Dagli inizi al 774 Dal 774 al 1283 Dal 1283 al 1699 Dal 1701 al 1797 Dal 1797 al 1813 Dal 1813 al 1849 Dal 1850 al 1861 Dal 1862 al 1899 Dal 1900 al 1924 Dal 1925 al 1954


 

 

Breve ritorno sotto l'egida bizantina 774-788

774 - pare che per ingraziarsi la potente chiesa romana Carlo, re dei Franchi, doni al Papa Adriano non solo l'esarcato di Ravenna ma anche la Venezia e l'Istria (che però non ha in suo possesso). Infatti l'Istria in quel frangente ritornò sotto i bizantini. Inizia così un periodo d'incertezza con un partito dell'alto clero che parteggiava per i franchi ed un partito popolare che, memore dei disagi subiti coi longobardi, parteggiava per il più blando governo bizantino.



776 - inizia il potere temporale dei Patriarchi di Aquileia, che divengono grandi feudatari dell'Impero e infine Principi e Sovrani. In Istria inizia l'introduzione, per la prima volta, del sistema feudale germanico nonostante l'opposizione delle cittadine istriane ancora legate alle libertà municipali romane.

778 - il vescovo istriano Maurizio incaricato dal papa di riscuotere le rendite in Istria dei beni papali, anche per il sospetto di parteggiare per i franchi, viene abbacinato dal popolo e rimandato a Roma

15 aprile 781 - A Roma il figlio di Carlo Magno Pipino viene incoronato, da Papa Adriano I,  Re d'Italia.

787 - i Veneziani - schierati su posizioni filobizantine, e quindi ostili al nuovo asse franco-papale, vedono i loro mercanti espulsi da Ravenna e dalla Pentapoli a causa di un ordine di Carlo Magno prontamente ripreso dal papa Adriano I. In quell'anno il secondo Concilio di Nicea ammette il culto delle immagini sancendo la vittoria degli iconoduli sugli iconoclasti.


PERIODO FRANCO-S.R.I. 788 e in  parte BIZANTINO


monogramma di Carlo Magno

788 - Inizia il periodo franco di dominio su parte dell'Istria, visto che parte della costa occidentale era ancora sotto giurisizione bizantina.

22 luglio 791 - Enrico, prima Duca d'Istria di nomina franca, sconfigge gli Avari e libera la massa degli slavi loro soggetti. (CDI, I, 21 ).

799 - il duca Enrico mentre da Pola muove verso la Liburnia per contrastare la solita scorreria avaro-slava, viene sorpreso in una imboscata appena valicato il Monte Maggiore, venendo ucciso nei pressi di Laurana.

13 luglio 800 - secondo la tradizione avviene il miracoloso approdo sulla costa di Rovigno dell'arca di Santa Eufemia, che diverrà co-patrona della città affiancando il primitivo patrono San Giorgio. Un'altra leggenda rovignese vuole che i profughi dell'isola di Cissa, sede di un fantomatico vescovado, trovassero rifugio a Rovigno dopo il lento inabissarsi in mare della loro isola. Le cronache del tempo ci riportano che negli anni 754, 800 e 801 si verificano nell'alto Adriatico dei fortissimi terremoti e marremoti. Quindi molto più realisticamente invece di giungere galleggiando sul mare, la pesante arca marmorea della santa venne, con molta probabilità, portata a Rovigno dagli esuli di una delle isole colpite dal maremoto.

25 dicembre 800 - nella basilica di san Pietro, la notte di Natale, Papa Leone III incorona solennemente Carlo Magno quale Imperatore del Sacro Romano Impero.


Leone III incorona Carlo Magno
803 - Carlo Magno crea la marcha Austriae Italiae (Marca del Friuli), composta dal Friuli, dalla Carinzia, Carniola, Stiria meridionale e da Istria e Dalmazia, pone a capo della marca il duca Cadolao ed assegna la giurisdizione ecclesiastica della chiesa di Rovigno che in precedenza dipendeva dalla diocesi di Pola al patriarca di Aquileia: "Quapropter per has praeceptales litteras omnino a nostro jure nune transfundimus in jus et potestatem Domini supradicti Paulini Patriarchae; omniumque illius successorum sex Episcopatus, unum videlicet Concordrensem, alium Uttinensem, tertium illum qui apud civitatem nova Histria constitutus est, quartum vero Rubinensem, quintum Polinensem, sextum Tersatiensem" (E.R.R.)

804 - Dieta di Risano: nei pressi di Capodistria viene convocato il parlamento istriano che prese il nome dal vicino fiumiciattolo di Risano. Le città istriane si appellano all'imperatore franco contro il duca Giovanni, da lui preposto al governo della provincia, per aver favorito l'introduzione in Istria di popolazioni slave, per lo più ancora pagane, e di aver conculcato le libertà cittadine: Rovigno in quel contesto risulta essere tra le principali città istriane (Ruuingio):

"..Quanto alle violenze fatte dal duca Giovanni contro di noi delle quali c'interrogate, diremo la verità e quanto sappiamo.
I Capitolo: ci tolse i nostri boschi, da dove i nostri genitori raccoglievano i diritti sul fieno e sulla ghianda; ci tolse pure le fattorie isolate da dove i nostri genitori, come dicemmo sopra, similmente raccoglievano. Ora Giovanni ce lo nega; inoltre pose gli Slavi sulle nostre terre; loro arano le nostre terre e i nostri terreni incolti, falciano i nostri prati, pascolano (i loro animali) sui nostri pascoli e per queste nostre terre pagano l'affitto a Giovanni; inoltre non ci rimangono né bovini né cavalli, se diciamo qualcosa, minacciano di ucciderci; tolse i confini che i nostri genitori posero secondo l'antica consuetudine.
"

E' molto significativo, come testimonianza degli storici e stretti rapporti tra Istria e Venezia, questo passo:

"... Tutte queste angarie e sovrangarie suddette facciamo per violenza il che i nostri genitori mai facevano; perciò siamo caduti in povertà e ci deridono i nostri parenti e vicini nostri a Venezia e Dalmazia come pure i Greci, sotto il potere dei quali eravamo prima. Se ci soccorre l'imperatore Carlo possiamo salvarci, se no, ò meglio per noi morire che vivere".

La dieta si concluderà con l'impegno del duca Giovanni di eliminare le angherie più gravose e, per "Quanto agli Slavi di cui parlate, andiamo sulle terre ove risiedono e vediamo: se possono risiedere senza danno per voi, che vi risiedino, là dove a voi fanno qualche danno, nei campi o boschi o terreni incolti o dove che sia, noi li butteremo fuori. Se piace a voi che li mandiamo in tali luoghi dove possono stare senza danno per voi, che siano utili al fisco come anche l'altra gente". Vennero ripristinati i tribuni  e le altre precedenti magistrature (locisservatores, giudici e scabini) confermando agli istriani, come da antica consuetudine, di eleggere liberamente i propri magistrati e i propri vescovi.

Chi trarrà invece vantaggio della presenza franca sarà Cittanova, l'antica  Neapolis, che vivrà un vero e proprio apogeo proprio nel periodo carolingio quando il castrum tardoantico diviene il fulcro del potere franco in Istria subito dopo la sua annessione all‘impero. Il vescovo Maurizio era un vero esponente delle autorità franche. A Cittanova o nelle sue vicinanze regnava il famoso dux Iohannes luogotenente carolingio in Istria la cui politica, che favoriva l'immigrazione slava, susciterà le risentite proteste delle comunità autoctone istriane.


Stampa di Cittanova

fine 805 inizi 806 - una ambasceria mista veneziana-dalmata con i duci Obelario e Beato per Venezia e con il duca Paolo e l'arcivescovo Donato di Zara per la Dalmazia si reca ad Aquisgrana da Carlo Magno per cercare di conciliare le mire franche sull'Adriatico orientale con il dominio bizantino a cui Venezia e la Dalmazia erano ancora soggette.

806 - l'imperatore bizantino Niceforo difronte all'occupazione franca dell'Istria non rimane passivo ed invia una flotta al comando del patrizio Niceta ad operare un vero e proprio blocco dell'alto adriatico inducendo il doge Obelario a ritornare sotto l'egida bizantina dopo una prima politica filo-franca.

809 - Pipino, figlio di Carlo Magno, cerca di assogettare il riottoso dogado dei venetici. Per fronteggiare la minaccia il Doge Agnello Partecipazio sposta la sede Ducale da Malamocco a Rivo Alto (Rialto).

810 - La minaccia franca verrà però sventata poichè attirata nelle basse acque della laguna, tra Metamauco e Popilia, la flotta dei franchi  subirà  una dura sconfitta ad opera delle agili e basse navi dei venetici.

812 - la Pace di Aquisgrana pone fine al contrasto franco-bizantino riconfermando la sovranità Bizantina sulla Venetia marittima e sulla Dalmazia.

28 gennaio 814 - Carlo Magno muore e viene sepolto ad Aquisgrana. Lascia un Impero in fase non più espansiva che verrà ulteriormente minato dal sistema ereditario in uso presso i Franchi anche se alla morte di Carlo tutto l'Impero passa all'unico figlio superstite Ludovico il Pio e lo smembramento dell'Impero sarà evitato almeno sino alla morte di Ludovico. Ludovico, appena salito al trono, concesse agli istriani "secundum legem antiquam" la libera elezione delle cariche politico-amministrative ed ecclesiastiche oltre al ripristino delle cariche tribunizie.



