Dagli inizi al 774 Dal 774 al 1283 Dal 1283 al 1699 Dal 1701 al 1797 Dal 1797 al 1813 Dal 1813 al 1849 Dal 1850 al 1861 Dal 1862 al 1899 Dal 1900 al 1924 Dal 1925 al 1954




 
 

SECONDO PERIODO AUSTRIACO (1813-1918)

8 ottobre 1813 - la neo nominata C.R. Commissione Provinciale dell'Istria in nome di Francesco I estende alla penisola istriana non solo la legislazione civile e penale, ma anche il sistema giudiziario, notarile, ipotecario e fiscale dell'Austria. La legislazione dell'Istria ex-veneta tornò di fatto alla situazione del 1804 rimettendo in vigore gli Statuti Comunali con la decisione di ripristinare i vecchi Consigli patriziali sia pure nella forma allargata voluta dal Barone Francesco Maria di Carnea Steffaneo nel 1802.


Francesco I Imperatore d'Austria
Firenze 1768 - Vienna 1835
13 ottobre 1813 - alle 3 di mattina rompendo gli indugi la truppa austriaca del barone D'Aspern, coadiuvata dal mare dalla flotta inglese dell'ammiraglio Freemantle, entra nella città di S. Giusto mentre il presidio francese resisteva asserragliato nel castello di Trieste.

16-17 ottobre 1813 - sconfitta dell'esercito napoleonico da parte della coalizione anti-francese a Lipsia.

17 ottobre 1813 - Rovigno è rioccupata dagli austriaci che impongono alla città una contribuzione di guerra pari a 24.600 lire per far fronte al quale il comune è costretto a richiedere un prestito forzoso ai suoi provati cittadini. Ripristino del reggimento politico in vigore nel 1805. Ritorna in auge a Rovigno il conservatore e noto austriacante Francesco Biondo di lui Antonio Angelini nelle sue cronache dirà: ".. Fu dirigente Politico dal 1797 al 1805; di nuovo all'epoca del torbido 1809; nonchè dopo la partenza dei Francesi nel 1813. In quell'anno poneva due zaffi (Gregorio Penso e Tomaso Caenazzo, calzolai) nel nostro Duomo durante le sacre funzioni delle domeniche e feste di precetto perchè sorvegliassero supposte irriverenze, e facessero tutti inginicchiare con facoltà di discacciarne i renitenti, e denunziarli poscia a lui, che avrebbe fatto ai medesimi un processo a suo modo.... I reggimenti di questo uomo segnano per Rovigno, specialmente i due ultimi, epoche pur troppo difficili e dolorose". L'inizio austriaco, come abbiamo visto, non nè buono ma almeno ridaranno un pò di tranquillità alla cittadina istriana che potrà pian piano riprendere le sue attività economiche.

18 ottobre 1813 - il dott. Giuseppe Angelini fu Giacomo, già magistrato nel precedente regime francese, rifiuta la carica di Presidente del Tribunale di 1° istanza di Rovigno per non venir meno al giuramento fatto a quel governo, in mancanza di una definizione tra Francia ed Austria sul destino della regione. Il figlio dott. Giacomo Angelini diventa Attuario distrettuale di Rovigno.

9 novembre 1813 - come concordato nella convenzione stabilita il 30 ottobre, le truppe francesi del col. Rabiè lasciano il castello di Trieste e si arrendono, gli austriaci concedono l'onore delle armi agli ufficiali. In quell'anno gli austriaci costituiscono a Trieste l'Archivio della Commisione Provinciale provvisoria dell'Istria.

6 dicembre 1813 - gli austriaci occupano Zara.

marzo 1814 - per decisione sovrana si stabilì "l'Istria separata dalla giurisdizione della Corte di Appello di Lubiana, unicamente assegnata per decidere i processi civili giudicati dal Tribunale di Rovigno a metodo francese" e delegò "il Giudizio d'appellazione di Klagenfurt per i nuovi affari e per la spedizione a metodo austriaco delli processi criminali pendenti".

30 marzo 1814 - presa di Parigi da parte delle truppe della coalizione.


Coalizione delle potenze alleate per la pace in Europa

6 aprile 1814 - a Fontainebleau un Napoleone sconfitto ed abbandonato anche dai suoi fidati marescialli è costretto all'abdicazione.

11 aprile 1814 - la seconda domenica di Pasqua un gruppo di circa 40 giovani, i più della disciolta Guardia Nazionale, marcia per le vie di Rovigno inneggiando a Napoleone Re d'Italia. Il gruppo scorrazzerà per tutta la notte incitando alla ribellione contro gli austriaci. Il mattino seguente, in base ad una denuncia presentata da un gruppo di 15 rovignesi filo-austriaci istigati dal fanatico reazionario Francesco Biondo, gli austriaci arrestano i 12 rovignesi indicati come i caporioni della sommossa del giorno precedente. I dodici, tutti appartenenti alla buona società rovignese erano: Giovanni Albanese, Simon Battistella, Francesco Brunetti, Franco Cibibin, Antonio Masato, Marchio Peratoner, Domenico Rismondo, Nicolò Sbisà, Giuseppe e Speranzin Spongia e Antonio Venerandi. I denunciati, con l'aggiunta del medico Marcantonio Antonini, arrestato con la scusa di salvarlo dalla furia popolare, vennero tradotti a Capodistria per esservi processati. In seguito l'accusa venne ritenuta infondata ed anzi furono arrestati alcuni degli accusatori, tra cui lo stesso Biondo, perchè emerse che l'accusa di aver disarmato una pattuglia austriaca composta da croati era del tutto infondata in quanto furono gli stessi austriacanti ad ottenerle dai militi della pattuglia tramite un esborso di denaro per poter poi accusare i cosiddetti "giacobini".

19 aprile 1814 - gli austriaci entrano a Venezia.

4 maggio 1814 - Napoleone sbarca all'Elba in cui verrà confinato anche se da "imperatore".... dell'isoletta toscana.


10 maggio 1814 - viene rimessa in vigore la procedura criminale austriaca e abolita quella francese.

maggio 1814 - da un rapporto della Polizei Hostfelle vengono segnalati come pericolosi massoni operanti in Istria: il medico Marcantonio Antonini di Buie, ritenutone il capo; l'avv. Telemaco Albertini Corner; il parroco Andrea Rocco; il chirurgo Grandis di Capodistria e tra gli altri molti rovignesi come Giovanni Costantini, Domenico Facchinetti, il cap. della giurisdizione di Geroldia (il feudo dei conti Califfi di Rovigno) Angelo Sbisà, l'avv. Carlo Basilisco, Francesco Brunetti, il medico Gaetano Borgo, gli avvocati Angelo ed Antonio Borgo, Vincenzo Beroaldo, Giovan Battista Basilisco, Francesco Rocco, Paolo Suffichi, don Andrea Battistella, Matteo e Luigi Rismondo.

30 maggio 1814 - la pace di Parigi sancisce il ritorno della regione all'Austria. A sostituire il Calafati, quale Intendente della Provincia d'Istria, fu chiamato il barone Paolo von Lederer, poi sostituito a sua volta con Ignazio de Capuano. Mentre al posto di Direttore di Polizia fu chiamato Carlo de Mastwyk. Il Consiglio dei Patrizi di Trieste viene lasciato in vita.

§
6 giugno 1814 - le accuse presentate da 15 " facinarosi austriacanti" istigati da Francesco Biondo contro 12 giovani rovignesi vengono dall'I.R. Giudizio Criminale dell'Istria giudicate del tutto prive di fondamento ed il processo si chiude con la loro piena assoluzione.
17 luglio 1814 - per i tipi della Imp. Reg. Privilegiata Tipografia Governiale esce a Trieste il volume:

PER LA
PACE CELEBRATA
IN CAPODISTRIA
E
NELLA PROVINCIA DELL'ISTRIA EX-VENETA
il dì 17 luglio 1814
RACCOLTA

La raccolta riunisce composizione poetiche e prose opera dei principali funzionari e letterati di Trieste e dell'Istria austriaca, tra cui un'ode ed un sonetto composti dalla Direzione Politica di Rovigno; un sonetto ed una cantata a cura del Tribunale Civile di Rovigno; un'ode libera di Sebastiano Sbisà; versi sciolti opera di Giacomo Angelini e una composizione in prosa di Giuseppe Costantini;


13 settembre 1814 - d'ordinanza del gen. Lattermann, in vigore dal successivo novembre, si ridefinisce la suddivisione amministrativa della provincia con la creazione di due Circoli, quello di Trieste e quello di Fiume. Il primo era composta da 11 distretti (Monfalcone, Duino, Capodistria, Pirano Buie, Montona, Pinguente, Parenzo, Rovigno, Dignano e Pola). Il secondo di 8 (Castua, Lovrana, Albona, Pisino, Bellai, Cerquenizza, Buccari e Fiume). Veniva quindi a cessare per l'ennesima volta l'unità politico-amministrativa dell'Istria. Con la nuova organizzazione sparivano gli organi rappresentativi comunali; i Podestà diventavano dei funzionari onorari di nomina del Commissario Distrettuale e pertanto dallo stesso revocabili. In pratica la figura del Commissario Distrettuale assunse un potere assoluto sulle comunità da loro dipendenti, investiti com'erano sia delle competenze giudiziarie che di polizia.

" Il riordino dell'Istria ex-veneta entro l'Impero d'Austria (1814-15) portò, contro le aspettative, ad una organizzazione rigidamente burocratica della provincia, avvolta entro una fitta rete di Commissari Distrettuali, rivestiti di ampi poteri amministrativi e giudiziari. La figura del Podestà cittadino venne declassata al punto da farne un organo della gerarchia statale del tutto subordinata ed impotente, una carica in cui si era nominati per Superiore designazione e dalla quale si poteva essere rimossi, in qualsiasi momento, senza motivo esplicito. La vera e propria "rappresentanza" fu ridotta, anche nei Comuni maggiori a due soli "Delegati Comunali", eletti da un consenso dei "maggiori censiti", radunati periodicamente per l'esame dei bilanci locali ed in via eccezionale per l'approvazione di eventuali spese eccezionali. Sotto la direzione del Commissario Distrettuale e, sopra di lui, del Capitano Circolare, era posta non solo l'amministrazione straordinaria, ma persino la gestione ordinaria dei beni comunali ed ogni minima spesa era soggetta al benestare superiore". (A. Apollonio, Autogoverno comunale nell'Istria Asburgica, Atti, vol. XXIV, 1994)

settembre 1814 - si riunisce il Congresso di Vienna per stabilire i futuri assetti europei e non mancò chi come Federico Confalonieri giunse ad auspicare la creazione di un regno d'Italia autonomo a cui unire almeno l'Istria ex-veneta ma la Restaurazione, susseguente al cataclisma napoleonico, sancirà la rinascita di molti statarelli italiani e dei loro antichi regnanti, a farne le spese sarà solamente l'antica Repubblica di Venezia oramai saldamente nelle grinfie austriache:


1815 - l'I.R. Governo istituisce l'Ufficio centrale del Regio Dipartimento di Censura di Venezia con censori provinciali a Padova, Vicenza, Rovigo, Treviso ed Udine con competenza tanto su tutto il Veneto quanto sul c.d. Litorale (Istria).

1815 - in tale anno a Zara vengono contate ben 15 distilleria del liquore "a uso Zara" ovvero del maraschino. Si trattava in genere di piccole distillerie semi-artigianali, soltanto lo zaratino Francesco Drioli aveva sviluppato una vera e propria distilleria industriale, attività che all'epoca veniva portata avanti dal nipote Giuseppe Salghetti.

1° marzo 1815 - fuggito dall'esilio dorato dell'Elba, Napoleone sbarca in Francia: hanno inzio i Cento Giorni.

31 marzo 1815 - nonostante il nuovo governo austriaco gli avesse proposto la direzione di un giornale letterario, il poeta e uomo d'arme, Ugo Foscolo decide di prendere la dolorosa via dell'esilio: "L'onore mio e la mia coscienza mi vietano di dare un giuramento che il presente governo dimanda per obbligarmi a servire nella milizia... Tradirei la nobiltà incontaminata fino ad ora, del mio carattere, col giurare cosa che non potrei attuare, e con vendermi a qualunquq governo. Io per me mi sono inteso di servire l'Italia; né come scrittore ho voluto parere partigiano di Tedeschi o Francesi, o di qualunque altra nazione..."

9 giugno 1815 - l'atto finale del Congresso di Vienna sancirà nell'articolo 93 l'imperatore d'Austria quale sovrano legittimo dei territori precedentemente ceduti nei sedici anni di vittoriose guerre napoleoniche. In quell'anno gli austriaci aboliscono i Notai sostituindoli con un funzionario di nomina centrale, l'Attuario distrettuale.


18 giugno 1815 - con la sconfitta di Waterloo ha termine l'ultima avventura dell'avventuriere Napolione Buonaparte.

1 gennaio
1816 - l'imperatore Francesco I conferma nobili le seguenti famiglie di Rovigno: Angelini con Giovanni, Antonio, Giacomo, Marco, Rocco e Angelo; Bichiachi con Giovanni, Bernardo e Domenico, Califfi con Nicolò; Costantini con Basilio-Maria e Pietro-Maria. Tali famiglie aggiungeranno al cognome il "de" nobiliare.

1816 - in quell'anno venne attivato a Rovigno il Tribunale Civico-Provinciale. Il dott. Giuseppe Angelini fu Giacomo che dal 1814 era stato presidente del Tribunale di 1° Istanza verrà sostituito. Alla data Rovigno contava " sette Avvocati: quattro secondo sistema, gli altri tre sopranumerari, cioè li sig:ri Carlo Basilisco; Francesco Angelo dot. Sbisà qm. Sebastiano; dot. Giuseppe Costantini - dot. Antonio Rocco qm.Domenico - dot. Antonio Borgo qm. Gaetano - Giov. Bernardo de Bichiacchi qm. Giovanni e Steffano Angelini qm. Antonio, mio padre" come riporta il cronista Antonio Angelini. A ricoprire la carica di Attuario distrettuale di Rovigno verrà  chiamato il dott. Giacomo Angelini fu Giuseppe.


Il Tribunale di Prima Istanza di Rovigno

1816 - A Rovigno viene introdotta l'illuminazione notturna tramite piccoli fanali alimentati a petrolio.

1816 - ha inizio il pubblico Catasto nella provincia dell'Istria che si concluderà nel 1820.

1816 - esce a Padova per i tipi Bettoni e compagno le Lettere Drammatico-Critiche sopra la Didone Abbandonata di Pietro Metastasio di Antonio Bazzarini di Rovigno.

1816 - Il preposito parroco di Rovigno riferisce dal pulpito che la festa di S. Marco non sarà più festa ufficiale a Rovigno con grande scandalo dei rovignesi che protestarono con la loro solita veemenza. Viste le reazioni dei fedeli si affrettò ad aggiungere, a detta del Segariol, "Fratelli! La chiesa sempre farà la festa, le funzioni, la processione come prima " e così fu...."

1816 - a Venezia per la tipografia Picotti, esce il Saggio Politico-Economico del rovignese Sebastiano Sbisà.

8 marzo 1816 - il Segretario  Magistrale in Trieste, Gian'Antonio Tognana de Tonnefeld, invia all'imperatore d'Austria un dettagliato "Quadro della Provincia dell'Istria, suscettibile all'energica speculazione in vantaggio dello Stato, e della Popolazione"

aprile 1816 - don Bartolomeo Blessich, laureato a Padova nel 1803 in diritto civile e canonico, assume l'insegnamento della scienza nella pubblica Scuola nautica di Rovigno di cui aveva anche la direzione. A Rovigno gli austriaci avevano riaperto le due scuole comunali  una maschile ed una femminile con frequentazione obbligatoria dai 6 ai 14 anni. Operava inoltre la così detta " Scuola dei poveri"  ed una scuola privata  in cui si insegnava retorica, grammatica e lingua latina.

10 maggio 1816 - Francesco I Imperatore d'Austria visita l'Istria ed il 10 maggio è a Rovigno dove tiene pubblica udienza nella Sala del vecchio Consiglio . (AAS) In quella occasione viene compiuta la cosiddetta strada Regia per collegare Pisino a Rovigno.

1817 - a Trieste sorge la Scuola Superiore di Commercio per preparazione dei futuri dirigenti ed impiegati delle case commerciali che andavano sempre più prendendo piede nella città giuliana.

1817 - a Trieste per i tipi Maldini esce il volumetto Alcune idee sulla istituzione della pubblica amministrazione del rovignese Sebastiano Sbisà.

maggio 1817 - scoppia una violenta epidemia di tifo a Rovigno che imperverserà sino al gennaio dell'anno seguente. Risultando insufficiente il vecchio Cimitero il Comune è costretto a seppellire i morti nel campo attiguo la chiesa suburbana di S. Gottardo. In quell'anno infausto che sarà ricordato a Rovigno come l'anno della fame e della carestia. Il rovignese Filippo Ferrara viene impiccato per aver rapinato una donna di un pò di frumento che, per l'estrema fame, aveva avidamente mangiato a manate.

1818 - vengono processati a Zara i componenti di due associazioni segrete i Guelfi ed i Cinque affiliati alla carboneria.

