Dagli inizi al 774 Dal 774 al 1283 Dal 1283 al 1699 Dal 1701 al 1797 Dal 1797 al 1813 Dal 1813 al 1849 Dal 1850 al 1861 Dal 1862 al 1899 Dal 1900 al 1924 Dal 1925 al 1954




 

PERIODO VENEZIANO 1283-1797  segue

n

1701 - Ha inizio la sanguinosa guerra che coinvolgerà i principali stati europei, dal 1701 a 1713, per la successione al trono di Spagna resosi vacante con la morte di Carlo II. Venezia dichiara la sua netraulità ma non può evitare alcune violazioni ai suoi confini da parte dei contendenti: gli austriaci riforniscono il loro esercito in Italia navigando nell'Alto Adriatico, sin qui Golfo di Venezia, da Fiume alle bocche del Po; analoga opereazioni viene compiuta dalla flotta francese dell'ammiraglio Forbin. Sarà il prodromo di quello che avverrà, con ben più gravi conseguenze, nel 1797.


Ludovico Antonio Muratori
(1672 - 1750)


1701 - in una relazione il Podestà e Capitanio di Capodistria N.H. Polcenigo affermava che "la terra di Rovigno non ha altre muraglie che quella delle abitazioni" tanto queste si erano andate addossando alle antiche mura del Castello di Rovigno, affemando inoltre che vi era "fuori del ponte un gran borgo, sottoposto alle vicine colline che comandano tanto detto borgo che la terra". Era la testimonianza dell'espandersi del Castello di Rovigno oltre l'isola di Monto che aveva avuto inizio nella seconda metà del XVII secolo con le nuove contrade di Dietro Castello e Sotto Muro - ancora nell'antico abitato - e, fuori Monto, dei borghi o contrade di Driovier, Sottolatina e delle nuove costruzioni ai piedi del colle di San Pietro e lungo la "Cale dei Cari" la futura Carrera che costituirà il rincipale asse viario della cittadina.

1702 - a Rovigno sul colle di San Pietro inizia l'erezione del convento francescano da cui il colle prenderà successivamente il nome di San Francesco.

1703
- Ludovico Antonio Muratori,  sotto lo pseudonimo di Lamindo Pritanio, scrive una lettera pubblica intitolata " Primi disegni della Repubblica letteraria d'Italia" che spedirà ad inizio dell'anno successivo a centinaia di "generosi letterati", sparsi in tutta Italia. La proposta di Muratori, secondo le sue accorate parole, consiste nel propugnare la creazione di una Repubblica Letteraria Italiana: "Sarebbe questa un'unione, una repubblica, una lega di tutti i più riguardevoli letterati d'Italia, di qualunque condizione e grado e professori di qual si voglia arte liberale o scienza, il cui oggetto fosse la riformazione e l'accrescimento d'esse arti e scienze per benefizio della cattolica religione, per gloria dell'Italia, per profitto pubblico e privato".


1703 - ALTRA VEDUTA DELLE PORTE DELL'ARSENALE

1° ottobre 1703 - Nota delle famiglie e del numero dei Cittadini abili al Consiglio di Rovigno: Brivonese 4; Burla 5; Bichiaci 1, Basilisco 10; Bello 1; Calucci 2; Caenazzo 18; Costantini 9; Giota 5; Leonardis 2; Quarantotto 18; Pesce 1; Segala 18; Spongia 74; Vescovi 32; per un totale di 15 famiglie ascritte al Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno con 200 uomini abili al Consiglio e alle varie cariche cittadine a cui il popolo era precluso.

2 ottobre 1705 - "Avendo trovato il Consiglio non conveniente, anzi di poco onore alla Banca (Magistratura), che il Sindaco del Comune avesse l'impiego di accendere ogni sera la lampada del Quartiere dei Soldati, prese nella Seduta del 2 ottobre, che in avvenire dovesse ciò fare lo Scusador dei Soldati, con la paga di l. 18 l'anno". (Ant. Angelini, Alcuni Podestà...)

18 luglio 1706 - in quell'epoca per ordine del podestà Premarin si fece un inventario della dotazione del Palazzo pretorio di Rovigno: "Che nella Sala del Palazzo pretorio vi erano una chiesetta con un quadro della B.V. col bambino, S. Maria Maddalena, e S. Rocco, un inginocchiatoio, un Cesendel (lampada) sempre acceso, sei candelotti dinanzi l'immagine della Madonna, avente tanto essa che il bambino corona di argento; Il Tribunale, dove giudicava il pubblico Rappresentante; N. 9 rastelliere, e sopra 36 schioppi azzalini; Una Tribuna per gli Avvocati; Due quadri in contorno di pietra, sopra il Tribunale; uno del Semitecolo, l'altro dell'Orio, ambi podestà. Che nella Camera dell'Udienza vi erano - un altro quadro di Francesco Pasqualigo; La campana dell'Udienza: Banco e gelosia per ascoltare la messa; e che in corte del sud.o Palazzo v'erano N. 5 letti da cannon, due con le ruote ferrate, e tre senza ruote; N. 4 perielle di bronzo, senza manolo; e N. 4 cannoni di bronzo, due de' quali scarrati". (Ant. Angelini, Alcuni Podestà...)

1706 - Pianta della Città di Venezia attorniata dagli stemmi delle citta e dei territori posti sotto le ali del Veneto Leone:

6 gennaio 1708 - "fu fatta la funzione di benedir la cappelletta già fornita, e fu celebrata la prima messa con sbarri, e somma consolazione di devoti concorsi in molto numero, e frequentano sempre più il popolo a quella gran Madre di Dio delle Grazie" così dalle memorie del dr. Costantini, pubblicati nella rivista L'ISTRIA n.ro 54-55 Anno IV 1849, in cui  si dice della costruzione della Chiesetta della Madonna delle Grazie sul posto ove precedentemente vi era un "capitello" con l'immagine miracolosa della Madonna.

1708
- la Comunità di Rovigno con la mediazione del Provveditore generale da mar Alvise Mocenigo presenta una supplica al Ser.mo Principe: "La cittadinanza di Rovigno, minore ad ogni altra di privilegi, ma non minore di fede tanto nelle gloriose calamità di Candia, quanto nelle glorie fortunate di Morea, sacrificò all'adorato suo Principe il sangue di molti suoi figli, e tributò volontaria al publico erario in più volte non poco dinaro. Ora ridotta alla povertà di sole 15 famiglie nel numero di migliaia de' popolani, non solo ne piange alcune che sono già estinte, ma prepara ancora le lagrime a molte che stan per estinguersi. Tutto ciò non ostante ancor essa indistinta dai più bassi popolari, si vede ascritta senza riguardo sul rolo delle cernide, et essendo destinata a gl'impieghi e carichi civili, che pure sono molti, viene ancor con ogni rigore obbligata agli esercitij et incomodi militari e in tal forma la fortuna le toglie quel carattere distintivo che il Principe e la natura le diede".



1708 - il Provveditore generale della Serenissima Repubblica Veneta che aveva sede a Zara istituisce l'ufficio di protomedico provinciale, responsabile dei servizi sanitari nella regione. Il primo a coprire l'incarico, sarà il dott. Giacomo Testa.

1708 - nelle Memorie del notaio rovignese Antonio Costantini (1650-1711 ?) scritte nell'anno 1708 con aggiunte successive che vanno sino al 1711 vi è un quadro della Rovigno d'inizio settecento: "Ha preso anche riforma in questo tempo il vestire civile, poichè ai miei tempi d'essa fanciullezza non erano che due che cingevano spada, nè vi era alcun con perucca, se non due o tre che andavano in cappa da città col colare; ora ne sono molti che cingono spada con perrucche, tabarri rossi di scarlatto, e si sostengono decentemente, come non si ha memoria che prima di me fosse stato alcun dottore, e pure in questo tempo ne sono stati diversi, come ne sono al presente così in legge come in medicina. Anco nelle donne fu regolato il vestire, ed accresciuto il lusso e pompe; essendo stato lasciato il deforme abito de' cassi e boldoni, ed introdotti li busti alla veneziana, ed il resto delle donne di campagna moderarono almeno essi cassi, facendoli più lunghi e con piccolo boldoncino che pare decente. Sono introdotti anco assai cendali, ed anco di scoto nelle vecchie; ma le pompe sono arrivate quasi all'eccesso in esse donne rispettivamente secondo il potere, così nelle benestanti come nelle povere, mentre dapprima non si vedevano drappamenti di seta, damaschi o altro ecc., nè cordoni o collane d'oro, tutto che pur erano donne de' padroni e parcenevoli de' vascelli, ed al presente non ve ne sono se non dei trabaccoli e peotte ed il territorio era in buono stato e più fertile; così anche hanno secondato gli artisani che vanno ora vestiti il più alla civile ". (L'ISTRIA n.ro 54-55 Anno IV 1849);

1709 - causa il freddo straordinario il raccolto delle olive in tutta l'istria subisce una drastica riduzione. Rovigno istituisce dei " Salteri" con lo scopo di rafforzare la tutela di questa importante coltivazione: Otto guardiani degli olivi (4 del ceto cittadino e 4 del popolo). Il 1709 sarà in tutta Europa l'anno del grande freddo si ebbero temperature sotto i – 25° a Parigi, sotto i –29° a Berlino e sotto i –17° persino in una città come Venezia la laguna gelò, come già era avvenuto nel 1432 e nel 1489, ma il ghiaccio non fu mai così spesso ( 40 cm ) e duraturo (23 giorni). Le gondole iniziarono a liberarsene solo il 29 gennaio. E a febbraio inoltrato intorno a S.Marco galleggiavano ancora molti «iceberg».

1709 - una disposizione della Serenissima stabiliva che "resta proibito a quelli che vanno a pescar con tartane in mare il lavar, sbatter reti e gettar materia alcuna di dette reti e barche, in vicinanza ai porti e nei porti medesimi, e così qulaunque altro pescatore in qual si sia canale, il rigettare in acqua li semi ed altre materie che per occasione della pesca cavassero dall'acqua; ma siano obbligati a portar tutte esse materie nelle pubbliche scoazzere e ben discosto dall'acqua".

1710 - Apostolo Zeno, Scipione Maffei ed Antonio Vallisnieri danno vita al:


G I O R N A L E
D E'
L E T T E R A T I
D'   I    T   A   L   I   A
TOMO PRIMO.
ANNO MDCCX
ALL'ALTEZZA SERENISSIMA
DI
FERDINANDO III.
PRINCIPE DI TOSCANA
I N   V E N E Z I A  MDCCX.
Appresso Gio. Gabbriello Ertz.
CON LICENZA DE' SUPERIORI,
E PRIVILEGIO.

che ha lo scopo di re-inserire la cultura italiana nel più ampio dibattito di quella europea sulla traccia sì delle "gazzette venete" ma anche dei nuovi esempi di giornalismo moderno provenienti da oltralpe quali il Journal des savants francese, o dell'inglese Philosophical Transactions infatti per i fondatori della rivista  trimestrale il Giornale de' Letterati d'Italia era sorto soprattutto per "...un lodevole ed orgoglioso sentimento d'italianità e dal proposito di giovare all'onore, alla gloria ed agli studi italiani"

1710-11 - in tale data a Rovigno vengono impiantati dai fratelli Veneri di Venezia due mulini a vento sulla collina oltre San Lorenzo, località che in seguito verrà chiamata Monte Mulini. Un altro mulino a vento venne impiantato nella zona tra Driovier e Spirito Santo.

19 marzo 1711 - viene ripristinata dal Consiglio di Rovigno l'antica usanza, sospesa nel 1676, di elargire ai Cittadini un candelotto di una libra, restringendo la distribuzione però ai soli "vecchi cittadini".  Il 19 aprile in un'altra seduta si stabiliva che il giorno della distribuzione non sarebbe stata più quello della Purificazione della B.V., ma quello di San Marco.

1711 - una epidemia colpisce i bovini di Rovigno.

1712 - a Rovigno viene eletto un archivista comunale.

29 gennaio 1712 - al congresso di Utrecht il plenipotenziario veneziano Carlo Ruzzini, che sarà eletto doge (1732-35) alla morte di Alvise Mocenigo, tenta di riunire in una confederazione gli Stati italiani.

19 luglio 1712 - si laurea a 24 anni all'Università di Padova in teologia more nobilium cum aggregatione in S.(acro) C.(ollegio) il 19/7/1712 teologica, 1712 Antonio Angelini di Giacomo. Di lui Tomaso Caenazzo nella suo opera ' Cinque secoli di dominazione veneta a Rovigno' dirà: "Il prototipo delle invadenti mode veneziane, e si può dire il loro apportatore nel ceto ecclesiastico, era stato, al principio del secolo, il can.co Antonio Angelini, sedicente abate titolare della gloriosa abbazia di S. Maria Formosa o del Canneto di Pola, il quale seguendo gli atteggiamenti degli azzimati colleghi francesi e veneziani, aveva addirittura assunto uno stemma gentilizio sormontato da un cappello a fiocchi e aveva indossato insegne paonazze con mantelletta, presentandosi, gradito ospite ad ornamento delle accademie e rappresentazioni sceniche a palazzo pretorio".

2 maggio 1713 - "Onde impedire gli eccessi che venivano giornalmente commessi dalla temerità dei banditi e malviventi nell'Istria con inquietudine dei sudditi, la libertà dei quali era turbata perfino nelle proprie case, il Consiglio di X emanava il proclama, trasmesso il 2 maggio 1713 a questo Podestà, con cui si raccomandava  ai Comuni e agli Offiziali e Soldati delle Cernide, di praticare continue diligenze e perquisizioni, facendo le osservazioni ordinate dalle leggi sopra i campanili, sonando campanaa martello per l'unione delle popolazioni e inseguimento dei banditi, verso premio o castigo ai Comuni e Zuppani secondochè si avessero bene adoprati, o avessero mancato al proprio debito; comandando inoltre di denunziare qualunque persona che avesse prestato in alcun tempo assistenza, pratica, o ricetto ai banditi medesimi". (Ant. Angelini, Alcuni podestà..)

1714 - i Turchi portano un decisivo attacco alla Morea e la riconquistano, incontrando una resistenza assai blanda da parte dei comandanti delle fortezze veneziane. I Turchi rivolgono quindi le loro mire su Corfù mentre flotte cristiane, in particolare contingenti portoghesi e pontifici, accorrono in aiuto della Serenissima .

1714 - muore il capitano rovignese Giovanni Narenta "ardito navigatore, di straordinario coraggio, capitano d'una nave veneta di guerra, e tenuto in grand'estimazione da quella Repubblica, avendo in più incontri suggellato col sangue il di lui marziale valore. Cessò di vivere l'anno 1714 ." (rep. AAS)

1714 - il Comune di Rovigno ottiene il permesso di curare una nuova edizione dello Statuto comunale.

12 dicembre 1714 - il Capitolo Collegiale e il Comune di Rovigno stante il podestà Marc'Antonio Venier stipulano un Accordo composto di 24 articoli per dirimere le controversie sorte tra loro. Tra l'altro l'articolo VI stabiliva che solamente il Consiglio dei Cittadini, ed unicamente a persone meritevoli, poteva concedere la sepoltura nella suddetta Collegiata.

1715 - si costituisce a Rovigno la Confraternita del Suffragio dei Morti.

1715 - una commisione Dogale conferma il possesso del feudo di Pietrapelosa ai marchesi Gravisi. Il cui castello era della famiglia capodistriana sin dal 1420. Il grande castello della Signoria di Pietrapelosa (distrutto da un incendio nel 1625), era tra quelli più importanti per il controllo del territorio e fingeva da caposaldo essenziale per il controllo dell’Istria Veneta. Tra l'altro questa famiglia possedeva il Cul de Leme la parte più interna e pescosa dell0omonimo Canale che da sempre segnava il confine tra Parenzo (Orsera) e Rovigno.


Stemma dei marchesi Gravisi
sormontato dal Veneto Leone

24 febbraio 1715 - Rovigno delibera di mandare quale Ambasciatore a Venezia Nicolò Bello, con una elargizioni di denaro del fondaco di 1.000 ducati e l'offerta di marinai volontari per la guerra di Morea contro il nemico Turco. I cittadini rovignesi, stante le perdite sia umane che patrimoniali subite nel corso delle guerre di Candia e Morea, sono esentati dalle Cernide (ovvero dalla leva militare). Contemporaneamente il Governo veneto invia armi e munizioni per rafforazare la difesa della città.

13 aprile 1715 - il Magistrato all'Artiglieria invia una lettera al Podestà di Rovigno in cui scrive, che per ordine del Veneto Senato, aveva provveduto ad inviare per la difesa della cittadina istriana, per mezzo dell'imbarcazione di Zuanne Basilisco, le seguente forniture d'armi:

 Schioppi d'azzalin .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .     N.     200
 Polvere barili  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .     "          6
 Balle da falconetto de ferro  .  .  .  .  .  .       "      200
 Balle di piombo dentro un cassetto libbre   "      200
 Quattro letti da falconetto, due cazze di rame, due aste, e quattro incalcadori.

29 aprile 1715 - il Magistrato all'Artiglieria invia un'altra lettera al Podestà di Rovigno in cui conferma di aver provveduto ad inviare una ulteriore fornitura d'armi, per mezzo dell'imbarcazione di Carlo Sponza

Falconetti da sei  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .    N.          8
Polvere fina barilli  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .    "           8
Balle di ferro da falconetto .  .  .  .  .  .  .  .  .    "     1200
Manoli da quattordese  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .    "           8
Cazze di rame da sei con suoi modoli, cal.
cadori sortadi con suoi cavagnoli di ferro .  .  "           2

18 agosto 1715 - alcune fuste dulciniote abbordano a due miglia del porto di Rovigno delle navi in navigazione verso Venezia. Dopo breve scontro vengono respinte. In seguito assalgono e catturano tre trabaccoli, due dei quali rovignesi, rendendo schiavi gli infelici equipaggi. Vista però la munita difesa della città non ardiscono attaccarla né predarne il territorio.

1716 - nella guerra scoppiata tra Venezia ed Impero Ottomano interviene anche l'imperatore d'Austria e grazie a una vittoria degli imperiali, comandati dal principe Eugenio di Savoia, sull'esercito ottomano in Ungheria i veneziani possono riprendere le operazioni per mare e rafforzare le difese di Corfù grazie anche all'intervento decisivo del capitano generale delle forze veneziane von Schulemburg.


Veduta di Corfù. Archivio di Stato, Venezia.

Disegno a inchiostro, acquerellato su carta

1717 - "Giunta la nuova stagione del susseguente anno, veleggiò sollecita la Veneta Armata fino alle bocche de' Dardanelli. Lodovico Flangini, che come Capitano straordinario la comandava, aveva sciolto dal porto di Zante con ventisette Navi di linea ottimamente guernite e saputo, che stavasi la nimica fra' Castelli alla parte d'Asia malconcia, e mezzo disarmata, si avanzò intrepidamente per attaccarla e per batterla." (Tomaso Salmon).

1717 - a Rovigno si istituiscono Quattro provveditori sopra le strade aventi il compito di controllare e far manutene 2 le strade di città e 2 quelle di campagna.

2 giugno 1717 - l'imperatore Carlo VI dichiara la libera navigazione dell'Adriatico già Golfo di Venezia. Il provvedimento prevede:

Si interrompeva, anche formalmente, il dominio veneziano sull'Adriatico.

16 giugno 1717 - nello scontro navale tra la flotta veneta e quella turca, avvenuto nei pressi dell'arcipelago di Santo Strati, essendo rimasto ferito a morte il duce supremo, il veneto Lodovico Flangini, il cap. rovignese Antonio Benussi, comandante della "Fede", si distinguerà tanto da meritare la nomina a Cavaliere di S. Marco. In uno dei tanti scontri navali tra le due flotte, nei pressi di Cerigo, si distinse anche il cap. rovignese Niccolò Facchinetti , che rimase ferito, al comando della sua nave la "Sacra lega".

1718 - a Rovigno si istituisce la carica di Provveditori alle fabbriche in numero di 2.

21 luglio 1718 - pace di Passarovitz tra Austria e Turchia, stipulata nonostante le proteste della Repubblica di Venezia, alleata in quella guerra con l'Austria, che sancirà per quest'ultima la perdita della Morea e di Corfù ed il declassamento da grande potenza europea. Tra l'altro il trattato di pace stabiliva la vicendevole libertà di commercio e di navigazione tra Impero Ottomano e quello asburgico assestando un ulteriore colpo al commercio veneziano. Venezia però ottenne un ulteriore modifica a sua favore che estese la sua sovranità in Dalmazia sul distretto di Imoski e sulle foci della Narenta (l’Acquisto Nuovissimo). Dovette però accettare le modifiche territoriali segnate dalla linea Mocenigo in favore della repubblica di Ragusa. Questa era protetta nella sua indipendenza dalla decisa politica di neutralità sempre perseguita anche nei confronti dello stesso Impero Ottomano che per ragioni commerciali ne rispettava l’integrità. Quella linea di confine rimase inalterata fino alla caduta della repubblica di Venezia in quanto l’aristocrazia della Serenissima ed il governo turco parvero accettarla. La situazione delle forze militari della Serenissima, dopo questo ultimo sforzo bellico, andarono sempre più a deteriorarsi preludendo alla fine imbelle del 1797.

