Dagli inizi al 774 Dal 774 al 1283 Dal 1283 al 1699 Dal 1701 al 1797 Dal 1797 al 1813 Dal 1813 al 1849 Dal 1850 al 1861 Dal 1862 al 1899 Dal 1900 al 1924 Dal 1925 al 1954



SECONDO PERIODO AUSTRIACO (1813-1918)  segue


1900 - a Trieste esce "Il Secolo - organo della Democrazia".  Editore Vittorio Benussi (Stabilimento Tipografico Werk), con uscita giornaliera, escluse le domeniche.

1900 - in quella data il censimento a Rovigno dava questi dati: 9.716 italiani; 57 slavi e 201 tedeschi.

1900 - viene istituito a Capodistria l'Archivio Comunale pubblico come sezione della Biblioteca civica, sul modello di Trieste.

1900 - a Rovigno si apre il Circolo di Studi Sociali. Il circolo era la sede dei socialisti rovignesi che allora erano circa una trentina, si trovava in via Dietro Castello al civico 59 al primo piano dell'ex casa dell'avvocato Paolo Ghira era composto da un'unica stanza grande però da contenere alcuni tavoli, panche ed una piccola libreria in cui tra libri di storia italiana, riviste come l'Asino, e libri vari campreggiava l'immancabile Capitale di Marx.

1900 - I socialisti danno vita a Pola al settimanale, " II Proletario ", divenuto presto quotidiano, e durato poi con interruzioni e trasformazioni fino al 1920. Il foglio aveva lo scopo di mettere sotto agli occhi di compagni ed amici " la necessità dell'organizzazione proletaria di fronte alla deplorevole apatia verso ogni idea moderna di progresso della nostra borghesia ". Affermare la sua sincera ed onesta fede socialista, al fine di  " educare la massa operaia e spingere la giovine borghesia intelligente a comprendere finalmente che la lotta nazionale, la lotta di razza, è una parte della conseguenza del disagio morale e materiale in cui siamo piombati... ".


1900 - viene costruito a Rovigno, sul lungomare verso S. Nicolò, un Molino a vapore: il "Molino Istriano", i cui proprietari erano i fratelli Luigi ed Antonio Sbisà, Luigi Benussi, e Giuseppe Quarantotto.

1900 - si istituisce il Comitato per le onoranze delle "Feste centenarie di Sant'Eufemia" composto da 6 membri: il dott. Antonio Bembo, I.R. Notaio, Presidente; il farmacista Govanni Tromba; l'orefice Nicolò Chiurco, segretario; il canonico Andrea Ghira; il canonico Giuseppe Benussi; il cooperatore Domenico Belci (cassiere) coadiuvati da oltre 30 cittadini.

1900 - il dott. Antonio  Ive pubblica a Strasburgo il primo saggio dedicato all'Istrioto: "I Dialetti Ladino - Veneti dell'Istria" dedicandoli

ALL'ILLUSTRISSIMO SIGNORE
COMM. MATTEO GIUS. DOTT. CAMPITELLI
CAPITANO PROVINCIALE DELL'ISTRIA, ECC. ECC.
CON GRATO ANIMO OFFRE
(Rovigno 1851- Gratz 1937)

in un foglio sparso delle opere manoscritte dell'Ive raccolte nella Biblioteca Civica di Rovigno è interessante, per capire il mutare dei rapporti tra città e campagna, questa sua annotazione: "Pur troppo, son remoti quei tempi in cui famiglie dell'agiata borghesia rovignese, quali quelle de' Ruffini, de' Rocco, degli Angelini e degli Sponza, si recava a diporto nella vicina Tuscolo, colmati da accoglienze oneste e liete, fra le altre, della famiglia Muzina. La - gente nova e i subiti guadagni - hanno alquanto allentato questi vincoli e queste relazioni d'amicizia e di buon vicinato, esistenti fra la capitale e la sua maggior Villa; relazioni che il nuovo Consiglio comunale con isforzo lodevole, in occasione dell'ultima penuria d'acqua seppe nuovamente ristabilire".

gennaio 1900 - "Viene istituita un'Associazione cittadina con numerosi aderenti - tendente a migliorare la condizione della nostra patria". (E.R.R.)

20 febbraio 1900 - a Pola si tien il ballo della Lega Nazionale in cui viene cantata e premiata la canzone "Le tre sorele"

29 aprile 1900 - viene approvato lo statuto della "Società filarmonica popolare" di Rovigno il comitato promotore era costituito da 27 membri. Dall'art 2 dello statuto si statuisce che "Scopo di questa istituzione è di unire ed allevare filarmonici e formare coi medesimi un corpo di banda, eventualmente un'orchestra ed un corpo corale, che riescano a lustro della città nelle feste pubbliche, nei pubblici divertimenti e negli eventuali trattenimenti sociali".


Cartolina della Lega Nazionale 1900 c,ca che illustra 3 scuole aperte
dalla Lega in Dalmazia: a Sebenico e nelle località Cereria e Borgo Erizzo di Zara


25 giugno 1900 - esce a Pola il quotidiano "Il Giornaletto di Pola" direttore e redattore responsabile Antonio Rinaldi.

4 luglio 1900 - Viene sepolto alle Laste, campo H - fila 17 - tomba n. 9,  Antonio de Angelini. La sua è attualmente una delle più antiche tombe del nuovo cimitero di Rovigno.


Muor giovane chi al ciel è caro

13-15 luglio 1900 - solenne celebrazioni a Rovigno per festeggiare i 1100 anni del miracoloso arrivo a Rovigno dell'Arca di Sant'Eufemia con grande accorso di fedeli da tutta l'Istria. Francesco Babudri, per l'occasione, comporrà un volumetto di 61 pagine dal titolo Le feste centenarie di Sant'Eufemia a Rovigno per i tipi Cobol & Priora. Una oramai rara copia è conservata all'Università di Harvard.


Cartolina per gli XI secoli di
Sant'Eufemia a Rovigno


14 luglio 1900
- Cartolina commemorativa emessa per gli undici secoli di presenza delle reliquie della santa giovinetta a Rovigno:


29 luglio 1900 - grande cordoglio in Istria per l'assassinio a Monza del Re d'Italia Umberto I da parte dell'anarchico Gaetano Bresci durante una manifestazione ginnica in cui partecipavano anche atleti di Trento e Trieste. In varie località dell'Istria vengono celebrati offici funebri e commemorazioni con bandiera a mezz'asta e inviati telegrammi di cordoglio alla Real Casa.



la bandiera comunale del Palazzo del Magistrato di Rovigno viene abbrunata, ed in molte finestre vengono esposti drappi e bandiere abbrunati, mentre i navigli nel porto le bandiere a mezz'asta.

4 agosto 1900 - si inaugura la Pia Casa di Ricovero "Casa dell'adulto", bell'edificio posto in un ampio giardino in cui troveranno un decoroso ricovero gli anziani della città, grazie alla generosità del dott. Domenico Pergolis che lo fece costruire a sue spese su di un fondo di sua proprietà donandolo poi alla Città di Rovigno, dinando inoltre ai poveri della città la somma di 1.000 corone. L'inaugurazione era stata preceduta da una messa solenne officita alle 7 e mezza di mattina dal preposito - parroco mons. Francesco Rocco nella Chiesetta della Madonna delle Grazie da cui processionalmente il capitolo ed il popolo giunse alla vicina Casa dell'adulto procedendo alla sua benedizione.


La Casa dell'Adulto di Rovigno

5 agosto 1900 - Il Podestà di Rovigno annuncia con un proclama alla popolazione che  il 9 agosto si terranno a Roma i solenni funerali di S.M. il Re Umberto e nello stesso giorno a Rovigno alle ore 10 "alla memoria del Re buono, ed amato, nel Duomo sarà celebrato un ufficio divino e sarò data la benedizione del rito. Alla mesta cerimonia interverrà la vostra rappresentanza ed interverrete voi pure, o cittadini, a mostrare quanto grande sia in noi il rimpianto, quanto vivo il cordoglio per il lutto della Nazione. Dal Municipio, Rovigno, 5 agosto 1900. Il podestà Bartoli".

9 agosto 1900 - in un Duomo di Sant'Eufemia gremito spicca la partecipazione un alta uniforme di Alvise Rismondo, Agente consolare del Regno, con una folta rappresentanza di regnicoli. Tra la popolazione di Rovigno si nota la delegazione comunale in gramaglie, gli impiegati del Magistrato, una deputazione di tutti gli uffici dello Stato, la Società operaia con bandiera, una rapprsentanza dell'Associazione cittadina, del Casino civico, del Casino di Commercio, del Circolo popolare, la scolaresca ecc. ecc. La banda della Società filarmonica eseguì la marcia funebre. I negozi restarono chiusi in segno di lutto per tutta la giornata. Mentre a rappresentare il Comune di Rovigno ai funerali di Roma sarà il prof. Dante Vagheri.

8 settembre 1900 - all'età di 86 anni muore a Parenzo il rovignese mons. Giuseppe Angelini, Canonico penitenziere, Consigliere concistoriale, esaminatore prosinodale, canonico onorario della cattedrale di Pola a cui vennero tributati solenni funerali così come a Dignano, ove fu per parecchi anni Parroco. Mons. Giuseppe era il figlio del dot. Giacomo Angelini i.r. Commissario distrettuale di Rovigno dal 1834 al 1850.

13 settembre 1900
- in occasione dei festeggiamenti per i 1100 anni dell'arrivo di Sant'Eufemia a Rovigno il maestro Giulio Herman musica l'Inno a Santa Eufemia sui versi, tradotti in italiano, di un antico canto dedicato alla Santa da Eunodio vescovo di Pavia morto nel 521.

31 dicembre 1900
- in tale data Rovigno conta 10.302 abitanti con 4.837 maschi e 5.465 femmine. Gli italiani 97,4%; sloveni 0,2%; serbo-croati 0,4%; tedeschi 2%. Mentre a Porto Albona s'inaugura la scuola della Lega Nazionale.

2 dicembre 1900 - l'Università Popolare di Trieste inaugura i suoi corsi. L'intensa attività culturale dell'istituzione triestina, come ebbe a sottolinere il suo segretario generale, Marino Szombathely, " fu cospicuo fattore di propaganda nazionale e di rafforzamento spirituale".

1901 - il conte Korvin Milewski acquista l'isola di Santa Caterina prospicente Rovigno e subito dopo si dedica ad abbellire l'isola ed alla costruzione di un elegante palazzetto liberty.

1901 - il rovignese Raimondo Devescovi pubblica El Castiel da Ruvèigno poemetto in vernacolo rovignese che l'autore compose per diffondere tra i suoi concittadini l'opera di Bernardo Benussi: "Storia documentata di Rovigno". Riporto i versi conclusivi (nella mia libera traduzione in italiano) del poemetto che testimoniano il deteriorarsi dei rapporti tra popolazioni italiane e slave (in questo caso croate) :

 Oramai son molti anni che si combatte, 
  con questa gente e va di male in peggio, 
  che certi mettono sù i croati 
  e noi siamo come in mezzo tra due fuochi. 

  Chi potrebbe aiutarci non ci aiuta, 
  la nostra barca in mare è senza vela, 
  c'è gente che vede, sa e resta muta 
  ma in cielo per noi vi è una stella.

9 febbraio 1901 - in occasione di una festa da ballo viene pubblicata a Parenzo una cartolina con il testo della Canzone Parentina della LEGA NAZIONALE:

      Viva sempre la vigile Lega,
 Che ci aduna in fraterno pensier;
 Il vessillo di Dante essa spiega,
 Che sull'Alpe e sul mar ha l'imper.

      Porti il canto un saluto ai fratelli,
 Che la Lega ad un patto indrizzò;
 Sia l'augurio che presto suggelli,
 La speranza che in cuor balenò.

      Quando l'opre son fiere e feconde,
 Affrettiamo l'atteso avvenir;
 Patrio amore nell'animo infonde
 Rosea luce che non può languir.

      Che se un giorno il destino ci attende
 A dar prova di audacia e valor,
 Per la lingua, che Iddio pur difende,
 Sarem pronti alla voce del cuor. 


17 febbraio 1901
- a Rovigno si tiene una  Gran Cavalcheîna al teatro Comunale. Ovvero una grande festa mascherata che, traducendolo dal rovignese, diceva essere stata indetta: "per beneficare una o più famiglie di contadini, le più bisognose del nostro paese".


2 marzo 1901 - esce il bimensile « Era Nuova » stampato a Trieste dalla Società dei Tipografi. Si tratta dell'organo del Partito Democratico Istriano il cui editore è Pier  Antonio Gambini.

6 maggio 1901 -
al teatro di Rovigno viene data per la prima volta la Traviata di Verdi. Grande il concorso e l'entusiasmo dei rovignesi che andrà poi deluso a causa della soprano Longhetti che inspiegabilmente subito dopo l'aria del "brindisi" abbandonerà la rappresentazione adducendo inesistenti motivi di salute. In realtà si seppe poi che ebbe uno screzio col baritono triestino che impersonava Douphol.


Cartolina della Lega Nazionale:
"Poichè la carità del natìo loco mi strinse raunai le fronde sparte"

13 maggio 1901 - dopo un'affannata ricerca di una nuova violetta la Traviata andrà trionfalmente in scena venendo replicata per tre sere di fila tra il tripudio dei fortunati rovignesi che vi potettore assistere: il teatro ospitava 300 posti ogni sera esauriti.


Il Tema "Dante Alighieri" usato per l'ottavo
Congresso della Lega nazionale

14 luglio 1901 - Congresso generale della Società politica a Trieste, qui di seguito il telegramma d'adesione del Capitano provinciale dell'Istria: "Profondamente commosso, ringrazio generosa, patriottica Trieste festosa accoglienza rappresentanti odierna adunanza; che è grande avvenimento storico. I veri rappresentanti della Giulia riunita attestano solenne serietà  nostri imperscrittibili , inattaccabili diritti storici, linguistici, civili. Tale confortantissima, solidale concordia, sollevando i cuori ai santi ideali della patria, ne rende invincibili nel combattimento pro aris et focis". In tale occasione viene pubblicato l'appello agli:

 ITALIANI DELL'ISTRIA!
  Italiani dell'Istria! La Società Politica Istriana  è stata fondata allo scopo di unire tutti i
  patrioti
in un unico gruppo compatto, disciplinato e potente, perchè l'unione crea la forza.
  Mai, come ora, noi abbiamo bisogno d'essere uniti, per essere forti; associatevi dunque in
  massa alla SOCIETA' POLITICA ISTRIANA. La società conta ora un numero di oltre 500
  soci, ma questo numero deve diventare dieci e anche cento volte più grande, per corrispondere

  alle esigenze della lotta e alla dignità del partito. Italiani dell'Istria, adempite al primo dovere,
   che la difesa della patria minacciata reclama da tutti coloro che la patria ha nutrito.
       Per essere ammessi quali soci della Società Politica Istriana basta insinuare la domanda ad
  uno dei seguenti membri della Presidenza:
                     dott. Carlo Apollonio - Umago
                     avv. dott. Matteo Bartoli - Rovigno
                     ing. Giovanni Benussi - Rovigno
                     Giorgio Candussi - Giardo - Rovigno
                     avv. dott. Costantino Costantini - Pisino
                     Giulio Franzin - Dignano
                     dott. Pietro de Madonizza - Capodistria
                     avv. dott. Tullio Sbisà - Parenzo
                     avv. dott. Almerigo Ventrella - Pirano
                     avv. dott. Ferdinado Zadro - Pola

18 ottobre 1901 - muore il benemerito Dr. Domenico Pergolis. Lascia per l'incremento della Casa di ricovero di Rovigno un ulteriore lascito di 2.000 fiorini e 140 napoleoni d'oro.

gennaio 1902 - a Graz il rovignese dott. Antonio Ive publica i "CANTI POPOLARI - IN VEGLIOTO ODIERNO".

1902 - il Partito social-democratico del Litorale e della Dalmazia muta la sua denominazione in Sezione italiana adriatica del partito operaio solcialista in Austria aggiungendo un più esplicito carattere nazionale italiano anche se con una taglio regionale (adriatico) marcando una distinzione dagli "italiani" del trentino.

1902 - nel nuovo cimitero di Rovigno iniziano i lavori di erezione delle mura e dello splendido porticato i cui tratti stilistici, con le sue 48 colonne doriche sovrastate da semplici echini e abaci si estende lungo il muro di fondo per tutta la larghezza del cimitero, ci riportano all'eclettismo di fine Ottocento.


L' apertura centrale con il timpano poggiante su due pilastri e due colonne, funge in pratica da fronte e pronao alla cappella del Redentore; mentre le altre 4 aperture, due laterali e dueintermedie sono piu piccole ed i loro timpani poggiano su due pilastri con semicolonna addossata sulle loro facce anteriori. Sull'architrave sopra l'entrata del cimitero campeggia la solita iscrizione latina:

RESURRECTURIS

10 marzo 1902 - viene attivata dalla Società di Navigazione Istria-Trieste una nuova linea di navigazione Trieste-Pola e viceversa, con soste nei porti di Pirano, Umago, Cittanova, Parenzo, Orsera e Rovigno.

1° maggio 1902 - i socialisti rovignesi organizzano la festa del Primo Maggio, l'animatore è il ventunenne Antonio Abbà che aveva fatto preparare una grande bandiera di seta rossa in cui campeggiava il motto: "Proletari di tutti i paesi unitevi". La festa avrà un buon successo con canti e balli sino a tarda sera. Sarà la prima di varie manifestazioni organizzate dai socialisti rovignesi che vedevano il loro numero incrementarsi pur rimanendo una minoranza.


Scuola Popolare di Medelano (Rovigno) 40 iscritti

15 maggio 1900 - "Gabriele D'Annunzio scienziato e distinto poeta fa un viaggio da Trieste per la costa istriana accompagnato da altri scienziati, con il vapore Arsa. Giunge oggi a Rovigno, ove fu molto festeggiato, lo accompagnavano: Attilio Hortis, Giuseppe Caprin, Riccardo Pitteri, Cesare Rossi, l'avv. Venezian, lo avv. Costellos, Pietro Vendrame, dott. Boccardi, dott. Prezioso, Silvio Benco e Francesco Salata. Verso sera, sempre accompagnati dal nostro Podestà Matteo Bartoli, e da altri cittadini partirono per Pola, quindi per Pisino ove venne elargito per gli scolari poveri del Ginnasio Italiano di Pisino, dal dott. D'Annunzio Cor. 200, da Teodoro Mayer Cor. 100, da Riccardo Pitteri Cor. 60" (E.R.R.). Il vate era partito da Trieste dopo aver assistito alla rappresentazione delle sue tragedie La Gioconda , La Città morta e Francesca di Rimini sul piroscafo Arsa noleggiato da Teodoro Mayer,  per compiere un viaggio lungo la costa istriana con visite oltre alle città già citate anche a Capodistria, Pirano, e Parenzo. Frutto di questo viaggio sarà la bella poesia "La loggia" che verrà edita nella raccolta "Alcione - Sogni di terre lontane".

4 luglio 1902 - giunse a Rovigno la triste notizia dell crollo del Campanile di S. Marco a Venezia recando una grande impressione.


Foto del Tribunale di Rovigno 1902

marzo 1903 - esce a Capodistria "Pagine Istriane - mensile letterario, scientifico, artistico con particolare riflesso alla provincia dell'Istria", organo dell'Associazione istriana di studi e storia patria. Direttore Domenico Venturini, editore e redattore responsabile Carlo Priora, stampato presso la Tipografia Cobol e Priora.

1903 - Emilio Silvestri (1857-1915) dà alla stampa a sue spese il volume L'Istria (540 pp - cm. 27) presso lo stabilimento tipografico G. Rumor di Vicenza. L'opera presenta una dedica all'illus. sen. prof. Pasquale Villari fregiandosi di un ricco corredo di incisioni e fotozincotipie. Il frontespizio presenta una pregevole illustrazione del vicentino Achille Beltrame (1871-1945):


1903 - il rovignese Giovanni Quarantotto, già autore di altre opere poetiche, compone il poemetto Histria.

1903 - a Pola viene fondata la Biblioteca comunale, costituita con donazioni delle più importanti famiglie polesi. Essendo la biblioteca associata al Museo archeologico comunale, fu presto arricchita da libri sull’archeologia. Raggiunse un patrimonio librario composto da oltre 10 mila volumi.

1903 - all'epoca la Fabbrica Tabacchi di Rovigno contava 1.094 operai (75 uomini e 1.019 donne). La paga era settimanale ed ammontava mediamente intorno a 14,91 corone per i sorveglianti, 10,95 per gli operai e soltanto 9,65 per le operaie. La fabbrica produceva sigari tipoVirginia, sigari Romani ed i Sigarillo, sigarette, tabacco da masticare, da fiuto ed estratto di tabacco, diventando così la manifattura tabacchi con la più vasta gamma di produzione di tutto l'impero austrungarico.


I.R. Fabbrica Tabacchi di Rovigno

1903 - il comitato promotore composto da 27 membri, che aveva costituito nel 1900 la  "Società filarmonica popolare", da vita anche  al "Corpo corale  del Pio Oratorio" sorto con lo scopo di "... unire dilettanti cantori e formare cogli stessi un corpo corale che riesca a lustro e decoro della città e specialmente della Parrocchia..." di Sant'Eufemia di Rovigno.

1903 - la "Società Operaia di Mutuo Soccorso" fondata nel 1872 all'epoca contava 48 Soci benefattori, 287 Soci effettivi, 11 Soci pensionati e 4 Soci esentati dai contributi che all'epoca consisteva in 80 soldi pari a 160 centesimi di fiorino. Il Presidente era l'ing. Giovanni Benussi, Segretario Antonio Biondi, Vicepresidente Natale Signori e Cassiere Angelo Rocco. La società si era dotata di un inno e di una bandiera, che era poi quella della città di Rovigno.