818 - Il comes Balderico rifiuta di affrontare i Bulgari che, dopo aver occupata la Pannonia Inferiore, effettuano scorrerie sul Carso Istriano. Per tale motivo viene destituito da Lotario I (figlio di Ludovico "Il Pio") re d’Italia che spezza il comitato in quattro contee.

819 - incursioni sulla costra istriana di pirati saraceni.

827 - Salvore viene attaccata dai pirati narentani.

827 - al concilio di Mantova, Massenzio patriarca di Aquileia (811-837) ottiene la giurisdizione sui vescovati istriani (alcuni hanno già fatto atto di dedizione) ma trova l’opposizione di Venerio patriarca di Grado, appoggiato da Venezia.

827 - Bono tribuno di Malamocco e Rustico da Torcello trafugano ad Alessandria d'Egitto il corpo di San Marco. Nel perilioso viaggio di ritorno  sono  costretti a fare scalo ad Umago ove vengono accolti da un tripudio di popolo accorso a venerare le sante reliquie.

829 - Venezia decide la costruzione della Basilica di San Marco per ospitare degnamente le reliquie del santo evangelista che diverrà il principale protettore della città soppiantando il "bizantino" e precedente patrono di Venezia San Teodoro...  un pò come a Rovigno ove Sant'Eufemia aveva ben presto soppiantato, almeno nella devozione popolare, il primitivo patrono San Giorgio.


Leone di S. Marco in moleca
Venezia - Basilica di S. Marco

830 - è significativo che l'inizio dell'affermarsi dell'influenza di Venezia, quale potenza marinara, sulle città istriane della costa data dall'anno successivo dell'arrivo delle spoglie del santo evangelista che legherà indissolubilmente il suo nome alle sorti della repubblica marinara veneziana. Pare risalga a questa data un primo trattato di pace tra il doge Tradonico e il duca croato Mislav che come avremo modo di vedere sarà comunque di breve durata.

836
- dopo la dinastia dei Partecipazio sale al trono dogale un homo novus l'istriano di famiglia polesana Pietro Tradonico (836-864) che era analfabeta e firmava le ducali signum manus ma che aveva forza e volontà da vendere.


Pietro Tradonico
Doge dal 836 al 864

837 - il suo dogado si caratterizzerà per un'intensa attività anti pirateria ed infatti già l'anno dopo sconfigge, in una spedizione navale nel Quarnero da lui personalmente condotta, i pirati croati che rendevano insicure le rotte nell'alto adriatico.


Isole del Quarnero

839-840 - il doge Pietro Tradonico, in alleanza con le citta "latine" della Dalmazia, muove contemporaneamente guerra con una flotta al duca croato Mislav e al capo dei narentani Držislav che, dopo un primo scontro, chiesero ed ottennero una tregua.

840 - una piccola armata veneziana viene sconfitta da un esercito croato comandato dal duca Ljudislav.

840 - una flotta araba dalla Sicilia effettua una scorreria nell’Adriatico, sconfigge la flotta veneziana presso Taranto e presso Ancona, saccheggia le coste della Dalmazia, dell’Istria e cattura nel golfo di Trieste un convoglio veneziano che rientrava dalla Siria.

840 - a Pavia, tra l'imperatore Lotario ed il doge Pietro Tradonico, viene siglato un patto che identifica con precisione i confini dei venetici: ovvero gli abitanti di Rivoalto, Castello di Olivolo, Murano, Malamocco, Albiola, Chioggia, Brondolo, Fossone, Loreo, Torcello, Città Nova, Fine, Equilo, Caorle, Grado, Cavarzere e luoghi minori. Il patto sancirà la nascita del Ducato Veneto e l'imperatore di Bisanzio nominerà il Doge suo Spatario ed Ipato. Ovvero le due grandi potenze avevano capito che conveniva lasciare i venetici semi-indipendenti piuttosto che scannarsi tra di loro per averne il pieno controllo.

841 - Lotario visto le continue scorrerie saracene, narentane, e croate, non disponendo di una flotta propria, affida al Duca veneziano Pietro Tradonico il compito di tenere libero l'Adriatico da queste endemiche minacce. Di fatto tale atto segnerà l'affrancamento di Venezia da Costantinopoli.

842 - incursione saracena in Istria che incendiano Ossero.

843 - alla morte di Ludovico il Pio il trattato di Verdun spartisce il S.R.I tra i suoi figli. l'Istria (con l'Italia) viene assegnata al primogenito Lotario I.


La spartizione del S.R.I. dopo il Trattato di Verdun
Lotario, decide di spezzettare ulteriormente il suo Regno ripartendolo a sua volta tra i suoi tre figli:  Ludovico II ,  Lotario II e Carlo stabilendo la sua sede ad Aquisgrana  (oggi Aachen ), senza più tornare in Italia.


Lotario I
844 - Ludovico II  riceve il Regno d’Italia di cui sarà Re, con buoni risultati, per oltre un trentennio.

846 - incursione di croati a Caorle che saccheggiano la città.

855 - Ludovico II viene incoronato Imperatore del S.R.I. da Papa Leone IV. In questo modo si rinsaldavano i legami tra Regno d'Italia e Impero germanico. Ludovico concederà a Teodemaro, patriarca d’Aquileia, la giurisdizione sulle chiese istriane.

864 - alla morte di Pietro Tradonico viene eletto Orso I Partecipazio (864-881);

865 - incursione in Istria di pirati narentani, slavi di ceppo serbo poi croatizzati, stabilitisi sulla costa dove sfocia la Narenta, l'attuale Neretva che avevano dato luogo alla Pagania:


cartina tratta dal sito Wikipedia

866 - Venezia mette a sacco Comacchio infliggendo un duro colpo alla città rivale. Sarà un episodio della lunga guerra di Venezia per il monopolio del sale, il vero oro nero dell'epoca.

872 - i Narentani, guidati dal loro capo il "bano" Domagoi, duca di Croazia, con la loro rapida e bassa flottiglia nascosta dietro la baia di Salvore colgono di sorpresa la flotta veneziana e la sconfiggono.

873 - Papa Giovanni VIII si rivolge, con la solita astuzia diplomatica pontificia, al capo indiscusso dei pirati croati, con queste accorte parole: “Domagoi, duci gloriosi. Praeterea devotionis tuae studium exortamur ut contra marinos ladruncolos, qui sub praetextu tui nominis in christicolas debachantur…” senza ottenere però grandi risultati come si vedrà dalle successive incursioni.

875 - nuova incursione narentana in Istria con saccheggio e distruzione di Vestre. La flotta veneziana al comando del Doge Partecipazio li intercetta nei pressi di Umago, li sconfigge e li disperde.

875 - Il comes Berengario, grazie alla discendenza carolingia ed al prestigio del padre Everardo, acquista il titolo di marchese;

876 - rovinosa incursione in Istria di pirati narentani guidati da Domagoi: "Quia Sclavi cum navibus venientes Umagum, Ciparum, Aemoniam et Rubinium urbes Istriae depopulaverunt, Dux propterea cum 30 navibus exiens cum Sclavis bellum peregit et victoriam obtinuit, et non ingratus ablata Ecclesiis Istricis restituit et propter foedus quod cum Sclavis habebat omnes captivos libere demisit". (Dalle cronache del Dandolo)

di questa avvenimento abbiamo testimonianza anche da un'altra cronica veneziana, quella del diacono Giovanni: "..eo tempore dumnus Ursus dux Iohannem filium suum in dignitate sibi  consortem fecit. Tunc Sclavorum pessime gentes et Dalmacianorum ystriensem provinciam depredare ceperunt; quattuor videlicet urbes ibidem devastaverunt, id est Umacus, Civitas nova, Sipiares atque Ruinius..."

880 - nuova incursione narentana ad Umago, Cittanova, Muggia e nel territorio di Rovigno.

882
- Capodistria paga un tributo a Venezia in cambio di protezione, con reciproca libertà di commercio.

18 settembre 887 - l'intraprendente doge Pietro Candiano succeduto a Giovanni II Partecipazio,dopo solo 6 mesi dalla sua elezione, arma dodici navi e muove guerra ai pirati Narentani della Pagania, riuscendo a catturare nel primo scontro cinque navi avversarie. Incoraggiato dal successo sbarca con l'esercito sulla costa nei pressi di Mokro inoltrandosi nell'entroterra ove cade in un'imboscata nei pressi di Macarsca trovando la morte in combattimento.


Pietro Candiano I
(Nato nel 842 sarà il XVI Doge rimanendo in carica per c.ca 6 mesi)

888 - dopo la morte di Carlo "Il Grosso" Berengario è eletto Re d’Italia (888-924), ma deve sostenere continue lotte contro gli altri feudatari della penisola e contrastare le continue incursioni degli Ungari.

gennaio 889 - Berengario I è sconfitto in battaglia presso il fiume Trebbia da Widone marchese di Spoleto. Berengario, ferito nello scontro, è portato in salvo grazie all’intervento di 300 Triestini.