Situazione della scolarizzazione nell'anno 1818

Diocesi di Capodistria
scolari
frequentanti
Distretto scolastico di Capodistria
    650
             120
Distretto scolastico di Carcauzze  2.062 
             150
Distretto scolastico di Ospo  1.238
no scuola
Diocesi di Cittanuova
scolari frequentanti
Distretto scolastico di Buje
    346
               30
Distretto scolastico di Cittanuova
    453
               45
Distretto scolastico di Grisignana
    479
no scuola
Diocesi di Parenzo scolari frequentanti
Distretto scolastico di Montana
    993
              51
Distretto scolastico di Pinguente
    719
no scuola
Distretto scolastico di Rovigno
 1.545
              51
Distretto scolastico di Parenzo
 1.159
              20
Distretto scolastico di Canfanaro
    817
              67
Diocesi di Pola
scolari frequentanti
Distretto scolastico di Dignano
 1.293
no scuola
Distretto scolastico di Pola
    926
              40
Distretto scolastico di Albona
    616
no scuola

9 marzo 1818 - con decreto N° 449 dell'i.r. Commissariato Distrettuale di Pirano, si istituisce  la prima Biblioteca Civica di Pirano: "La Biblioteca esistente nel Fabbricato di queste Pubbliche Scuole Principali, eretta con li Fondi della fu Accademia degli Intricati, incrememtata con le elargizioni di Benemeriti cittadini aventi per scopo particolare la Istruzione della studiosa gioventù Piranese..";

27 marzo 1818 - con decreto sovrano viene accordato a Rovigno il privilegio di una Fiera annua intitolara a San Martino da tenersi dall'11 al 20 novembre.

2 maggio 1818 - première nel Teatro del Corso di Bologna del "Numa Pompilio ossia La rigenerazione di Roma", rappresentazione eroico-mitologica per musica in 5 atti di Antonio Bazzarini, libretto in versi da Onorato Giuseppe Maria Viganò, scenografia di Mauro Berti, Luigi Busatti e Floriano Puglioli.

28 novembre 1818 - grazie all'iniziativa dell'americano Giovanni (Jhon) Allen viene inaugurata una delle prime linee a vapore che collegava Trieste con Venezia a mezzo del piroscafo a ruote "Carolina".

1819 - muore il vescovo di Parenzo Francesco Polesini.

1819 - il ventunenne veneziano ing. Gaspare Tonello giunge a Trieste essendo chiamato ad insegnare costruzione navale nella Scuola Nautica voluta da Maria Teresa nel 1753.

1819 - a Venezia per i tipi Picotti esce il volume "CRONICHE ossia MEMORIE STORICHE ANTICHE DI TRIESTE estratte dalla storia DEL P. IRENEO DELLA CROCE CARM. SCALZO CON ANNOTAZIONI ED AGGIUNTE DEL R.D. GIUSEPPE MAINATI".

1819 - Allason Thomas pubblica il libro "Picturesque Views of the Antiquities of Pola, in Istria" uno splendido volume delle antichità di Pola con incisioni di W. B. Cooke, Henry Moses, Cosmo Amstrong, Goerge Cooke prese anche da quadri di J. M. W. Turner. L’opera nasce all’interno della Society of dilettanti e si apre con una composizione fantastica che raduna in una visione d'insieme i principali monumenti di Pola per passare poi alla veduta di Trieste. Con una sezione riservata ai “Remarks on the ancient and modern history of Istria and Dalmatia”. Londra, John Murray, 1819.



1819 - in Francia presso Firmin Didot, esce l'opera di Pierre Antoine Noel Daru " Histoire de la Republique de Venise" che tanta fortuna avrà anche in Italia ed in cui viene edita la seguente "CARTE des Provinces de Terre Ferme  DE LA REPUBLIQUE   DE VENISE "

2 luglio 1819 - decreto dell'imperatore Francesco I che istituisce a Rovigno una I.R. Capo-scuola con 4 classi, in lingua tedesca per i maschi ed in lingua italiana per le fanciulle. A Rovigno sorgerà in quell'anno anche la prima scuola istriana che abilita i maestri all'insegnamento dopo un corso di soli tre mesi, portati successivamente a sei.

10 dicembre 1819 - Viene redatto il protocollo con la descrizione dei confini del Comune di Rovigno. L'atto reca la firma di: Grego Podestà di Rovigno, Antonio Volpi Podestà di Valle, Zuanne Braicovich Ag. Com.le di Villa di Rovigno. L'atto è redatto e controfirmato dal Dr. Giacomo Angelini, allora attuario distrettuale. Una copia della mappa della Città con il suo territorio, è conservata presso l'Archivio di Stato di Trieste, Catasto Franceschino.


1820 - in una perquisizione a Rovigno a casa del settantenne Pietro Sponza detta Marasca vennero ritrovate dalla polizia austriaca carte compromettenti tra cui spiccava il Catechismo di Go.i, che dovvrrebbe essere quello della carboneria o della massoneria.

13 aprile 1820 - muore a soli 30 anni Sebastiano Sbisà la città di Rovigno gli dedicherà solenni funerali ed il canonico Stancovich comporrà la seguente iscrizione:

SEBASTIANO. ROC. F. SBISA'
MORIBVS. DOCTINA. SCRIPTIS.
AMOR. PATRIAE.
DICI. MERVIT.
ANN. XXX. VIXIT.
ORDO. POPVLVSQVE. ARVPINI.
POSTERIS. EXEMPLVM.
MDCCCXX.
P.

20 ottobre 1820 - per decreto del governo del Litorale viene istituito il Gremio Farmaceutico dell'Istria con sede in Rovigno a capo del quale verrà posto il farmacista rovignese Filippo Spongia fu Giov. Antonio. In quello stesso anno verrà creato il Gremio Framaceutico di Trieste.

1° novembre 1820 - in attuazione del decreto dell'anno precedente si inaugura, in locali provvisori, la Capo-scuola di Rovigno, cessano però sia la scuola comunale che quella nautica. 

1821 - per ordine dell'imperatore l'I.R. Tribunale Collegiale di Rovigno è convertito in Tribunale Provinciale.

1821 - il commerciante ligure Girolamo Luxardo, nato a Santa Margherita il 29 settembre 1784, per i suoi commerci già nel 1819 giunge a Zara ove, con la moglie Maria Canevari, si dedica a produrre in casa un liquore che si otteneva dalla distillazione di una particolare ciliegia locale la "marasca" ed era colà conosciuto e prodotto sin dal medio evo nei conventi cittadini col nome di "rosolio maraschino" o liquore  "a uso Zara". Il frutto di tale attività ebbe così successo da indurre Girolamo, dopo varie sperimentazioni, a fondare nel 1821 una distilleria per produrre il liquore, così perfezionato, in maniera industriale.


1821 - si costruiscono le nuove carceri di Rovigno in contrada Spirito Santo lungo la marina di Valdibora.

1821 - Gian Pietro Viesseux fonda a Firenze " L'antologia" che radunava alcune delle migliori menti dell'epoca come Capponi, Lambruschini, Ridolfi, Montaini ed il dalmata Tommaseo per " un'iniziativa che non ha nulla, proprio nulla di municipale, che è tutta italiana" e, sollecitando la collaborazione di Giuseppe Grassi, il Viesseux precisava "Io mi raccomanderei perchè lo scrittore, investendosi bene nello spirito dell'Antologia, si mostrasse italiano, anzichè toscano o piemontese, europeo, anzichè italiano".

2 luglio 1821 - con decreto n. 10996 Rovigno è dichiarata Cità dell'I.R. Governo del Litorale.

5 maggio 1821 - muore a Sant'Elena Napoleone Bonaparte che tanti sconvolgimenti portò nella vecchia Europa portanto alla fine, tra le altre, le due più antiche Repubbliche adriatiche: la Serenissima nel 1797 e la Repubblica Ragusea nel 1808.

29 maggio 1822 - seconda visita dell'Imperatore Francesco I a Rovigno, questa volta accompagnato dall'Imperatrice Carolina.

1822 - in Venezia per i Tipi Picotti viene edito il volume del Can. Stancovich "Dello ANFITEATRO di POLA".


Canonico Pietro Mateo Stancovich
(1771-1852)

1822 - la città di Fiume passa sotto la giurisdizione del Regno d'Ungheria. In quell'anno viene ridisegnato anche il Circolo d'Istria il cui Capitanato Circondariale viene spostato da Trieste a Pisino. Questo fatto comportò l'inglobamento di 50-60 mila croati e sloveni dell'Istria montana alla popolazione, in maggioranza italiana dell'Istria ex-veneta.

14 gennaio 1823 - "Dal rapporto del Rev. Concistoro 31 p.p. si rilevò con piacere che la comune di Rovigno non sia così mal impressa contro la caposcuola e ciò dal momento in cui fu introdotta l'istruzione della lingua italiana unitamente alla tedesca" AST, I.R. Governo, Atti generali.

1° novembre 1823 - l'Austria modifica l'ordinamento monetario introducendo la lira austriaca d'argento da 4,33 g al 900/1000 per 22,5 mm pari a 3,897 grammi di fino.

30 novembre 1823 - si apre a Rovigno la nuova Accademia filarmonica. Aveva una sua orchestra il cui direttore e primo violino fu don Andrea Rocco, Preposito-Parroco di Rovigno, mentre don Andrea Battistella fu uno degli accademici più attivi tanto da esserne considerato l'anima. L'accademia durò per molti anni e cessò la sua attività solamente quando subentrarono le bande comunali.

20 novembre 1824 - il ventiduenne Niccolò Tommaseo nel suo " Diario Intimo" riversa l'impressione ricevuta dal suo breve soggiorno triestino definendo la città giuliana come  " La barbara terra di Trieste", in contrapposizione dell'ospitale e schiettamente italiana anima veneta di Parenzo che per contrasto  gli fece apparire Trieste un  "Andazzo di mercanti e meretrici... bisbigliare di varie lingue, misto di vari costumi, molta industria, poco ingegno, molt'arte, punto studio, molto moto, poca vita, tale è Trieste".

1824 - Viene demolita nell'arsenale di Venezia la batteria galleggiante armata di 4 cannoni che era stata posta a difesa del porto di Lido col nome di Prama Hydra. Era quanto restava dello splendido Bucintoro, gloria di Venezia, vandalicamente depredato dai francesi nel 1798 e ridotto a nudo scafo galleggiante.

1825 - nella Dieta imperiale di Presburgo il Sabor (parlamento croato di Zagabria) chiede l'unione della Dalmazia e delle Krajne (confini militari) alla Croazia propriamente detta.

1824-1826 - Antonio Bazzarini  pubblica in Venezia l' Ortografia enciclopedica universale della lingua italiana, co' tipi di Girolamo Tasso, MDCCXXIV - MDCCXXVI. Nella prefazione lo studioso rovignese scrive: "In mezzo a tanti Dizionarj che si pubblicano tutto dì da' torchi italiani, nutrivasi da gran tempo in noi il coraggioso divisamento di arricchire l'Italia di uno affatto nuovo sulle tracce del celebre Samuele Johonson, se non il più necessario. almeno il più utile.... nutriamo fiducia di avere con ciò gettato una pietra di più all'erezione di quel maestoso edifizio che ha formato sempre lo scopo lodevolissimo de' più chiari ingegni di questa eletta parte dell'universo, l'ITALIA". Il Dizionario comprende complessivamente 15 volumi suddivisi in: Parte Prima comprendente l'Ortografia universale della sola lingua italiana e Parte seconda con l'Ortografia enciclopedica delle scienze, lettere ed arti.


Antonio Bazzarini
Rovigno 1784 - Torino 1850

30 maggio 1825 - a Innsbruck viene pubblicata la circolare (in lingua tedesca e in italiano) a firma di Friedrich Wilczek (vice-presidente) e Joseph Roggla (consigliere di governo) con cui  l'Imperial Regio Governo del Tirolo-Vorarlberg annunciava la formazione di due soli circoli (Istria  e Gorizia) sul litorale.

1° agosto del 1825 - il Circolo di Pisino viene sciolto ed il Circolo dell'Istria, da Trieste viene spostato a Pisino. Con questa revisione, si provvide anche ad una redifinizione dei distretti, togliendo dalla giurisdizione del Circolo dell'Istria i territori al di là di Trieste, che vennero assegnati al Circolo di Gorizia, inglobando però quelli istriani che precedentemente appartenevano al Circolo di Fiume. Dopo secoli tutta l'Istria viene a far parte di un unicum corpo amministrativo comprendente anche le isole quarnerine ed il Carso.

1826 - viene introdotto l'uso dei pesi e delle misure austriache.

9 aprile 1827 - dopo un periodo di vacatio il goriziano Antonio Peteani (Gorizia 1789 - Parenzo 1857) viene nominato Vescovo di Parenzo.

maggio 1828 - in quell'anno cessa a Rovigno la tradizionale corsa di cavalli che si teneva lungo il tracciato dalla contrada di Drèiovier, del Nuono per arrivare in Piasa de la Rèiva, manifestazione collegata con le rogazioni minori (latàgne) per disposizione del nuovo vescovo con sommo dispiacere del popolo rovignese che partecipava in massa a tale avvenimento.

1828 - in quell'anno per la tipografia Picotti di Venezia esce il volumetto di " TERZINE- Nell'allegrezza della prima visita - In Rovigno - Del vescovo Antonio Peteani - Sacro dottore - Messo da Dio vegnente caro ai fedeli - Jacopo dottor Angelini - Scriveva questi divoti versi - Compreso di amore e venerazione". In quello stesso anno esce il TOMO PRIMO del libro del canonico di Barbana, Pietro Stancovich:

BIOGRAFIA
DEGLI
UOMINI DISTINTI
DELL'ISTRIA
DEL CANONICO
PIETRO STANCOVICH
TRIESTE
PRESSO GIO. MARENIGH TIPOGRAFO
1828

Opera che, come era prassi dell'epoca, aveva l'elenco dei sottoscrittori. Il che ci fornisce un elemento assai utile per avere un quadro della situazione culturale di Rovigno, tenendo conto che Trieste raggiungeva quasi 80 sottoscrittori e Capodistria 21, mentre la popolosa ed industre cittadina istriana presenta soltanto 6 nominativi tra cui il Commissario Distrettuale ed il pubblico chirurgo che non sono neanche cittadini rovignesi:

E L E N C O
DEI SIGNORI ASSOCIATI (P.T.)
CHE ONORARONO LA PRESENTE EDIZIONE PRIMA DELLA
PUBBLICAZIONE DI QUESTO PRIMO TOMO

ROVIGNO

 Angellini dott. Giacomo, I. R. attuario distrettuale.
 Costantini Giuseppe, dott. in legge.
 Fiorenzi Gio: Battista, dott. in medicina e chirurgia.
 Jve Angelo, dott.
 Millossa Giorgio.
 Orlich G., I. R. commissario distrettuale

naturalmente il cognome Angellini va letto più correttamente Angelini.

1828 - a Venezia si stampa l'opera " Del commercio e dell'industria" dell'olandese, trapiantato a Trieste, Francesco Emanuele Giuseppe Baraux. L'opera è stata composta però prevalentemente nel 1816. N ella prefazione l'autore dice che lo scopo dell'opera è quello di fornire le maggiori informazioni per il negoziante che volesse operare nell'Impero Austriaco scusandosi col cortese lettore per lo stile impiegato "... in considerazione che io miro soltanto a giovare altrui, che ho scritto nella lingua del paese ove mi sono stabilito; e non nella mia propria..."

1828 - a Rovigno viene eliminata la privativa comunale dei torchi, dei forni e inoltre i dazi comunali vengono sostituito dal dazio al consumo, viene introdotta una tassa del 4% sulla vendita del pesce al minuto.

1828 - a Trieste, sotto l’egida del locale gremio farmaceutico, l'istriano Bartolomeo Biasoletto (Dignano 24 aprile 1793 - Trieste 17 gennaio 1859) dà vita ad un gabinetto botanico che costituirà di fatto il primo giardino botanico di Trieste (al suo posto sorgerà, nel 1842, l'attuale Civico Orto Botanico).

30 giugno 1828 - Papa Leone XII emette la Bolla "Locum Beati Petri" con la quale viene soppressa la diocesi di Cittanova , annessa a Trieste. Inoltre anche la diocesi di Capodistria viene unita alla chiesa di Trieste, anche se la sua chiesa viene dichiarata "concattedrale". Con la stessa bolla il papa operava l'unificazione delle diocesi di Parenzo e Pola. Tale sistemazione sarà operativa dal 1830 al 1977.

1829
- presso l'editore Giovanni Marenigh di Trieste il canonico Pietro Stancovich pubblica il Tomo Secondo dedicato ai Letterati e, sempre in quell'anno, il Tomo Terzo dedicato ai Militari, del libro Biografia degli Uomini Distinti dell'Istria.

1829 - viene fondata Trieste la Rivista Archeografo Triestino quale organo della benemerita Società di Minerva costituita nel 1810 da Domenico Rossetti, che sarà un vero vivaio di feconde iniziative culturali, letterarie e, in seguito, nazionali.

1829 - dopo otto anni di studi e perfezionamenti la ditta Luxardo ottiene dall'Imperatore d'Austria l'esclusiva per 15 anni per la produzione del nuovo tipo di maraschino.


9 maggio 1830 - le diocesi di Parenzo-Pola, come previsto dalla bolla papale di papa Leone XII, vengono riunite ed il goriziano Antonio Peteani, già vescovo di Parenzo, ne reggerà la cattedra riunita sino al 1857.

1830 - Niccolò Tommaseo (Sebenico 1802 - Firenze 1874) pubblica il Nuovo Dizionario de' Sinonimi della lingua italiana, opera che gli darà una grande fama.

1830 - Ljudevit Gaj, nato a Krapina nel 1809 e morto a Zagabria nel 1872, propugna l'unificazione culturale della Croazia e la creazione di una letteratura nazionale. Per raggiungere questi fini crea una nuova ortografia della lingua croata "Breve disegno di ortografia croato-slava" ovvero la "Kratna osnova horvatsko-slavenskoga pravoipisanja " riforma che introduce i famosi segni grafici specifici che tanti problemi danno alle nostre tastiere.Il Gaj è uno dei propugnatore del così detto movimento illirista sorta per reazione al tentativo magiaro d'imporra in Croazia l'ungherese come lingua d'insegnamento nelle scuole.