18 marzo 1719 - Carlo VI, imperatore del S.R.I., dichiara Porto Franco le città di Trieste e di Fiume. Inizia in tale data la progettazione della "Città nuova" quello che poi sarà chiamato il Borgo Teresiano. In tale data Trieste contava ancora su di una popolazione poco superiore ai 5.000 abitanti. Avrà inizio, proprio a partire dall'istituzione del porto franco, la rapida crescita demografica di trieste che porterà la città nel 1786 a contare circa 20 mila abitanti quadruplicando la sua originaria popolazione, incremento dovuto sia dalle franchige doganali che da quelle penali dato che nella patente veniva altresì stabilito che "nessun straniero potesse venir molestato sia per la sua persona, famiglia, servitù e fattori, sia per i suoi beni, sia a motivo di debiti incontrati o di delitti commessi in estero stato" (Baccio Ziliotto in P.I. n.14 1965). Questo fa capire su cosa si fonda il detto istriano: "Triestin, mezo ladro e mezo asassin"!

27 maggio 1719 - con patente sovrana nasce la Imperiale Privilegiata Compagnia Orientale (sede a Vienna) di cui l'Imperatore Carlo VI sarà il "summus protector" ed il principale azionista. La Compagnia, nata con lo scopo di aumentare i traffici col Levante (soprattutto Turco) avrà sedi a Trieste, Fiume, Buccari e Portorè e segnerà l'inizio del decollo del porto commerciale ed industriale di Trieste. Infatti già l'anno dopo la Compagnia acquista i terreni fuori le mura della città di san Giusto, interrando le saline, con lo scopo di costruire un Cantiere che fosse in grado di rispondere alle accresciute esigenze.


Carlo VI ( 1685-1740 )

1720 - un tentativo di dare alle stampe lo Statuto di Rovigno abortisce forse per l'opposizione delle venete autorità che tentavano di uniformare gli statuti delle varie comunità istriane.


Croce dei Cavalieri di San Marco

26 settembre 1720 - viene redatto il Privilegio per la nomina a Cavalier di San Marco del Capitan Antonio Benussi di Rovigno:

Jannes Cornelius Dei Gratia Dux Venetiarum etc. - Ad perpetuam memoriam
Pienamente andate per l'intiero corso della spirata Guerra di continuo in gara al concorso tutte le prerrogative più desiderabili di valore, coraggio, e di Fede, per dar
risalti alle benemerenze ben distinte verso la Repubblica Nostra alla persona del Capitan Antonio Benussi, che fruttuosamente servì in qualità di Capitan e d'Ammiraglio
le cariche così ordinarie che estraordinarie delle Pubbliche Nave, riportando molteplici ferite, come giuratamente informano li Provveditori dell'Armar e volendo il Sena-
to rendere confermati li requisiti spetiosi che adornano l'attitudine del Capitano medesimo col lasciarlo meritatamente consolato nelle sue oneste, e giuste istanze, e pale-
sarle con contrassegni di freggio la Pubblica compiacenza è divenuto con decreto delli 5 corrente in deliberatione di ricercarsi ad insignirlo dell'onoriffiche marche
di
Kavalier di San Marco.

In riconoscenza però delli di lui comendabili operati, che lo costituiscono in gradi di particolar consideratione, e merito distinto convenendovi prontamente la grata di-
spositione dell'animo nostro, nominiamo et in virtù delle presenti dichiariamo il sopradetto Capitan Antonio Benussi Kavalier di San Marco e come tale gl'impartiamo
facoltà d'usare il titolo, voti, spada, speroni d'oro, et ogni altro militare, et equestre ornamento, e di goder tutte le prerrogative, giurisditioni, libertà e privileggi, che sono
proprij, e consueti a Kavalieri et che alla vera militare, et equestre dignità s'appartengono. Dovendo in ogni luoco, e da chi si sia esser nostra mano, e dal nostro solito
sigillo munito, a memoria de posteri.
Datae in Nostro Ducali Palatio sun die 26 mensis Septembris 1720

1720 - a Rovigno vengono creati 2 Provveditori alla fossa, con l'incarico di manutenere la pulizia del canale che ancora separava Monto alla terra ferma.

1720 - a Rovigno viene posta una stela nei pressi dell'Arno di Sant'Eufemia ove la tradizione poneva il miracoloso approdo dell'Arca di Sant'Eufemia:


1721 - per disposizione del Veneto Senato, le poche galere ancora in attività, vengono esclusivamente equipaggiate con condannti al remo per reati comuni. In quell'anno Venezia, vista la nuova forte concorrenza austriaca col sale delle saline di Zaule e dei possedimenti siciliani, prende la decisione di acquistare tutto il prodotto delle saline istriane, presente e futuro, imponendo altresì un limite alla produzione e fissandone il prezzo. Il tutto per evitare il collasso di quello che in altri tempi era una delle principali industrie istriane, così fiorente da rappresentare una sorta di oro nero del tempo che Venezia difese, sinchè potè, anche con la forza delle armi. Le buone intenzioni del Senato veneto non produssero però gli effetti voluti, con un forte ristagno per l'economia istriana, invogliando altresì ulteriormente l'attività di contrabbando.

1722
- muore a Corfù il rovignese Gregorio Calucci. ".. che fu Capitano di Nave da guerra nella battaglia contro ai Turchi nell' acque di Scio, e che poi fu creato Cavalier di S. Marco .." (Sestine).

1723 - visto il cattivo evolversi degli affari la Imperiale Privilegiata Compagnia Orientale si vede costretta, anche per l'abbandono di un forte gruppo di azionisti, a cedere allo stato austriaco il Cantiere appena fatto costruire a Trieste. Il governo austriaco però, invece di promuoverne lo sviluppo, trasferì l'arsenale a Fiume e Portorè. (solo successivamente verrà riportato nella primitiva sede triestina).

1724 - per far posto al nuovo duomo di Rovigno viene abbattuta l'antichissima chiesetta dedicata a S. Orsola che a Rovigno aveva culto ab antiquo come risulta dal codice membranaceo Traslatio Corporis Beatae Euphemiae (tradizionalmente datato XIV-XV secolo ma che dallo stemma del N.H. veneto Soranzo è più precisamente databile in uno di questi 3 periodi: 1468 anno della  podesteria di Ludovico Soranzo; 1469 anno in cui fu podestà Francesco; 1484-87, anni in cui fu podestà Lodovico Soranzo).

24 febbraio 1724 - con decreto del Senato veneziano viene emanata l'ordinanza Esercizio militare e regola militare della fanteria della Serenissima Repubblica di Venezia. In tale ordinanza veniva fissato il color cremisi per il vestiario degli "Oltremarini", i fedelissimi Schiavoni che formavano 11 reggimenti di fanteria reclutati tra i sudditi della Serenissima della Dalmazia, Montenegro ed Albania. La loro uniferma rispecchiava il costume nazionale di quei fieri popoli: giacca cremisi con alamari, panciotto, pantaloni attillati, scarpe di feltro, berrettone di pelo e fascia colorata alla cintura da cui pendeva il "palosso" o "schiavona" un temibile spadone dall'elsa a canestro.


Schiavone appiedato e a cavallo
Dall'archivio del museo di Parenzo

Gli ufficiali si distinguevano per una maggiore magnificenza nel costume e per il bastone che usavano portare sempre con loro, come i centurioni romani, simbolo del loro grado. Venezia inoltre aveva 18 reggimenti di "Nazionali" arruolati tra i sudditi di terraferma e tra gli italinai anche di altre regioni. In pratica l'esercito Veneziano si componeva delle seguenti unità:

 - Fanteria nazionale;

 - Fanteria oltremarina (i famosi Schiavoni);

 - Cavalleria;

 - Milizie “Cernide” in Italia;

 - Milizie “Cranide” (o Crainich) nelle province d’oltremare;

 - Arsenalotti;

 - Fraglia (o Confraternita dei Bombardieri).



Fante del Reggimento Oltremarino "Bubich"

Giacca, Alamari, Papalina e Fascia: cremisi o gialle; Panciotto, Risvolti delle code e Polsini: celesti; Pantaloni: celesti; Stivali: neri semilucidi o di cuoio naturale; Alamari del panciotto: gialli; Fregi dei pantaloni e tutti i bottoni: color oro; Cravatta: bianca; Bandoliera: cuoio naturale; Giberna: nera semilucida; Fucile: color legno con canna in ferro e fascette di ottone.

1725 - si costituisce a Rovigno la Confraternita di San Benedetto.

1725
- su impulso del veneziano Almorò Albrizzi viene ristampata l'opera di frà Ireneo della Croce Historia antica e moderna sacra e profana della città di Trieste, pubblicata la prima volta nel 1698.

8 maggio 1725
- viene posta la prima pietra della nuova Collegiata di Rovigno dedicata a Sant'Eufemia. L'opera sarà solennamente inaugurata solamente nel 1756.

22 settembre 1725 - con permissione ducale si concede alla contessa Elisabetta Angelini Califfi l'istituzione del Canonicato Angelini "a beneficio dei sacerdoti Angelini e di quelli discendenti da femine della stessa famiglia, con gius eligendi nella medesima, costituendo un patrimonio di D.ti 4 m., e coi medesimi obblighi degli altri canonici, meno la cura delle anime, ma il dovere della Messa quotidiana all'altare privilegiato di S. Euffemia". (AAS)

28 gennaio 1726 - ".. il conte Giov. Antonio Califfi fu Giacomo dona all'Amministrazione dell'Ospitale il fondo, le mura ed altro contigui all'Ospitale delle donne, all'oggetto dell'ampliazione del medesimo" (AAS)

1726 - una disposizione della Serenissima stabiliva che le reti da pesca dovevano essere bollate a certificazione della loro corrispondenza ai modelli depositati "sopra la Tolella nell'Ufficio de gl'Eccellentissimi Signori Provvediditori sopra la Giustizia Vecchia e Giustizieri Vecchi".

1727 - a Rovigno viene sciolto il Collegio degli Otto, istituito l'anno prima, perché "arrogavasi facoltà non sue".


Pianta di Venezia 1728

in quello stesso anno il comune di Rovigno arruola un precettore privato per l'educazione dei suoi giovani cittadini.

13 marzo 1728 - viene definitivamente collocata l'arca di Santa Eufemia nella porzione laterale del nuovo Duomo di Rovigno che però verrà inaugurato quasi trent'anni dopo.

1730
- a Rovigno si istituisce un cordone sanitario per evitare il contagio dell'epidemia bovina che aveva imperversava nell'Istria austriaca .

25 aprile 1731 - cessa l'attività dell' Imperiale Privilegiata Compagnia Orientale istituita da Carlo VI dodici anni prima.

8 ottobre 1732 - in una relazione al veneto senato il Capitano e Podestà di Capodistria N.H. Andrea Capello affermava "Dacchè principiò in Trieste il traffico, all'Istria ha cessato quel poco che le portava qualche sorta di vantaggio. L'abbondanza di merci nell'estera confinante città chiamò tutto il concorso, ed il supposto Porto Franco fa che gli Bastimenti che una volta approdavano alle Venete Rive, colà si conducono. A ciò si aggiunge che i Cesarei rigorosi divieti hanno intieramente levato il commercio che a particolari produceva considerabili concorsi. Capitavano gli Austriaci a provvedere sali, vini, ed ogli particolarmente a Capodistria, ma corrono molti anni che più non si vedono, atterriti dalle pene comminate, ed in più incontri eseguite contro gl'inobbedienti".

1733 - si costituisce a Rovigno la Confraternita della Santissima Trinità.

1733 - in una relazione del Podestà-Capitano di Capodistria Molin si dice che "La terra di Rovigno è la più industre e la più popolata della provincia; la sua educatione merita un riflesso particolare e fuori delle comuni attenzioni. Ella può rendersi ancora molto accetta a Vostra serenità et ai suoi ben regolati riguardi". Le cronache dell'epoca attestano che Rovigno, dal solo commercio del pesce salato ricavava un utile annuo di 50 mila ducati. Una cifra ingente se si pensa che 1 ducato pesava 3,54 grammi d'oro puro. Rovigno era allora il più importante centro di navigazione a vela dell'Istria e tale restò sino all'avvento delle navi a vapore. L'importanza economica di Rovigno è attestata inoltre dalla presenza di un nunzio francese e di un proconsole inglese per curarvi gli interessi economici della loro nazione. In quell'anno a Rovigno svolgeva attività di precettore di lettere e filosofia il prete Leonardo Sbisà.

gennaio 1734 - si costituisce a Rovigno la Confraternita dell'Agonia.

14 gennaio 1734 - muore il canonico Antonio Angelini, Abbate di S. Michele di Pola, dottore in sacra teologia. Viene sepolto nel duomo di Rovigno ai piedi della cappella di S. Niccolò con lapide, iscrizione e stemma sormontato da cappello vescovile. Onore non da poco visto che l'Accordo del 1714 prescriveva all'articolo VI che solamente il Consiglio dei Cittadini, ed unicamente a persone meritevoli, poteva concedere la sepoltura nella suddetta Collegiata.

Canonico di Rovigno Antonio Angelini ob. 1734
14 giugno 1734 - il Consiglio di Rovigno delibera di levare 30.000 lire dal Fondaco: "18.000 al Principe in dono, affinchè fossero da lui disposte nelle moleste insorgenze d'Italia di allora, e per passare l'altre 12.000 in graziosa concessione nella Cassa della nuova fabbrica della Chiesa, onde ajutare l'erezione della medesima", ovvero per la guerra di successione polacca che divampava tra francesi e spagnoli da una parte ed austriaci dall'altra. I francesi infatti, nonostante la neutralità veneta, avevano invaso la provincia di Verona costringendo Venezia ad armare una truppa per prendere parte attiva alla guerra.

1735 - si costituisce a Rovigno la Confraternita di San Lorenzo.

7 gennaio 1735 - " il Sig. Niccolò Garzotto Sorra eletto dall' Eccellentissimo Senato li 7 Gennaro 1735. Sopraintendente dell' Artiglierie nella Terra Ferma . Prima però Sargente Maggiore de' Bombardieri e Bombisti di Venezia , e della Casa dell' Arsenale , Capo principal del Castello di S. Andrea del Lido , Capo provisionato della Fortezza di Legnago ; celebre anche pel Cannone da 500. di sua invenzione , e per la malagevole operazione da lui con somma abiltà eseguita a Costantinopoli . Finalmente meritò pel valore dimostrato in molte occasioni il pubblico aggradimento espresso con somma sua lode dall' Eccellentissimo Senato in numerose sue Pergamene , che formeranno maisempre il più grand' elogio al di lui merito ." (Sestine)

1735 - si costituisce a Rovigno la Confraternita di S. Lorenzo o dei "calafà".

22 ottobre 1735
- Si stampa il volume "Esercizio Militare" manuale del Felt Marescial Mattias Giovanni Conte di Schulembough, in cui oltre ai vari ordimaenti militari dell'Infanteria della Serenissima del XVIII secolo vi è una interessante descrizione dei movimenti che l'oltremarino doveva compiere per presentare gli onori militari, anzichè con il fucile, come le restanti truppe venete, con la sua fedele schiavona o palosso, la formidabile spada delle milizie Schiavone.


1736
- la contesa tra il Consiglio ed il Popolo di Rovigno viene decisa dalla Quarantia di Venezia a favore del secondo, confermando l'istituzione dei Sindici del Popolo. Grandi manifestazioni di giubilo da parte dei popolari.

13 febbraio 1738 - un proclama ducale dichiara libera ai pescatori chiozzotti, ed agli altri sudditi veneti, la pesca nelle acque del Golfo (alto Adriatico), minacciando di "bando, corda, prigione e galera" chiunque ardisse impedirne la pesca. Il decreto era rivolto in particolare contro i pescatori rovignesi, che vedendo minacciata dai chioggiotti la loro ricca pesca delle sardelle, la difendevano a colpi di remi e qualche volta di pistola.

1739 - a Capodistria cessa la sua attività l'Accademia dei Risorti. Nello stesso anno verrà sostituita dall'Accademia degli Operosi (1739-1742).

1740 - con la morte di Carlo VI sembra che lo sviluppo marittimo di Trieste debba subire una duratura battuta d'arresto: furono infatti molti i vascelli che finirono in disarmo mentre alcuni, rimasti privi d'equipaggio, furono venduti ai mercanti della Serenissima. Anche la Imperiale Privilegiata Compagnia Orientale, dopo una serie di vicissitudini finanziarie e con la scadenza delle franchigie in suo favore, si sciolse (1741). 

1740 - un ulteriore decreto dogale precisava che non si autorizzavano i chioggiotti a pescare nelle acque comunali istriane, bensì in quelle del Golfo Adriatico. Non venivano precisati però i limiti delle acque comunali e quindi non cessarono i motivi di contrasto e di liti tra rovignesi e chioggiotti. Così neanche gli ulteriori decreti dogali del 1761 e 1776 posero fine alle controversie.

1740 - epidemia di vaiolo. A Rovigno in un solo mese periscono oltre 250 fanciulli.

1741 - si costituisce a Rovigno la Confraternita della Beata Vergine della Consolazione è significativo che la sua istituzione avvenga dopo la terribile epidemia di vaiolo che tanti morti mirtè tra i fanciulli rovignesi.

28 settembre 1742 - con decreto del Consiglio dei cittadini di Rovigno si costruisce in riva, a spese del comune, un pulpito a scopo di pubblica predica ed istruzione.

1743 - stampa degli "APPOSTAMENTI delle TRUPPE, DISPOSIZ: dell'ORDINANZE e PAESANI per Armo della Provincia d'ISTRIA, proposto per l'occorenze di salute anno 1743"


1743 -  viene varata nei cantieri di Rovigno la " Sant'Eufemia" nave fatta costruire da una società rovignese previo l'esborso di 74.000 lire;

23 aprile 1745 - " Addì 23 aprile 1745 giorno di S. Giorgio Cavalier Diede la Saeta nel Canpanil di S.Marco"


Antonio Canale detto il Canaletto

1745 - " Muore Facchinetti Nicolò rovignese, capitano comandante la nave veneta la Sacra Lega, che nella battaglia contro i turchi, presso Cerigno nel 1717, di distinse in superior guida" (E.R.R)

1746
- un dispaccio del Podestà e Capitanio di Capodistria rileva a Rovigno la presenza di ben 112 "brazzere da pesca" con 511 pescatori e di 50 imbarcazioni di "mercanzia" e di "trasporto" con 225 marinai escludendo i proprietari. Il che comportava che la flotta da pesca di Rovigno costituiva pressochè la metà dell'intera forza istriana; e quella da trasporto ne costituiva i due terzi.

11 maggio 1746 - i Cinque Savi alla Mercanzia effettuano una accurata inchiesta sullo stato della flotta da pesca e da commercio dell'Istria veneta. Il frutto sono due dettagliati fogli. In quello datato 20 aprile comprende tutte le imbarcazioni ad eccezioni di Rovigno a cui è dedicato completamente il foglio datato 11 maggio 1746. (ASV - busta 573).

1746 - "DECIMA (LOCALE) Fu fabbricata l'anno 1746 sopra fondo del sig. Cristoforo Angelini nel sito chiamato Motta, fra la contrada allora di S. Pietro, ora di S. Francesco, e il Passo Consortale degli Orti, i quali in seguito furono convertiti in Caseggiati " (Rep. AAS.). In quell'anno viene consacrata la chiesa di San Francesco a Rovigno da cui prese il nome la contrada precedentemente detta di san Pietro.

16 gennaio 1747 - il Capitano-Podestà di Capodistria, Gio. Gabriel Badoer proibisce "l'uso di pescare con tratte di maglie ristrette, come quelle che inutilmente distruggono il pesce minuto, prima che abbia tempo di crescere" ovvero "le pesche co' Ludri, e le denominate a Molinello col Grippo, queste perchè rasando il fondo del Mare, distruggono gli ovi, quelle perchè, spaventandosi il pesce, buona parte se ne fugge allontanandosi dalle Rive dell'Istria" proibiva inoltre "le Pesche con maglie di Sardellere in forma di Tremegada, e quelle dette tamburar e stuzzicar solito ponersi in pratica nelle Valli, e ne' Porti, queste perchè da Pescatori col getto de' sassi grandi sporcano li fondi, e guastano le situazioni dove il pesce moltiplica cogli ovi, quelle perchè distruttive de' piccioli barbonzini" oltre alle "pesce di notte di Agoni nelle Valli, e quelle dete bragolar di Granzeole, queste perchè, quando sono per gettar le ova, si uniscono insieme, e formano nel Mare, come Monticelli, e gettano li Pescatori intorno ad essi Monticelli le reti, indi, de' Sassi di estraordinaria mole, stritolando la maggior parte di esse, e le altre, che fuggono dentro le reti, scemando in cotal guisa la specie per la copia degli ovi, che vanno a male, quale perchè si fa notabile il pregiudicato della pesca delle Orade".