16 febbraio 889 - Widone è incoronato re d’Italia.

21 febbraio 891 - Widone è incoronato imperatore.

896 - con la morte di Widone, e l'estinguersi del casato spoletino, Berengario riottiene il Regno d'Italia.

24 settembre 899 - una grande scorreria di Ungari devasta l'Italia. Scontratisi con l'esercito di Berengario forte di 15.000 uomini vengono dapprima sconfitti nei pressi di Verona. Senza perdersi d'animo, con un'abile contro mossa, gli Ungari sorprendono impreparato l'accampamento di Berengario presso Cartigliano e gli infliggono una grave disfatta.

29 giugno 900 - dopo una serie di saccheggi che coinvolgono Vicenza, i dintorni di Milano, Como, Aosta, Bergamo, Piacenza, Modena, Bologna, Padova, e Iesolo, gli Ungari sono sconfitti dai Veneziani a Chioggia, Altino e Treviso.

21 luglio 905 - Berengario I, con pochi vassalli fedeli ed un contingente di Ungari, entra a Verona e cattura Ludovico re di Provenza pretendente al trono d’Italia, facendolo accecare.

novembre 905 - Berengario riesce a farsi incoronare imperatore a Roma ma gran parte dei feudatari italiani gli resta ostile.


Sigillo di Berengario I

911 - L’imperatore Berengario dona a Taurino, vescovo di Trieste, beni e castelli nei pressi di Pisino e Parenzo.

7 aprile 924 - Berengario muore assassinato, anche a causa della sua incapacità di contrastare gli Ungari.

924 - Venezia occupa alcune località istriane e Wintherio, margravio d’Istria, reagisce occupando Grado.

925 - Il Duca Tomislav dopo aver unificato i due ducati croati quello della Sava e quello di Dalmazia si autoproclama Re di Croazia: ha inizio la dinastia dei Terpimirovici (Trpimirovic).

6 luglio 926 - La corona d’Italia passa a Ugo di Vienne (Ugo di Provenza) che deve combattere i feudatari ribelli.

929 - Ugo di Vienne re d’Italia dona al vescovo di Trieste i castelli di Umago e Sipar ed al vescovo di Parenzo il castello di Rovigno.

930 - secondo il frate carmelitano Ireneo della Croce autore della  Historia antica e moderna sacra e profana della città di Trieste in tale data avvenne il famoso episodio conosciuto come  "Il Ratto delle Spose" ad opera di triestini.

931 - blocco navale veneziano contro gli Istriani rei, a detta veneziana, di sequestri, ruberie e malversazioni che danneggiavano il commercio della città lagunare.

14 gennaio 932 - trattato di vassallaggio di Capodistria verso la potenza marinara di Venezia che ottiene notevoli vantaggi commerciali e ... l'annua onoranza di cento anfore di buon vino. (CDI, I, 70)

932 - le armate di Venezia radono al suolo Comacchio deportandone gli abitanti.

2 febbraio 933 - in questa data (che altri fonti situano tra il 930, 939 ed il 943, 944) alcuni pongono il famoso episodio passato alla storia come il "Ratto delle Spose o Ratto delle Marie". Anche gli autori del ratto sono diversi a seconda delle fonti: per alcuni sono pirati Triestini o Istriani (capeggiati da un certo Gajolo) quelli che rapiscono le spose veneziane dalla chiesa di San Pietro di Castello, per altri sono pirati dalmati o più genericamente "slavi"... comunque le fonti sono concordi nel dire che, una volta raggiunti a Caorle, i rapitori vengono sconfitti dalla flotta veneziana che provvede a liberare le "spose rapite". Da questo fatto leggendario nasce la festa del giorno delle Marie e la processione solenne del Doge a Santa Maria Formosa in cui le spose, ovvero le Marie, vengono sostituite da pupazzi che da loro prenderanno il nome di "marionette".


una "marionetta"

12 marzo 933 - Pace di Rialto tra Venezia ed il margravio Wintherio, il quale è costretto ad accettare i rapporti privilegiati di Venezia con le città della costa istriana. Nel trattato di pace intervengono Trieste, Muggia, Capodistria, Pirano, Cittanova, ed in prima linea, Pola. Ovvero tutte le cittadine che avevano cercato d'affrancarsi dalla tutela Veneziana. In questo trattato si nota la mancanza di Parenzo e Rovigno, forse perchè non ostili ai Veneziani.

935 - Berengario II d’Ivrea re, nipote di Berengario I, occupa Aquileia.

942 - a conferma della nuova rilevanza politica raggiunta dal dogado veneziano il Doge Pietro Candiano III media un accordo che regola i confini tra Lupo II patriarca di Aquileia e Marino patriarca di Grado

944 - Lupo II patriarca di Aquileia, con Gottifredo marchese d’Istria ed il fratello Bernardo soccorrono i Carinziani contro gli Ungari ma vengono duramente sconfitti. Lupo II fugge ed i due fratelli muoiono in combattimento.

946 - il doge veneziano Pietro Candiano III decide di muovere guerra ai Narentani che, svincolatisi da ogni controllo, hanno continuato a pirateggiare sul mare costringendoli a stipulare un patto: in cambio di un tributo annuo, libera navigazione.


Pietro Candiano III
(XXI Doge dal 942 al 959)

948 - Enrico I duca di Baviera, fratello di Ottone I re di Germania, libera la Lombardia ed il Friuli dagli Ungari, occupa Aquileia e giustizia il patriarca Lupo II, elevando al suo posto il tedesco Engelfrido. Le famiglie più potenti della nobiltà tedesca (Andechs, Babenberg, Eppestein, Lurngau, Ortenburg-Sponheim, Treffen, Weimar e più tardi Asburgo) si contendono a lungo il titolo patriarcale ed il controllo dei feudi vicini (i principali sono Carantania, Carinzia, Gorizia, Istria).

950 (circa) - i Narentani sono costretti dai veneziani a firmare il patto di "Salvaguardia" con cui s'impegnano a non danneggiare i commerci di Venezia nell'Adriatico.

950 (circa)
- a testimonianza del rifiorire dell'economia rovignese vi è l'edificazione della nuova chiesa di Rovigno dedicata ai santi co-patroni S.Eufemia e S. Giorgio.

952 - alla Dieta di Augusta, Ottone I Re di Germania assegna a Berengario II il Regno d'Italia e, nell'ambito della ridefinizione delle marche di confine, in un'ottica difensiva contro la minaccia degli Ungari, stacca l'Istria ed il Friuli dal Regno d'Italia includendoli nel Ducato di Baviera. Il ducato di Carinzia è assegnato al fratello Enrico I (di Sassonia) duca di Baviera, che riceve anche la Carantania, elevata a ducato, e l’Istria. Inizia il dominio delle grandi dinastie germaniche.

962 - Ottone I (detto Il Grande) ottiene la corona imperiale, uno dei suoi primi atti - il 9 febbraio 962 - sarà quello di confermare a Papa Giovanni XIIl (955-964) le donazioni fatte dai suoi predecessero e di restituire alla Santa Sede i territori precedentemente occupati da Berengario II.

965 - "Rubinensi nomine, quod etiam (heu proh dolor!) nuper a nefandi Sclavis ac duris barbaris destructum est..." dall'atto di donazione del patriarca Rodoaldo di Aquileja al vescovo Adamo di Parenzo della giurisdizione ecclesiastica sulla chiesa di Rovigno. In riferimento all'incursione narentana dell'anno precedente, anche se più che una "distruzione" si trattò della solita incursione nel territorio di Rovigno.

25 giugno 965 - La sconfitta dei ribelli Berengario II d’Ivrea (964) e del figlio Guido segna la fine del regno d’Italia indipendente. La corona viene assunta da Ottone I che la cumula con quella imperiale ottenuta nel 962.

20 gennaio 966 - il Patriarca Rodoaldo d'Aquileja, Commendatario della Chiesa episcopale di Cissa o di Rovigno, "conoscendo la grande miseria e calamità da cui era oppressa la chiesa parentina", concede la giurisdizione ecclesiastica della cittadina istriana ai Vescovi di Parenzo (CDI, I, 77). Si attua così una redifinizione dei confini diocesani distaccando il territorio di Rovigno dalla competenza di Pola.

967 - l'Imperatore Ottone I toglie ai patriarchi di Aquileja il diritto metropolitano sulle chiese dell'Istria, Rovigno compresa, devolvendo tale diritto al patriarca di Grado.

976 - l'imperatore Ottone II sconfigge il cugino ribelle Enrico II Duca di Baviera e per punirlo gli toglie il ducato di Carinzia assegnandolo ad Enrico di Scheyren; la contea del Friuli e la marca Orientale dandola a suo nipote Leopoldo I di Babengerg che otterrà anche L'Istria con Trieste (976-994).

977 - rinnovo dei patti tra Venezia e Capodistria con l'ammissione inoltre nella cittadina di un rappresentante del governo veneziano col compito di tutelare gli interessi dei mercanti di "nazione veneta" in Istria.