1903
- a Parenzo per i tipi della Tipografia di Gaetano Coana si stampa il:

MANUALE
DI
GEOGRAFIA STORIA E STATISTICA
DELLA
REGIONE GIULIA
(LITORALE)
ossia della città immediata di Trieste,  della contea
  principesca di Gorizia e Gradisca e del margraviato
d'Istria
compilato 
DA
B. DOTT. BENUSSI
Direttore del civico Liceo femminile di Trieste
SECONDA EDIZIONE AMPLIATA
(con una carta geografica)

8 agosto 1903 - a tale data risale l'ultima annotazione delle "Effemeridi Ristrette di Rovigno 502-1903" opera di più generazioni di cronisti della famiglia Angelini:



18 settembre 1903
- il Podestà di Rovigno, su richiesta del prof. Benussi, stila una informativa sull'Accademia degli Intraprendenti per il dottor Michele Maylender (Fiume 1863-1911), che sarà l'autore della ponderosa opera (edita postuma in 5 volumi Bologna-Trieste 1926-30 Cappelli Edit.) Storia delle Accademie d'Italia: "Accademia letteraria istituita in Rovigno sul finire dell'anno 1761 intitolata degli Intraprendenti, sotto l'invocazione di S. Pietro Orseolo.  Questa Accademia venne confermata dal Podestà di Rovigno Giuseppe Maria Venier con decreto 12 gennaio 1762, permettendo la radunanza dei socii ed animandoli nella lora lodevole impresa. Le adunanze tenevasi in un grande locale sotto l'Oratorio. Tra I molti socii secolari vi erano quasi tutti I sacerdoti e fra questi primeggiavano, Pre Oliviero Costantini Dottore in Teologia, Pre Francesco Can.o Albanese. Pre Giovanni Can.o Beroaldo Dottore in Teologia, Pre Gian-Francesco Costantini Dottore in ambe le leggi, tutti di Rovigno. Tra i secolari primeggiavano il sig. Matteo Cherini, uomo molto ardito, ragionatore molto sottile ed esatto, il sig. Antonio D.r Angelini dotto, giuriconsulto, coprì varie cariche nelle magistrature, pubblicò varie sue poetiche composizioni, godeva in patria la generale estimazione per le sue estese cognizioni ed integrità di vita; il sig. Giuseppe Angelini Dottore giuriconsulto, letterato, versato in poesia, fu avvocato, Giudice, Preside dell'i.r. Giudizio in Rovigno, scrisse gli argomenti dell'Orlando Innammorato del Berni..." (Estratto dalle patrie memorie lasciate dal Can.o Tomaso Caenazzo). Va detto che il Caenazzo incorre in un clamoroso errore, in quanto il D.r Giuseppe Angelini (autore degli Argomenti e Preside del Tribunale di I° Istanza di Rovigno) non poteva far parte degli accademici essendo nato nel 1762. (ndA)

20 settembre 1903 - "A mezzodì Trieste scorge stupita il tricolore italiano salire sullatorre del palazzo municipale. Esso è poi tolto dalle guardie di pubblica sicurezza". così nel diario dell'ex podestà di Trieste Carlo Dompieri (C.D.)

1904 - si costituisce a Rovigno un club mandolinistico sotto la direzione del maestro Tomaso Caenazzo.

1904 - il comune di Rovigno da incarico alla ditta Pinsch di Vienna per la costruzione di un gasometro che sorgerà nei pressi dell'Ampelea in un fondo comunale.


l'Officina del Gas a di Rovigno

20 gennaio 1904 - a Trieste presso la tipografia Caprin esce il primo numero bel bollettino mensile, organo dei liberali istriani "Vita Autonoma" emanazione della Società Politica Isriana. intendendo svolgere opera d'informazione istituzionale non solo per l'Istria, ma per tutti i territori italiani dell'Impero. Anima del periodico sarà il pisinese Francesco Salata. In quell'anno un'indagine promossa dal bollettino sulle tre principali componenti etniche dell'Istria dava i seguenti risultati:

                        

% analfabeti
istro-italiani

41,61
istro-croati

75,38
istro-sloveni

67,26

mentre per quanta riguarda il peso economico risultava che la componente italiana pagava da sola alle casse dell'impero imposte dirette per 1.214.905 corone e imposte di consumo per 273.655 corone mentre sommando le componenti istro slave risultava che quest'ultime contribuivano per 695.700 e 77.346 corone.

3 febbraio 1904 - nasce a Pisino Luigi Dallapiccola, grande compositore e pianista che esplorerà i nuovi scenari della musica dodecafonica.

24 marzo 1904 - si inaugura a Pola il tram elettrico.

12 aprile 1904 - viene posta la prima pietra del costruendo Liceo provinciale femminile.

14 aprile 1904 - esce a Pola, presso la tipografia J. Krmpotić, l'organo della Imperial Regia Marina austriaca « Illustrierte Osterreichische Riviera - Zeitung » il cui redattore capo sarà F.J. Weiss

1904 - visto l'accresciuto numero degli associati il Circolo di Studi Sociali di Rovigno si trasferisce nel'ex casa Bartoli  a Sottolatina ove ha a disposizione di numerosi vani al primo piano.

Foto di gruppo di ricercatori dell'Acquario

15 ottobre 1904 - esce a Pola il quotidina Omnibus in edizione trilingue italiano - croato e tedesco.

3 novembre 1904
- "è inaugurata la facoltà giuridica italiana nel sobborgo di Wilten, città di Innsbruck. Nella notte gli studenti italiani ch'erano raccolti in una trattoria sono provocati ed aggrediti da una folla di studenti tedeschi. Gli italiani in propria difesa sparano in aria con revoltelle , poi qualche colpo anche sui tedeschi. Questi reagiscono con violenza, devastando l'edificio della facoltà italiana e altri locali. Intervengono i militari: un pittore di nome Pezzey muore ferito di baionetta. Dimostrazione di solidarietà coi tedeschi in tutte le città tedesche, con gli italiani nelle città italiane". C.D.

14 dicembre 1904 - convegno dei podestà dell'Istria e Trieste.

1905
- escono i due volumi dell'opera Istria nobilissima per i tipi Schimpff  l'ultima fatica di Giuseppe Caprin, morto nell'ottobre del 1904 , che sarà il testamento spirituale e l'apice della sua arte tipografica.

21 aprile 1905 - dall'arciduca Carlo Stefano del ramo Asburgo-Lorena il conte Ignazio Karol de Korvin acquista per la notevole somma di 560.000 corone austriache l'isola di Santa Caterina prospiciente Rovigno.

22-30 maggio 1905 - "Avanti alla Corte d'assise di Vienna si discute il processo per alto tradimento e preparazione di materie esplosive contro 4 triestini. Il Depaul è condannato a 9 mesi, il Sudan a 6 mesi, il Salatei a 100 corone, il Cozzi è prosciolto" (C.D.)

27 maggio 1905 - dopo un anno entra in funzione a Rovigno l'illuminazione a gas con 150 fanali per l'occasione in città si svolgono dei grandi festeggiamenti a cui partecipa la banda della Società filarmonica diretta dal maestro Giuseppe Peitler. Il rovignese Angelo Malusà comporrà per l'occasione una "Canzonetta in forma di coro in occasione dell'apertura del nuovo gas" in cui però oltre alla nuova illuminizaione a gas s'inneggiava al giornale "Idea italiana":

Eviva la stampa, eviva,
eviva l'Idea nostra,
viva Rovigno, eviva el gas.

1905 - a Rovigno in prossimità dello squero difronte il Macello comunale il rovignese Giuseppe Rismondo apre un'altra fabbrica per l'iscatolamento e la conservazione del pesce.

1905 - I socialisti italiani, anche se in netta opposizione al partito liberale, si battono anch'essi contro la politica austriaca in termini irredentistici. "La Terra d' Istria" (1905-10), fondata da Gino Piva (1873-1946) sotto l'influsso di intellettuali socialisti istriani, tra cui il Lazzarini, Carlo Devescovi, Luigi Rismondo, è un giornale ben composto e impaginato che, guidato da Teseo Rossi, si batte per l'istituzione del Ginnasio italiano a Pola, polemizzando sia con "L'Idea Italiana" che " L' Indipendente" ed " Il Piccolo", che ritenevano inopportuna la sua istituzione proprio nella città in cui aveva base la Marina austro-ungarica.


1905 - Interno del Silurificio Whitehead di Fiume

27 agosto 1905 - da un'idea di Gino Sirola e Armando Hodnig (in seguito Odenigo) nasce, rispecchiendo sin nel nome ideali mazziniani, la Giovine Fiume. L'atto di nascità si terrà al Teatro Talia e radunerà oltre ai due giovani promotori altri 22 membri: Alberto ed Arnaldo Allazeta, Antonio Bellini, Arturo Chiopris, Giusto Cosautta, Luigi Cussar, Marco De Santi, Luigi Farcich, Vittorio Farina, Oscar Ferlan, Gino Flaibani, Pietro Iuricich, Paolo Maggini, Nicolò Marceglia, Miro Mittrovich, Giuseppe Pasquali, Mario Petris, Marino Resti, Carlo Russi, Mario Scaglia, Mario Serdoz ed Antonio Tandler.

5 ottobre 1905 - si esegue per la prima volta l'Inno del Corpo Corale della città di Rovigno: parole del dott. Giorgio Devescovi e musica di Giulio Hermann.

1906 - inizia ad uscire il "Notiziario della Società dei Santi Cirillo e Metodio per l'Istria" organo dell'omonima Società con sede ad Abbazia.

1906 - il linguista Matteo Bartoli (Albona 1873 - Torino  1946) pubblica in due volumi ed in lingua tedesca, presso l'editore viennese Alfred Hölder, il suo studio sul dalmatico Das Dalmatische frutto della tesi  di laurea discussa all'Università di Vienna sotto la guida dell'illustre glottologo svizzero Wilhelm Meyer-Lübke (correlatore lo spalatino Adolfo Mussafia) ed avente come oggetto il veglioto raccolto dalla viva voce di Antonio Udina, praticamente l'ultimo parlante tale antico linguaggio.


1906 - viene inaugurata la Torretta dell'Ospizio marino di Rovigno che verrà intitolata a Karl Lüger, sindaco di Vienna dal 1897 al 1910.


Karl Lüge
(1844 – 1910)

1906 - in quell'anno escono il " Mladi lstran " (1906-08) che si rivolgeva ai giovani della costa liburnica, e la " Narodna Prosvjeta " (1906-1914) di Pisino, una rivista di cultura rivolta al mondo della scuola ma anche arma efficace di propaganda politica.

febbraio 1906 - si modifica il sistema elettorale per l'elezione della camera elettiva del parlamento di Vienna concedendo il suffragio universale per tutti i cittadini maschi maggiorenni, ovvero che abbia compito il 24° anno d'età. 

aprile 1906 - un comitato di signore fiumane, raccolti i fondi necesari grazie ad una colletta fra tutte le donne della città liburnica, offriva al Municipio il suo emblema storico. l'Aquila fiumana, accompagnandolo con queste parole. "Desideriamo che l'emblema civico rioccupi il suo posto e dall'alto di quello storico nostro edificio ricordo ognora ai fiumani l'amore ed il culto del natìo luogo".


27 maggio 1906 - a Pirano si tiene il decimo Congresso della Lega Nazionale:

                  


"Si noti l‘aquila - simboleggiante l‘italianità - la quale fra i propri artigli stringe dei nastri con i nomi di Gorizia, Istria, Trento e Trieste. Il cartiglio con la scritta “Dalmazia“ è strappato e una parte di esso sta sotto la zampa dell‘orso bianco, simboleggiante - classicamente - i popoli slavi. Evidente anche l‘altro messaggio: il padre Dante guarda da ovest verso le terre orientali, mentre l‘orso proviene da est, a simboleggiare la “recente“ immigrazione dei popoli slavi nelle terre dalmate". La seconda cartolina richiama il retaggio della Serenissima con il Leone di San Marco in primo piano e col mare di Pirano solcato da venete galee. (cartoline e commento dal sito www.istriadalmaziacards.com)



Fritz Richard Schaudinn
(Roseningken 19/9/1871 - Amburgo 22/6/1906)

22 giugno 1906 - muore ad Amburgo Fritz Richard Schaudinn il primo direttore dell'Acquario di Rovigno, ovvero della "Zoologische Station des Berliner Aquariums" che nel 1905 aveva scoperto l'agente provocatore della sifilide, la spirocheta pallida, morendo a soli 35 anni proprio a causa di quei germi patogeni di cui aveva sperimentato su di sè gli esiti fatali. Alla direzione dell'Acquario gli successe il parassitologo Stanislaus Joseph Mathias von Prowazeck, il quale diede un ampio contributo allo studio dei protozoi e negli anni dal 1907 al 1911 compì col piroscafo della Stazione, il Rudolph Virchov, tre crociere nell'Adriatico, raccogliendo un ricchissimo materiale, base in seguito per molti altri studiosi.


Prowazek Stanislaus Joseph Mathias
(1875-1915)

luglio 1906 - la linea ferrovaria Wochein - Caravanche -Tauri e del Pyhrn collega il porto di Trieste al centro Europa.

6 settembre 1906
- su Il Piccolo di Trieste Anno XXV n.° 9001 appare un ampio servizio che relaziona degli scontri avvenuti nei giorni precedenti a Fiume causato da un gruppo di 600 atleti croati e cechi che, di passaggio a Fiume, avevano inscenato una manifestazione nazionalista sfoderando 7 bandiere croate e marciando sulla città al grido di "Viva Fiume croata" e "Questa è Croazia". Il cordone di polizia che doveva evitare la manifestazione non autorizzato venne travolto e ci furono aspri scontri con gruppi di giovani fiumani ma i manifestanti riuscirono a riversarsi ugualmente in città, aiutati anche da filo-croati e elementi croati di Sussak e dintorni, devastando i caffè Europa e il Centrale ma, alla fine ebbero la peggio, visto che i fiumani li respinsero e costrinsero molti di loro a rifugiarsi nel ristorante Al Tirolese, locale frequentato da croati. Alla fine raccolti i feriti se ne tornarono a casa loro inbarcati su due navi. Distruzioni e vandalismi su tutto ciò che era italiano si ebbe anche a Sussak dove, tra le altre, venne devastata la villa del podestà di Fiume, Francesco Vio.

ottobre 1906
- a Rovigno viene costituita la Società di Distillazione e industrie chimiche Ampelea. Nasce dalla fusione di alcune delle principali distillerie istriane: Marchesi di Dignano, Vianelli e Retti di Rovigno, Manzutto di Umago e la Stock di Trieste (Carlo Camis in quell'anno si era ritirato dagli affari lasciando al solo Lionello Stock la conduzione della ditta), diventando ben presto uno dei principali complessi industriali di Rovigno che darà lavoro a più di 450 operai. Aveva impianti modernissimi, si riforniva di vinacce da tutta l'Istria e dalle Puglie, che vi giungevano, in botti, trasportate dal piroscafo sociale, ex Fram ribattezzato Ampelea: una decauville elettrica, trenino a scartamento ridotto, trasportava poi le botti dal porto di Valdibora allo stabilimento ove, oltre ai vari tipi di distillati tra cui la famosa Grappa Ampelea, come sottoprodotto vi si produceva anche il cremor di tartaro (tartrato acido di potassio).


Palazzina, uffici, entrata principale dell'Ampelea

la torre, edificata nel 1907, conteneva l'impianto di
distillazione che otteneva alcool sino a 92°

Il complesso era dotato di un proprio impianto elettrico, che contribuiva inoltre a azionare le pompe idrauliche di un piccolo acquedotto impiegato per il raffreddamento di condensa nel processo di distillazione, che dal 1909 circa erogava l'acqua alla popolazione ed alimentava la pubblica fontanella posta nei pressi del Teatro Gandusio, l'attuale Piazza del Mercato


La fontanella dell'Ampelea

25 novembre 1906
- viene inaugurata e benedetta, nel nuovo cimitero di Rovigno alle Laste, la cappella mortuaria dedicata al Redentore, con la seguente iscrizione tombale posta davanti al suo ingresso:

HEIC
 RESURECTIONEM MORTUORUM
EXPECTANT
SACERDOTES ET REGULARES
 RUBINENSES
PRECES VIVORUM
POSTULANTES.

1° dicembre 1906
- dopo un intenso lavoro di propaganda e la nomina di corrispondenti in Istria e in Dalmazia, esce a Pola "L' Eco dell' Adriatico", quotidiano radicale diretto con entusiasmo e fortuna da Teseo Rossi, essendone redattori Gino Piva e Oda Montanari. Memorabile il numero in morte del Carducci, che apparve listato a lutto e venne affisso sui muri della città  da un gruppo di studenti: gli operai dell'Arsenale scioperarono in segno di lutto e il Consiglio comunale votò d'urgenza il nome di Giosuè Carducci per la via di Circonvallazione, cui gli elementi austriacanti avevano tentato più volte di imporre il nome di Corso Francesco Giuseppe. L' Eco dell' Adriatico cessò poco dopo, per divieto della Polizia, quando aveva già  raggiunto per la bontà  dei suoi servizi e lo spirito irredentista che l'animava, una considerevole tiratura.

5 dicembre 1906
- muore il podestà in carica di Rovigno, Giorgio Candussi Giardi, di anni 43. In quella data si tiene a Rovigno la conferenza sulla "Rivoluzione russa dopo la sconfitta militare zarista a Port Arthur contro i giapponesi nel 1905" da parte di Angelica Balabanoff al Teatro Comunale; mentre Maria Cabrini, della commissione nazionale femminile del PSI, tiene una conferenza sul tema "La donna e il socialismo"


Angelica Balabanoff
1878-1965


1907 - a causa di un violento incendio brucia a Rovigno il Mulino Istriano che era stato inaugurato soltanto sette anni prima.


Il Mulino Istriano

1907
- all'Università di Gratz scoppiano dei violenti scontri, con feriti d'ambe le parti, tra gli studenti dei territori italiani soggetti all'Austria e gli studenti germanofoni. La motivazione degli scontri nasce dalla richiesta degli studenti italiani di istituire una facoltà in italiano. Nella "lotta accesa fra i due campi l'uno contro l'altro armati, volarono, cappelli, bastoni e vesti" e finita la battaglia "gli studenti italiani mossero a due a due in lunghe file alla volta del palazzo della luogotenenza cantandom l'inno dei lavoratori" brani tratti dalle Memorie inutili di Antonio Ive, allora professore all'università di Gratz, che venne coinvolto indirettamente negli scontri tanto che la sua casa, come svrive lui stesso, era "diventata una specie di ospedale di campo".

1907 - per la prima volta viene introdotto il diritto di voto esteso a tutti i cittadini maschi di età superiore ai 24 anni.

1907 - viene fondata l'Organizzazione Nazionale Operaia Slovena la Narodna delavska organizacija (NDO) che accentua il carattere nazionalista ed individua nell'italiano in quanto tale il nemico da combattere e nei socialdemocratici i traditori della causa nazionale slovena.

1907 - a Trieste viene fondato il Museo Commerciale sia a scopi consultivi che educativi.

1907 - il Concorso della canzonetta rovignese indetto dalla Società Filarmonica Popolare di Rovigno vede vincitrice la canzone "La batana" che in seguito divenne il vero inno dei rovignesi (conosciuto anche come La viecia batana) testo di Giorgio Devescovi, musica di Amedeo Zecchi. In quella edizione venne premiata un'altra canzone storica: "Li muriede ruvignise" musica del maestro Giuseppe Peitler direttore della Banda musicale di Rovigno e versi, con spunti patriottici, di Alvise Rismondo.


La Banda musicale di Rovigno

6 aprile 1907 - esce il primo numero del giornale Giovine Fiume organo dell'omonimo circolo.

27 giugno 1907
- viene posto sulla Torre dell'Orologio il leone marciano che adornava il Porton del Ponte abbattuto nel 1843 che sino ad allora era stato lasciato in abbandono per 67 anni nel cortile nella chiesetta di S. Martino.

agosto 1907
- viene redatta la "Pianta del Comune di Rovigno con topotesia di contrade e località, chiese, laghi ecc. - Rovigno Agosto 1907 Pietro Benussi - Moro perito agrimensore" .

29 agosto 1907 - sul giornale rovignese l'Idea italiana viene pubblicato un semplice trafiletto in cui si annunciava la prossima costituzione di un Club Nautico a Rovigno:

Club nautico Arupinum
Con questo nome sta per costituirsi
nella   città   nostra  una   Società   di
canottieri , la  quale  promette di  pro-
sperare , perchè  si appoggia  su basi
finanziarie   già  adesso   abbastanza
forti.    Ecco una  Società  che  sarà
vista  con  simpatia e  appoggiata  da
quanti, innamorati dal progresso, com-
prendono l ' importanza  che  la  gio-
ventù   nostra  cresca  anche   fisica-
mente robusta , epperciò  meglio  al-
lenata alle lotte della vita civile.

17 settembre 1907 - viene finalmente approvato la statuto del Club Nautico ARUPINUM. Con sede in Valdibora nell'ex casa Hauske, un boemo che aveva costruito un cementificio nel rovignese, la cui casa era passata però alla ricca famiglia Vianelli (Distilleria Vianelli & Retti). Il comitato promotore era composto dall'avv. Vittorio Depiera, Federico (Feo) Savini, Pietro Benussi, Adelmo Calò e Pietro Romano Ive.


