Dagli inizi al 774 Dal 774 al 1283 Dal 1283 al 1699 Dal 1701 al 1797 Dal 1797 al 1813 Dal 1813 al 1849 Dal 1850 al 1861 Dal 1862 al 1899 Dal 1900 al 1924 Dal 1925 al 1954

 

 
 
PRIMO PERIODO AUSTRIACO (1797-1805)
GdeA










14 giugno 1797 - le truppe d'occupazione austriache, circa 500 uomini di fanteria e 100 di cavalleria, al comando del gen. Johann conte von Klenau (1758-1819) entrano a Rovigno a porre fine ad ogni velleità di governo popolare. Il passaggio fu incruento, anche se non mancarono gli assertori della difesa ad oltranza, perchè la Radunanza molto più saggiamente aveva decise di non opporre resistenza, vista anche l'esiguità degli armamenti. I 18 Municipalisti andarono pertanto incontro agli austriaci "con sciarpe e coccarde tricolori, e gli evviva di una massa di popolo... Quando però essa fu riconfermata nelle sue funzioni, i rovignesi principiarono a mostrarsi più compiacenti, e sciarpe e coccarde disparvero". (da un rapporto del ten. maresciallo conte Hadik, Lubiana 19 giugno 1797). Così, dismessa la coccarda tricolore, si passò ai più innocui "blu e naranzon" colori dell'Istria anche perchè alla delegazione di Municipalisti il generale promise solennemente, a nome dell'Imperatore, di conservare " la Municipalità, il Capitolo, il Monte di Pietà e Luoghi Pii, le proprietà e sostanze e di essere liberi ed esenti dalla coscrizione militare".

Contro l'occupazione dell' Istria protestò il Governo Prov­visorio di Venezia, protestarono le municipalità delle città venete, protestò persino la Sublime Porta ; ma già prima del trattato di pace il conte di Thurn  ed il conte di Klenau dimostrarono di voler "governare" la provincia in nome di Sua Maestà Cesarea Apostolica, l'Imperatore Graziosissimo Sovrano.

18 giugno 1797 - la Municipalità di Rovigno prepara un Memoriale con le richieste della città a Raimondo conte di Thurn Hofer (Raimondo della Torre) signore di  Duino, Sistiana e Sagrado, Cesareo Regio Commissario Supremo dell'Istria. Il memoriale, redatto dal segretario Giuseppe Angelini, verrà portato a Capodistria dai delegati della Comunità il dott. Borghi ed il cap. Facchinetti.

GdeA
Raimondo della Torre Hofer
(1748-1817)
Qui ritratto quale uno dei 7 fondatori
della Colonia Arcadica Romano-Sonziaca
20 giugno 1797 - per ordine del regio commissario Conte di Thurn la Municipalità di Rovigno è costretta a ripristinare il prezzo originale del tabacco precedentemente dimezzato con la prima seduta del 12 giugno.

21 giugno
1797 - inizia la discordia tra i cittadini rovignesi: il sig. Filippo Sponza parte alla volta di Capodistria con un memoriale di lagnanze contro il nuovo Governo dei 18 firmato da molti rovignesi.

24 giugno
1797 - il Comando militare dà l'ordine di consegnare al Municipio di Rovigno tutte le armi da taglio e da fuoco. Ordine mutato il giorno successivo nel portarle in maniera visibile e di rispettare i militi del presidio austriaco. Nella città erano scoppiati già varie zuffe e tafferugli tra rovignesi e militari austriaci.

Il Governo dei 18 si organizza in Magistrature: alla Magistratura Civile e Criminale vennero eletti il sig. Antonio Angelini, il conte Giovanni Califfi ed il dott. Gaetano Borghi; alle Finanze il cap. Giovanni Costantini, il cap. Domenico Facchinetti, il sig Mattio Brunelli, il sig. Mattio Cherin ed il sig. Martin Blessich; alla Sanita il dottor Pierantonio Biancini, il dottor Iseppo Angelini ed il sig. Carlo Basilisco.

27 giugno 1797 - " Venuta di un proclama di S.E. Co: di Thurn che avvisa aver istituito i Tribunali di Capodistria per Tribunali di appellazione in luogo di Venezia defunta " (Biancini)

29 giugno 1797 - nasce la Repubblica Cisalpina dalle ceneri della Repubblica Cispadana sorta il 9 gennaio dello stesso anno.

1° luglio 1797 - occupazione austriaca di Zara. I vessilli di S. Marco vengono deposti nella cattedrale con una solenne cerimonia. Protesta della Municipalità provvisoria di Venezia contro l'occupazione austriaca della Dalmazia e dell'Istria.

2 luglio 1797 - giunge a Rovigno il conte di Thurn che risiederà a casa Beroaldo.

5 luglio 1797 - "... fui chiamato dall'Ecc.a Sua con Franc. Beroaldo e ci dimandò che gli parlassimo col cuore e che gli dicessimo se l'organizzazione stabilita da esso sarebbe di aggradimento al popolo. Cambiato un solo personaggio lo assicurammo che tutto sarebbe stato applaudito" così il cronista e municipalista Pierantonio Biancini ci narra l'incontro informale col conte di Thurn.

6 luglio 1797 - col suo decreto organizzativo, datato da Rovigno, Raimondo di Thurn conferisce a Rovigno per la prima volta il titolo di Città anche se già negli ultimi tempi della serenissima Rovigno era annoverata nel numero delle città del veneto dominio.


7 luglio 1797 - "Oggi dopo il mezzodì essendosi posto sotto l'armi in piazza tutto il presidio con tutti gli ufficiali ed il colonnello Wacher alla testa con bandiere spiegate e la banda suonante e tamburi battenti S.E. Commissario accompagnato da S.E. Gen.le Maggior Co: di Klenau e seguito da tutto il Magistrato dei diciotto, si portò al Palazzo pubblico ove posta alla pergolata l'arma imperiale, il di lui figlio Co: de Thurn suo Segretario lesse ad alta voce a tutto il popolo il decreto dell'organizzazione. Egli elesse tre Magistrati uno al Civile e Criminale composto dal sig. Ant.o Angelini, dal sig. Cap.o Franc. Beroaldo, dal sig. D.r Gaetano Borgo; il secondo alla Politica ed all'Economico composto dal sig. Franc. Biondo come Direttore e dalli SS.mi Cap. Zuanne Costantini e Cap. Dom.o Facchinetti, come aggiunti ed il Provv.r Martin Blessich Cassiere; il terzo della Sanità composto dal sig. D.r Pierantonio Biancini, sig. Carlo Basilisco ed il sig. Franc. Benussi. Indi se ne ritornò a casa collo stesso corteggio, e nel dopo paranzo all'ore 22 partì per Valle" . (Biancini) Come si può vedere il decreto organizzativo del conte di Thurn (o Raimondo della Torre) sarà ben più stravolgente da quanto richiesto dal Biancini e dal cap. Beroaldo.

Tomaso Caenazzo ci riporta il grido di dolore di Antonio Angelini fu Angelo che pur partecipando del Governo Democratico e poi della restaurazione austriaca continuava a rimpiangere la ex-Dominante: "O cambiamenti, o vicende! In breve periodo quattro governi: aristocratico, anarchico, democratico, monarchico ".

9 luglio 1797 - alla Repubblica Cisalpina verrà unita un'altra repubblica nata dalla rivoluzione francese la Repubblica Transpadana (ex Ducato di Milano). Verrà così a costituirsi un ampio stato rivoluzionario nell'Italia del nord sotto l'egida francese con la capitale a Milano:



la Repubblica Cisalpina adotterà il tricolore bianco, rosso e verde:



10 luglio 1797
- "In  questa mattina schierata tutta la truppa nella Piazza con bandiere spiegate, tamburi battenti, e la banda suonante con alla testa il suo colonnello coi suoi ufficilai fu inalberata sullo stendardo la bandiera austriaca custodita dal sopraintendente al porto Benussi... Capitò pure in questa mattina una lettera dalla Municipalità di Venezia diretta alli rappresentanti il popolo di Rovigno con entro una protesta a stampa contro l'invasione fatta dalle truppe austriache dell'Istria".... ma oramai i giochi erano fatti!! (Biancini)

16 luglio 1797 - in Drio-vier nasce una rissa in una osteria tra 4 militi del presidio austriaco e popolani rovignesi. La polizia austriaca scopre un piano di alcuni padroni di barca di Pirano, Cittanova, Parenzo e Rovigno per indurre la Municipalità di Venezia a liberare l'Istria dal dominio austriaco.

19 luglio 1797 - la sera scoppia in un'osteria tra rovignesi e soldati del presidio una violenta rissa., mentre la domenica successiva vi è un tentativo da parte di un popolano rovignese di ammainare lo stendardo austriaco.

3 agosto 1797 - " Partì il Colonnello Wacher del Reggimento Stuart con tutta la truppa boema ed entrarono i croati in numero di 600 aventi alla testa il sig. Maggior ". (Biancini)

23 agosto 1797 - Perasto, all'interno delle Bocche di Cattaro, nel 1368, durante l'assedio veneziano a Cattaro contribuì volontariamente ed in maniera decisiva alla vittoria di San Marco. Vittor Pisani, che era il Comandante veneziano, ne fece le più alte lodi in Senato e da allora venne concesso a Perasto il titolo di Fedelissima Gonfaloniera . Dodici gonfalonieri di volta in volta eletti dal Consiglio degli anziani della Comunità Perastina, erano i responsabili delle bandiere di guerra dell'Armata oltremarina di terra e di tutta l'Armata navale.


Mai i gonfalonieri di Perasto vennero meno a questo loro compito e l'ultimo Podestà di Perasto il Capitano Giuseppe Viscovich ripose l'amato gonfalone di San Marco sotto l'altare maggiore del Duomo di Perasto accompagnandolo con una accorata orazione rimasta famosa per il testimoniato amore per la Serenissima:



L'episodio venne rappresentetato in questo toccante quadro del pittore dalmata Giuseppe Lallich (Spalato 1867 - Roma 1953).
26 agosto 1797 - Rovigno, nuovo tentativo di ammainare una bandiera austriaca e nuovi scontri con la guarnigione austriaca.

6 settembre 1797 - "Partì tutto il presidio di Rovigno ch'era di 600 croati per Trieste, e ne venne per altri 260 circa". Il Benussi nelle sue note alle Croniche del Biancine aggiunge che "Nei soli 3 mesi, dal giugno a tutto settembre, il comune aveva speso lire 7890 per l'acquartieramento delle truppe e per la provvista d'acqua che faceva venire o con barche da Fontane, o su carri dalla campagna".

7 ottobre
1797 - Lorenzo Barzelogna supplica le autorità di eseguire la sentenza contro Nicolò Ferrara, detto Fonda, e Marco Novello, detto Mantecca, autori dell'efferato omicidio del figlio che nonostante la sentenza di messa al bando giravano insolentemente per Rovigno.

11 ottobre 1797 - il tradimento napoleonico oramai è chiaro anche ai più fanatici patrioti del Governo democratico di Venezia, il loro stato d'animo viene perfettamente condensato dal giovane Niccolò Ugo Foscolo nell'incipit della sua opera narrativa più famosa, Le ultime lettere di Jacopo Ortis: " Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia..."

17 ottobre 1797 - Trattato di Campoformido (Campoformio) con cui viene sancito il tradimento napoleonico già palesato nei preliminari di Leobon: la Repubblica di Venezia viene sacrificata agli Austriaci, che in cambio riconosceranno la neo-nata Repubblica Cisalpina, e conseguentemente giunge alla fine il Governo della Municipalità Provvisoria di Venezia.


Medaglia commemorativa della
Pace di Campoformido


Venezia, con l'Istria e la Dalmazia, viene ceduta all'Austria in cambio dei Paesi Bassi e della riva sinistra del Reno. La Francia inoltre, degli ex domini veneti, si annette le isole del Levante, quelle adriatiche ed alcuni stabilimenti in Albania.


Stemma del Regno di Dalmazia

26 ottobre 1797 - a Rovigno vi è un nuovo tentativo di strappare la bandiera austriaca, mentre a Capodistria scoppia una rissa tra militari croati del presidio austriaco e capodistriani.

26 ottobre 1797 - nove giorni dopo il trattato del Campoformio, Napoleone firmò un decreto con il quale trasferiva a Milano la «Società Italiana». E la trasferiva visto che Verona, sede dell'Accademia, sarebbe passata all’Austria e non voleva che una Società Nazionale e "italiana" non risiedesse in territorio libero e indipendente. Questa fu almeno la giustificazione che Napoleone addusse per sedare le proteste degli accademici e del loro nuovo presidente, l'astronomo veronese Antonio Cagnoli. In realtà lo scopo era quello di trasferire il sapere degli accademici in un territorio da lui controllato: la conoscenza è potere!

9 gennaio 1798
- i soldati francesi depredano tutti gli splendidi intagli e quanto c’era di dorato del Bucintoro fondendo il tutto sull’isola di San Giorgio Maggiore per estrarne l’oro, il rogo durerà ben tre giorni. Un'altro duro colpo a quanti avevano creduto nelle nuove idee rivoluzionarie: la realtà fu ben diversa.