1747 - "la Collegiata di Rovigno è dichiara veramente insigne da Monsignor Negri". (AAS). Ovvero dal veneziano Gaspare Negri (o alla latina Gaspar De Nigris) che fu Vescovo di Parenzo dal 1742 al 1778.

1747 - per le incrementate esigenze della popolazione di Rovigno si erige il nuovo Fondaco in Piazza Grande (poi Piazza Venezia) che prende il posto di quello precedente sito in Piazza San Damiano. Su di una torretta del nuovo edificio venne collocato il primo orologio pubblico.

1748 - l'Austria istituisce la Provincia mercantile del Litorale comprendente i porti di Aquileia, Trieste, Fiume, Buccari, Portorè, Segna e Carlopago. Il relativo dicastero avrà sede a Trieste con il nome di I.R. Suprema Intendenza Commerciale.


Veduta parziale di Rovigno 17 marzo 1749

13 maggio 1749 - con Decreto del Senato, su segnalazione del Magistrato dei V Savi alla Mercanzia, viene nominato Cavaliere di San Marco il capitano rovignese Vincenzo Beroaldo. Qui sotto il relativo Privilegio datato 18 gennaio dell'anno successivo:

Noi Pietro Gradenigo per la Dio Gratia Doge di Venezia, etc.
E' nata gemella con la Repubblica Nostra la massima sempre mantenutasi costante di prediliger distintamente li proprij sudditi, et in  modo ancora più
particulare quelli, che con le loro benemerite attioni maggiormente sene sono resi degni, impegnato essendo à favore di questi non men l'amore, che la
giustizia che sono li più risplendenti attributi del Principato.
Il Senato Nostro ne ha appunto in ogni tempo potestate di ciò evidenti le prove mai cessando di retribuire col premio chi utilmente e fedelmente servito
ond'è che con suo Decreto 13 Maggio 1749 mirando sopra le prodezze sul mare del Capitan Vincenzo Beroaldo s'è tanto compiaciuto di esse ch'è venuto
di ricercare l'autorità Nostra di renderlo insignito col titolo, e freggio di Cavalier di San Marco.
Dalle attestazioni infatti del Magistrato dei V Savi alla Mercantia, ed alle rifferite del Console Nostro in Durazzo chiaramente spicca che il Capitan
Beroaldo suddito dirigendo la Nave atta Galera Sacra Famiglia, abbia in quel porto a forza di armi coraggiosamente preservato tre Tartane suddite dal-
l'incursione di corsaro tripolino che con suo Tartanon presidiato di copiosa artiglieria, e coperto di grosso equipaggio unito a quattro Felucche dulcignot-
te stava per fare preda, e che tre giorni doppo nell'acque medesime havendo il corsaro stesso portato un formidabile attacco all'accennato Capitan Be-
roaldo, questo habbia saputo con animo intrepido non solo resister all'assalto, macol suo valore habbia ottenuto di maltrattarlo sino alla perditione, se
una disperata fuga non l'havesse salvato col volontariamente naufragar nella spiaggia. Così plausibili attioni però, che possono servir di stimolo, e d'es-
sempio agl'altri che sono della nautica professione essendo rivestito il decoro alla Veneta Insegna e di considerabile vantaggio al Veneto Commercio per
la preservatione de Bastimenti delle merci, e delle Persone le hanno impegnata la riconoscenza del Senato coll'accennato decreto à retribuire il beneme.
rito attore, altrettanto Noi impegnati con pienezza dell'animo nostro à secondare una così prudente, e giusta intentione in vigor del presente Nostro De-
creto deliberiamo. Che il Capitan Vincenzo Beroaldo sia, e s'intenda decorato del Freggio di Cavalier di San Marco venendo ora da Noi creato tale,
con impartirle la facoltà di portar la Croce, usar il Titolo, Vesti, Spada, Sproni d'oro, et ogni altro militar et equestre ornamento, come pure di goder
tutte le prerogative, giurisditioni, liberta, e privileggi che sono proprij e consueti a Cavalieri e che alla vera militar et equestre dignità s'appartengono.
Doverà dunque da chi si sia, et in ogni loco esser riputato, e riconosciuto per tale, in contrassegno di che le habbiamo rilasciato il presente privileggio
firmato di nostra mano, e del solito sigillo nostro munito, ordinando all'infrascritto Cancellier Nostro di così anotare. Data 18 gennaio 1750.
 
4 settembre 1749 - Fede di Sanità rilasciata a Rovigno che riproduce i simboli della Rovigno settecentesca: il Leone marciano affiancato dai co-patroni di Rovigno - a sinistra San Giorgio, a destra Sant'Eufemia, sotto il leone lo stemma di Rovigno.


novembre 1749 - il Podestà e Capitano di Capodistria, il N.H. Nicolò Maria Michiel, nel suo rapporto al veneto senato rilevava che Rovigno è il "paese il più popolato della Provincia e che unisce al numero dei suoi abitanti un particolar spirito d'industria" rilevando in particolare come  "coll'impiego d'una fiorita marinarezza ed ingegno di traffico cercava di mantenersi ed aumentare i propri avvantaggi" aggiungendo che i contadini rovignesi per la scarsità del loro territorio erano costretti a ricercare terra da lavorare a Valle, Dignano e località viciniori.

dicembre 1749 - vista la decisione presa dal Papa di far costruire gli edifici di Loreto con la pregiata Pietra d'Istria il vescovo di Parenzo, mons. Gasparo Negri, s'incarica di esaudire la richiesta di Pietra d'Istria ed il trasporto del prezioso e pesante carico viene commisisonato dal cardinal Rezzonico al paron rovignese Mattia Bori.

1749 - a Rovigno all'epoca erano in funzione 6 squeri: 2 lungo la marina di Sottolatina; 1 sulla punta di San Niccolò, 2 alla Cavana dei frati e 1 al Deserto. Alla fne del secolo gli squeri risulteranno essere addirittura 8. Famosi erano i proti o maestri d'ascia rovignesi tra cui va citato Iseppo Panfilo, proto a Rovigno dal 1698 al 1749, che poi andò a profondere la sua arte a trieste come del resto aveva già fatto molta della maestranza rovignese, nello squero gestito dall'antichissima Fraterna di San Nicolò, ove si costruivano imbarcazioni di piccolo tonnellaggio come brazzere e pielaghi, mentre per navi di maggior dimensionamento ci si doveva rivolgere ai più attrezzati arsenali di Venezia o Fiume.

1750 - a Rovigno, a cura di Elisabetta Angelini contessa Califfi, viene riedificata la Chiesetta della Madonna delle Grazie.  (E.R.R.)

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1750 ~ - il conte bresciano Giovanni Maria Mazzucchelli raccoglierà nella sua opera "Scrittori d'Italia" la più ampia raccolta di biografie di scrittori "italiani".

6 marzo 1750 - giunge a Recanati la barca di paron Bori con il primo carico di Pietra d'Istria commissionatogli dal Rezzonico. Da notare che il trasporto in realtà era un vero e proprio contrabbando, visto il divieto imposto dalla Serenissima di esportazione del prezioso "sasso istriano" al di fuori dei confini dello Stato veneto. Come sappiamo però i rovignesi eccellevano in tali attività e la cosa andò così liscia che l'intero carico giunse a destinazione in breve tempo tanto che nel marzo 1751 i lavori a Loreto erano già a buon punto..

1750 - il viaggiatore e naturalista padovano Vitaliano Donati (1717-1762) dai suoi numerosi viaggi in Istria, Dalmazia ed Albania compiuti a partire dal 1739 pubblica a Venezia la Storia naturale marina dell'Adriatico.


meta XVIII sec. - in tale data Rovigno, in netta controtendenza con il resto della regione, è la città più popolosa dell'Istria tanto che la sua popolazione contribuì a ripopolare altri centri costieri, come Parenzo, che si erano andati spopolando. Tale situazione è attestata anche dal numero dei laureati rovignesi all'Università di Padova (12 legisti 9 artisti e 4 telogi) da inizi alla metà del XVIII secolo che per numero sono inferiori solamente ai laureati di Capodistria, mentre Pola contava solamente 4 legisti 4 artisti ed un telogo:


1751 - "Pubblico ordine di questuare anche in Rovigno nella Quaresima per il recupero degli schiavi". (AAS)

1752 - escono in Roma le " Memorie storiche di S. Biagio, vescovo e martire, protettore della Repubblica di Ragusa" opera del gesuita Alfonso Niccolai (1706-1784).


12 gennaio 1753 - Su richiesta del Magistrato delle Artiglierie di Capodistria al Podestà Daniele Balbi, di fornire la lista e la qualità dell'armamento che muniva la piazza di Rovigno, il Capo Munisioner Antonio Segala precisava che vi erano: "Sopra le mura di S. Eufemia cannoni di ferro fa 9 N. 6;  Nel pretorio Palazzo cannoni di ferro N. 4, due da dodici, e due da nove. Letti da cannon con le ruote per altro patite da caroli (tarli) N. 10, sei mancanti di pironi e lame di ferro. Nelle munizioni palle di ferro da nove N. 184, e da dodici N. 22. Nè cazze di rame, nè mobili da scovolo, nè calcador, nè scartozzi, nè scovoli. Schioppi di ragione del comune N. 132, tutti a mal ordine, mancanti di azzalini e di casse, e le casse in rovina e rotte. Nel Castello della polvere barili N. 6, da molto tempo spedita, nè mai dopo visitata, nè soleggiata e spolverizata, e perciò forse anche patita".

15 febbraio 1753 - Giuseppe Marangon disegna un'accurata veduta prospettica "a volo d'uccello" della città di Rovigno:


1753 - l’imperatrice Maria Teresa d’Austria istitusce la Scuola Nautica di Trieste, per la formazione dei futuri capitani marittimi. In questo stesso anno nasce l’Osservatorio Astronomico di Trieste.

luglio 1753 - il veneto governo abolisce il divieto di esportazione del "sasso istriano". così ardentamente bramato dal Papa per i costruendi edifici della "Santa Casa" di Loreto. Quindi l'opera del rovignese paron Bori può continuare alla luce del sole recando con la sua imbarcazione a Recanati quei preziosi blocchi di cui, a detta degli stessi scalpellini:  "non si è mai avuta una pietra così bella e dura che ai colpi di martello risponde come se fosse un metallo".

1754 - "Sono compilati dalla pubb.a Autorità i Catastici dei borghi della provincia. E' ordinato un esatto Catastico dei Molini, Valche, e Squeri della provincia." (AAS).

1754 - viene pubblicato a Venezia presso al stamperia di Giambattista Albrizzi il libro " Estratto degli Accadimenti nel Levante narrati nel Compendio dell'Antica e Moderna Istoria della Repubblica di Venezia" di Tommaso Salmon Scozzese (Thomas Salmon 1679-1767).

10 giugno 1754 - per impulso di Maria Teresa viene inaugurata a Trieste la Scuola Nautica visti i traffici marini che si andavano sviluppando coinvolgendo su rotte sempre più lunghe. Il modello a cui si ispirò il nuovo istituto fu la Scuola statale sorta ai Amburgo a sostegno della Marina mercantile. Il 20 agosto 1753 venne scelta come sede della nuova scuola il Collegio dei Gesuiti a cui venne chiamato alla direzione Padre Orlando. 

1754 - si deve al muranese Antonio Barbini il nuovo organo che orna il duomo di Rovigno, uno dei più grandi strumenti esistenti in Istria (di 12 piedi) e, per numero di registri, superiore anche a quello di Capodistria "..e costò L. 10969:13" (AAS).

1754 - il capodistriano Gian Rinaldo Carli inizia la pubblicazione dell'opera "Delle monete e dell'istituzione delle zecche d'Italia" che si concluderà nel 1760 dopo la pubblicazione di 4 voluminosi tomi.

1755 - si costituisce a Rovigno la Confraternita della Dottrina Cristiana.

10 maggio 1755 - dalla "Nota delle famiglie, e numero dei cittadini abili al consiglio, fatta li 10 maggio 1755" abbiamo che a Rovigno risultano soltanto 13 famiglie Cittadine (o Nobili di Rovigno) con 361 individui atti al Consiglio: Basilisco (20 membri); Bichiachi (1); Brivonese (4); Burla (4); Caenazzo (24); Calucci (4); Costantini (9); Giotta (9); Pesce (2) Quarantotto (34); Segala (28); Spongia (134); Vescovi (88). Mentre le famiglie Bello e Leonardis risultavano estinte. In tale Nota vi è anche l'elenco delle cariche pubbliche che dal Consiglio venivano distribuite tra i propri membri. Dati tratti dal lavoro di Antonio Angelini, Alcuni Podestà Veneti di Rovigno...:

Del Comune

 N.   3 Giudici.
  "     1 Sindaco.
  "     1 Cancelliere del Comune.
  "     1 Avvocato del Comune.
  "     1 Conservatore delle Leggi.
  "     2 Cattaveri.
  "     1 Munizioner dell'armi.
  "     1 Scasador dei Soldati.
  "     2 Soprastanti, e alcuni anni, quando vi era entrata di olive abbondante, quattro.
  "     2 Provveditori della Sanità.
  "     1 Cancellier della Sanità.
  "     1 Camerlengo del Comune.
----------
 N. 17

Del Fondaco

 N.   1 Presidente.
  "     1 Ragionato.
  "     1 Fondacchiere dei frumenti.
  "     2 Fondacchieri delle farine.
----------
 N. 22

21 giugno 1755
- viene istituita a Trieste la Borsa commerciale. In quello stesso anno si stabiliva nella città il primo tipografo privilegiato.

1756
- giunge a Rovigno don Leonardo de Grassi, organista del Duomo di Grado, in quanto gli viene offerto uno stipendio piu' alto. A Trieste inizia la propria attività lo stampatore viennese Trattner.

26 settembre 1756 - consacrazione della nuova Collegiata di Rovigno con triduo solenne officiato da Monsignor Negri (o De Nigris alla latina) a ricordare l'avvenimento venne apposta sul lato sinistro del coro:


a commemorare l'avvenimento anche una serie di medaglie celebrative fatte coniare in Roma dal Comune in oro al Vescovo ed al veneto Podestà, in argento ai personaggi più distinti, in bronzo dispensate al popolo per memoria:


 
Diritto

Rovescio
Giuseppe Angelini nelle sue sestine così ne parla: "Esiste una Medaglia , che dimostra da una parte S. Giorgio, qui a cavallo mentre colpisce con la lancia il Drago , e S. Eufemia tenente in mano Rovigno con all' intorno S. GEORGIUS.  S. EUPHEMIA RUBINI Pp. , ed appiedi ROMAE , e dall' altra parte si legge la seguente iscrizione

TEMPLUM
SS. MM.
GEORG. ET EUPHEM.
RUBINENSIUM LARGITATE
RENOVATUM
GASPAR DE NIGRIS
EP. PARENTIN.
CONSECRAV. A. D.
MDCCLVI

31 dicembre 1756 - il Consiglio di Rovigno decide di sostituire con una statua in bronzo quella lignea, colpita da un fulmine il 4 ottobre 1734, della venerata S. Eufemia posta in cima del campanile del Duomo.

1757 - il Papa con l'approvazione del veneto senato concede il diritto ai canonici di Rovigno di fregiarsi dell'almuzia o zanfarda. Il Capitolo di Rovigno per celebrare la conferma di tale vesta onorifica fece apporre nel duomo una epigrafe in latino opera dell'avv. Antonio Angelini qm. Angelo. La concessione concludeva una lunga vertenza iniziata nel lontano 1693 col Vescovo di Parenzo.

1757 - il Veneto Senato da l'incarico a Lorenzo Paruta, Podestà e Capitanio di Capodistria, di porre ordine tra il proliferatre di terninazioni e ducali riguardanti l'Istria. Frutto del suo imponente lavoro sono le "Leggi statutarie per il buon governo della Provincia d'Istria", in tale occasione questi emise la seguente terminazione che stabiliva "che nell'avvenire alle suddette Tartane tanto provenienti dalla Città di Chiozza, che da ogni altro Luoco non sia più lecito sotto qualsivoglia color o pretesto di portarsi a pescare nelle acque di questa Provincia, nè avvicinarsi ai Littorali della medesima, esercitando dell'arbitraria Pescaggione, ma debano restarsene respettivamente lontane dagli stessi, pescando nella conveniente distanza, e fuori dell'Acque dell'Istria in conformità di quanto praticavano prima dell'indicata arbitraria introduzione".

25 gennaio 1757 - il perito muratore Beppo Campitelli disegna, con estrema cura dei particolari, una riproduzione "a volo d'uccello" della Riva grande con la piazza recante il Pilo portastendardo e le due colonne con le statue col leone marciano e di Sant'Eufemia:

 

11 luglio 1757 - partono da Venezia per la Dalmazia il progettista scozzese Robert Adam (1728-1792) e l'architetto francese Charles-Louis Clérisseau, con due valenti disegnatori al seguito, dopo un viaggio per mare di 11 giorni faranno il loro arrivo a Spalato. Frutto delle lore fatiche sarà uno dei più bei libri d'arte sul palazzo imperiale di Diocleziano

n
una delle LXI illustrazioni che arricchiranno
il libro edito a Londra nel 1764

1757 - per le sue esigenze di avvocato più che per incarico della Comunità, compulsando l'originale Statuto di Rovigno del 1531 (poi andato perduto), la copia di Cancelleria ed altre private, l'avvocato Antonio Angelini fu Angelo emenda un nuovo e più integro Statuto di Rovigno.

3 aprile 1758 - una ducale del veneto senato impone che le cariche riservate al Consiglio dei Cittadini o Nobili di Rovigno non potessero essere affidate ad analfabeti. Una conseguenza di tale provvedimento fu l'aumento delle scuole private frequentate per lo più dai figli dei "cittadini"  e dei "popolani" benestanti.

11 giugno 1758
- essendo podestà Fantin Contarini, l'architetto rovignese Simon Battistella pone sul campanile del Duomo, con una ingegnosa macchina di sua ideazione, la gigantesca statua bronzea di S. Eufemia alta 22 piedi di Vienna, ovvero 4 metri e 70 centimetri, opera dei fratelli Vincenzo e Giambattista Vallani di Maniago.
 

1759 - Giovanni di Memel, incominciò a pubblicare una Gazzetta di Venezia che conteneva appunto scritti piacevoli, avvisi economici, notizirone ed altro senza gran successo. Il nome Gazzetta, che avrà ampia diffusione sia in Italia che all'estero, nasce dal nome di una moneta di bassa lega del valore di due soldi, coniata a Venezia a partire dal XVI sec.

1759 - a Zara Francesco Drioli apre una distilleria. Sarà la prima a carattere industriale per produrre il rosolio "ad uso Zara", il famoso liquore fatto con le marasche dalmate.

30 marzo 1759 - in tale data, come risulta dal Piedilista generale delle Pubbliche Truppe, ovvero della situazione organica delle truppe combattenti nelle diverse unità dell'esercito veneziano, risulta che la milizia veneta aera composta da 15.396 uomini inquadrati in 29 reggimenti di fanteria e 4 di cavalleria, ma considerando "che da questo numero detraendo giusta li recenti mettodi di regolazione trentasei Cappellani, duecentovintiuno Uffiziali riformati, trenta Marineri, centotrentaquattro Ragazzi, e Buonagrazie nei nazionali, e settecento cinquantanove graziati figli di uffiziali in età non idonei alle fazzioni (servizi di guardia); la forza legittima della Milizia si restringe a teste quattordicimille duecento sedici". Una situazione di degrado che induceva i confinari austriaci a continue violazioni del territorio dell'Istria veneta. In quell'anno gli autriaci tagliaromo migliaia di alberi dal bosco di Montona che avrebbe dovuto essere vigilato dal capitano di Raspo.

1758-59 - Carlo Goldoni mette in scena al Teatro san Luca di Venezia " La Dalmatina" tragicommedia in versi martelliani che, sull'onda del filone esotico, tratta delle disavventure di una bella ed avvenente donna illirica resa schiava dai corsari e contesa da vari amanti. L'opera ha un grande successo presso il pubblico veneziano con una riscoperta della Dalmazia e del ruolo della Serenissima "Leon generoso che dolcemente impera" oltre a mettere in scena le virtà militari dei "fedeli schiavoni" e degli "illirici".