1831 - in occasione dei moti di Modena e Bologna Giovanni Berchet compone l'Ode " All'armi! All'armi!".

1831 - la “Nova descrittione della Provincia dell'Istria” di Nicolò Manzuoli, edita a Venezia nel 1611, viene riproposta al pubblico nel terzo volume dell'“Archeografo Triestino” diretto da Domenico Rossetti.

luglio 1831 - a Marsiglia l'esule genovese Giuseppe Mazzini, Genova 1805 - Pisa 1872, con un gruppo di trenta-quaranta emigrati politici italiani fonda un'associazione dal significativo nome di Giovine Italia con lo scopo dichiarato di unificare tutta l'Italia sotto un governo libero e repubblicano. La neo nata organizzazione sarà la fucina di tanti giovani patrioti italiani.


Giuseppe Mazzini
Genova 22 giugno 1805 -Pisa 10 marzo 1872
1830-1836 - il rovignese Antonio Bazzarini pubblica il Dizionario enciclopedico delle scienze, lettere ed arti / compilato per la prima volta da Antonio Bazzarini. - In Venezia : per i tipi di Francesco Andreola corredando la ponderosa opera con Alcuni cenni del compilatore a' benevoli suoi associati. Opera originale che ha il merito di non essere la solita traduzione o raffazzonamento di opere francesi come per molte enciclopedie pubblicate in Italia nel XIX secolo.

aprile 1832 - esce La Gazzetta di Zara giornale bilingue in italiano e tedesco, segno della costante presenza dell'italianità di Zara che pagava un tributo alla lingua della dominante potenza austriaca, ma non ai vicini croati. Il foglio bisettimanale ha come redattore il prof. Brambilla che, come dice il cognome, è di nascita milanese. Il foglio uscirà sino al 1850 quando verrà chiuso dalla censura austriaca.

29 maggio 1832
- Francesco I e Carolina d'Austria visitano Rovigno, soggiornando in casa dei conti Califfi. Per l'occasione viene resa carrozzabile la strada campestre di Valalta.


"Rovigno preso dal mare"
da Triestiner Ansichten di Giuseppe Broili

1833-1835 - escono a Venezia co' tipi di Antonio Bazzarini e C. "Le Pandette di Giustiniano - versione notabilmente corretta ed in gran parte rifatta col testo delle leggi a piè di pagina per cura di Antonio Bazzarini". Pregevole edizione delle Pandette di R. G. Pothier impreziosita dalla presenza del monumentale indice ragionato del Bazzarini (con migliaia di definizioni, riferimenti a Digesto e Codice ecc.), che la rende l'opera assolutamente autonoma.

1834 - il rovignese dott. Giacomo Angelini qm. Giuseppe diventa I.R. Commissario Distrettuale di Rovigno.

1834 - a Berna con una dozzina di profughi italiani, polacchi e tedeschi Giuseppe Mazzini fonda la Giovine Europa .

1834 - esce a Venezia per i Tipi Bazzarini l'opera "Scelta di Leggi - di Giovanni Domat" ovvero del giurista francese Jean Domat (1625-1696).

1834 - a Zara esce la Storia della Dalmazia esposta da Giovanni Cattalinich I. R. Maggiore in pensione . Tip. Battara. L'opera è divisa in sei libri e descrive la storia della Dalmazia dall'antichità alla caduta della Repubblica Veneta. Le pagine 183-209 contengono un "Breve Saggio di storia naturale sulla Dalmazia", le pagine 217-237 "Elenco generale dei signori associati alla Storia della Dalmazia". Cattalinich nato a Castelnuovo di Traù il 25 marzo 1779 fu Comandante della Guardia Nazionale a Clissa, combattè inoltre in Spagna e in Croazia contro i Turchi. Si stabilì in seguito a Spalato dove, dopo aver composto l'opera storica, morì il 27 febbraio 1847. Nell'introduzione il Cattalinich pur affermando di essere di "uome di nazione slavo (sic)" dice che ".. A quest'oggetto ho prescelto anche l'italiana favella , e perchè i nazionali tutti (ovvero i Dalmati slavi Nda) che hanno qualche coltura (sic) conoscono la medesima, e perche se ne' miei scritti vi è qualche cosa che interessare possa, in questa guisa può essere più facilmente in altre parti diffusa ed osservata." Il libro propone fantasiose attribuzioni alle origini dei popoli slavi e merita di essere letto più che altro come testimonianza del nascente pan-slavismo.

24 giugno 1834 - Mons. Peteani inaugura il restauro del campanile e della statua bronzea di S. Eufemia, la cui messa in opera sulla vetta del campanile fu merito di una complessa impalcatura frutto dell'ingegno dell'architetto rovignese Andrea Battistella.

1° agosto  1834 - nel vacuo della statua bronzea di S.Eufemia viene posta in una teca di vetro un'epigrafe commemorativa che inizia così: Questo monumento/Che Ricorderà Ai Posteri/Che Sendo I.R. Comm.o Distrett.e/Il Dott. Giac.o Angelini/Con Retto Consiglio E Zelantissima Cura/Del Vice-Podestà/Angelo Rismondo ....

1834 - grande siccità con prosciugamento di laghi e cisterne e con moria di bestiame. L'acqua viene portata a Rovigno dal Quieto e da Pola. Tutti i raccolti subiscono una drastica riduzione con susseguente carestia e deperimento del parco zootecnico.

1834 - all'età di 50 anni il fondatore della Privilegiata fabbrica Maraschino "Excelsior", il ligure Girolamo Luxardo (nato a Santa Margherita il 29 settembre 1784) si fa ritrarre, pare dal rinomato pittore Hayez. L'immagine è quella di un uomo oramai affermato che ha fatto della sua distilleria una delle principali attività produttive di Zara e che, a maggiormente segnalare la posizione di prestigio raggiunta, stringe nella mano sinistra un biglietto che reca la scritta: "All'Ill.mo Sig.r Don / Girolamo Luxardo console delle / loro Maestà Sarda e delle / Due Sicile / in Zara".


primavera 1835 - Mons. Peteani abolisce l'antica e sentita consuetudine religiosa rovignese delle Rogazioni minori o Latagne con grave scontento del popolo.

5 ottobre 1835 - l'avvocato capodistriano Antonio Madonizza (1806-1870) presenta alla Presidenza dell'I.R. Governo del Litorale in Trieste domanda per poter pubblicare un giornale letterario. La direzione di polizia di Trieste ebbe modo di mostrare il peggio di sè rifiutando l'autorizzazioni con queste indisponenti parole: "Trieste deve il suo sviluppo e il suo rigoglio alla indefessa attività dei suoi commerci. Soltanto al minor numero dei cittadini resterebbe perciò, se pur ne avesse voglia, il tempo necessario a coltivare le lettere e le scienze".

5 dicembre 1835 - Ljudevit Gaj sul supplemento settimanale del giornale Horvatsko-slavonsko-dalmatinske novine ovvero Danica Horvatska, Slavonska i Dalmatinska lancia un proclama ai popoli "fratelli" del sud: Sloveni, Serbi e Bulgari per formare una comune Nazione Illirica. Il Gaj partiva dal falso presupposto che i popoli slavi fosseero i continuatori degli Illiri che avevano strenuamente combattutto contro i romani; 

gennaio 1836 - il supplemento settimanale Danica Horvatska, Slavonska i Dalmatinska in concordanza con le idee del Gaj muta il nome in Danica Ilirska, così come il giornale che a sua volta muta la testata in Ilirske narodne novine . A questo scopo venne adottato come modello linguistico lo Stokavo , il dialetto più diffuso tra i Croati e parlato dalla totalità dei Serbi in modo da avere una lingua comune alle due principali etnie slave. Va ricordato che il Kaicavo era invece il dialettto parlato nella regione di Zagabria, mentre il Ciakavo, fortemente influenzato dal linguaggio romanzo, era parlato dagli slavi dell'Istria, del Quarnero e della Dalmazia del nord (Zara, Traù, Spalato). Le differenze nascevano dal diverso modo di dire "che cosa?": che nei tre diversi rami era detto rispettivamente: Sto? Kaj? e Cia?. Tanto per complicare le cose lo Stokavo si divideva in tre sub aree linguistiche a seconda dell'esito dell'antica vocale "ja", che in alcune aree diventa "e", in altre "i", e in altre ancora "je"; da qui la denominazione di tali varianti in ekava, ikava, jekava.

25 gennaio 1836 - dopo lunga analisi e non senza contrasto il Governatore Weingarten, autorizzava il Madonizza a pubblicare il suo giornale letterario che avrà nome "La Favilla" col plauso e l'aiuto del conte Prospero Antonini, di Pasquale Besenghi degli Ughi, del Carrer, di Francesco Dall'Ongaro, dei fratelli Zecchini e del Kandler e che sarà una viva fiammella di sentimenti liberali e "nazionali".


La stampa in Istria fu ostacolata dalla disposizione che richiedeva il versamento di una cauzione obbligatoria per i giornali "politici" di 3000 fiorini, cifra che per l'epoca costituiva un forte deterrente alla diffusione di fogli che venivano inoltre falcidiato dalla censura.

9 febbraio 1836 - la cittadinanza di Rovigno richiede l'istituzione di un Ginnasio. Istanza respinta anche per la contemporanea istituzione di un Ginnasio a Pisino.

aprile 1836 - una delegazione della Camera di Commercio triestina si reca a Vienna per presentare una petizione all'imperatore Ferdinando I richiedendo la costruzione di una strada ferrata che unisca il porto triestino all'entroterra dell'impero Austro-Ungarico.

luglio 1836 - si sviluppa a Rovigno un'epidemia di colera che imperverserà sino a settembre mietendo più di 90 vittime.

2 agosto 1836 - viene fondata a Trieste da Ludwig Karl von Bruck (Elberfeld 1789 - Vienna 1860) la compagnia di navigazione Lloyd Austriaco ovvero più estesamente la Società di Navigazione a Vapore del Lloyd Austriaco (Dampfschiffahrtgesellschaft des Oesterreichischen Lloyd) con sede direzionale nella città giuliana. Sin dagli inizi l’attività fu rivolta principalmente verso l’Oriente, realizzando i primi collegamenti merci e passeggeri dal Mediterraneo.

1836-37 - nell'anno scolastico le scuole elementari della Diocesi di Parenzo e Pola, affidate alla vigilanza del locale Concistoro erano in tutto 17. Tredici delle quali erano mascile e solo tre femminili, mentre a Rovigno vi era una caposcuola maschile e femminile.

16 maggio 1837 - salpa dal porto di Trieste il primo piroscafo del Lloyd Austriaco, l’ Arciduca Ludovico, per Costantinopoli con scalo ad Ancona, Corfù, Patrasso, Pireo e Sira. Alla fine del 1838 la flotta sociale della compagnia triestina contava già dieci navi

ottobre 1837 - seconda epidemia di colera, questa volta con pochi morti, 3 individui della stessa famiglia.

1837 - esce a Trieste per i tipi Marenigh L'Archeografo Triestino - Raccolta di Opuscoli e Notizie per Trieste per l'Istria - volume IV. Opera assai interessante dato che pubblica il manoscritto del vescovo di Cittanova, Giacomo Filippo Tommasini, rimasto inedito a causa della morte dell'autore nel 1654 e che pertanto offre un interessante spaccato dell'Istria nella prima meta del XVII secolo.

1838 -  Bartolomeo Biasoletto (1793-1858), botanico e farmacista di Dignano, accompagna in un viaggio di studio Federico Augusto di Sassonia in Istria, Dalmazia e Montenegro. Dal libro che relazione la visita che verrà pubblicato nel 1841 traggo questa notarella su Rovigno:

          A Rovigno come a Pirano il capitano cercò di
avvicinarsi possibilmente a terra, percorrendo il porto
col regio vessillo sassone inalberato.
          Tutte le finestre e rive al mare, erano gremite
di spettatori. Il piroscafo proseguiva il viaggio passando
azzardoso tra il continente e l'isola di S.ta Caterina.
          Rovigno è città ricca industriosa, la più popolata
dell'Istria, giacchè conta  12000 e più abitanti. E'
fabbricata sopra la curvatura d'una rupe che sporge
in mare a guisa di penisola, e par derivare la sua
denominazione dal latino Arupinum , Arupium.
          E' sede d'un tribunale civile , criminale e di
commercio. Primeggia in essa la vasta chiesa d'un
bel stile di S.ta Eufemia, sormontata da un altissimo
campanile , costruito sul modello di quello di San
Marco di Venezia; la chiesa trovasi sur una prominenza
dell'altezza di circa 18 Klafter viennesi sopra il li-
vello del mare.

1838 - viene stampata a Capolago presso la Tipografia Elvetica l'ultima parte della Storia della Repubblica di Venezia opera in 9 volumi che non è altro che la traduzione dal francese con note e osservazioni dell'opera di P. Daru " Histoire de la Republique de Venise" pubblicata nel 1819.

20 agosto 1838 - il Lloyd austriaco inaugura un servizio di linea da Trieste fino alle Bocche di Cattaro.

10 settembre 1838 - Ferdinando I d'Austria viene incoronato a Milano con la Corona Ferrea.

24 novembre 1838 - "Viene progettato di formare una associazione per provvedere e ridurre in forma decente un locale, per comodo esclusivo dei sottoscritti, ad uso di Caffè, Camera da giuoco, Gabinetto di lettura ecc.". Seguono le condizioni che prevedevano tra l'altro l'esborso iniziale di 5 fiorini e una retta mensile. Il foglio con cui Matteo Rismondo lanciava l'idea di istituire un Casino Civico a Rovigno si concludeva con queste parole: "Quei Signori che credessero di farvi parte vi apponeranno la loro firma, onde poter conoscere se si riunisce il numero sufficiente d'individui per dare esecuzione a questo progetto, che sarebbe di comodo ed ornamento per il paese, e le colte persone che vi soggiornano". In breve saranno 74 i sottoscrittori.

4 dicembre 1838 - avuta la conferma da 74 sottoscrittori per l'istituzione del Casino civico, si istituisce una Presidenza provvisoria a capo della quale viene posto l'avv. Basilisco.

1838 - a Rovigno si istituisce un Casino Civico una sorta di club che raduna "le persone civili della Città dei pubblici impiegati forestieri, e di alunni della classe marina inciviliti e di alcuni negozianti" (AAS). In quell'anno anche a Rovigno s'introduce l'obbligo di assicurare le case.

26 gennaio 1839 - nasce formalmente a Rovigno il Casino civico avuta la necessaria autorizzazione dall'L'I.R. Commissario distrettuale di Rovigno, dott. Giacomo Angelini, che salutava il riconoscimento della Società del Casino civico con queste parole: "In considerazione, che lo stabilimento di una Società, che abbia per scopo la maggior propagazione della cultura e delle cognizioni scientifiche e letterarie, come pure la riunione delle persone più colte di un Paese, onde unite procacciarsi degli onesti divertimenti, è un segno di evidente progresso nell'incivilimento, e siccome le Autorità Politiche devono incoraggiare e sostenere tutte quelle istituzioni, che tendono a tale scopo, il Capitanato circolare ha accolto con piacere la proposizione fatta da codesto I.R. Commissario distrettuale mediante rapporto dei 10 corr. N. 5 per la erezione di un simile Stabilimento, sotto il titolo di Casino, ed accertatosi della lettura degli Statuti proposti, che i medesimi non sieno minimamente contrarii alle vigenti discipline di Polizia, e che in particolare saranno esclusi i giuochi vietati dalla Legge, ed i Fogli di cui è proibita l'introduzione negli Stati Adriatici, accorda la sua piena adesione all'apertura del detto Casino, dopo aver apposto il suo Vidi ai menzionati Statuti."

fine gennaio 1839 - "Il Casino venne inaugurato negli ultimi giorni del Gennaio 1839 con una serata di danze, a cui presero parte le più gentili e leggiadre signore della città". Era un altro passo per incivilire i costumi della popolana Rovigno.

20 febbraio 1839 - l'I.R. Commissario di Polizia Call in una lettera al Sedlnitzky scrive: "Fra la popolazione italiana delle classi migliori si osservano delle simpatie per l'Italia, le quali vengono alimentate da giovani scrittori che trovano qui nel giornale La Favilla, la cui pubblicazione il Governatore concesse contro la proposta della Direzione di Polizia, un acconcio mezzo per manifestare le loro idee liberali; idee che però la Censura cerca in tutti i modi d'infrenare ."

17 marzo 1839 - si riuniscono 28 soci dell'istituito Casino civico di Rovigno "che nomina in Diretori nelli Sig.ri":

Consigliere
Scipione de Sighele
         "
Antonio de Schenckerstul
Avvocato
Giuseppe Dr. Costantini

Angelo Rismondo

Antonio Blessich

a Cassiere viene nominato il Sig. Matteo Rismondo (che aveva lanciato la sottoscrizione per erigere il Casino civico) e Domenico Rismondo quale Segretario. La sede del Casino si trovava nell'edificio della vedova Caterina Garzotto in via San Francesco, dove in seguito ebbe sede l'asilo delle suore della Provvidenza. Per trasferirsi in seguito nell'ex palazzo del Fondaco al n.ro 242 in Piazza San Damiano, visto che per l'incremento dei soci il precedente locale era diventato troppo angusto. Custode e caffettiere era il signor Antonio Sbisà che svolse tale attività sino alla morte per passare il testimone nel 1880 al figlio Sebastiano Sbisà.

1839 - a partire da tale anno hanno inizio i congressi annuali degli scienziati italiani.


