Rettifica al sito sulla Resistenza appoggiato sino al 17 maggio 2001 sul sito Web dell'Università di Pisa

Date: Fri, 10 Apr 1998 16:18:53 +0000

Ho avuto modo di accedere al suo sito e le voglio segnalare un marchiano errore inserito nella Cronologia dei fatti della RESISTENZA: le riporto dapprima la voce cosi' come e` attualmente riprodotta e subito dopo la versione corretta:

1943-09-10 Annessione alla Germania delle province di Bolzano, Trento e Belluno (Voralpenland), e di Udine, Gorizia e Trieste (Adriatisches Kuesterland).  Anche le province jugoslave di Pula, Rijeka e Ljubljana fanno parte dell'AK.

versione corretta:

1943-09-10 Annessione alla Germania delle province di Bolzano, Trento e Belluno (Voralpenland), e di Udine, Gorizia e Trieste, Pola e Zara (Adriatisches Kuesterland). Anche la provincia slovena di Lubiana (o Ljubljana se preferisce) fa parte dell'AK.

Ora alcuna osservazioni:

Nel 1943 l'Istria con Fiume e la provincia di Zara erano parte integrante del territorio nazionale del Regno d'Italia.  L'istria e Zara dopo la 1° guerra mondiale, Fiume col trattato di Rapallo.  Parlare di province jugoslave riferendosi al 1943 e` un vero e proprio falso storico. Lo diventeranno in seguito con l'occupazione militare jugoslava, a prezzo di migliaia di morti infoibati, gettati in mare od in fosse comuni. Uccisioni che scatenarono un'ondata di terrore ed indussero la "maggioranza" della popolazione di quei territori all'esodo. Il trattato di Pace di Parigi sanci' il fatto compiuto: ancora una volta la forza aveva avuto partita vinta sul diritto di autodeterminazione delle genti (il Referendum richiesto dal CLN giuliano non venne mai concesso): è bene a questo punto sfatare alcuni miti e falsi storici:

1. i fascisti giuliani direttamente coinvolti nell'azione di repressione contro l'elemento slavo fuggirono quasi tutti prima della caduta del fascismo e molti di quelli che non lo poterono fare passarano addirittura nel campo dei comunisti italo-slavi.

2. i morti delle foibe e degli altri vari eccidi, 12.000 secondo l'I.R.O. (International Refugee Organisation) furono pertanto in minima parte fascisti direttamente responsabili di eccidi o di altre vessazioni.  Furono per lo piu' gente comune, tra cui non mancarono notabili antifascisti ed addirittura esponenti e partigiani comunisti che pur combattendo i nazi-fascisti non accettavano la dominazioine slava sul territorio nazionale italiano.

3. l'esodo della popolazione fiumana-giuliana e dalmata fu massiccio toccando in molte citta` dall'80 ad oltre il 90 per cento (alcuni paesini risultano ancor oggi abbandonati perche` tutta la popolazione originaria preferi' la via dell'esodo nella disastrata Italia del dopoguerra) e si puo` numericamente quantizzare in circa 300.000 persone.

4. le popolazione istriane, fiumane e dalmate nel corso dei secoli hanno subito varie dominazioni piu' o meno straniere ma non hanno mai dato vita ad esodi similari tanto da stravolgere per sempre l'assetto etnico di quelle regioni.  Ne` sotto Venezia, ne` sotto l'Austria, ne` sotto i francesi o gli ungheresi per Fiume, ne` tantomeno con l'avvento del Regno d'Italia dopo la 1° G.M.  L'esodo avvenne in quelle proporzioni massicce soltanto con l'avvento dei comunisti titini e fu volutamente provocato da una serie di eccidi che colpirono indiscriminatamente la popolazione locale.  Se avessero colpito soltanto i "fascisti", responsabili diatti criminali o di vessazioni, la popolazione giuliana sarebbe rimasta nelle proprie terre d'origine.

5. nelle uccisioni, negli espropri e nelle altre vessazioni l'elemento comunista italiano partecipo` direttamente (non si tratto solo di odio etnico, ma di una miscela esplosiva tra comunismo e nazionalismo slavo). E tutto cio` avvenne grazie anche alla decisione politica del PCI di allora che pose le brigate Garibaldi, in Friuli e Venezia-Giulia, agli ordini dei reparti slavi, additando inoltre come i peggiori nemici coloro che si opponevano all'avanzata dell'armata partigiana jugoslava.  E' in questo clima che maturo` l'eccidio di Porzus.

Ci sarebbe molto altro da dire... non si tratta di volere un revisionismo storico o due storie separate!  Ritengo pero` che la storia vada letta tutta senza lasciare lo sporco sotto i tappeti.

Chi le scrive e` un esule della citta` di Rovigno d'Istria (dal 1951: come vede non siamo fuggiti subito...), mio padre ha combattuto come partigiano, ma anche lui quando ha visto in che modo veniva trattato l'elemento italiano ha preferito andarsene.

Ma quanti italiani sanno della nostra storia?  Non si tratta quindi di "Revisionismo" perche' la nostra storia non fu mai veramente "Vista". Ancora oggi nei testi scolastici ed universitari tutto quanto viene liquidato con un breve trafiletto sulla "Questione di Trieste".  Se le ho risvegliato un interesse culturale la prego di visionare il Sito:

http//www.pelagus.it/fiume-rijeka

e vedra` come gli esuli sono liberi da tutele politiche e si accorgera` che non sono quei nostalgici irredentisti e fascisti che forse s'immagina.

Del resto il dibattito Violante-Fini non sta bene neanche a noi: un ex-comunista ed un ex-fascista si autoassolvono l'un l'altro, ma i nostri morti, il nostro esodo fu provocato proprio da queste due ideologie che stritolarono come in una morsa un intero popolo.

Ora chiudo questo mio lungo sfogo e le auguro una santa Pasqua

(segue firma) (*)

(*) Gianclaudio de Angelini


 
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