Atleti e dirigenti dell'Arupinum
davanti casa Hauske

15 novembre 1907 -  durante una lezione dell'Università Popolare di Trieste di Giuseppe Lesca, noto letterato e dantista, fu proibita dal commissario governativo austrungarico la lettura di uno squarcio patriottico del Carducci; "recitata ancora una sua poesia, il Lesca smise mentre il pubblico sfollava al canto dell'inno di Garibaldi".

23 novembre 1907 - esce "La Lanterna" giornale bimensile di proprietà del dott. Tomaso Bembo, diretto da Matteo Millich stampato a Rovigno dalla tipografia Coana. La redazione aveva gli uffici in via Val di Bora al n.ro 28. Le pubblicazioni dureranno sino al 12 dicembre 1908.


1908 - istituzione a Rovigno di una vettura a servizio pubblico con sede davanti al Caffè Restaurant al Municipio, era il primo taxi. In quell'anno la maestra Delich tenne una conferenza sul tema "Socialismo e religione" e Giuseppina Martinuzzi sul tema "Il socialismo di fronte alla morale".

1908 - a Lussinpiccolo esce il coraggioso " Quarnero " (1908-9), più volte ammonito dalla Polizia e infine sospeso; ne era proprietario Pietro Straulino e redattori principali l'ing. Mario Battistella triestino ed il maestro polese Rodolfo Coreni.

1908 - a Capodistria esce il volumetto "RIME E RITMI del Popolo istriano" di Francesco Babudri, opera che raccoglie canti e filastrocche del folclore istriano-veneto.


1908 - viene edita a Lubiana la novella "Veli Jose". La favola del gigante croato che abitava - come i suoi avi ed i suoi simili - il bosco di Montona, era stata scritta da Vladimir Nazor nel 1907. Jose e la sua gente tentavano di ribellarsi alla secolare schiavitù dei mlecići (veneziani) riconquistando la terra-madre. Una testimonianza come lo scontro tra la cultura italiana delle città istriane e la nascente coscienza del contado slavo stava innescando quello scontro sociale che il fascismo prima ed il comunismo dopo portarono all'estreme conseguenze.


            illustrazione di Sasa Santel

1908 - a Vienna per i tipi di Franz Deuticke viene edita la fondamentale "Theorie der Prämiengeschäft" ovvero la teoria sui premi di opzione in cui il prof. Vincenzo Bronzin elabora una formula finanziaria per valutare l'acquisto di fondi azionari a scadenza successiva. Formula che, ri-scoperta da Fisher Blach, Myron Scholes e Robert Merton molti anni dopo, fruttò agli ultimi due il Nobel  nel 1997 (Fisher Black era morto due anni prima).


(Rovigno 1972-Trieste 1970)

1908 - a Rovigno i fratelli Rieger costruiscono il nuovo organo per la chiesa del convento di San Francesco.

1908
- il cavaliere Johann Georg Ritter von Hütterodt pubblica un volumetto in cui illustra il suo progetto per la creazione nel territorio di Rovigno di una stazione climatico-balneare "Cap Aureo". Il suo intento, e quello del conte Milewski, era quello di far di Rovigno una località turistica per l'elite aristocratica delle mittle-europa sul modello di Abbazia. Il progetto prevedeva la sistemazione di un'ampia zona della costa rovignese da Monte Mulini, Montauro e Punta Corrente con parchi, viali alberati, prati, punti di ristoro, impianti sportivi oltre alla costruzione di 3 alberghi (1 a Monte Mulini e 2 a Punta Corrente), con la costruzione di una struttura balneare in Cul de Lone e la ristrutturazione dell'ex bagno Brunetti.



gennaio 1908
- Il Comitato dei pubblici festeggiamente indice un concorso pubblico con lo scopo di "dare nuova vita alla tradizione dei canti rovignesi popolari, che da parecchio tempo era interrotta e di creare nuovi documenti del dialetto rovignese tanto interessante specialmente per gli studiosi". In quell'anno il Comitato decise di rivitalizzare la tradizione carnevalesca rovignese organizzando balli mascherati, concorso di carri, ecc ecc.

24 gennaio 1908 - la Luogotenenza di Trieste prende atto della neo-erigenda associazione femminile Cuore e Pensiero con sede a Rovigno.

25 febbraio 1908
- gran ballo a Rovigno organizzato dalla neo costituita Associazione femminile "Cuore e Pensiero".

27 febbraio 1908 - grande fiaccolata a Rovigno con sorprese e gran ballo finale con la partecipazione della banda Filarmonica.

29 febbraio 1908 - nel corso dei festeggiamenti del carnevale a Rovigno vi è il gran ballo pro Lega Nazionale, definito festa trionfale dell'italianità.


Cartolina della Lega Nazionale:
Non sbigottir ch'io vinverò la pruova.

1° marzo 1908 - il Corpo corale cittadino esegue le tre canzoni risultate vincitrici del concorso indetto dal Comitato dei pubblici festeggiamenti per il Carnevale di Rovigno. Risulteranno vincitrici tre canzoni che, in particolare le prime due, segneranno la vita della città: "La Batana" di Giorgio Devescovi e Amedo Zecchi; "Li Tabacheine" del maestro Carlo Fabretto e "I nostri veci". La premiazione ufficiale, tra l'entusiamo dei cittadini, avverrà il giorno dopo.

25 marzo 1908 - a Rovigno viene riesumata un'antica festa popolare che stava cadendo in disuso: "Seghemo la Viecia". Al teatro comunale ebbe luogo un dibattimento con tanti di procuratore di stato ed avvocato difensore, contro la povera "Viecia" accusata di stregoneria e di ogni nefandezza; processo conclusosi con  l'inevitabile condanna ed assere segata viva. La condanna venne eseguita in località Terre Rosse dove un grande fantoccio rappresentante la Vecchia venne segato in due mentre dal corpo fuoriscivano una gran quantità di frutta e dolciumi. La manifestazione si concluse con l'esecuzione delle tre canzoni risultate vincitrici del concorso indetto dal Comitato promotore dei festeggiamenti che entreranno, specialmente le ultime due, nel bagaglio culturale rovignese: "I nostri vieci"; "Li Tabacheine" e dulcis in fundo "La Batana" che diverrà il vero inno distintivo del popolo rovignese.

4 aprile 1908 - giunge a Rovigno un presidio militare composto da 300-400 Cacciatori ungheresi. Tale presidio rimase a Rovigno sino allo scoppio della guerra nel 1914.


la Banda di Rovigno - 29 giugno 1908

30 luglio 1908 - l'i.r. Luogotenenza di Trieste dispone lo scioglimento della « Giovine Pola ».


Il Libretto dell'Opera "Nozze Istriane"

30 agosto 1908 - il partito Liberale (Nazionale) organizza la festa del Boschetto a Rovigno in contemporanea ad un'altra festa organizzata dal partito Clericale (Filo dinastico) che si teneva sempre a Rovigno nel Circolo Cattolico in via san Francesco. La contemporanea presenza a Rovigno  delle due contrapposte fazioni si accese quando il gruppo dei clericali dignanesi si recò alla stazione per rientrare in città accompagnato dalla banda passando nei presso del Boschetto. Dopo un primo scambio d'insulti d'ambo le parti si passò a vie di fatto con l'esplosione di alcuni colpi di pistola. Il risultato fu che ci scappò il morto con vari feriti. La così detta "Battaglia del Boschetto" venne interrotta dal provvidenziale arrivo proprio dei soldati ungheresi di presidio a Rovigno. La cosa ebbe strasichi in tribunale con esito infausto per il partito clericale i così detti Neri filo dinastici. Il partito clericale era denominato dei Neri ed aveva una sua associazione i Veterani con divisa para militare, distintivi militari austriaci e cappello piumato un pò come gli Scützen tirolesi. Avevano una loro banda ed organizzavano marce para militari che suscitavano l'ilarità dei rovignesi. Il partito dei Neri a Rovigno non ebbe mai la maggioranza essendo sempre sconfitti dai Liberal-nazionali, i così detti Bianchi di chiari sentimenti irredentisti.


Rovigno: viene inaugurata la Scala di Monte Mulini

27 aprile 1909  - l'Austria, col decreto di Richard von Bienerth (Verona 1863 -Vienna 1918), primo ministro austriaco dal 1908 al 1911, abolisce l'uso della lingua italiana in Dalmazia dai pubblici uffici.

8 maggio 1909 - avviene l'inaugurazione del 2° padiglione dell'Ospizio Marino, costruito con il contributo fattivo della città di Vienna e del suo sindaco Karl Lüger


alla cerimonia una nutrita rappresentanza di autorità cittadine rovignesi e viennesi  come si può vedere in questa cartolina che riprende proprio un momento della cerimonia inaugurale. Al centro campeggia una figura matronale che invece dell'arciduchessa Maria Teresa a cui l'Ospizio era intitolato nel 1888, sembra poter essere Sophie Chotek (1868-1914), la sfortunata moglie morganatica dell'arciduca Francesco Ferdinando:


alla direzione dell'intero complesso venne posto un giovane e valente primario chersino il dott. Enoch Zadro (Cherso 1876 - Bolzano 1950) che lo diresse con maestria, dal 1909 al 1947, raggiungendo una meritata fama in tutta l'Istria e oltre. In tale anno viene compita anche la bella scalinata di Monte Mulini.


il dott. Enoch Zadro durante una operazione.

7 luglio 1909  - l'Istituto di Credito del Margraviato d'Istria emette una obbligazione per 10 mila corone.


1909 - viene fondara la biblioteca croata di Pola che verrà incendiata nel 1920 col Narodni Dom a seguito dei turbolenti avvenimenti di Spalato e Trieste. I il gradese Biagio Marin prende la maturità al Liceo di Pisino. Dei tre anni di permanenza al liceo istriano il grande poeta ricorderà come ".. le cose  che non si dovevano dire e fare in iscuola, erano infinite, ed erano precisamente quelle  che più  ci interessavano (....) Bisognava controllarsi, castrarsi essere insomma austriaci. senza Dio, senza nazione, senza pensiero, che non fosse il Dio degli Asburgo, la nazione degli Asburgo, il pensiero degli Asburgo"


Rovigno - fiera a Val di Bora 1909

1909 - Hermam Bahr (1863-1934) scrittore e saggista, austriaco di nascita ma berlinese di adozione, compie in quell'anno un viaggio lungo la costa dell'Adriatico orientale le cui impressioni sulle città e le popolazioni dalmate riporterà nel volume "Viaggio in Dalmazia" che "volle essere anche un'inchiesta su cosa significasse l'Austria e l'Impero in quella sua lontana provincia" Il libro venne pubblicato a Berlino per i tipi della Fisher Verlag.



Copertina della riedizione fatta a Trieste nel 1996

MGSPress - prefazione di P.Matvejevic

1910 - viene pubblicato a Vienna per i tipi di Gerlach & Wiedling il libro "Das Erzherzogin-Maria-Theresia-Seehospiz der Stadt Wien in San Pelagio-Rovigno. Zur Erinnerung an die in den Jahren 1907 bis 1909 durch die Gemeinde Wien erfolgte Ausgestaltung desseben" in memoria dell'ampliamento dell'Ospizio Marino effettuato dal 1907 al 1909 a cura della Città di Vienna.

1910 - l'Aquario di Rovigno passa alle dipendenze della "Kaiser Wilhelm Gesellschaft zur Forderung der Wissenschaften", ovverossia della "Società Imperatore Guglielmo per il Progresso delle Scienze". Il che comportò un ampliamento sia delle strutture che delle strumentazioni scientifiche tanto che si sarebbe ben presto portato allo stesso livello della Stazione Zoologica di Napoli, se lo scoppio della prima guerra mondiale non fosse venuto ad interromperne lo sviluppo.Â
§


l'Aquarium di Rovigno

1910 - la Città di Rovigno indice il concorso per la nomina del comandante dei vigili del fuoco. Il concorso verrà vinto da Ugo Weiglein, figlio del comandante dei pompieri di Trieste.

1910 - per l'Ospizio Marino della la Città di Rovigno viene costruito un piccolo organo di autore ignoto.

1910 - il capitano di stato maggiore Eugenio Barbarich (Pasiano 1863 - Torino 1931)  pubblica il libro La Campagna del 1796 in Veneto., interessante opera che esamina da competente militare qual era, lo stato dell'armata veneta in quel frangente e fa una cronaca dettagliata dei suoi ultimi giorni.


1910 - per i tipi della tipografia di Gaetano Coana di Parenzo vengono pubblicate le

CRONICHE DI ROVIGNO
dal 1760 al 1806
scritte dal medico
PIER'ANTONIO BIANCINI
e pubblicate con note ed aggiunte da
B. Dott. BENUSSI

1910 - carta etno-linguistica dell'Istria secondo il censimento del 1910 da "Karty etniceskoj struktury Juliskoy krajny 1946" e quindi di fonte slava dalla quale si evince che l'area di Rovigno era al 100%  italiana (veneta-istriota):


secondo il suddetto censimento austriaco, basato sulla lingua d'uso, in Dalmazia vi erano 610.000 Slavi e 17.900 Italiani (11.600 a Zara, 2.357 a Spalato, 444 a Curzola, 265 a Brazza, 586 a Lesina, 149 ad Arbe, 968 a Sebenico, 526 a Ragusa, 538 a Cattaro e altri piccoli gruppi sparsi). A Fiume, censita a parte, risultavano 25.600 Italiani, 26.600 Slavi (suddivisi tra croati, sloveni e serbi) e 6.000 Ungheresi. Se si tiene conto che solamente 45 anni prima il censimento austriaco in Dalmazia dava 384.180 dalmati slavi (croati e serbi) e 55.000 dalmati italiani ci si può rendere conto come la pressante opera di slavizzazione, favorita anche dall'Austria, avesse prodotto quel fenomeno di assimilazione forzosa di gran parte di quella comunità dalmata storicamente venetofona a seguito in particolare della politica scolastica filo-slava iniziata nel lontano 1870. Non si spiega altrimenti la crescita vertiginosa dei dalmati slavi contro il corrispondente calo dei dalmati italiani i quali da una consistente minoranza di quasi il 13% passano a poco meno del 3% della popolazione.

6 aprile 1910
- esce a Trieste per iniziativa di Michele Depangher (Capodistria 1865 - 1924) - versatile figura di medico, letterato e giornalista - la rivista Fiamma  periodico di lettere e varietà.



29 maggio 1910 - muore il cavaliere Giovanni Giorgio de Hütterott giunto a Rovigno nel 1890 da Trieste come "ritter Johann Georg Ritter von Hütterodt": erano bastati due decenni di permanenza a Rovigno per italianizzare il titolo (Ritter in Cavaliere) il predicato nobiliare (von in de), il nome (Johann Georg in Giovanni Giorgio) e, parzialmente, il cognome (Hütterodt in Hütterott) e questo in un periodo in cui Rovigno era pienamente sotto l'Impero Austro Ungarico.

§
maggio-settembre 1910 - a Capodistria si tiene la Prima Esposizione Provinciale Istriana - con sezioni internazionali.

                  
Cartolina dedicata alla Prima Esposizione Istriana
Capodistria - Arte Antica - (da I.F.Q.D.)


in occasione  dell'esposizione viene indetto una gara tra le bande musicali istriane in cui partecipò il complesso bandistico della Società Filarmonica rovignese, così come ci furono delle gare di canottaggio a cui parteciparono anche i rovignesi del nuovo Club Arupinum con risultati non disprezzabili ottenendo il Diploma medaglia d'argento. Nell'Esposizione spiccava una sezione dedicata alle attività marittime che riscosse tanto successo da stimolare la costituzione di un mostra permanente che riunisse il materiale reso disponibile dopo la chiusura dell'esposizione istriana. Così nell'ottoibre 1911 si costituì a trieste l'Esposizione Marittim Permanente che venne ufficialmente inaugurata il 4 novembre successivo. Per l'occasione la rivista "Pagine Istriane" pubblicò un fascicolo straordinario di quasi 100 pagine presso la tipografia di carlo Priora di Capodistria.


1910 - Commemorativo del viaggio Cina-Giappone
sulla S.M.S. Kaiser Franz Joseph

del marinaio rovignese Rocco Massarotto

1° giugno 1910 - viene istituito a Rovigno un Commissariato di Polizia.

19 settembre 1910 - sla Luogotenenza prende atto della costituzione della "Società d'abbellimento per la città di Rovigno"

22 ottobre 1910
- l'Ufficio parrocchiale di Rovigno a firma dal parroco di Rovigno, mons. F. Rocco, invia una domanda alla Luogontenenza di Trieste richiedendo l'insediamento della nuova Associazione Salesiana: "In questa città si sente sommo il bisogno di tale istituzione, ancorchè per le speciali condizioni della città, composta in gran parte di agricoltori, pescatori, operai ed operaie, specialmente addetti all'i.r. Fabbrica  Tabacchi, i ragazzi, privi della vigilanza dei genitori, crescono digiuni d'ogni principio di sana educazione, insubordinati, insolenti e corrotti".



7 novembre 1910 - sul n.8 del periodico Fiamma appare un interessante articolo intitolato "liberalismo italiano e slavismo" in cui tra l'altro si dice "Gli slavi ci hanno dimostrato più volte di essere anzitutto slavi e lasciano a noi il lusso del liberalismo. del socialismo e di tutti gli ismi immaginabili e, se la loro marcia trova facile terreno, ciò dipende anzitutto dalla loro ammirabile concordia e dalla nostra vituperevole discordia. Errare humanum est e se i nostri predecessori hanno errato, di fronte al pericolo ognor crescente a cui va incontro la nazionalità nostra, urge mutar politica".

3 dicembre 1910
- le competenti autorità approvono lo statuto dell'Associazione Salesiana di Rovigno.

8-15 dicembre 1910
- esce un numero doppio speciale della rivista "La Voce" di Prezzolini completamente dedicato al problema dell'irredentismo adriatico. Tra gli interventi è significativo quello del triestino Scipio Slataper "L'Irredentismo. Oggi" in cui, al di là di ogni motivazione sentimentale, sosteneva la necessità per Trieste di rimanere nell'ambito economico dell'Impero austrungarico e del suo retroterra danubiano, sconsigliando un'annessione al Regno d'Italia anche per la difficoltà d'assimilizione dell'elemento slavo della Giulia.

31 dicembre 1910 - secondo il censimento austriaco all'epoca la popolazione istriana contava 385.987 abitanti.

1911 - ad opera di Pio Riego Gambini (Capodistria 1893 - Podgora 1915), viene fondato il Fascio Giovanile Istriano, comitato giovanile democratico sociale avente scopi patriottici e culturali.

1911 - il circolo femminile "Cuore e pensiero" costituito a Rovigno su impulso del maestro Carlo Prezt, fervente repubblicano, si dedica alla causa dell'emancipazione femminile. Il circolo raccolse ben presto un gran numero di fanciulle della media borgesia rovignese, ma anche sartine ed operaie ed era dotato di una propria biblioteca. Oltre che ad organizzare convegni e conferenze sull'emancipazione femminile e sulle idee repubblicani il Circolo tra i rovignesi era famoso per i balli che le fanciulle organizzavano. Iin quell'epoca a Rovigno era operante anche il Circolo di Cultura Giuseppe Mazzini, di chiari intenti irredentisti-risorgimentali, con propria biblioteca che avrà vita almeno sino al 1924:
 


1911 - esce il volume "Istituti Scolastici della Lega Nazionale" a cura dell'omonimo sodalizio. Il volumetto viene stampato presso la Legatoria Pippan & Bortuzzo di Trieste. Formato in 8º oblungo, con 41 tavole a colori che raffigurano gli Istituti della Lega Nazionale nella Venezia Giulia illustrati da pittori quali Sencig, Flumiani, Orell, Goyon, Parin, Croatto, Grimani, Wostry; alla fine 3 carte geografiche con la sezione Adriatica, Tridentina e Dalmata.



Dalla prefazione di Riccardo Pitteri: "Sciolta nel 1890 dall'autorità  l'associazione «Pro Patria», sorse nel 1891 la «Lega Nazionale», federazione delle cinque provincie italiane dell'Austria, Trentino, Trieste, Istria, Friuli e Dalmazia, per la tutela della lingua e della civiltà in esse da venti secoli italiche. Le Direzioni della Sezione Tridentina, della Sezione Adriatica e il consiglio direttivo della Dalmazia svolgono azione amministrativa e scolastica nelle proprie regioni, guidando e concentrando l'opera dei vari gruppi locali, e fanno capo nella Direzione Centrale, la quale ha sede alternata in Trento e in Trieste, e costituisce la persona giuridica della Società. La Lega Nazionale, giunta al suo primo decennio nell'anno 1901, presentò all'attivo del bilancio comune le seguenti cifre: istituti scolastici (scuole popolari e asili d'infanzia) propri 21, sovvenuti 8, gruppi locali 131, soci 24.000, stato patrimoniale corone 400.000. Oggi, compiendo vent'anni d'esistenza, essa ha: istituti scolastici propri 74, con il Convitto Nicolò Tommaseo in Zara e il ricreatorio di San Giacomo in Trieste, sovvenuti 136, biblioteche sociali 153, studenti sussidiati alle scuole magistrali, Università dello Stato e Istituto Superiore di Firenze 250, con annua spesa di 14.000 corone, gruppi locali 177, soci 40.000, stato patrimoniale un milione di corone. Questa ascensione proviene dal sentimento del dovere, dalla gara di sacrificio, dalla mirabile concordia degli italiani delle cinque provincie, i quali della Lega Nazionale sentono e sanno la possente virtù d'attrazione, che tutti li ricongiunge in un centro di patria carità, e dissolvendo ogni temperanza di colore politico, ogni dissidio di fazione, ogni disparità di classe, ogni antagonismo di campanile, ogni preminenza di concetti e di metodi, gli affratella fuori dei partiti, unificandoli nel loro carattere nazionale. Imperocchè la Lega, per suo saggio fermo volere, aliena da qualsiasi atto od intendimento politico palese o recondito, non è che la leale e legittima custoditrice della nostra favella piena di forza e di soavità. Sorretta da impronta di natura e da confermazione di codici, essa inalza i baluardi pacifici dell'istruzione e della civiltà là dove son chiesti; non gli impone nè gli offre, ma soddisfa ai desideri delle popolazioni, che accertando la frequentazione massima e la necessità educativa, gli invocano. Da troppe parti avversata, da nessuna parte soccorsa, la Lega procede secura nel suo ufficio con moderazione e dignità civile per la coscienza nel diritto, cui le leggi sanciscono e la giustizia etnicamente ed eticamente protegge. Come madre avveduta e prudente, non lusinga con promesse nè con minaccie costringe, ma con semplicità e sincerità convince. Da essa non è mai uscita una sola parola di odio, e sono uscite sempre mille parole d'amore; però domanda ed ha da tutti i buoni fiducia incrollabile ed entusiasmo infinito di affetto. Così avesse dai tristi, prima dello sterile astio che ingiuria, l'equa ragione che giudica!".