19 giugno 1839 - crolla la chiesetta di S. Giovanni Battista in contrada S. Zuane a Rovigno tenuta in jus-patronato dalla famiglia Angelini. Le spoglie degli Angelini che colà era uso venissero sepolti, vennero raccolte da Antonio Angelini qm. Stefano e piamente sepolte nel nuovo camposanto di Rovigno

1839 - viene terminata a Rovigno in Piazza San Francesco, dopo quasi vent'anni, la costruzione di una I.R. Capo-scuola elementare o "Scuole popolari".

1840 - La ditta zaratina Luxardo oltre che per il maraschino si segnala anche per la produzione di una varietà di cherry brandy prodotto sempre con le ciliege marasche che otterrà particolare fama dal 1919 quando, Gabriele d'Annunzio, bevutone un bicchierino durante l'Impresa di Fiume, gli darà il fortunato nome di "Sangue Morlacco".

1840 - i cavatori e scalpellini rovignesi ottengono l'importante commessa per l'estrazione della pietra per la costruenda diga di Malamocco.

21 marzo 1840 - a Trieste il veneziano Gaspare Tonello, insegnante alla Scuola Nautica ed apprezzato ed innovativo ingegnere nella Cantieri Panfilli, si mette in proprio inaugurando lo Squero S. Marco costruito lungo la spiaggia verso Servola a Chiarbola Inferiore. (lo squero si chiamerà in seguito Stabilimento Navale Adriatico).


Gaspare Tonello
Venezia 1798 - Trieste 1849

1840 Al mio giungere in Levante mi avvidi che i due fratelli meditavano qualche impresa. .. Sul principio del 1840 Attilio Bandiera, presomi in disparte, mi disse : - Noi vogliamo fondare una società segreta allo scopo di affrancare l’Italia dal dominio straniero, e perciò contiamo su di te-. – Questa inattesa proposta mi sorprese; ma tostamente ispirato dalla nobiltà e dalla grandezza del disegno accettai di dividere con essi i pericoli dell’impresa… Io fui dei primi che ai fratelli Bandiera si unirono tra gli ufficiali della Marina: poscia fecero parte del sodalizio Moro, Baldisserotto, Canal, Bontempelli, Mariani, Chinca e molti altri, senza rammentare le centinaia di affiliati che in breve tempo si reclutarono a Venezia e nel Veneto…” testimonianza del roncadese Carlo Alberto Radaelli, si trattava della "Società Esperia" in seguito affiliata alla Giovine Italia di Mazzini.

1840 - in seguito al riordino delle diocesi, voluto dall'autorità  imperiale, la Collegiata di Rovigno vede ridursi il numero dei canonici da otto a sei.

1840 - a Zara presso l'editore Battara vieve pubblicato il libro " Le coste e isole dell'Istria e della Dalmazia" di Marco De Casotti.

1840 - a Padova il rovignese Giovanni Filippo Spongia pubblica per i tipi Bianchi in solo 120 esemplari il libro "Su l'Istria, tentativo a tracciare gli elementi di sua condizione sanitaria".

21 ottobre 1840 - nella Collegiata di Rovigno Monsignor Peteani, vescovo di Parenzo e Pola, eleva al sacerdozio i rovignesi Giuseppe Angelini (figlio del Dr. Giacomo), Antonio Blessich ed il montonese Domenico Sillich.

1841 - a Rovigno si istituisce un Casino Commerciale in una bottega in Piazza del Porto sotto il Palazzo Pretorio, presso l'antico torrione che radunava "..i più ragguardevoli marini e commercianti del luogo, ai quali si aggregarono varie persone civili " (AAS)

1841 - a Trieste presso la Tipografia Weis viene pubblicato il libro "Relazione del viaggio fatto nella primavera dell'anno 1838 dalla Maestà del re Federico Augusto di Sassonia nell'Istria e nella Dalmazia" di Bartolomeo Biasoletto.

1841-42 - escono a Venezia per i Tipi Giustianea di Antonio Bazzarini la III edizione delle " Le Pandette di Giustiniano, versione italiana notabilmente corretta ed in gran parte rifatta col testo delle leggi a piè di pagina per cura di Antonio Bazzarini".

4 aprile 1842 - il Governatore dell'Istria Francesco de Stadion visita Rovigno.

1842 - istituzione di una Scuola Comunale di Musica a Rovigno. Giuseppe Girardi restaura l'organo del Duomo di Sant'Eufemia allungando la tastiera di 5 note verso l'acuto.

1842 - il viaggiatore e pittore austriaco August Tischbein durante il suo viaggio in Istria dipinge uno stupendo quadro che fotografa la Rovigno di metà XIX secolo che verrà pubblicata nelle "Memorie di un viaggio pittorico nel Litorale Austriaco" edite a Trieste nel 1842 a cura di A. Selb ed appunto August Tischbein:


A. Selb & A. Tischbein
Memorie di un viaggio pittorico nel Litorale Austriaco
Trieste 1842 .

29 settembre 1842 - si tiene a Padova la quarta riunione degli Scienziati italiani al quale partecipa il prof. Bartolomeo Blessich di Rovigno professore presso l'I.R. liceo di Mantova.

1843
aprile - esce a Fiume " L'Eco del Litorale Ungarico".
1843 - un anonimo rovignese con lo pseudonimo "Andria Uòrgani " compone il primo poemetto in dialetto rovignese "Il mendicante d'amore" poema in ottava rima che verrà parzialmente pubblicato nel settimanale L'Istria del Kandler anno I (1846) num. 31-32 come esempio del dialetto rovignese:

31 maggio 1843 - viene abbattuta l'antica Torre del Ponte di Rovigno con il suo bell'arco toscano fregiato da un Leone veneto che verrà però conservato in magazzino in attesa di una nuova e degna collocazione. Antonio Angelini qm. Stefano così ne racconta l'abbattimento: "...nel 1843, con vandalico pensiero, perchè ricordava, oltre nell'architrave la sua erezione nel 1563 col ponte levatoio ed ingrandimento della torre a presidio  maggiore contro gli Uscocchi, che nel secolo X aveano ruinato questa terra, anco il bel pregio della stessa, d'essere stata mai sempre il rifugio dei dereliti, poichè così suona il motto : LO REPOSSO DEI DESERTI, che era scolpito nei sassi dell'arco".


in quello steso anno a Rovigno viene introdotta l'illuminazione a gas, tramite 14 grandi fanali,

1843 - Vincenzo Gioberti (Torino 1801- Parigi 1852) pubblica a Bruxelles il "Primato civile e morale degli Italiani"  in cui propugna una confederazione di tutti i principi italiani sotto la presidenza del papato per una Italia forte, unita e libera in cui il federalismo viene visto come il mezzo per arrivare all'unificazione piena dell'Italia (neoguelfismo).

1843 - viene bandito per decreto il termine "illirico". Dagli anni '40 i nazionalisti croati punteranno sul termine "Jugoslavo " ovvero "slavo meridianale" per inglobare così l'orgogliosa slavità dalmata, così gelosa dalla propria autonomia, al restante corpo degli slavi del sud..

20 settembre 1843 - nell'Arsenale di Venezia viene impostatta dall'ing. Giacomo Coccon, su progetto di Giuseppe Paresi, una nuova fregata che doveva essere l'evoluzione della "Bellona" da 44 cannoni. La nuova fregata da 48 cannoni inizialmente denominata "Minerva" aveva le seguenti caratteristiche costruttive:


  lunghezza alle perpendicolari 154' 4" p.f. (*) 50,17 m;
  larghezza (senza fasciame esterno) 42' 6" p.f. (*) 13,80 m;
  puntale 21' p.f. (*) 6,82 m;
  stazza 1.520 tonnellate;
  dislocamento 2.107 tonnellate;
  superficie velica 1.829 m2;
  equipaggio 403 uomini.
(*) 1 piede francese = 0,3248 metri)                                

La costruzione della nave, per varie peripezie, si procrastinò sino al 1851, anno in cui entrò in servizio nella flotta austriaca col nome, che diverrà in seguito famoso, di "Novara" anche se nel periodo della repubblica di Venezia (1848-49) aveva fatto in tempo ad esser ribattezzata "Italia".

1844 - il letterato "illirico" Ivan Mazuranić', nato a Novi-Vinodalski in Dalmazia nel 1814 e morto a Zagabria nel 1890 cura l'edizione dell' "Osman" il poema epico nazionale croato composto in ottonari dal dalmata raguseo Ivan Gundulić'/Giovanni Gondola nel 1621 e rimasto incompiuto. Il poema narra un episodio della lotta contro i turchi. Il Mazuranić vi aggiunse due canti perfettamente aderenti allo stile e allo spirito dell'originale dando una completezza formale all'opera.

1844 - Cesare Balbo pubblica il libro "Delle speranze d'Italia".

1844 - esce a Zara il foglio in lingua croata "Zora Dalmatiska" ad opera del croato Ante Kuzmanić (Spalato 1897 - Zara 1879) foglio che propugnerà le tesi dell'illirismo.

1844 - esce a Venezia con i tipi Gattei il volume "Documenti storici sull'Istria e la Dalmazia" raccolti e annotati da V. Solitro.

1844 - in quell'anno il Casino Civico di Rovigno si dota di un moderno biliardo per il comodo e lo svago dei suoi soci.

12 settembre 1844 - Rovigno ospita l'Imperatore Ferdinando con la consorte Marianna ed il quattordicenne Francesco Giuseppe, il futuro Cecco Beppe. Si trattava del viaggio iniziato il 5 settembre da Opcina degli illustri ospiti al Litorale che si concluse il 14 settembre al Teatro Mauroner di Trieste con una grande festa in loro onore. La visita a Rovigno sortì una favorevole impressione tanto che 3 anni dopo venne organizzata la famosa Kermesse dei Reali proprio nella piccola cittadina istriana. Sappiamo inoltre dall'Angelini che " In questo incontro fu rifatta con comoda gradinata la strada del monte di s.a Euffemia dalla Salute alla gradinata di s. Tomaso".


Ferdinand I und Maria Anna Carolina im Küstenlande im September 1844
Triest, Lloyd, 1845: una delle 17 splendide tavole litografate da Linassi

4 gennaio 1845 - hanno inizio le corse settimanali del piroscafo da Trieste a Fiume e da Trieste a Pola, toccando vari porti istriani tra cui quello di Rovigno che vede in tale data l'arrivo al Molo grande di Cal Santa del primo piroscafo del Loyd. Risale proprio al 1845 il bel libro sulla Costa Occidentale dell'Istria del Lloyd Adriatico, dovuto alla bella mano del pittore ed illustratore Giuseppe Rieger (Vienna 1802 - Trieste 1883):

1845 - a Rovigno sul lato nord di piazza Val di Bora viene eretto un grande edificio che ebbe il nome di Rubineo. Al I° piano c'era la sala pubblica per le adunanze, mentre al pian terreno erano sistemate una pescheria ed una macelleria e strano a dirsi un Teatro (che in seguito verrà intitolato ad Antonio Gandusio).

1845 - Ivan Mazuranić pubblica il poemetto "La morte di Ismail Aga Cengijic" in cui celebra un episodio dell'epica lotta tra montenegrini e turchi.

1845 - a Trieste per i tipi I. Papsch & Comp. Tip. del Lloyd Austriaco escono i CENNI al Forestiero che visita POLA di Pietro Kandler.

dicembre 1845 - per il prezzo di 450 fiorini il Casino civico di Rovigno si dota di un pianoforte o meglio, come si usava allora, di un fortepiano.

3 gennaio 1846 - Pietro Kandler inizia a Trieste la pubblicazione della rivista settimanale L'Istria .presso la tipografia Papsch &  C, Tip. del Lloyd Austriaco.  Iimportante rivista di cultura triestina ed istriana le cui pubblicazioni termineranno il 25 dicembre 1852.


Pietro Kandler

Trieste 23/5/1804 - 18/1/ 1872

1846 - in via sperimentale il Governatore de Stadion crea in Istria i Municipi.

1846 - il dalmata Francesco Carrara (Spalato 1812 - Venezia 1854) valente storico ed archeologo da alle stampe a Zara il volume La Dalmazia descritta con 48 tavole miniate rappresentanti i principali costumi nazionali. Operà che avrà grande fortuna e che colpì anche il Tommaseo per il concetto espresso dal Carrara di "Nazione dalmata" frutto dell'innesto delle due etnie, quella italiana e quella slava ,che proprio nella loro convivenza secolare avevano creato quella nuova pianta umana che potremmo definire l'Homo Dalmaticus. Piantina che i venti gelidi del nazionalismo ha, purtroppo, stroncato sul nascere.


Francesco Carrara
(Spalato 1812 - Venezia 1854)


1846 - a Rovigno si organizzano le prime pattuglie antincendio.

1846 - quasi in risposta al Primato civile e morale degli Italiani Cesare Balbo nel suo " Sommario della storia d'Italia" con molta più saggezza afferma che "Prima di arrivare a primati si vuole arrivare a parità; e... la prima delle parità colle nazioni indipendenti è l'indipendenza"

1846 - muore in tarda età Matteo Cherin qm. Antonio detto Costiera, uno dei capi-popolo della sommossa del 1809. Che dall'Austria aveva meritato una medaglia d'oro con occhiello ed era stimato anche dai maggiorenti filo-francesi visto che il suo intervento li salvò dal prefissato eccidio. Viene sepolto nella chiesa di San Barnaba.


16 giugno 1846 - al quarto scrutinio viene eletto Papa il cardinale Giovanni Mastai Ferretti con il nome di Pio IX. Da subito la sua elezione accese gli entusiasmo di liberali e patrioti ed infatti un mese dopo l'elezione il nuovo Papa concesse un'amnistia generale per i reati politici. Nei venti mesi successivi fu artefice di alcune grandi riforme dello Stato Pontificio: l'istituzione di un Ministero liberale, la concessione di una seppur limitata libertà di stampa, l'istituzione di una Consulta di Stato e di una Guardia Civica, l'abolizione delle discriminazioni contro il ghetto ebraico. Sotto il suo pontificato nello Stato Pontificio si diede il via alla costruzione della ferrovia e alla bonifica delle paludi di Ostia e dell'Agro Pontino. Infine, nel 1848 concesse la Costituzione e consentì al suo esercito di partecipare alle fasi iniziali della prima guerra d'indipendenza contro l'Austria sinchè la sua svolta reazionaria (allocuzione contro la guerra all'Austria dell'aprile '48)  indusse i romani all'insurrezione che portò poi alla costituzione della Repubblica Romana.


Papa Pio IX

Senigallia 1792 - Roma 1878
23 settembre 1846 - il Casino civico di Rovigno decide di "prendere a pigione il secondo e terzo piano della casa del signor Domenico Giardo, contigua all'edidicio del Casino" per le accresciute necessità dei soci.

31 dicembre 1846
- cessano le pubblicazioni de La Favilla - Giornale di Scienze, Lettere, Arti, Varietà e Teatro" fondato nel 1836 a Trieste dall'avvocato capodistriano Antonio Madonizza. Il motto galileiano è sostituito in testa all'ultimo numero con il suggestivo e triste " E pur si muore!". Pacifico Valussi  e Francesco Dall'Ongaro prendono congedo da collaboratori e lettori "Con amarezza tanto più profonda quanto più consapevole del grave passo a cui ineluttabili necessità pratiche li avevano costretti ".

29 febbraio 1848 - secondo l'annuale rapporto del Concistoro sullo stato delle scuole della Diocesi di Parenzo e Pola per l'anno scolastico 1846-47 si riferiva che le scuole elementari erano salite al numero di 25, fra cui la caposcuola di Rovigno con 4 classi per i fanciulli e 3 per le bambine. 18 erano le scuole maschili, 6 quelle femminili e ben 19 le scuole festivo-domenicali. Il numero complessivo della scolaresca era di 8.964 ma i frequentanti erano  solamente 2612.

1847
- esce su Lowe's Edinborough Magazine l'articolo di Giuseppe Mazzini "On the Slavonian national movement", dove rileva l'importanza dell'iniziativa ungherese nell'unione nazional-danubiana contro le correnti panslaviste e austroslaviste.

1847 - il patriota e letterato Cesare Correnti (Milano 1815-Meina 1888) nel suo " L'Austria e la Lombardia e l'Europa e il suo avvenire, ossia principi generali politici in rapporto con la storia dell'incivilimento dei popoli ", edito presso la tipografia elvetica di Capolago, additava una dei motivi più profondi di contrasto tra il Regno del  Lombardo-Veneto e l'Impero austriaco: "Il Paese non rifiuta di pagare; non sono i sacrifici pecuniari che lo spaventano, ma sibbene l'ignoranza degli amministratori, la spilorceria per le cose utili, le profusioni per le inutili e per le nocive... Sono trentatre milioni ogni anno portati fuori del paese senza che se ne ottenga altro ricambio che di disprezzi e d'insulti. Questi trentatre milioni, uniti alle spoglie opime delle sorelle province venete, sorreggono il moribondo credito dell'Impero ".

1847 - Francesco dell'Ongaro compone uno stornello, che verrà musicato da Giuseppe Verdi, in cui ci sono i seguenti versi:

E gli dirò che il rosso, il verde, il bianco
Gli stanno bene con la spada al fianco.
E gli dirò che il bianco, il verde, il rosso
Vuol dir che l'Italia il giogo suo l'ha scosso.
E gli dirò che il bianco, il rosso, il verde
E' un terno che si gioca e non si perde.

1847 - sull'Isola di Sant'Andrea ad opera della Ditta Stengle e Cattraro s'impianta la prima fabbrica per la produzione di cemento all'uso Portland.

