicolò de Califfi, per mancanza di figli maschi, si ad estinguere
                                                                                  va ad estinguere quel casato
" citato però tra i nobili dell'Istria.
                                                                           

II

 Nobili dell'Istria Confermati dall'Imperatore Francesco I, dal 1 gennaio 1816 a tutto Dicembre 1834

 
N.ro
Progr.
 
Cognome
 
Nome
 
Patria
3
 
Angelini
"
"
"
"
"
"
 
Giovanni
Antonio
Giacomo
Marco
Rocco
Angelo
Giuseppe
 
Rovigno
"
"
"
"
"
"
13
 
Bichiachi
 
Giovanni
Bernardo
Domenico
 
Rovigno
17
 
Califfi
 
Nicolò
 
Rovigno
25
 
Costantini
 
Basilio-Maria
Pietro-Maria
 
Parenzo (Rovigno)
"







Alla nobiltà cittadina vi è da aggiungere quella del cavaliere von Hütterodt o del conte Milewski. Inoltre anche altre famiglie notabili pur non appartenendo nè alla nobiltà cittadina nè a quella titolata assunsero nel tempo una stemma di famiglia.

Detto di quanto concerne i Nobili ed i titolati di Rovigno, qui riporto tutti gli stemmi reperibili relativi alle famiglie di Rovigno, per lo più tratti dalla raccolta araldica di Giovanni Radossi pubblicata negli Atti del CRSR, o da fonti d'archivio. In questa raccolta oltre agli stemmi gentilizi-nobiliari, vi sono stemmi ecclesiastici o di arti & mestieri che compongono l'ampio corpo del:

 Blasonario Rovignese

 

 
 Per avere lo stemma cliccare sulla famiglia
GdeAgdea
1   Angelini (de) 2   Basilisco 3   Battistella 4   Benussi Moro 5   Bevilacqua
6   Bicchiacchi (de) 7   Biondi 8   Borgo o Borghi 9   Caenazzo 10 Califfi (de)
11 Calò (de) 12 Calucci 13 Cherin 14 Costantini 15 Dellapietra
16 Devescovi o de Vescovi 17 Fioravante 18 Godena 19 Hütterodt (von-de) 20 Lanzi
21 Lorenzetto 22 Malusà 23 Manincor (de) 24 Maraspin 25 Masato
26 Milewski 27 Milossa 28 Mismas 29 Natorre o Nattori 30 Perini (de)
31 Piccoli 32 Quarantotto 33 Rocco 34 Rota 35 Santin
36 Sbisà 37 Segala 38 Spongia/Sponza 39 Tamburin 40 Venerandi
41 Volpi



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