983 - diploma di Ottone II in cui si conferma la donazione di Rovigno, Due Castelli e Valle fatta nel 965 dal patriarca aquileiese Rodoaldo al Vescovo di Parenzo Adamo: "... et Rubinum quantum ad episcopatum sanctae Parentinae ecclesiae donatum est a nostris antecessoribus videlicet in loco qui dicitur duo Castella et Valles... confirmamus"

991 - diventa doge di Venezia un uomo energico e di grande ingegno: Pietro Orseolo II, che allaccia legami di parentela e stipula accordi commerciali con Bisanzio e con l'impero romano-germanico; nel 992 otterrà da Bisanzio una Crisobolla o Bolla d'oro, che consente alle navi ed ai mercanti veneziani notevoli privilegi nel commercio con l'Oriente, promettendo in cambio di fornire aiuti ai bizantini nella lotta contro i Saraceni. Si dedicherà inoltre al rafforzamento della marina mercantile e militare di Venezia.


Pietro Orseolo II

Doge dal 991 al 1009

996 - l'Imperatore Ottone III rimette sotto la giurisdizione metropolita del Patriarca di Aquileja i vescovadi istriani.

997
- Pietro Orsolo cessa di pagare qualsiasi tributo a Croati e Narentani e, quando questi riprendono i loro attacchi alle navi veneziane, manda contro di loro una flotta al comando di Badovario Bragadin che sconfigge la flotta croata, attacca l'isola di Lissa, la conquista, la saccheggia e trae prigionieri a Venezia uomini e donne in gran numero. L'imperatore bizantino concede a Venezia l'amministrazione delle città e delle isole della Dalmazia. La flotta di Venezia prende le isole di Curzola, Lesina e sbaraglia i Narentani. Grazie anche all'alleanza con Trieste, con numerose città della costa istriana (Pola, Parenzo, Capodistria, Emona, Rovigno, Umago), della costa dalmata (Zara, Spalato, Sebenico, Traù, Belgrado, Almissa, Ragusa) e delle isole (Coronata, Pago, Ossero, Ulissa, Brazza, Arbe e Cherso).
998 - i Narentani attaccano Zara prendendo in ostaggio quaranta influenti cittadini. La città chiede protezione ed aiuto a Venezia invitando le altre città dalmate a seguirne l'esempio

anno mille circa - il patriarca Giovanni IV d'Aquileja forte dell'editto di Ottone III assoggetta con la forza le diocesi di Rovigno, Valle e Due Castelli.

9 maggio 1000 -
il doge Orseolo si mette personalmente alla testa di una potente flotta per prendere possesso delle città ed isole cedute a Venezia dai bizantini.

giugno 1000
- il doge Pietro Orseolo II continuando nella sua grande spedizione è aiutato dalla ribellione dei Dalmati contro i Croati riuscendo ad allontanare questi ultimi dal mare e cacciare i Narentani da Curzola e Lagosta. Venezia raccoglie inoltre l'atto d'omaggio delle città istriane (Parenzo, Pola), delle città dalmate della costa (Zara, Traù, Spalato e Ragusa) e delle Isole (Ossero, Cherso, Arbe e Veglia).
Il doge otterrà dal Basileo il titolo di Dux Venetiae et Dalmatiae, e consacrerà il dominio Veneziano sul mare Adriatico con lo "Sposalizio del Mar", cerimonia che si ripeterà ogni anno nel giorno della Sensa ovvero dell'Assunzione. Nella cerimonia il Doge, sulla sua nave da parata chiamata "Bucintoro",  tra un lungo corteo d'imbarcazioni ed una folla festante getta in mare un anello pronunciando queste parole: DESPONSAMUS TE, MARE, IN SIGNUM VERI PERPETUIQUE DOMINII

Pietro Orseolo II attuerà anche una importante politica "nuziale" riuscendo a far sposare al primogenito Giovanni, la figlia di Romano III Argyropulos Imperatore d'Oriente; alla figlia Hicela (Joscella) il Principe Stjepan di Croazia mentre l'altro figlio Ottone (da lui associato al dogato dal 1006 al 1008) e che sarà poi Doge dal 1008 al 1026,  prenderà in moglie nel 1009 Maria (Ilona), figlia di Géza Gran Principe degli Ungari e di Adelaide Principessa di Polonia.

28 maggio 1001
- Vahrient (Werifano) conte del Friuli e d’Istria riceve in dono dall’Imperatore Ottone II il castello di Silicanum (Salcano), villa Goriza (per la prima volta menzionata) e le ville tra l’Isonzo, il Vipacco, le Alpi.

1002 - giunto in Istria alla fine del X secolo a San Romualdo, fondatore dell'ordine dei Camaldolesi, viene attribuita la fondazione dell'abbazia di San Michele Arcangelo sopra il Canal di Leme nei pressi di Rovigno. Il santo concluderà la vita in eremitaggio in una grotta posta sulle sponde del suddetto Canal di Leme che da lui prenderà il nome di Grotta di S. Romualdo. L'Abbazia, grazie a varie donazioni, tra cui quella di Azzica figlia di Vecellino conte d'Istria, si costruirà un vero e proprio feudo che prenderà il nome di "Fratria di S. Michele di Leme".

18 ottobre 1002 - la flotta veneziana, formalmente alleata di Bisanzio, comandata dal doge Pietro Orseolo II, forte di circa 100 navi, sconfigge i saraceni liberando Bari (la cui strenua difesa era stata diretta dal catapano Gregorio Trachaniota) da un assedio protrattosi per sei mesi scacciandoli così dalle loro basi in Puglia. Si compiva un altro passo per fare dell'Adriatico il Golfo di Venezia. 

16 novembre 1002 - anche l'Imperatore del S.R.I. Enrico II (lo Zoppo) nel confermare solennemente i privilegi veneziani riconosce al Doge Pietro Orseolo il titolo di Duca dei Venetici e dei Dalmati.

1004 - il doge Orseolo fa sancire in modo definitivo la scelta di San Marco come protettore di Venezia: era giunto il tempo di affrancarsi anche in campo religioso da Bisanzio ponendo in second'ordine San Teodoro.

1009 - alla morte di Pietro Orseolo II che aveva posto le basi del dominio veneto sul mar Adriatico gli successe il figlio quindicenne Ottone.

1010 - la lotta per il possesso della ricca diocesi rovignese continua con alterne fortune: Papa Sergio IV con apposita bolla papale conferma al vescovo parentino Andrea il possesso della "Ruvinii parochiam" oltre a Due Castelli e Valle.

1018 il doge Ottone Orseolo, deve intervenire contro il tentativo di riscossa croata portata dal re Crescimiro III  sconfiggendone la flotta ed ottenendo un tributo da Arbe, Ossero e Veglia.

21 ottobre 1023 - (Indizione VI. Ravenna) - Giovanni, Abbate di di S. Maria e S. Andrea sull'isola di Serra - monastero benedettino posto sull'isola dell'arcipelago rovignese che poi dal monastero prese il nome di Isola di Sant'Andrea NdA - soggetto all'Abbazia della Rotonda di Ravenna, col consenso dei suoi monaci, concede in enfiteusi terre poste in S. Pietro di Transilva nella Romagns ad Almerico. (fonte: archivio arcivescovile di Ravenna).


Foto dei resti del monastero XX sec.

1031  - L’Imperatore Corrado II "Il Salico" di Franconia toglie l'Istria al ribelle Adalberto di Eppenstein duca di Carinzia.

16 novembre 1035 - (Indizione III - Ravenna) - Giovanni, Abbate di S. Maria e S. Andrea sull'isola di Serra presso Rovigno, dà in affitto terre dell'Abazia, site in Romagna. (fonte: archivio arcivescovile di Ravenna)


MARGRAVIATO D'ISTRIA 1040-1230
1040 - L’imperatore Enrico III "Il Nero" di Franconia (28/10/1017-5/10/1056) concede ad Ulrico I di Weimar conte d’Istria (1037-1040), il titolo di Margravio d'Istria (Marchese d'Istria) (1040-1070), staccando il margraviato dal ducato di Carinzia, rendendo il titolo ereditario e dipendente dal re di Germania. Gli concederà poi anche la Carniola (elevata a margraviato nel 1039). Il margravio controlla la milizia, la giustizia, la dogana, i pedaggi e governa i propri domini mediante la nomina di un Nuntius Marchonis, di Locopositi e Gastaldi, mentre gli Scabini cittadini sono eletti dall’Arengo.


Sud Est Europa dal 1040 al 1070 d.C.

ma come si può vedere da questa cartina la situazione giuridica amministrativa dell'Istria era alquanto composita e a macchia di lepoardo:


XI secolo - Petar Kresimir (Crescimiro) IV (1058-1074) - figlio di Stjepan di Croazia e di Hicela (Joscella) figlia del doge Pietro Orseolo II porta lo Stato medievale croato all'apice della sua potenza militare e politica. Gli successe Zvonimir, il primo Re di Croazia, e Stjepan II. Quest' ultimo (1089-1090) sarà anche l'ultimo sovrano della dinastia nazionale croata dei Terpimirovici (Trpimirovic).

1050
- il re croato Petar Kresimir (Crescimiro) fonda, a Nona (Nin), il vescovado, e vi fa costruire un convento maschile e femminile, nonché la chiesa di San Giovanni.