1847 - in tale epoca a Rovigno vi erano tre farmacie: ".. appiedi della Grisia alla solita insegna di S.a Euffemia, Speziale sig. Giovanni Spongia fu Francesco; la seconda in Valdibora all'insegna della Madonna delle Grazie , Speziale sig. Giovanni Angelini fu Alvise; la terza in Carrera all'insegna del Redentore, Speziale sig. Filippo Spongia fu Giov. Antonio, e Capo del Gremio Farmaceutico dell'Istria fin da quando fu istituito l'an. 1820 ."

1847 - si impianta a Rovigno la Fabbrica di Paste e Biscotti de Calò con un "Molino a vapore della forza di 6 cavalli eretto in una grandiosa fabbrica".

gdea

6 febbraio 1847 - sul n° 10-11 anno II della rivista L'ISTRIA del Kandler viene pubblicata la lista degli:

  Associati promotori del foglio
L'ISTRIA.

tra le Autorità auliche e provinciali figurano: l'I.R. Trib. Civ. prov. di Rovigno; l'I.R. Vice-Capitanato del Porto di Rovigno e l'I.R. Commissariato di Rovigno, mentre tra i Comuni istriani manca stranamente quello di Rovigno. Tra i singoli associati troviamo i nomi dei maggiori letterati e personalità istriane. Per Rovigno gli associati erano:

  Cecon Michele di Antonio
  Angelini dott. Giacomo
  Gianelli Carlo di L.
  Rismondo Matteo qm. Alv.
  Benussi Domenico di Dom.
  Rismondo Luigi di Antonio
  Maver Zaccaria
  Volpi Giuseppe B.
  Gianelli G. C.
  Casino Civico


20 marzo
  1847 - giungono col piroscafo del Lloyd a Rovigno in forma privata il vice ammiraglio arciduca Federico con il general maggiore barone de Lebzeltern. Scopo della loro missione era quello di preparare la grande riunione famigliare tra gli Asburgo ed il Re di Napoli che si doveva tenere nel maggio-giugno successivo a Rovigno. Il loro compito principale, data la mancanza dell'epoca di adeguate strutture alberghiere o di palazzi di rappresentanza, era quello di trovare un'adeguata sistemazione per l'illustre consesso ed al loro ampio seguito, per cui le famiglie più in vista di Rovigno, come i conti Califfi, prepararono le loro case per accoglierli adeguatamente.

24 maggio 1847 - si misero in crociera l'I.R. fregata "Bellona", "L'Adria", il "Veneto " e la "Venezia" per scortare il regio piroscafo "Tancredi" che doveva condurre a Rovigno i reali di Napoli.

31 maggio 1847 - " Addì 31 Maggio. Arrivo e soggiorno in Rovigno per otto giorni di tutti i membri della famiglia del defunto Principe Carlo d'Austria compresi eziando il Re e la Regina di Napoli, ed alcun altro membro della regia sua famiglia, con numeroso e cospicuo seguito dell'eccelse parti: nonchè arrivo ed ancoraggio per la durata di detto tempo di parte dell'I.R. Flotta austriaca. Il loro soggiorno fu una continua festa per Rovigno, e pertanto regalarono di oggetti preziosi le famiglie ove furono alloggiati". Così Antonio Angelini riporta l'evento che è passato alla storia come la Kermesse dei Reali. In realtà il 31 maggio segnò l'arrivo dellla nave Vulcano recante in visita ufficiale l'Arciduca Alberto con la consorte Ildegarda principessa di Baviera; gli Arciduchi Carlo Ferdinando, Federico, Guglielmo e l'Arciduchessa Maria Carolina e relativo seguito.


L'enorme dispiegamento navale al seguito degli illustri ospiti

1° giugno 1847 - alle otto e mezza del mattino a bordo del Tancredi giungono a Rovigno anche i reali di Napoli, S.M. Ferdinando II Re delle Due Sicilie, con la consorte Maria Teresa, Arciduchessa d'Austria, ed i fratelli del re, Don Luigi Carlo duca d'Aquila, e Francisco di Paola conte di Trapani, e relativo seguito, accolti dalla popolazione festante e dagli arciduchi d'Austria, mentre si ancora nel porto di Rovigno la divisione navale austriaca composta da 13 navi.

2 giugno 1847 - giunge a Rovigno da Trieste anche l'arciduca Giovanni;

3 giugno 1847 - grande festa del Corpus Domini a cui partecipano tutti gli illustri ospiti e la popolazione festante di Rovigno. Il cronista Antonio Angelini c'informa che "Per la prima volta la Processione del Corpus Domini procede già per la contrada Dietro-castello inverochè per quella di S. Tomaso, come d'antico uso; e per la prima volta sono eretti i quattro altari per la Città, ove cantare i quattro vangeli. I Preti pure per la prima volta vestono la pianeta, i Canonici il piviale. Seguita ancora (1856) questa decorososa innovazione".

5 giugno 1847 - arriva a Rovigno il vescovo di Parenzo mons. Peteani ad omaggiare i Sovrani. In quello stesso giorno giunge il brik siciliano " Principe Carlo" con gli allievi della regia marina napoletana.

8 giugno 1847 - dopo una serie di feste, balli ed intrattenimenti vari l'illustre consesso lascia Rovigno, non dimenticandosi di sdebitarsi con i loro ospiti donando oggetti preziosi ed elargendo un ricco sussidio ai poveri della città.


Ferdinando II 
Re delle Due Sicilie
Palermo 1810 - Caserta 1859
28 luglio 1847 - nomina dell'I.R. Comm.o Distr.e Giacomo Angelini,  di Giuseppe Blessich e Matteo Rismondo a Cavalieri del Regio Ordine Siciliano di Francesco I ,  dal parte del Re Ferdinando II di Borbone.
10-13 settembre 1847 - si apre a Venezia il IX congresso degli Scienziati Italiani con 860 membri presieduto dal principe Giovanelli. Il congresso era stato fortemente voluto a Venezia da Daniele Manin e da Niccolò Tommaseo, allo scopo di far conoscere, soprattutto le condizioni in cui versava la città. I membri del congresso si recarono in visita a Pola.

settembre 1847 - "Colà, in una sera di mezzo settembre, in casa di Lorenzo Valerio, fior di patriota e scrittore di buon nome, si faceva musica e politica insieme. Infatti, per mandarle d'accordo, si leggevano al pianoforte parecchi inni sbocciati appunto in quell'anno per ogni terra d'Italia, da quello del Meucci, di Roma, musicato dal Magazzari - Del nuovo anno già l'alba primiera - al recentissimo del piemontese Bertoldi - Coll'azzurra coccarda sul petto - musicata dal Rossi. In quel mezzo entra nel salotto un nuovo ospite, Ulisse Borzino, l'egregio pittore che tutti i miei genovesi rammentano. Giungeva egli appunto da Genova; e voltosi al Novaro, con un foglietto che aveva cavato di tasca in quel punto: - To' gli disse; te lo manda Goffredo. - Il Novaro apre il foglietto, legge, si commuove. Gli chiedono tutti così; gli fan ressa d'attorno. - Una cosa stupenda! - esclama il maestro; e legge ad alta voce, e solleva ad entusiasmo tutto il suo uditorio" Così in una testimonianza di Carlo Alberto Barrili viene descritta la nascita dell' Inno di Mameli o Canto degli Italiani il noto inno patriottico il cui testo si deve a Goffreddo Mameli e la musica a Michele Novaro.

30 dicembre 1847 - il dalmata Nicolò Tommaseo tiene una conferenza all'Ateneo Veneto "Sullo stato delle lettere italiane" reclamando l'abolizione della censura e rivendicando l'unità  italiana.

1847 - esce La Dalmazia, giornale letterario economico inteso agli interessi della Provincia. Pubblicato da G.Franceschi.

1847 - Niccolò Tommaseo pubblica a Trieste presso la tipografia del Lloyd austriaco il volume « Intorno a cose dalmatiche e Triestine», Papsch &c. editore. In coda al libro vi era l'appello rivolto alla città giuliana per una colletta finalizzata a raccogliere una somma da destinare in beneficenza e i cui sottoscrittori sarebbero stati premiati con una copia del volume: "Mi rivolgo con fiducia", scriveva «dalla città che, abitata da genti di stirpe diverse, promette essere fra i più nazioni anello prezioso di fiducia e d'intelligenza Allo Slavo ed al Greco, continuava, all'Israelita e all'Armeno, all'Italiano e all'Oltramontano, io domando l'elemosina in nome dei miei compatrioti affamati". E la Trieste opulenta e cosmopolita di metà Ottocento rispose puntualmente all'appello con oltre 2.000 fiorini, meritandosi i ringraziamenti del Tommaseo con parole che facevano ammenda dell'aspro giudizio espresso più di vent'anni prima nel suo "Diario Intimo".

1847 - Rowdon Brown per i tipi della Tipografia del Seminario di Padova pubblica il libro "ITINERARIO di Marin Sanuto per la Terraferma veneziana nell'anno MCCCCLXXXIII" essendo stato rinvenuto il manoscritto dell'opera di Marin Sanudo da Tommaso Gar nella Biblioteca dell'Università di Padova. Oltre alla terraferma Veneta il diciottenne Sanudo descrive anche le città dell'Istria visitate al seguito dei 3 Auditori Nuovi alle scritture: Albona, Capodistria, Parenzo, Pirano e Pola... stranamente manca Rovigno.

1847-49 - Pietro Kandler si dedica a compilare il Codice diplomatico istriano (Raccolta di documenti) che verrà edito tra gli anni 1853-64.

18 gennaio 1848 - a Venezia l'avv. Daniele Manin ed il grande letterato dalmata Niccolò Tommaseo vengono improvvisamente arrestati ed incarcerati dalla polizia austriaca.


           
Niccolò Tommaseo
(Sebenico 1802-Firenze 1874

Daniele Manin
(Venezia 1804-Parigi 1857)

17 febbraio 1848 - circolano in Istria le prime notizie sui moti di Vienna, la fuga di Metternich, e la costituzione di un governo liberale.


Clemens Wenzel Lothar
principe von Metternich
(1773-1859)
22 febbraio 1848 - scoppia la rivoluzione a Parigi, fine della monarchia e proclamazione della 2° Repubblica. Nel Lombardo-Veneto l'Austria proclama la legge marziale (giudizio statario).

3 marzo 1848 -  Il Re di Sardegna Carlo Alberto promulga, come concessione dall'alto, uno Statuto che da lui prenderà il nome di Statuto Albertino, che rimarrà in vigore anche nel Regno d'Italia.

10 marzo 1848 - in una lettera dell'I.R. Comm.ro distrettuale di Pirano, Korratsch, al capitano del Circolo d'Istria, barone Grimschitz in Pisino: "A motivo della vigente prescrizione riferisce il rispettoso sottoscritto con riverenza che dall'ultimo rapporto qui nulla è avvenuto che abbia relazione con i presenti casi politici; a malgrado di ciò lo spirito del popolo non può rendere tranquilli, fino a che si va dicendo con gioia che tedeschi (Patate in it.) in breve verranno allontanati, cosa che dovrebbe toccare non solo agli impiegati, ma anche agli ecclesiastici che non sono di Pirano. Inoltre tutti quelli che avvicinano il rispettoso sottoscritto vengono dichiarati spioni, e minacciati per il caso che le circostanze si dovessero mutare; talchè chiunque non è costretto di venire in contatto, si tiene lontano. Soltanto la forza militare tiene ogni cosa repressa: perciò almeno una compagnia dovrebbe rimanere sempre qui, se non si vuole lasciare esposti gli impiegati ad incidenti sgradevoli, perchè appunto agli impiegati si attribuisce se a Trieste e nei luoghi circonvicini i piranesi appaiono descritti malamente". (AMSIA vol XXXII)

14 marzo 1848 - Ferdinando I d'Austria concede la Costituzione.


Carta d'Italia del 1848

17 marzo 1848 - da Trieste giungono a Venezia le nuove delle sommosse popolari nelle strade di Vienna e la caduta di Metternich. Una folla enorme si raccoglie in Piazza S. Marco per chiedere la liberazione di Manin e Tommaseo, ed il tentennante governatore Palffy è costretto a cedere a tali richieste.

18 marzo 1848 - un piroscafo del Lloyd proveniente da Trieste giunge al porto di Rovigno tutto imbandierato con la notizia della concessione della Costituzione. Nella città scoppiano moti spontanei di giubilo con spari di mortaretti e la comparsa di coccarde bianche e rosse, colori dell'Austria, a cui molti, c'informa l'Angelini, aggiungono il verde componendo così il tricolore italiano.

l8 marzo 1848 - a Venezia, in Piazza S. Marco, scoppiano dei tumulti fra gli Austriaci e Veneziani: pietre contro fucili! Otto Veneziani furono uccisi e nove feriti. Daniele Manin e la Congregazione municipale convincono gli austriaci a concedere l'istituzione di una Guardia Civica con lo scopo, apparente, di calmare i più focosi tra i popolani: in realtà Manin utilizzò il piccolo gruppo di armati veneziani come grimaldello per la prossima ribellione capeggiata da Manin.

18 marzo 1848 - Zara è la prima città dalmata a sollevarsi (lo stesso giorno dei primi moti a Venezia) Mentre la popolazione si riversa nel centro acclamando all'Italia, alla concessa Costituzione, a Carlo Alberto e a Pio IX, si costituisce la Guardia Nazionale che adotta subito, per proprio vessillo, la bandiera italiana della rivoluzione. Successivamente il colonnello Giuseppe Sartori informerà il sebenicense Tommaseo, liberato dal carcere e divenuto triumviro della risorta Repubblica di San Marco, che col suo reggimento la vera ribellione può iniziare. I vari timori che determinano la risposta negativa del Tommaseo provocano una stasi nella sollevazione e permettono, grazie anche all'esito inconcludente della prima campagna per l'indipendenza, agli Austriaci di poter riaffermare il proprio dominio, con l'aiuto dei reggimenti croati.

18/22 marzo 1848 - cinque giornate di Milano, fuga di Radetzky e del presidio austriaco dalla città insorta.


Johann Josef Wenzel Radetzky

1766-1858

19 marzo 1848 - le manifestazioni popolari a Rovigno proseguono il giorno successivo, San Giuseppe protettore del Litorale. Con festa che finirà solo a notte inoltrata.

20 marzo 1848
- Il Commissario Disttrettuale Giacomo Angelini invia la lett. N. 34. 35. Prot. ris. "Agli Spettabili Signori Podestà ed altri Capi della Comune di Rovigno" con cui annuncia: "Ho l'onore di trasmettere alle Loro Signorie un Proclama a stampa dell'Eccelso Governiale Presidio contenente la Sovrana Patente 15 corr. di S. Sacra I. R. Ap. M. il Nostro graziosissimo Sovrano, che ha decretato la Costituzione: la quale Patente questa mattina fu da me pubblicata alla Popolazione".
n§

REPUBBLICA DI VENEZIA (1848-1849)









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22 marzo 1848 - la rivolta di Venezia inizia con la ribellione degli arsenalotti che uccidono lo spietato dirigente Marinovich di cui a lungo avevano dovuto subire le vessazioni. Al comando di alcuni  manipoli della neo costituita Guardia Civica, che era andato raccogliendo lungo il percorso, Manin si reca velocemente sul posto assumendo il comando della rivolta che si concluderà con la cacciata del presidio austriaco comandato del gen. ungherese Ferdinand Zichy. Il successo si dovette al fatto che molti soldati "italiani" del reggimento Wimpffen si rifiutarono di aprire il fuoco sui rivoltosi ed anzi si unirono a loro sopraffacendo gli ufficiali ed i pochi militi fedeli all'Austria. Ai soldati "non italiani " fu permesso di andarsene pacificamente purchè lasciassero sul posto le munizioni. Per l'atteggiamento molto remissivo tenuto verso i rivoltosi il gen. Zichy venne in seguito processato e condannato ad una pena di 10 anni. L'Arsenale era ora in mano dei Veneziani e i soldati della sua guarnigione, circa 4.260 uomini, passarono armi e bagagli nelle file dei rivoltosi i quali così si trovarono a disporre di tutta l'armeria dell'Arsenale ricca di oltre trentamila fucili, munizioni, cannoni, e quant'altro vi era all'interno. Fu Daniele Manin che, alla testa di una numerosa folla festante, giunto in Piazza S. Marco salì su di un tavolino del Caffè Florian proclamando tra il tripudio generale la Repubblica di Venezia: "Noi siamo liberi, e possiamo doppiamente gloriarci di esserlo, giacchè lo siamo senza aver versato goccia né del nostro sangue né di di quello dei nostri fratelli; perchè io considero come tali tutti gli uomini. Ma non basta aver abbattuto l'antico governo; bisogna altresì sostituirne uno nuovo, e il più adatto ci sembra quello della Repubblica, che rammenti le glorie passate, migliorato dalle libertà presenti. Con Questo non intendiamo già di separarci dai nostri fratelli italiani, ma anzi formeremo uno di que' centri, che dovranno servire alla fusione successiva e poco a poco, di questa Italia in un sol tutto. Viva dunque la repubblica! Viva la libertà! Viva San Marco!"


Manin proclama la Repubblica di Venezia
Uno dei primi atti del Manin fu quello di chiamare il parentino Nicolò Vergottini, che allo scoppio dell'in­surrezione si trovava già da alcuni anni a Venezia in qualità di funzionario dell'avvocatura erariale, ad assumere l'importante carica di prefetto dell'ordine pubblico;

22 marzo 1848
- viene costituita a Rovigno la Guardia Nazionale, comandata dal dott. Giuseppe Costantini il cui vice (Ajutante) era il Ten. Pietro Angelini.

22 marzo 1848 - riporta la fatidica data del 22 marzo questa moneta da 5 lire venete della neo proclamata REPUBBLICA VENETA. Sul retro della moneta campeggia la scritta UNIONE ITALIANA.