10 marzo 1911 - viene costituito a Rovigno il club ciclistico "Forti e Veloci"

25 marzo 1911- esce a Pola « La Fiamma » settimanale il cui editore e redattore responsabile è Giuseppe Benassich, il direttore Rinaldo Rinaldi (in seguito Carlo Corenich)

1911
- La lotta nazionale sempre più dura e il radicalizzarsi dei partiti nel primo novecento trovano espressione in nuovi organi di stampa. Breve ma ardente la vita de " La Fiamma " (1911-12), diretta dal giovane poeta Renato Rinaldi (1889-1914), con la collaborazione del vecchio patriota Felice Glezer, di Antonio De Berti e Giovanni Pesante. Il combattivo foglio politico-letterario attaccò coraggiosamente e intrepido si difese dagli avversari e dalla pesante censura, avendo " in cima a tutto la difesa della nazionalità  italiana, l'educazione al culto della patria, un partito di fiera resistenza tenace al governo che ci vuole nazionalmente morti, di lotta senza tregua al partito slavo nostro inconciliabile nemico ". « »« »

1° maggio 1911 - esce a Pola  «L'Istria socialista » organo dei socialisti istriani.

1911 - questa è la voce dedicata a Rovigno dall'Enciclopedia Britannica del 1911 che fotografa perfettamente la situazione della città agli inzi del XX secolo:

ROVIGNO, a seaport of Austria, in Istria, 75 m. S. of Trieste by rail. Pop. (1900) 10,205, mostly Italian. It is situated on the west coast of Istria, and possesses an interesting cathedral, built on the summit of the promontory Monte di Sant' Eufemia. Its campanile, built after the model of the famous campanile in Venice, is crowned with a bronze statue of St Eufemia, the patron saint of the town, whose remains are preserved in the church. It contains a station of the Berlin Aquarium, with a fine collection of the fauna of the Adriatic Sea. In the neighbourhood are vineyards, which produce the best wine in Istria, and olive gardens, while its hazel-nuts are reputed the finest in the world. Rovigno is the principal centre of the Austrian tunny and sardine fishery. The industries, in addition to shipbuilding and the preservation of fish, include the manufacture of tobacco, cement, macaroni and similar preparations, and flour. There is an active export trade. Its inhabitants are renowned seamen. Rovigno is the ancient Arupenum or Rubinum, and according to tradition it was originally built on an island, Cissa by name, which disappeared during the earthquakes about 737. Rovigno passed definitively into the hands of the Venetians in 1330, and it remained true to the republic till the treaty of Campo Formio (1797). (Traduzione)


Cartina dell'Impero Austro-Ungarico nel 1911

Così la stessa Enciclopedia Britannica descriverà la "Costa austriaca": Austria has amongst all the great European countries the most continental character, in so far as its frontiers are mostly land-frontiers, only about one-tenth of them being coast-land. The Adriatic coast, which stretches for a distance of about moo m., is greatly indented. The Gulf of Trieste on the west, and the Gulf of Fiume or Quarnero on the east, include between them the peninsula of Istria, which has many sheltered bays. In the Gulf of Quarnero are the Quarnero islands, of which the most important are Cherso, Veglia and Lussin. The coast west of the mouth of the Isonzo is fringed by lagoons, and has the same character as the Venetian coast, while the Gulf of Trieste and the Istrian peninsula have a steep coast with many bays and safe harbours. The principal ports are Trieste, Capodistria, Pirano, Parenzo, Rovigno and Pola, the great naval harbour and arsenal of Austria. The coast of Dalmatia also possesses many safe bays, the principal being those of Zara, Cattaro and Ragusa, but in some places it is very steep and inaccessible. On the other hand a string of islands extends along this coast, which offer many safe and easily accessible places of anchorage to ships during the fierce winter gales which rage in the Adriatic. The principal are Pago, Pasman, Isola Lunga and Isola Incoronata, Brazza, Lesina, Curzola and Meleda.

14 luglio 1911 - la i.r. Luogotenenza ordina lo scioglimento della società « Vita Nuova » di Pirano.

1911 -
prospetto dei Pescatori e della Barche da pesca e delle reti a Rovigno, Isola (che agli inizi del secolo aveva strappato il primato a Rovigno) e la totalità dell'Istria:

DESCRIZIONE
ROVIGNO
%  ISOLA
%
TOT. ISTRIA
 Pescatori
600 

 900 

3172 
 Barche da pesca
138 

154 

963 
 Totale 1
738 
17,85
1.054 
25,49
  4.135 
 Tratte per sardelle
10 

-

22 
 Tonnare e poste poland


-

42 
 Agugliere


-

22 
 Tratte per pesca a fondo 


29 

115 
 Totale 2
31 
15,42
29 
14,43
201 
 Menaidi 129 

434 

  992 
 Poste per sardoni


1.008 

1.200 
 Poste per sardelle
531 

  300 

2.168 
Tramagli
854 

50 

4.449 
Altre poste 8.889 

12.620 

31.244 
 Totale 3 (reti da posta)
10.409 
25,99
14.412 
35,98
40.053 






T O T A L E Generale 11.178 
25,18
15.495 
34,91
44.389 

1° dicembre 1911 - a Pisino s'inaugura il teatro intitolato alla figura del patriota pisinota « Francesco Costantini ».

29 dicembre 1911 - muore a Parenzo il vescovo di Parenzo e Pola Giovanni Battista Flapp nato a Gorizia il 18 aprile 1845.

1912
- a Rovigno in un violento incendio brucia il biscottificio de Calò con annesso Mulino.

1912 - la Città di Rovigno acquista uniformi ed altre attrezzature per i vigili del fuoco.

1912
- a Firenze per i tipi della Libreria della Voce esce il libro del triestino Angelo Vivante "Irredentismo adriatico - contributo alla discussione sui rapporti austro-italiani" che provocarà forte reazioni da parte dei liberal-nazionali italiani per le sua presa di posizione in favore della permanenza del "Litorale" nell'ambito dell'impero austrungarico visto come garante di stabilità e benessere economico.

1912
- a Rovigno viene inaugurato l'Hotel Adriatico. In quell'anno venne a Rovigno Mayer, un ebreo triestino, (forse Teodoro il fondatore del Piccolo)  che adattò una grande sala situata a fianco dell'hotel attrezzandola con un proiettore "Pathe Paris 17973" da qui il nome di Cinema Parigi.

1912 - la " Hrvatska Skola " (1912-14) di Pisino riviste di cultura e di scuola, ma anche di propaganda politica.

1912 - a Rovigno viene aperto lo Spaccio di Consumo Alimentare della Cooperativa Operaia di Trieste, Istria e Venezia Giulia, più comunimente conosciuto dai rovignesi come Cooperativa Socialista.

agosto 1912 - ricevuti da Autorità e clero ed accolti da un arco di benvenuto posto sulla Piazza del laco giungono dall'Italia 2 Salesiani si insedieranno su di un fondo donato loro dalla vedova Ghira La presenza dei salesiani avrà una grande presa sulla gioventù rovignese visto che nel loro Oratorio torme di ragazzi oltre alla dottrina religiosa si dedicò al gioco del calcio, allora di gran moda anche grazie ai soldati ungheresi, al bigliardo, alla musica e alle recite della filodrammatica.

1912 - risale a tale anno o all'anno successivo l'inaugurazione della statua di Dante al Liceo Femminile di Pola in via Medolino. Un altro tributo al padre della lingua italiana vissuto con animo irredentista: 5 piccoli reggono gli stemmi di Trento, dell'Istria, di Trieste, di Gorizia-Gradisca e della Dalmazia.



1913 - assurge alla carica di vescovo della diocesi di Parenzo-Pola mons. Trifone Pederzolli da Cattaro.

1913 - esce il libro di James Baker,  Austria: Her people and their Homelands, illustrato da Donald Maxwell:


Donald Maxwell : Rovigno

1913 - a Venezia esce l'importante monografia Storia della città di Zara di Vitaliano Brunelli.


Adria Austellung 1913

1913 - a Rovigno in località Primi Terreni sorge ad opera del conte Korvin Milewski lo stabilimento balneare chiamato "Bagni Romani" o dai rovignesi anche "Bagni nuvi" visto che già nel 1902 vi sorgevano dei bagni pubblici in legno, uno stabilmento per gli uomini ed uno per le donne. Mentre in località S. Vito sorge l'oratorio salesiano che tanta parte avrà nell'educazione dei giovani rovignesi. Anche tale istituto era dotato di una ricca biblioteca.


3 marzo 1913 - sull'onda di alcuni terribili incendi che colpirono Rovigno (nel 1907 bruciò il Mulino Istriano e nel 1912 bruciò la fabbrica di biscotti e paste alimentari ed il mulino della famiglia de Calò) il Comune di Rovigno si era mosso per rafforzare il corpo dei pompieri. Risale a tale data la delibera che istituisce il Corpo dei Civici Vigili di Rovigno composto da 28 elementi:  un comandante, un sostituto comandante, due capi sezione, due capigruppo, 16 pompieri e 6 praticanti, impiegati per il territorio della città di Rovigno per un aggravio annuo sulle pubbliche casse di 3.384 corone solamente per gli stipendi. Il comandante sarà quell'Ugo Weiglein, che era risultato vincitore del concorso indetto dal Comune nel 1910, che in seguito modificherà il cognome in Vigliani.



1° ottobre 1913 - nonostante che il permesso ufficiale delle autorità austroungariche giunga soltanto nel maggio del 1914, a Rovigno si inaugura la Scola Media italiana quella che poi diventerà il Ginnasio reale (intitolato a Giosuè Carducci) o per i rovignesi "Le scuole nuove".



si compiva così  la volonta testamentaria del dott. Matteo Campitelli che aveva lasciato gran parte delle sue sostanze per l'istituzione di quel Ginnasio tanto a lungo desiderato dalla popolazione rovignese.


12 ottobre 1913 - viene inaugurato a Rovigno l'Oratorio Salesiano di S. Giovanni Bosco con una scuola, un teatro, biblioteca e locali ricreativi.


Foto dell'Oratorio dei Salesiani fatta il 3 novembre 1935

25 novembre 1913 - da una lettera del comandante dei Corpo dei Civivici Vigili di Rovigno, Ugo Weiglein, si arguisce che a Rovigno si era istituita una ronda notturna per prevenire il rischio d'incendi nella città.

31 dicembre 1913 - il ricco porto di Trieste vede in quella data la seguente situazione:

       Armatori                 
n.ro navi
Tonn. Lorde
 Lloyd
66
278.191
 Austro-Americana
34
144.704
 Tripcovich e C.
16
58.123
 Nav. Libera Triestina
11
    42.010
 Gerolimich e C.
10
    40.598
 G. Racicich e C.
10
    38.800
 Soc. G.L. Premuda
4
    15.900
 T. Cossovich
4
    13.289
 D. Tripcovich
9
    12.584
 Dalmatia
33
     8.697
 Altri
42
   40.000
 T O T A L E
  239
  692.896

gen-feb 1914 - sul mensile "Pagine Istriane" Anno XII n.ro 1-2 esce il saggio di Domenico Rismondo "DIGNANO NEI RICORDI - Feste, Usanze, Tradizioni".

1914 - Vienna assicura 2.000 corone per l'acquisto di una moderna pompa antincendio per il nuovo Corpo dei Civici Vigili di Rovigno.

1914 - a Firenze per i tipi dell'editore G.C. Sansoni esce il volume "POETI ITALIANI D'OLTRE I CONFINI - Canti raccolti da Giuseppe Picciòla - Edizione postuma, con la Commemorazione di lui detta da Guido Mazzoni a Trieste e Parenzo". Fondamentale antologia che raccoglieva le opere poetiche degli scrittori italiani che, allora si trovavano ancora nei territori dell'impero Austro - Ungarico (Trentino - Trieste - Istria - Dalmazia). In questa sua opera il parenzano Picciòla (Parenzo 1859 - Firenze 1912) aveva come sua bussola l'affermazione dell'italianità di quelle terre dai tempi antichi sino ai primi anni del 1900. L'opera era uscita postuma e recava la seguente avvertenza: "La stampa di questo volume fu curata da Giuseppe Picciòla fino ai poeti contemporanei; del materiale seguente, pure da lui preparato, si servì il figlio Gino per il compimento dell'opera".

1914 - in tale data risultavano in Istria 50 Comuni. 13 con amministrazione slava (croata o slovena) e ben 37 con amministrazione italiana. Tra questi ultimi,  come si può vedere da questa Cartina dello Stato politico dei Comuni dell'Istria austriaca, tutti i principali centri politici amministrativi rilevanti e per il numero degli abitanti e per le attività economiche e culturali come Pola, Capodistria, Pirano, Orsera, Parenzo, Cittanova, Umago, Rovigno ecc nella costa, ma anche Dignano, Pisino città, Albona, Montona  ecc all'interno, sino a Cherso Ossero, Neresine, Lussingrande e Lussinpiccolo nelle isole. Uscendo dall'Istria anche la vicina città quarnerina di Fiume e la dalmata Zara avevano amministrazione italiana.


Filippo Tommaso Marinetti: Irredentismo

marzo 1914 - su Il Dalmata n°14 del 28 marzo compare un articolo dal titolo Che preti evangelici!: "Il Dan, organo dei preti croati di Spalato, constata candidamente, quasi con compiacenza che in quella città gli Italiani hanno l'esistenza malsicura - Sono, dice, aggrediti specialmente di notte. Proprio come a Napoli da parte della maffia (sic) e della camorra - ... non una sillaba a riprovare i gravi scandali occorsi contro il predicatore italiano al duomo secolarmente latino di Spalato. Che preti evangelici!". Il riferimento è alla gazzarra, a base di colpi di tosse, inscenata nel duomo di Spalato, per impedire la predica in italiano.

1° aprile 1914 - a Rovigno viene inaugurata la Scuola cittadina di musica.

14 maggio 1914 -
nell'editoriale, in vista del prossimo cimento elettorale, sul foglio del Partito liberale nazionale "Idea Italiana" vi è il seguente articolo dal significativo titolo: Intensifichiamo !: "Soli 24 giorni ci separano da quello del cimento più grave, le votazioni per la curia generale. E non son molti per raggiungere la preparazione perfetta che sola può assicurarci la vittoria. I nostri candidati fanno il loro dovere. Andrea Davanzo, il dott. Pesante, l'avv. Corazza, il dott. Apollonio hanno già incominciato il loro giro elettorale, e si propongono di continuarlo nei prossimi giorni: Rodolfo Corenich ha già parlato a Pola e parlerà ancora; l'avv. Bennati e il dott. Dapas si apprestano anch'essi a  fare il proprio dovere come sa farlo la loro anima di caldi patrioti. E va bene. Ma è sufficiente questa agitazione preparatoria? Non ci sembra.... "


28 giugno
1914 - a Sarajevo l'arciduca Ferdinando e la duchessa Sofia, eredi al trono d'Austria, vengono assassinati ad opera di Gavril Princip, studente serbo-croato facente parte dell'associazione segreta "La mano nera".
 
 
23 luglio 1914 - ultimatum dell'Austria alla Serbia. Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, il sodalizio della Lega Nazionale conta 45.000 soci, suddivisi in 177 gruppi. Disponendo unicamente dei propri mezzi, gestisce ben 76 scuole tra materne ed elementari; gestisce 153 biblioteche; sovvenziona gli studenti poveri delle scuole magistrali e delle Università con 250 borse di studio; possiede un patrimonio - tra beni immobili ed immobili - di 1.128.382.- corone, tutti racimolati dai propri soci con i cospicui lasciti come con i modesti proventi dalla vendita delle scatole di fiammiferi, di francobolli chiudilettera, di calendari (firmati), di cartoline. I cittadini tutti dai più abbienti ai più umili operai si autotassano periodicamente per dare costante linfa all'opera civile della Lega. Adolfo Conighi costruisce tre scuole a proprie spese; Filippo Artelli, Salvatore Segrè, Leopoldo Vianello contribuiscono al patrimonio scolastico con ingenti somme; vi sono aiuti dalla Massoneria a mezzo di Teodoro Mayer.

28 luglio 1914 - il governo austroungarico dichiara guerra alla Serbia ha inizio quel grande cataclisma che passerà alla storia come I° Guerra Mondiale.


Allegoria delle terre irredende:
Istria, Trentino, Dalmazia e Trieste
con la mancanza di Fiume...

15 luglio 1914 - presso il cantiere Danubius di Fiume avvenne Il varo del mini sommergibile LOLIGO costruito dalla Ditta Whitehead, quella del famoso silurificio fiumano. I primi test dovevano essere effettuati dal comandante della marina germanica Max Valentiner nelle acque di Rovigno ma la dichiarazione di guerra dell'Austria-Ungheria alla Serbia del 28 luglio 1914 e la susseguente entrata in guerra della Germania a fianco dell'alleato mutarono per sempre i destini del mini sommergibile che non raggiunse più i ricercatori della Zoologische Station des Berliner Aquariums" di Rovigno, per cui era stato costruito, per venire iscritto nei ruoli della marina militare austro-ungarica che provvide a riattarlo a fini bellici con l'intenzione d'impiegarlo nel Lago di Garda. Sarebbe stato il primo mezzo sottomarino al mondo costruito allo scopo di studiare la fauna marina direttamente nel proprio habitat.



3 agosto 1914
- di fronte alla conflagrazione europea, l'Italia dichiarò la sua neutralità. "Il nostro ministro degli Esteri ( San Giuliano) ha dichiarato al barone von Flottow che l'Italia in conformità dello spirito e della lettera dell'alleanza, mantiene la sua neutralità nel conflitto, ed ha aggiunto l'espressione dei più amichevoli sentimenti per la Germania e per l'Austria-Ungheria"  (Corriere della Sera).

9 agosto 1914 - cessano le pubblicazioni del settimanale "Idea Italiana".

13 agosto 1914 - il piroscafo austroungarico, "Baron Gautsch", affonda a dieci miglia circa dalla città di Rovigno mentre trasportava a Trieste ufficiali, soldati e loro familiari venendo a scontrasi con una mina. Nel disastro periscono 240 passeggeri e 34 membri dell'equipaggio. I superstiti, recuperati da alcune navi militari furono 179.



4-5 settembre 1914 - a Londra l'Italia aderisce segretamente alla Quadruplice Intesa (in precedenza Triplice Intesa che univa Francia, Regno Unito ed Impero zarista).

1915 - Cartolina patriottica edita a Verona da Fernando Zappi in cui L'Italia, rappresentatata simbolicamente da una figura femminile con il capo cinto dalla corona turrita, stringe fra le sue braccia le colonie in suo possesso, Libia ed Eritrea; ai suoi piedi siedono Trento e Trieste. Colonie e terre irredente sono legate da un nastro tricolore e dal motto "Ora e sempre avvinte a te patria nostra". Il titolo "Auspicando!" e il tema della cartolina esprimono il clima interventista dell'Italia del 1915 che lega la speranza di guadagnare le terre irredente e di allargare i territori coloniali.


Cartolina tratta dal sito Immagini di Storia

28 marzo 1915 - presso il teatro Adriano di Roma si tiene il congresso nazionale dell'Associazione Nazionale TRENTO e TRIESTE che raccoglieva gli irredentisti italiani che avevano lo scopo di unire al Regno d'Italia le popolazioni italiane ancora sotto la sovranità austro-ungarica:



26 aprile 1915 - a Londra i delegati di Francia (Cambon), Regno Unito (Grey), Russia (Benckendorff) e Italia (Imperiali) stipulano il Patto, che verrà in seguito conosciuto come Trattato di Londra. Gli articoli 4 e 5 di quest'ultimo stabilivano che in caso di vittoria, con il futuro trattato di pace, l'Italia avrebbe ottenuto: il Trentino, il Tirolo meridionale, il Brennero, la città di Trieste ed il suo hinterland, la Contea di Gorizia e di Gradisca, l'intera Istria sino al Quarnero compresa Volosca e le isole di Cherso e di Lussino, la Dalmazia, cioè da Lisarica e Tribania a settentrione sino a Capo Planka a meridione, comprese tutte le valli i cui corsi d'acqua sfociano nei pressi di Sebenico. L'Italia avrebbe ricevuto tutte le isole della costa dalmata, eccetto quelle di Zirona Grande, Zirona Piccola, Bua, Solta e Brazza. Non era prevista l'annessione nè di Fiume, nè di Spalato.