18 gennaio 1798 - dopo aver depredato i capolavori d'arte da pinacoteche, chiese e ville private; mandati a Parigi i quattro cavalli di bronzo che ornavano la Basilica di S. Marco; presi sei vascelli ed altrettante fregate che erano a Corfù; svuotato l'arsenale, affondate tutte le navi in riparazione, ed arso come detto il Bucintoro, quando non ci fu più nulla da "prelevare", il generale Serrurier - non prima di aver fucilato un oste veneziano e un contadino mestrino - abbandonò la città agli Austriaci. La promessa di Napoleone "Popolo dell'Italia! L'armata francese viene a rompere le vostre catene...". s'era compiuta.

Le truppe austriache, comandate dal gen. Wallis, entrarono a Venezia quasi come un liberazione dopo tutte le angherie francesi e rivoluzionarie.

28 aprile 1798
- viene pubblicato a Rovigno l'editto emanato il 17 marzo dal conte di Thurn, con proclama imperiale, che grava di un dazio di 8 fiorini, pari a 40 lire venete, l'esportazione di ogni barile d'olio istriano.

7 maggio 1798 - viene emanata una circolare firmata dal barone Franz Philipp von Roth (conosciuto anche come Francesco Filippo de Roth) con cui si introduce, anche nell'Istria ex-veneta, il regolamento giudiziaro provvisorio. La circolare, composta da 18 articoli, faceva tabula rasa del precedente sistema veneto, tanto che sin dal 1° articolo proclamava: "... resta, per base di preliminare previdenza, vietato l'uso di disputare a voce le cause civili, e quello di pronunziare la sentenza in fine della disputa... " ed anche: " In qualunque causa l'attore produrrà la sua petizione innanzi al Tribunale col mezzo di una scrittura, ossia allegazione, documentata da tutte quelle prove di fatto, di deduzione e di ragione che riputasse le piu proprie per sostenere ed appoggiare la sua domanda" .

3 giugno 1798 - in reazione verso l'esoso dazio il magistrato di Rovigno nomina una deputazione per presentare al cesareo governo un Memoriale di rispettosa ma ferma protesta. Il governo austriaco sarà costretto, alla luce di questa ed altre proteste, a fare parzialmente marcia indietro esentando dal dazio l'esportazione dell'olio almeno verso Venezia;

28 agosto 1798 - tumulto popolare a Rovigno.

3 settembre 1798 - soltanto quattro mesi dopo l'emanazione del nuovo regolamento giudiziaro provvisorio Francesco Biondi, a capo della direzione Politico-economica di Rovigno, segnalava al governatore un esposto firmato dai 107 capifamiglia della città fortemente contraria al nuovo regolamento ed al sistema delle "Allogazioni scritte" che, con una ulteriore ordinanza del 20 maggio, prevedeva dovessero essere: "tutte firmate da un avvocato approvato e riconosciuto onde risponda e sia responsabile in ogni caso dell'ordine". Questo  provvedimento comportava un notevole aggravio sulle parcelle degli avvocati cosa questa, che agli oculati e litigiosi rovignesi, non poteva andar bene. Tanto più che alle volte il costo della parcella era maggiore del valore del contendere. La petizione richiedeva pertanto che il sistema delle "allegazioni "  fosse limitato alle cause eccedenti il valore di "più di cento ducati".

3-4 ottobre 1798 - a Rovigno si verificano zuffe tra popolani e soldati, cosicchè quando viene ritrovato il corpo di un soldato del presidio austriaco, tale Michele Himet, sulla strada che conduce da Rovigno a Valle, le autorità austriache pensano subito ad un omicidio. La successiva autopsia attribuirà però la causa del decesso ad un evento naturale cosicchè il rovignese Domenico Sponza, accusato in prima istanza dell'omicidio, verrà prosciolto nel processo a suo carico tenutosi nove mesi dopo;

10 ottobre 1798 - assalti a mano armata, case svaligiate, persone minacciate, morti sospette vengono a funestare la vita a Rovigno.

24 ottobre 1798 - un milite austriaco mentre si recava a Dignano per servizio, viene malmenato e disarmato del fucile nei pressi di Rovigno. Qualche giorno dopo poco fuori città viene rinvenuto il cadavere di un altro soldato austriaco. Sempre nel mese di ottobre veniva minacciato con lo schioppo da un popolano rovignese un altro milite. Per far fronte all’ondata di aggressioni subite dai militari del presidio austriaco, si istituisce a Rovigno una Speciale Commissione inquirente per i crimini contro i presidi militari.

22 novembre 1798 - ripara nel porto di Rovigno il brigantino "Il feroce dalmata" comandato dal cap. Cristoforo Popovich di Castel Nuovo che aveva subito l'assalto di una nave corsara battente bandiera francese;

1799 - si stampa a Venezia l' OPUSCOLO: "I popoli d'Italia viventi nei governi monarchici ai popoli delle sedicenti nuove repubbliche"

1799 - Cristoforo Tentori dà alle stampe la " Raccolta cronologico - ragionata di documenti inediti che formano la storia diplomatica della rivoluzione e caduta della Repubblica di Venezia " a lui dobbiamo la seguente spiegazione sulla caduta di Venezia: ".. perì vittima sfortunata ed innocente della sua lealtà, della generosa ospitalità sua, e di quella imputabile ed imparziale amicizia, con cui riguardò ed accolse nel seno suo ospiti sconoscenti ed ingrati, amici sleali, scellerati e perversi".

gennaio 1799 - a Rovigno si riapre il processo su di un caso che all'epoca fece grande scalpore in quanto la vittima era la nobildonna veneta Orsola Semitecolo che nel luglio precedente aveva noleggiato il pielago del paron Felice Benussi di Rovigno per essere trasportata assieme a famigliari e servitori da Medolino a Ragusa di Dalmazia. Senonchè all'atto di salpare la nobildonna era stata rapinata da alcuni loschi figuri saliti armatri a bordo. Nella rapina ci scappò il morto e le successive indagini dimostrarono che la rapina era avvenuta con la connivenza del Benussi e del fratello Iseppo. I rapinatori erano tutti della Villa di Promontore: Francesco Slipsevich e il figlio Zuanne; Michele de Franceschi e Zorzi Raclich. Oltte ai suddetti venne arrestato anche il ricettatore della refurtiva l'orefice dignanese Zuanne Manzini.

6 gennaio 1799 - "Città di Algeri Grazia R.ta dalla B.V. delle Grazie Antonio Barichio Q.a Francesco - Esendo schiavo nele mani delli Barb.ri li 4 Apprile 1797 - A. Luoco dove furono gettato in mare. B. Antonio Barichio quando in mare per Fug.i a bordo il coter inglese. - C. Il Corsaro inglese dove fu Ric.to a Bordo, per volonta D.B.V. - D. Barca de Turchi quando lo ripresero in tera. - E . Quando lo condusero incadenado a la Giustizia. - F. Palaso e Corte del Re quando fu Sentisiato alle Bastonate. - E. poi in fine fu stato liberato. Addì 6 genaro 1799 G.R"

12 gennaio 1799
- la Superiorità locale di Pirano dichiarava che il popolo istriano "poco innanzi obbediente alle leggi e alle obbligazioni dell'ordinata società quasi spontaneamente e senza numeroso apparato di forza coattiva, recalcitrava ora alla disciplina, aborriva la subordinazione e inclinava alla licenza tanto che, se non fossero esistiti i numerosi presidii militari, l'Istria sarebbe diventata un teatro di orrore dominato dalla rapina  dalla strage" AMSIA vol VII n.s.

26 gennaio 1799 - tumulto popolare a Parenzo.

9 febbraio 1799 - a Rovigno il locale deposito dei tabacchi viene nottetempo alleggerito di 119 libbre di tabacco, naturalmente per incrementare la fiorente industria locale del contrabbando, vanamente contrastata dagli "Spadaccini della Ferma" i quali in mancanza di una divisa si distinguevano tuttora per un bracciale dorato, posto sulla manica sinistra dell'anbito, recante lo stemma di S. Marco in ottone e le iniziali F.G.T.

12 febbraio 1799 - vibrante protesta dei pescatori di Chioggia contro le violenze perpetrate a loro danno dai pescatori di Rovigno. I pescatori rovignesi a loro volta accusano i chioggiotti di danneggiamenti alle loro reti di pesca, avvenuti il 4 febbraio, nel tratto di mare nei pressi di Punta Croce. Pare che tra i contendenti oltre alle parole non fossero mancate le schioppettate così come in un successivo scontro tra un peschereccio chiogiotto da cui erano partiti colpi di fucile contro la brazzera del rovignese Zuanne Maraspin. Due chiogiotti vennero arrestati e processati con l'accusa di aver sparato contro la brazzera rovignese ma se la cavarono dicendo di aver scaricato i fucili per pulirli... così andava la giustizia all'epoca!

marzo 1799 - la leva di marinai istriani per la neo costiuita "Oesterreich-Venezianische Marine" (Imperiale e Regia Veneta Marina), nonostante gli sforzi profusi dalle pubbliche autorità, risulta un fiasco colossale. Contro i 300 previsti gli austriaci non riusciranno ad arruolare che 5 marinai;

aprile 1799 - il rovignese Francesco Rocco detto Zivo, viene accusato di aver cercato di allestire una barca armata contro gli austriaci. Si salva dall'arresto con la fuga.

25 aprile 1799 - a Pirano scoppia un tumulto popolare per la soppressione della festa di San Marco operato dalle autorità austriache con l'arresto di 13 piranesi individuati tra i più facinorosi.

27-28 aprile 1799 - a Cassano d'Adda le truppe austro-russe della coalizione antinapoleoneca, comandate dal conte Suvorov, sconfiggono le truppe francesi, assente Napoleone bloccato in Egitto, del generale Moreau aprendosi la strada per Milano.

29 aprile 1799 - Suvorov entra a Milano dissolvendo la Repubblica cisalpina e mandando in crisi le altre repubbliche rivoluzionarie che avevano infiammato la penisola.

2 maggio 1799 - i Deputati della Comunità di Capodistria in un memoriale denunciano l'intollerabile stato dell'ordine pubblico causato dai soldati del presidio austriaco e dalle loro cavalcature che vagavano indisturbati per il territorio, alle volte sotto i fumi dell'alcool, rovinando le seminagioni, requisendo gli scarsi prodotti agricoli, molestando le donne e dedicandosi al furto di bestiame. Inolte vandalicamente facevano strame degli arredi delle caserme costringendo la comunità a continue spese per la loro manutenzione. Era invalso inoltre da parte dei soldati del presidio di voler pagare gli osti per le loro abbondanti libagioni con carte cedole dallo scarso valore intrinseco e molte volte addirittura prive del "numerario" che consentiva di incassarne il controvalore, arrivando a minacciare con le armi osti e negozianti quando costoro si rifiutavano di accettarle in pagamento.

28 giugno 1799 - il Governo Generale di Zara segnala: “ che sono rimasti nei magazzini ex veneti ottocento palosci da punta e seicento da bordo” appartenenti ai soldati dalmati che militavano nelle truppe dell'ex Serenissima.


Palosso usato dalle truppe Oltremarine di Venezia sino al 1797
che meritarano il titolo di "Fedelissime"

Palosso da punta detto anche paloscio o schiavona

Schiavona dalla tipica elsa a nido d'ape - arma in uso dalla cavalleria Oltremarina

30 giugno 1799 - per sfuggire ai reiterati tentativi di leva degli austriaci molte barche rovignesi prendono il largo e così contro i 60 marinai preventivati Rovigno ne fornisce a malapena 21;

23 settembre 1799 - accalorato ricorso dei vecchi membri del Consiglio Civico di Rovigno contro il nuovo governo popolare.

26 novembre 1799 - a Genova il "5 agghiacciatore " esce una nuova edizione (la VI) dell'Ode " A Bonaparte liberatore" accompagnata da una dedicatoria che va tutto ad onore del "Libero Uomo" Niccolò Ugo Foscolo che non si perita, in piena epoca napoleonica, di rinfacciare al generale corso il tradimento operato col trattato di Campoformido e le speranze tradite:

"...Vero è che, più che della tua lontananza, la nostra rovina è colpa degli uomini guasti dall'antico servaggio e dalla nuova licenza. Ma poichè la nostra salute sta nelle mani di un conquistatore; ed è vero pur troppo che il fondatore di una repubblica deve essere un despota, noi e per i tuoi beneficj, o pel tuo Genio che sovrasta tutti gli altri dell’età nostra siamo in dovere di invocarti, e tu in dovere di soccorrerci non solo perchè partecipi del sangue italiano, e la rivoluzione d'Italia è opera tua, ma per fare che i secoli tacciano di quel Trattato che trafficò la mia patria, insospettì le nazioni, e scemò dignità al tuo nome...."