5 lire Venete
Governo Provvisorio Veneto

22-23 marzo 1848 - nella notte Massimiliano Maffei, comandante di un piroscafo del Lloyd's, ricevette l'incarico dai rivoltosi di recapitare dispacci in cui si ordinava alla flotta di stanza a Pola, composta quasi unicamente da equipaggi veneti, istriani e dalmati, di far ritorno a Venezia per difendere la neo-nata repubblica. Ma i veneziani furono così improvvidi da consertire che con la stessa nave s'imbarcasse Palffy. Così una volta al largo gli austriaci costrinsero il Maffei, armi alla mano, a puntare su Trieste anzichè Pola. In questo modo Venezia perse la grande occasione di avere il dominio del mare Adriatico. A questo punto l'Austria si vide costretta a puntare su Pola come sua base navale, sarà l'inizio delle fortuno della città istriana che da
23 marzo 1848 - il Regno di Sardegna notifica all'Austria la dichiarazione di guerra, quella che dagli italiani verrà ricordata come la 1° Guerra d'Indipendenza.
23 marzo 1848 - fallito moto rivoluzionario a Trieste capeggiato da Giovanni Orlandini.

24 marzo 1848 - appare il famoso proclama a firma di Carlo Alberto: "Popoli della Lombardia e della Venezia ! I destini d'Italia si maturano; sorti più felici arridono agli intrepidi difensori dei conculcati diritti. Per amore di stirpe, per intelligenza di tempi, per comunanza di voti, noi ci associamo primi a quell'unanime ammirazione che vi tributa l'Italia. Popoli della Lombardia e della Venezia ! Le nostre armi che già si concentravano sulla vostra frontiera quando voi anticipaste la liberazione della gloriosa Milano, vengono ora a porgervi nelle ulteriori prove quell'aiuto che il fratello aspetta dal fratello, l'amico dall'amico. Asseconderemo i vostri giusti desideri affidandoci all'aiuto di quel Dio che ha dato all'Italia Pio IX, di quel Dio che con così meravigliosi impulsi pose l'Italia in grado di fare da sè. E per meglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell'unione italiana, vogliamo che le nostre truppe, entrando nel territorio della Lombardia e della Venezia, portino lo scudo di Savoia sovrapposto alla bandiera tricolore italiana". Carlo Alberto lancerà il famoso motto "L'Italia farà da sè" intendendo con ciò che, per liberarsi dal dominio austriaco, non si doveva ricorrere all'aiuto peloso della vicina Francia.

24 marzo 1848 - il Capitano del circolo istriano Grimschitz scrive da Pisino all'i.r. Comm.o Distr.le di Rovigno, D.r Giacomo Angelini: "...approvo pienamente la di Lei, in conformità al senso del mio scritto del 18 m.c. N. 129, presa disposizione di attivare tosto nella città di Rovigno una provvisoria Guardia Civica. Circa il Regolamento per la Guardia anzidetta nulla posso ancora dirLe, perchè su tale argomento attendo risposta dall'Eccelsa presidenza del Governo. Bisogna regolarsi da se stessi alla meglio possibile, così lo facciamo qui anche noi colla nostra guardia civica provvisoria; passato la prima furia della burrasca tutto entrerà nelle debite forme"

24 marzo 1848 - il governatore del Litorale Salm-Reifferscheid manda rinforzi alla guarnigione di Capodistria (a breve vennero rinforzati anche i presidi di Pirano e Rovigno).

25 marzo 1848 - in una Nota inviata alla Spettabile Podesteria di Rovigno il Comandante della Guardia Nazionale, Giuseppe Costantini comunica: "il risultato delle elezioni promosse dalla I Compagnia della Guardia Nazionale per generale acclamazione di tutto il corpo della Guardia medesima, delle ufficialità che lo presiedono consistenti nelle persone dei cittadini dettagliati nell'annessa specifica":


Maggiore Sig.r D.r Giuseppe Costantini
I.mo Tenente Ajutante Sig.r Pietro Angelini del D.r Gia.mo
*

Capitano 
1° Tenente 
Tenente 

Capitano 
1° Tenente 
Tenente

Capitano 
1° Tenente 
Tenente

Capitano 
1° Tenente
Tenente

Capitano 
1° Tenente 
Tenente
I Compagnia
Signor Luigi Artusi 
    "     Giacomo de Angelini
    "     Giuseppe Basilisco 
II Compagnia
Signor  Nicolò Mismas 
    "      Domenico Giardo 
    ".     Valerio Privileggio 
III Compagnia
Signor D.r  Lodovico Brunetti 
    "     Antonio Rismondo 
    "     Francesco Godena 
IV Compagnia
Signor  Matteo Rismondo q. Alvise 
.    "     Giovanni Bontempo 
     "    Santo Trevisan 
V Compagnia
Signor  Luigi Rismondo q. Ant.o 
    "      Stefano Tonegutti 
    "      Nicolò Bernardis
Alfiere direttore del Bureau Sig.r Francesco Basilisco q. Carlo

27 marzo 1848 - La neo proclamata Repubblica Veneta, si da come vessillo il ticolore italiano:  " La Bandiera della Repubblica Veneta è composta dei tre colori verde, bianco e rosso. Il verde al bastone, il bianco nel mezzo, il rosso pendente. In alto, in campo bianco fasciato dai tre colori, il leone giallo. Coi tre colori  comuni a tutte le bandiere odierne d'Italia, si professa la comunione italiana. Il Leone è simbolo speciale di una delle famiglie italiane".


28 marzo 1848 - una delegazione degli insorti friulani, capeggiata da Giovan Battista Cavedalis e Luigi Duodo si reca a Venezia per proclamare l'unione con la Repubblica e, per cercare aiuto in armi e materiali. Mentre l'unione sarà accolta favorevolmente la richiesta di armi non sarà esaudita avendo già i rivoltosi provveduto a distribuire le armi e le munizioni dell'Arsenale ai difensori di Venezia.

28 marzo 1848 - Spalato insorge contro la proposta dell'I.R. Governo austriaco mirante ad annettere il Regno di Dalmazia al regno di Croazia chiedendo invece di condividere le sorti del Lombardo-veneto.

31 marzo
1848 - a Rovigno vi è un gran fermento per la voce diffusasi di un imminente arresto di 200 militari rovignesi, voce poi rivelatasi infondata. Poco prima della mezzanotte del 31 marzo l'I.R. Cannoniera "Fulminante" posta a guardia del porto di Rovigno, comandata dall'alfiere di vascello il veneziano Carlo Alessandri, con tutto l'equipaggio composto in gran parte da istriani diserta per accorrere alla difesa di Venezia insorta. Molti altri equipaggi composti da ufficiali e marinai istriani e dalmati degli ex territori dell Serenissima faranno altrettanto come per esempio quello della piroga Graziosa su cui erano imbarcati molti rovignesi.

3 aprile 1848 - l'I.R Comm.o Distr.e Giacomo Angelini insiste con le autorità militari austriache affinchè per quell'anno, visto l'agitazione degli animi provocata dagli avvenimenti di Venezia, non si proceda alla leva militare: "Le ripeto ossequiosamente la preghiera mia e della Comune per la sospensione della Leva: il quale benefizio valerà essenzialmente a tenere il buon ordine, e fermi e tranquilli gli animi di questa popolazione, e ad impedire qualunque impressione morale potessero fare le cose della vicina Venezia, e la parola S. Marco, di cui vi sono qui molti ecchi vivi, che la pur ricordano con gran sentimento". Nel frattempo fra la popolazione dell'Istria, soprattutto in quella ex-veneta, si andava diffondendo l'uso di aggiungere il verde ai colori bianco-rossi dell'Austria, a cui alcuni univano una croce d'argento a simboleggiare la crociata di liberazione dal giogo austriaco.

8 aprile 1848 - primo scontro a Goito tra l'esercito piemontese con il I corpo d'Armata al comando del tenente generale marchese Federico d'Arvillars e la brigata Wohlgemuth del corpo d'Armata del maresciallo Wratislaw. L'esito fu favorevole alle armi italiane.

1-10 aprile 1848 - i capi del liberalismo istriano si mobilitano per cercare di sollevare l'Istria ex-veneta in favore della sua ex-Dominante. Il primo a muoversi fu l'avvocato capodistriano Antonio Madonizza che raccolse intorno a sè gli spiriti più accesi come il poeta Michele Fachinetti, il marchese Gian Paolo Polesini girando per tutta l'istria costiera sino a Rovigno. Il risultato però fu sconfortante visto che si accertò che i tempi per un'insurrezione armata in Istria non erano maturi.

10 aprile 1848 - il Comm. Distr.le D.r Giacomo Angelini invia una Nota all'Inclito Comando della Guardia Nazionale di Rovigno in cui testimonia il plauso del Capitano del Circolo dell'Istria per il "buono spirito ed ottimo servigio della Guardia Nazionale"

11 aprile 1848 - rifiuto della maggior parte delle città costiere dell'Istria di mandare una rappresentanza nella Deputazione triestina che si doveva recare a Vienna per ringraziare Ferdinando I delle concesse libertà costituzionali.

12 aprile 1848 - con un trabaccolo pesarese il rovignese Francesco Basilisco figlio dell'avvocato Carlo ed ex cadetto del 22° Reggimento fanteria "Principe Leopoldo delle Due Sicilie"  impiegato dal 1846 come diurnista presso il Commissario Distrettuale, assieme al fratello Giuseppe e a Domenico Maraspin, lascia Rovigno per partecipare da volontario alla difesa dell'ex Dominante.

15 aprile 1848 - il Comm. Distr.le di Rovigno D.r Giacomo Angelini invia al barone Grimschitz, Capitano del Circolo d'Istria, un rapporto in cui tra l'altro dice: "La popolazione del distretto di Rovigno in generale è e vuole mantenersi tranquilla, aspettando in quiete i legittimi e legali suoi destini e perciò campagnuoli, marittimi, pescatori, squeraruoli, possidenti, industrianti, sebbene assai conturbati dalle attuali vicende politiche, universali e della vicina Venezia, stanno al dovere, prendendo parte alla Guardia nazionale, servono alla pubblica e privata sicurezza... Che alcuni desiderino di essere di quando che sia uniti al Regno d'Italia, l'ho già fatto conoscere a V.S.I. col rapporto del 22 marzo n.38 . Ma il nerbo della popolazione non spiega che il desiderio della tranquillità e del buon ordine, che non furono minimamente turbati. Vi sono per altro alcuni, specialmente tra i giovani venuti dalle Università, che con qualche affettazione dimostraronsi e manifestaronsi per il governo d'Italia, di Venezia, portando già prima degli avvenimenti di Venezia il verde nel nastro bianco-rosso e la crocetta a modo di punta petto , e leggendo e commentando i fogli tedeschi Veneziani e Triestini e le molte notizie private, con fanatismo anco nel Casino Civico.... So bene che le imprudenze di questi individui dierono argomento ad osservazioni, a sospetti, a segrete riferte e quindi a censure Superiori: ma bisognerebbe più filosofia e più buon criterio e più sangue freddo e più cognizione minuta delle cose di questo paese... e perchè un bujo fanatismo non faccia più danno di un fanatismo di pochi, noto e non segreto, che non ha seguaci e malveduto dalla popolazione... Dove mancano fanatici a questo mondo?"

16 aprile 1848 - si raduna per la prima volta la Guardia Nazionale di Rovigno che aveva un organico di 600 uomini divisi in 6 compagnie. L'armamento però, vista la scarsa fiducia degli austriaci, consisteva solamente in 32 vecchi fucili con baionetta, residuati bellici del tempo dei francesi, e 200 fucili da caccia. Alla sera muore improvvisamente il Capitano della I° Compagnia Luigi Artusi. Verrà sepolto con onori militari.

aprile 1848 - in un suo rapporto il Comm. Distr.le di Rovigno D.r Giacomo Angelini ci fornisce un altro squarcio su come fosse vissuto il '48 a Rovigno "il 17 aprile due individui ubbriachi (in vino veritas!) certo Domenico Pesce e Antonio Albanese, già soldati di marina, si misero a gridare per le contrade Viva S. Marco, Viva la Repubblica"

29 aprile 1848 - con l'Allocuzione contro la guerra all'Austria declina la stella politica di Pio IX che, dalla sua elezione al soglio papale, aveva acceso d'entusiasmo i patrioti italiani che avevavo creduto di trovare in lui la guida per l'unione politica dell'Italia gravando la sua figura di eccessive speranze.

20-21 aprile 1848 - il figlio del maggiore della Guardia Nazionale Giuseppe Costantini si reca segretamente a Rovigno per recare al padre una missiva di Carlo Alessandri, in cui si promette in Istria il prossimo sbarco di un contingente istriano fedele a Venezia per liberarla dal giogo austriaco.

22 aprile 1848 - le truppe del gen. Nugent occupano Udine.

22 aprile 1848 - il Comm.o Distr.le Giacomo Angelini al Comm.o Circolare Jordis: "E' da qualche tempo che qui vi si accorge che qualcheduno fa sinistre e false relazioni alle Autorità Politiche e Militari in aggravio della popolazione di Rovigno, sì da farla considerare di sentimenti contrari alla dovuta lealtà e tranquillità e da far supporre vi sieno tra la popolazione dei soggetti pericolosi, specialmente per la prossima festa di S. Marco.... Che vi sieno anche qui, come da per tutto, e a Vienna e a Trieste e altrove degl'infervorati e propensi allo stato Italiano, dei così detti liberi pensatori, ciò è vero: l'ho rassegnato anche all'IR Sig. Consigliere Capitano Circolare; ma questi sono pochissimi, senza seguaci e senza alcuna idea d'attentati, ristretti alle loro brame e per nulla pericolosi, e tali da non farsene alcun pensiero e movimento della polizia, fuori della prudente sorveglianza..."

25 aprile 1848 - in occasione della festa di San Marco gli austriaci rinforzano la sorveglianza militare nell'Istria ex veneta, soprattutto a Pirano, Parenzo e Rovigno per evitare i temuti moti pro Venezia. In un rapporto l'I.R. Comm.o Distrettuale di Rovigno, Giacomo Angelini, scrive "Tanto il 24 che il 25 aprile ovunque sono passati quietamente ed ordinatamente, e solamente in Rovigno gli ufficiali della guardia nazionale raccoltisi in giardino, avrebbero innalzato degli evviva alla repubblica".

26 aprile 1848 - il capitano della Guardia Civile di Adria, Giovanni Battista Oriani, lancia inascoltato un grido di allarme prevedendo la reazione militare austriaca: "Il miglior partito è perciò quello d'improvvisare un'armata regolare nelle Venete Province. La ristrettezza del tempo non dee spaventare. Nel 1813 in pochi giorni si radunò un'armata di coscritti, i quali istruiti, marciando negli eserciti militari vinsero le gloriose battaglie di Lutzrn, e di Bautzen, combattendo a sostegno del dispotismo. E perciò non si potrà ottenere altrettanto ora che si deve combattere per conservare l'acquistata liberta?, e per assicurare l'indipendenza della nostra cara Patria l'Italia? si ordini tosto una leva di un soldato sopra ogni centinaio di popolazione... In tal modo si può in breve tempo supplire al difetto di truppe regolari, allestendo un'armata di oltre 20 mila uomini."

27 aprile 1848
- il Comm. Distr.le di Rovigno D.r Giacomo Angelini invia al barone Grimschitz:  "Ho il conforto di rassegnarle che anche il giorno 25 corr. Festa di S. Marco fu osservata in Rovigno la più grande e decente tranquillità politica...e durante la processione per la città delle Rogazioni persino i fanciulli furono savi, ai quali i genitori impedirono quest'anno, per evitare equivoci, il divertimento innocente puerile di antica consuetudine delle banderuole. Pietro Spongia e Giuseppe Davanzo furono tranquillissimi, come non vi fossero in paese. Del contegno della popolazione anco nel dì di S. Marco sono testimoni l'I.R. Militare Guarnigione e l'I.R. Brik di guerra Montecuccoli, il quale ieri è partito. E perciò tanto più rincresce qui che si dubiti della lealtà della popolazione..."

28 aprile 1848 - in un rapporto del tenente maresciallo di campo conte Ferencz Jozsef Gyulay (1798-1868), al Governatore di Trieste Salm-Reifferscheid, vengono segnalati gli elementi ritenuti sospetti e maggiormente pericolosi per il governo austriaco: "...In Rovigno. Il cav. Angelini tenente della guardia nazionale, avvocatuccio che se ne stette un mese nelle carceri criminali; individuo pericolosissimo. Matteo Rismondo, agente de Lloyd, negli ultimi tempi avrebbe alquanto modificato I suoi sentimenti. Antonio Rismondo, possidente di grande influenza e repubblicano fanatico, officiale. Leonardo Malusà e figli; maestro muratore di grande influenza tra i muratori ed in genere tra gli artigiani: ufficiale. Pietro de' Angelini, figlio del Commissario Distrettuale, già allievo del reggimento fanti di Sicilia, aiutante nella guardia nazionale. Antonio de' Angelini, foriere maggiore nella guardia nazionale. Canonico Onofrio e suo padre Bernardis, agricoltore d'importanza, officiale nella guardia, vecchio francese. Giovanni Basilisco, studente di Padova, ufficiale, e i suoi fratelli Francesco e Antonio. Pietro Spongia, foriero maggiore della guardia. Dott. Borghi, possidente. Dott. Vitas Avvocato de Franceschi ascoltante al tribunale e Schwarzkonig praticante con l'adiutum di 300 fiorini. Carlo Sufichi, guardia. Giovanni Bervaldo foriere maggiore della guardia; (foriere o caporale punito nel reggimento Sicilia). Dabanza de Bichiacchi, che era destinato di spiegare la bandiera ai 25; ed alcuni altri di minor conto. - Se la guardia nazionale fosse meglio organata le trepidazioni per Rovigno dovrebbero cadere; ma quasi tutti gli ufficiali d'essa sarebbero dichiarati partigiani della repubblica di Venezia, e studiosi di guadagnare alle sue vedute la guardia nazionale. Fino a che simili individui conservano la prevalenza, non c'è da sperare quiete con sicurezza"

30 aprile 1848 - viene pubblicato tramite un volantino a stampa l'organico completo dell'Ufficialità della neo costituita Guardia Nazionale di Rovigno che, come abbiamo visto, era composta dal fior fiore degli elementi irredentisti pro "Repubblica di Venezia" che tanto inquietavano le autorità austriache:


30 aprile 1848 Battaglia di Pastrengo

8 maggio
1848 - presso Goito il 1° corpo dell'esercito sardo piemontese di Carlo Alberto al comando del generale Bava sconfigge il distaccamento austriaco posto a salvaguardia del ponte sul Mincio.