15 maggio 1915 - la costruzione  sulle Rive del Barcagno di Zara si erge maestoso il nuovo palazzo della Luxardo (la costruzione dell'edificio era iniziata nel 1912). In tale data la famiglia vi si trasferisce da Calle del Sale ove aveva fin qui dimora. Nel nuovo edificio, originariamente di due piani a cui successivamente venne aggiunto un terzo, trovarono ricetto anche gli uffici amministrativi e di rappresentanza della premiata distillaria zaratina. Dietro su di una superfice di 5.000 mq si trovavano gli impianti in dustriali.


16 maggio 1915 -
il Comitato Jugoslavo di Londra presieduto da Ante Trumbić presenta al governo francese il "Programme Jugoslave", pubblicato a Parigi da Plon-Nourrit, in cui vengono indicati i territori che dovranno venir a far parte della futura Jugoslavia: a) la Serbia ed il Montenegro; b) la Bosnia e l'Erzegovina; c) la Dalmazia con il suo Arcipelago; d) la Croazia e la Slavonia con Fiume; e) la regione della Drava nell'Ungheria meridionale e l'antica Voivodina serba; f) l'Istria con le sue isole e Trieste; g) la Carniola e Gorizia; h) la Carinzia meridionale, la Stiria meridionale con la regione limitrofa del sud-ovest dell'Ungheria.

17 maggio 1915 - retata poliziesca a Pola a caccia degli "irredentisti" italiani.  Il giorno successivo parte per Leibniz la tradotta, un carro bestiame, in cui vennero deportati i primi 150 cittadini di Pola. Ben presto altri seguiranno verso i lager austriaci di Mittergrabern, Woyerburg, Oberhollabrunn, Sitzendorf.

19 maggio 1915
- nell'imminenza dell'entrata in guerra del Regno d'Italia contro gli Stati Centrali, iniziano a Rovigno gli arresti degli esponenti irredentisti filo-italiani 22 persone che verranno internati a Mittergraben, Goellersdorf, Graz.


Il campo profughi di Wagna

20 maggio 1915 - da Pola si susseguono i treni per deportare la popolazione, cessa la pubblicazione  del «Giornaletto di Pola ».

23 maggio 1915 - Pentecoste ore 3 p.m. Dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria mediante una nota del duca d'Avarna consegnata al ministro a.u. degli affari esteri.

23 maggio 1915 - il Comando del porto di Pola ordina lo sgombero immediato di tutti gli abitanti del Capitanato di Pola (Pola, Dignano, Valle, Barbana, Carnizza, Sanvincenti, Villa di Rovigno e Rovigno). Un analogo provvedimento colpirà anche gli abitanti di Fiume deportati a Tapiosuly.


23 maggio 1915 - la sede della Società Ginnastica Triestina viene assaltata e data alle fiamme da elementi anti-italiani con il tacito assenso del governo austriaco anche la sede del combattivo giornale di Trieste "Il Piccolo" vienne data alle fiamme così come la sede della Lega Nazionale ed i caffè considerati ritrovo degli irredentisti italiani: il Chiozza, il San Marco ed il Fabris. In quella occasione verrà inoltre vandalicamente deturpato il monumento a Giuseppe Verdi.

24 maggio 1915 - in ottemperanza alle clausole segrete del Trattato di Londra Vittorio Emanuele III annuncia l'entrata in guerra del Regno d'Italia contro gli Imperi Centrali, ma in pratica è la vecchia partita tra Austria ed Italia:

24 maggio 1915 - nel giorno della dichiarazione ufficiale di guerra dell'Italia all'Austria-Ungheria il suono straziante delle sirene annuncia la chiusura della Manifattura Tabacchi di Rovigno.



Durante il primo conflitto mondiale scomparve quasi del tutto la stampa italiana, costretta nei pochi casi di sopravvivenza ad un programma rigidamente austriaco. A Trieste rimase " Il Lavoratore " ; a Pola i giornali italiani furono sostituiti da " Il Gazzettino di Pola ", redatto dal vegliotto Guido Floreani, mentre i croati ebbero accanto al " Polaer Tagblatt " un altro foglio, anch'esso governativo, ovvero il " Hrvatski List ".

25 maggio 1915 - a Rovigno compaiono avvisi murali che invitano la popolazione a recarsi alla stazione con il minimo di bagaglio dove, dei convogli ferroviari saranno allestiti per imbarcarla a destinazione nell'interno della Monarchia. Per accelerare le cose gli austriaci inviano a Rovigno una compagnia di soldati bosniaci che con perentori colpi di fucile bussano alle varie case di Rovigno per l'evacuazione pressochè totale della sua popolazione che viene stipata nei vagoni bestiame di quel treno che era stato uno dei vanti dell'amministrazione austriaca e che ora la condurrà nei lager della mitteleuropa austroungarica di Wagna, Pottendorf e centri minori. Ai primi di giugno la città risulterà praticamente spopolata: soltanto 350 rovignesi otterranno l'esonero perchè impiegati in attività ritenute necessarie dagli austriaci.

1915 - visto l'esodo della popolazione cessa del tutto a Rovigno l'antico rito delle rogazioni (li latagne) che si svolgevano nei tre giorni che precedevano la festa dell'Ascensione,. Nei tre giorni si visitavano processionalmente le chiesette campestri  con la benedizione dei campi per impetrare un buon raccolto. La benedizione del mare per impetrare una buona pesca e scongiurare i pericoli dell'infido elemento marino che aveva luogo nelle vicinanze della chiesetta di Sant'Eufemia in Saline e in quella di San Fili (Felice) al'imboccatura del Canal di Leme, percorrendo il tragitto con una suggestiva processione... di barche. Il terzo giorno era dedicato alle chiesette cittadine. Non verrà più ripreso.

1915 - a Milano esce il libro di Anna Franchi "Città Sorelle" dedicato alle cittadine istriane. Il libro è edito da Treves ed è arricchito da 54 tavole.



fine maggio 1915 - gli istriani Pio Riego Gambini, Piero Almerigogna, Luigi Bilucaglia e Luigi Ruzzier prima di partire volontari nelle file del Regio Esercito Italiano lanciano un proclama ai "Giovani Istriani" che verrà lanciato nei cieli dell'Istria dal capodistriano Andrea de Bratti.


Bologna maggio 1915 - volontari irredenti

30 maggio 1915 - un dirigibile italiano bombarda la stazione ferroviaria, il deposito carburanti e l'arsenale. Nonostante il fuoco di sbarramento rientra incolume alla base.

1915
- cartolina austriaca che aveva lo scopo di stigmatizzare quello che per gli austriaci era il "tradimento italiano". La cartolina reca una scritta in tedesco che tradotta recita così : "Pensa a Novara, pensa a Custoza, non dimenticare la prova d'onore di Lissa, noi ci conosciamo e conosciamo le tue scalate, verrà sicuramente il giorno della vendetta".



6 giugno 1915 - nuovo bombardamente da parte di un dirigibile italiano delle postazioni militari di Pola.

15 giugno 1915
- con decreto del Ministero dell'interno austriaco viene sciolta la Lega Nazionale.

5 agosto 1915 - nelle vicinanze di Pola viene catturato l'equipaggio del dirigibile italiano « Città di Jesi » caduto in mare durante un bombardamento.


il dirigibile « Città di Jesi » dopo la cattura


10 agosto 1915 - capitanando una rivolta dei prigionieri italiani lo spalatino Francesco Rismondo, irredentista volontario nell'8° Battaglione Bersaglieri ciclisti, viene colpito a morte.

11 gennaio 1916 - esce dal 1915 il foglio degli internati del Lager di Wagna, composti principalmente da trentini ed istriani, "Lagerzeitung für Wagna - Gazzetta d'accampamento di Wagna", qui la testata del numero 73.



31 maggio 1916 - il Comando di Fortezza di Pola vieta ogni canto in italiano con spunti irredentisti come l'inno a « Dante Alighieri », quello della Lega Nazionale ecc.

12
giugno 1916 - ardita incursione nel porto di Parenzo di tre cacciatorpediniere italiane. Una dell tre unità attraccò addirittura al molo sbarcando giornali italini e un proclama agli istriani, preso poi rapidamente il largo le tre unità hanno bombardato postazioni militari evitando di colpire la cittadina istriana, rintrando pressochè incolumi alla base.

8 luglio 1916 - su ordine dell'I.R. Luogotenenza  viene sciolta l'organizzazione femminile, di sentimenti repubblicani, "Cuore e Pensiero" di Rovigno.



12 luglio 1916 - Cesare Battisti, deputato trentino socialista al Parlamento di Vienna, viene impiccato nel Castello del Buonconsiglio a Trento con l'accusa di alto tradimento. Con lui fu impiccato l'irredentista Fabio Filzi nato a Pisino il 20 novembre 1884 ma di famiglia roveretana. Entrambi ricevettero la M.O. al V.M.. Quella di Fabio Filzi con la seguente motivazione:  "Nato e vissuto in terra italiana, all'inizio della guerra fuggì dall'oppressore per dare il suo braccio alla Patria, e seguendo l'esempio del suo grande maestro Cesare Battisti, combattè da valoroso durante la vittoriosa controffensiva in Vallarsa nel giugno-luglio 1916. Nell'azione per la conquista del Monte Corno comandò con calma, fermezza e coraggio il suo plotone, resistendo fino all'estremo e soccombendo solo quando esuberanti forze nemiche preclusero ogni via di scampo. Fatto prigioniero e riconosciuto prima di abbandonare i compagni protestò ancora contro la brutalità austriaca e col nome d'Italia sulle labbra affrontò eroicamente il patibolo".

28 luglio 1916 - su ordine dell'I.R. Luogotenenza  viene sciolto il Circolo Operaio di Rovigno.


Stemmino irredentista:
Trento - Trieste - Dalmazia

30 luglio 1916 - l'istriano Nazario Sauro (Capodistria 1880 – Pola 1916) era imbarcato sul sommergibile Giacinto Pullino con il quale avrebbe dovuto effettuare una incursione su Fiume, ma l'unità, a causa della forte corrente e della fitta nebbia esistente nella zona, andò ad incagliarsi sullo scoglio dell'isolotto della Galiola. Risultati vani tutti i tentativi di disincaglio, distrutti i cifrari di bordo e le apparecchiature e predisposta per l'autoaffondamento, l'unità fu abbandonata dall'equipaggio mentre Nazario Sauro da solo cercava di raggiungere la costa su un battellino venendo però catturato dal cacciatorpediniere austriaco Satellit.


Carolina commemorativa, la dicitura riporta la frase:
"Son italian e xe questa la mia Bandiera"

Tradotto a Pola venne processato dal Tribunale della Marina austriaca di Pola. Dopo interrogatori, dibattimenti, confronti e riconoscimenti tra cui quello drammatico con la madre che, pur di salvarlo dalla forca, negò di conoscerlo verrà condannato a morte grazie alla decisiva testimonianza del cognato Antonio Steffè, Maresciallo della Guardia di Finanza austriaca, che invece non avrà remore a riconoscerlo. Alle ore 17.45 del 10 agosto 1916 salì il patibolo con sulle labbra il nome dell'Italia. Ad eseguire la sentenza il boia Giuseppe Lang con due tirapiedi. Riceverà la Medaglio d’Oro al V.M. alla memoria.

1° agosto 1916 - una Commissione militare italiana composta da 20 ufficiali agli ordini del tenente colonnello di S.M. Achille Bassignano, raggiunge Pietrogrado con lo scopo di recuperare le migliaia di prigionieri irredenti, che, dopo essere scampati alla morte sul fronte austro-russo, vivevano in condizioni materiali estremamente penose e precarie, privi d'ogni notizia della Patria e della famiglia, assillati dall'angosciosa incertezza del loro destino.Di tale commissione faceva parte il capitano Cosma Manera (promosso maggiore il 13 marzo 1917).

24 settembre 1916 - un primo contingente di prigionieri del campo di Kirsanoff (33 ufficiali e 1665 uomini di truppa) s'imbarca ad Arcangelo verso l'Inghilterra. Il tenente colonnello austriaco, irredento italiano, Emesto De Varda, alla vigilia della partenza: "Siamo entrati in Russia come prigionieri austriaci ed ora abbandoniamo questa terra come cittadini italiani".

15 settembre 1916 - viene soppresso il Reale Ginnasio Provincviale di Pisino in lingua italiana.

30 settembre 1916 - viene soppresso il Liceo femminile in lingua italiana di Pola, contemporaneamente viene trasferito da Rovigno a Canfanaro il Giudizio distrettuale.

15 ottobre 1916
- esce a Graz, sede degli internati politici, il quotidiano bilingue (italiano-tedesco) "Lager Zeitung - Gazzetta del Campo" edito a cura dell'amministrazione del campo.

30 ottobre 1916 - il Giudizio distrettuale di Rovigno viene trasferito a Canfanaro.

21 novembre 1916 - muore nel castello di Schonbrunn vicino a Vienna l'Imperatore d'Austria Francesco Giuseppe che aveva retto l'impero per ben  68 anni dal lontano 2 dicembre del 1848 morendo senza dover assistero allo sfacelo della sua creatura.


Francesco Giuseppe
(1830-1916)
Imperatore d'Austria dal 1848

viene richiamato dal fronte il pronipote Carlo Francesco Giuseppe di Asburgo Lorena che divenne imperatore d'Austria col nome di Carlo I e re d'Ungheria con quello di Carlo IV. La sua fu una figura scialba e sfortunata non privo di coraggio militare ma completamente inetta a gestire le sorti di un impero che si andava disgregando sotto i colpi della guerra e dei nazionalismi che stavano frantumando il motto Viribus Unitis.


Carlo I Imperatore d'Austria - Carlo IV Re d'Ungheria
(Persenbeug 1887 - Madeira 1922),

29 novembre 1916 - i manifesti a lutto in memoria dell'imperatore Francesco Giuseppe vengono stracciati e staccati dai muri di Rovigno.


Fluchlingslager di Wagna, uno dei vari lager austriaci ove
vennero internati gli istriani della costa sino a Pola

1917 - nel clima futurista-metafico, non disgiunto da una forte vena patriottica, il pittore piemontese Carlo Carrà crea il quadro Musa Metafica che indica chiaramente l'Istria quale obiettivo (vedi il bersaglio posto nel quadro che rappresenta la penisola istriana) della tenzone che si stava giocando (vedi il manichino con la racchetta e la palla in mano) in quei terribili anni... ovvero la guerra tra l'Italia a l'Austria a completare il Risorgimento italiano:



1917 - il Comune di Venezia in Campo S. Maria Formosa 6123 fece apporre la seguente lapide in onore dello spalatino Leone Graziani, morto esule a Corfù nel 1852:

IN QUESTA CASA DEGLI [      ]
ABITÓ LEONE GRAZIANI
CONGIUNTO DEI FRATELLI BANDIERA
AMMIRAGLIO DELLA VENETA MARINA
TRIUMVIRO CON DANIELE MANIN
NEI TREMENDI GIORNI
DI VENEZIA MARTIRE INVITTA
E DA QUESTA SOGLIA
PARTÍ PER L'ESILIO A CORFÚ
DOVE COL SOGNO DI UNA PATRIA LIBERA
NEL MDCCCLII SI SPENSE

30 maggio 1917
- i componenti del gruppo parlamentare jugoslavo leggono al parlamento di Vienna una dichiarazione (che resterà alla storia col nome di dichiarazione di Maggio) con la quale chiedono la creazione di un regno autonomo per gli slavi del Sud che vivono all'interno dell'impero (Serbia esclusa).

7 giugno 1917 - muore sull'Hermada, a Quota 144, il rovignese Federico Riosa. Meritandosi la Croce al merito di guerra. In ricordo del suo eroico sacrificio, dopo la redenzione, venne posto dai suoi concittadini in Piazza della Riva sulla facciata del Tribunale un medaglione commemorativo e in Piasal del Laco, sotto un grande albero, un cippo recante la scritta: Al nobile figlio della città di Rovigno, Federico Riosa. Disertò dall'Esercito austriaco e nel maggio del 1915 si arruolò, volontario, nell'Esercito italiano, nel 68mo Reggimento Fanteria, con il grado di Sottotenente. Cadde da eroe sull'Hermada. Inutile dire, che ora, di questi due monumenti a Rovigno non vi è alcuna traccia (NdA).



luglio 1917 - presegue il difficile compito della Missione militare italiana in Siberia per la ricerca e il rimpatrio dei prigionieri di guerra "irredenti" ovvero dei prigionieri di guerra italiani che avevano militato nell'i.r. esercito austro-ungarico: 57 ex-ufficiali e 2.600 uomini erano stati concentrati a Kirsanoff. Il Maggiore dei Carabinieri reali Cosma Manera ebbe il compito di riorganizzarli militarmente in tre Battaglioni su quattro Compagnie ciascuno, provvedendo alla loro istruzione militare per un rientro in Italia. Lo scoppio della rivoluzione russa rese però particolarmente difficile tale compito.


il Maggiore Cosma Manera
(Asti 1876 - Torino 1958)


20 luglio 1917
- viene firmato il così detto Patto di Corfù fra Ante Trumbić, per il Comitato jugoslavo composto da croati e sloveni ed il capo del governo serbo, Niklos Pasić, che poneva le basi per la nascita della Jugoslavia. L'accordo stabiliva la creazione del Regno dei serbi, croati e sloveni (S.H.S) riuniti sotto la dinastia serba dei Karađjorđjević in uno stato democratico e parlamentare, nel quale sarebbero state rispettate le peculiarità nazionali dei singoli popoli. Si rimandava però alla fine della guerra la formazione di un'assemblea costituente e soprattutto la discussione sul futuro assetto statuale, centralista o federale.

19 agosto 1917 - esce a Katzenau il primo numero del settimanale umoristico illustrato "La Baracca" redatto in proprio dagli internati del campo. In tutta l'Istria  imperversa la famigerata "spagnola" che mieterà vittime sino all'anno successivo. Per avere un'idea del trattamento ricevuto dagli internati italiani a Katzenau è interessante il racconto di uno di loro, il trentino G. Ghini.



3- 4 -9 agosto 1917 - in tre diversi raid aerei italiani bombardano le postazioni di interesse militare nel cielo di Pola. Imbarcato col CA 2378 dell'ottava squadriglia volava, come osservate, il poeta Gabriele d'Annunzio.

24 ottobre 1917
- Dopo dodici inutili e sanguinose offensive italiane sul fiume Isonzo, nel mese d'ottobre del 1917, il comando austriaco organizza una potente contro-offensiva, grazie anche alle truppe disimpegnate dal fronte russo, avvalendosi inoltre dei nuovi ed agguerriti reparti tedeschi che applicavano una nuova strategia bellica: la guerra lampo; alle 2 precise cominciò il bombardamento austriaco (con l'uso delle terribili bombe a gas) dal Rombon al mare. Cadorna si trovava al quartier generale, a Udine. Capello all'ospedale di Padova, in licenza di malattia per un attacco di nefrite. Badoglio, che doveva stare al suo posto di prima linea, a Ostri Kras, si era invece lasciato sorprendere al posto di comando arretrato di Cosi. E' l'inizio dello sfondamento austro-tedesco di Caporetto (Kaborid-Karfreit) che si trasformò in una rotta per l'esercito italiano.

1° novembre 1917 - alla sera le forze austro-tedesche oramai occupavano tutta la sponda sinistra del Tagliamento sulla cui linea tentò inutilmente di attestarsi la difesa italiana spezzata via il giorno successivo costringendo l'esercito italiano, seppure ordinatamente e non più in rotta, ad un ulteriore ripiegamento verso l'estrema linea difensiva del Piave.

8 novembre 1917 - nel convegno di Pescara con gli alleati un sereno e volitivo Vittorio Emanuele III illustrò le condizioni dell'esercito italiano riconducendo la sconfitta militare alle sue giuste proporzioni e soprattutto garantendo agli alleati la volontà italiana di continuare la lotta ad oltranza per ottenere una pronta rivincita. Fermo fu inoltre il suo proposito affinchè, almeno per il momento, la difesa sulla linea del Piave fosse di competenza delle sole truppe italiane. A lui si deve inoltre la nomina del poco conosciuto Armando Diaz al posto del poco amato generalissimo Cadorna.


10 novembre 1917 - il generale Armando Diaz annuncia alle truppe, con questo telegrafico messaggio, di aver preso le redini del comando: "Assumo la carica di Capo di Stato Maggiore, e conto sulla fede e sull'abnegazione di tutti", evidentemente il suo motto era poche parole e più fatti. Contemporaneamente von Below tentava di dare l'ultima e decisiva spallata per spazzare via una volta per tutte il fronte italiano dallo scacchiere di guerra... non immaginava che avrebbe trovato improvvisamente  un'Italia diversa: allo scoccare della nuova offensiva gli austro-tedeschi schieravano le seguenti forze: X e XI Armata, al comando di Conrad von Hotzendorf forte di 17 divisioni; dalla Valsugana a Tezze; la XIV Armata-mista austro-germanica di Below, composta dei Gruppi Krauss, Stein, Hofacker e Scotti, e forte di 19 divisioni; da Tezze al mare, lungo il Piave, la I la II Armata del Boroević von Bojna, forte anch'esse di 19 divisioni. In complesso 55 divisioni austro-germaniche perfettamente equipaggiate, dotate di 4500 pezzi d'artiglieria e baldanzose per i successi riportati... ad opporsi a questa terribile macchina di guerra, su di un fronte che correva per 350 chilometri, l'Italia schierava appena 29 divisioni.

11 novembre 1917 - esce a Katnenau il foglio umoristico autoprodotti dagli internati istriani e trentini "La BARACCA - Giornale Umoristico Settimanale Illustrato"



10 dicembre 1917 - alle 3 e tre quarti a.m. viene silurata nel porto di Sant'Andrea la corazzata Wien, mentre la Budapest è danneggiata.

novembre-dicembre 1917 - iniziano i primi arrivi dei profughi rovignesi dai Flüchlingslager austriaci. Trovano una Rovigno desolata e spettrale.