1° gennaio 1800 - con un editto del C.R. Governo Provvisorio dell'Istria emesso da Capodistria e firmato da Franz Philipp von Roth - nelle cronache citato come "de Roth" - viene unificato il diritto di giustizia criminale che in precedenza sotto il governo veneto spettava ai Comuni retti da un Podestà e da alcune Baronie creando un unico Tribunale con sede a Parenzo

1° febbraio 1800 - d'ordine del ministro barone Franz Maria von Thugut gli austriaci apportano notevoli modifiche all'amministrazione dell'Istria ex-veneta con una riduzione dei comuni e la ripartizione in otto Circondari o Dipartimenti, ciascuno dei quali sottoposto ad una Direzione politico-economica: Capodistria, Pinguente, Pirano, Montona, Parenzo, Rovigno, Albona e Pola. In ogni capoluogo viene istituito un Tribunale amministrativo di 1° Istanza; in ogni comune un ufficio cosiddetto di Sommarietà presieduto da un giudice per dirimere le cause sino a 20 ducati (120 lire venete). Tale giudice aveva altresì la carica di Superiore locale politico (cioè amministrativo). A Parenzo viene istituito un Tribunale Criminale di 1° Istanza, mentre a Capodistria continua a sussistere il Tribunale d'Appello Civile e Criminale. La terza istanza spettava al Supremo Tribunale Revisorio di Venezia. Per le cause civili e quelle criminali pregresse continuò ad essere vigente la legislazione veneta.

nel primo periodo austriaco operavono a Rovigno due scuole pubbliche aperte a spese del Comune: una " primaria", affidata a tre sacerdoti ed una " triviale" ove  si impartivano lezioni di grammatica e retorica.

12 febbraio 1800 - "Capitò il decreto che Rovigno era stabilita capital di un dipartimento composto di S. Lorenzo, Gradina, del Leme, Canfanaro, S. Vincenti e Valle". (Biancini).

3 marzo 1800 - una circolare di Franz Philipp von Roth regolamento l'accesso all'avvocatura "a cui d'ora in poi sarebbero stati ammessi unicamente laureati nelle Università dello stato asburgico e coloro che volevano iscriversi al ceto degli avvocati dovevano farne richiesta al tribunale revisorio di Venezia proposto a invigilare sull'ordine degli avvocati."

14 giugno 1800 - a Marengo Napoleone infligge una dura sconfitta all'esercito austriaco che ripristinerà il dominio francese con il ripristino in Italia delle "amiche" Repubblica Cisalpina e Ligure, e la riconquista del Piemonte e della Toscana.

luglio 1800 - un gruppo di possidenti ed agricoltori del Capodistriano invia una petizione affinchè si consentisse loro di costituire un corpo di 24 popolani cui affidare il compito, sotto la guida di un nobile, di pattugliare nottetempo le campagne per porre fine alle continue ruberie e devastazioni operate, sin allora impunemente, dai "villici del suburbio".

26 settembre 1800 - viene emessa la sentenza di morte tramite impiccagione contro il morlacco Zorzi Chersola, detto Giuco, di Villa di Lavarigo "Reo di pubblica forza, Ladro famoso Omicida, violento recidivo abigeo, Ladro pubblico, e Grassatore".

novembre 1800 - viene sfrattato da Rovigno il maestro di ballo "come emissario francese seducente coi suoi perversi discorsi la gioventù".

9 febbraio 1801 - Pace di Luneville che conferma i patti di Campoformido, assicurando alla Francia il confine renano "e l'annessione del Piemonte; l'Austria inoltre dichiarava leggittime le repubbliche sorelle e gli stati satelliti, uniti a seguito del Passaggio del Primo Console (Repubbliche Elvetica, Ligure, Batava e Cisalpina)" mentre all'Austria veniva riconfermata la sovranità sugli ex-possedimenti veneti a parte i territori della ex-Repubblica Veneta fino all'Adige che vennero inclusi nella ricostituita Repubblica Cisalpina.


2 marzo 1801 - due soldati del presidio di Pirano durante una rissa scoppiata in un'osteria rimangono feriti. Il primo tenente Zergollen ritenendo colpevole del ferimento il marinaio Zuanne Poli lo sottopone arbitrariamente a 50 colpi di bastone per poi gettarlo in prigione. Lo sfortunato giovane, risultato poi innocente, morirà a seguito delle bastonate ricevute. L'ufficiale, difeso dal comando militare, se la cavò con il pagamento di un misero indennizzo di 60 fiorini alla povera madre che, già vedova del marito, era rimasta priva anche del sostegno del figlio. I colpevoli del ferimento erano stati Carlo Manzoni e Almerigo Bontempo che avevano reagito alle provocazioni dei due militi.

6 marzo 1801
- alle ore 11 viene eseguita la sentenza di morte tramite fucilazione contro Simon Vitassovich, detto Presolich, della Villa di Marzana, reo di omicidio, rapine e furti e capo della banda che dal 1797 aveva infestato prima i dintorni di Pola, spostando poi le sue criminali attività nel territorio di Capodistria

novembre 1801
- viene esautorato il conte Raimondo di Thurn, e la carica di Commissario Plenipotenziario per L'Istria, la Dalmazia e l'Albania passa al nobile friulano il barone Francesco Maria di Carnea de Steffaneo (l'arcade romano-sonziaco Filindo Locrense).

novembre 1801 - si diffonde la notizia che l'inquieta Rovigno si sia ribellata agli austriaci. Le allarmate autorità austriache spediscono d'urgenza 300 soldati di rinforzo al presidio militare della cittadina istriana.

1° gennaio 1802 - tutti i pubblici ufficiali, sia di nomina elettiva che governativa, debbono prestare giuramento al Cesareo Regio Governo "di non essere presentemente legato nè in Paese nè nell'Estero a veruna segreta Società o consorzio, promettendo sotto la responsabilità del medesimo nostro Giuramento di non associarci giammai nell'avvenire a consimili segrete connessioni o confraternite" qui il Giuramento della Cesarea Regia Direzione Politico-Economica di Rovigno:


26 gennaio 1802 - allla conclusione dei lavori la Consulta di Lione sancisce il passaggio di denominazione della Repubblica Cisalpina in Repubblica Italiana e Napoleone Buonaparte, per acclamazione, ne diviene il primo Presidente.Vicepresidente della Repubblica fu proclamato il conte milanese Francesco Melzi d’Eril.


VOTI. PVBLICI

PER. LA. PROSPERITA'
ITALICA. ASSICVRATA
COLLA. COSTITVZIONE
AVSPICE. BONAPARTE

7 ottobre 1802 - scoppia un violento incendio che distrugge buona parte del Convento Francescano di Rovigno. Vedi l'epistolario di P. Giangrisostomo Tovazzi professore dell'Ordine Serafico de' Minori di S. Francesco: "Lì 7 ottobre 1802 restò bruciata tutta la biblioteca nostra di Rovigno per un incendio casuale. Era molto copiosa di libri".

1802 - Joseph Lavallèe pubblica a Parigi presso l'editore Didot il "Voyage pittoresque et historique de l'Istrie e de la Dalmatie, rédigé d'après l'itinéraire de L. F. Cassas " . Opera splendidamente illustrata con i disegni che Louis François Cassas (1756-1827) aveva fatto dal vivo durante la sua visita dell'Istria e della Dalmazia nel 1782.


Vue de Pirano

5 marzo 1802 - il plenipotenziario austriaco per le province dell'Istria, Dalmazia ed Albania, barone Francesco Maria di Carnea-Steffaneo, visita la città di Rovigno che per l'occasione presenta tutta la via Carrera illuminata con ceri.
2 marzo 1802 - a Venezia vengono istituiti il Collegio dei Cadetti di Marina e la Scuola di Ingegneria Navale collocati nell'antico monastero di sant'Anna a Castello ed inoltre, presso il comando supremo della Marina da guerra austriaca, viene istituita la Biblioteca della Marinadalla fine del XIX secolo denominata Biblioteca della Regia e imperial Marina (K. u. k. Marine-Bibliothek). Il Collegio, la Scuola e la Biblioteca furono volute dall’arciduca Carlo (1771-1847), ministro della marina e della guerra, che tra l'altro donò i primi 20 volumi di opere scientifiche che costituirono il nucleo centrale della Biblioteca della Marina..

7 marzo
1802
- il barone Steffaneo, uomo d'idee conservatrici, non tollerando la sopravvivenza del Governo dei 18, democraticamente eletto, ne dichiara lo scioglimento ripristinando il Consiglio dei Cittadini e ricostituendo così il Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno di veneta memoria. Opera però un ridisegno di tale istituzione sia riducendone la rappresentanza ad un componente per famiglia, sia aggregando le famiglie del Popolo che avevano un rappresentante nel precedente Governo dei 18. Istituisce inoltre una "consulta di 24 individui di questo corpo" onde governare la Comunità. Le famiglie del popolo aggregate in quella occasione al Corpo dei Cittadini furono 14 (AAS - Biancini):
1. Natori;
2. Godena;
3. Borghi;
4. Califfi;
5. Blessich;
6. Facchinetti; 
7. Venerandi;

  8. Biancini;
  9. Angelini (Giuseppe q. Giacomo);
10. Cherini;
11. Brunelli;
12. Angelini (Antonio q. Anzolo);
13. Da Pas;
14. Benussi.
13 agosto 1802 - viene decretata la "Coscrizione obbligatoria" dalla durata di quattro anni per cui ogni dipartimento della Repubblica Italiana doveva fornire un contingente di uomini per soddisfare la fame di soldati necessari per le continue guerre napoleoniche. Fino al 1814 circa 200 mila uomini combattereono nelle milizie italiche e ben 125 mila persero la vita. La coscrizione obbligatoria ed il fatto che i maggiorenti potevano pagarsi un sostituto fece crescere il malcontento soprattutto nelle popolazioni rurali con crescita della renitenza alla leva e fenomeni di diserzione che andarono ad incrementare il brigantaggio.

20 agosto 1802
- un decreto fissa il vessillo nazionale della neonata Repubblica Italiana: "un quadrato a fondo rosso, in cui è inserito un rombo a fondo bianco, contenente un altro quadrato a fondo verde"



7 settembre
1802 - messaggio del magistrato camerale di Venezia al console austriaco di Tripoli con allegato il disegno del Tricolore della Repubblica Italiana (istituito il 20 agosto 1802 ed in vigore sino al 28 aprile 1814) nelle sue varie tipologie:

a) Fiamma per i Bastimenti da Guerra.
b) Bandiera de' Bastimenti da Guerra e Mercantili
c) Bandiera delle Piazze e de' For
6 settembre 1803 - la flotta rovignese all'epoca era la preminente in Istria, presentando i seguenti dati: Barche grosse di commercio, con portata da 500 a 1000 staja, n.ro 50; Brazzere di commercio, da 250 a 200 staja, n.ro 150; Brazzere di pescagione, n.ro 60; Brazzere per sale ed altre derrate, n.ro 36. Inoltre operavano 5 squeri per la costruzione di brazzere e navi mercantili. (dati del Rapporto Bargnani).

1803-4 - Rovigno: " BATTERIA DEL MONTE: Così detta perchè appiedi del Monte di S.a Euffemia verso Arnolongo. Fu eretta dagli Austriaci l'an. 1803-4 conservata dai Francesi sino al 1812, con tre grossi cannoni, a difesa del Porto di Valdibora". (AAS)

1° marzo 1804 - entra in vigore in Istria il "Codice dei delitti e delle pene" austriaco anche se per ora soltanto nominalmente perchè ancora nell'agosto del 1804 non era stato pubblicato nè ossevato nella Provincia.

6 marzo 1804 - con decreto viene soppresso il C.R. Governo Provinciale provvisorio dell'Istria ex-veneta, e pertanto viene sollevato dall'incarico il barone di Carnea Steffaneo.

aprile 1804 - il governo di Vienna per la prima volta modifica il governo dell'Istria ex-veneta ponendo quest'ultima a far parte della Provincia di Trieste, e quindi sotto la diretta dipendenza di quel governatore, il conte Sigismondo Lovàcs, dando il nome alla neo costituita regione amministrativa di Capitanato provinciale o circolare , in conformità a quanto avveniva nei restanti domini austriaci. Alla presidenza interinale del nuovo organismo fu lasciato il de Roth, il quale ebbe appena il tempo di mettere in vigore il nuovo codice penale austriaco, dato che morì il 3 aprile.

aprile/maggio 1804 - la reggenza interinale del conte Alessandro Nemeth (circa tre mesi) finisce con la nomina quale Capitano provinciale del marchese Giuseppe Castiglioni e, quale vice-Capitano, del conte Francesco Hohenwart.


Mappa di Trieste inizi XIX secolo (Archivio Diplomatico)

agosto 1804 - divenuta Trieste sede del Governo regionale, Capodistria dovette retrocedere a semplice capoluogo. La nuova organizzazione amministrativa comportò la riduzione delle otto Direzioni politiche a tre Commissariati circolari, quelli di Parenzo, Rovigno e Pola, lasciando invece inalterato l'assetto giudiziario portando però a Klagenfurt il giudizio di Terza Istanza.

14 agosto 1804 - il Capitano provinciale della Carniola, il meranese conte Trauttmannsdorf, sposando le richieste dei suoi amministrati in maggioranza sloveni,  aveva proposto al governo di Vienna che l'Istria ex-veneta venisse aggregata a quella regione. La proposta incontrò però la netta opposizione del conte Lovàcs, che dalla sua recente attività di Governatore di Trieste e dell'Istria ex-veneta poteva affermare che la regione era abitata nella sua stragrande maggioranza da italiani. Il Governo austriaco che già nel 1802 aveva riconosciuto tale fatto ponendola alle dipendenze della Cancelleria aulica italiana di Vienna non poté quindi che respingere la proposta con un decreto datato 14 agosto 1804.