15-16 maggio 1848 - ripresa dei moti rivoluzionari a Vienna, che inducono alla fuga l'imperatore d'Austria Ferdinando che ripara ad Innsbruck;

16 maggio
1848 - con proclama imperiale si attua la costituzione promulgata dall' imperatore Ferdinando sotto la pressione dei moti quarantotteschi che trasformava le progettate due Camere in una Assemblea costituente (Konstituierende Reichsversammlung) composta da 383 deputati da eleggere a suffragio universale.

20 maggio 1848 - l'I.R. Commissario Distrettuale di Rovigno pubblica un Avviso invitando i marinai di Rovigno ad arruolarsi nell'I.R. Marina: "Voglio credere che voi non sarete fra questi; anzi mi lusingo che meglio consigliati seguiterete l'esempio di parecchi altri insinuandovi volontarj alla I.R. Marina, dove continuate la vostra professione ed avete migliore trattamento. Volosca diede 20 Volontarj, Lussin ne diede 41, alla Marina coloro che credessero avere titoli all'esenzione temporanea dalla Leva, sono avvertiti di produrli non più tardi di otto giorni.

20 maggio 1848 - La piccola squadra navale sarda affidata all'ammiraglio Giuseppe Albini si congiunge a Venezia con la squadra napoletana e alla flotta veneta accendendo l'entusiasmo generale poichè le tre flotte così riunite erano nettamente superiori alla forza della squadra austriaca. l’Albini appena giunto riunì gli ammiragli e li convinse ad effettuare un’azione congiunta contro la flotta austriaca che navigava tra le foci del Piave e del Tagliamento. Quando le tre flotte riunite giunsero all’altezza della foce del Piave cadde completamente il vento, gli austriaci con tutte le navi a vapore rimorchiarono quelle a vela nel porto di Trieste sotto la protezione delle batterie costiere salvandosi dalla distruzione. L'improvvisa bonaccia, provvidenziale per gli austriaci, contribuirà a segnare in seguito la fine di Venezia.

23 maggio 1848 - le riunite flotte italiane gettarono l’ancora davanti a Trieste ma non successe nulla visto che i consoli di diversi stati della Confederazione tedesca fecero sapere ai comandanti italiani che eventuali atti di guerra contro il porto di Trieste sarebbero stati considerati atti di guerra contro i loro Paesi.

24 maggio 1848 - dopo cinque giornate di scontri il generale Thurn e dopo aver perso in accaniti scontri 2.000 uomini, deve lasciare la città di Vicenza alla cui difesa erano accorsi il generale pontificio Giovanni Durando oltre allo stesso Manin col Tommaseo e il generale Antonini con la sua legione messa insieme dall'Associazione Nazionale.

30 maggio 1848 - dopo le vittorie di Pastrengo (30 aprile), i duri scontri di Curtatone e Montanara (28 maggio) e la seconda battaglia di Goito l'esercito piemontese pone in rotta l'esercito austriaco comandato da Radetzky.


Cartolina  che ritrae un episodio della battaglia di Goito.

30 maggio 1848 - alle ore 16 del 30 maggio le truppe austriache del gen. Rath innalzano bandiera bianca ponendo fine all'assedio della fortezza di Peschiera, dove si erano rinserrate dopo l'insurrezione di Milano, iniziato il 13 aprile dalle brigate Piemonte e Pinerolo comandate dal duca di Genova.

11 giugno 1848  - viene firmato dagli ammiragli sardo e veneto il bando di blocco del porto di Trieste, ma non da quello napoletano che già aveva ricevuto l’ordine di rientro da parte di Ferdinando II. Il bando, di fatto, restò quasi lettera morta in quanto sembrava che nessuno avesse voglia di sparare, molte navi con materiali strategici e truppe lo violarono, la flotta austriaca restò al sicuro in porto a Trieste.

16 giugno 1848  - la comparsa di dodici navi della flotta sardo-veneta davanti a Rovigno, provoca un acceso entusiasmo di popolo e l'improvvisa fuga della guarnigione austriaca a Villa di Rovigno. Ma l'atteso sbarco non si verifica ed una grande scoramento coglie i rovignesi nel vedere le navi dirigersi alla volta di Trieste.

19 giugno 1848  - viene stipulato tra l'arciduca Francesco Carlo ed il bano di Croazia Jelacić, mediante il quale questi metteva a disposizione le sue truppe per reprimeri i moti d'Ungheria, ricevendo in cambio il permesso d'occupare Fiume. L'accordo dagli italiani verrà definito il "patto del diavolo".

18-20 giugno 1848 - elezione dell'assemblea costituente: al Circolo d'Istria, che allora contava 230.523 abitanti, vennero assegnati cinque seggi. Il Circolo era suddiviso nei seguenti Distretti elettorali: I Distretto: Capodistria e Pirano; II Distretto: Buie, Montona, Pinguente e Parenzo; III Distretto: Pisino, Dignano e Rovigno; IV Distretto: Veglia, Cherso, Lussino, Albona e Pola; V Distretto: Castelnuovo, Volosca e Bellai. I candidati liberali, Antonio Madonizza per il I distretto, Michele Fachinetti per il II, Carlo De Franceschi nativo di Moncalvo ed I.R. impiegato in Rovigno per il III, che sconfisse per pochi voti un altro liberale, il rovignese Giovanni Rismondo, e Francesco Vidulich per il IV risultarono gli eletti segnando una dura sconfitta per i filo-governativi. Solamente nel distretto V, a netta maggioranza slava, fu eletto il filo-governativo Josip Vlach. Tale successo politico indusse i deputati italiani al parlamento di Vienna a formulare la richiesta che l'italiano diventasse lingua ufficiale in Istria, eccezion fatta per il distretto di Castelnuovo sul Carso. La portata di questo voto si coglie meglio esaminando le analoghi votazioni nella vicina Trieste, dove soccombette il "liberale" Conti in favore degli austriacanti Hagenauer e Gobbi o come nel Friuli, ove su cinque deputati uno solo, Giambattista Pitteri, poteva dirsi filo-italiano. Al contrario spicca la Dalmazia che ebbe risultati analoghi a quelli conseguiti dall' Istria mandando alla Costituente austriaca una deputazione quasi esclusivamente composta di elementi "italiani e liberali".

3-4 luglio 1848 - nelle sale del palazzo dei Dogi si riuniscono i rappresentanti di Venezia, di Chioggia, di Loreo e di pochi altri distretti per decidere sulla richiesta di annessione al Regno Sabaudo avanzata dalle ex città della Serenissima Vicenza, Padova, Treviso e Rovigo. Daniele Manin pur favorevole a mantenere l'indipendenza della neo nata Repubblica di Venezia pronuncia nella seduta del 4 luglio queste accorate parole: ".. è un fatto che tutti oggi non hanno quell'opinione, è pure un fatto che il nemico sta alle nostre porte, che attende e desidera una discordia in questo paese, inespugnabile finchè siamo d'accordo, espugnabilissimo se qui entra la guerra civile. Io, astenendomi da ogni discussione sulle opinioni mie e sulle altrui, domando oggi un gran sacrificio, e lo domando al partito mio, al generoso partito repubblicano. Al nemico che è sulle porte, e che aspetta la nostra discordia, diamo oggi una solenne smentita. Dimentichiamo oggi tutti i partiti; mostriamo oggi che dimentichiamo di essere realisti o repubblicani e che siamo invece tutti italiani. Ai repubblicani io dico: l'avvenire è nostro. Tutto quello che si è fatto e che si fa è provvisorio. Deciderà la dieta italiana a Roma".

5 luglio 1848 - pur ricevendo il massimo numero di voto Manin si rifiutò di far parte del nuovo governo: "Sono e resto repubblicano. In uno stato monarchico io non posso essere niente... Poi io sono stanco di questi tre mesi: fisicamente non ne posso più, credetemelo". Così il nuovo Governo provvisorio, presieduto da Castelli, con i "fusionisti" Paleocapa, Camerata e Paolucci,  può dichiarare l'annessione della repubblica al Regno di Sardegna, contando nell'aiuto militare sabaudo.

13-20 luglio 1848 - a Milano il 13 luglio esce un giornalino patriottico dal significativo titolo de "La bandiera tricolore" in quella settimana furoreggia a Milano un anonimo canto patriottico che avra grande fortuna e diffusione:

E la  bandiera di tre colori - sempre è stata la più bella !
Noi vogliam sempre quella. - Noi vogliam la libertà.

E la bandiera gialla e nera - qui ha finito di regnar !
Tutti uniti in un sol patto - stretti intorno alla bandiera,

Griderem mattina e sera - viva viva i tre color!


22 luglio
1848 - l'arciduca Giovanni inaugura solennemente la Costituente di Vienna.

1848
- in quell'anno esce il volume VENEZIA e Le Città Venete Nella primavera del 1848, opera di Francesco Cusani propugna l'unione del Veneto e della Lombardia in funzione anti-austriaca.

23-25 luglio 1848 - dopo le brillanti vittorie di maggio, che il Re Carlo Alberto non seppe sfruttare appieno, l'esercito sabaudo subisce la decisiva sconfitta di Custoza. Ove i circa 40.000 uomini componenti l'esercito di Carlo Alberto, rafforzati da vari contingenti italiani, vengono sbaragliati da 70.000 uomini dell'esercito austriaco comandato da Radetzky. L'esercito di Carlo Alberto si ritira oltre l'Adda abbandonando Milano al suo destino.


Carlo Alberto Re di Sardegna

1798-1849
Re dal 1831 al 1849

5 agosto 1848 - capitolazione di Milano;

9 agosto 1848 - armistizio Salasco;

11 agosto 1848 - dopo l'uscita di scena del Regno di Sardegna, a Venezia si svolgono moti anti-sabaudi ed il Governo Provvisorio non trovò di meglio che  appellarsi all'ALLEANZA DEI POPOLO LIBERI per la INDIPENDENZA ITALIANA come si evince anche da questa stupenda moneta da 20 lire emessa dal Governo Provvisorio di Venezia che soltanto 2 giorni dopo proclamerà la Repubblica indipendete di San Marco.


      

20 Lire emesse l'11-08-1848

Governo Provvisorio Veneto

contemporaneamente il Governo provvisorio inviò il Tommaseo e il Toffoli a Parigi in missione diplomatica per cercare di coinvolgere la Francia in funzione anti austtriaca. Il Tommaseo inoltre sondò le possibilità di ottenere un prestito dal governo francese per far fronte alle spese sempre più ingenti rese necessarie per tenere in armi una forza di circa 25 mila uomini. La missione avrà esito negativo anche perchè i veneziani rifiutarono di far uscire i loro capolavori d'arte (Tiepolo, Bellini, Tintoretto, Tiziano ecc) che dovevano servire da pegno per un ingente prestito.


Giovan Battista Cavedalis
(Spilimbergo 19 marzo 1794 - 16 luglio 1878 )

13 agosto 1848 - dopo l'armistizio Salasco, viste vanificate le speranze nel Piemonte sabaudo, Venezia deve contare sulle sue sole forze e quindi, annullata la precedente fusione col Regno di Sardegna, gli insorti veneziani proclamano la Repubblica indipendente di S. Marco, con un Triunvirato composto da Daniele Manin , dall'ammiraglio spalatino Leone Graziani (la cui figlia era vedova di Attilio Bandiera, e dal friulano Giovan Battista Cavedalis. La città si accinge a resistere all'assedio austriaco portato dal contingente del gen. Welden forte di 30 mila uomini. La difesa veneziana viene coordinata dal generale e patriota napoletano Guglielmo Pepe (Squillace 1783 - Torino 1855).


Gen. Guglielmo Pepe
(Squillace, 13 febbraio 1783 – Torino, 8 agosto 1855)
15 agosto 1848 - Manin nomina un nuovo Consiglio di Guerra che doveva coordinarsi col gen. Guglielmo Pepe, comandante in capo delle forze armate venete, nella difesa della Repubblica. A presiedere il nuovo Consiglio venne chiamato l'ammiraglio Bua (che aveva già diretto con scarsa capacità il precende comitato di difesa) assistito da quattro valenti membri: Milani, che aveva organizzato il corpo volontari nel Veneto; Ulloa, membro dello stato maggiore del gen. Pepe; Mezzacapo, che organizzò la la brigat d'artigliera "Bandiera e Moro" e Mainardi, abile guardamarina.

30 agosto
1848 - il vice-conte del Comitato di Zagabria, Giuseppe Bunjevac, per ordine del bano di Croazia Giuseppe Jelacić, si presenta al di là della Fiumara, che segnava il confine tra la Libera Città di Fiume e la Croazia, per chiedere la capitolazione della città. Cosa che avverrà il giorno successivo con la sua occupazione mano militare.

9 settembre
1848 - l'ammiraglio Albini annuncia il ritiro della squadra navale sarda dalla difesa di Venezia. L’Austria di conseguenza proclamò di nuovo il blocco di Venezia, ma non le riuscì mai di attuarlo completamente e non poté stroncare il traffico costiero con i rifornimenti di viveri alla città, provenienti dallo Stato Pontificio.

settembre 1848 - in mancanza dell'aiuto militare, più volte promesso e mai effettuato, i francesi inviano a Venezia 6.000 fucili.

6 ottobre 1848 - scoppia la rivoluzione viennese che costringerà  il 30 ottobre la Costituente ad interrompere le sue sedute. Vittima del furore popolare cade l'inviso rappresentante dell'assolutismo austriaco il ministro della guerra Latour.

8 ottobre 1848 - in quella data le forze armate della Repubblica possono contare su 19.372 uomini. La maggior parte composta da veneziani e da veneti delle province oramai occupate dagli austriaci, oltre a volontari provenienti dall'Istria e dalla Dalmazia ex veneta, ma c'erano anche contingenti provenienti da altre parti d'Italia tra cui spiccavano 1.200 bolognesi e 3.700 uomini degli ex reggimenti pontifici, 600 lombardi e i pochi napoletani dell'esercito borbonico che avevano seguito il gen. Pepe.

18 ottobre 1848 - da Genova Giuseppe Garibaldi lancia il suo proclama: "Italiani! Il nido della tirannide, al quale mettevano tutte le vili iniquità cortigiane d'Europa, è rovesciato. Vienna combatte per la sua libertà ! Non combatteremo noi per la nostra ? Non udite venire, o italiani, un fremito dalla Lombardia e dalla Venezia ? Il popolo che surse di marzo, sebbene coperto di ferite, non è morto, ma vive; carica il fucile ed aspetta il cenno. All'armi dunque, o Italiani!.."

21 ottobre 1848 - "Tutti i soccorsi pecuniari sin qui avuti dall'Italia ammontano alla vergognosa somma di lire 26 mile (sic)". carteggio Tommaseo. Ben altri erano i bisogni finanziari di Venezia!

22 ottobre 1848 - esce Il Giornale di Trieste foglio fondato da ex redattori della Gazzetta di Trieste che assunse una linea filo italiana.

27 ottobre 1848 - una ardita sortita veneziana a Mestre coglie impreparati gli austriaci che, dopo aspri combattimenti, vengono costretti alla fuga. I veneziani dopo aver tenuto la città per alcune ore tornano a Venezia, come ordinato dal gen. Pepe, recando con sè 500 prigionieri, cannoni, viveri e munizioni tolte al presidio austriaco.

14 novembre 1848 - i dalmati don Luca Antunovich, don Luca Lazaneo, Pietro Naratovich e l'istriano Matteo Petronio lanciano il 14 novembre 1848 un proclama:

AI GIOVANI DALMATO-ISTRIANI
che non militano ancora sotto la Bandiera della Indipendenza Italiana.

      Il caldo desiderio da Voi esternato, giovani valorosi, nel 22 marzo, di formare una legione Dalmato-Istriana,

per combattere in campo aperto l'austriaca tirannide, verrà esaudito, tosto che Voi accorriate sotto il vessillo
tricolore italico dell'indipendenza.
...............................
    No, l'Istria e la Dalmazia marittima, non sono, non possono essere, non saranno mai germaniche o slave, chè
non lo consentono natura, né la storia delle politiche loro vicende, non la lingua, non la religione, i costumi.
..............................
    Accorrete quindi senza indugio, accorrete numerosi sotto le sospirate bandiere della santa guerra d'Italia, ed
efficacemente cooperando alla redenzione di questa invidiata, e perciò dai selvaggi straziata penisola, cooperate
del pari alla redenzione dell'Istria e della Dalmazia.
    All'armi, giovani generosi, all'armi; la Patria vi chiama vi incita. Il giorno della completa indipendenza italiana, sarà
giorno dell'emancipazione, pur anche dalmato-istriana, dalle branche crudeli dell'esecrata bicipite aquila austriaca!
Viva l'Italia ! Viva San Marco !

   
novembre 1848 - frutto del proclama sarà la costituzione della Legione dalmato-istriana, che raccogliera molti, se non tutti, i volontari istriani e dalmati accorsi alla difesa della loro ex capitale.

