20 luglio 1917
Patto di Corfù
(così come è riportato nei Quaderni della Guerra "Italiani e Jugoslavi nell'Adriatico" di Franco Caburi - Milano, Treves 1917)


 
 

     Alla conferenza dei membri del precedente Gabinetto di coalizione e del Gabinetto attuale, nonchè dei rappresentanti del Comitato jugoslavo di Londra, che finora hanno condotto un'azione parallela, i rappresentanti dei serbi, dei croati e degli sloveni hanno dichiarato di nuovo e nella forma più categorica che la nostra nazione è una sola con tre nomi diversi ed è la medesima per sangue, per la lingua parlata e scritta, per il sentimento della sua unità, per la continuità e la unità del suo territorio sul quale vive e finalmente per gli interessi comuni e vitali della sua esistenza nazionale e dello sviluppo generale della sua vita morale e materiale. L'idea della sua unità nazionale non si è mai spenta, benchè tutte le forze spirituali e morali del suo nemico nazionale siano state dirette contro la sua unificazione, la sua libertà, e la sua esistenza nazionale.
     I rappresentanti autorizzati dei serbi, dei croati e degli sloveni, constatando che il desiderio del nostro popolo è di liberarsi da ogni giogo straniero e di costituirsi in un libero Stato nazionale e indipendente, desiderio fondato sul principio che ogni popolo è libero di disporre di sè stesso, sono d'accordo nel ritenere che questo Stato deve essere basato sui seguenti principii, moderni e democratici:

     1° Lo Stato dei serbi, dei croati e degli sloveni, che sono pure consociati col nome di slavi meridionali o jugo-slavi, sarà un regno libero e indipendente con un territorio indivisibile e con una unità di sudditanza. Questo Stato sarà una monarchia costituzionale, democratica e parlamentare, alla cui testa starà la dinastia dei Karageorgevich, che ha sempre condiviso le idee e i sentimenti della nazione, anteponendo a tutto la libertà e la volontà nazionale.

     2° Il nome di questo Stato sarà: Regno dei serbi, croati, sloveni; e il titolo del sovrano: Re dei serbi, croati e sloveni.

     3° Questo Stato avrà un solo stemma, una sola bandiera e una sola corona; questi emblemi saranno composti dei nostri attuali emblemi particolari; la sua unità sarà simboleggiata dallo stemma e la bandiera del regno, come simbolo dell'unità, sarà issata su tutti gli edifici pubblici del regno.

     4° Le bandiere particolari
dei serbi, croati, sloveni avranno diritti eguali e potranno essere issate liberamente in tutte le occasioni. La stessa cosa avverrà degli stemmi particolari.

     5° Le tre denominazioni nazionali dei serbi, dei croati e degli sloveni saranno eguali davanti alla legge su tutto il territorio del regno e ciascuno se ne potrà servire liberamente in tutte le occasioni della vita pubblica, e presso tutte le autorità.

     6° I due alfabeti, quello cirillico e quello latino, avranno pure gli stessi diritti e ciascuno se ne potrà
servire liberamente su tutto il territorio del regno; le autorità del regno e le autorità locali autonome avranno il dovere e il diritto di impiegare i due alfabeti a seconda del desiderio dei cittadini.

     7° Tutte le religioni riconosciute potranno essere esercitate liberamente e pubblicamente. Il culto ortodosso, quello cattolico romano e quello mussulmano, che sono in special modo professati, saranno eguali tra loro ed avranno gli stessi diritti nei riguardi dello Stato; in vista di questo principio il legislatore avrà cura di salvaguardare la pace confessionale in conformità allo spirito e alla tradizione della nostra nazione.

     8° Il calendario sarà modificato il più presto possibile.

     9° Il territorio del r
egno dei serbi, croati e sloveni comprenderà tutte le regioni, nelle quali la nostra nazione dai tre nomi diversi vive in masse compatte e senza discontinuità; esso non potrebbe essere mutilato senza che vi rimangono offesi i comuni interessi vitali.
     La nostra nazione non domanda nulla che appartenga agli altri e reclama soltanto ciò che le spetta. Essa desidera di liberarsi e di costituire la sua unità e perciò essa rifiuta tutte le soluzioni parziali del problema della sua liberazione dal dominio austro-ungarico e della sua unione con la Serbia e col Montenegro in uno Stato unico, formante un tutto indivisibile.

     10° Il mare Adriatico sarà, nell'interesse della libertà e dei diritti eguali di tutte le nazioni, libero e aperto a tutti e a ciascuno.

     11° Tutti i cittadini su tutto il territorio del regno saranno eguali e godranno gli stessi diritti verso lo Stato e davanti alla legge.

     12° L'elelezione dei deputati alla rappresentanza nazionale avrà luogo a suffragio universale, eguale, diretto e segreto; la stessa coisa avverrà per le elezioni comunali e per quelle delle altre istituzioni amministrative. La votazione si farà in ogni Comune.

     13° La Costituzione stabilita dopo la conclusione della pace dell'Assemblea costituente, eletta a suffragio universale, diretto e segreto, servirà di base a tutta la vita dello Stato. Essa sarà il principio e la fine di tutti i poteri e di tutti i diritti sulla base dei quali sarà regolata l'intiera vita nazionale. La Costituzione darà al popolo la possibilità di esercitare le sue energie particolari nelle autonomie locali, stabilite entro i limiti delle coindizioni naturali, sociali ed economiche. La Costituzione dovrà essere votata nella sua totalità da una maggioranza numerica, stabilita dalla stessa Assemblea costituente, ed essa al pari di tutte le altre leggi votate dall'Assemblea costituente non entrerà in vigore dopo la sanzione del re. La nazione così unificata
dei serbi, croati e sloveni formerà uno stato di una dozzina di milioni di abitanti. Questo Stato sarà una garanzia per la loro indipendenza nazionale e per il loro generale progresso nazionale e civilizzatore, un potente baluardo contro la spinta del germanesimo, un alleato inseparabile di tutti i popoli e di tutti gli Stati civili, che proclamarono il principio del diritto e della libertà e quello della giustizia internazionale. Esso farà parte degnamente della nuova società delle nazioni.

 
                                                                                                                                                                                                                         Compilato a Corfù il giorno 20 luglio 1917

                                                                                                                                                                                                                                              NICOLA PASICH, Presidente del Consiglio dei ministri
                                                                                                                                                                                             e ministro degli affari esteri del regno di Serbia.

                                                                                                                                                                                                ANTE TRUMBICH, Presidente del Comitato jugo-slavo,
                                                                                                                                                                                             avvocato, deputato e capo del partito nazionale croato alla
                                                                                                                                                                                             dieta della Dalmazia, già sindaco di Spalato e già deputato
                                                                                                                                                                                             del distretto di Zara al Parlamento austriaco.


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