Prospetto vero del Porto e della Città di Trieste
Atlante di Tobias Conrad Lotter, stampato ad Amburgo nel 1760 ca

1760 - "Muore a Venezia il Rovignese Niccolò Garzotto - Sora, celebre capitano di artiglieria... Lasciò preziosa collezione di artiglieria in bronzo ". (E.R.R)


Consegna della Bandiera Colonnella

6 febbraio 1760 - Gasparo Gozzi, in accordo con un gruppo di commercianti, inizia le pubblicazioni della Gazzetta Veneta che conteneva, come diceva la testata del bisettimanale, "... tutto quello, ch' è da vendere, da comperare, da darsi a fitto, le cose ricercate, le perdute, le trovate, in Venezia, o fuori di Venezia, il prezzo delle merci, il valore de' cambi, ed altre notizie, parte dilettevoli, e parte utili al Pubblico". iniziando un giornalismo meno togato e più attento alle necessità del lettore. Il foglio avrà diffusione anche in Istria.



1° giugno 1760 - viene eletto medico condotto della comunità di Rovigno il dott. Pier Antonio Biancini che si legherà alla storia della città istriana per averne annotato i fatti di cronaca nel suo manoscritto " Croniche di Rovigno" iniziando nella sua opera dalla data della sua elezione e concludendo il 13 gennaio 1806, dopo ben 46 anni, interrotto soltanto dalla morte avvenuta il 18 febbraio 1806 a 67 anni.

10 agosto 1761 - la Scuola di S.Pietro e la Fraglia dei pescatori di Rovigno o Scuola di S. Niccolò dei Marineri radunatisi con la presenza di "117 Patroni e Compagni" inviano una proclama alla Magistratura di Capodistria con l'espressa richiesta "che non si possa de cetero calar, né pescare a fondo in niuna maniera, né con alcuna sorta di sardelleri sotto le pene cominate nelle Terminazioni a proposito di pescar a Tratta, ed a Ludri onde si restabilisca la pescagione nella sua floridezza, e si rimettano i poveri pescatori in istato di procacciare il pane alle numerose loro famiglie.." onde preservare la pesca delle sardelle: un fermo biologico ante litteram.

1761 - il senato veneto impone che le cariche direttive del Consiglio cittadino debbono essere affidate soltanto a persone dottorate all'Università di Padova.

14 gennaio 1762 - seguendo la moda dell’epoca anche a Rovigno si istituisce una Accademia letteraria che prende il nome di Accademia degli Intraprendenti con permissione del Podestà Iseppo Maria Venier.

1762 - in chiave conservatrice nasce a Venezia,  fondato da padre Angelo Calogerà e dall'abate Jacopo Rebellini, il giornale La Minerva (1762-67):


1763 - si costituisce a Rovigno la Confraternita del Sovvegno, l'ultima Confraternita ad istituirsi sarà quella del Carmine.

1763 - stante i tempi più tranquilli aveva perso la sua funzione strettamente difensiva il canale ed il grande arco di stile toscano con doppi battenti e ponte in pietra che separavano la città antica di Rovigno chiusa nell’isola di Monto dalla terraferma in continua espansione.

Cosicché il fossato, ormai ridotto ad un putrido stagno di acque limacciose ed insalubri, venne in quell'anno interrato unendo la città al colle di San Francesco su cui si era andata nel frattempo espandendo già nella metà del '600. Il tutto in occasione della visita di Orazio Dolce Podestà e Capitano di Capodistria.


L'isola di Rovigno prima 
dell'interramento del canale.
5 maggio 1763 - viene redatto lo Statuto dell'Accademia degli Intraprendenti di Rovigno.

7 maggio 1763 - Ducale con cui si ordina che tutto l'olio non usato in Istria debba "far scala in codesta Ser.ma Dominante". Sarà un ulteriore incentivo all'agguerrito contrabbando rovignese soprattutto verso Trieste in cui il pregiato olio istriano trovava un mercato assai ricettivo.

1764 - viene pubblicata a Venezia il poemetto sulla vita di Santa Eufemia:

I L
M  A  R  T  I  R  I  O
E M iracoli  della gloriosa
V ergine, Martire Sant'
E  U  F  E  M  I  A
CALCEDONIENSE
Composto in Ottava Rima dal Rev. D.
M A T T I O  V E N E T I A
da Rovigno l'Anno 1684
-------------------------
IN VENETIA, M. DCC. LXIV.
Appresso Appolonio Zamboni
CON LICENZA DE' SUPERIORI.
1764 - viene pubblicato a Londra con il titolo " Ruins of the Palace of the Emperor Diocletian at Spalatro in Dalmatia " lo splendido volume d'arte a cura dello scozzese Robert Adam. Volume arricchito da sessantuno superbe incisioni che riveleranno al mondo lo splendore di una delle aree archeologiche meglio conservate dell'antichità romana con lo splendido palazzo di Diocleziano su cui sorse l'odierna la città di Spalato (ex palatium).



1764 - in una relazione del Podestà e Capitanio di Capodistria Balbi si dice che "La fama e la ragione vuole distinta fra tutti gli altri quelli di Rovigno, terra soverchiamente popolata e quasi tutta di gente marinaresca. In quella terra la causa dei contrabbandieri viene considerata causa comune di tutti, riguardandosi dai Rovignesi il contrabbando come una pura, benchè più raffinata, industria di traffico, tanto più lecita ad essi in quanto che dal traffico principale dipende il sostentamento loro" e da una relazione del direttore delle Casse del Dazio del Pesce, Francesco Marinoni, abbiamo questa preziosa "zonta": "L'Istria è del tutto aperta agl'imbarchi, li Regimenti senza forze, e massime a Rovigno, che sarebbero più necessari, troppo efficaci gl'inviti degli Esteri, e troppo l'allettamento dell'interesse pei il disavanzo di L. 3,10 al mier di Dacio che pagano a Venezia le sardelle, sicchè li Contrafacenti ne divengano affatto licenziosi e arditi"

1764 - a Rovigno desta grande curiosità e concorso di popolo il ritrovamento nel porto di Saline di un gigantesco capodoglio.

22 novembre 1764 - Il Consiglio di Rovigno delibera l'aggregazione del capitano Marco Vincenzo Beroaldo per il suo eroico comportamento tenuto nel porto di Genova avendo sostenuto con la sua nave mercantile Sacra Famiglia , armata però con 36 cannoni, uno scontro a fuoco con le batterie del porto per non consegnare alle autorità genovesi un cittadino della repubblica accusato di aver ucciso in una rissa un genovese. Per il coraggio ed il valore dimostrati in precedenti scontri navali con i turchi, (Samo - Golfo di Venezia) il capitano aveva già meritato dal veneto senato la nomina a Cavaliere di S. Marco.

vedi anche le note di Giuseppe Angelini nelle Sestine in difesa di Rovigno: "Anche il vivente Sig. Capitano Vincenzo Beroaldo avendo più volte combattuto contro ai Pirati , ottenne meritamente il Cavalierato di S. Marco, ed un'annua provigione . Sarà pur memorabile il coraggio da lui dimostrato in sostener l' onore della Veneta bandiera nel Porto di Genova.". Il ritratto era conservato nella sala della casa Basilisco a Dietro Castello ma, con l'esodo, è andato purtroppo disperso.

15 novembre 1764
- arrivò il Maggiore Iassich con la sua compagnia d'Italiani per presidiare Rovigno . (Biancini)

1° febbraio 1765
-  con delibera Senato mare viene approvata la parte che aggregava il Capitano Beroaldo nel Consiglio cittadino di Rovigno.

1765
- cessa la sua attività l'Accademia degli Intraprendenti di Rovigno.

1765 - l'ex accademico degli Intraprendenti, il canonico Don Rocco Angelini, fonda l' Accademia dei Filarmonici di Rovigno.

1765 - frontespizio del " Giornale D'ITALIA " (1764-1776) fondato a Venezia da Francesco Grisellini. Si specializzò nel diffondere le nuove conoscenze nel campo dell'agricoltura e delle scienze naturali avvalendosi della collaborazione di scienziati ed accademie non solo venete ma di tutta Italia.


1765 - sulla rivista " Il Caffè" di Pietro Verri appare anonimo l'articolo " Della patria degli italiani" opera del conte capodistriano Gian Rinaldo Carli.


Gian Rinaldo Carli
(1720-1795)

1765 - con una delle votazioni più controverse, 164 favorevoli e 156 contrari, viene aggregata al Consiglio di Rovigno la famiglia Piccoli. Aggregazione successivamente invalidata; solamente nel 1769 verrà confermata dalle autorità venete.

1766 - viene definita la controversia tra la Fraglia dei pescatori di Chioggia e quella di Rovigno con la raccomandazione ai chioggiotti di tenersi a "conveniente distanza e riguardarsi dal recar danno alle reti degli altri.."

1766 - "A quest'epoca era in Rovigno una Libreria ad uso pubblico". (AAS)

1766 - secondo l'Anagrafe di tutto lo Stato Veneto Rovigno contava 12.232 abitanti riparti in 1.360 famiglie: 201 Cittadine e 1.150 del Popolo. Le attività principali della popolazione erano:

Marinai, Pescatori, Squeraroli ecc.

 47%
Lavoratori agricoli

 28%
Artigiani e Commercianti

 16%

La popolazione era costitita per il 30,78% da minori, mentre il 10,53% era costituito da anziani ed i nuclei famigliari erano composti mediamente da 7,68. Vi erano 630 pistréini (macine a mano), 65 telai, 6 torchi (macine per l'olio), 1 sega per legnami, 1 tintoria e vari squeri (cantieri per la costruzione di naviglio anche di grandi dimensioni). All'epoca Rovigno era una Podesteria comprendente oltre Rovigno i comuni di Visinada, Castellier, Monciano, Berda, Piemonte, Catagna, Sdregna, Pregara, Salize, Mlun, Cepich, Primalda, Marcenigla, Socerga, Codoglie, Cernizza, Nugla, Geroldia e S. Vincenti per un totale complessivo di 19.458 abitanti.

13 marzo 1766 - Il Podestà e Capitanio di Capodistria Iseppo Michiel, in visita a Rovigno, accertato lo stato deplorevole in cui versava l'Archivio invia al Serenissimo Prencipe una Terminazione in cui stabiliva di collocare l'Archivio comunale in locali più adeguati e di introduceva l'obbligo di registrare i contratti nel neo costituito Ufficio delle notifiche. Contemporaneamente non può far a meno di constatare come "Gli abitanti di Rovigno, che hanno il maggior prodotto dell'olio, fatti arditi e confidenti in mare per il continuo esercizio della navigazione, colgono francamente le congiunture de' tempi burrascosi, e sfuggono con le barche cariche a Fiume, Trieste ed altri luoghi".

13 marzo 1766 - "Trovandosi il Comune in angustia di denaro onde pagare al Fondaco D.ti 1800 - per due rate scadute di suo debito, accettavasi l'offerta di D.ti 1800 - fatta da Angelo Biondo di Angelo, verso la concessione del Dazio Comunale dell'Orne per tre anni". (AAS)

19 luglio 1766 - Il Doge Alvise Mocenigo approva la Terminazione del 13 marzo con cui si istituiva a Rovigno l'Ufficio delle notifiche.


1767 - su iniziativa di Venezia si costituisce a Spalato l'Accademia economica con lo scopo d'incrementare e favorire la rinascita economica della Dalmazia veneta.

12 agosto 1767 - per vigilare sul contrabbando praticato a Rovigno, in particolare su quello del sale e quello fiorente delle sardelle salate, Venezia invia a Rovigno in aiuto ai soliti dazieri 5 spadaccini o sbirri detti in rovignese zgarafòni . Allorché i 5 sbirri si presentarono all'ufficio della Cancelleria richiedendo i documenti e la lista delle sardelle spedite, il cancelliere prese tempo dando modo alla solita folla di oziosi e turbolenti di radunarsi intorno agli sbirri, che per ingannare l'attesa gironzolavano fuori dall'ufficio, circondandoli con atteggiamenti non proprio amichevoli. Gli sbirri cercarono allora di allontanarsi, ma giunti presso il Volto della Pescheria e, temendo di essere assaliti, fecero fuoco sui loro persecutori ferendone uno. La reazione dei popolani, violenta ed immediata, costrinse gli sbirri alla fuga per evitare di venir linciati sul posto. Nella loro fuga i cinque malcapitati continuarono a far fuoco ma ciò non evitò a tre di loro di venir raggiunti ed essere ferocemente trucidati. Non contenti di ciò i rivoltosi armarono una barca e si portarono a Vistro, ove vi era la barca della finanza, catturati i due guardiani che la custodivano, la rimorchiarono a Rovigno dove tra il giubilo del popolo, trattala sulla piazza, vi appiccarono il fuoco. Il governo veneto per non esacerbare vieppiù gli animi lasciò impuniti, per allora, i colpevoli.

9 gennaio 1768 - il matematico dalmata Ruggero Boscovich (Ragusa 1711 - Milano 1787) scrive una lettera di protesta chiedendo la rettifica del suo cognome che, in un documento dell'Università di Pavia, risultava erroneamente scritto come Roglerius Boschovik.

17 settembre 1768 - viene introdotta a Rovigno, come in tutto il territorio della Serenissima, la vaccinazione per la profilassi del vajolo.

1768 - presso la stamperia ducale dei figli del qu. Z. Antonio Pinelli escono le "Anagrafi di tutto lo stato della serenissima Repubblica di Venezia" divisa in 5 volumi. Il volume V contiene i dati dell'Istria e di Raspo, il volume I quelli di Monfalcone, Grado e Cherso. In questa dettagliata relazione risulta che la circoscrizione di Rovigno, con una superfice di Kmq 206,55 risultava con i suoi 19.462 abitanti la più popolosa dell'Istria. Il numero di componenti per famiglia era di 7,68 quando nelle altre località era intorno alle 5 persone se non inferiore come le 4,85 di Pola. Le famiglie Cittadine erano c201, quelle del popolo2.332. La seconda circoscrizione più popolosa era quella di Capodistria con 14.781 abitanti ma su di una superfice molto maggiore di 318,46 kmq.


1769 - l'abate rovignese Antonio Zuanelli pubblica la Nuova grammatica per le due lingue latina e toscana a Venezia per i tipi di Carlo Todero.

30 marzo 1769 - il veneto governo emana un decreto contro le "svegrazioni  e lo sradicamento dei boschi" ulteriore segno della costante attenzione per tale prezioso elemento da parte della Serenissima.

27 aprile 1769 - Trieste viene dichiarata Libera città marittima con l'estensione delle libertà doganali del porto franco a tutta la città ed al suo territorio da Santa Croce a Zaule.


Medaglia commemorativa con l'effige
dell'imperatrice Maria Teresa

27 agosto 1769 - il governo veneto si decide ad inviare a Rovigno il Podestà-Capitano di Capodistria, il N.H. Girolamo Marcello, con una galeotta e le forze ritenute sufficienti a procedere contro il riottoso popolo rovignese per ristabilire quell'ordine compromesso con i fatti del 1767.

28 agosto 1769 - uno dei primi provvedimenti del Marcello fu quello di far bollare lo scrigno del Fontico

29 agosto 1769 - Un pielago rovignese che al solito praticava il contrabbando venne raggiunto ad Orsera e sequestrato, dalla galeotta del Marcello ma il suo paron, Gregorio Tozo, riuscì a svignarsela.

27 settembre 1769 - continuando nella sua opera repressiva contro il contrabbando rovignese il Capitano e Podestà di Capodistria fa bollare tutti i magazzini di sardelle.

30 settembre 1769 - i Giudici della Comunità di Rovigno si appellano alla veneta "Quarantia Civil nova" contro la risoluzione del Marcello di nominare motu proprio fonticari delle farine Domenico Capponi e Polo da Pas e fonticaro al formento Polo Cibibin.

5 ottobre 1769 - il Marcello fa sequestrare le sardelle fuori legge che si trovavano nei magazzini di  Francesco Maraspin, Antonio Rocco, Francesco Gangola ma quando nella loro opera gli sbirri giungono al magazzino di Nicolò Gangola, la moglie di questi fece un tale strepito da indurre i timorosi dazieri a filarsela prudentemente.

7 ottobre 1769 - ha fine la permanenza a Rovigno del Capitano e Podestà di Capodistria N.H. Girolamo Marcello. La lunga visita della maggior carica  della provincia veneta dell'Istria si concluse con un notevole esborso per la Comunità di Rovigno, che si dovette accollare le spese di vitto e alloggio per il N.H. e la sua scorta di sbirri e dazieri,  ma con un nulla di fatto per quanto riguarda la lotta alla lucrosa attività del contrabbando rovignese (in particolare delle sardelle salate).

1770 - Venezia istituisce il Reggimento Veneto dell'Artiglieria, una vera truppa regolare che andava a sostituirsi alla Confraternita dei Bombardieri, che sino ad allora aveva svolto tale compito nelle armate della Serenissima. Nella seconda metà del settecento, le forze venete oscillarono tra i 10.000 e i 15.000 uomini, a cui si aggiungevano i 24.000 uomini delle "cernide" venete ed istriane, ordinamento basato sul vecchio decreto del 23 marzo 1593, ed integrato da reiterate disposizioni tra il 1619 ed il 1734, e delle "craine" dalmate istituite nel 1500.

1770 - in quell'anno Giuseppe, figlio del proto rovignese Iseppo Panfilo, che modificherà il cognome in Panfilli, assume la direzione a Trieste dello "squero vecio"  o di S. Nicolò che però cesserà la sua attività nel 1789 sia per i pericoli d'incendio e sia perchè non più rispondente agli accresciuti bisogni della città di Trieste dopo l'istituzione del Porto Franco.

20 dicembre 1770 - il veneto Senato approva la delibera del Consiglio di Rovigno per l'istituzione di una scuola retta da due religiosi "onde poter istruire la gioventù".

febbraio 1771 - per ordine del veneto senato si istituisce a Rovigno una pubblica scuola di base ove insegnare a leggere e scrivere e far di conto. ed una superiore in cui si insegnava grammatica, retorica e poesia. Gli insegnanti erano per la prima prè Domenico Spongia e per la seconda da Don Giorgio Piccoli, ambedue rovignesi. con un identico compenso di 80 ducati.

1771 - l'abate padovano Alberto Fortis ed il vescovo inglese di Derry, Frederick Hervey, compiono in quell'anno un'escursione scientifica da Pola a Rovigno, città nella quale ai due naturalisti giungerà la notizia dell'eruzione del Vesuvio cosa che li spingerà a lasciare l'Istria per Napoli.

16 giugno 1771 - battesimo del figlio del podestà Zorzi Barozzi, padrini al fonte per la prima volta, anziché i nobili di Rovigno i 2 Sindici del Popolo "il conte Giuseppe Califfi e l'ill.o Antonio Angelini". Vista l'eccezionalità dell'evento il Popolo di Rovigno fece redigere un apposito Atto Notarile per perpetuare ai posteri l'avvenimento.

19 dicembre 1771 - il veneto Senato approva l'istituzione di un "ospitale dei marinai vecchi ed inabili della terra di Rovigno". Per venire ammessi gli anziani marinai debbono dimostrare la loro appartenenza alla Confraternita o Scuola di S. Niccolò dei Marinai.

26 febbraio 1771 - dalla "Fede sul numero Anime de Rovigno in Allora" a firma del "Preposito, Canonico e Parroco di Rovigno" Don Francesco Piccoli (non compresi però li Abitanti Forestieri),  risultava:


Ragazzi fino agli anni 14._______________N.  2038
Vomini dagli anni 14. sino li 60.__________N.  4582
Vecchi dagli anni 60. in sù______________N.    846
Donne d'ogni età _____________________N.  6222

                                Summa totale________N. 13688

12 marzo 1772 - istituzione del Monte di Pietà di Rovigno, ben 5 anni prima dell'istituzione del Monte di Pietà a Venezia, in piazza della Riva nell'edificio che precedentemente il granaio cittadino.

con l'istituzione del monte di pietà le cariche comunali a Rovigno da 49 passano a 52:

N.ro  3 Giudici.