16 giugno 1054 - (Indizione VII - Ravenna) - Erchembaldo, Abbate del Monastero di S. Maria e S. Andrea sull'isola di Serra presso Rovigno dà investitura di terreni siti nel territorio di Faenza. (fonte: archivio arcivescovile di Ravenna)

1061 - Ulrico I di Weimar margravio d’Istria fa giurare la “Pace Generale” ai grandi feudatari, ai vescovi, agli uomini liberi delle città, dei castelli e delle ville

25 dicembre 1066 - a Sebenico atto di donazione del re Petar Kresimir (Crescimiro) IV a beneficio del convento dei Benedettini di Zara. Secondo alcuni però si tratterebbere di un apocrifo databile al 1183 e costruito appositamente per avvalorare le ragioni del Convento Benedettino nei confronti del Vescovo di Zara.

1066 - Bisanzio cede al re croato Crescimiro IV l'amministrazione della Dalmazia con Zara, Spalato, Traù e le isole di Lesina, Curzola, Lagosta e Lissa e pertanto si proclama Rex Croatiae et Dalmatiae.

1070 - Ulrico I di Weimar margravio d’Istria muore lasciando due figli minorenni: Popone III ed Ulrico II.

1070 - Marcovaldo di Eppenstein Margravio d'Istria;

1074 - il conte normanno Amico di Giovenazzo con una flotta attacca Arbe e cattura il re Crescimiro, e nel maggio dello stesso anno espugna Pago cercando di espandere il potere alla costa dalmata; così facendo il normanno entrava in conflitto anche con Venezia ed infatti il doge Domenico Silvio con una forte flotta lo costrinse a ritirarsi dal litorale orientale imponendo la supremazia veneziana.

feb. 1076 - il doge Domenico Silvio convoca i rappresentanti di 4 città dalmate facendo loro giurare "che non avrebbero permesso mai più ai normanni o ad altri stranieri di mettere piede sulla loro terra sotto comminatoria della pena di morte e della confisca dei beni" (Cessi).

1076 - Demetrius Zvonimir, nipote di Crescimiro, viene incoronato Re di Croazia dal legato papale. In questo evento solenne, Zvonimir dichiara il suo vassallaggio al Papa riconoscendogli un tributo annuo di 200 aurei e, soprattutto, accoglie la richiesta papale di sopprimere la discussa sede vescovile di Nona (tentativo di creare una chiesa croata autonoma) obbligando il clero croato ad obbedire al metropolita spalatino. L'incoronazione non avvenne in nessuna delle città "latine" della Dalmazia, con le loro splendide basiliche, ma tra le rovine di Salona. E questo proprio perché una cerimonia del genere non poteva svolgersi in città che giuridicamente non appartenevano allo Stato croato.


3 aprile 1077 - il patriarca Sigeardo di Tengling o Sigeard de Beilstein (1068-1077) ottiene dall'imperatore Enrico IV l'investitura feudale di Duca del Friuli, Marchese d'Istria e il titolo di Principe, costituendo quindi il Principato ecclesiastico di Aquileia, feudo diretto del Sacro Romano Impero.  Ha luogo così la nascita dello stato patriarcale in funzione politico-militare imperiale. Sigeardo morirà in quello stesso anno, al suo posto verrà eletto patriarca Enrico di Baviera.


Il Pastorale e la Spada simboli del potere Patriarchino
rispettivamente ecclesiastico e temporale

1078 - Enrico di Eppenstein è nominato Margravio (Marchese) d'Istria alla morte del patriarca di Aquileja Sigeardo.

1081 - la flotta veneziana, rispondendo alla chiamata d'aiuto da parte di Alessio I Commeno, sconfigge quella normanna nelle acque di Durazzo.

1082- come ringraziamento dell'aiuto fornito da Venezia a Bisanzio, l'imperatore Alessio I emana una Bolla d'Oro che amplia i privilegi già ottenuti dai veneziani nel 992.

estate 1085 - nei pressi di Butrinto provincia settentrionale dell' Epiro ed attuale Albania, la flotta veneziana infligge una dura sconfitta alla flotta Normanna, vendicando la sconfitta subita  nelle acque di Corfù l'anno precedente.

1086 - Ulrico di Eppenstein viene nominato patriarca di Aquileia (1086-1121) riuscendo ad ottenere la conferma dei diplomi imperiali del 1077 riottenendo inoltre la Carniola inferiore che era stata data, con l'Istria, a suo fratello Enrico di Eppenstein dopo la morte di Sigeardo.

1089 - alla morte di Zvonimir alcuni nobili croati offrono il trono di Croazia e Dalmazia a Ladislao Re d'Ungheria che vantava i diritti ereditari della sorella Elena vedova di Zvonimir..

1090 - Margravi d'Istria Popone III e Ulrico II di Weimar Orlamuende;

1091 - in tale data, approfittando del periodo di torbidi susseguitesi alla morte del Re Zvonimir, il Re d'Ungheria Ladislao scende in Croazia vantando la sua parentela col defunto re. Sconfitte ripetutamente le forze fedeli a Stjepan II, ingloba alla sua corona il regno di Croazia . Le sue mire di estendere il dominio anche sulle città della Dalmazia invece vanno a vuoto vista la resistenza delle città dalmate aiutate anche da Venezia.

1094 - L'imperatore d'oriente, Alessio I Comneno grato a Venezia per aver liberato l'Adriatico dal pericolo normanno, concede al Doge Vitale Falier il titolo di Duca di Dalmazia e Croazia, nonostante il re d'Ungheria Ladislao fosse divenuto anche re dei croati, questo porterà in seguito ad un lungo scontro tra Venezia ed Ungheria per il controllo delle città dalmate.


Vitale Falier
Doge dal 1084 al 1096

1096. - Guglielmo di Tiro, storico della prima crociata, scrive: “Est autem Dalmatia, populo ferocissimo rapinis et cedibus assueto, inhabitata, exceptis paucis qui in oris maritimis habitant, qui ab aliis et moribus et lingua dissimiles, latinum habent idiomam, reliquis slavonico sermone utentibus et habitu barbarorum

1097 - dedizione di Traù al doge Vitale Michiel.

1097 - con un attacco a sorpresa, re Colomanno d'Ungheria, occupa parte della Dalmazia

Inizi XII sec. - si inizia a formare la signoria dei Duino su buona parte dell'Istria nord-occidentale;


Venezia - Il Leone di San Marco
§

XII secolo - Rovigno è suddivisa tra Cittadini e Popolari (maiores et minores) con a capo un Gastaldo di nomina marchionale.

1102 - Ulrico II di Weimar dona il feudo di Castelvenere al Patriarca di Aquileia, Ulrico di Eppenstein, che vista la sua posizione strategica, vi insedia il centro amministrativo del Marchesato per la parte dell'Istria settentrionale. Sempre in tale occasione venne donato anche San Pietro in Selve con il suo importante monastero benedettino.

San Pietro in Selve, disegno assonometrico.

1102 - con l'estinzione del casato dei Weimar l'Istria viene infeudata a Burcardo di Moosburg mentre il Re d'Ungheria, Colomanno, viene incoronato anche Re di Croazia sancendo l'occupazione ungherese operata da Ladislao.

1104 - primi insediamenti all'epoca del Doge Ordelafo Falier (1102-1118) nel Sestiere di Castello. Inizia in tale data, secondo la tradizione, la costruzione dell'Arsenale, ma le prime fonti documentarie che possono essere riferite con certezza al complesso cantieristico di Castello sono successive al 1220.

1105 - Re Colomanno d'Ungheria e Croazia dopo un lungo assedio entra solennemente a Zara. Vi era entrato con la promessa fatta agli ambasciatori delle principali città dalmate di lasciare immutate le libertà cittadine. I patti non vennero rispettati tanto che Colomanno alla fine si fregiò del titolo di Re d'Ungheria, Croazia e Dalmazia imponendo suoi comites a governare le città e sue guarnigioni a controllarle.

1112-1173 - il margraviato d'Istria passa agli Sponheim;

1112 - sanguinosa ribellione di Zara che si allargò alle altre città dalmate che cacciarono i comites e le guarnigioni magiare.

1115-16 - il doge Ordelafio Falier approfittando del malcontento dalmata, a prezzo di durissimi combattimenti con i magiari, riportò le città dalmate sotto l'egida veneziana.

primavera 1118 - muore eroicamente in battaglia in Dalmazia il doge Ordelafio Falier.

estate 1124 - Stefano II d'Ungheria invade la Dalmazia e riprende Spalato e Traù.

15 maggio 1125 - l'armata veneziana riconquista ai magiari Spalato e Traù.

1133 - il tira a molla continua: gli Ungheresi riconquistano Spalato, Traù e Sebenico.

1145 - tentativi di Pola, Capodistria ed Isola d'affrancarsi dalla tutela veneziana. Pare che anche Rovigno fosse della partita.

dicembre 1145 - Pola è costretta a riconoscere il dominio di Venezia, fa patti reciprochi, però a grande vantaggio in effetto dei Veneziani. Al Doge di Venezia si assegna palazzo in Pola, che poi avrà il nome di palazzo ducale.