1804 - recrudescenza del brigantaggio, con caccia sistematica dei malfattori, in genere contadini morlacchi, con trasferimento del tribunale criminale da Parenzo a Dignano. I briganti catturati vengono condannati a morte o all'ergastolo senza ottenere però grandi benefici per la pubblica tranquillità. Tantochè il C.R. Supremo tribunale di giustizia di Vienna fu costretto ad inviare  nell'Istria ex-veneta un Commissario aulico e Consigliere di corte, Luca Valeri, per attingere informazioni di prima mano atte a combattere al meglio la piaga del brigantaggio.

dicembre 1804 - Napoleone Bonaparte si fa incoronare Imperatore dei Francesi.

1805 - Il Brigantino Le due Cognate comandato dal Cap. Cristoforo Moretti (1748-1816) nel 1804 e dal figlio Giov. Andrea Moretti (1779-1871)  l'anno 1805:


aprile 1805 - scoppia una violenta rissa tra militari austriaci e popolani rovignesi causata dalla uccisione di un tale Bastian da parte d'una guardia del presidio militare austriaco.

26 maggio 1805 - a Milano Napoleone si fa incoronare Re d'Italia, nominando contemporaneamente viceré il figliastro, Eugenio Beauharnais Principe di Venezia. Dal Regno d'Italia Napoleone smembra la Liguria, che pone direttamente sotto giurisdizione francese; mentre assegna la piccola repubblica di Lucca al cognato Felice Baciocchi, che diventa così uno staterello satellite dell'impero francese.


                   
luglio 1805 - terza coalizione anti-francese composta da Gran Bretagna, Austria, Russia, Svezia e Regno di Napoli.
estate 1805 - scoppia la guerra tra Francia ed Austria.

12 agosto 1805 - il presidio militare austriaco ha l'ordine di abbandonare la città di Rovigno.

7/18 novembre 1805 - precipitosa fuga delle truppe austriache da Trieste, seguite dal governatore Lovàcs e da tutte le altre autorità austriache, che non si curano di abbandonare alla loro sorte 300 soldati feriti.

19 novembre 1805 - entrano a Trieste i francesi al comando del famigerato generale Jean-Baptiste Solignac (1773-1850) alla testa di 500 uomini, tra cui 2 compagnie di colore. Il Solignac impone alla città un contributo di guerra di 6 milioni di franchi in oro ed argento da pagarsi entro le 24 ore, nonché la fornitura di 20 mila razioni giornaliere di viveri per il corpo militare di occupazione che sarà costituito da 3.510 soldati. Le proteste dei triestini al Massena fanno ridurre della metà l'esoso balzello. Visto che la rapina delle pubbliche casse gli aveva fruttato appena 20.450 fiorini, pretese per sé 200 mila franchi in denaro liquido e 30 mila in gioielli per la sua sposa. (il Solignac, per aver stornato dalle casse dell'esercito francese ben 550.000 franchi verrà destituito con disonore il 31 marzo del 1806)

21 novembre 1805 - i francesi entrano a Capodistria. Richiesta di un contributo di guerra di 60.000 fiorini, ne ottengono 20 mila.

22 novembre 1805 - ottenuta per sé e sposa la ricca prebenda, il Solignac abbandona la città alle truppe del generale Seras, che arrivarono il giorno dopo, dichiarando la città esente da ogni ulteriore contribuzione. Ma i neo arrivati non mancarono di fare ulteriori e pesanti richieste fomentando il malcontento dei triestini.

25 novembre 1805 - il comandante del corpo francese d'occupazione gen. Solignac nomina una Commissione composta da due Sindici deputati di Capodistria e di quattro altri notabili che si chiamò Governo provvisorio centrale dell'Istria. Il cui primo atto fu quello di sancire lo status quo lasciando in vigore l'ordinamento austriaco.


Sigillo di Napoleone re d'Italia

PERIODO FRANCESE (1805-1813)
GdeA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
30 novembre 1805 - a Trieste, i francesi ingiungono di consegnare entro le 24 ore tutte le armi sia offensive che difensive.

2 dicembre 1805 - sconfitta degli austro-russi ad Austerlitz.

2 dicembre 1805 - il generale Massena affida l'amministrazione della città di Trieste e del territorio istriano ad una "Magistrature publique, politique et economique", a capo del quale pone il triestino Ignazio de Capuano, che doveva funzionare secondo le leggi vigenti in precedenza.


Andrea Massena

(Nizza 1758 - Paris 1817)
Maresciallo di Francia
Duca di Rivoli

4 dicembre 1805 - visita di Massena a Trieste. Le rimostranze del de Capuano fruttano se non altro l'esonero dell'avido e mal visto comandante della piazza Sassernò, sostituito col capitano di vascello Sibylle.

6 dicembre 1805 - all'atto della sua dipartita dalla città di Trieste il Massena dichiara per Trieste il porto franco, cioè aperto a tutte le nazioni alleate della Francia o comunque neutrali, nonché ad ogni sorta di merce eccettuata quella inglese.

6 dicembre 1805 - col subentro del generale Seras al Solignac il Governo provvisorio decade, dato che il Serras su istanza dei Deputati della Provincia d'Istria, provvide ad istituire un nuovo Governo provvisorio meno raccogliticcio che aveva quale presidente il dalmata Angelo Calafati e 6 consiglieri: il conte Francesco Bocchina, Niccolò Papadopoli, Niccolò del Bello, Bartolo Colombani, Antonio Lugnani e Stefano Angelini di Rovigno. Il nuovo Governo provvisorio entrò in vigore il 9 dicembre. GdeA

Angelo Calafati
(1765-1822)
Angelo Calafati era un avvocato di Lesina che era stato uno dei municipalisti di Venezia nel 1797 da ora in avanti lo ritroveremo ricoprire le massime cariche nei governi dell'Istria napoleonica.

7 dicembre 1805 - alle 15 un drappello di 26 ussari francesi, al cui comando era un certo Vico di Trieste, facendosi credere l'avanguardia di un più consistente corpo di truppa richiede 100.000 fiorini oltre a viveri e vettovaglie alla città di Rovigno. Dopo lungo patteggiare ne ottengono a stento 17.500.

REGNO d'ITALIA (1805-1810)
GdeA
Bandiera del Regno d'Italia 1805-1814
26 dicembre 1805 - la pace di Presburgo (l'odierna Bratislava) sancirà l'annessione degli Stati dell'ex Repubblica di Venezia ceduti in precedenza con i trattati di Campoformido e Luneville, alla Francia che li aggregherà poi al Regno d'Italia. Inoltre Francesco II d'Asburgo - Lorena (Firenze 1768 - Vienna 1835) deve rinunciare al titolo di Imperatore del Sacro Romano Impero per diventare più semplicemente Imperatore d'Austria assumendo il nome di Francesco I.


VENISE RENDUE A L'ITALIE

XXVI DECEMBRE MDCCCV
27 dicembre 1805 - compare a Rovigno il corpo d'occupazione francese composto da 80 uomini di fanteria e di otto cavalieri, l'Angelini li dirà "mori" perché negli 80 fanti vi erano 57 mammalucchi egiziani.

1805 - esce l'Annuale Istriano per l'Anno 1806 a cura dell'editore Weis di Capodistria a cura di Luigi Marini;

19 gennaio 1806 - i francesi rioccupano Venezia.

1806 - Nel " DICTIONNAIRE GÉOGRAPHIQUE PORTATIF" stampato a Parigi nel 1806 vi è il seguente lemma dedicato a Rovigno:

Ovvero: "ROVIGNO o Rouvigne, Arupinum, piccola città assai popolosa dell'Istria, con due buoni porti e delle strade di ottime pietre. Il suo territorio produce dell'eccellente vino, a 14  l. SO da Capodistria. Long. 3r. 28. lat 45. 14."

1806 - muore il dott  PierAntonio Biancini (1739-1806) personaggio importante nella Rovigno di fine settecento venne eletto nel Governo dei 18 e fu l'autore delle Cronache di Rovigno dal 1760 al 1806, ovvero dalla data delle sua elezione quale medico condotto della comunità di Rovigno sino alla sua morte.

1 febbraio 1806 - il viceré Eugenio scioglie il governo provvisorio dell'Istria e nomina al suo posto un Magistrato civile un Intendente di Finanza ed un Delegato di Polizia col compito di governare da Capodistria l'Istria ex-veneta. Il Calafati, Magistrato civile, nomina a sua volta sei Delegati di governo per il disbrigo degli affari politici ed economici. I francesi suddividono l'Istria in due soli Distretti, quello di Capodistria e quello di Rovigno con il Canal di Leme quale confine. Rovigno all'epoca conta circa 9.000 abitanti ed è la maggiore città istriana.


Regno d'Italia 1806

6 febbraio 1806 - in esecuzione della pace di Presburgo i funzionari austriaci cominciano a tornare a Trieste anche se continua a rimanervi il presidio francese.

7 febbraio 1806 - con decreto vicereale vennero "nominati il magistrato civile, l'intendente di finanza, ed un delegato di polizia, tutti residenti in Capodistria, in forza di che cessò dalle sue funzioni il Governo provvisorio, e con esso cessarono i tribunali di prima istanza civile, eccettuati quelli di Capodistria, e di Parenzo, e furono conservati tutti i giudici sommarj" (rapp. Bargnani).

giovedì grasso 1806 - Rovigno è occupato da 3.000 soldati francesi che però pochi giorni dopo se ne partono per il Montenegro.

19 febbraio 1806 - "Dalmati! L'Imperatore Napoleone, Re d'Italia, vostro Re, vi rende alla vostra Patria. Egli ha fissato i vostri destini; il trattato di Presburg garantisce l'unione della Dalmazia al Regno d'Italia. In attesa dell'istante, in cui questa Riunione dovrà realizzarsi, Sua Altezza Imperiale Il PRINCIPE EUGENIO NAPOLEONE, Vice Re d'Italia, regge in qualità di Governatore Generale gli antichi Veneti Stati, ed il Sig. General MOLITOR, a cui SUA MAESTA'  L'IMPERATORE, E RE ha confidato il comando delle Sue Truppe in Dalmazia, esercita da quersto giorno tutte le superiori funzioni Civili, e Militari.
BRAVI DALMATI ! riempite i vostri destini, ripigliate il vostro Rango, quello degli Avi vostri fra le Nazioni, mostratevi fedeli alla Patria comune, zelanti per Servizio del Vostro Sovrano, sommessi alle Leggi sotto le quali Egli ha riuniti li Popoli d'Italia come membri d'una sola Famiglia, Mostratevi degni d'essere calcolati nel numero de' Figli di NAPOLEONE. Io Ricevetti l'Onorevole Incarico di assicurarviin Nome di SUA MAESTA' , che Dessa veglierà sopra di voi, ecciterà la vostra Industria, renderà fecondi tutti i germi di prosperità, che rachiude il vostro Paese. Qual pegno più certo potevate voi ottenere della Paterna Sua cura, di quello della scelta del Principe Vice Re per vostro Governatore
, e di un Generale Comandante in Capo si Degno di Rappresentarlo ? - ZARA, li 19. Febbrajo 1806". Così con la tipica retorica dei tempi nuovi, il proclama del generale Dumas emanato su ordine di Napoleone ai Dalmati.

In quell'anno una delegazione guidata da Gian Luca Garagnin, Girolamo Bajamonti, Simone Stratico, Giovanni Kreglianovich Albinoni, Lovrich e da altri notabili dalmati si recò da Napoleone per rendergli omaggio e perorare la causa della Dalmazia.

1806 - esce a Zara, per i tipi di Anton Luigi Battara, il libro "Riflessioni Economico-Politiche sopra la Dalmazia" di Gian Luca Garagnin di antica famiglia dalmata di Traù, già distintosi per gli scavi archeologici di Solona da lui iniziati nel 1804.

4 marzo 1806 - solamente in tale data le ultime truppe francesi lasciano Trieste dopo averla lungamente tartassata con continue richieste. Alle 10 dello stesso giorno vi entrano dopo un'ora le truppe austriache al comando del gen. conte Luigi Gavassini. Il barone von Sumeraw stimò in più di 12 milioni di franchi le perdite subite dalla città durante l'occupazione francese durata tre mesi e 13 giorni.


divise dell'esercito del Regno d'Italia

27 marzo 1806 -  da Milano Eugenio, viceré d'Italia,  decreta il " Regolamento per l'attivazione in tutto lo Stato dei Registri delle nascite, de' matrimoni e delle morti".