31 dicembre 1917 - dal Bollettino di Guerra italiano: "Il 30, nel settore di Monte Tomba, dopo accurata preparazione di artiglieria, cominciata il giorno precedente e intensificata nelle prime ore del pomeriggio, aiutati da gruppi francesi i nostri assaltarono con magnifico slancio le posizioni nemiche tra Osteria di Monfenera, e Naranzine. Travolta l'accanita resistenza nemica, i valorosi si affermarono saldamente sulle posizioni conquistate, oltre ad aver catturato 44 ufficiali, 1348 uomini di truppa, 60 mitragliatrici, 7 cannoni, parecchi cannoni a tiro rapido da trincea e abbondante materiale di guerra". Si concludeva così con una vittoria l'anno infausto di Caporetto. Nonostante i ripetuti attacchi le 55 divisioni austro-tedesche non solo non erano riuscite a sfondare la linea del Piave, ma incominciavano a trovarsi in difficoltà.

gennaio 1918 - Il nuovo anno trovava il nemico inchiodato nelle sue posizioni, logorato dall'immane sforzo sostenuto, incapace di fare un solo passo avanti oltre le difese italiane, deluso per l'insuccesso riportato dopo un mese e mezzo di continui assalti andati a vuoto portati con la speranza di travolgere facilmente quello che riteneva i resti di un esercito sconfitto. La "Neue Freie Presse" di Vienna in quei giorni coglieva la mutata situazione scrivendo: "L'esercito italiano è in piedi. I vuoti sono stati colmati; specialmente l'artiglieria è stata ricostituita. Non si possono negare ai soldati italiani grandi elogi per il loro spirito e la loro resistenza agli attacchi".

8 gennaio 1918 - Thomas Woodrow Wilson, Presidente degli Stati Uniti d'America enuncia i suoi famosi "14 Punti Programmatici";

17 gennaio 1918 - La Camera di Commercio dell'Istria, che dal 15 giugno del 1915 era stata trasferita a Pisino, viene insediata a Rovigno.

18 gennaio 1918 - continuano a Rovigno i primi rimpatri dei deportati rovignesi dalla Stiria e dalla Moravia. Continueranno con arrivi giornalieri sino agli inizi di primavera. Man mano la città ritorna a vivere, si riaprono i negozi, si riattivano le strutture associative, ci si ritrova dopo anni di forzato esilio. Anche se non tutti tornarono, soprattutto vecchi e bambini, dato che a causa degli stenti e delle privazioni subiti nei lager austriaci molti vi trovarono la morte. Inutile dire che trovarono una Rovigno abbandonata e desolata in cui la ricerca del cibo era un'impresa. Il 1918 sarà ricordato dai rovignesi come "L'anno della fame"



febbraio 1918 - Cosma Manera dopo varie peripezie riesce a ritirarsi in Cina insieme agli ex "irredenti"; durante il suo soggiorno in Manciuria gli venne l'idea di utilizzare quel contingente di uomini che aveva fortunosamente sottratto allo sfacelo russo e alla dominazione germanica, organizzando una "Legione Redenti", efficienti, disciplinati e in grado di dare un fattivo apporto ad eventuali azioni belliche, prevedibili nella regione, pronti a servire la causa dell'Italia e dei suoi alleati. Nella concessione italiana di Tien Tsin il distaccamento dei "redenti" era composto da circa 1.500 uomini su cinque Compagnie, delle quali una sola poté essere armata, con prestiti dalle truppe francesi. Una parte dei "redenti" risiedeva invece a Pechino, agli ordini del capitano di corvetta Varalda, che coadiuvava Manera nel comando. L'organizzazione del Distaccamento fu ben avviata, tanto che, nella parata del luglio 1918, i "redenti" sfilarono a Tien Tsin tra la simpatia della popolazione.

10 / 11 febbraio 1918
- tre motoscafi italiani, al comando di Costanzo Ciano e Luigi Rizzo effettuano una rapida incursione contro la flotta austriaca, ancorata nella rada di Buccari, a bordo di uno dei tre MAS il poeta-soldato Gabriele d'Annunzio. L'impresa passerà alla storia come "La Beffa di Buccari". Le torpediniere silurarono alcune navi e lanciarono in mare tre bottiglie contenenti questo messaggio scritto dallo stesso D'Annunzio: "In onta alla cautissima flotta austriaca, occupata a covare senza fine dentro i porti sicuri la gloriuzza di Lissa, sono venuti col ferro e col fuoco a scuotere la prudenza del suo comodo rifugio i marinai d'Italia, che si ridono di ogni sorta di reti e di sbarre, pronti sempre a osare l'inosabile. E un buon compagno, ben noto - il nemico capitale, fra tutti i nemici il "nemicissimo", quello di Pola e di Cattaro - è venuto con loro a beffarsi della taglia, Gabriele D'Annunzio"


Modellino del Mas di d'Annunzio

5 aprile 1918 - il nuovo imperatore Carlo I visita Rovigno, sarà l'ultima visita di un imperatore austriaco a Rovigno.

5 maggio 1918 - santino ricordo della consacrazione sacerdale del Rovignese don Antonio Santin, futuro Vescovo di Trieste e Capodistria.



23 maggio 1918 - rivolta degli italiani e degli slavi dei territori soggetti all'Austria inquadrati nel Reggimento austriaco n. 97 che verrà però stroncata col sangue.

10 giugno 1918 - all'alba, al largo di Premuda, il comandante Luigi Rizzo con 2 mas attacca ed affonda la corazzata Santo Stefano (Szent Istvan). Per questa azione verrà insignito della Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia, tramutata poi, con R.D. 27 maggio 1923, in Medaglia d'Oro al Valore Militare.


l'affondamento dell'I.R Corazzata Santo Stefano

15 giugno 1918 - alle 2.30 le artiglierie italiane, informate dalla cattura di un ufficiale austriaco, iniziano un tremendo fuoco di sbarramento precedendo la grande offensiva austro-tedesca fissato per le ore 3 che doveva preparare la nuova terribile e decisiva spallata delle forze austro-tedesche, rafforzate dalle truppe provenienti dal fronte russo, per schiacciare una volta per tutte i "fedifraghi" italiani. Il grande scontro verrà ricordato come la Battaglia del Solstizio, ma ad attenderli questa volta c'è uno schieramento italiano elastico, senza trincee da difendere ad ogni costo, cosa che consentiva maggior libertà d'azione ai singoli reparti, con molte divisione poste di riserva e con un grande parco automezzi per trasportare le truppe prestamente ove fosse necessitato un rinforzo. Tutti i vari attacchi austro-tedeschi, nonostante il grande dispiegamento di mezzi, si scontrarono con un'accanita difesa che non consentì loro alcun significativo progresso.

21 giugno 1918 - dal Bollettino dell'Esercito italiano: "Il 20 giugno, sul Montello, la pressione avversaria, continuò fortissima, ma fu ovunque contenuta dai Grigioverdi che, contrattaccando, riguadagnarono terreno...  Sul Piave ...  Arrestato una prima volta dal fuoco delle artiglierie, rinnovò invano per ben quattro volte l'attacco, finchè, esausto dalle moltissime e gravi perdite subite, fu costretto a indietreggiare di fronte all'incrollabile valore dei sardi della brigata "Sassari" (151° e 152°), validamente coadiuvati dal 2° battaglione del 209° fanteria (brigata "Bisogne") e dal IX battaglione bersaglieri ciclisti". Le ondate di attacchi incominciavano a rifluire.

23 giugno 1918 - addossato al Piave, in uno spazio sempre più ristretto, punzecchiato da continui attacchi, martellato senza tregua dalle artiglierie e dagli aeroplani, dopo essersi disperatamente mantenuto per otto giorni, a costo d'inauditi sacrifici, sulla destra del fiume, l'esercito autro-tedesco la notte sul 23 iniziò il ripiegamento sulla sinistra che, pressato dalle forze italiane, si trasformò in una fuga precipitosa e disordinata tanto che la sera del 23 giugno il Comando Supremo poteva dare la grande notizia all'Italia, con un laconico ma eloquente bollettino che fece delirare d'entusiasmo l'intera penisola,: "Dal Montello al mare, il nemico, sconfitto ed incalzato dalle nostre valorose truppe, ripassa in disordine il Piave". Erano appena trascorsi 8 giorni; la modesta Italia aveva umiliato, frastornato, ricacciato, messo in rotta, l'esercito del potente Impero Austriaco coadiuvato dall'alleato germanico.

luglio 1918 - l'Italia costituisce il Corpo di Spedizione Italiano in Estremo Oriente (C.I.E.O.) , in cui vennero inquadrati molti degli ex irredenti, che aveva il compito di affianche i "Bianchi" contro i rivoluzionari russi.

17 luglio 1918 - nottetempo due dirigibili della Marina bombardano le opere militari di Pola e navi da guerra che si trovavano nel suo porto; all'alba del 17 aeroplani, e idrovolanti lanciarono numerose bombe sulle stazioni dei sommergibili e sugli idroscali di Pola e sugli hangars e sulle sistemazioni antiaeree di Lagosta;

29 luglio 1918 - il Tribunale circolare di Rovigno viene trasferito a Pola.

30 luglio 1918 - una squadriglia di idrovolanti italiana bombarda per due ore le opere militari di Pola;

7 agosto 1918 - una squadriglia di idrovolanti italiana bombarda Pola, Cattaro e Durazzo.


9 agosto 1918 - L'87° squadriglia Serenissima composta da 8 velivoli si alza in volo dall'aeroporto di San Pelagio per compiere quel Raid aereo incruento che passerà alla storia come l'Impresa di Vienna ideata dalla fervida mente di Gabriele d'Annunzio che parteciperà alla missione. Dal comunicato austriaco: "Venerdì 9 agosto 1918 , tra le ore 9,15 e le 9,45 del mattino furono avvistati sopra Vienna aerei nemici, verosimilmente italiani, che secondo le attuali notizie, potrebbero essere stati in numero di 6-8. Dagli aerei furono lanciati volantini in tre versioni di contenuto antipatriottico e precisamente due volantini in lingua tedesca e uno in italiano; quest'ultimo era stato scritto da D'Annunzio: Uno dei volantini aveva i colori nazionali verde-bianco-rosso con lo stemma sabaudo in campo bianco".

Il Comando supremo italiano così annunciava l'epica impresa: "Zona di guerra, 9 agosto 1918. Una pattuglia di otto apparecchi nazionali, un biposto e sette monoposti, al comando del maggiore d'Annunzio, ha eseguito stamane un brillante raid su Vienna, compiendo un percorso complessivo di circa 1000 chilometri, dei quali oltre 800 su territorio nemico. I nostri aerei, partiti alle ore 5.50, dopo aver superato non lievi difficoltà atmosferiche, raggiungevano alle ore 9.20 la città di Vienna, su cui si abbassavano a quota inferiore agli 800 metri, lanciando parecchie migliaia di manifesti. Sulle vie della città era chiaramente visibile l'agglomeramento della popolazione. I nostri apparecchi, che non vennero fatti segno ad alcuna reazione da parte del nemico, al ritorno volarono su Wiener-Neustadt, Graz, Lubiana e Trieste. La pattuglia partì compatta, si mantenne in ordine serrato lungo tutto il percorso e rientrò al campo di aviazione alle 12.40."


SVA della squadriglia Serenissima dell'Impresa di Vienna

Grande l'eco dell'impresa sull'opinione pubblica austriaca., vedi anche il seguente telegramma "Alla cancelleria militare Treno di Corte di sua Maestà Vienna Corte 9/8/1918 n. 5425/Ks archivio di guerra. Oggi 9 agosto 1918 una staffetta di 7 aerei italiani giunse su Vienna e venne riconosciuta alle 9.20 antimeridiane... dopo circa 10 minuti lungo la ferrovia sud si diressero in quella direzione per il rientro. ... gli aerei, che furono oggetto e mira delle nostre batterie, senza però alcun risultato, continuarono il loro volo verso Sud. Gli aerei nostri levatisi in volo a Wiener Neustadt – per inseguirli – non ebbero scontro in aria, poiché non poterono avvistare gli aerei nemici e quindi non poterono ingaggiare battaglia". I posti di avvistamento austriaci nei giorni successivi si giustificarono con il loro comando, anche affermando di non aver riconosciuto gli aerei o di averli scambiati per aerei austriaci segnalando in ritardo. L’impressione del volo (oltre 1000 km) fu sconvolgente. Apparve lo stesso giorno sull’edizione speciale del quotidiano viennese «Die Zeit» e anche sull’«Arbeiter Zeitung», insieme a tutta la stampa europea.

26 agosto 1918 - il Tribunale di Rovigno viene trasferito a Pola.

25 settembre 1918
- il generale Diaz per dare un colpo definitivo all'esausta armata austro-tedesca si decise per un'azione volta a dividere le forze nemiche schierate in piano da quelle del settore montano, forzando il Piave di fronte al Montello e puntando su Conegliano e Vittorio Veneto. Si tratterà della fase finale della vittoruiosa offensiva italiana.

2 ottobre 1918 - "Discussioni violente nei parlamenti di Vienna e Budapest; si osa affermare che niuno può prestar fede alle proposte di pace del governo austro ungarico, il cui ultimo scopo rimane l'egemonia tedesco-magiara per sopraffare gli altri popoli. - Vogliamo un reame slavo da Danzica all'Adriatico! - si esclama da slavi; l'ora tragica per tedeschi ed ungaresi è venuta prima di quanto si credesse". (C.D.)

6 ottobre 1918
- a Zagabria si costituisce il Consiglio Nazionale di Sloveni, Croati e Serbi (Narodno Vijece Slovenaca, Hrvata i Srba - SHS).

11 ottobre 1918
- si diffonde l'influenza, viene decretata la chiusura delle scuole di Rovigno (11-19 ottobre).

24 ottobre 1918 - l'Italia decide l'inizio della "grande offensiva"... il generale Giardino lancia il seguente proclama alle truppe: "è l'ora della riscossa. è l'ora nostra. I fratelli schiavi aspettano i soldatini del Grappa liberatori! Chi di voi non si sente bruciare di furia e d'amore? Il nemico traballa, è il momento di dargli il tracollo che può essere l'ultimo se glielo date secco. Ognuno di voi valga per dieci e per cento. Il vostro Generale sa che varrete per dieci e per cento. L'Italia vi guarda ed aspetta da ciascuno di voi la liberazione e la vittoria. Soldati miei, avanti!"

In quella stessa data "Il reggimento croato N. 79 con un colpo di mano si impossessa di Fiume. Truppe ungheresi ristabiliscono tosto l'ordine." (C.D.)

27 ottobre 1918 - a Rovigno al "Cafè Commercio" un giovane issato sulle spalle di alcuni amici fa volare i ritratti dell'Imperatore austriaco e del Kaiser tedesco, che vi erano stati appesi ad inizio della guerra, quando il locale, era stato adibito a Corpo di guardia delle truppe croato-bosniache. Alla sera s'incominciano a formare i primi cortei inneggianti all'Italia dietro un tricolore di seta senza reazione alcuna da parte delle truppe austriache ancora presenti in città.

29 ottobre 1918 - l'offensiva italiana ha pieno successo e l'esercito austriaco inizia il ripiegamento in pianura e nella notte fra il 30 e il 31 abbandonò il Grappa al crollo dell'impero viene proclamato lo Stato di Sloveni, Croati e Serbi nei territori che facevano parte dell'impero asburgico, con capitale Zagabria. "A Trieste alle ore 8 p.m. dimostrazioni irredentiste, discorsi in piazza grande e in piazza Verdi, sotto la Luogotenenza si canta l'inno di Garibaldi: - Va fuori d'Italia! - . Le guardie si mantengono passive. A Zagabria è proclamata la formazione dello Stato slavo meridionale, comprendente Croazia (Fiume inclusa) Slavonia e Dalmazia". (C.D.)

30 ottobre 1918 - il "Consiglio Nazionale Italiano" della città di Fiume presieduto da Antonio Grossich reclama l'annessione di Fiume all'Italia, decisione questa avallata da un plebiscito popolare, in contrapposizione al "Consiglio Nazionale Croato" che ne chiedeva l'annessione alla Croazia. Mentre a Trieste "Si costituisce un Comitato di salute pubblica di 28 membri (12 italiani del Fascio nazionale, 12 socialisti italiani e 2 socialisti slavi ed infine 2 nazionalisti slavi) il quale comitatr chiede la consegna di tutti i pubblici poteri al Luogotenente e questi l'effettua, dopo reiterate istruzioni dal presidente del Connsiglio dei ministri Lammasch. (...) Sono forzate le carceri e liberati i prigionieri politici e gli altri. Gli stemmi imperiali strappati da tutti gli uffici e da tutti gli spacci di tabacco, gettati via i quadri coll'effige dell'imperatore, tolte le bandiere giallo-nere e sostituite con i tricolori" (C.D.). All'epoca la composizione della città di Fiume era la seguente:

            Censimento 1918            

%
Italiani

 62,49
Croati-Serbi

 20,00
Sloveni

  3,62
Ungheresi

   9,58
Tedeschi

   3,49
Altri

   0,82

30 ottobre 1918 - "Nel momento in cui secondo gli ordini ricevuti sto per consegnare la i.r. flotta ai Jugoslavi, negli ultimi minuti durante i quali ancora resta alzata la bandiera rossa-bianca-rossa che durante la guerra abbiamo tenuta spiegata con onore ed invitti, io sento l’obbligo di assicurare Vostra Maestà nella mia inalterabile fedeltà." con queste accorate parole il contrammiraglio Nicolò Horthy de Nagybànya, comandante in capo della i.r. flotta Austro-Ungarica si accingeva a consegnare la stessa col suo materiale ed i suoi approvvigionamenti al Consiglio nazionale sloveno-croato-serbo sedente in Zagabria: dottor Ante Tresić-Pavicvić, Vilim Buksveg; dottor Ivo M. Covk; ed i membri del Comitato di Pola del predetto Consiglio nazionale: Lacko Kriz; dottor Lovro Skalier; dottor Mirko Vratovich; capitano di fregata Metodio Koch. Verso le 16.45 dopo la consegna del comando della Viribus Unitis, la bandiera da guerra dell’Austria-Ungheria venne ammainata per l’ultima volta a Pola. Con la bandiera ammiraglia sotto il braccio mestamente Nicolò Horthy de Nagybanya lasciò la nave ammiraglia. Appena sceso a terra, venne innalzata la bandiera jugoslava salutata con 21 colpi di cannone. Gli slavi esultavano, i tedeschi e gli ungheresi distolsero i loro occhi da questo triste e insopportabile spettacolo.... i polesani assistevano muti attendendo l'arrivo del Regio Esercito italiano.


l'ammiraglio croato
Janko Vukovic Podkapelski

31 ottobre 1918 - la decisiva battaglia di Vittorio Veneto è vittoriosamente conclusa. Si trattava ora di sfruttare la vittoria e continuare a liberare dall'invasore le terre fino allora irredente.


in quel giorno il costituito Comitato di Salute Pubblica di Rovigno  prende possesso del Municipio, e degli altri uffici pubblici mentre sulla Torre dell'Orologio sopra il "Cafè Commecio" sventola il tricolore italiano. Proprio il Caffè Commercio, munito di telefono, sarà la sede del quartier generale del Comitato dei "giovani" irredentisti Rovignesi, mentre nell'ufficio della Camera di Commercio, nei giorni cruciali, era stato battuto a macchina in più copie da Piero Angelini il manifestino preparato da P. Rismondo che chiamava a raccolta i "Bianchi" di Rovigno. una delle prime azioni sarà quella di "licenziare" l'i.r Commissario di Polizia che non aveva più ragion d'essere. Presidente è Antonio Spongia, farmacista, il vice presidente è il possidente Matteo Giuricin. Si istituisce una Guardia Nazionale a tutela dell'ordine pubblico che si insedierà nella Caserma di Lamanova

1° novembre 1918 - alle popolazioni giuliane per mezzo di aeroplani il generale Diaz lancia un proclama: "Fratelli dell'Italia! L'esercito italiano avanza vittorioso a liberarvi per sempre.- Il nemico in rotta, fuggendo dalle vostre città fedeli, gloriose, annuncia il nostro arrivo, la nostra vittoria. Lascia dietro sè decine di migliaia di prigionieri, centinaia di cannoni tutte le sue ambizioni. Il giuramento dei nostri eroi si è compiuto; per la forza delle armi e della giustizia si è avverato il vaticinio dei nostri martiri; la libertà è risorta, nel nome di Roma, su, dalle sante tombe dei nostri morti. Dopo un secolo di guerra, di speranze e di ansie, tutta la Patria si riunisce intorno al suo Re. Fratelli ! Siate nella gioia calmi e saldi quali foste lungo il dolore depositari incorruttibili della più pura e umana civiltà che abbia mai fatto la luce sul mondo. Del nemico vinto non dimenticato le iniquità e le insidie, ma respingente il triste esempio di crudeltà e violenza. Da oggi l'esercito d'Italia è il vostro esercito. Aiutatelo a ristabilire l'ordine pel bene di tutti, come tanti di voi, da Cesare Battisti a Nazario Sauro, l'hanno aiutato a raggiungere questa vittoria".