1149 - il Doge Domenico Moresini capitana una flotta di 50 navi per riportare a più miti consigli le cittadine istriane di Umago, Cittanova, Parenzo e Rovigno che avevano tentato d'affrancarsi dalla tutela veneziana approfittando anche della presenza dell'imperatore Corrado III, di ritorno dalla II Crociata, capeggiate da Pola. La flotta comandata da Marin Gradenigo dopo aver ottenuto la capitolazione d Pola, quale principale fonte della ribellione, fece poi vela verso Rovigno costringendo a rientrare nei ranghi anche la riottosa cittadina istriana.


Domenico Morosini
Doge dal 1148 al 1156

1150 - i rappresentanti di Rovigno dovettero pertanto siglare il Sacramentum Fidelitas giurando sui vangeli il rinnovo dell'atto di fidelitas alla città di Venezia: "Nos quidem omnes de Ruygio. Penco. et Bertaldus. Techyco. Carlo. Dominicus. Andreas. Iohanes de crescenco. Michil de agudia. D.iudex Leo de gruaria. Martinus. deyo. D.de plasio. I.despectus. I. de plasio per consensum omnium vicinorum nostrorum maiorum ac minorum iuramus super sancti Dei quattuor evangelia. amodo in antea obedire beato Marco et fidelissimi permanere dominio nostro Dominico Mauroceno inclito duci veneciarum dum vixerit. et fidelitatem retinere debemus. Insuper omni anno quinque romanatos ad opera sancti Marci deliberare debemus... omnes veneticos salvos et securos et sine omni datione in omnibus partibus nostri retinebimus et manutebimus."


dal Sacramentum fidelitas Ruiginensium, Venezia Archivio di Stato. Il doge assume il titolo di Duces Totius Istriae.

1150 - patto di fedeltà di Parenzo a Venezia, in cui il doge viene definito "totius Istriae inclitus dominator".

1154 - nel Libro del re Ruggero, compilato per ordine dell'omonimo re Normanno di Sicilia, il geografo arabo Edrisi tratta dell'Italia e, strano a dirsi, cita anche Rovigno di cui dice che  "appartiene ai Franchi ....è città con dintorni ameni e molto popolata".


Cristo incorona re Ruggero

La Martorana - Palermo

1162 - vittoria del doge Vitale Michiel II (1156-1172) contro il Patriarca di Aquileia, Ulrich II di Treffen (1161-1182) che aveva invaso Grado. Il Patriarca viene fatto prigioniero e condotto a Venezia con i suoi 12 Canonici. Viene messo in libertà, con la clausola che ogni anno, l'ultimo giorno prima delle "Ceneri", dovrà mandare al doge un toro (simboleggiante il Patriarca); 12 porci (i suoi 12 Canonici) e 12 pani (i 12 Castelli dei Signori Friulani). Da questo fatto nacque la tradizione del "Giovedì grasso" - visto che le Ceneri cadono sempre di venerdì - ed il detto "tagliar la testa al toro" per risolvere una questione.

seconda metà XII sec. - il conte Mainardo di Schwarzenberg si ritaglia nell'Istria centrale un feudo che costituirà la base della futura Contea di Pisino. Signoria che per successione alla fine del XII sec. passerà ai conti di Gorizia;

1171 - l'imperatore bizantino Manuele, dopo aver siglato un trattato con Pisa, fa proditoriamente arrestare in una sola notte tutti i cittadini veneziani nell'Impero, circa 10 mila, ed i loro beni vengono sequestrati. Venezia risponde attaccando Chio e Lesbo.

1173 - Federico Barbarossa infeuda l'Istria a Bertoldo III degli Andechs, discendente dei Weimar per linea materna. Questa dinastia reggerà il margraviato d'Istria sino al 1251.

1172-1178 - all'epoca del doge Sebastiano Ziani l'antico palazzo ducale che prima aveva la tipica conformazione di un castello chiuso e forificato assume un aspetto più aperto, come si può vedere in questa ricostruzione:


Ricostruzione ipotetica del Palazzo Ducale

20 maggio 1176 - Bertoldo III che ha partecipato l'anno prima al vano assedio di Alessandria con il Barbarossa ne seguirà le sorti anche nella sconfitta di Legnano da parte della Lega Lombarda.

1177Papa Alessando III, in visita a Venezia per siglare, auspice il Doge Sebastiano Ziani, la Pace con l'Imperatore Federico Barbarossa che sanciva la fine delle continue lotte tra le due massime autorità europee dell'epoca il Papato e l'Impero. E' certo che il Papa prima di giungere a Venezia fece sosta nella città dalmata di Zara accolto dall'arcivescovo Lampridio e dal N.H. Domenico Morosini, in quanto la città dalmata aveva era all'epoca sotto la signoria veneta.





Alessandro III
Papa dal 1150 - 1181

Sebastiano Ziani
Doge dal 1172-1178

Federico Barbarossa
Imperatore dal 1155-1190

Una tradizione vuole che il papa sostasse anche nel monastero di S. Maria di Valle, celebrando una messa nella chiesa di S. Damiano in Palù sito nel territorio di Rovigno. Resta il fatto che da questo trattato la Serenissima traeva un'importante riconoscimento internazionale che la poneva al centro del mondo politico-religioso dell'epoca. Inoltre, secondo il Sanudo, il Papa riconoscente per i buoni uffici prestati, consegnò al Doge un prezioso anello accompagnandolo con le seguenti parole: "Ricevilo in pegno della sovranità che Voi ed i successori Vostri avrete perpetuamente sul Mare" e invitava il Doge affinchè con quell'anello "... sposasse lo Mar sì come l'omo sposa la dona per esser so signor" .

1178 - forse in conseguenza della vista di Papa Alessandro III a Rovigno un decreto papale proclama la chiesa di Rovigno Collegiata. Cosa di non poco conto perché in tal modo le decime non andavano più tutte al vescovo di Parenzo, ma venivano ripartite tra lui e la Collegiata di Sant'Eufemia: la quarta parte o quartese al Vescovo il Restante ai canonici di Rovigno.

marzo 1179 - Nel III Concilio Lateranense, in cui Papa Alessandro III condanna i Catari, finalmente il patriarca di Aquileia Ulrich II di Treffen (1161-1182) e quello di Grado Enrico compongono l'annosa disputa riguardo le rispettive giurisdizioni: Dalla stessa data il patriarcato d'Aquileja inizierà  a coniare monete d’argento.

Bertoldo III conte di Andechs, I marchese d’Istria è investito del piccolo ducato di Merania, attorno alla cittadina di Merano, in Tirolo.

24 luglio 1180 - formalizzazione dell'accordo fra i Patriarchi di Grado e di Aquileja per le giurisdizioni metropolitiche. La Venezia terrestre e l'Istria rimangono all'Aquilejese, la Venezia insulare al Gradense (CDI, I, 166).

1182 - Venezia premia la fedele Capodistria concedendole il monopolio del sale sulle coste istriane;

25 giugno 1183 - Bertoldo III conte di Andechs e duca di Merania, 1° Margravio d'Istria,  è tra i firmatari della Pace di Costanza (Bertoldus marchio Istriae).

1185 - Bertoldo IV conte di Andechs diventa Margravio d'Istria (1185-1204).

1186 - Papa Alessandro III eleva Capodistria a sede vescovile.

fine XII secolo - alla fine del dodicesimo secolo risale l'opera "Historia rerum in partibus transmarinis gestarum a Willelmo Tyrensis scripta, narrat res gestas in regno Hierosolymae, principatu Antiochiae, Orienteque toto inter annos 1097 er 1184." scritta per l'appunto dal francese Guglielmo di Tiro. Nel "Caput XVII" troviamo questo significativo passaggio: "Hi omnes, praedictos venerabiles viros cum omni reverentia secuti, in Italiam descenderunt, transcursaque Lombardia, per eam regionem quae forum Julii appellatur, juxta Aquileiam transeuntes in Istriam, inde tandem in Dalmatiam descenderunt. Est autem Dalmatia longe patens regio inter Hungariam et Adriaticum mare sita, quatuor habens metropoles, Iazaram et Salonam, quae alio nomine dicitur Spaletum, Antibarim et Ragusam; populo ferocissimo, rapinis et caedibus assueto inhabitata: montibus et silvis, magnis quoque fluminibus, pascuis etiam longe lateque diffusis occupata penitus, ita ut raram habeat agrorum culturam, locorum incolis in gregibus et armentis omnem vivendi habentibus fiduciam: exceptis paucis, qui in oris maritimis habitant, qui ab aliis et moribus et lingua dissimiles, Latinum habent idioma; reliquis Sclavonico sermone utentibus et habitu barbarorum."