N.ro  1 Offizial del Comun
N.ro  1 Sindaco

N.ro  2 Provveditori alla Sanità
N.ro  1 Cancelliere del Comune

N.ro  1 Cancelliere della Sanità
N.ro  2 Avvocati del Comune

N.ro  3 Fanti della Sanità
N.ro  1 Conservatore delle Leggi

N.ro 12 Presidenti al Fondaco
N.ro  2 Cattavèri

N.ro  1 Ragionato del Fondaco
N.ro  1 Munizioner all'armi

N.ro  3 Fondacchieri
N.ro  1 Scuzador dei Soldati

N.ro  1 Deputato alla vendita dell'olio
N.ro  2 Soprastanti ai Torchi

N.ro  1 Deputato alle Notifiche
N.ro  1 Camerlingo del Comune

N.ro  3 Sagrestani o Ammistratori di S. Eufemia
N.ro  2 Comandatori del Comune

N.ro  2 Massari del Monte di Pietà
N.ro  2 Medici Condotti

N.ro  1 Cassiere del Soldo del Monte di Pietà
N.ro  2 Chirurghi Condotti



è bene ricordare che le cariche comunali nel periodo veneto venivano conferite ai soli Cittadini o Nobili di Rovigno. Soltanto alcune cariche venivano equamente ripartite tra Cittadini e Popolo: le Cariche di esattori della Carretada, del Collegio e di scontri del Fondaco; da soli appartenenti al Popolo il servigio di Commendatori del Comune e di Fanti della Sanità ed esclusivamente da forestieri gl'impieghi di Medici Condotti. (notizie tratte dal Repertorio alfabetico delle Cronache di Rovigno di Antonio Angelini).

1772
- la famiglia Biondo qm. Angelo è aggregata al Consiglio previo l'esborso di 1.000 ducati.

1772 - Fiume viene aggregata alla corona d'Ungheria prima subordinata al comitato di Severin poi, dal 1779 come Corpus separatum.

1772-73 - l'abate rovignese Antonio Zuanelli pubblica a Venezia presso Domenico Battifoco, Librajo in merceria all'insegna dello Spirito Santo, lo studio sulla "Concordanza del diritto comune col Veneto, esposta in IV libri secondo l'ordine delle Istituzioni di Giustiniano imperatore. Con in fine un'appendice sopra le regole della ragion civile e canonica. Opera che dà una chiara e distinta idea della giurisprudenza, e specialmente utilissima a' giovani che si vogliono incamminare alla pratica del foro veneto "


1773 - il Capitano e Podestà di Capodistria Gassetti in una sua relazione al veneto senato scriveva " il contrabbandare in alcune terre e massime in quella di Rovigno, passa quasi come un diritto... Trieste tiene ad ogni tempo il seno aperto ad ogni contraffazione ".

1773 - la Scuola Nautica di Trieste viene fu trasferita a Fiume; verrà restituita alla città giuliana nel 1783 grazie al figlio di Maria Teresa Giuseppe II e qualche anno prima, nel 1777 erano stati restituiti i libri e gli strumenti portati anch'essi a Fiume.



1774 - esce a Venezia per i tipi di Alvise Milocco all'Apolline il Viaggio in Dalmazia dell'abate Alberto Fortis (Padova 1741- Bologna 1803) giornalista e naturalista di origine padovana, che vestì l’abito agostiniano, prendendone i voti che ben presto sciolse tramutando la sua posizione in quella di abate. Viaggiò moltissimo e scrisse diverse opere di carattere scientifico, tra le quali per l’appunto il presente:


costumi dalmati

17 giugno 1774 - due rovignesi, famigli dei Conti Califfi, mentre attraversano la piazza della città per venire imbarcati nella galera dove dovevano scontare la pena di 18 mesi, pur essendo scortati da 4 fanti, da sbirri e 8 soldati delle cernide, vengono sottratti alla pena da un gruppo di scatenati popolani, tra le più esagitate, al solito le donne capitanate da una certa Galluzza. Gli Inquisitori ordinarono al capitano di Raspo di processare 4 dei capipopolo: due uomini e 2 donne (tra cui la Galluzza). I 4 non vennero arrestati "per non dar motivo a quel facinoroso scorretto popolo di nuove insurrezioni e irriverenze che prudenza esige di tener ben lontane" e solamente dopo vari mesi si riuscì a fare il processo che si concluse con il perpetuo bando per i due maschi e l'assoluzione delle due donne.

19 giugno 1774 - scoppia una violenta rissa tra due famiglie rovignesi, i Bronzini detti Gattini ed i Costiera, che provocherà un morto nella famiglia Costiera ed otto feriti gravi suddivisi tra i due schieramenti. Il Consiglio ed il Podestà, vistisi impotenti a sedare gli animi esacerbati dei contendenti chiesero l'aiuto del Governo veneto e degli Inquisitori di Stato.

26 luglio 1774 - giunge a Rovigno con un picchetto di soldati il Capitano di Raspo per sedare la disputa ed istruire il processo. Ma al solito poi tutto finì in nulla.

1775-76 - per ordine del veneto Senato viene eseguito a cura del Morosini, deputato all'Arsenale, un accurato Catastico dei boschi dell'Istria.


Pipa dalmata col Leone Marciano

1776 - viene lastricata la via Carrera, il principale asse viario della "nuova" Rovigno tramite l'esborso di 2.000 ducati.

1776 - il veronese Antonio M. Lorgna, matematico e ingegnere idraulico, scrivendo all'amico e matematico Malfatti, accenna all'idea di costituire «una Società di uomini letterati, ciascuno dei quali assuma l’incombenza di scrivere almeno in due anni una dissertazione che venga inserita in un tomo da stampare col titolo Atti liberi d’Italia», aggiungendo che il suo scopo era quello «di formare di tutti i Letterati italiani un’Accademia». In queste due frasi sta già il programma della futura Società fondata dal Lorgna e soprattutto la sua portata politica e patriottica: «tutti i Letterati italiani», non più un’Accademia piemontese, lombarda, veneta o delle due Sicilie, ma un’Accademia italiana.

25 marzo 1777 - ducale di Alvise Mocenigo con cui si concede al sig. Giacomo Angelini fu Giuseppe di edificare nella sua tenuta di Valteda, ovvero Stanzia Angelini, la chiesetta di San Francesco di Paola.

16 dicembre 1777 - terminazione ducale che riserva ad uso della Serenissima i boschi di roveri in quanto ritenuti essenziali per le costruzioni navali. A curare tali boschi la Repubblica di Venezia istituì la magistratura della Sovraintendenza dei boschi d'Istria che comminava severe pene a chi attentava a tale patrimonio boschivo essenziale ai fini della marineria veneta.

1778 - a Berna, per i tipi della Société Typographique, esce la versione in Francese del fortunato libro dell'Abate Fortis "Viaggio in Dalmazia" che diventa "Voyage in Dalmatie":



19 gennaio 1778 - muore monsignor Gaspare Negri, benemerito vescovo di Parenzo.

febbraio 1778 - ad occupare il soglio vacante viene eletto Francesco II Polesini da Montona, già vescovo di Pola che reggerà il vescovado parentino sino al 1819.

1778 - la chiesetta, dedicata a S. Francesco di Paola, verrà compita l'anno dopo: "Il Sig. Giacomo Angelini fu Giuseppe fabbrica nella sua Valteda la Chiesetta di S. Francesco di Paola" (AAS) come si evince inoltre dall'iscrizione posta sulla facciata dal figlio il Dr. Giuseppe Angelini:

D. FRAN. DE PAULA
SUO AC FAMILIAE PROTECTORI EXIMIO
IACOBI ANGELINI PIETAS
EREXIT ANNO 1778
JOSEPH VERO FILIUS
  IN OPTIMI PARENTIS MEMORIAM ET OBSEQVIUM 
MONUMENTUM POSUIT

8 agosto 1778 - Carlo Bernardelli, subappaltatore delle imposte derivanti dalla vendita del tabacco in un suo Memoriale inviato da Capodistria a Venezia con l'intenzione di segnalare alle autorità centrali i comportamenti illeciti di fornitori, venditori ed incettatori di tabacco scrive che il maggior nido della vendita illegale del tabacco si trovava a Rovigno.

1779 - sul nuovo Fondaco sito in Piazza Grande viene sostituito il primo orologio pubblico di Rovigno con uno più moderno e funzionale... anche se il nostro cronista c'informa che "E' tradizione, che l'artefice si avesse riservato l'incasso del convento prezzo al suo ritorno, che mai si verificò; e perciò l'Orologio, non essendo agato, non può andare mai bene. Ma qui vi è un proverbio che dice: Vuoi conoscere se un paese è bene governato? bada, se il pubblico Orologio va bene ". (AAS) In quello stesso anno si  lastrica la strada che va dalla chiesetta della SS.ma Trinità alla Madonna delle Grazie con un non piccolo esborso per i rovignesi come si evince da questo epigramma di Stefano Angelini.

1779 - a Trieste, con l'appoggio del governatore Pompeo de Brigido, iniziano i lavori dello "squero novo" o Cantiere Panfilli visto che sorgerà  per merito di Odorico Panfilli sul fondo delle ex Saline di Trieste su progetto del C.R. Costruttore Pietro Nocetti. Il nuovo cantiere enttrerà in funzione l'anno successivo.

2 febbraio 1779 -. dopo quasi un anno dalla sua nomina Mons. Polesini fa il suo ingresso a Parenzo.

4 febbraio 1779 - la Comunità di Rovigno invia una deputazione per complimentarsi col nuovo vescovo parentino composta da Vincenzo Beroaldo e Giovan Francresco Costantini. Analoga deputazione viene inviata dal Capitolo di Rovigno con i canonici don Francesco Ferrarese e don Rocco Angelini.

1778 - Riproduzione della Checchia "Le Due Cognate" comandata dal traurino Cristoforo Moretti (1748-1816) Capitano Marittimo di lungo corso con Patente Veneta del 1778. La famiglia Moretti originaria dalla stirpe dei Moro che apparteneva all'area di Ragusavecchia si trasferì a Traù all’inizio del XVIII secolo (il primo Moretti menzionato nei libri di battesimo della Chiesa di Traù è Giovanni Moretti) fu un'importante famiglia di capitani marittimi che comandò velieri come “Le due cognate” e poi ancora “Il Memo” e “La Sapienza” varcando i mari più lontani spingendosi anche nell'oceano Atlantico, battendo dapprima la bandiera di Venezia e poi quella austriaca. Nel corso dei secoli i membri maschili della famiglia frequentarono le scuole di navigazione di Venezia, ma anche a Livorno, dove Giovanni Andrea Moretti (1779-1871) studiò aritmetica, geometria e idrografia.


Le Due Cognate vascello (chechia) di Cristoforo Moretti, di Traù
Cap. Marittimo di lungo corso Pat. veneta 1778

23 aprile 1779 - l'imperatrice Maria Teresa d'Austria promulga il rescritto imperiale che annette Fiume al Regno di santo Stefano con la seguente espressione: "Corpus Separatum adnexum sacrae hungaricae Coronae" ovvero concede alla città di Fiume di essere considerata "Corpo separato annesso alla Corona del Regno Ungarico ... e non confuso per alcuno riguardo col distretto di Buccari appartenente fin dai suoi primordi al regno di Croazia" come invece era avvenuto dal 1776, quando l'imoeratrice aveva assegnato la città sì all'Ungheria ma tramite il Regno di Croazia.

18 luglio 1779 - muore l'ultimo padre servita dell'Isola di S. Caterina, il priore fra Giuseppe Maria Vanani.

1779 - l’avvocato Antonio Angelini fu Angelo viene nominato XX Moderatore della Confraternita delle Sacre Stimmate o dei Battuti. A lui, sul declinare della Repubblica Veneta, era stato affidato l'incarico di aggiornare ed emendare il testo dello Statuto di Rovigno risalente al 1531. L'Angelini si dedicò all'opera con entusiasmo e oltre a conciliare i due testi cercò di completare il nuovo statuto con quanto richiesto dai nuovi tempi.


Stampa di Trieste 1780 
1780 - a Venezia presso l'editore Marcuzzi viene pubblicata la canzone spirituale "Verbum Caro" composta in latino dall'avvocato rovignese Antonio Angelini che ancora nell'ottocento veniva cantata dal popolo di Rovigno, come era d'uso, nelle riunioni che si facevano in casa, da Natale sino all'Epifania.

2 giugno 1780
- giunge da Venezia a Rovigno il Governatore della dogana per il noto problema del contrabbando delle sardelle salate. Vi rimane infruttuosamente per tre giorni visto che i fanti del Comune non osano indicargli i magazzini fuori legge per timore della reazione popolare, che come visto, era solita manifestarsi con estrema violenza.

10 agosto 1780 - il Podestà di Rovigno Francesco Loredan intima ai caffettieri, pena l'ammenda di Lire 50, di non portare più caffè in Chiesa.  Dato che  "li Ill.mi Canonici  si facevano portare in coro il caffè e lo bevevano con scandalo di molti buoni che assistevano alla celebrazione dei divini Misteri" (Biancini).

21 agosto 1780 - la tensione a Rovigno tra Nobili e Popolo giunge al punto che si eleggono 12 Saggi o probiviri, sei del popolo e sei del Corpo dei Cittadini, per dirimere le innumerevoli controversie sorte tra i due ceti. Il tentativo fallì, a quanto pare, per la forte opposizione di un influente membro dei Cittadini: "nel momento di dar l'ultima mano ad un tale affare (l'accordo di riconciliazione NdR) oggi il sg. Gio. Dom.o Piccoli ricusò un tale aggiustamento con orrore e disprezzo di tutti i buoni, ed i Giudici si lasciarono dominare da esso. O tempora! o mores !" (Biancini).

1780 - secondo l'anagrafe di tale anno risultavano a Rovigno 200 negozi e bottegai; 400 artìgiani; 555 marinai e padroni di barca; 1165 pescatori; 1030 campagnoli; 120 servitori; 50 persone senza entrata o mestiere; 150 questuanti; 10 preti provvisti di beneficio; 40 preti non provvisti di beneficio alcuno; 26 monaci e frati; 9 chierici; Inoltre si contavano 360 pistrini (mulini a mano); 63 telai; 6 macine per olio; 10 seghe per il legname ed 1 tintoria. Mentre si contavano 380 bovini da lavoro, 20 bovino da macello, 205 cavalli; 234 muli, 251 asini e 35 ovini. Come si può vedere le due attività preminenti a Rovigno erano quelle legate al mare e ai lavori agricoli nella tradizionale divisione in "Pascaduri e Sapaduri" da Antonio Angelini abbiamo questa precisazione: "Consta questa popolazione di 17260 anime, divise in 3050 famiglie. Preti con e senza beneficio n. 50. Animali da Soma e da giogo n. 1070. Molini a mano da grani n. 360. Telaj da lino e canape n. 63. Torchi da olio n. 6. Seghe da legname n. 10 ed una Tintoria" Come si vede attinge dalle stesse fonti, ma ci fornisce il numero delle anime e delle famiglie.


Uniformi Marineria Veneziana

1780 - nasce a Venezia con chiari intenti riformatori il settimanale " Progressi dello spirito umano nelle scienze e nelle arti" il foglio avrà una breve esistenza dato che nel 1784 verrà soppresso dalla censura veneta.


19 maggio 1781 - "capitò in Rovigno il cingano (zingaro) Lazaro con altri compagni per vender degli animali da somma. Fermato dal Sbirro di Corte (che si trovava aver seco quattro altri sbirri che passavano al Reggimento di Pola) volle che gli si pagasse la regalia e gli mostrasse il mandato da dove avea comprato i suddetti animali". Dato che lo zingaro era privo di tale documenti gli vennero sequestrati gli animali. Ma il popolo richiamato dalle veementi proteste del Lazaro e dei suoi amici, incominciò a radunarsi e a far capannello. Quando gli sbirri vollero richiudere la porta del Palazzo Pretorile il popolo vi si oppose ed allora dagli sbirri partì un colpo di pistola che lasciò morto un popolano. Tale atto inasprì ancor più gli animi dei rovignesi che si diedero ad un lancio di sassi contro il palazzo. Un tentativo di incendiare il palazzo, per i buoni consigli di alcuni, non fu portato fortunamente a termine, ed il popolo si limitò ad abbattere il portone e a trafugare gli animali sequestrati, poi la notte avanzata indusse i più a far ritorna alla propria casa.

20 maggio 1781 - il giorno dopo il popolo si presentò alle ore 12 a reclamare la consegna degli Sbirri. ma, come apprendiamo dalla viva voce del cronista e dottore Biancini chiamato a Palazzo pretorio per curare i feriti della notte precedente, ben presto "Dalle dimande vennero ai fatti, ed avendoli ritrovati ne  uccisero uno in corte di Palazzo e ferirono mortalmente con un'arma da fuoco due donne, mogli de' suddetti sbirri. Nel dopo pranzo uccisero con una schioppettata il Cavalier di Corte nostro in corte del Consiglio, e scaturirono fuori un terzo che si era ricoverato nel soffitto della camera del Palazzo pretorio. Questi gli scappò dalle mani e fuggendo per la strada di s. Tommaso si precipitò nell'orto vicino al Brunelli; colà lo presero e legato lo condussero nella casa dei Sbirri ed ivi con barbarie inaudite lo scannarono e lo gettarono giù dal balcone nella piazza di s. Damiano. Così terminò la giornata fatale" (Biancini). Mentre Antonio Angelini fu Stefano nel suo Repertorio alfabetico delle Cronache di Rovigno aggiunge un macabro particolare sull'uccisione del terzo zaffo, quello defenestrato: "La cronaca scritta non lo dice, ma si sa per tradizione che una donna del popolo, della famiglia Bicchiacchi, gli tagliò lo scatapocchio, e glielo pose in bocca, coll'ironico motto: tò pippa adesso. Tanto gli animi erano inferociti. Orrore, confusione, e spavento in quei nefasti giorni".

1781 - "... col oggetto essenziale di togliere dall'ozio e dalla corruttela i Cadetti degli Uffiziali, e far che possino ammaestrarsi nella Militare professione, scelta a tal uopo la Sala di S. Rocco nella Piazza di Zara, e fissate alcune discipline ha eccitato il Capitano Giovanni Carrara ad intraprendere la cura della loro istruzione. Aggiunge in seguito, che assunto dall'abilie Ufficiale un tal peso sin dall'anno 1781, fu quegli sempre mai instancabile nell'esercitare la gioventù predetta prima nella Tattica, e successivamente nelli studj dell'aritmetica, geometria, disegno e fortificazione, al quale effetto dovette somministrargli alcuni inspensabili mezzi." così in una lettera del 30 novembre 1783 in cui il Savio alla Scrittura, Francesco Vendramin, relazionava il Serenissimo Principe sullo stato del Collegio dei Cadetti di Zara, e nel far questo citava il dispaccio del Proveditor Generale in Dalmazia. Questa lettera attesta con certezza che nel 1781 era operante quella Scuola Militare di Zara che per alcuni era sorta addirittura nel 1740.

1781 - il Lorgna decise d’invitare i più illustri scienziati  che facevano «tant’onore all’Italia» una lettera che incominciava con queste parole: «Non ho dubbi che noi italiani, mancando di una Pubblica Società di Scienze, e Arti, ove sia aperto l’adito d’inserire le proprie Produzioni di mano in mano che nascono, noi siamo a peggior condizione di tutte le altre Nazioni». Il suo scopo era quello di fonadre una Accademia come una «Compagnia libera», non legata ad una delle piccole patrie in cui era diviso il paese, «ma di tutta l’Italia» per far sì che uomini di scienza sin qui separati formassero un  «corpo unito col solo cemento dell’amor di patria». per un’Italia non più divisa, ma una e unita. Alessandro Volta, Lazzaro Spallanzani, Luigi Lagrange, ed il raguseo Ruggero Boscovich e quasi gli altri interpellati risposero entusiasticamente.


Ruggero Boscovich
Ragusa 1711 - Milano 1787

16 settembre 1781 - chiamato dal Consiglio dei Dieci giunge a Rovigno nel giorno di Sant'Eufemia con tutta la sua flotta (due galere, due grosse galiotte ed un sciambecchin a cui in seguito si unirono una feluca e un altro sciambecchin) a  il Capitano del Golfo N.H. Andrea Renier. Dopo una serie di colpi a salve dalla piazza prontamente replicati dalla flotta, ricevuta la visita di cortesia a bordo dell sua capitana da parte del Podestà e dei Giudici, il Ranier finalmente sbarca a Rovigno tra gli evviva e gli spari di mortaretti andando ad alloggiare in casa dei Conti Califfi..

19 settembre 1781 - viene pubblicato il proclama del Capitano del Golfo N.H. Ranier che proibiva ai riottosi rovignesi di portare qualsiasi sorta di arma sia essa da fuoco, da taglio o da punta e di andare di notte senza ferale o lume.

21 settembre 1781 - ha inizio l'opera di pulizia di Rovigno con il fermo di 3 nottambuli che avevano infranto il divieto e sopprattutto l'arresto di tale Giacodin bandito in precedenza per aver aiutato ad evadere il cognato.

28 settembre 1781 - viene arrestato nelle campagne intorno Rovigno B. Rocco che si era macchiato dell'uccisione del terzo sbirro nei teribili fatti di maggio. D'ora in poi gli arresti dei partecipanti alla carneficina degli sbirri si susseguiranno implacabili.