30 marzo 1806 - da Les Tuileries Napoleone decreta che gli Stati veneti, ceduti dall'imperatore di Germania in forza del trattato di Presburgo, siano riuniti al Regno d'Italia con decorrenza dal 1° maggio; decreta inoltre che il Codice napoleonico, il sistema monetario e il concordato siano leggi fondamentali dello Stato; stabilisce l'a creazione di 12 grandi feudi (Dalmazia, Istria, Friuli, Cadore, Belluno, Conegliano, Treviso, Feltre, Bassano, Vicenza, Padova, Rovigo) la cui  investitura sarà trasmessa in via ereditaria per primogenitura; stabilisce le rendite a favore di chi sara infeudato e, naturalmente, l'importo del pagamento da aeffettuarsi all'armata francese che soggiorna nel regno da parte del tesoro italiano. Accorda inoltre il titolo di principe di Venezia all'erede del Regno d'Italia. Il feudo istriano verrà da lui assegnato al Maresciallo di Francia Jean Baptiste Bessières assegnadogli il titolo di Duca d'Istria con la concessione del non piccolo appannaggio della 15° parte delle rendite della provincia, pari a circa 100 mila franchi.


Jean-Baptiste  Bessières
duca d'Istria
 1768 -1813

L'Istria ex veneta inclusa nel regno d'Italia costituiva uno dei sette dipartimenti, con capoluogo Capodistria.

9 aprile
1806 - decreto attuativo del Vicerè Eugenio Beauharnais con cui si estende all'Istria ex-veneta gli Statuti Costituzionali del Regno d'Italia, il Codice Napoleonico, il Concordato con la Santa Sede, i decreti organizzativi dell'amministrazione civile e religiosa.
in conseguenza dell'entrata in vigore del Codice Civile gli statuti rovignesi vengono aboliti.

17 aprile
1806 - decreto del viceré che aumento il prezzo del sale, elemento essenziale per la fiorente attività conserviera rovignese, inutile dire che ciò provocò il più grande malcontento tra la popolazione.


Eugenio de Beauharnais
(1781†1824)
Vice Re d'Italia dal 1805 al 1814
29 aprile 1806 - decreto di Napoleone emanato da Saint-Cloud con cui fissa la struttura politica amministrativa della nuova regione. L'Istria ex-veneta coi suoi 90 mila abitanti diviene il Dipartimento d'Istria con capoluogo la città di Capodistria e con a capo un Prefetto, che fu ancora una volta Angelo Calafati, già presidente del Governo provvisorio dell'Istria. Vengono altresì abolite tutte le Confraternite laiche con l'incameramento dei loro beni. A Rovigno si salva soltanto la Confraternita del SS Sacramento. 

1° maggio 1806 - entra in vigore il Codice Napoleonico e cessano quindi in Istria gli antichi Statuti comunali. Entra in vigore la registrazione degli atti presso gli Uffici del Registro e negli Uffici Ipotecari ed i Registri di Stato Civile.

Medaglia Napoleonica col tempio d'Augusto a
Pola
che celebra la "Conquista dell'Istria"
maggio 1806 - a Capodistria si crea una Loggia massonica, a quanto pare la prima in Istria, istituita dal colonnello francese Gillet, che si richiama dapprima alla Loggia madre di Parigi e poi al Grande Oriente d'Italia (G.O.I.). Vi erano iscritti tutti i più accesi filo-francesi e un gran numero di funzionari governativi.

31 maggio 1806 - da Sant Cloud Napoleone decreta l'istituzione di una Legione in Dalmazia e di un Battaglione in Istria: il Battaglione Reale d'Istria che doveva essere composto da 670 uomini e Rovigno doveva contribuirvi con 60 elementi.


Divisa Reg.to Dalmata

11 giugno 1806 - su richiesta di Napoleone il Vicerè d'Italia Eugenio Beauharnais incarica con un apposito decreto Cesare Bargnani, membro della Sezione legislativa del Consiglio di Stato, di effettuare un'attenta ricognizione sullo stato dell'Istria ex-veneta, nell'isole del Quarnero e della Dalmazia onde poter provvedere con conoscenza di causa alle riforme necessarie.

12 luglio 1806 - esce a Zara il giornale settimanale "Regio Dalmata - Kraglski Dalmatin" foglio che come dice il 1° numero "Riguarda agli atti e documenti pubblici del Regno e della Provincia, questo foglio è Officiale". Uscirà dal 12 luglio 1806 al 1º aprile 1810. Il curatore del giornale sarà il modenese Bartolomeo Benincasa (Modena 1746-Milano 1816). Il giornale uscirà in edizione bilingue italiana e croata e sarà in assoluto il primo giornale ad essere scritto anche in questa lingua.


28 luglio 1806 - Napoleone ordina la soppressione degli enti religiosi e delle confraternite con incameramento dei loro beni: il grande furto continua.

estate 1806 - in piazza della Riva divertiva da più sere i rovignesi un burattinaio con le avventure della marionetta di pulcinella. Una sera non si sa bene perché, tra la folla radunata per vedere il pulcinella, nacque all'improvviso un trambusto che degenerò presto in panico, al punto che si diffuse a Capodistria la notizia che a Rovigno era nata una sommossa anti francese.

estate 1806 - per ordine di Napoleone l'insigne idrografo francese Charles François Beautemps-Beaupré (1766-1854) effettua una serie di misurazioni idrografiche della costa occidentale dell'Istria e successivamente della Dalmazia. Frutto di questo pregevole lavoro è l'opera "Reconnoissance hydrographique des ports du Royaume d'Italie situés sur les côtes du Golphe de Venise commencé en 1806 par ordre de sa majesté Napoleon",  composta da 15 piani e carte marittime, due fogli panoramici della costa con un rapporto per complessive 67 pagine. Con dettagliate tavole del golfo di Pirano, del Porto di Umago, del Quieto, di Parenzo, di Pola, Veruda e del canal di Leme, di Fasana, di Unie, di Zara, Sebenico ecc . Stranamente manca il porto di Rovigno.


30 settembre 1806 - la fraglia dei pescatori di Rovigno presenta una supplica per il ribasso del prezzo del sale, quasi decuplicato rispetto al periodo veneto.

17 ottobre 1806 - dopo circa quattro mesi il "Consigliere Bargnani" consegna il " Rapporto Statistico dell'Istria del suddetto Consigliere di Stato a S.A.I. il Principe Vice-Re d'Italia". La dettagliata e scrupolosa relazione non può che tracciare un quadro disastroso della nuova regione. Tra l'altro il Bargnani presenta la necessità di unificare l'Istria ex-veneta a quella austriaca includendovi anche Trieste e Fiume.

21 novembre 1806 - Napoleone proclama il blocco continentale all'Inghilterra che tanti guasti apporterà ai commerci delle città marittime dell''Istria ed in primis a Rovigno.


Truppe napoleoniche locali
Istria & Dalmazia

1806 - in quell'anno risulta che a Rovigno si avessero le seguenti quantità di pesce salato, una delle principali attività della cittadina istriana: 95.000.000 sardelle; 1.500.000 sardoni; 80.000.000 menolotti. Il che costituiva quasi il 70% dell'intera produzione istriana. Tra le attività dei pecatori rovignesi non mancava la pesca al tonno che svolgevano arditemente in particolare lungo le acque di Pola. La marineria rovignese era costiuita da:

 Barche grosse di commercio
 Brazzere di commercio
 Brazzere da pesca
 Brazzere per sale ed altre derrate

   50
 150
   60
   36

Le barche di commercio erano ben 200 su un itale istriano di 245 il che dimostra la vitalità della marineria rovignese nonostante tutto.

12 gennaio 1807 - i francesi aboliscono le antiche prestazioni in natura dovute dalle comunità agricole allo Stato. Analaga abolizione subì l'antica imposizione della "caretada".

1° aprile 1807 - i francesi introducono il testatico, ossia l'imposta personale, e la carta bollata. Ambedue cose del tutto nuove per gli istriani. Al tempo di Venezia soltanto i pubblici registri erano bollati col Leone di S. Marco. A questo proposito per valutare l'impatto del nuovo governo francese rispetto alla precedente tassazione veneta va rilevato che il gettito dell'imposta fondiaria con i francesi passò dai 2.500.000 lire italiche della Repubblica veneta ai 13.800.000  del 1807 per arrivare addirittura ai 19.564.051 del 1812. I dati sono relativi alla terraferma veneta ma sono significativi per capire a quale sbalzo di tassazione furono sottoposti anche i grandi e piccoli possidenti istriani che non poterono non rimpiangere i vecchi tempi in cui il leone veneto sonnecchiava sì ma non richiedeva nè la leva obbligatoria, nè aboliva le confraternite e tantomeno li dissanguava con nuovi e vecchi balzelli.

aprile 1807 - in base anche alla relazione Bargnani (."Né sarebbe dato al prefetto dell'Istria di disporre all'istante di un corpo vistoso di guardie nazionali, o di un numero riflessibile di barche da trasporto, se non risiedendo nella comune di Rovigno, popolata di circa 10000 abitanti, abbondante di navigli, e la più commerciante della provincia...") si attua la nuova aggregazione politico-amministrativa dell'Istria ex veneta. Tutto il territorio venne ripartito in 2 Distretti, quello di Capodistria e quello di Rovigno , ed in 7 Cantoni: Capodistria, Pirano, Pinguente, Parenzo, Rovigno, Dignano e Albona. A loro volta i Cantoni erano suddivisi in 22 Comuni di 1°, 2° e 3° classe a secondo del numero di abitanti. Capodistria presiedeva ai primi 4 Cantoni per complessivi 60.641 abitanti e Rovigno, che allora era la città più popolosa dell'Istria, agli ultimi 3, per complessivi 28.615 abitanti. La popolazione totale dell'Istria ex-veneta non superava perciò le 90 mila unità. Il Presidente del Consiglio Distrettuale di Rovigno sarà Giann'Andrea Dalla Zonca.

C a n t o n i
N.ro
N. ro abitanti

N. comuni





 Capodistria
1
21.011

45
 Pirano
1
16.840

15
 Pinguente
1
  9.441

24
 Parenzo
1
13.349

36





Totale Distretto Capodistria
4
60.641

120





 Rovigno
1
13.575

  5
 Dignano
1
10.200

22
 Albona
1
  4.840

  9





Toatale Distretto Rovigno
3
28.615

36





Totale ISTRIA Napoleonica
7
89.256

156

maggio 1807 - Rovigno oltre che Distretto, diventa sede di una vice-prefettura di 2° classe, cui viene preposto Antonio Rezzonico. La riorganizzazione francese fa tabula rasa dell'antica divisione veneta tra nobili e popolani, e degli antichi statuti comunali, ponendo quindi tutti sullo stesso piano di fronte la legislazione francese. Inoltre tutti i tribunali di 1° istanza vengono soppressi cosicché non rimane in vita che il solo tribunale di Parenzo che dal 17 giugno 1806 aveva preso il nome di Corte di Giustizia Civile e Criminale il cui Presidente fu Nicolò de Baseggio (Capodistria 1744 - 1831)

26 maggio 1807 - con decreto vice-reale vengono soppresse tutte le Scuole laiche o Confraternite eccettuata quella del SS. Sacramento, ed i loro beni incamerati. Il tutto provoca un forte malcontento tra la popolazione.

giugno 1807 - per ordine del Vicerè si istituisce la Guardia Nazionale che sostituisce le cernide ed i bombardieri di veneta memoria, a capo della quale venne posto il conte capodistriano Barnaba Bruti. A Rovigno il Comandante della Guardia Nazionale sarà Giovanni Angelini.

31 giugno 1807 - decreto attuativo del Vicerè Eugenio per la leva militare per formare il Battaglione Reale d'Istria voluto da Napoleone. La divisa del battaglione è costituita da un corto abito verde munito di 7 bottoni con risvolti, colletto e paramani celesti, da una sottoveste di panno bianco e da pantaloni grigio ferro il tutto completato dal cappello tondo a forma cilindrica. Ebbe un effettivo di 660 uomini tra i 18 e i 30 anni suddivisi in carabinieri, cacciatori e volteggiatori con sede a Parenzo. Durante la guerra del 1809 fu aggregato alla divisione Fontanelli e combatté con valore contro gli austriaci nel Trentino ed in Carinzia. Partecipò inoltre alla guerra di Spagna, ove subì gravi perdite, incorporato nel 1° e 2° reggimento leggero italiano. Alla leva per il Battaglione Reale dell'Istria i coscritti rovignesi disertarono in massa dandosi quasi tutti alla macchia.


Battaglione Reale d'Istria 1806
Cacciatore Istriano
B attaglione Reale d' Istria

15 agosto 1807 - scoppia a Rovigno un violento uragano che schianta alberi e tegole, disalberando la cannoniera posta di guardia porto, e facendo morire annegato un ragazzo che si trovava su di una barca presso Valdibora. In tale occasione ruinò anche il famoso "albero di San Ciprian" una smisurata quercia plurisecolare il cui tronco a stento poteva venire abbracciato da 4 uomini. Con i suoi soli rami piccoli si riempirono 40 carra di legname.

11 settembre 1807 - a Capodistria presso la tipografia prefettizia di Gaspare Weis si stampa, su iniziativa del prefetto Angelo Calafati, la prima gazzetta che abbia mai veduto la luce in Istria, il «Foglio Periodico Istriano», curata da Luigi Marini e che verrà stampata sino al marzo del 1810

14 ottobre 1807 - Napoleone sconfigge i prussiani a Jena ed entra a Berlino.

21 novembre 1807 - Napoleone proclama il Blocco Continentale all'Inghilterra.