24 ottobre 1186 - Conte d'Istria Adalberto pronuncia in questione civile fra il Comune di S.Lorenzo di Leme ed i figli di Adalburno subvassallo del feudo di Calliseto, riconosciuta la ragione mediante duello fra due campioni dei litiganti. (CDI, I, 173). Si tratta del Feudo di Calissedo o Giroldia che in seguito sarà dei Conti Califfi di Rovigno.

ottobre 1188 - trattato commerciale e d'alleanza di Rovigno con la città dalmata di Ragusa: "Nos Hominibus de Rubinio facimus rescriptum de renovatione pacis, quod fuit inter nos et hominibus Ragusii. Ego Bertaldus gastaldio filius Siponis, et Iohannis filius Semini Scandole, et Iohannes de Antonio, et Pensu filius Dominicus Cavalero, Dominicus Galiopo Talliavento, filis Iohannis Sigilfredo, Cesarius filius Vitalo. Isti homines iuraverunt firmam pacem in perpetuum cum hominibus Ragusii. Anno domini millesimo centesimo octogesimo octavo indictione sexta, octava die intrante mense octobris, firmatum est hoc capitulare. Ego diaconus Marinus, Comunis notarius Ragusii exemplavi precurrente anno domini MC nonagesimo mensis februarii, die sancti Biasii".


Rappresentazione di Ragusa - XIX secolo

1192 - il comune di Pirano conclude un trattato commerciale con Spalato.

21 luglio 1192 - viene eletto doge Enrico Dandolo nonostante l'avanzata età, sembra avesse già compiuto 80 anni. L'elezione si dimostrò assai felice in quanto il neo eletto si rivelò uno dei più energici e volitivi Dogi che Venezia abbia mai avuto.


  Enrico Dandolo
Doge dal 1192 al 1205

1195 - scontro tra veneziani e pisani che sconfiitti si erano rifugiati a Pola. Dopo la vittoria Venezia, per evitare situazioni analoghe, costringe Pola ad abbattere le proprie mura difensive e a prestarle atto di fedeltà.

febbraio 1201 - dopo una riunione a Venezia Papa Innocenzo III proclama la IV Crociata.

8 ottobre 1202
- La flotta veneziana parte da Venezia e, visto che i "cruce signati" non erano riusciti a racimolare tutta l'ingente somma pattuita per il trasporto in Egitto, meta originaria della IV Crociata,  il Doge Enrico Dandolo, a mò di integrazione del pagamento sin qui ricevuto ottenne che la flotta veneta, forte di 50 galee, facesse tappa a Muggia, Pirano, Trieste e Pola obbligando le dette città a fare atto di sottomissione al veneto dominio (Trieste s'impegnò a versare al Doge ogni anno 50 orne di vino ribolla o prosecco) e, soprattutto, richiedendo ai crociati la loro attiva partecipazione per debellare la ribelle città dalmata di Zara.  E' interessante notare che nel giuramento di Fedeltà dei Triestini al Doge veneziano figurano alla fine queste testuali parole: "Et si contigerit, piratas vel alios predones a Rubino infra venire, nos illos persequi et debellare debeamus. Et si capere eos poterimus, ipsi domino Duci eos representari faciemus. Quod sacramentum faciendum nobis fuit valde delectabile, et fecimus animo diligenti."


l'assedio di Zara delle forze crociate

Mentre pare che già ci fossero patti segreti intercorsi tra i capi crociati ed i veneziani per dirottare la crociata dall'Egitto a Costantinopoli per rimettere sul soglio di Bisanzio il giovane Alessio, che aveva promesso una enorme ricompensa per chi lo avesse posto sul trono usurpatogli.

1204 - Enrico IV di Andechs Margravio d'Istria (1204-1208) nomina il cognato, il Conte di Gorizia Mainardo II, nuntius marchionis  per l'Istria. Mainardo otterrà anche dal vescovo di Parenzo l’avvocatura del castello di Pisino, al quale si aggiungono altre avvocature dai vescovi di Pola, di Trieste (Pedena) e dal patriarca di Aquileia.

1204 - il giovane imperatore Alessio, rimesso sul trono di Bisanzio dai crociati, viene ucciso da una rivolta popolare cosicchè i "latini" assaltano per la seconda volta Costantinopoli mettendela a sacco ed instaurando l'Impero Latino d'Oriente. Il nuovo imperatore sarà Baldovino di Fiandra (1204-1206) che distribuirà spoglie, titoli ed onori tra i vari capi crociati: a Venezia toccherà la quarta parte e mezza dell'ex impero bizantino. Viene così a formarsi un grandioso impero coloniale costituito da una catena quasi ininterrotta di porti e di scali fra la Dalmazia e Costantinopoli e più oltre, verso le acque del Mar Nero. Un immenso bottino di ricchezze, di ori, di marmi, di oggetti d'arte (tra cui i quattro cavalli di San Marco) va ad ornare Venezia.


Foto Alinari - i cavalli predati a Costantinopoli

1205 - il venir meno dell'appoggio di Bisanzio porrà la città dalmata di Ragusa nella condizione di dover accettare la signoria di Venezia che, con brevi interruzioni, perdurerà sino al 1358. Si trattava più che altro di un "protettorato". Ragusa accettava un comes veneto che all'entrata in carica giurava: "Juro ego comes Ragusii ad sancta Dei Evangelia, bona fide sine fraude et malo ingenio, salvare et regrere ipsam civitatem ad usum et consuetudinem ejusdem ad honorem comunis Veneciarum". 

4 gennaio 1208 - viene siglato il trattato di pace tra Pirano e Rovigno che poneva fine a contrasti sorti l'anno precedente per le rispettive zone d'influenza sul mare (CDI, II, 207) .

1208 - l'imperatore germanico Ottone IV, bandisce Enrico IV degli Andechs, sospettato d'aver partecipato all'uccisione dell'imperatore Federico di Svevia, lo spoglia dei suoi feudi assegnando il Margraviato d'Istria a Ludwig I di Wittelsbach duca di Baviera e, alla rinuncia di questi, al Patriarca di Aquileia Wolfero ovvero Wolfger di Erla (1204-1218) nobile bavarese detto anche di Ellenbrechtskirchen o di Leubrechtskirchen. Rimanevano però al di fuori della sua giurisdizione i possedimenti dei Conti di Gorizia e quelli dei Duino sul Quarnero. A questa tata pare risalga un documento in cui si evince che in quella data un gastaldo a nomina patriarchina a Rovigno: ".. in Rubinio... ponit gastaldionem suum qui exercet omnes jurisdictionem...".

1209 - il Patriarca di Aquileia delegherà a governare la Marca d'Istria Vicardo di Momiano.

1215 - Ottone VII conte di Andechs Margravio d'Istria (1215-1230).

1216 - in Istria il patriarca di Aquileia Wolfero favorisce i baroni ed i vescovi a scapito dei comuni (divisi tra loro ed internamente). Le scomuniche e l’esercito, guidato da Mainardo II conte di Gorizia, si rivelano però insufficenti a mitigarne le rivendicazioni ed il patriarca è costretto a concedere ai comuni la nomina dei podestà, purché scelti in Istria o in Friuli. Trieste e Capodistria nominano quindi per la prima volta un podestà al posto del gastaldo. Rovigno si regge su base comunale con un Arengo del Popolo ed un Consiglio Maggiore. Il Consiglio nominava il Console che presiedeva la Città, L'Arengo invece eleggeva un Sindico che rappresentava il popolo

1218 - alla morte di Wolfero (Wolfger di Erla) assurge all'importante carica di Patriarca di Aquileia Bertoldo V di Andechs. Le terre patriarcali, grazie anche all'azione del predecessero, erano infatti giunte alla loro massima espansione divenendo il più vasto stato della penisola italiana.

1219 - Il comune di Capodistria conclude un trattato commerciale con Traù.

1220 - l'imperatore concede al patriarca di Aquileia Bertoldo Andechs (1218-1251) il potere giudiziario e di grazia oltre a quello di battere moneta e di vietare alle città l'elezione di rettori-podestà, specialmente se veneziani, senza il suo preventivo consenso;


Denaro scodellato emesso

da Bertoldo V di Andechs

1255 - il Doge Renier (Ranieri) Zeno promulga il nuovo Codice di Diritto Marittimo, che regolava tutto quel che riguardava la navigazione regolando i rapporti delle Imprese Marittime; gli obblighi degli armatori; i diritti degli equipaggi e, non da ultimo, fissava le date di partenza dei convogli, importanti per la difesa contro gli assalti dei pirati.

1228 - muore Enrico IV di Andechs che, dopo essersi riconciliato con Ottone IV, aveva riottenuto alcuni dei beni confiscati ma non i feudi.

 

PATRIARCATO DI AQUILEIA 1230-1304 de facto; 1420 de jure. 














1230 - alla morte di Ottone VII Andechs, ultimo Margravio d'Istria, il suo primogenito rinunciò in favore della chiesa di Aquileia, allora retta dallo zio Bertoldo V di Andechs, ai diritti di successione sul marchesato d'Istria che pertanto divenne senza contrasti feudo temporale del Patriarca di Aquileia.

1230 - La politica di Bertoldo V, Patriarca di Aquileia, suscitò la netta opposizioni delle città marinare istriane che, spalleggiate da Venezia, formarono un organismo pan-istriano, Universitas Istriae potestas, con a capo un cittadino di Venezia. L'organismo si scioglie per le pretese di predominio avanzate da Capodistria sulle altre città istriane.

1232-3 - l'esercito del patriarca di Aquileia occupa Pola e nel 1238, dopo averla assediata, riesce a convincere la sin qui fedele Capodistria ad abbandonare il partito veneziano e a schierarsi dalla sua parte.

