GdeA
Roma 5 gennaio 2004
Lettera a "Il Piccolo" di Trieste in risposta alla lettera di Giovanni Padoan... mai pubblicata.
  GdeA

  Gentile redazione de Il Piccolo invio questa mia in risposta all'intervento del Padoan con preghiera di pubblicazione.



Signor Padoan,

se lei oggi è italiano non lo deve certo alla divisione "Garibaldi-Natisone" che ha combattuto a fianco del IX Corpus sloveno in territorio italiano per aiutarli nel loro obiettivo principale: correre ad occupare Trieste e giungere, come lei ricorda, al Tagliamento. Lubiana infatti venne liberata dopo l'occupazione di Trieste.

Se abbiamo perso le terre istriane, acquistate con tanto sacrificio di sangue nella 1° guerra mondiale, lo dobbiamo sì alla disastrosa guerra voluta dal fascismo ma anche alle posizioni dei comunisti italiani che, ad esempio a Trieste, uscirono dal CLN per confluire nel coordinamento italo-jugoslavo dichiarato esteso a tutte le forze antifasciste giuliane.

Se gli italiani della Venezia Giulia si trovarono disarmati in balia degli occupanti titini lo dobbiamo è vero al disfacimento del regio esercito ma anche alle posizioni di Togliatti e del PCI giuliano che invitavano ad accogliere i partigiani comunisti jugoslavi: "come fratelli maggiori che ci hanno indicato la via della rivolta e della vittoria contro l'occupazione nazista e dei traditori fascisti" spingendo tra l'altro "tutti gli antifascisti a combattere come i peggiori nemici della liberazione dell'Italia tutti coloro che, con il pretesto del 'pericolo slavo' e del 'pericolo comunista', lavoravano per sabotare gli sforzi militari e politici dei seguaci di Tito, impegnati nella lotta di liberazione del loro paese e della stessa Italia, e per opporre gli italiani agli slavi, i comunisti ai non comunisti". 

Con posizioni simili tutti coloro che si opponevano all'annessione jugoslava venivano indicati come nemici da abbattere (e gettare in foiba).... e così fu fatto.

Ancora non si è reso conto che lei e tanti altri come lei hanno aiutato la realizzazione del sogno slavo: arrivare da padroni in terre in cui mai avevano comandato. In quanto all'Internazionalismo comunista per Tito era solo fumo da gettare negli occhi dei tanti poveri illusi come lei che lo hanno aiutato contro i propri connazionali.

Per finire vorrei dire una parola sui ragazzi della X mas: giù il cappello per questi giovani che combatterono e morirono per un ideale quando tutti scappavano o si univano, all'occupante comunista.

Per quanto riguarda alle sue elocubrazioni per cui se questi poveri ragazzi avessero vinto avrebbero consegnato l'Istria ai nazisti non so proprio come fa a dirlo: Il nazismo era sconfitto a chi avrebbero dovuto consegnare l'Istria ?? più facile aiutare i titini a prendersi Zara, Fiume, Pola, Rovigno, Pirano, Capodistria e perchè no Trieste e Gorizia.

E per finire se Trieste è rimasta all'Italia lo si deve al fatto che le residue forze tedesche si arresero agli anglo-americano e non alla Garibaldi ed al IX Corpus sloveno.

Continui pure a credere di aver combattutto per la "causa" ma non ci venga a far professione di italianità perchè la sua "causa" era quella comunista: un'altra dittatura e per di più straniera che avete regalato a noi istriani che non l'avevamo chiesta come ha dimostrato al mondo intiero, l'esodo di oltre 300 mila istriani, fiumani e dalmati.

Al mondo intiero ma evidentemente non a lei.

Gianclaudio de Angelini
esule da Rovigno d'Istria
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Diverse forze in lotta per la Venezia Giulia



Onorevole Menia, se lei oggi è italiano, lo deve in primo luogo al fatto che in Jugoslavia vinse Tito. Se avesse vinto la monarchia, lei e io saremmo oggi cittadini jugoslavi, perché gli alleati avevano già promesso al governo in esilio a Londra, il confine sino al Tagliamento.
Se invece avessero vinto i ragazzi della X Mas, del Battaglione «Mussolini» del Reggimento «Tagliamento» e tutti gli altri reparti che erano di stanza nella regione, allora saremmo diventati cittadini tedeschi di serie B perché non vorrà dirmi che non sapeva o che non ha saputo poi, che il FVG non era più terra italiana, ma un Gau del Terzo Reich hitleriano col nome di Küstenland, dove, come in Germania Hitler, Fredrich Reiner faceva il bello e il cattivo tempo.

Come vede, i suoi ragazzi che combatterono sul Carso, sul Bacia e a Tarnova e in altri posti di questa regione non combattevano per difendere i confini d’Italia ma quelli del Terzo Reich hitleriano che avrebbe dovuto durare un millennio.

Lei oggi parla della loro buona fede e del loro amor di Patria e cita le loro lettere scritte al momento di lasciare questa valle di lacrime e come manifestavano il loro amor di Patria e il perdono verso i loro nemici. Non metto in dubbio la loro buona fede, ma, non può cambiare la realtà storica. Precisiamo poi, che questi ragazzi in buona fede erano guidati e comandati da comandanti come Junio Valerio Borghese e lui sapeva bene per chi combattevano. Credo che lei, semmai dovrebbe chieder conto a costui di aver ingannato tanta gioventù in buona fede.

Naturalmente, lei è libero di affermare che la Rsi non era una creatura di Hitler, ma ciò non cambia la triste realtà storica.

Se c’è qualcuno che dovrebbe ringraziare, questi sono i ragazzi della divisione «Garibaldi-Natisone» che pur combattendo a fianco delle formazioni del IX Korpus, hanno sempre respinto le pretese annessionistiche delle autorità e del comando sloveno. Essi hanno contribiuto a creare le condizioni perché Trieste tornasse all’Italia.

Onorevole Menia segua l’onorevole Fini e lo aiuti a costruire una Destra democratica anche in Italia, che ne abbiamo tanto bisogno.

Giovanni Padoan
«Vanni»
già commissario
della divisione d’assalto
«Garibaldi-Natisone»



 
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