12 dicembre 1807 - il Blocco Continentale all'Inghilterra entra in vigore anche in Istria con tutti i suoi deleteri effetti. Il blocco infatti scatenò la pirateria inglese e le maggiori vittime furono i rovignesi che allora possedevano circa la metà di tutto il naviglio istriano.

22 dicembre 1807 - decreto vicereale che istituisce il Consiglio generale dipartimentale dell'Istria composto da 30 membri di nomina governativa, tra i prescelti troviamo i noti nomi di Carli, Costantini, Besenghi, Franceschi, Vergottini, Bembo, Polesini, Fachinetti, Battiala, Manzini, Negri ecc. il Presidente al solito fu Angelo Calafati e vice-presidente il dignanese Gianandrea della Zonca.

24 dicembre 1807 - viste le rimostranze dei rovignesi che asserivano da sempre aver contribuito con leve di marina e non di fanteria, i francesi indirono allora una leva di marina, in cui Rovigno doveva contribuire però non più con i 70 uomini sin qui richiesti bensì con 90 ed entro otto giorni.

31 dicembre 1807 - visto che alla data si erano presentati alla leva di marina solamente 18 coscritti, il municipio di Rovigno stabilì di portare a 1.500 fiorini il premio di ingaggio loro promesso e soltanto allora si riuscì ed a fatica a completare il numero richiesto.

1807 - esce il libro di Ignazio Kollmann Triest und seine Umgebungen, Agram 1807  ovvero Trieste ed i Suoi Dintorni Nel 1807.  Il libro fornisce interessanti ragguagli sul cantiere Panfilli  costruito nel 1788:  "Il nuovo cantiere, nel quale possono venir costruite simultaneamente otto navi mercantili maggiori, si trova nella parte settentrionale della città, vicino alla posta, dietro la zona di carico della dogana. Il considerevole numero di navi che vengono costruite in questo cantiere e sono varate dai suoi scali, la straordinaria perizia impiegata nella loro costruzione e la loro robustezza, hanno destato il più alto interesse nelle nazioni marittime. L'attuale costruttore, che si è conquistato la fama più vasta in campo marittimo austriaco, è il signor Giuseppe Panfilli. ... Per lo più sulle cospicue ordinazioni di questi realmente benemeriti uomini impegnati per il benessere di Trieste, il signor Panfilli ha costruito dall'anno 1800 ad oggi, nonostante la instabile situazione dovuta alla guerra, circa 80 grandi navi da 200 a 600 tonnellate, senza contare il naviglio minore quale trabaccoli, barchette e chiatte."


25 gennaio 1808 - muore a 74 anni il giurista ed avv. Antonio Angelini fu Angelo autore delle "Notizie storiche di Rovigno in ordine cronologico dal 1400 al 1797 " una cronaca ripartita in XXVII fascicoli manoscritti per complessive 1.004 pagine e di una raccolta di "Terminazioni ducali, lettere ecc." ovvero una raccolta di leggi del periodo veneto a partire dal 1500 e di materiale documentario relativo Rovigno in sei volumi manoscritti, per 1.546 pagine arricchite da sue glosse a margine. Quale Moderatore della confraternita delle Sacre Stimmate o dei Battuti compose in latino il "Libro extraordinario dei Battuti". Tomaso Caenazzo,  (1881-1962) nella sua opera "Cinque secoli di dominazione veneta a Rovigno" ne traccia il seguente profilo: "Sincero credente e valido umanista, visse nel mito della bellezza lirica d'un Pontano, e d'un Sannazzaro e morì amareggiato dagli eccessi rivoluzionari di Francia. A differenza di Emanuele Kant non immaginò che la rivoluzione avrebbe lasciato un segno indelebile nella storia dell'umanità. Egli fu l'ultimo esemplare di veneziano incorrotto da tempo scomparso, novello Catone che consumava vita e vista a lume della lampada fiorentina e con fedele penna d'oca illustrava ai posteri la sua piccola "Patria". Trascinati dalle nuove passioni ideologiche i posteri lo conobbero assai poco e lo giudicarono alla stregua di un conservatore da museo da ricordarsi solo nel nome... ". Inutile dire che l'Angelini, nonostante fosse stato uno degli eletti nel democratico Governo dei 18, era rimasto fedele all'aristocratico governo veneto alla cui caduta aveva fatto significativamente terminare la sua cronologia di Rovigno. Venne sepolto nel Duomo di Rovigno nella Cappella di S. Francesco d'Assisi, ove vi sono quattro arche sepolcrali della Scuola del detto Santo, di cui per molto tempo fu a capo della Confraternita, due con iscrizioni e due senza. In una delle due senza iscrizione è sepolto il Nostro visto che come scrive il nipote Antonio Angelini fu Stefano "Il sig. Matteo Cherini del fu Francesco aveva preparata la seguente iscrizione da scolpirsi sulla lapide. Ignoro quali circostanze ne impedirono l'esecuzione":

Antonio Angelini
Confraternitatis Sacrarum Stigmatum
XX Moderatori
Clarissimis Maximarum Virtutum Insignibus
Seraficam Sodalitatem
Decoranti
Pro Fuenda In Societate Optata Concordia
Expensis Ad Minimum Gloriose Redantis
Laborem Hunc
  Infinitae Pignus Observantiae Quam Beneficantissimo Viro 
S. Francisci Observantissima Congregatio
Profiteur.
Mattaeus Cherini Oeconomus Emeritus
Ejud. Congragat. Humillime Consecrat.

NOTE

31 gennaio 1808 - con un decreto del generale Marmont cessava, anche formalmente, l'antica repubblica di Ragusa. Governatore della Ragusa "francese" viene nominato il dalmata di Traù Giovanni Domenico Garagnin.

6 marzo 1808 - si inaugura il Consiglio generale dipartimentale a Capodistria.

14 luglio 1808 - muore a Zara Francesco Drioli, l'artefice del maraschino industriale.

5 agosto 1808 - si istituisce a Rovigno la Congregazione di Carità, che dal 12 luglio 1812 si chiamerà Commissione di Carità.

1809 - dobbiamo al conte Giovanni Kreglianovich Albinoni ( 1777-1838) uno dei primi studi storici sulla Dalmazia: Memorie per la storia della Dalmazia. Battara. Zara. 1809

4 febbraio 1809 - in una missiva al Calafati, il vice-prefetto di Rovigno Giuseppe de Vergottini, dice che la situazione nel distretto di Rovigno è tranquilla "sebbene si tenti di turbarla da' sudditi del conterminante Stato Austriaco colle sciocche e inverificabili notizie di prossima invasione di questo Dipartimento ".

1809 - in quell'anno nel Dipartimento dell'Istria "francese" operavano a Rovigno ben 7 "speziali": Giacomo Angelini, Antonio Artusi, Giuseppe Bevilacqua, Mattio Brunelli, Antonio Cavalieri, Giuseppe Fabretti, Giacomo Spongia ed Antonio Volpi. Una tale situazione dimostra il grado di popolosità e prosperità raggiunto dalla cittadina istriana soprattutto raffrontandolo con: la situazione delle altre cittadine istriane a partire da  Pola in cui operava una sola farmacia, così come a Pinguente, Orsera, Montona, Visinada e Cittanova;. 2 soli speziali ad Albona ed Umago; 3 a Capodistria, Isola, Pirano, Buie e Parenzo e solamente Dignano arrivava a 4 speziali.

aprile 1809 - scoppia la guerra tra Austria e Francia,

9 aprile 1809 - un reparto austriaco comandato dal barone Domenico Cazan assale la guarnigione di Capodistria che si arrenderà dopo una strenua difesa il 13 successivo. Il Cazan occupata Capodistria, con 8 compagnie procede alla volta di Pirano, Cittanova e Pola. L'Austria a questo punto nomina un Cesareo Regio Intendente della Provincia dell'Istria nella persona del conte Alessandro Nemeth.

17-18 aprile 1809 - scoppia a Rovigno una sollevazione di popolo, in particolare della classe marinara e dei negozianti, che erano le più colpite dal blocco all'Inghilterra voluto da Napoleone. La sommossa porterà all' arresto indiscriminato dei funzionari e dei maggiorenti rovignesi, in quanto il popolino li riteneva in genere filo-francesi e Giacobini, gettandoli dopo varie angherie e vessazioni nella "prigione oscura" di veneta memoria. Soltanto dopo le accorate suppliche dei famigliari vennero rinchiusi nella meno orrida caserma. I capi-popolo della sommossa furono Matteo Cherin detto Costiera, Giovanni Onofrio e Lodovico Brunetti i quali alla testa dei più facinorosi s'impadronirono della città, occupando anche la sede della viceprefettura al cui archivio appiccarono il fuoco. A coordinare però la sommossa era il reazionario Francesco Biondo, già dirigente politico sotto gli austriaci, e loro sfegatato simpatizzante. A detta dell'Angelini pare che i rivoltosi avessero stabilito di trucidare tutti i maggiorenti catturati e che fossero distolti dal terribile proposito proprio dal Cherin. Lo scarso presidio francese si ritirò nell'isola di S. Caterina, ove vi era una batteria, e la Cannoniera del cap. Buratovich si pose a loro difesa con i cannoni rivolti verso la piazza. Vennero però anche loro fatti prigionieri all'arrivo del brik austriaco Delfino.

25 aprile 1809 - A placare un pò gli animi e a porre termine alle angherie ed alle vendette personali contro il ceto più colto di Rovigno fu il neo nominato sovra Intendente austriaco conte Nemeth che al suo arrivo a Rovigno ordinò la loro liberazione cercando inoltre di comporre il dissidio interno rovignese, anche se nominò quale Direttore politico di Rovigno proprio uno dei più accesi propugnatori della sommossa, il fedele e "fanatico " austriacante Francesco Biondo. Fu una sorte di jaquerie in cui il popolo, sobillato anche da emissari austriaci, quali il Montechiaro, rimase in armi sino ad ottobre all'arrivo dei francesi. La classe civile di Rovigno che da tale sommossa ebbe molto da patire e nei beni e nelle persone pur partecipando, con alcuni dei suoi più influenti esponenti, ad un incontro di pacificazione con i capi-popolo nella chiesa di S. Francesco, rimase in continua trepidazione sino al ritorno dei francesi. L'ultimo reparto ad ammainare il tricolore italico fu un reparto di Peroi che si era asseragliato nell'Isola di santa Caterina.

aprile 1809 - nel frattempo in Istria l'avventuriero francese Le Terrier de Manetot ex capitano di cavalleria di Luigi XVI che si faceva chiamare generale Montechiaro, per nome e per conto degli austriaci (pare dallo stesso arciduca Giovanni), andava sobillando alla rivolta l'Istria ex-Veneta procedendo ad arruolare gli scontenti in un battaglione di irregolari.

29 aprile 1809 - proclama di Carlo de Menz sulle vittorie riportate dalle armate austriache a Ratisbona diffuso in Istria e Dalmazia in lingua italiana dall'I.R. intendente barone de Homayr: "In questo momente mi pervenne da Innsbruck la seguente notizia ufficiosa...

18 maggio 1809 - il barone Schilt, generale di brigata francese occupa Trieste provocando la precipitosa fuga del Nemeth da Capodistria.

5-6 luglio 1809 - decisiva sconfitta degli austriaci a Wagram ad opera di Napoleone.


estate 1809 - "nell'estate vi fu tumulto popolare contro certo Tovazzi, pure rovignese, tenente austriaco in permesso, il quale adoperandosi a reclutare un corpo di volontari, cadde senza ragione in sospetto di parteggiare i francesi, e poco mancò restasse lapidato" (E.R.R.)

settembre 1809 - il Montechiaro giunge a Rovigno per reclutare altri aderenti alla sua composita truppa di disertori, facinorosi e scontenti per cercare di opporsi all'avanzata dei francesi in Istria e molti rovignesi si fecero sedurre alla disperata impresa.

14 ottobre 1809 - a seguito degli ingrandimenti territoriali ottenuti dopo la vittoria di Wagram, sanciti col trattato di Vienna o Schoenbrunn, la Francia ottiene anche Trieste e l'Istria austriaca, oltre ai nuovi territori orientali che indurranno Napoleone a creare le Province Illiriche, con capitale Lubiana;

18 ottobre 1809 - il Montechiaro requisite tre barche si reca ad Umago con i circa 300 fedeli rimastigli, per rifornirsi di viveri, sbarcato con 30 dei suoi incontrò un battaglione di fanteria francese che, dopo un breve scontro a fuoco con alcuni morti, lo catturò nonostante un suo tentativo di fuga a nuoto. Le tre barche al largo fuggirono ripiegando su Rovigno. Il Montechiaro e 8 dei suoi, tra cui un orefice veneziano residente a Rovigno e 7 rovignesi, per lo più marittimi ed agricoltori, furono tradotti a Trieste e processati il 31 Ottobre davanti allo speciale Consiglio di guerra istituito dal gen. Schilt furono giudicati colpevoli del delitto di ribellione armata e fucilati la mattina seguente.