2 dicembre 1848 - abdicazione di Ferdinando, il nipote Francesco Giuseppe sale sul trono degli Asburgo. Prende sempre pià consistenza la politica filo-slava del nuovo governo austriaco, grato per l'aiuto fornito soprattutto dai croati nei convulsi frangenti del '48 che avevano indotto la corona austriaca a diffidare dell'inquieto elemento italiano.


L'Imperatore Franz Joseph
(1830-1916)
il  "Cecco Beppe" degli italiani

idem - il bano di Croazia Jellacih (Jelacić) viene nominato Governatore della Dalmazia e di Fiume. I deputati dalmati che avevano a cuore l'autonomia della loro regione dalla vicina Croazia accolgono sfavorevolmente tale nomina.

10 dicembre 1848 - gli elettori di Volosca, a netta maggioranza slava, inviano una protesta al governo austriaco contro il loro rappresentante, il reazionario Vlach, che brigava per unire il loro distretto alla Croazia dichiarando di voler restare uniti a Trieste "centro del loro benessere morale, commerciale ed industriale" e di non accettare nel loro foro altra lingua scritta che l'italiano e di non voler essere "per verun conto aggregati nè alla Croazia civile, nè alla Croazia militare ".

1° gennaio 1849 - il generale Ferencs Gyulai (1798-1868) introduce la censura ed il maresciallo Radetzky proibisce la diffusione nel Lombardo-Veneto di giornali "italiani" ovvero provenienti dalle altre regioni italiane, in particolare dal Regno di Sardegna.

16 gennaio 1849 - interpellanza dei tre deputati istriani - Madonizza, De Franceschi e Vidulich - contro la sospensione del Giornale di Trieste, organo del liberalismo triestino, e contro il quasi contemporaneo divieto di diffusione dei giornali triestini oltrte l'Isonzo. Naturalmente  l'interpellanza non ebbe nessun esito.

1849 - a Trieste il giornale Slavjanski rodoljub con articoli in sloveno e in croato inizia a propugnare le istanze nazionali slave.

1849 - entra nella redazione de "La Gazzetta di Zara",Vincenzo Duplancich (Zara 1818-Milano 1888) già componente della Guardia Nazionale di Zara, subentrando come editore ai fratelli Battara, distinguendosi per una serie di articoli fortemente contrari al progetto di unificazione del Regno di Dalmazia col Regno di Croazia e Slavonia, perseguito dai dalmati croati.

4 marzo 1849  - Patente sovrana del nuovo Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe I in cui viene modificata la Costituzione.

7 marzo 1849 - Francesco Giuseppe I scioglie bruscamente la Costituente; cosicchè lo Statuto da esso approvato, troppo liberaleggiante per i suoi gusti, resta lettera morta.

10 marzo 1849 - a Venezia si forma un nuovo Governo, in sostituzione del precedente Triunvirato, composto da 6 ministri: Daniele Manin (Presidente); Giovan Battista Cavedalis (guerra); Isacco Pesaro Maurogonato (finanze e commercio); avv. Giuseppe Calucci (giustizia e affari interni); Giuseppe Da Camin (culto, istruzione e benef.); Leone Graziani (marina).

17 marzo 1849 - viene emanata la legge che passerà col nome del Conte Stadion, Ministro di Francesco Giuseppe I, che regola le autonomie comunali dell'Impero Austro-Ungarico.

20 marzo 1849 - a mezzogiorno ricomincia lo stato di guerra tra Regno di Sardegna ed austriaci.


21 marzo 1849. Gli austriaci riprendono il conflitto con il Piemonte. La Lombardia viene occupata dagli Austriaci. Questi ultimi si allontanano da Brescia per raggiungere la zona delle operazioni, lasciando un migliaio di soldati a presidio del Castello.

23 marzo 1849 - ad un anno ed un giorno dall'insurrezione di Venezia ha luogo lo scontro decisivo nei pressi di Novara tra l'esercito sabaudo e quello austriaco. Le sorti della battaglia saranno a lungo incerte ma alla fine, anche se la battaglia era costata duemila morti e feriti ai piemontesi, più tremila prigionieri ed un numero analogo di morti e feriti al nemico ed un migliaio circa di prigionieri, il risultato sarà che gli Austriaci si troveranno davanti a Novara, ben ordinati e pronti a riprendere l'offensiva, mentre non altrettanto si poteva dire per l'esercito piemontese.

23 marzo 1849 - a Brescia Tito Speri organizza la rivolta armata iniziando da piazza Loggia. Gli austriaci decidono di bombardare la città. I bresciani rispondono organizzando le barricate. La resistenza bresciana durò 10 giorni, sino a quando sopraggiunse il gen.Haynau (1786-1853) che per la sua ferocia passerà alla storia come la "Jena di Brescia ".

26 marzo 1849 - Vittorio Emanuele, subentrato al padre Carlo Alberto nel Regno di Sardegna, sigla a Novara l'Armistizio con l'Austria.


Moneta di 5 centesimi di lira coniata nel 1849 dal Governo Provvisorio di Venezia
utilizzando l'iconografia classica della Serenissima Repubblica di Venezia



2 aprile 1849 - l'assemblea veneziana, riunita nella gloriosa sala del Maggior Consiglio, proclama la difesa ad oltranza ed inalbera sul campanile di S. Marco, come simbolo di tale volontà, il vessillo rosso col Leone Alato. A Daniele Manin vengono affidati poteri dittatoriali. deA


Daniele Manin, Dittatore

18 aprile 1849 - "La truppa austriaca di guarnigione in Rovigno, prima di partire per l'Ungheria rivoluzionata, è benedetta dal Can.co Onofrio. Schierata sotto l'armi in Riva - grande: obbligato a quest'atto dal Capitano della truppa Konopp..." AAS.

aprile 1849 - il Tommaseo indirizza un appello al bano Jelacić invitandolo a sostenere la causa veneta e distaccarsi dall'Austria dato che servendo questo padrone: "Non ha la Croazia sin qui guadagnato né libertà, né gloria militare, né potenza nessuna". Il rifiuto croato portò Tommaseo a solidalizzare con gli ungheresi che con Kossuh tentavano a loro volta di liberarsi dal giogo austriaco.

fine aprile 1849 - all'assedio di Venezia sopraggiunge il gen. Haynau (che aveva stroncato nel sangue la ribellione di Brescia) ed il maresciallo Radetzky con forti truppe di rinforzo. Bombardamento di Marghera.


Julius Jacob Heinrich Friedrich Ludwig
Freiherr von Haynau  " La Jena di Brescia"
(1786-1853)

4 maggio 1849 - 150 cannoni austriaci iniziano un terribile bombardamento contro il forte di Marghera, comandato dal colonnello napoletano Girolamo Ulloa e difeso da duemilacinquecento uomini. Il forte era la chiave di volta della difesa di Venezia. I soldati veneti sostennero per tutto il giorno, con ammirabile coraggio, il fuoco nemico rispondendo a loro volta con un intenso fuoco con l'artiglieria posta al comando del maggiore Mezzacapo, distruggendo diverse batterie nemiche e producendo agli Austriaci gravissime perdite. Le speranze di Radetzky, che osservava il cannoneggiamento austriaco da una torre della vicina Mestre, di assistere alla capitolazione del forte entro quella sera stessa andarono, ed andranno per giorni, amaramente disilluse.


F. Perrin : Bombardamento di Marghera - litografia 1851

20 maggio 1849 - viene siglata a Duino l'alleanza tra Venezia ed Ungheria. Alleanza che non potè concretizzarsi sul piano militare poichè la preventivata spedizione ungherese a Fiume e Trieste che doveva poi congiungersi con le truppe venete venne vanificata dall'alleanza tra austriaci e russi i quali attaccarono le forze ungheresi con forze preponderanti, mentre i serbo-croati rimasero saldamente fedeli alla corono austriaca.

27 maggio 1849 - dopo tre settimane d'intensi bombardamenti gli Austriaci occupano il forte di Marghera dopo che nottetempo, vista vana ogni resistenza, l'intrepido Girolamo Ulloa portava in salvo gli eroici combattenti del presidio evitando così l'onta della resa. Prima di andarsene avevano resi inservibili le batterie di cannoni e minato il vicino forte di San Giuliano facendolo esplodere all'arrivo degli austriaci. Con l'abbandono del forte, la difesa veneziana si restringerà dentro i limiti stessi della Laguna

giugno 1849 - a Venezia comincia a serpeggiare il colera ed i viveri scarseggiano.

giugno 1849 - il Brick Aronne, sotto il comando del cap. rovignese Carlo Costantini, è il primo a portare la bandiera austriaca a San Francisco in California.

luglio 1849 - si costituisce una Commissione militare composta da tre membri per coordinare la difesa di Venezia: l'ufficiale napoletano Girolamo Ulloa; il ten. col. Giuseppe Sirtori, eroe del 5 giornate di Milano, giunto a Venezia con un corpo di volontari lombardi; e l'uff. di marina Baldissarotto.

2 luglio 1849 - Venezia avrà anche il privilegio di subire primo bombardamento aereo della storia tramite una mongolfiera, "geniale" idea del colonnello d'artiglieria austriaco Benno Uchiatius: Il bombardamento durò quasi ininterrottamente 24 giorni e ben 20.000 proiettili caddero sulla città che volevano a parole "liberare" mentre facevano di tutto per terrorizzarne i difensori

3 luglio 1849 - caduta della Repubblica romana. Garibaldi con un piccolo nugolo di volontari e la moglie Anita tenta di andare in soccorso a Venezia, all'unica città ancora in armi. Avventura questa che si concluderà infelicemente con la morte di Anita e la fuga fortunosa di garibaldi braccato dagli austriaci.

12 luglio 1849 - vengono emessi dei buoni come quota di riparto del "prestito volontario di 3 milioni di lire" decretato dal Governo Provvisorio di Venezia per far fronte alle ingenti spese sostenute per la difesa di Venezia.


25 luglio 1849 - secondo bombardamento austriaco sulla città lagunare utilizzando i palloni aerostatici, fortunatamente quasi nessuna bomba colpisce Venezia. Questo ulteriore fallimentare tenativo convinse gli austriaci a rinunciare per ora alla "guerra aerea"  puntando alla più tradizione artiglieria terreste.

Comparsa del colera a Rovigno con soli 3 morti concentrati nella famiglia Sbisà in Carrera.

29 luglio 1849 - s'intensifica il cannoneggiamento di Venezia che durerà in questa maniera ininterrotta per ben 24 giorni con una media di un migliaio di proiettili ogni 24 ore. Visto che le granate esplosive arrivavano a colpire solo i lembi occidentali della città mentre le palle di ferro che avevano maggiore gittata recavano danni limitati, dopo un primo sgomento i veneziani superarono bene anche questa prova ed anzi cercarono di trarne beneficio: la commissione militare offrì una ricompensa per ogni palla recuperata e portata all'Arsenale dove sarebbe stata utilizzata per il munizionamento delle truppe venete.


Bombardamento notturno di Venezia

1° agosto 1849 - Sirtori alla testa di 1.200 uomini esce da Brondolo per una sortita che coglie impreparati gli austriaci. Frutto di tale ardita operazione fu un ricco bottino composto da 175 capi di bestiame, vino, cereali e... una bandiera austriaca: una delle pochissime cadute in mano italiane durante le guerre del 1848-49. Il ricco bottino fornì un pò di respiro alla citta assediata in cui incomincuavano a scarseggiare i viveri.

6 agosto 1849 - Massimo d'Azeglio, nuovo primo ministro sabaudo, sigla a Milano il trattato di pace con l'Austria.


truppe austriache all'assedio di Venezia

8 agosto 1849 - sul n. 158 de " Il Mondo Nuovo", giornale veneziano, esce l'articolo di fondo " Resistiamo!". In quel giorno, quasi rispondendo all'appello la flotta veneta uscì in forze in mare aperto in ordine di combattimento ma, quando la flotta austriaca si ritirò in alto mare, i veneti rientrarono in porto senza combattere. Così avvenne anche due giorni dopo quando la flotta veneta riprese il mare per poi rientrare nuovamente in porto senza combattere e restandovi fino alla resa finale. La flotta veneziana, pur essendo di una consistenza tale da poter essere determinante nel conflitto e nonostante gli ottimi equipaggi, operò poco e male risultando ininflente ai fini bellici. Le flottiglie lagunari invece parteciparono a tutte le sortite dei Veneziani sul litorale, consentendo la cattura di prigionieri e vettovagliamenti.

17 agosto 1849 - l'estrema resistenza veneziana si conquista queste parole di elogio del "The Times" di Londra: "... Noi consideriamo la difesa di Venezia e l'amministrazione di D. Manin con l'ammirazione e la simpatia dovute a un popolo che sta ancora lottando per il recupero della sua antica indipendenza, senza peraltro concedere a se stesso di cadere in nessuno degli eccessi della moderna rivoluzione".

18 agosto 1849 - su L'ISTRIA del Kandler Anno IV n.ro 39-40 vengono pubblicati "Alcuni Cenni - Sopra Santa Eufemia di Calcedonia, la Chiesa Parrocchiale di Rovigno, e questa città" l'autore, il rovignese Antonio Angelini qm. Stefano, accompagna il lavoro con questa semplice dedicatoria:

         Fu sempre cosa ben fatta l'occuparsi della patria;
 ma forse a me non sarà ben riuscito il prefissomi la-
 voro di raccapezzare e unire quanto si ha o per tra-
 dizioni o per memoria di Rovigno.
        Nonostante, comunque ei siasi, non sarà forse, ed
 io lo spero, disaggradevole ai miei concittadini ai quali
 lo dedico, perchè avranno in questo come come in un sola
 portata le patrie ricordanze e il testimonio del mio buon
 volere.
        Rovigno 5 agosto 1849                Ant. Angelini

23 agosto 1849 - il numero complessivo dei morti per il morbo del colera i cui focolai erano iniziati spoiradici nel mese di luglio raggiunge la notevole cifra di 2.788 persone, circa l'1,5% dell'intera popolazione di Venezia.

24 agosto 1849 - la Repubblica di S. Marco rimasta l'unica in arme contro l'Austria, fiaccata dal colera, dalla mancanza di viveri e dai continui bombardamenti austriaci, è costretta alla capitolazione che viene firmata dal Manin a Villa Papadopoli presso Mestre.  Alla difesa dell'Ex Dominanti erano accorsi volontariamente 44 rovignesi .


scatoletta in tartaruga
di un difensore di Venezia

Uno degli ultimi atti del Governo Provvisorio della Repubblica di Venezia sarà quello di conferire della medaglie al valor militare agli eroici difensori della città lagunare. Un esempio è questa bella medaglia d'argento ornata con nastrino con i colori della repubblica: il caratteristico rosso scuro ed il giallo oro:



27 agosto 1849
- gli Austriaci entrano in Venezia. L'avvenimento offrirà il destro al poeta e patriota di Schio - Arnaldo Fusinato (1817-1888) - difensore di Vicenza (in cui durante l'assedio austriaco compose "Il Canto degli Insorti" nel 1848) e poi, dopo la caduta della città, eroico combattente a Venezia - per comporre la struggente " L'ultima ora di Venezia". A testimoniare la grande impressione popolare che suscitò la difesa eroica di Venezia anche questa canzone popolare:

O Venezia che sei la più bella
e di Mantova tu sei la più forte:
gira l'acqua intorno alle porte
sarà difficile poterla pigliar.

Un bel giorno, entrando in Venezia,
tutto il sangue scorreva per terra,
i soldati sul campo di guerra
e tutto il popolo gridava pietà.

O Venezia, ti vuoi maritare?
per marito ti daremo Ancona,
per corredo le chiavi di Roma
e per anello le onde del mar.

28 agosto 1849 - il generale austriaco Gorzkowsky, nominato governatore civile e militare della città, entra a Venezia. Alle ore 15 dello stesso giorno Manin, Tommaseo, Pepe, Sirtori ed altri esponenti della caduta repubblica lasciano la città a bordo della nave francese Pluton. La rivoluzione veneziana si era conclusa.

1849
- il rovignese Giovanni Filippo Spongia (Rovigno 1788 - Roma 1869) laureato in medicina a Padova nel 1825 pubblica il saggio "Sull'Istria, penisola dell'Adriatico. Tentativo di tracciare gli elementi di sua condizione sanitaria" stampato in 8° in una edizione numerata in 120 esemplari  pubblicata a Padova nel 1849 per i tipi A. Bianchi al Santo:



ottobre 1849 - sul numero 54-55 Anno IV della rivista settimanale L'Istria  del Kandler esce la prima parte dei "Cenni su Rovigno. 1708 a Nativitate Dni Nri. D.O.M. et B.M. laus et gloria (estratto d'una specie di diario del Sig. Ant. Costantini, Pub.o Nod.o, che contiene le cose più notevoli avvenute a Rovigno dal 1650 al 1711; questa prima parte va soltanto fino al 1708;  continua; ved. N. 56)" .

novembre 1849 - lo spalatino Francesco Carrara pubblica a Zara per i tipi Battara il volume Della vita e degli scritti di Giovanni Cattalinich, in cui pur utilizzando unicamente la lingua italiana nei suoi scritti, propugnava l'idea - tipicamente tommaseiana - d'una nazione dalmata, ponte di contatto fra Slavia e Italia, nella quale - come scrisse - l'italiano non istudia di italianizzare lo slavo, né lo slavo di slavizzar l'italiano. In quello stesso anno darà alle stampe Canti del popolo dalmato, Zara 1849.



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