1° novembre 1918 - visto le positive notizie che giungono dal fronte Rovigno è in festa e la città si ricopre di tricolori.


l'affondamento della Viribus Unitis

In quello stesso giorno nel Porto di Pola, il maggiore del Genio Navale ing. Giovanni Raffaele Rossetti e il medico Raffaele Paolucci affondavano la corazzata austriaca "Viribus Unitis" utilizzando il mezzo anfibio Mignatta frutto del genio dell'ing. Rossetti. La corazzata, come molte altre navi all'ancora nel porto di Pola, aveva innalzato bandiera croata in quanto: "L'imperatore Carlo, abbracciato un proprio personale progetto inteso a salvare la corona magari in forma federale tra stati consenzienti (ma non l'Ungheria che nega la sua adesione), ha deciso di giocare una delle carte dichiarando - moto prprio - con nota imperiale del 30 ottobre ed effetto dal 1° novembre, la consegna della flotta allo stato - in fieri - degli slavi del sud che trova nei croati i più attivi propugnatori pronti ad approfittare del momento" (A. Cherini).  Nell'affondamento della corazzata periscono circa 300 marinai tra cui l'ammiraglio croato Janko Vukovic Podkapelski che era appena subentrato nel comando al contrammiraglio Nicolò Horthy de Nagybànya



Raffaele Rossetti
la Mignatta
Raffaele Paolucci

2 novembre 1918 - alla sera il contingente del presidio austriaco composto da 500 soldati croati lascia, insalutato ospite, la città di Rovigno in frenetica attesa delle truppe italiane che però non resta con le mani in mano ma in contemporanea si provvede a costituire una Guardia Nazionale da un gruppo di giovani volontari per tutelare l'ordine cittadino.

3 novembre 1918
- sull'imbrunire giunge a Rovigno la notizia che i soldati italiani sono sbarcati a Trieste e a Parenzo. Il presidente del Comitato, Antonio Spongia, si attaca al telefono sinchè riesce a mettersi in contatto col centralino di Parenzo dal quale risponde un marinaio italiano. Sollievo e gioia scoppiano nel caffè e, dopo placato il clamore, ecco l'accorato appello dello Spongia: "Ma venite, venite subito anche qua, basta un battello...".

3 novembre 1918 - a Villa Giusti alle ore 18, dopo lunghe ed estenuanti trattative iniziate il 30 ottobre, i plenipotenziari austriaci accettano di siglare le onerose clausole armistiziali con il Regno d'Italia. Tale clausole imponevano agli sconfitti la consegna agli Alleati della maggior parte dell'IR flotta austriaca che doveva  confluire a Venezia entro le ore 18 del 6 novembre. Ma come abbiamo visto, con un'atto di profonda slealtà da parte austriaca,  l'intera flotta era stata ceduta al neo costituito stato di Sloveni Croati e Serbi e, cosa ancor più grave, i plenipotenziari austriaci si guardarono bene dall'informarne gli italiani.

4 novembre 1918 - viene redatto il famoso Bollettino della Vittoria.


Angelo Zanetti: Celebrazione della Vittoria, 1918

REGNO D'ITALIA (de facto 1918 - de jure 1920)













4 novembre 1918 - il Regio C.T. "Ardito" e il Regio C.T. "Francesco Nullo" giungono in porto a Rovigno alle ore 15,30 al comando dell'ufficiale Guido Del Greco che sbarcò una compagnia del 225° reggimento di fanteria della brigata Arezzo. La città è finalmente ricongiunta, con la sua ex capitale Venezia, al Regno d'Italia uscito vittorioso dall'immane conflitto della I° Guerra Mondiale tra il tripudio dei rovignesi.



sul molo si raccoglie la Banda cittadina che accolgono "i nostri" al suono dell'Inno di Garibaldi e dell'Inno di Mameli mentre i soldati vengono accolti tra acclamazioni, pianti di gioia e il getto di baci


il Regio C.T. Francesco Nullo all'attracco a Rovigno

4 novembre 1918 - riprendono presso la tipografia Niccolini le pubblicazioni de "Il Giornaletto di Pola". in formato ridotto riporta il n.ro 5541 anno XIX, direttore responsabile Giovanni Salata. Il numero dei 4 novembre viene distribuito gratis alla popolazione festante della città istriana:



5 novembre 1918
- poco prima di mezzogiorno una folla festante di rovignesi vede sfilare il convoglio navale italiano diretto verso Pola guidato dall'ammiraglio cagni a bordo della corazzata Saint Bon, alcuni cacciatorpedinieri, due dragamine, due unità siluranti leggere e due navi per il trasporto truppe. Viene accompagnato dal suono delle sirene mentre la folla sventola un tripudio di bandiere tricolori.

Accoglienze ben diverse ebbero le due torpediniere
Pegaso e Pallade a Lissa quando entrarono a Porto S.Giorgio. Ovunque sventolava la bandiera jugoslava, anche sui forti. Successivamente qunado il cacciatorpediniere Mirabello prese a bordo il Comitato di notabili venne a sapere che tutto il materiale di guerra era stato consegnato al Comitato jugoslavo e, se ovunque regnava l‘ordine, pure vi era una forte diffidenza verso l'Italia. L'unico italiano fra i notabili era stato tenuto lontano dal comitato di accoglienza, ma avvicinato con cautela da un ufficiale, confermò la generale ostilità della verso l‘Italia. Poco dopo tutte le navi ripartirono salutate da ovazioni, sia perchè se ne andavano e si perchè avevano scaricato per l'affamata popolazione un carico di farina. Il comandante Genovese-Zerbi in una relazione ufficiale scrisse che se si voleva mantenere l‘occupazione di Lissa occorrevano "truppe e tatto e larghe elargizioni per cattivarsi l‘animo delle popolazioni".

5 novembre 1918 - il com.te Foschini viene nominato dall'amm. Cagni a capo della piazza di Pola. Lungo la costa il convoglio s'avvede che sui forti di Barbariga e di  Brioni sventola il vessillo slavo ma, giunto a Fasana viene accolto da entusiastiche acclamazioni della folla e dal grido Viva l'Italia. Cosicchè tra segni di giubilo e fiori lanciati verso la sua truppa i primi marinai italiani sbarcano sul suolo istriano alle ore 12. Dai presenti apprende che Pola è occupata da truppe jugoslave, cecoslovacche e polacche al comando dell'Amm. Metod Koch. Nonostante la protesta ufficiale del Koch le truppe italiane entrano a Pola pavesata di tricolori, mentre la popolazione si riversava per le strade accogliendoli entusiasticamente quasi trascinandoli al Municipio per liberare, anche simbolicamente, la città dall'occupazione jugoslava. Inutilmente i marinai italiani cercano di acquartierarsi nelle caserme, vengono portati da una folla entusiasta a vedere l'antica porta Aurea simbolo della romanità della cittadina istriana. Nel frattempo un corteo organizzato dai croati cerca di prendere il sopravvento ma vengono accolti  dall'Inno di Mameli cantato da un coro di voci unanime tanto che le loro grida rimangono sopraffatte.

   


                            
Due cartoline, la prima di Rubino, col tema l'Istria Redenta dall'aquila asburgica.

Alla guerra avevano partecipato, come volontari, 20 rovignesi nelle file del Regio Esercito Italiano rischiando l'impiccagione in caso di cattura da parte austriaca. Complessivamente i volontari giuliani, fiumani e dalmati accorsi nelle file dell'esercito italiano furono oltre 2.107 di cui 1.030 ufficiali. I morti, tra giustiziati dall'Austria, caduti sul campo o in seguito alle ferite o malattie contratte durante la guerra furono 302, i feriti 332. Un interessante saggio sul contributo dei giuliani e dalmati lo dobbiamo al gen. dott. Antonino Sequenzia.

In cifre all'Italia la guerra era costata oltre 571.000 morti e circa 1 milione di feriti tra cui 450.000 grandi invalidi. Il debito pubblico era aumentato da 15 miliardi di lire del 1915 a 69 del 1918. L'inflazione era cresciuta nell'ordine delle 10-12 volte rispetto al periodo prebellico. La disoccupazione era al 18%. Cinque milioni e 600 mila soldati dovevano essere riportati ad una vita civile che non era in grado di riassorbili nella piena occupazione.

§

6 novembre 1918 - ancora migliaia di militari jugoslavi ed ex austriachi hanno il controllo di polveriere, magazzini e di vari edifici pubblici mentre il personale croato ha in mano tutti i servizi e comanda dappertutto. Tra la popolazione serpeggia la preoccupazione  per il fatto che l'immensa polveriera di Vallelunga sia in mano slava con l'incubo di una esplosione che provocherebbe immensi sconquassi nella cittadina istriana. L'arrivo della divisione navale italiana composta dalle r.n. Pisa, San Marco e San Giorgio al comando dell'Amm. Paladini incomincia a spostare i rapporti di forza ed i cittadini rassicurati ostentano coccarde tricolare ed inneggiano a Pola italiana.


7 novembre 1918 - alle ore 8,00 s'innalza la bandiera italiana sul Castello di Pola. Dappertutto scoppiano disordini provocati da nazionalisti croati mentre i militari austro-ungarici abbandonano i loro posti abbandonandosi al saccheggio.

8 novembre 1918 - in un rapporto al Capo di stato Maggiore della marina l'amm. Cagni  richiede ".. l'alto intervento di V.E.  per l'invio di ingenti quantità di viveri assolutamente indispensabili... Da Rovigno e da Dignano sono giunte commissioni per implorare l'invio di vettovaglie assicurando che in quei paesi si muore di fame. Ho dovuto promettere l'invio a Rovigno di due tonnellate di farina per domani..".

Verso la fine del 1918, ad aggravare ulteriormente la situazione imperversò una epidemia di febbre inflenzale conosciuta come "la spagnola" che mietè migliaia di vittime in tutta Europa non mancando di colpire l'Istria e Rovigno già prostrate dal periodo bellico, dalla scarsità dei raccolti e dalla susseguente fame. A Muggia il cantiere navale San Rocco sospese le normale attività per dedicarsi alla costruzione in serie di casse da morto tanto la situazione era grave. Il morbo iniziato ai primi di ottobrè imperversò sino al gennaio del 1919.

10 novembre 1918 - sul giornale La Stampa di Torino viene annunciato l'abdicazione di Gugliemo II e le condizioni stabilite dagli alleati per gli sconfitti imperi centrali.


10 novembre 1918 - a Capodistria esce il giornale "Istria Redenta"editore e redattore responsabile Arturo Bondi. Stampato presso lo stabilimento tipografico nazionale di Carlo Priora, il foglio uscirà ogni secondo giorno.



19 novembre 1918
- prima visita a Zara del “Comandante in capo militare marittimo della Dalmazia e delle isole Curzolane“ viceammiraglio Enrico Millo. Le prime truppe italiane erano sbarcate a Zara alle 14.30 del 4 novembre (alle 15.00 entrava in vigore l‘armistizio fra Italia ed Austria-Ungheria): si trattava della torpediniera 55 OS (comandata dal tenente di vascello Matteucci), con a bordo il capitano di corvetta Felice de Boccard, designato comandante militare a Zara.


Dal sito I.F.Q.D Cartoline Storiche

19 novembre 1918
- il governo dello Stato di Sloveni, Croati e Serbi decide di inviare a Belgrado una delegazione per trattare l'unificazione con il Regno di Serbia.

1° dicembre 1918
- il principe reggente Aleksander Karađjorđjević di Serbia proclama la costituzione del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (SHS) visto il voto favorevole della Dieta di Zagabria dove, ome detto, si era costituito il Consiglio degli Sloveni, Croati e Serbi oltre che dalla dichiarazione del Montenegro di annessione alla Serbia. Furono aggregati così territori provenienti dall'ex Impero Austro - Ungarico (Slovenia, Crozia, Bosnia), altri già sottoposti alla dominazione ottomana (Macedonia e parte dell'attuale Serbia) e i regni indipendenti di Serbia e Montenegro tutti uniti sotto la corona del re di Serbia Aleksander Karađjorđjević


Museo Centrale del Risorgimento - Roma

18 gennaio 1919 - a Parigi ha inizio la Conferenza di Pace con la partecipazione di 29 stati ma con tre figure predominanti: Woodrow Wilson, ed i ministri degli esteri inglese e francese: Lloyd George e George Clemenceau. Per l'Italia parteciparono Orlando, Sonnino, Salandra e Barzilai.

febbraio 1919 - a migliorare la situazione di Rovigno, oltre al venir meno della Spagnola, ci fu la riapertura di uno dei volani economici della città: la Fabrica tabacchi. La riapertura avvenne grazie ai nuovi macchinari che il Monopolio di Stato portò a sostituire i precedenti macchinari requisiti in Austria allo scoppio della guerra. La Manifattura di Rovigno riuscì sin dall'inizio ad assorbire 490 dipendenti portando le unità lavorative a 750 l'anno successivo. Con i nuovi macchinari la fabbrica produceva 3 tipi di sigari, ma soprattutto era stata incrementata la produzione di sigarette, di trinciato e tabacco da pipa.

11 febbraio 1919 - viene respinta la proposta jugoslava di sottoporre all'arbitrato del presidente americano Wilson la controversia territoriale con l'Italia. Pur avendo perso la guerra nelle file austro-ungariche (croati e sloveni) e nonostante dovessero il salvataggio del loro esercito alla Regia Marina (i serbi) il nuovo stato degli slavi del sud non si peritava di richiedere oltre a tutta la Dalmazia, anche l'Istria, Gorizia e Trieste in pratica proponendo il vecchio confine posto sull'Isonzo tra Regno d'Italia ed Impero.

12 febbraio 1919 - un treno di profughi italiani che rientrava in Italia transitando per Lubiano viene assaltato da gruppi nazionalisti sloveni.

febbraio 1919 - Domenica del Corriere Anno XXI n.7 del 16-23 febbraio: "Vittorio Emanuele III a Pola. Quantunque giunto in incognito, il Sovrano, recatosi a visitare l'Arena romana, vi riceve accoglienze indimenticabili da tutta la cittadinanza":




23 febbraio 1919 - gravi disordini anti italiani vengono organizzati dai nazionalisti croati a Spalato, Traù, e Ragusa di Dalmazia.

25 febbraio 1919 - sul giornale Novo Doba appare l'articolo Iskazi u Splitu (Le deposizioni di Spalato) in cui si narra dell'arrivo a Spalato dell'ammiraglio USA, Bullard, dell'ammiraglio francese Rattier e di quello italiano Cagni per condurre con quello inglese l'indagine per far luce sugli incidenti dei giorni precedenti e sulle persecuzioni della minoranza italiana in Dalmazia. Tra l'altro dice: - Gli italianizzanti locali volevano sfruttare questa occasione per una manifestazione politica, cominciando a radunarsi già dalle 8 di mattino nella locale società "Gabinetto di Lettura"; allo scopo del mantenimento dell'ordine è stato mobilitato l'intero corpo di gendarmeria e il comando serbo ha consegnato l'esercito per assicurare la calma. L'Ammiraglio italiano Cagni, in compagnia di qualche italianizzante, voleva far visita al "Gabinetto di lettura". Una parte della gente ha dimostrato. Purtroppo sono state commesse delle aggressioni... Allora la massa ha cantato "La Marsigliese" e "Hej Slaveni" .... Al ritorno la massa arrivando alla piazza del Popolo, ha distrutto le insegne di un paio di negozi italiani -. Notare quel termine Italianizzanti ovvero talianaši che tende a voler escludere per gli iatliani di Dalmazia la lora autoctonia e farli discendere da un'opera di italianizzazioni di dalmati slavi.

1° marzo 1919 - l'on. Orlando legge alla Camera un fiero discorso in cui proclama l'italianità di Fiume.


Rovigno - Caffè Municipio 1919

24 marzo 1919 - con D.L. n.ro 496/1 viene istituito l'Ente Morale Istituto Federale di Credito per il Risorgimento delle Venezie con lo scopo di contribuire ad un rapido risollevamento dell'economia della regione prostrata dalla guerra. A Rovigno come filiale dell'Istituto operò la Banca Cooperativa Giuliana - Rovigno.

10 aprile 1919 - entra in vigore il cambio tra la moneta austriaca e quella italiana: le corone carta moneta venivano cambiate in ragione di lire 0,40 delle valute cartacee italiane. Le corone d'argento contro valuta italiana cartacea in ragione dii lire 0,80. Verso fine anno, in base alla protesta popolare, la carta moneta austriaca venne cambiata in ragione di 0,60 lire.


Cartolina allegorica di Melitcovitz:
Trento e Trieste tornano, finalmente, all'Italia

19 aprile 1919 - lo spinoso "caso italiano" passa all'ordine del giorno della Conferenza di pace. Le aspirazioni italiane (i territori promessi nel Patto di Londra più Fiume) vengono osteggiate sia da francesi che da inglesi ma il principale ostacolo è dato dalla posizione del presidente americano e alla sua Linea Wilson.


da sin. a dx: Lloyd George, primo ministro britannico,
Vittorio Emanuele Orlando, presidente del Consiglio italiano,
Georges Clemenceau, primo ministro francese
 Woodrow Wilson, presidente degli Stati Uniti.

24 aprile 1919 - la delegazione italiana, con Orlando in testa, esaperata dal comportamento ostile che rifiutava di concedere all'italia il promesso, si ritira sdegnatamente dalla Conferenza di Pace di Parigi.

26 aprile 1919 - "A Sebenico una folla applaude alla dichiarazione ch'è disseppellito il vessillo di S. Marco, sepolto dagli avi sotto gli altari, e ch'è volontà incrollabile delle terre redente di rimanere congiunte all'Italia" (C.D.)

7 maggio 1919 - la delegazione italiana fa il suo rientro alla Conferenza accolta freddamente da Wilson, Clemenceau e Lloyd George dimentichi del grande contributo italiano alla comune guerra. Contributo che Barrere, ambasciatore francese a Roma, riconobbe a posteriore in un articolo sul "Figaro" del 24 maggio 1927:

"Il mio Paese (la Francia) aveva schierato alla frontiera più di 350.000 uomini. Con l'annuncio di Salandra, era evidente che l'azione italiana non poteva essere diretta contro la Francia, perchè¨ tutta l'artiglieria pesante era statata mandata (nel corso della neutralità - Ndr) verso il confine austriaco. Dopo la dichiarazione di guerra tedesca, io potevo avvisare il mio Governo che le nostre truppe al confine italiano potevano recarsi a combattere sulla Marna. Ma la neutralità dell'Italia in un nostro momento critico per le nostre armi ebbe ben altre conseguenze militari. L'Italia abbandonò il fronte francese e portò le sue forze sulla frontiera dell'Austria-Ungheria. Questa si convinse ben presto che l'attacco italiano era imminente e inevitabile; furono così portate al fronte italiano le truppe che fronteggiavano l'Esercito Russo in galizia. Ne venne di conseguenza che per non lasciare scoperta la Slesia, lo Stato Maggiore Tedesco fu costretto a prelevare due corpi d'armata sul fronte francese ed a portatli in tutta fretta al fronte della Russia per proteggere Berlino. Da quel momento la vittoria della Marna fu sicura e lo scacco della strategia tedesca fu pure assicurato. Fu così che sia la neutralità sia il successivo intervento italiano divenne uno dei grandi fattori della vittoria degli Alleati"

11-18 Maggio 1919 - La Domenica del Corriere, anno XXI num 19, Ultima di copertina: Fiume ancora una volta proclama solennemente la sua indomabile italianità



fine agosto 1919 - a Rovigno si svolge il 31° congresso generale della società di navigazione "Istria - Trieste" presieduta dal rovignese Vittorio Candussi Giardo.

1919 - Maffio Maffii pubblica a Milano "La Vittoria in Adriatico" diario della guerra per mare tra Italia ed Austria;

1919 L'associazione “Pro Dalmazia“ nasce da una costola della “Dante Alighieri“ intimamente collegata alla “Associazione Nazionale Volontari di guerra“, che si prefiggeva di propagandare ai tavoli della conferenza di pace ed agli italiani l‘idea della “Dalmazia irredenta“. Grande animatrice dell‘associazione fu Irma Melany Scodnik, cognata di Matteo Renato Imbriani, inventore dell‘espressione “terre irredente“. Irma Melany Scodnik fu allo stesso tempo grande animatrice del movimento di emancipazione delle donne. Si associarono alla “Pro Dalmazia“ nei primi tempi personaggi come Armando Diaz, un principe d‘Aragona, il principe Colonna di Cesarò ed Eugenio Cosleschi, stretto collaboratore di D‘Annunzio a Fiume.

 “Nel nome del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo, noi popolo Dalmata, in virtù dei diritti nostri antichissimi, e per la nostra piena ed unanime volontà,
 il più antico di tutti i diritti e di tutte le leggi, alle generazioni presenti e all‘ultime a venire protestiamo dinnanzi agli altari e dinnanzi ai nostri figlioli, sulle fonti 
 del nostro battesimo e sui poveri sepolcri dei nostri antenati; protestiamo dai nostri lidi e dai nostri monti e dall‘Isole nostre, al cospetto di tutti i popoli della
 terra e al cospetto santo di Dio: non vogliamo essere Croati...“

12 settembre 1919
- Gabriele d'Annunzio, in risposta all'accorato appello del Consiglio Nazionale Italiano di Fiume, dà inizio da Ronchi alla Impresa Fiumana Le truppe volontarie, i Legionari Fiumani, prendono pacificamente possesso della città, visto che le truppe alleate che la presidiavano se ne andarono senza opporre resistenza, tra il tripudio di una folla festante. All'impresa partecipano 4 rovignesi.



1919
- l'anno per Rovigno, dopo l'infausto 1918, fu un anno di ripresa: si ebbero 269 nascite contro 168 decessi con un saldo attivo di 101. I matrimoni furono ben 164.