21 ottobre 1809 - ritorno delle truppe francesi a Rovigno guidate dall'anziano gen. Jacques Quetard de la Porte (1746-1810), chiamato erroneamente Chittard dal cronista Antonio Angelini (errore che verrà ripreso da Bernardo Benussi). A Rovigno le truppe francesi si scontrarono con gli accoliti del Montechiaro scampati dallo scontro di Umago appoggiati da alcuni scalmanati rovignesi che attaccarono i francesi nei pressi della Madonna delle Grazie, ma furono facilmente sbaragliati lasciando tra l'altro sul campo 13 morti. I francesi entrati in città vi trovarono però l'opposizione del popolo e delle donne rovignesi che, con lanci dalle case d'olio bollente e materiale vario, cercarono di respingerli dalla città. Vinta ogni inutile difesa ed inferociti dalla tenace resistenza incontrata le truppe francesi si diedero al saccheggio e all'incendio. L'uscita del clero e dei maggiorenti dietro una croce evitò la minacciata distruzione della città previo però l'esborso di 24 mila fiorini e la consegna di tutte le armi, ottenuto quanto richiesto e dopo aver fatto prigionieri i più facinorosi, tra cui alcune donne, i francesi partirono in giornata dalla città per combattere le bande di irregolari che ancora imperversavano nell'Istria meridionale. Quella rivolta, secondo le accorate parole dell'Angelini "fu la morte di varii illusi concittadini: fu la emigrazione e la povertà dei Capi-fazione e le loro famiglie: fu lo spasimo e il pericolo di essere a ferro e fuoco messe le nostre vite e le nostre case: fu una leva di marinaj, numerose, ed extra legem, per castigo dei praticati disordini: e fu soprattutto l'infamante nome di ribelli e briganti affibbiato ai rovignesi dal Governo francese finchè durò in queste parti".

22 ottobre 1809 - Rovigno viene occupata da una masnada di sbandati, quasi 2 mila persone, capitanata da un certo Bortolo Baseggio di Pietro che, col pretesto di appoggiare l'Austria, scorrevano l'Istria in cerca di bottino. La città si salvò anche questa volta previo l'esborso di 4 mila fiorini;

14 ottobre 1809 - con la pace di Schönbrunn Napoleone, acquisisce nuovi incrementi territoriali a oriente, e gli nasce l'idea di creare una marca orientale: Le Province Illiriche.

16 novembre 1809
- il Maresciallo Marmont duca di Ragusa assume l'incarico di Governatore generale delle Province Illiriche.

1809 - le uscite del bilancio del Comune di Rovigno ammontavano a 54.000 lire di cui ben 32.000 di spese straordinarie. I francesi si erano distinti per tutta una serie di vessazioni e di aggravi: dalla soppressione del Fondaco, all'abolizione delle confratenite e relativo incameramento dei beni, all'introduzione dell'imposta fondiaria e della dogana, l'aumento del prezzo del sale (fondamentale pe l'industria conserviera rovignese). Il Blocco Continentale voluto da Napoleone fu poi la goccia che fece traboccare il vaso... ultima ciliegina la leva obbligatoria. Insomma i rovignesi dei francesi non ne potevano più.

1° gennaio 1810 - a Trieste viene costituita la Società di Minerva da Domenico Rossetti, che attraverso la sua lunga vita fu fecondo d'iniziative culturali, letterarie e in seguito nazionali.


Domenico Rossetti de Scander
(Trieste 19-3-1774 / 29/11/1842)

PROVINCE ILLIRICHE (1810-1813)

 

gennaio 1810 - il maresciallo Marmont conferma al Calafati la volontà di Napoleone di staccare l'Istria dal Regno d'Italia facendola partecipe delle Province Illiriche. Il Calafati ne chiede conferma al Governo di Milano, il quale tenuto all'oscuro della volontà imperiale, cade dalle nuvole.


Auguste Frédéric Louis Marmont
Châtillon-sur-Seine 1774 - Venezia 1852
Duca di Ragusa e Governatore delle
Province Illiriche

19 gennaio 1810 - sull'Osservatore Triestino n.5 viene pubblicato un'interessante proclama, che avrà fatto venire più di un colpo al portafoglio di molte famiglie istriane già abbienti:

venerdì, il dì 19 gennajo 1810, in Trieste
PROVINCIE ILLIRICHE
Il Conte dell'Impero, Consigliere di Stato
INTENDENDE GENERALE
delle Provincie Illiriche, Comandante della Legione d'Onore, Cavaliere
dell'Ordine Reale della Corona di Ferro

           In vista degli Articoli de' 25 novembre e 25 dicembre ultimi per l'E-
     secuzione di questi, e per via della rapida decadenza del valore nomina-
     le del BANCO-ZETTEL (Biglietti di Banco) ne Commercio
ORDINA
          Art. 1.mo  Il corso del BANCO-ZETTEL, e de' Biglietti di Banco di
Vienna, è, incominciando dal dì 16 gennajo mese corrente, fissato alla sesta
parte del suo valore nominale.
          Art. 2.do   I signori Intendenti, Capitani del Circolo, i Giudici, Ma-
gistrati , Podestà , Ufficiali di Polizia , sono incaricati , in quel che li con-
cerne , di fare publicare ed affigere il presente , e di prestare la mano a
tale esecuzione.
Fatto al Palazzo dell'Intendenza generale in Lubiana, li 10 gennajo 1810
                                                                      DAUCHY

1810
- i rovignesi prelevati dal Quetard ed incarcerati nel castello di Trieste dopo mesi di prigionia furono tutti liberati ad eccezione del chirurgo Pietro Basilisco, padre di 7 figli, accusato da due concittadini, tra cui un collega chirurgo, di aver ferito a fucilate un ufficiale della truppa francese che il 21 ottobre avevano preso Rovigno e venne fucilato, forse innocentemente, come riporta l'Angelini, il 14 aprile 1810.

1810 - i francesi istituiscono a Rovigno un Ginnasio con tre professori: uno per l'insegnamento del francese, uno per l'insegnamento dell'italiano e dell'aritmetica ed il terzo per l'insegnamento del latino e della storia. Tale istituzione ebbe però breve vita cessando di funzionare già nel 1811. Cosicchè l'istruzione dei rovignesi fu demandata alle scuole private in cui si distinse il francescano Giuseppe da Torbe.

1810 - " BATTERIA DI S. NICOLO': Così detta perchè collocata sopra la Punta di S. Nicolò. Di due grossi cannoni; eretta dai Francesi l'an. 1810 a difesa del Porto di S.a Catterina. Cessata, 1812". (AAS);

1810 - laureatosi in legge all'Università di Padova a soli 21 anni, il rovignese Giacomo Angelini fu dott. Giuseppe, ricoprirà la carica di Segretario della Autorità politica, ossia del Delegato di Rovigno de Vergottini.

6 marzo 1810 - con l'introduzione del franco francese ed il rifiuto di Marmont di accettare per i pagamenti pubblici i fiorini e le banco cedole o banco-zettel emesse dal governo austriaco, che avevano invogliato molti maggiorenti, e già nel gennaio dello stesso anno avevano perso un sesto del loro valore e che verranno poste fuori circolazione entro la fine dell'anno, viene assestato un duro colpo all'economia istriana precipitando in miseria famiglie già facoltose. Il Banco della Città di Vienna aveva ottenuto l'autorizzazione ad emettere cartamoneta nel 1762, dall'imperatrice Maria Teresa, ma nel 1811 l'enorme quantità di banconote emesse per finanziare le guerre contro Napoleone lo portò al fallimento.


Banco Zettel emmesso nel 1806

24 marzo 1810 - decreto del Marmont per coordinare la lotta contro il banditismo. Questa sarà una delle poche note positive dell'occupazione francese, infatti la loro efficiente macchina bellica assestò un duro colpo a questa antica piaga dell'Istria. Particolarmente dura fu la repressione del brigantaggio in Ciceria ove il Marmont applicò il principio della "responsabilità collettiva": ovvero i villaggi nei cui dintorni operavano i briganti dovevano rispondere solidalmente o tramite la consegna di ostaggi o tramite un riscatto in denaro, così se i colpevoli non si presentavano pagavano gli innocenti.

maggio 1810 - invitato a Parigi per presenziare alle nozze di Napoleone con Maria Luisa d'Austria insieme ad altri notabili delle Province Illiriche Angelo Calafati, allora ancora capo della provincia dell'Istria,  durante i festeggiamenti all'ambascita asburgica di Parigi funestato da un terribile incendio perde la moglie e la giovane figlia e lui stesso viene gravemente ferito. All'atto della sua partenza il Calafati aveva nominato quale suo sostituto provvisorio Giuseppe de Vergottini che ricopriva la carica di viceprefetto a Rovigno. A sostituire provvisoriamente il de Vergottini venne chiamato il podestà di Rovigno dottor Borghi.

7 settembre 1810 - decreto del Marmont con efficacia dal 1° di ottobre che sopprima la Prefettura dell'Istria, fin qui tenuta sempre dal Calafati, l'Intendenza istriana di finanza, e la Viceprefettura di Rovigno ponendo al posto delle prime due un'Intendenza provinciale con sede a Capodistria, affidando il distretto di Rovigno ad un Delegato dell'Intendenza. Anche questa volta il Calafati mantenne la poltrona ricoprendo l'ufficio d'Intendente dell'Istria, Delegato di Rovigno fu il già viceprefetto de Vergottini e Segretario Generale dell'Intendenza, Giacomo Benini. Lingue ufficiali delle Province illiriche furono il francese, il tedesco e l'italiano. Il Marmont preoccupato della difesa del nuovo stato istituì una Guardia nazionale guardacoste e potenziò l'armamento e l'istruzione della pre-esistente Guardia Nazionale voluta dal Calafati, che arrivò a contare 2.500 uomini.

novembre 1810 - Napoleone pretende che le Province Illiriche forniscano un contingente militare di 4.000 uomini in modo da formare uno speciale Reggimento dell'Illiria ripartito in 5 battaglioni comandato dal colonnello veneziano Carrer. Tale reggimento perirà quasi tutto nella sfortunata campagna di Russia del 1812.

15 novembre 1810 - vengono abolite le decime capitolari ed i canonici vengono stipendiati dal pubblico erario. Viene inoltre attivata l'imposta fondiaria ed introdotta la Dogana. Mentre aumentavano vieppiù le spese militari del comune di Rovigno che in quell'anno raggiunsero 42.137 lire.

1811 - il Ginnasio di Rovigno, promesso da Marmont, non trova pratica attuazione per la scarsità di mezzi, insegnanti e studenti: ebbe solo 4 studenti e ben presto venne soppresso.

1811 - a Padova per i tipi del Seminario escono i Versi lirici di Anteo da Arupino. L'autore è il rovignese Sebastiano Sbisà (1789-1820) che aveva assunto il nome poetico di Anteo per l'affetto che portava alla famiglia del marchese Giuseppe Gravisi di Capodistria, la quale famiglia aveva dato un egregio letterato di nome Anteo.

13 marzo 1811 - la flotta franco-italiana comandata dal capitano di vascello Bernard Dubordieu (1773-1811) e composta da 10 navi, 7 italiane e 3 francesi attacca l'importante base inglese di Lissa, fondamentale per rompere il famoso blocco continentale voluto da Napoleone (rimarrà sotto occupazione inglese sino al 1816).


Georges Webster, rappresentazione della battaglia di Lissa

Dubordieu con la Favorite e la Flore attaccò per primo cercando di abbordare l′Amphion, l'ammiraglia britannica, ma restò ucciso nell'attacco che venne respinto con gravi perdite  Lo scontro ebbe sorte infausta anche perchè il fuoco amico della francese Danaé aveva fortemente danneggiata la corvetta italiana Bellona proprio mentre questa, dopo aver danneggiato gravemente la fregata inglese Cerberus aveva catturato la fregata Volage. Nello scontro trovò la morte anche l'eroico e sfortunato comandante della Bellona Antonio Francesco Duodo (Codroipo llllllll- Lissa 1811). Successivamente anche la Corona, dopo ore di resistenza al fuoco nemico, fu costretta ad arrendersi, mentre le navi sopravvissute batterono in ritirata a Lesina. Per il suo eroico comportamento, Niccolò Pasqualigo, comandante della Corona ebbe il plauso del comandante inglese Host che gli lasciò in dono la spada. Lo scontro si risolse quindi, per l'imperizia del comandante francese,  in una disfatta per la flotta franco-italiana ed il dominio dell'Adriatico da parte inglese.

20 marzo 1811 - nasce alle Toulleries Napoléon François Joseph Charles Bonaparte, primogenito di Napoleone e Maria Luigia d'Asburgo a cui il padre attribuirà l'altisonante titolo di Re di Roma. In occasione del lieto evento l'avvocato capodistriano Francesco Combi (28/8/1793 - 31/8/1871) all'università di Padova compose e recitò una cantica in cui vi è la seguente ottava:

O sublime progenie al Ciel diletta,
Vedi deh! quante nell'età futura
Alte imprese il Destino a te commetta!
Per te si abbella il Ciel, l'aere si appura,
Per te più illustre riveder si aspetta
Roma sua gloria, ch'or sen giace oscura,
Per te risorta la Maestà Latina
Spera di nuovo ritornar Reina.