26 dicembre 1781 - dopo più di tre mesi se ne partì da Rovigno " S.E. q. Andrea Renier Capitano di Golfo con tutta la squadra portando seco i due ultimi retenti. Fu salutato dalla piazza con replicati tiri di mortaretti ed egli salutò con undici tiri" (Biancini).

27 dicembre 1781 - in base le relazioni del Capitano del Golfo Andrea Renier, del Podestà di Rovigno Girolamo Barozzi e del Podestà e Capitano di Capodistria  Galeazzo Anselmi con decreto in Pregadi si stabilisce di acquartierare a Rovigno, sino a nuovo ordine, 40 soldati per tenere a freno la facinorosa popolazione.

1782 - a Trieste viene dedotta dal romano Giuseppe de Coletti la colonia dell'Accademia degli Arcadi Romano-Sonziaci che sarà il primo germe della  biblioteca pubblica cittadina.

1782 - "Acuto freddo ai primi di quaresima rovinò gli olivi in modo che fanno una compassione. Mon un grano di oliva, universali malori, estrema siccità. frequenza di morti improvvise, e naufragio di due brazzere con perdita della gente. Tutto caro, e il Fondaco vende la farina a l. 46 e soldi 4 lo stajo". (Rep.Alf. delle Cronache di Rovigno A.A.S.)

1782 - sotto il sagrato dela Duomo di Sant'Eufemia viene costruito, visto le accresciute necessità, il nuovo cimitero di Rovigno (verrà poi ampliato tra il 1836 e il 1850 con la costruzione di un secondo terrazzo verso il mare).

1782 - a Rovigno il canonico dottor Oliviero Costantini (1697-1784) elargisce alla Fraterna dei Poveri un lascito "col carico di somministrar ai poveri infermi della Città gli occorreni medicinali e qualche elemosina settimanale ad arbitrio dell'infermiere".



1782 - veniva inaugurata solennemente l'Accademia fortemente voluta dal Lorgna col nome simbolico di «Società Italiana» a cui si aggregarono quaranta dei più illustri scienziati di ogni parte d’Italia i quali, successivamente, avrebbero eletto loro stessi i loro successori. Dal numero dei suoi Soci, la Società, sin dai suoi primordi, venne correntemente chiamata «la Società dei XL». In quello stesso anno la Società dava alla luce il primo numero delle Memorie accademiche nella cui prefazione ribadiva i suoi concetti patriottici affermando che «lo svantaggio dell’Italia è l’avere ella le sue forze disunite» e che, per unirle, bisognava incominciare ad «associare le cognizioni e l’opera di tanti illustri Italiani separati» per illustrazione della «Patria» e della «nazione italiana».

1782 - Le fortificazioni di Levante, della Dalmazia e dell'Albania - secondo un rapporto di Moser de Filseck, brigadiere degli ingegneri , al Doge: "... sono in uno stato di desolazione tale da commuovere a riguardarle... A Zara, ogni parte delle opere componenti i recinti e le fortificazioni è in rovina... Spàlato è in decadimento, ed un nemico può eseguirvi un colpo di mano, a suo talento... Lo stato infine del forte S. Francesco a Cerigo fa rabbrividire pel decoro del Principato".

1782 - Louis François Cassas disegnatore del conte Choiseul-Gouffier visita l’Istria e la Dalmazia su commissione di un gruppo di amatori, tra i quali il Visconti, allo scopo di fare dei disegni sulle antichità di quella regione. Il frutto di tale immenso lavoro verrà pubblicato nel 1802 arricchito dal testo di Joseph Lavallée.


Panorama di Pirano così simile al profilo di Rovigno par F.L. Cassas

26 luglio 1782
- una ulteriore sommossa popolare avviene a Rovigno per liberare 6 contabbandiere di vini forestieri precedentemente arrestati. Pare che al contrabbando partecipasse anche lo stesso Podestà di Rovigno il N.H. Gerolamo Barozzi.

17 agosto 1782 -  i dazieri rovignesi Filippo Spongia e Gabriel Piccoli invitati a Capodistria vennero arrestati con l'accusa di aver partecipato al contrabbando dei vini. Il Podestà Barozzi se la cavò invece con una semplice reprimenda.

7 settembre 1782 - termina il processo a cura degli Inquisitori di Stato contro gli autori della sommossa del maggio 1781. la giustizia veneta questa volta è inflessibile: "In questa mattina furono appiccati alle forche fra le due colonne dei S.Marco Z. Franco Capo delle Cernide e Marco Rocco, i quali erano stati la notte precedente strozzati nelle carceri, tenendo appeso al petto il cartello con le parole: "Per gravi colpe di stato". Le due donne fatte star un'ora in ginocchio con candella accesa a rimirar i due infelici strozzati, ed all'ora di terza gli altri sette rei furono incatenati, fatti passar sotto le forche. Quattro cioè: Curto, il figliastro di Agon, Brazzetti, e Marcolin passarono subito in galera, Tebe e Taciovagià furono messi nei forni, la Bicchiacchi non si sa ove sia; Giacodin nei camerotti, e la gobba Civil nei camerotti". (Biancini)

In quel mentre era giunto a Rovigno per le sue ricerche ittiche il noto studioso Lazzaro Spallanzani che viene accolto con tutti gli onori in casa Costantini, dove si raduna il cenacolo letterario degli Arcipochissimi;


Abate Lazzaro Spallanzani
(1729-1799)

23 novembre 1782 - su istanza della popolazione il doge concede di raddoppiare il numero dei canonici della Collegiata di Rovigno, stante il considerevole aumento degli abitanti. La Collegiata avrà a partire dal 1° marzo del 1783 otto canonici anziché quattro sempre con a capo del Capitolo un Preposito.

1783 - Antonio Angelini fu Cristoforo dona agli Ospitali e alla Fraterna dei poveri infermi il proprio carato della nuova nave varata a Rovigno, dell'importo di lire 12 mila in due parti uguali.

1783 - il dott. Giuseppe Angelini fu Giacomo pubblica a Venezia per i tipi dell'editore Marcuzzi le "Sestine in difesa di Rovigno - Contro il Sig. Abbate Lazzaro Spallanzani" che, giunto a Rovigno nel 1782, con vivo l'eco dei torbidi fatti del 1781, aveva pubblicato in una rivista scientifica una lettera denigratoria su Rovigno ed i suoi " barbari" abitanti:

         Rovigno picciola Città dell' Istria, la quale volendo-
  la comparare a Chiozza si può chiamare un Paese della
  Lapponia , o degl ' Irochesi  per l ' intrattabile genio de-
   gli Abitanti, ch' esser non possono più salvatici , più in-
  docili , più fieri , e che sentono veramente la natura
  dello scoglio , su cui sono nati .    Malgrado pero' quel
  resto d' antica barbarie , io fui ammesso in una Casa
  dove si raccolgono quegli Arcipochissimi, ch'hanno qual-
  che senso d' umanità e gusto di Lettere, introdottovi dal
  Patrone istesso, Signore , che agli studi della Giurispru-
  denza , ne' quali è versatissimo , accoppia la più estesa ,
  e la più amena  Letteratura , e  che alle doti dello Spi-
  rito unendo quelle del cuore , e'  tutto zelo , tutto tra-
  sporto per secondare le lodevoli voglie degli Amici ,
  questo è il Sig. Avvocato Pier-Francesco Costantini.

Giuseppe Angelini nella sua prefazione alle Sestine aggiunge "La disavvantaggiosa descrizione di questo Paese esposta al Pubblico dal Suddetto merita certamente l'universale disapprovazione. Qualunque Cittadino alla vista degli insulti fatti alla Patria, forz'è che ne sia sdegnoso, e si maneggi a più potere per liberarnela. Espongo alla luce queste poche Sestine che daranno con fatti palpabili un'idea opposta ai sentimenti del Suddetto Abbate... atteso che un vero figlio non può compiacersi d'esser innalzato dall'altrui lodi a costo della deiezion della Madre".

6 settembre 1783 - "In Pregadi. Decreto dell'Eccell. Senato approvativo. Al Podestà e Capitanio di Capodistria" col detto decreto si accordava la richiesta del Vescovo di Parenzo ".. per la smembrazione , e divisione in otto dei quattro Canonicati nella Coll. di Rovigno " viste le sempre maggiori esigenze di un popolazione nel frattempo assai accresciuta. Questo comportava che la rendita dei quattro canonici che sino ad allora ammontava a 500 ducati, si riducessealla metà.

28 gennaio 1784
- muore il R.mo sig. Can.o don Oliviero D.r Costantini autore del manoscritto "Estratto degli Albori Genealogici delle Famiglie di Rovigno sino al 1745".
1784 - s'impianta a Rovigno una fabbrica di " Buzzolai" ovvero ofelle ad opera del rovignese Piero Rocco. In quell'anno erano in funzione a Rovigno sette torchi in attività: cinque in contrada Spirito Santo, 1 a S. Barnaba ed 1 a Sottomuro. Gli "abboccatori" ovvero le famiglie che avevano la conduzione dei Torchi erano: Beroaldo, Costantini, Angelini, Rocco, Rismondo e Natori.


Atlante novissimo illustrato ed accresciuto sulle osservazioni,
e scoperte fatte dai più celebri e più recenti geografi. Tomo III
Presso Antonio Zatta, Venezia

1784 - in una relazione al veneto senato il podestà di Capodistria afferma che il dazio sull'olio istriano, secondo legge, dovrebbe essere incamerato "quando fa scala in questa Dominante ... Ma o gli alettamenti di prezzo o le comodità del viaggio o i contratti più leali e più spediti, fanno che la maggior parte di quest'oglio scali per gli esteri Stati e specialmente per la vicina Trieste, e la licenza è giunta a tal'eccesso che oltre i subdoli stratagemmi messi in esecuzione dalla malizia sempre più acuita dei contrabandi per abituazione, si contrattano impunità et espiazioni di simili ileciti trasporti con chi per sacro dovere di offizio dovrebbe accudire per reprimerli e per condannarli. Vi è anche di più, una porzione di quest'oglio penetra nel Friuli austriaco da dove poer le vie sotterranee del contrabando fomentato da qualche sensibile differenza di prezzo s'insinua nel Veneto, o almeno sbocca nei siti e nei luoghi contermini e questi imedesimati, et ecco un publico doppio danno economico che non potrebbesi in pieno misurare, se non con le quantità di un valoire di massima importanza".

1784 - Carta dell'Istria di Giovanni Valle Giustinopolitano.

21 giugno 1784 - salpa da Venezia una flotta composta da 25 navi da guerra al comando del Capitano da Mar N.H. Angelo Emo, per punire la tracotanza del Bey di Tunisi Hammudah che nel 1781 aveva fatto arrestare proditoriamenti i cittadini della Serenissima colà residenti. Sarà l'ultima volta che una flotta veneta salperà per curare con la forza l'onore e gli interessi economici della Repubblica del Leone.



primavera 1785 - al Collegio di Verona, che doveva formare l'elite degli ufficiali dell'esercito della Serenisssima, viene scoperta una loggia di Liberi Muratori, fondata da Giovambattista Joure, maestro di lingua francese nell'istituto, allo scopo di diffondere tra i futuri ufficiali veneti i principi delle nuove dottrine liberali, e «di restituire alfine l'uomo alla prisca libertà naturale, da cui la teocrazia ed il principato lo avevano allontanato».

9 settembre 1785 - il magistrato alle biave scrive al veneto senato queste accorate parole: "Scandaloso è l'abuso in Rovigno di sbarchi inibiti di farine e formenti riposti in copia in case e magazzini privati coll'oggetto di farne poi un'abborrita clandestina vendita contro il sentimento preciso di replicate leggi e terminazioni".


Divise del Reggimento dell'Infanteria
della Repubblica Veneta dal 1785 al 1797


5 ottobre 1785 - il Procuratore e Capitano da mar N.H. Angelo Emo, Capitano Straordinario della Navi spedite per punire la tracotanza del Bey di Tunisi, utilizza per la prima volta la sua geniale invenzione "le batterie blindate galleggianti" nel bombardamento della fotezza de La Goletta con straordinari risultati di efficenza e precisione nel cannoneggiamento. Queste batterie galleggianti - migliorate in seguito ed accresciute di numero - erano dotate di due cannoni ognuna, tra cui un obice, a cui in seguito venne aggiunto anche un mortaio da 200.


La flotta veneta al blocco de La Goletta

La guerra tra Venezia e i barbereschi capitanati dal Bey di Tunisi durò tre anni, dal 1784 al 1786, e vide l'Emo con la sua flotta cannoneggiare Susa, Sfax, Tunisi, Algeri, Biserta... in una campagna militarmente sempre vittoriosa, il vero canto del cigno della morente grandezza militare e navale dei Veneziani, che poco fruttò per la scarsa risolutezza nell'appoggiare la sua azione da parte del Governo veneto che arrivò ad esautorarlo dal comando per facilitare una risoluzione diplomatica della controversia salvo poi richiamarlo nel 1791 per porre un freno al nuovo dilagare della pirateria barbaresca.


N.H. Angelo Emo
(Venezia 1731-Malta 1792)

17 agosto 1786
- "E' contento il senato che Antonio Angelini fu Cristoforo di Rovigno introduca colà una fabbrica di paste commestibili secondo il sistema della dominante, impegnandosi di provvedere al consumo di tutta l'Istria. Si accorda all'Angelini esenzione da ogni straordinaria gabella e la privativa per anni sette in tutta la provincia".


Osella del Doge Paolo Renier (1779-1789)

10 dicembre 1786 - "il medico Dr. Giov. Batt. Fiorencis fece volare un globo aereostatico all'ora 1 e mezza  di notte nella piazza e si diresse verso ostro; il primo che si fece volare in Istria ". Dalla Croniche di Rovigno del Biancini.

13 gennaio 1787 - memoriale al Serenissimo Principe "Del povero popolo Morlacco del Commune della Villa di Rovigno" contro i Canonici della Collegiata di Sant'Eufemia per chiedere una revisione dell'accordo del 20 agosto 1591 "alla contribuizion verso il Capitolo stesso della  Decima d'ogni 21 di Formento e di tutte le altri sorte di Biava, di Legumi, e di Vini" visto che da 21 le famiglie di Villa di Rovigno erano diventate 91 ed il solo sacerdote che il Capitolo, secondo il detto accordo, doveva fornire non era più sufficiente per la sua accresciuta popolazione.

1787 - Fiume viene assegnata alla diocesi di Segna.

25 novembre 1787 - il vice-console d'Inghilterra a Rovigno, sig. Leonardo Maraspin, viene proditoriamente accoltellato a morte dal nipote, nel tentativo d'opporsi all'omicidio il venticinquenne Giuseppe Angelini rimedia una coltellata in pieno volto che gli procura un taglio lungo sei dita e lo orba di un occhio.

14 dicembre 1787 - Memoriale de' Consorti Angelini al Serenissimo Prencipe, presentato dall'Eccell. Francesco Canali, Causidico. Il Memoriale aveva lo scopo di risolvere le controversie sorte tra il Canonicato Angelini ed il Rev.mo Capitolo Collegiale di Sant'Eufemia. Controverse iniziate nel 1738 e protratte almeno sino al 1791 in cui: secondo le cronache del Biancini: "In questa mattina si trattò la causa in Collegio tra il sig. Can.o Angelini ed il R.mo Capitolo di Rovigno e vinse il canonico Angelini, sì che fu annumerato uno dei nove Canonici non doppio":


1788 - sono soppresse le diocesi di Trieste, Pedena e Gorizia per farle confluire in un vescovado con sede a Gradisca, mentre Fiume viene tolta dalla giurisdizione della Diocesi di Pola per assegnarla a quella di Segna e Modrussa.

1788 - il Podestà di Rovigno Alvise Corner per far eseguire l'ordine di arresto di una serva di paron Tomaso Benussi, che più volte si era opposto alla sua consegna,  vi manda un birro accompagnato da ben sei soldati prevedendo l'opposizione del Benussi e della polazione rovignese. Reazione che non mancò: il Benussi sbarrò la porta e sparò addosso al birro e nonostante la pronta reazione dei soldati, che a loro volta aprirono il fuoco, riuscì a rendersi uccel di bosco riparando a Trieste.

6 giugno 1788 - allo scopo di distinguere tra loro i vari reggimenti della Serenissima si stabilì di incidere il numero distintivo dei reggimenti sui bottoni di ottone, cosicché, da allora in poi, ogni reggimento era contraddistinto, oltre che dal nome del colonnello, anche da tale numero, di cui facevano eccezione il primo reggimento, detto “Veneto Real”, e gli ultimi quattro, denominati rispettivamente “della città di Rovigo, di Treviso, Padova e Verona”, in base alla loro zona di reclutamento. In tale occasione con lo stesso decreto si normava la divisa della "Veneta Infanteria".



dicembre 1788 - "Negli ultimi di questo mese e nelli primi del prossimo gennaio 1789 vi fu un freddo sì grande che gelò tutte le lagune di Venezia, ed il ghiaccio era sì grosso che camminavano sopra uomini, animali, carrette e battelli carichi di vettovaglie, e per comun opinione fu più grande del 1709 e del 1755. Tutte le foglie dell'olivari si seccarono". (Biancini).


Tallero emesso da Ludovico Manin

14 luglio 1789 - i rivoltosi parigini assaltano la Bastiglia simbolo dell'assolutismo monarchico francese.


Stato d'Allarmi di un Vascello Veneto armato con 70 cannoni
Archivio di Stato di Venezia


1790 - esce l'ultimo dei 12 volumi del Saggio sulla storia civile politica ecclesiastica e sulla corografia e Topografia, degli Stati della Repubblica di Venezia di Cristoforo Tentori, Venezia, Storti, 1785-1790 in cui ci fornisce lo stato della Provincia dell'Istria Veneta con una dettagliata descrizione di Rovigno.

1790 - in tale data la Provincia veneta di appartenenza dei domini veneti contava 78.222 abitanti.

1790 - sette Pubblici Professori della Università di Padova redigono, su incarico dei Provveditori alla Sanità di Venezia, un Codice Farmaceutico per regolanentare gli speziali dello stato (compresa la Tariffa). Tale codice doveva essere tenuto in tutte le Spezierie. Con lo stesso provvedimento, si stabiliva che "tutti li Medici dello stato, a' quali solamente spetta la facoltà di ricettare, abbiamo a scrivere le Ricette in Lingua Italiana, e non più in idioma Latino, come fu fin ora praticato".

9 febbraio 1791 - il Consiglio dei Dieci, vista la rissosità del Popolo e dei Cittadini di Rovigno, per evitare ulteriori spargimenti di sangue, mette al bando ogni sorta di arma "di punta, di taglio e di fuoco". Affisso al Porton del Ponte il proclama viene stracciato e vilipeso.


Esercito Veneto - Cernide friulane 1790 c.ca
1791 - viene ripristinata la diocesi di Trieste assegnandole la competenza su tutta l'Istria austriaca.

19 novembre 1791
- Venezia respinge il progetto di una Lega Italica proposto dal Re di Sardegna.

1792 -  il Veneto Governo emana un'ampia Riforma Boschiva che cercherà di uniformare ed ottimizzare la gestione del parco boschivo della Serenissima.

21 settembre 1792 - la Francia repubblicana dichiara guerra al Regno di Sardegna.

ottobre 1792 - alle prime eco dei successi delle armi francesi in Savoia varie voci, come quella del N.H. Francesco Pesaro e del Calbo, allora Savio alla terraferma, chiedono un rapido e pronto riarmo della Serenissima. Purtroppo nel veneto Senato prevalse il partito della "neutralità disarmata " che segnerà la fine della gloriosa, ma oramai quasi irriconoscibile rispetto agli antichi esempi, Repubblica veneta.

29 novembre 1792 - giunge al porto di Rovigno una bombarda francese il cui capitano, vistosi rifiutare la carta sanitaria, incominciò ad inveire contro il governo veneto e a stento il Podestà riuscìrà a distogliere i rovignesi dall'assaltare la nave francese.

21 gennaio 1793 - a Parigi, dopo un lungo processo, viene condannato a morte e ghigliottinato Luigi XVI. In quello stesso anno viene soppressa una Loggia massonica a Trieste.

1793 - a Trieste la colonia dell'Accademia degli Arcadi Romano-Sonziaci promuove l'istituzione della prima biblioteca pubblica cittadina.

1794 - muore il capitano Vincenzo Beroaldo. Verrà sepolto nella sua Rovigno nella chiesa di S. Francesco nella sua divisa di Cavalier di San Marco. Con lui altri due capitani rovignesi si meritarono l'ambita onorificenza: il cap. Antonio Benussi e il cap. Grecorio Calucci.