1919 - esce a Firenze, sempre per i tipi di G.C. Sansoni, l'antologia:

P O E T I  D E L L' I T A L I A  R E-
D E N T A    §§    (POETI ITALIANI
D'OLTRE I CONFINI)  §  CANTI RAC-
COLTI  DA  GIUSEPPE PICCIOLA §§
EDIZIONE POSTUMA, CON LA COMMEMORAZIONE
DI LUI DETTA DA GUIDO MAZZONI A
TRIESTE E A PARENZO

NUOVA RISTAMPA

si trattava in effetti della ristampa dell'antologia del Picciòla, Poeti italiani d'oltre i confini,  pubblicata nel 1914 a cui era stato solamente aggiornato il titolo adeguandolo alla nuova realtà che si andava profilando a seguito della 1° Guerra Mondiale anche se non tutto il territorio dalmata verrà poi effettivamente redento.



15 novembre 1919 - sbarco di d’Annunzio a Zara proveniente da Fiume con lo scopo di allargare gli orizzonti ideali e pratici dell’Impresa; pur riuscendo il poeta a costituire un “Corpo di volontari dalmati” rinforzato da suoi legionari, la sua azione non produsse risultati pratici nell’ambito del mondo politico italiano.



28 gennaio 1920 - il giornale Novo Doba riferisce dei fatti accaduti a Spalato con un articolo intitolato "Ju
čerasnji incidenti u Splitu" ovvero "Gli incidenti di ieri a Spalato": - Ieri sera gli incidenti furono provocati dai manifestant, avviati verso la riva per raggiungere la società italiana "Il Gabinetto di Lettura". Nonostante tutta la zona circostante fosse presidiata dalla gendarmeria e dalla polizia comunale con molta difficoltà potevano fermare la massa. Alcuni gruppi riuscirono a sfuggire e da lontano scagliavano sassi verso le finestre delle sale delle società degli italianizzanti che erano illuminate. Furono distrutte le finestre e danneggiate le persiane... Le guardie cominciarono a sparare in aria. Alcuni gruppi si recarono alla piazza del Popolo. Lì irruppero nella società italiana "Società Operaia" e provocarono qualche danno. Allo stesso modo si gettarono contro i negozi dei commercianti italianizzanti, rompendo un paio di vetri e di insegne. La gendarmeria cominciò di nuovo a sparare.... irrompendo nella "Società Operaia", la massa ha travolto tre guardiani, danneggiato nelle sale un paio di quadri, qualche vetro ed uno specchio. I dimostranti tentarono di irrompere nell'edificio della "Lega Nazionale", però furono fermati dalla gendarmeria. ... A causa degli avvenimenti di ieri il comandante americano (della flotta alleata in rada a Spalato N.d.r.) è interevenuto presso il Presidente del Governo, raccomandando pace e moderazione. Il Presidente del Governo si è recato dal Comandante italiano per deplorare gli incidenti relativi alle bandiere e ai quadri -.  Va detto  che i quadri distrutti o trafugati  erano i ritratti di d'Annunzio, Bajamonti, del Re Vittorio Emanuele e della Regina Elena come poi precisato dallo stesso giornale il giorno successivo. La bandiera, anche se non citata, era naturalmente quella del Regno d'Italia.

23 febbraio 1920 - finalmente gli ex-irredenti inquadrati nel C.I.E.O. lasciano la Manciuria per sbarcare a Napoli il 2 aprile in un'Italia sconvolta dalla lotta politica tra "rossi" e "neri" e che pertanto li accoglierà senza fanfare nè bandiere.

1920 - foto dei primi vigili di Rovigno "italiana" chiamati però ancora "pulizei":

 

1920
- con il passaggio dall'Austria all'Italia, dopo la I° Guerra Mondiale, l'Acquario di Rovigno passò alle dipendenze del Regio
Comitato Talassografico Italiano assumendo le funzioni di Istituto di Biologia Marina per l'Adriatico. L'istituto disponeva di una ricca biblioteca (arricchitasi anche per i volumi della Stazione di Geologia di Trieste che proprio in quell'anno aveva cessato la sua attività) fornita di oltre otto mila volumi, museo, reagentario, istrumentario, laboratorio di chimica e biologia, sei stanze di lavoro un'officina meccanica, e l'impianto per il rinnovo delle acque dei vivai oltre agli alloggi per gli studiosi. L'istituto venne alla ribalta della scena scientifica italiana per gli studi dei suoi direttori: il prof. Fedele, il prof. Raffaele Issel (1878-1936) uno dei padri della biologia marina italiana, nel 1918 aveva dato alle stampe il fortunato manuale "Biologia Marina - forme e fenomeni della vita nel mare" pubblicato a Milano da Hoepli, che diresse l'Acquario dal 1920 al 1923, ed il prof. Massimo Sella che diresse l'Acquario per un ventennio dal 1923 al 1943.

Massimo Sella
S. Girolamo di Biella 1866-1959

1920 - carta dell'Istria "ITALIANA"

20 marzo 1920  - il piroscafo jugoslavo «Vrainizza», proveniente da Trieste, veniva bloccato presso Unie da una torpediniera dipendente dal Comando dannunziano e condotto a Fiume, dove venivano scaricati 150 sacchi di caffè. Il «Vrainizza» veniva rilasciato il 27 marzo 1920 e faceva ritorno a Trieste. L'accaduto provocava una nota di protesta che il Delegato serbo-croato-sloveno, Ante Trumbić, indirizzava alla Conferenza della pace. In tale nota, dopo aver rievocato l'episodio, Trumbić sottolineava che «D'après des reinsegnements qu'à reçu le Gouvernement du Royaume des Serbes, Croates et Slovènes, il y a dans le Quarnaro toute une flottille composée de torpilleurs de d'Annunzio qui s'y tiennent en embuscade pour arrêter les navires chargés de marchandises. Le danger existe donc que cette piraterie moderne soit continuée. La libre navigation sur l'Adriatique étant aussi sérieusement menacée, le Royaume des Serbes-Croates-Slovènes est justifié à élever contre ce fait, la protestation la plus solennelle. D'ordre de mon Gouvernement Royal, je prie la Conférence de la Paix de faire prendre les mesures nécessaires pour garantir la liberté de la navigation dans les eaux qui se trouvent sous l'autorité de D'Annunzio ainsi que pour la restitution de la marchandise confisquée».

15 maggio 1920 - su il giornale La Vedetta esce l'articolo "Il Convegno Italo-Jugoslavo a Pallanza" che relaziona del tentativo di giungere ad un accordo diretto tra Regno d'Italia e Regno S.H.S. per definire i confini tra i due stati.

16 maggio 1920 - il ministro della Regia Marina,  Sechi, non poteva che confermare a Scialoja come il dirottamento del «Vrainizza» fosse da considerarsi un atto illegale:  «Per quanto si riferisce alla protesta per la libertà di navigazione in Adriatico, non v'ha dubbio che si debba riconoscere che l'atto compiuto dalle unità irregolari sopradette è ingiusto ed illegale. Il Governo italiano non può che deplorarlo».

primi di luglio 1920 - a Spalato nazionalisti croati assaltano il Caffè Nani e i circoli sportivi e culturali della minoranza italiana. 



4 giugno 1920 - il Trattato di pace di Trianon sanciva la rinuncia dell'Ungheria ad ogni pretesa su Fiume e territori adiacenti: "L'Ungheria rinunzia ad ogni diritto e titolo su Fiume e sui territori adiacenti, appartenenti all'antico Regno di Ungheria, e compresi nei confini che saranno stabiliti in seguito: L'Ungheria si impegna a riconoscere le stipulazioni contenute, relativamente a questi territori, in specie per quanto concerne la cittadinanza degli abitanti, nei trattati destinati a completare il presente assetto".

1920 - La cartolina fa parte di una serie che il “Comitato di Assistenza Dalmatia“ produsse all‘inizio degli anni ‘20 del XX° secolo. Il “Comitato di Assistenza Dalmatia“ fu uno dei tanti sorti fra la fine della Grande Guerra ed i primi anni ‘20 per reclamare l‘annessione della Dalmazia all‘Italia, denunciare la “vittoria mutilata“, assistere le popolazioni italiane della Dalmazia, mantenere sempre viva l‘idea della Dalmazia come “regione irredenta“. Alla fine degli anni ‘20, il regime fascista fuse tutte queste associazioni nel “Comitato di Azione Dalmatica“, “allo scopo di uniformare alle direttive del Regime e di rendere sempre più efficace ed omogenea l‘azione per la difesa dell‘italianità e dei diritti d‘Italia nella Dalmazia“.


 
                                









Dal sito I.F.Q.D Cartoline Storiche

11 luglio 1920
- a Spalato avvengono dei moti che coinvolgono i marinai della R.N. Puglia inviata per il controllo della città dalmata che rientrava nelle concessioni territoriali concordate a favore del regno d'Italia col Patto di Londra. Lo scontro pare fosse causato dal sequestro di una bandiera serba da parte di un marinaio della "Puglia", bandiera in seguito restituita. Il fatto però fornì il destro per inscenare una indegna gazzarra anti-italiana in seguito degenerata in cui trovò la morte il motorista Aldo Rossi ed in cui venne ferito a morte anche il Capitano di corvetta Tommaso Gulli, il comandante della nave prontamente accorso per sedare il tumulto. (La prua della R.N. Puglia finirà poi ad ornare il Vittoriale di d'Annunzio).



13 luglio 1920 - a Trieste alla notizia dell'eccidio di Spalato una folla, eccitata da un infiammato comizio in Piazza Unità dell'esponente fascista Francesco Giunta, circonda l'Hotel Balkan ove al primo piano aveva sede la Narodni Dom - Casa del Popolo, con intenzioni bellicose anche perchè un giovane italiano, Giovanni Ninni, era stato appena accoltellato a morte. Dalle finestre del Balkan vennero sparati dei colpi d'arma da fuoco che uccisero il ten. Luigi Casana e, dopo che la folla inferocita diede alle fiamme l'Hotel, dall'edificio si levarono una serie di esplosioni probabilmente causata da poco innocenti depositi di armi e munizioni. La terza vittima fu un medico di Lubiana che in preda al panico si era gettato dalla finestra della sua camera d'albergo senza attendere i pompieri come invece fece la moglie. La folla inferocita devasta il caffè del Commercio, la Cassa di Risparmio slovena, la Cassa di Risparmio croata mentre la sede dell'Edinost si salva solamente perchè protetta dai carabinieri.

14 luglio 1920 - viene distrutto anche il Narodni Dom di Pola.

8 settembre 1920
- a Fiume Gabriele d'Annunzio proclama l'istituzione della Reggenza Italiana del Carnaro. Istituzione che, dal nome stesso, s'intendeva provvisoria in attesa di una definitiva annessione al regno d'Italia. La Reggenza si doterà anche di una interessante ed avanzatissima, per quei tempi, Costituzione col nome di Carta del Carnaro

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Roma - Archivio Museo della Citta di Fiume

20 settembre 1920
- Mussolini a a Pola in un acceso discorso pronuncia queste infauste parole: "Per realizzare il sogno mediterraneo bisogna che l’Adriatico sia in mano nostra: di fronte ad una razza come la slava, inferiore e barbara non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani". Il futuro Duce troverà il tempo di fare anche una breve visita a Rovigno.

12 novembre 1920
- a Villa Spinola, dopo 5 giorni di trattative, in località San Michele di Pagana, alle ore 23 e 45 viene siglato tra Italia e Jugoslavia il Trattato di Rapallo che assegnava all'Italia tutta l'Istria sino a Preluca, Postumia, Idria e Monte Nevoso ma, contemporaneamente le toglieva tutta la costa orientale adriatica (prevista dalle clausole segrete del Patto di Londra) ad eccezione della sola enclave di Zara. La città di Fiume acquisiva lo status di Stato Libero a cui i due stati contraenti garantivano indipendente anche se, grazie ad alcune clausole segrete, la città quarnerina perdeva il Porto Baross e la Fiumara, ovvero il delta del fiume Eneo, che venivano assegnati alla Jugoslavia ovvero al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni con effetti disastrosi per l'economia ed il commercio fiumano.
    §
 
20 / 21 Novembre del 1920 - Il Maestro Arturo Toscanini, nel corso dell'impresa di Gabriele d'Annunzio, tiene a Fiume due concerti per la raccolta di fondi. In quell'avvenimento vennero eseguiti, nel teatro "Giuseppe Verdi" di Fiume, i seguenti brani: la "Quinta di Beethoven", "Piemonte", "Iberia", "Fontane di Roma", "I Vespri Siciliani", "Tristano e Isotta".

21 dicembre 1920
- visto il rifiuto di Gabriele d'Annunzio, che non accettava le mutilazioni di Porto Baross, di sgomberare pacificamente la città il generale Caviglia proclama lo stato di guerra.

24 dicembre 1920 - la sera della Vigilia di Natale le truppe del Regio Esercito Italiano atttaccano le postazioni tenute dai Legionari fiumani. La battaglia, che verrà ricordata come il Natale di Sangue durerà cinque giorni con morti e feriti tra ambe le parti e tra la popolazione civile. Per evitare un ulteriore bagno di sangue d'Annunzio darà le sue dimissioni mantenendo soltanto il comando della Legione di Ronchi. Al Consiglio cittadino non rimarrà altra scelta che accettare le clausole del Trattato di Rapallo.


Rovigno anni '20

24 aprile 1921 - in ottemperanza al trattato italo-jugoslavo a Fiume si tengono le libere elezioni per stabilire la costituente del neo-nato Stato Libero di Fiume. Nonostante un tentativo dei fascisti di Fiume di ostacolare lo spoglio, capeggiati da Nino Host-Venturi, dalle urne uscirà schiacciante la vittoria di Riccardo Zanella e del partito autonomista.


Riccardo Zanella

3 ottobre 1921 - da un rapporto del commissario di P.S. di Pola: "Questa notte alle ore 21 a Dignano un gruppo di comunisti fu aggredito in un'osteria del luogo da una squadra di fascisti capitanata da certo Gelich Antonio. I comunisti furono bastonati ed uno di loro, certo Benussi Andrea, rimase ferito con arma di taglio al fianco destro. Gli aggressori sono noti ed il feritore si è reso latitante".  Nello stesso rapporta si dice che "Questa mattina alle ore 5,15 fu danneggiata con una bomba per la lunghezza di circa 50 metri la linea ferroviaria presso il casello No. 78 a circa 2 Km dalla stazione di Pola".

5 ottobre 1921
- a Pola gli operai organizzano un grande sciopero generale che paralizza la città. I giovani comunisti si danno convegno alla Camera del Lavoro dietro l'Arena e qui avviene un primo scontro con i fascisti. Tornando dalla manifestazione il giovane operaio Luigi Scalier s'imbatte in un gruppo di squadristi, nello scontro interviene anche il fratello Vittorio. I due circondati hanno la peggio. Luigi corre a casa in Via Emo a 2 passi dallo scontro, si arma di pistola mettendo in fuga i fascisti sparando un paio di colpi ma viene colpito a morte pare dalle guardie regie.

22 novembre 1921 - tragico conflitto, con un morto, tra fascisti e socialisti a Rovigno.

3 marzo 1922 - il fascio triestino con alla testa Francesco Giunta, appoggiato da ex legionari fiumani ed elementi locali, forte di circa duecento uomini, con la forza s'impadronisce del Palazzo di Governo costringendo il Presidente dello Stato Libero di Fiume a dare le dimissioni e a riparare a Portorè (Jugoslavia). Il governo dello Stato Libero venne affidato dai golpisti al prof. Attilio Depoli, noto antifascista, che accolse il mandato con senso civico per il comune bene cittadino e con il beneplacito di Roma.


                  

Roma - Archivio Museo della Citta di Fiume: 2 quadri di A. Orell datati 1938 che rappresentano l'assalto di Giunta.

12 marzo 1922 - viene inaugurato a Rovigno in Piazza della Riva, diventata nel frattempo Piazza Vittorio Emanuele III, il monumento della Redenzione ovvero il Pilo della Vittoria. In quell'occasione venne posto un cippo in Piazza de Laco (Piazza della Liberta) al volontario rovignese Federico Riosa caduto da eroe sull'Hermada (Carso) il 7 giugno 1917.



24 maggio 1922
- il Re Vittorio Emanuele III, accompagnato dalla Regina Elena e dalla figlia Iolanda visita Parenzo e Pola.

1922 - esce sulla Rivista "Pagine Istriane" in due puntate l'interessante lavoro di Francesco Babudri, studioso appassionato del folk-lore istriano, un interessante saggio dal titolo Blasoni popolari triestini e istriani.


1922- Rovigno Banda dei Salesiani

25 maggio 1922 - il giorno successivo il convoglio reale si recherà a Zara, durante il tragitto nelle acque di fronte Rovigno, raccoglierò il saluto delle autorità cittadine, anche se il re non sbarcherà nella cittadina istriana. L'evento viene immortalato da una cartolina con la seguente didascalia: "Rovigno 25 maggio 1922 - Il Passaggio delle navi".


Il Re in visita a Zara sulla vettura messa a disposizione
da Michelangelo Luxardo


7 settembre 1922 -
« ... arrivarono due campane per il Duomo di S. Eufemia, essendochè durante la guerra, dal cessato governo austriaco, ne vennero asportate due dal campanile per fare bronzi di guerra: cannoni. Le nuove campane, regalate dal R. Governo Italiano, portano sopra la seguente dedica:

ME FREGIT FUROR HOSTIS AT HOSTIS AB AERE REVIXE
ITALIAM CLARA VOCE DEUMQUE CANENS.

in italiano suona: "il furor del nemico m'infranse e ricostituita dal bronzo nemico, decanto a voce sonora Dio e l'Italia" » (Segariol)

28 ottobre 1922
- col tacito assenso del Re Vittorio Emanuele III avviene la Marcia su Roma che segnerà la presa del potere del fascismo mussoliniano.



30 ottobre 1922 - chiamato dal Re il capo dei fascisti Benito Mussolini, che era rimasto comodamente a Milano in attesa dell'evolversi degli eventi, giunge a Roma per formare il suo primo governo. Aveva inizio così in maniera formalmente legale la dittatura fascista che avrebbe segnato i destini dell'Italia per un ventennio.



11 dicembre 1922 - « Sulla torretta dell'orologio, in Piazza Vittorio Emanuele III, venne demolita una specie di cupola e messo un sostegno in ferro per le campane nuove, che vennero appese l'11 dicembre 1922. Anche le campane delle chgiesette di città vennero a mano amno ricollocate a posto essendochè, come le campane del Duomo, erano state asportate e fuse per fare cannoni ». (Segariol)

1922-1923 - con i regi decreti legislativi 31 dicembre 1922, n. 1679, 16 luglio 1923, n. 1753, 6 maggio 1923, n. 1054, 30 settembre 1923, n. 2102 e 1 ottobre 1923, n. 2185), ad opera del Ministro dell'Istruzione del primo Governo Mussolini, il filosofo Giovanni Gentile, si attua la riforma del sistema scolastico italiano. Tra i punti salienti vi  è  la graduale messa al bando dagli istituti scolastici di ogni ordine e grado delle lingue delle comunità nazionali appena annesse all'Italia (tedesco, sloveno e croato) o il francese per la Val d'Aosta, in quanto l'unica  lingua d'insegnamento doveva essere  l'italiano. Naturalmente questo provvedimento segnerà un vulnus nella coesistenza tra le diversie etnie presenti nel territorio giuliano.


                                






 2 Manifesti di Gigi Vidris
(1897-1976)

lugno 1923 - giunge a Rovigno, a bordo del suo yacht, il principe Umberto di Savoia. Sarà una visita memorabile che rimarrà indelabile nella memoria della città istriana.


Dal molo la popolazione osserva l'arrivo dello yacht Yela con cui, scortato dall'incrociatore San Giorgio, giunge in visita a Rovigno il principe Umberto

21 ottobre 1923 - con decreto n.ro 2415 avviene a Rovigno l'istituzione di un Regio Istituto Tecnico.

7 novembre 1923 - « Inaugurazione del Teatro Comunale, restaurato col nuovo nome di Gandusio, grande comico italiano, che ebbe i natali a Rovigno. La prima commedia fu "Spettri", interpretata da Gustavo Salvini ». (Segariol)

15 gennaio 1924 - a Trieste in una sala cinematografica avviene l'arresto del polesano Giovanni Colarich, noto malvivente che era entrato nell'immaginario della popolazione istriana come una sorta di Robin Hood .


Illustrazione dalla Tribuna Illustrata del 27/1/1924

27 gennaio 1924 - il Trattato di Roma tra Italia e Jugoslavia sancirà la sovranità italiana sulla città quarnerina ma anche la perdita del delta del fiume Eneo con lo strategico Porto Baross.



10 febbraio 1924 - "Le grandiose manifestazioni di Fiume per l'annessione all'Italia. Tra commoventi scene d'entusiasmo, un immenso corteo patriottico attraversa la città per recarsi al Palazzo del Governo" dalla didascalia de:



16 marzo 1924
- il governatore Giardino inviato dal Governo Italiano a Fiume, alla presenza di S.M. il Re Vittorio Emanuele III, proclama ufficialmente l'annessione della città quarnerina all'Italia.



Dalla solita copertina della Domenica del Corriere del 23 marzo una rappresentazione dell'arrivo del  Re a Fiume a bordo del Regio Esploratore "Brindisi" accompagnato dal "Carlo Mirabello" e da altre 4 unità della Regia Marina: i cacciatorpedinieri  "Indomito" , "Insidioso" , "Cirenaica" e "Nievo" era la domenica del 16 marzo ed il Re atteso per le ore 10 era giunto in perfetto orario, ed anzi con qualche  minuto di anticipo.


Dagli inizi al 774 Dal 774 al 1283 Dal 1283 al 1699 Dal 1701 al 1797 Dal 1797 al 1813 Dal 1813 al 1849 Dal 1850 al 1861 Dal 1862 al 1899 Dal 1900 al 1924 Dal 1925 al 1954


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