15 aprile 1811 - decreto imperiale che fissa l'organizzazione delle Province Illiriche comprendenti: Carniola, Carinzia, Croazia civile, Croazia militare, Dalmazia, ex Repubblica di Ragusa e l'Istria ex veneta. Come capitale è fissata Lubiana (Laibach) e Trieste quale Capoluogo del Dipartimento dell'Istria o "Province de l'Istrie" a sua volta suddiviso in 4 distretti: Rovigno, Capodistria, Gorizia e Trieste per complessivi 242.683 abitanti. Mentre l'Istria ex austriaca (Contea di Pisino) viene aggregata con Fiume e le isole del Quarnero alla Croazia civile. I tribunali del Dipartimento sono 2, quello di Trieste e quello di Gorizia, mentre la Corte d'Appello è a Lubiana. A dirigere la nuova Provincia d'Istria, in qualità d'Intendente è chiamato il giovane Lucien-EmileArnault, (1787-1831) che, dal 26 novembre 1809, era Intendente della Provincia di Trieste. Con questa nuova organizzazione cessava ogni autonomia municipale: i comuni e tutti gli enti morali venivano posti sotto l'ingombrante tutela delle Intendenze con un fenomeno poi di omogeneizzazione alle leggi francesi che, come recitava l'art. 249 del decreto, dovevano venir tradotte "dans le différentes langues en usage" entro l'anno per entrare in vigore il 1° gennaio 1812.


29 giugno 1811 - il generale di divisione conte Bertrand giunge a Lubiana in sostituzione del Marmont quale reggitore delle Province illiriche, essendo stato quest'ultimo spedito in Spagna in sostituzione del Massena.

30 giugno 1811 - il generale Bertrand sopprime l'Intendenza di Capodistria che cessò d'essere capoluogo di provincia, diventando come Rovigno sede di una sub-delegazione. In questa nuovo ridisegno amministrativo il Calafati, rimasto ferito gravemente in un infausto incidente avvenuto durante i festeggiamenti del maggio 1810 a Parigi per le nozze di Napoleone con Maria Luigia arciduchessa d'Austria, rimarrà per la prima volta senza incarichi. Il primo fu ricoperto dal Benini ed il secondo sempre dal Vergottini.

18 settembre 1811 - decreto imperiale che, raccogliendo le istanze del Bertrand, riunifica l'Istria ex austriaca al Dipartimento dell'Istria e contemporaneamente assegnava il Cantone di Parenzo al Distretto di Rovigno, ove si stabiliva tra l'altro l'istituzione di un Tribunale di 1° istanza avente giurisdizione su tutta l'Istria a sud del Quieto cioè sulla stessa Rovigno e le città di Dignano, Pola, Albona, Parenzo, Cittanova, Pisino e loro circondari.

27 marzo 1812 - la notte del venerdì santo mentre la solenne processione notturna sta per rientrare nel Duomo di Santa Eufemia gli inglesi tentano uno sbarco e cannoneggiano Rovigno colpendo tra l'altro lo spigolo meridionale del Duomo, attaccando contemporaneamente la cannoniera posta a guardia del porto di S. Caterina comandata dal rovignese Biondi. Le due Compagnie della Guardia Nazionale di Rovigno comandate dal Capo Battaglione Vincenzo Campitelli e dai Capitani Luigi Artusi ed Antonio Bailo che scortavano la processione accorsero prontamente alla difesa della città, e con l'aiuto delle batterie poste a S. Nicolò e S. Eufemia, oltre ai fucilieri di guardia a S. Caterina ed a piazza della Riva si opposero validamente per tutta la notte ad ogni tentativo di sbarco. Sul far del giorno gli inglesi, visto vano ogni tentativo di sbarco si ritirarono dalle acque rovignesi non prima però di predare e bruciare gran parte della flotta rovignese che si trovava all'ormeggio.


Cannonieri Guardacosta

29 marzo 1812 - pubblico encomio dal Comandante della Piazza col. Spring alla Guardia Nazionale di Rovigno e ai suoi ufficiali per il loro eroico comportamento nei fatti del venerdì santo.

5 giugno 1812 - una terribile grandinata si riversa su viti, ulivi ed alberi da frutto della campagna rovignesi con esiti disastrosi.

7 settembre 1812 - in una lettera del Console di Trieste, il milanese Luigi Borghi, si parla di un'azione inglese su Rovigno.

20 novembre 1812 - Lorenzo Miniussi (1772-1839) , nell'ambito della nuova stagione culturale aperta dalla Società Minerva, legge la "Prolusione sulla storia letteraria della città di Trieste".

29 novembre 1812 - battaglia navale di Pelagosa che con il precedente infausto esito di quella di Lissa, avvenuta nel marzo del 1811, sancirà il predominio inglese sull'Adriatico rispetto alla flotta franco-italiana.

1812 - secondo i dati ufficiali delle entrate fiscali del Dipartimento dell'Istria risulta un introito globale pari a 3.878.372 franchi francesi, a cui l'Istria ex veneta contribuiva per almeno un milione di franchi con un incremento esponenziale rispetto ai precedenti regimi: raddoppiati rispetto al Regno Italico; quintuplicati al breve periodo austriaco e addirittura decuplicati rispetto all'ex governo veneto.


L'Italia napoleonica nel 1812

1813 - esce in quell'anno il primo giornale fiumano: " Notizie del giorno" che però cesserà le sue pubblicazioni l'anno successivo.

1813 - esce a Trieste per la Tipografia della Marina Imperiale il Saggio d'idee sul diritto sociale del rovignese Sebastiano Sbisà. 

1813 - esce in quell'anno il “Piano teorico-pratico di sostituzione nazionale al cioccolato”, scritto nel 1813 dal rovignese Antonio Bazzarini. Il libro riporta alla luce il testo e la ricetta di un “surrogato” all’italiana in cui propugna di aggiungere un pugno di mandorle dolci e un pò di lupini al cacao. L'dea nasce dal blocco continentale napoleonico che, impedendo l'arrivo dall’America Centrale, rese il cacao quasi introvabile in Europa e sempre più caro. I cioccolatieri torinesi perfezionarono poi l'idea con lo sposalizio del cacao con le nocciole: nacque così il giandujotto.

11 marzo 1813 - richiamato da Napoleone a ricoprire un altro incarico Bertrand lascia il posto di Governatore generale delle Province illiriche al generale Junot duca di Abrantès.


Jean-Andoche Junot
1771-1813
primavera 1813 - la Prussia desiderosa di rivincita si unisce alla coalizione antifrancese anglo-russa-spagnola.

8 aprile 1813 - dopo tre anni d'ozio forzato a Parigi per curarsi dalle ferite riportate nel 1810, il Calafati riottiene dal gen. Junot la nomina d'Intendente della Provincia d'Istria, in sostituzione dell'Arnault.

18 aprile 1813 - un rapporto della polizia di Trieste annuncia la cattura del pericolo latitante istriano il  Micaz ad opera del cap. Gravisi della Guardia Nazionale affermando: "ora le strade del distretto di Rovigno sono sicure".

aprile-maggio 1813 - in un Rapporto di Polizia si dice che "migliaia di rovignesi " sono presenti a Lissa dove si raccoglieva la marina inglese. La cifra è indubbiamente eccessiva ma è sintomo della scarsa adesione dei marinai rovignesi alla politica illirica che danneggiava enornemente le attività economiche della marineria rovignese. Anche il de Lanzo in un suo rapporto alle autorità francesi ebbe però, sempre in quel periodo, a scrivere: "une bonne partie des marins de Rovigno est à Lissa, où ils ont été suivis par leur familles". Certo è che il Blocco Continentale voluto da Napoleone danneggiò enormemente la fiorente industria della pesca e della salagione del pesce in ispecie a Rovigno, vuoi per l'eccessivo costo del sale e vuoi per la mancanza dei tradizionali sbocchi commerciali.

1° maggio 1813 - Jean-Baptiste Bressieres, duca d'Istria, colpito da una pallottola di moschetto nei pressi di Weissenfels, durante la campagna di Sassonia, muore a Rippach il primo maggio del 1813

4 giugno 1813 - armistizio di Plaswiz, tra la coalizione anti francese e Bonaparte per i buoni uffici di Metternich, che durerà sino al 12 agosto.

27 giugno 1813 - a Gorizia il gen. Junot cade in preda ad un acceso attacco di follia che lo porterà in breve a dover abbandonare la carica e che lo spingerà poi a darsi la morte. A sostituirlo, dopo alcune settimane di interregno, Napoleone chiamerò il ben noto Fouché duca d'Otranto.


Joseph Fouché

1759 -1820
29 luglio 1813 - Fouché s'insedia a Lubiana nel nuovo incarico di Governatore generale delle Province illiriche. Visto che per la prima volta tale carica non è ricoperta da un generale Napoleone gli affianca, come capo militare, il gen. Fresia.
2 agosto 1813 - nuova improvvisa incursione inglese nel porto di Rovigno con la distruzione di numerose barche ivi ormeggiate e con lo sbarco di truppa che occupa i pubblici uffici asportandovi gli incartamenti.

9 agosto 1813 -  in una lettera del Console di Trieste, il milanese Luigi Borghi, annota come la popolazione rovignese non avesse collaborato con gli inglesi: "Gli abitanti di Rovigno si sono saviamenti rifiutati" di indicare edifici di uso pubblico, per cui eccetto il palazzo del Municipio, sede del Sud-delegato e di Polizia, "si sono salvati i depositi erariali di sali, tabacchi e polveri".

12 agosto 1813 - fallite le trattative tra Metternich e Bonaparte l'Austria dichiara a sua volta guerra alla Francia.

16 agosto 1813 - le truppe austriache aprono le ostilità entrando nelle Province Illiriche. Le circoscrizioni della Croazia Civile e Militare si dichiarano immediamente a favore dell'ex sovrano asburgico e i reparti croati passano agli austriaci.

agosto/settembre 1813 - quando alla fine d'agosto le truppe del Nugent s'attestarono nella loro avanzata sul Monte Maggiore il Comando militare francese cercò di prenderle tra due fuochi ordinando al colonnello Spring, comandante svizzero del battaglione leggero italico che si trovava di stanza a Rovigno, di recarsi con tutte le sue truppe verso il Monte Maggiore, ove sarebbe stato raggiunto dalla Guardia nazionale di Capodistria e Pinguente. Interpretando l'ordine in maniera allargata lo Spring aveva ordinato alla Guardia nazionale di Rovigno di seguirlo, trovando però la ferma opposizione del Maire di Rovigno, Giovanni Costantini, il quale, alla minaccia dello Spring di far battere la generale, rispose che lui avrebbe fatto suonare le campane a martello. Visto la fermezza del Costantini e la notoria focosità dei rovignesi il colonnello lasciò perdere e se ne partì col suo solo battaglione incontro ad una ingloriosa sconfitta.

3 settembre 1813 - il quarto battaglione leggero italico dello Spring, circa 800 uomini, più 300 confinari croati, si trovava nella sua marcia nei pressi di Pisino quando nella notte tra il 3 e il 4 i confinari croati passarono armi e bagagli al campo austriaco. Cosicché quando lo Spring si vide sbarrata la strada dalle raccogliticce truppe del Generalmajor Giuseppe (Joseph) Lazarich (1784-1859), fece un rapido dietro-front cercando scampo verso Montona, disfandosi in gran fretta di cannoni, mortai e munizioni nella foiba di Pisino. Tramite uno scorciatoia il Lazarich gli chiuse la strada e lo Spring non trovò nulla di meglio che arrendersi con tutto il battaglione avendo scambiato quella piccola truppa, a cui si erano uniti dei contadini slavi della contea di Pisino, per l'agguerrita armata del conte Laval Nugent (1777-1862). Con grande fatica il Lazarich sottrasse gli infelici prigionieri al tentativo da parte dei suoi di farne una feroce e sommaria strage.

5 settembre 1813 - nuovo arrivo di navi inglesi a Rovigno che la occupano per 7 giorni dichiarando di tenerla per nome e per conto degli austriaci.

settembre 1813 - dopo vari fortunati scontri contro la brigata italica del Ruggeri e con alcuni distaccamenti francesi le truppe austriache del Nugent si affacciano alla fine del mese sulle cime del Carso, isolando Trieste via terra.

12 settembre 1813 - le truppe di Nugent entrano a Capodistria.

22 settembre 1813 - il gen. Nugent con un editto proclama decaduta la vigente legislazione napoleonica e ripristinata la giurisdizione austriaca in vigore nel 1805.

3 ottobre 1813 - l'esercito del Vicerè Eugenio vista vana ogni difesa delle Province Illiriche è costretto a riattraversare l'Isonzo. Mentre il Fouché prosegue le sue precipitose fughe che lo portarono prima da Lubiana a Trieste, poi da questa a Gorizia, per fuggire con tutta la sua corte di funzionari oramai senza impiego a Venezia, ove finì ogni residua parvenza d'amministrazione illirica.
 


Dagli inizi al 774 Dal 774 al 1283 Dal 1283 al 1699 Dal 1701 al 1797 Dal 1797 al 1813 Dal 1813 al 1849 Dal 1850 al 1861 Dal 1862 al 1899 Dal 1900 al 1924 Dal 1925 al 1954


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