8 febbraio 1794 - la Repubblica di Venezia conferma la propria "neutralità disarmata" stante anche la non buona situazione dell'esercito e della marineria veneziana dopo anni di inattività.


maggio 1794 - dietro istanza del brigadiere Stràtico il Savio di Terraferma alla Scrittura Antonio Zen emanò un decreto con il quale si prescriveva, «di effettuare l'estrazione tra le cerne dell'Istria e la coscrizione tra le craine della Dalmazia, di un competente numero di individui per essere imbarcati ed inoltrati al Lido per rinforzo occorrente ai soldati di Terraferma". Di questo provvedimento abbiamo riscontro anche nelle croniche del rovignese Biancini:  "In questo mese di Maggio veggendo la nostra Serenissima che i Francesi tentano con violenza e sforzo di gente di entrare in Italia, mandò a levare nella Dalmazia dieci compagnie di fanti italiani, 8 compagnie di fanti schiavoni e 4 di cavalleria, ma con ordine espresso di scartare tutti quelli che non sono sudditi veneziani, e questi per unirli con le cernide d'Italia e mandarli nelle frontiere. Armò pure di ottima artiglieria fino a Malamocco "

Il decreto fruttò l'ingaggio in quel mese di maggio di 500 reclute, 125 nell'Istria Veneta e 375 nella Dalmazia, sorteggiate rispettivamente e proporzionatamente sopra un contingente di 525 uomini atti alle armi della prima provincia e 1375 nella seconda. Il mese successivo si levarono altre 450 reclute tra le cerne di Terraferma e nell'agosto altrettante in Dalmazia: in complesso 1400 uomini in 4 mesi.

15 giugno 1794
- grande siccità, Rovigno è ridotta  "quasi senza acqua da bevere" per l'estrema scarsità di pioggia.

1795 C.ca - Esiste una interessante raccolta di tutti gli atti relativi ad una controversia durata un intero secolo, dal 1707 al 1793, tra i Fratelli Costantini e la Comunità di Rovigno, per l'erezione di un forno sul fondo in Drio Vier con documenti che risalgono allo Statuto del 1531 che, oltre alle ragioni della Comunità di Rovigno, riporta anche quelle della controparte: "Stampa Fratelli Costantini contro la Communita' di Rovigno al Taglio":



Cfr. Fontana "Bibl. degli Statuti dell'Italia Sup.",II, p. 496.

12 marzo 1796
- nominato Generale di Corpo d'Armata il 2 marzo, il ventisettenne Napoleòn Bonaparte (all'atto di nascita Napolione Buonaparte), dopo essersi appena sposato il 10 marzo con Giuseppena Beauharnais (Marie-Joséphe-Rose Tascher de La Pagerie vedova del visconte Alexandre de Beauharnais, una delle prime vittime del Terrore), parte per la Campagna d'Italia che tanta gloria portò alle armi francesi e tanti nefasti all'Italia.


Napoleone Buonaparte
Ajaccio 1769 - Sant'Elena 1821
La famiglia Buonaparte era di lontana origine toscana ed esattamente di San Miniato ed il padre Carlo Maria Buonaparte, ex sostenitore dell'indipendentista corso Pasquale Paoli sino alla battaglia di Ponte Nuovo dell'8 maggio 1769, si recò dal lontano parente di san Miniato per ottenere la patente di nobiltà e poter far studiare il piccolo Napolione al Reale Collegio militare.

12 aprile 1796 - prima vittoria dell'Armata Francese d'Italia comandata dal giovane Bonaparte sulle colline savonesi a Cairo Montenotte sull'esercito austriaco il quale sconfitto anche a Lodi, per sfuggire alla morsa francese, ripara nel territorio della neutrale Repubblica Veneta coinvolgendola nel suo disastro.

25 aprile 1796 - sul Moniteur , giornale francese, ci si rivolgeva agli italiani con queste alate parole: "Popoli d'Italia! L'armata francese viene a rompere le vostre catene , il popolo francese è amico di tutti i popoli (...) Le vostre proprietà, la vostra religione,i vostri costumi saranno rispettati. Faremo la guerra da nemici generosi, e non ne vogliamo che ai tiranni che vi asserviscono". Mai parole furono più bugiarde!

28 aprile 1796 - l'armistizio di Cherasco pone fine, con la sconfitta del Regno di Sardegna, alla guerra tra la Francia repubblicana e la monarchia sabauda durata ben 44 mesi e a cui il giovane Bonaparte diede la spallata conclusiva.

29 aprile 1796 - in una lettera al Direttorio il ventisettenne generale Bonaparte così brutalmente e concisamente tratteggiava lo stato in cui era ridotto il Regno di Sardegna e che spalancava la penisola alle mire egemoniche della Francia rivoluzionaria: " L'Italia è vostra. Il re di Sardegna si è posto tutto in mia balia. Quanto alle condizioni di pace, voi potete dettargli quello che più vi talenti, perchè ho in mio potere le principali fortezze. avete modo di contentarlo con  parte della Lombardia o  di perderlo a piacer vostro":

9 maggio 1796 - ultima uscita del Doge sul Bucintoro per lo Sposalizia del Mare sul Bucintoro, la splendida imbarcazione dogale, ricca di statue, arredi, ed intarsi dorati.

15 maggio 1796 - in contemporanea con l'ingresso di Napoleone a Milano, i plenipotenziari sabaudi sono costretti a siglare la Pace di Parigi che prevedeva clausole umilianti come la cessione alla Francia di Nizza, della Savoia e dei territori oltre la Sesia, l'occupazione di Cuneo, Tortona ed altre piazzeforti oltre a garantire il libero passaggio all'esercito francese.


23 maggio 1796 - cinquemila contadini, comandati dal giovane Natale Barbieri, assediarono i francesi a Pavia. Armati alla meglio, riescono ad espugnare la città. La reazione di Napoleone fu terribile. Binasco fu messa a ferro e fuoco per rappresaglia, Pavia cannoneggiata e ripresa. Il Barbieri ed i suoi, fucilati in piazza.

1° giugno 1796 - nonostante la proclamazione da parte di Venezia della "neutralità disarmata" le truppe francesi entrano in armi nel territorio della Serenissima, occupano la città di Verona. Verso la fine del 1796 quasi tutta la parte occidentale del territorio della Repubblica di Venezia si troverà occupata militarmente dalle forze della Repubblica Francese: a una a una le città più importanti della terraferma — Bergamo, Brescia, Peschiera e Vicenza — vedono l’arrivo dell’Armata d’Italia, guidata da Napoleone Bonaparte.

3 giugno 1796 - giunge a Rovigno il pressante appello del Savio alla Scrittura "... il quale si raccomandava ad essi che cooperassero col colonnello Michieli ch'era partito per Capodistria acciò accorresse il maggior numero che si potesse dei Rovignesi a difendere Venezia minacciata dai Francesi i quali dicevano che avessero occupata la città di Crema, Bergamo, Brescia e Verona. Ma il fatto certo era che veniva minacciata Venezia ad una invasione". (Biancini)

20 giugno 1796 - visto le allarmanti notizie che giungevano dai territori di terra della Dominante 18 notabili e 94 marinai rovignesi si recano a Venezia senza alcun soldo d'ingaggio per offrirsi volontari alla difesa della patria comune minacciata dalle armi francesi, portando inoltre 1.000 ducati per provvedere alle spese di riarmo.

23 giugno 1796 - ducale con onorifici riconoscimenti per la "fedelissima Comunità di Rovigno" ed i suoi volontari.

4 luglio 1796 - l'occupazione francese non avviene senza attriti, come testimonia questa brano di lettera del gen. Massena al provveditore veneto Foscarini: " E’ giunta l’ora, signor Provveditore, che gli assassinii che i vostri soldati non cessano di commettere contro i miei, finiscano. Il generale Rampon, comandante di Verona, mi ha già riferito che molti dei nostri volontari sono stati assassinati a colpi di pugnale e di spada, dai vostri Schiavoni…

5 luglio 1796 - parte alla volta di Venezia il pielago dei fratelli rovignesi Blessich, armato e fornito oltre all'equipaggio di altri 25 marinai volontari, per accorrere in difesa della Dominante.


8 luglio 1796 - la situazione a Verona non pare migliorare se lo stesso Bonaparte scrisse al provveditore Foscarini: «Il y a entre la troupe française et les Esclavons une animosité que des malveillaux, sans doute, se plaisent à cimenter. Il est indispensable, Monsieur, pour eviter des plus grands malheurs, ainsi facheux que contraires aux intéréts des deux Republiques, que Vous fassiez sortir demain de Veronne, sous les pretexes les plus specieux, les bataillons d'Esclavons que Vous avez dans la ville de Veronne» ovvero "C’è tra la truppa francese e gli Schiavoni una animosità che dei malvagi, senza dubbio, si compiacciono di rinfocolare. E’ indispensabile, Signore, che per evitare i più grandi dispiaceri, contrari agli interessi delle due Repubbliche, che Voi facciate uscire domani da Verona, sotto qualsiasi pretesto, i battaglioni di Schiavoni che avete nella città". Ma non di battaglioni si trattava in quanto gli Schiavoni raggruppati nel reggimento Medìn erano non più di 500. Per ottemperare alla richiesta tre compagnie di tale reggimento, si trasferirono così a Vicenza e altre quattro a Padova.
Così narra il fatto Eugenio Barbarich: "E gli Schiavoni, all'alba del 9 di luglio - come Buonaparte aveva voluto - uscirono da Verona di soppiatto, come fuggiaschi di fronte alla fatalità di un destino che incombeva sul loro capo come su quello dei governanti della Serenissima. Le casacche cremisi, che mai avevano indietreggiato per lungo volgere di anni di fronte alla furia turchesca, cedevano ora misteriosamente terreno come pressati dall'avvento delle nuove età. Sotto questa oscura minaccia il passato, quasi fatto persona in quegli ultimi soldati fedeli della Signoria, pareva ripiegarsi su sè medesimo, come dentro le pieghe della vermiglia bandiera della Repubblica".

6 agosto 1796 - il Podestà e Capitanio di Capodistria, Michiel Minotto, commina il bando da tutti gli stati veneti dei rovignesi Nicolò Ferrara e Marco Novello autori dell'omicidio del figlio di Lorenzo Barzelogna.


Karte von der Republick Venedig - OEstilicher Theil IX. 1796

8 ottobre 1796 - nel decreto istitutivo della Legione Lombarda, per la prima volta si parla di uno "stendardo tricolorato Nazionale Lombardo" che lo stesso Napoleone preciserà essere il verde, il bianco, il rosso.

6 novembre 1796 - Napoleone in persona consegna lo stendardo di combattimento alla prima coorte della "Legione lombarda". La Legione era costituita da 3.471 uomini suddivisa in sette coorti ugnuna delle quali: "avrà il suo stendardo tricolorato Nazionale Lombardo distinto per numero, ed ornato degl'emblemi della libertà"


7 gennaio 1797 - i rappresentanti rivoluzionari di Bologna, Ferrara, Reggio Emia e Modena si riuniscono in congresso a Reggio Emilia. La XIV Sessione si apre alle ore 11 alla presenza di cento deputati. Nel corso della seduta Giuseppe Compagnoni decretò: "Che si renda universale lo stendardo o bandiera cipadana di tre colori: verde bianco e rosso e questi tre colori si usino anche nella coccarda cispadana, la quale debba portarsi da tutti"


2 febbraio 1797 - a Mussolente, paesino veneto nei pressi di Vicenza ed a sei chilometri di Ceneda (Bassano del Grappa) le truppe francesi del generale Massena trucidano cinque contadini - Andrea e Sguardo Polo; Francesco Guadagnin, Giuseppe Fonta ed Orso Baldissera - il loro reato ?? essersi opposti alla requisizione (ruberia) del loro raccolto e del loro bestiame.

15 febbraio 1797 - giunge nel porto di Rovigno la fregata da guerra francese "La Brune" pretendendo dei piloti che la guidassero a Venezia e minacciando, alle 24 del giorno successivo, di bombardare la città se non venivano esauditi. Alla fine convinto un recalcitrante rovignese, tale Paolo Narida, a fungere da piloto se ne andarono alle 2 di notte.

7 marzo 1797 - le cernide rovignesi catturano 4 francesi che si erano rifugiati a Vistro con la refurtiva predata dal loro sciambecco che scorreva l'alto Adriatico.

Esercito Veneto alla fine della Serenissima



 

Reggimento Corazze 1797

Reggimento Dragoni 1797

12 marzo 1797 - un gruppo di nobili bergamaschi, sobillati dai francesi, impongono ai deputati del Consiglio minore di sottoscrivere il voto per l'unione alla Repubblica Cispadana. Nella notte tra il 12 e 13 marzo nella sede del palazzo Roncalli viene proclamata la Repubblica ed eletta la nuova Municipalità della Città di Bergamo. L'ultimo rappresentante veneto, Angelo Ottolini, lascia la città senza opporre resistenza. Saputo dell'insurrezione anti veneta gruppi di valligiani con l'effige di San Marco e la croce sul petto si recano inferociti sotto le mura della città per ripristinare l'amato vessillo marciano. Soltanto il duro intervento dell'esercito francese impedì la presa della città. Analoga sollevazione anti veneziana si avrà a Brescia.

16 marzo 1797 - a Bergamo viene scalpellato il Leone marciano, simbolo del dominio veneto ed innalzato l'Albero della Libertà in Piazza Vecchia. 

16 marzo 1797 - Napoleone inizia l’avanzata alla testa delle sue truppe e in poche ore dopo aver raggiunto la riva destra del Tagliamento dà l’ordine di oltrepassare a guado il fiume. Di fronte ha l'esercito austriaco forte di 22.000 uomini al comando dell’Arciduca Carlo, che si era trasferito nella villa del Doge Ludovico Manin a Passariano. L'accanita resistenza austriaca, coadiuvata dal fuoco delle artiglierie, contrastò a lungo il passaggio del Tagliamento, ma dopo una  mischia violenta e sanguinosa che si protrasse fino a sera, l’esercito austriaco fu costretto a ripiegare, consentendo il passaggio all'esercito francese. Un'ultima difesa fu tentata dagli austriaci nei pressi di Goriezza di Codroipo ma fu tutto vano.


Carle Vernet (1758-1836)
Bataille et passage du Tagliamento le 26 ventose An. 5.

23 marzo 1797 - rapida comparsa a Trieste dell'allora generale di brigata Murat che alla testa di 30 ussari, se ne va dopo aver fatto man bassa dei 21 mila franchi della cassa civica. Poco dopo sopraggiunse il generale Dugua col grosso della truppa francese ed il giorno successivo al rombo dei cannoni viene issato sul castello di Trieste il tricolore francese.


medaglia francese che celebra la
la " Prise de Trieste"
25 marzo 1797 - delle barche giunte da Venezia portano a Rovigno la triste notizia dell'insurrezione anti-veneziana di Brescia e Bergamo che, scacciate le poche forze della Serenissima, innalzarano alla moda gallica l' Albero della libertà. In tutta riposta dal Consiglio di Parenzo si avevano queste nobili parole: ".... nell’epoca attuale che uno spirito di vertigine turba l’ordine pub­blico reso sacro da tutte le leggi ed atterra il sociale stabilito sistema confermato da una felice tranquilla esperienza.... trova utile e necessario questo consiglio di premunirsi contro tale in­fezione e di rassodarsi nei antichi ereditari sentimenti di fedeltà all' Inclito Veneto Dominio. Però l’anderà parte posta con per­missione di S. E. Podestà dalli nobili Signori Giudici e dal voto universale dei cittadini di rinnovare in faccia all' Altissimo, ga­rante e vindice dell' umana fede, e in mano dell' Ill.o Girolamo Barozzi attuale Publico Rapresentante il giuramento di inviolabile fedeltà, e la spontanea offerta di ogni nostra reale e personale proprietà in difesa e conservazione dell' adorato Governo e del felicissimo Veneto Stato...". che però non reggeranno alla prova dei fatti !!

26 marzo
1797 - viene piantato a Trieste il cosiddetto "Albero della Libertà". Tutta la cittadinanza dovette prestare giuramento "di obbedienza e fedeltà alla Repubblica francese una ed indivisibile". In un comunicato trilingue, francese, italiano e tedesco, si ordinava la consegna, entro le 24 ore, di tutte le armi e l'obbligo di fregiarsi della coccarda tricolore francese. Mentre Napoleone fissò in tre milioni di lire tornesi la contribuzione di guerra per la città.


Riproduzione di Albero della Libertà
dal Museo del Tricolore.

2 aprile 1797 - a Pinguente le popolazioni slave del Carso istriano mandarono i loro zuppani  da "L''Eccellentissimo Capitanio di Raspo per ripeter in sua mano ed in faccia a Dio Signore formalmente il sacro giuramento della propria fedel sudditanza ed aggiungervi la protesta precisa che saranno tutti per sa­crificare le loro sostanze, le loro vite e spargere fin l’ultima goccia del proprie sangue, anziché staccarsi da quell’ augusto governo, che forma la loro presente felicità e che la Divina Provvidenza perpetuamente conservi."

10 aprile
1797 - le truppe del gen. Dugua lasciano Trieste per recarsi a Klagenfurt su ordine di Napoleone.

14 aprile 1797 - approfittando di tale fatto un drappello di ussari e circa 300 fanti croati, comandati dal Cap. Jesich e dal triestino Cap. Bonomo, rafforzati da un buon numero di contadini attaccano il restante esiguo presidio francese sbaragliandolo a Cattinara ed entrano a Trieste. Impresa vanificata dagli accordi di tregua presi il 7 aprile per cui, seppure nolenti, gli austriaci devono evacuare la città.

17 aprile 1797 - nella notte fra il 16 e il 17 aprile 1797, appare per le vie di Verona un manifesto a firma di Francesco Battaja (1743-1799) - allora provveditore straordinario di terraferma - incitante i cittadini alla rivolta contro gli occupanti francesi e alla vendetta contro i collaborazionisti locali. Il Manifesto è un clamoroso falso opera degli stessi francesi per provocare un "casus belli" e giustificare l'annessione della città. §

§
Nonostante i tentativi dei governanti veneti di calmare le acque il giorno stesso scoppierà nel contado di Verona l'insurrezione anti-francese, provocata dall'offensivo e tracotante comportamento delle truppe francesi del gen. Antoine Balland (1751-1832), conosciuta come "Pasque veronesi" a cui parteciperanno in particolare le truppe schiavone, arruolate nella Dalmazia veneta, e le truppe delle cernide locali oltre che i contadini stessi al grido di: "Viva San Marco! Viva el Leon !"


dal sito Veja

Infatti come riporta un anomino cronista "non si sentiva altro che un continuo gridare per ogni angolo della città viva San Marco". Ad una ad una cadono in mano degli insorti, al comando del conte Francesco degli Emilei (1752-1797) alla testa di 600 schiavoni e circa 3 mila civili, le varie porte della città costringendo i francesi a rinchiudersi nei forti da dove cannoneggiano la città, coloro che non riescono a mettersi in salvo vengono trucidati. La sera il provveditor, conte degli Emilei, parte per Venezia  per "... implorar buon nerbo di truppe di linea, e soprattutto munizioni e artiglieria onde attaccar con frutto i castelli".


Un "Fedele Schiavone" della Serenissima

A testimoniare la spontaneità della rivolta anti francese ed il sentimento degli "schiavoni" della Serenissima anche questa composizione poetica che imita il linguaggio delle truppe Oltremarine:

Ah pascia viro, ti e anca to mare
ti dormi quà su ponte? ah? Maledetto
in Stato de Sa Marco, nostro Pare,
come ti fussi a casa, su to leto?
Ti ga rason che nostro benedetto
Prencipe te vol bene, te vol salvare,
e a mia Palosso messo ga lucchetto
che te vorria da amigo saludare.
Oh se podesse... ma zà che no posso
(perchè zà muli cata sorte a muchj)
far rossa to camisa con Palosso:
va, porta in acqua, giavolo, culate...
ma ti, se ti xe amigo, Adese, mucchi
Se prencipe lo sà, povero Brate.

17 aprile 1797 - Napoleone firma il trattato di Leobon, con le sue infami clausole segrete con cui si stabiliva che, per la perdita del Belgio e della Lombardia, l'Austria avrebbe ottenuto come compensazione la terraferma veneta, l'Istria e la Dalmazia. Trattato preliminare che verrà "perfezionato" a Campo Formido il 17 ottobre successivo con la cessione della stessa Venezia agli austriaci.

19 aprile
1797 - giunge a Rovigno il maggiore Parma, sopra intendente alle cernide, per fare una nuova leva.