1238 - stretta d'assedio dalle truppe congiunte patriarchine e dei conti di Gorizia, Capodistria deve cedere e accettare l'accordo col Patriarca che verrà sacito a Cividale nel 1239.

5 settembre 1239 - il doge Giovanni Tiepolo doma l'insurrezione di Pola.

1242 - il passaggio di Pola all'influenza patriarchina portò allo scontro con Venezia che occuperà la città dilaniata dalla rivalità tra le famiglie dei Sergi (patrizi e filo-patriarchini) e dei Gionatasi (popolari e filo-veneziani). La città deve smantellare parte delle mura, consegnare ostaggi, giurare fedeltà ed accettare un podestà veneziano.

giugno 1243 - una forte armata veneta al comando del Capitano da Mar N.H. Giovanni Tiepolo costringe la ribelle Zara ad aprire le porte e rientrare sotto il controllo di Venezia. Alcuni dei nobili zaratini fautori della sedizione ripararono a Nona  ove strinsero alleanza con i Cacichi di Almissa, (detti anche Cazacti o Cazeti) popolazione croata dedita alla pirateria. Il rettore veneto di Zara pensò bene di controbilanciare la cosa formando una lega con Ossero, Cherso, Veglia ed Arbe.

28 novembre 1243 - ad Arbe i plenipotenziari delle Comunità isolane siglano il patto con cui ciascuna isola quarnerina si impegnava a fornire 300 uomini e barche armate da mettere sotto il comando del rettore di Zara per "... facere vivam guerram de sanguine et foco omibus Cazaztis et depredatotibus maris"

XIII sec. circa - Secondo il Kandler risale al XIII questa "Relazione del passaggio dall'isola di Cissa a Val Saline presso Rovigno dell'Arca di S. Eufemia Vergine e Martire" (CDI, I, 39).

XIII sec. circa - secondo il cronista Antonio Angelini già in tale data esisteva a Rovigno la Corporazione dei tajapiera o scalpellini.

1251 - Gregorio Montelongo diventa Patriarca di Aquileia (1251-1268). Sarà il primo patriarca italiano, originario del castello di Montelongo (presso Campobasso) dopo tutta una serie di patriarchi provenienti dalla feudalità germanica . Costui per rinsaldare il potere patriarchino sull'Istria, sempre più debole, si appoggia a Capodistria a cui concede la giurisdizione su Buie, Portole, Pinguente e Docastelli.

1265 - Capodistria si ribella al potere patriarchino  riprendendo la sua azione espanzionistica in Istria. Forse per contrastare Capodistria a Rovigno prevalse il partito patriarchino, ma già l'anno dopo emerse il partito filo-veneziano.

1266 - Montona, Parenzo, Valle e Rovigno rifiutano di riconoscere l'autorità patriarchina. Il Montelongo è costretto a ricorrere all'aiuto del conte Alberto di Gorizia  per  pacificare i riottosi comuni istriani.

27 giugno 1267 - Parenzo, per fronteggiare l'assalto di Capodistria non trova di meglio che sottomettersi a Venezia.

6 luglio 1267 - Capodistria pone l'assedio a Parenzo. Il patriarca visto l'eccessivo strapotere di Capodistria tenta di opporgli i Conti di Gorizia. La cosa si volge però contro di lui in quanto Capodistria e i conti di Gorizia si alleano tra loro.

20 luglio 1267 - il Conte di Gorizia rinchiude nel convento di Rosazzo in Friuli il Patriarca Montelongo. I Veneziani occupano Capodistria e si accordano con il patriarca per il ripristino dello status quo ante.

1268 - morte del Patriarca Gregorio Montelongo, Rovigno viene assalita dai capodistriani.

1269 - assurge alla carica patriarchina Filippo di Ortenburg-Sponheim, che però morirà in quello stesso anno aprendo un periodo di anarchia che si protrarrà sino al 1274. Venezia approfitterà della situazione ottenendo l'atto di sottomissione da altre città istriane: Umago (1269), Cittanova (1270), San Lorenzo (1271) , mentre a Pola, durante la processione del venerdì santo, i Gionatesi ed i loro seguaci si travestono da frati ed aggrediscono i rivali Sergi facendone strage (1271) . Venezia non modifica i reggimenti cittadini salvo imporre come Podestà un nobile veneto. Passaggio temporaneo di Rovigno a Venezia.

1272 - la norma 66esima del Sesto Libro del Liber Statutorum della Repubblica dalmata di Ragusa così recitava:

LXVI. Avvocati difensori di slavi. – Si dispone che nessun Raguseo osi difendere alcuno Slavo o Slava né a Ragusa avanti al Conte e avanti il maggior e minor Consiglio né altrove. E il contravventore sia condannato a pagare un perpero al Comune di Ragusa, e quanto da lui detto a difesa non sia considerato.

1273 - Raimondo della Torre (1273-1299), già vescovo di Como ed appartente alla potente famiglia milanese che guida il partito popolare, è nominato Patriarca di Aquileia da Gregorio X  nell’ottobre del 1273, ma assumerà la carica appena nell’agosto dell'anno successivo.

1274 - Il nuovo patriarca, vista la ribellione antiveneziana di Trieste e Capodistria,  interviene contro l’espansione di Venezia ed inizia la Guerra di Capodistria.


Caput Histrae - Capod'Istria - Capodistria

1275 - il Patriarca di Aquileia, Raimondo Torre, firma a Cividale la pace con Capodistria e i conti di Gorizia sancendo inoltre con loro una alleanza in funzione anti veneziana.

1277 - ribellione antiveneziana di Capodistria.

1278 - a Pisino il conte Alberto e i rappresentanti di Capodistria firmano un patto contro Venezia e le città istriane ad essa alleate. A questa alleanza partecipa, anche se solo nominalmente, il patriarca di Aquileia. L'accordo tra Capodistriani e Conte di Gorizia prevedeva che in caso di vittoria ai primi sarebbero spettate le città istriane della costa, al secondo l'Istria interna. A questo attacco concentrico Venezia risponde con prontezza e con tutta la sua notevole forza militare. Risale a questa data la costruzione da parte di Venezia del Castel Leone per controllare la riottosa Capodistria.


Acquerello di Castel Leone

ricostruzione di Aldo Cherin

1278 - Fioravanti, gastaldo di Rovigno, riconosce di avere in feudo la Notaria di Rovigno dal Patriarca di Aquileia ed ottiene da questi la facoltà di "rogare atti pubblici verso corrispettivo contributo" (E.R.R.)

1279 - Venezia assedia Isola e la porta alla capitolazione e poi la stessa Capodistria è costretta alla resa incondizionata. I Veneziani ne atterrano le mura dalla parte del mare, costruiscono il castello Leone per controllare la riottosa città istriana ed ottengono inoltre la dedizione di Montona.

1280 - Isola fa atto di dedizione a Venezia

1281 - il patriarca ospita un sinodo e scomunica chiunque occupi territori patriarcali. Venezia in risposta occupa Trieste, e dopo una breve guerra, raggiunge un’instabile pace con Trieste ed Alberto II conte di Gorizia e marchese d’Istria.

1281 - Venezia istituisce gli "Ufficiali dei Conbrabbandi" per invigilare sulle frodi ai danni dei dazieri. Sarà la prima volta che viene attestata la parola "contrabbando" che tanta fortuna avrà in seguito e fino ai giorni nostri.

31 marzo 1282 - Trieste si arrende ai veneziani.

26 gennaio 1283 - "..Ego Joannes Odorlici de Pirano Notarius incliti R. March. his omnibus interfui, rogatus scripsi, et roboravi. Actum Venetiis in Ducali Palatio anno Nativitatis Domini nostri Jesu Christi Millesimo ducentesimo octuagesimo tertio, undecima Indictione". Dall'atto di dedizione di Pirano a Venezia conservato nell'Archivio della cittadina istriana (CDI, II, 405).


Leone Marciano di Pirano

dal Pilo portabandiera

Marzo 1283 - si forma a Muggia una coalizione anti veneziana che vede uniti il conte di Gorizia Alberto II (nominato capitano generale) con il patriarca di Aquileia Raimondo della Torre e le città di Padova, Treviso e Trieste. Scoppia la così detta Guerra di Trieste (1283-1291). Di fronte al nuovo attacco le città istriane mantengono compatte il loro giuramento di fedeltà a Venezia. A Capodistria avrà sede il Capitaneus Istriae che dirigerà per Venezia le operazioni militari. La guerra si protrae sino al 1291 concludendosi con una tregua che sancisce la vittoria veneziana che, oltre a controllare la costa, incomincia ad espandersi anche a parte dell'Istria interna o per occupazione militare o per dedizioni più o meno spontanee: Antignana, Grisignana, Pietrapelosa, Buje, Docastelli ecc. Il patriarca sarà costretto a rinunciare al dominio su tali città de facto nel 1304 e de jure nel 1420.
 
 
Dagli inizi al 774 Dal 774 al 1283 Dal 1283 al 1699 Dal 1701 al 1797 Dal 1797 al 1813 Dal 1813 al 1849 Dal 1850 al 1861 Dal 1862 al 1899 Dal 1900 al 1924 Dal 1925 al 1954


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