20 aprile 1797 - giunge davanti al porto di Venezia la flotta francese che manda in avanscoperta il "Libérateur de l'Italie ", al comando di Jean Baptiste Laugier, seguita da due unità in appoggio. Domenico Pizzamano comandante del forte di S. Andrea, che bloccava l'ingresso a Venezia, invia subito 2 lance ad ordinare alle navi francesi d'arrestarsi, visti inutili gli avvisi fa partire due tiri di avvertimento che dissuadono le 2 unità d'appoggio ma non il "Libérateur de l'Italie ".



L'atteggiamento sprezzante del Laugier innesca la reazione veneta con l'abbordaggio della nave da parte della galeotta "Annetta Bella " del capitano Alvise Viscovich che, dopo un intesso fuoco di fucileria, assale la nave all'arma bianca impadronendosene. Nello scontro muore il Laugier con altri 4 francesi, mentre i restanti 37 membri d'equipaggio vengono fatti prigionieri. L'equipaggio della "Annetta Bella" era composto da Bocchesi: sarà l'ultimo scontro armato da parte di una nave della Serenissima prima della sua ingloriosa fine.


Reggimento Veneto Real - Ricostruzione storica
cortesia di Millo Bozzolan

22 aprile 1797 - continuono gli attacchi degli insorti veronesi ai francesi asseragliati nel forte. La città, per i continui bombardamenti, presenta molti quartieri in fiamme. Nella mattinata finalmente giungono da Venezia i promessi aiuti: circa quattrocento soldati regolari con rifornimenti di munizioni e cannoni, purtroppo quasi contemporaneamente giungono preponderanti truppe francesi di rinforzo che avevano appeno sconfitto le truppe venete due giorni prima in località Croce Bianca.

23 aprile 1797 - giunge in Istria la notizia che la nave da guerra francese "Libérateur de l'Italie" ha tentato di forzare il porto di Venezia.  A questa notizia i rovignesi armano 5 vascelli (dei fratelli rovignesi Giuseppe e Nicolò Facchinetti, del cap. Ballarin, del cap. Bocchino e del rovignese cap. Zuanne Capponi) e spediscono altri 80 uomini al comando del Ten. Zonca e del Cap. Leonardo Davanzo con delle brazzere al Quieto per armare "L'Eolo" rimasto senza equipaggio. Mentre a Capodistria  il Consiglio decretava  :" .. in publica solenne forma dinanzi allo stesso Esso Rappre­sentante i più fervidi voti di questo Maggior Consiglio e di tutta questa popolazione, acciò si compiaccia di umiliare al Serenis­simo Principe i sentimenti più puri di fedel sudditanza, pronti a versare il sangue a vantaggio dell' invitta Repubblica".

25 aprile 1797 - dopo che i rappresentanti veneti abbandonano la città i rivoltosi sono costretti alla resa incondizionata che comporterà una sistematica spoliazione dei suoi beni ed una dura repressioni dei suoi uomini migliori: una contribuzione forzosa di 170 mila zecchini, la confisca di tutti i cavalli, dei beni governativi, lo scippo di 50 milioni dal monte di Pietà e la solita ruberia di quanto di meglio vi era in Verona di opere artistiche. A tutto ciò si unisce l'arresto e la fucilazioni di nobili e popolani che si erani distinti nella difesa della città. Così dopo un'eroica e strenua resistenza Verona deve cedere alle preponderanti forze francesi che non si erano fatto scrupoli per venire a capo degli inferociti veronesi di cannoneggiare senza sosta la città: "Per noi finì dunque nel giorno sacro al protettore della Repubblica Veneta, San Marco, la nostra sudditanza a questa moribonda Repubblica, tributandole nell'atto estremo di nostra irreparabile caduta il più cruento sacrifizio che possa mai offrire una suddita fede sull'altar della sovranità. Bell'esempio agli altri popoli d'Italia, anzi a molti altri d'Europa, che, trascinati dal furor di fanatici banditori d'un governo ripugnante alle divine ed umane leggi, come noi [...] precipitati in un baratro d'infiniti guai e miserie, non ci avranno comune quel bel titolo di fedelissimo popolo da remoti tempi acquistatoci". Girolamo De' Medici in Vicende sofferte dalla provincia veronese sul finire del secolo XVIII e nel cominciamento del XIX, manoscritto n. 1360 conservato presso la Biblioteca Civica di Verona.

29 aprile 1797 - Napoleone Bonaparte giunge in visita a Trieste, ove rassicura i maggiorenti della città, tra l'altro pratica uno sconto sui contributi di guerra della città portati a 2 milioni e 600 mila franchi, ed invece prende a male parole il console della Repubblica di Venezia per le uccisioni di soldati francesi avvenute a Verona e al Lido di Venezia.



Uniformi dell'esercito repubblicano francese

1° maggio 1797 - da Palmanova Napoleone Bonaparte dichiara guerra alla Repubblica di Venezia. Il Senato veneto, del tutto irriconoscibile rispetto alle sue gloriose tradizioni, non oppone alcuna resistenza armata.

3 maggio 1797 - il veneto senato sospende ogni ulteriore reclutamento di truppe in Dalmazia.

4 maggio 1797 - viene deliberato l'arresto dei 3 Inquisitori e del Provveditore Pizzamano.

5 maggio 1797 - ulteriore delibera del Senato con cui si stabiliva il rimpatrio dei fedeli Schiavoni.


Ufficiale degli Schiavoni

6 maggio 1797 - vengono nottetempo arrestati i capi dell'insurrezione veronese: Giovanni Battista Malenza del controspionaggio veneto, il conte Francesco degli  Emilei, il conte Augusto Verità ed il vecchio frate cappuccino Luigi Maria da Verona (al secolo Domenico Frangini) morto in concetto di santità che in una lettera intercettata aveva definito i francesi e i loro fanatici sostenitori giacobini "peggiori dei cannibali". Le case ed i beni degli arrestati vengono abbandonate al saccheggio.

11 maggio 1797 - tornati da Venezia il sig Filippo Spongia Giudice della Comunità e il cap. Leonardo Davanzo Sindico del popolo di Rovigno con  la  notizia dell'arresto dei 3 Inquisitori di Stato - ovvero il N.H. Angelo M. Gabrieli, Cattarino Corner, Agostino Barbarigo e di Domenico Pizzamano, comandante del castello di Sant'Andrea di Lido che si era opposto al "Libérateur de l'Italie" - per soddisfare Bonaparte.

12 maggio 1797 - ultima seduta del Maggior Consiglio con l'auto esautoramento del Doge Lodovico Manin. Alla seduta parteciperanno soltanto 537 patrizi su i 1.218 aventi diritto. I favorevoli ad accogliere la nuova costituzione voluta da Napoleone saranno 512, i contrari 20 e gli astenuti 5. Con tale votazione il Maggior Consiglio approvava la fine dell'aristocratica Republica di Venezia ma non cedeva la Sovranità dello Stato Veneto ai francesi, almeno formalmente, affidando il governo dello Stato ad una rappresentanza cittadina che doveva costituire la Municipalità provvisoria cercando con ciò di addivenire ad un compromesso con la protervia napoleonica che accusava la vecchia Repubblica di tirannide e pretendeva un mutamento costituzionale "democratico "....


Lodovico Manin

Doge dal 1788 - 1797
120° ed Ultimo Doge di Venezia

Proprio quello stesso Popolo, che doveva venir liberato dalla tirannide del Veneto Patriziato, nella stessa serate di quel 12 maggio cominciava una violenta protesta contro la vile resa del Veneto Senato. Gli Arsenalotti appoggiati dai fedeli Bocchesi, armati di fucili e palosci snudati, incominciarono ad inneggiare a San Marco, tra gli abbasso ai Francesi e ai loro sostenitori giacobini. Una folla di veneziani prese da Castello tre stendardi di San Marco per innalzarli in Piazza custodendoli in arme affinchè  nessuno osasse ammainarli. Bandiere marciane vennero issate nei principali campi della città mentre l'ira montava. Per evitare che la marea montante di popolo abbattesse la fragile struttura rivoluzionaria (e la esponesse poi alla rappresaglia francese) Bernardino Renier, responsabile della forza pubblica, fece uso della massima violenza. Milizie italiane furono disposte in Piazza San Marco e in altri luoghi strategici della città; quattro pezzi di artiglieria furono collocati sul piazzale del ponte di Rialto per impedire il passaggio al Popolo tumultuante. Ma già lo stesso 12 maggio, il manipolo militare agli ordini della Municipalità fece fuoco contro Cittadini Veneziani e Schiavoni con il cannone caricato a mitraglia, cui seguì una scarica di moschetti, cagionando un numero incerto di morti (tra i 7 e i 17), e ed un ben maggiore numero di feriti. Così le armi furono usate dal nuovo governo giacobino non contro il nemico, ma contro i Veneziani stessi.


Ponte di Rialto - 12 maggio 1797

A chiarire ulteriormente le idee sul concetto di libertà dei "liberatori" francesi  un editto proclamava che " Chiunque griderà Viva San Marco, affiggerà o diffonderà carte incendiarie o stemmi di San Marco, e sarà autore o promotore di tali segni d'insurrezione, sarà punito di pena di morte".

15 maggio 1797
nella serata del 15 maggio il doge Lodovico Manin, accompagnato dai ni­poti, figli del fratello Giovanni, abbandona il Palazzo Ducale per re­carsi a Ca' Pesaro, mentre le truppe francesi a colpi di cannone an­nunciano il loro ingresso in laguna

16 maggio 1797 - trattato di Milano tra la Repubblica Veneta e la Repubblica francese, ma già il 18 aprile Bonaparte ed i plenipotenziari imperiali avevano firmato i "Preliminari di Leobon", la malafede francese è clamorosa.

16 maggio 1797 - viene affisso in Venezia il seguente proclama:


Il Serenissimo Principe
fa sapere

che in virtù della Parte del Maggior Consiglio 12. Maggio. 1797
e dietro ai principi annunciati nel Proclama del giorno 14. Maggio
corrente, il Governo d'ora innanzi sarà amministrato da una Muni-
cipalità Provisionale. La Municipalità è installata nella Sala del
Maggior Consiglio. Tutti gli Uffiziali Militari Veneziani si porte-
ranno oggi sul mezzogiorno nella sopradetta Sala per prestare
il giuramento di fedeltà melle mani della Municipalità medesima.
mentre "..un'altra amministrazione Centrale composta di rappresentanti di questa Municipalità, ed un numero proporzionato di rappresentanti delle Provincie Venete della Terraferma, Istria, Dlamzia, Albania ed Isole del Levante invigilerà sotto il nome di Dipartimenti agli interessi generali della Repubblica. Si occuperà a consolidare i Legami di Patriotismo tra le Provincie, e la Capitale : solo mezzo di rendere a questa Repubblica il suo primo splendore, e la sua antica libertà ".

La Municipalità provvisoria di Venezia si costituirà con un'assemblea di circa 70 elementi e la formazione di nove comitati: 1. Salute Pubblica; 2. Militare; 3. Sanità; 4. Finanze e Zecca; 5. Arsenale e Marina; 6. Bancogiro; 7. Commercio e Arti; 8. Sussistenza e Soccorso; 9. Istruzione Pubblica.

16 maggio 1797 - la notizia della caduta dell'antico governo di Venezia, con l'entrata delle truppe francesi nella città lagunare, viene portata a Rovigno dal pielago dei fratelli Blessich, licenziato perché ogni difesa era ormai vana.

16 maggio / 18 giugno - si svolge a Verona, a Palazzo Ridolfi Da Lisca, il processo politico farsa contro Giovanni Battista Malenza, il conte Francesco degli  Emilei, il conte Augusto Verità ed il frate cappuccino Luigi Maria da Verona. Pricesso che, a tacere del resto, spicca per il difetto di giurisdizione del tribunale militare rivoluzionario che condanna a morte i difensori veronesi, in forza di una legge criminale francese che punisce i reati commessi contro l'esercito repubblicano in territori di Stati in guerra con la Francia, mentre formalmente all'epoca dei fatti questa era ancora in pace con la neutrale Serenissima. Gli arrestati verranno tutti fucilati a Porta Nuova insieme ai popolani Pietro Sauro, Andrea Pomari, Stefano Lanzetta e Agostino Bianchi

19 maggio 1797 - transita per Rovigno il Nobile Nicolò Morosini che sta riconducendo in Dalmazia le fedeli truppe schiavone.
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23-24 maggio 1797 - nella notte, in esecuzione degli accordi intervenuti, l'intero corpo francese lascia la città di Trieste e gli austriaci possono così farvi ritorno.

4 giugno 1797 - a Venezia, in piazza S. Marco, viene piantato l'Albero della Libertà e dell'Uguaglianza, e tra feste e canti si brucia il Corno dogale ed il Libro d'Oro della veneta nobiltà:

ma la sapida ironia veneta stigmatizzava con questo gustoso epigramma tale infausto avvenimento:
Alboro senza vesta,
Bareta senza testa.
Libertà che no resta:
Quatro mincioni che fa festa.

La prima cittadina istriana ad aderire al nuovo Governo rivoluzionario instauratosi nell'ex Dominante fu la cittadina di Montona che lo fece in quello stesso 4 giugno, a Pirano il 6 giugno e sarebbe seguita a breve l'adesione di quasi tutte le città istriane che avevano fatto parte della Serenessima se, rompendo gli indugi e prendendo a pretesto i moti popolari pro san Marco, non fosse intervenuto l'esercito austriaco.

5 giugno 1797 - i maneggi del conte Agostino Carli - Rubbi e di altri Nobili, per evitare di " affratellarsi" col governo democratico veneto offrendosi in spontanea dedizione alla Corona d'Ungheria  non erano rimasti del tutto ignoti al popolo, gli animi s'erano eccitati e quando alla sera giunse la notizia che ad Isola il podestà Nicolo Pizzamano era stato ucciso perché sospettato di intelligenza con gli Imperiali, la sommossa scoppiò terribile e devastatrice. La sommossa fu il pretesto, prontamento accolto dagli austriaci, per intervenire in Istria. Da una lettera di uno dei malcapitati nobili capodistriani,  Gian Stefano Carli, abbiamo un vivo quadro degli avvenimenti: "Persuasi essi (gli insorgenti) che nella mia casa esister potesse l'Imperial Stemma ...(austriaco) ... circondarono da quat­trocento armati la casa medesima, infrante le porte dell'ingresso, quelle delle stanze e di qualunque altro luogo e ripostiglio, rin­tracciarono ovunque per invenire l'immaginato Stemma: ma ve­dendo delusa la loro mal concepita idea, si vendicarono col derubarmi moltissimi effetti, si scagliarono contro la stessa mia persona, scaricarono un fucile con palla, vibrarono sul mio collo due piatonate con svaginato palosso, minacciarono di schiacciarmi la testa con grosso maglio di ferro, trovandosi sempre presente a tali funestissime vicende la povera mia Consorte, grondante di lagrime implorando pietà. Non contenti essi della dimostrata barbara direzione mi condussero per lungo tratto della Città con tamburi battenti, e ventilanti bandiere, facendomi ad alta voce gridare: Evviva S. Marco. Stanchi di essersi in così snaturato modo soddisfatti mi lasciarono nel più deplorabile stato in libertà."

6 giugno 1797 - a Parenzo ci si preparava secondo il Metodo da tenersi dalla Comune di Parenzo per eleggere la Municipalità consegnato il giorno prima dal Comitato di Salute Pubblica di Venezia ai Deputati parentini Mattio Calegari e Andrea Gregoretti  "quando giunse la notizia che s'avvicinava alla città la flottiglia autriaca del conte di Klenau. Staccati in tutta fretta i manifesti e rimandata a tempi migliori la  fraternizzazione (col nuovo governo veneto) la città si apprestò alla nuova dedizione".

6 giugno
1797 - giunge a Rovigno proveniente da Venezia il Proto Rocco Sbisà, Sindico del popolo di Rovigno, con l'approvazione ottenuta il 3 giugno da parte del Comitato di Saluta pubblica di Venezia per " il metodo da contenersi nella rivoluzione di Rovigno per erigersi in  Repubblica democratica"

8 giugno
1797 - ".. giugno 1797 cadde quell'antica Repubblica per la forza dell'armi francesi sotto Bonaparte, per la rinunzia del Doge Ludovico Manin, e soprattutto per la debolezza e cointelligenza del Governo col nemico. Appena avuto sentore di quella grande catastrofe, e dell'inalzamento in Venezia dell'Arbore della Libertà col Vessillo tricolore italiano, e la creazione di un Governo democratico, fu anche qui deliberato di costituire un Governo provvisorio municipale sino a nuove cose". Così Antonio Angelini nel Rep. Alfabetico ed infatti a Rovigno nel refettorio di S. Francesco si radunano 60 tra i più influenti capi-famiglia per stabilire il da farsi. Viene deciso di armare una Guardia Nazionale per la tutela dell'ordina in città e di costituire un governo provvisorio che comprenda i rappresentanti di tutta la popolazione, Nobili e Popolo, che rinsaldi inoltre i rapporti col governo democratico dell'ex-Dominante.



1797 ANNO DELLA LIBERTA' ITALIANA
LIBERTA' * EGUAGLIANZA
Dieci Lire Venete - Moneta coniata dalla Zecca di Venezia
nell'effimero periodo della cosiddetta " Libertà Italiana"

10 giugno 1797 - da Capodistria un Francesco Gallo scriveva a Gian Paolo Sereno Polesini : " Capitarono in questo momento Mille circa Austriaci con tutti gli onori militari, con bandiere spiegate, tam­buri battenti e barche da guerra con armi e munizioni, e presero con tutta tranquillità il possesso della nostra Capodistria. "

11 giugno 1797 - a Rovigno, seguendo quasi alla lettera il " metodo" approvato dal Comitato di Salute Pubblica di Venezia il 3 giugno 1797 il popolo si raduna nel Duomo di Sant'Eufemia in numero di 1.016 per eleggere "..disdotto Cittadini probi e capaci maggiori d'anni trenta, che sappiano sufficientemente leggere e scrivere, i quali si chiameranno Municipalisti e costituiranno la Municipalità del Popolo stesso libero e sovrano, che durar dovrà per il periodo di un anno p.v., e non più,..". Si tratterà del così detto Governo dei 18 :


  1. Il Cittadino
 Iseppo Natori q. Andrea  voti prosperi   959  voti contrari     26
  2.       dt.   Parroco dott. Giov. dott. Beroaldo
 voti prosperi  870
 voti contrari   115
  3.       dt. 
 Francesco Godena q. Domenico  voti prosperi  919  voti contrari    66
  4.       dt.   Gaetano dott. Borghi  voti prosperi  940  voti contrari    45
  5.       dt.   Giov. Costantini q. dott. Iseppo  voti prosperi  944  voti contrari    41
  6.       dt.   Giovanni Califfi d'Iseppo  voti prosperi  960  voti contrari    25
  7.       dt.   Martin Blessich q. Tomaso  voti prosperi  966  voti contrari    19
  8.       dt.   Francesco Biondi q. Anzolo  voti prosperi  950  voti contrari    28
  9.       dt.   Domenico Facchinetti q. Iseppo  voti prosperi  950  voti contrari    25
10.       dt.   Carlo Basilisco q. dott. Basilisco  voti prosperi  725  voti contrari  250
11.       dt.   Anzolo Venerandi q. Rocco  voti prosperi  748  voti contrari  226
12.       dt.   Piet. dott. Biancini q. dott. Clem.  voti prosperi  900  voti contrari    67
13.       dt.   Iseppo dott. Angelini di Giacomo  voti prosperi  880  voti contrari    86
14.       dt.   Mattio Cherini q. Francesco  voti prosperi  934  voti contrari    31
15.       dt.   Domenico Basilisco q. Vincenzo  voti prosperi  798  voti contrari  167
16.       dt.   Mattio Brunelli q. Lorenzo  voti prosperi  904  voti contrari    53
17.       dt.   Antonio Angelini q. Anzolo  voti prosperi  900  voti contrari    50
18.       dt.   Franc. Da Pas q. Zan'Andrea  voti prosperi  889  voti contrari    33
12 giugno 1797 - Si elegge il Presidente del Governo dei 18 Francesco Da Pas; il Vice Presidente Gaetano Borghi ed il segretario Giuseppe Angelini. Si licenzia l'ultimo Podestà veneto di Rovigno Lorenzo Balbi, apprestandogli una barca per il rimpatrio in cui si imbarcano anche 2 Delegati con lo scopo di rinsaldare i legami col nuovo governo di Venezia. Dall'atto della dedizione ufficiale (1283) erano trascorsi 514 anni di dominio della Serenissima a Rovigno.

Dagli inizi al 774 Dal 774 al 1283 Dal 1283 al 1699 Dal 1701 al 1797 Dal 1797 al 1813 Dal 1813 al 1849 Dal 1850 al 1861 Dal 1862 al 1899 Dal 1900 al 1924 Dal 1925 al 1954



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