I Capostipiti delle Famiglie di Rovigno

 
 


 FONTI STORICHE
  1. Estratto degli Albori Genealogici delle Famiglie di Rovigno, del canonico don Oliviero Costantini (1697-1784);
  2. Dell'origine e cognomi di alcune famiglie di Rovigno secondo gli alberi genealogici del can. Oliviero dott. Costantini, di Antonio Angelini fu Stefano (1798-1863);
  3. Famiglie di Rovigno coi loro capostipiti del canonico Tomaso Caenazzo (1819-1901); 
 
                A queste fonti si aggiunge il Cadastre National de l'Istrie censimento effettuato dagli occupanti slavo-comunisti il 1° ottobre del 1945 all'insaputa della popolazione,
Censimento che tra l'altro riportava i dati riassuntivi della Circonscription Judiciaire de Rovinj (Rovigno):


Annèe
 Habitants
 Croates
 %
 Slovènes
 %  Italiens
%
  Divers
%
 Indeterminèe  %
 1880
9.522 
87 
0,91 
10 
  0,11 
9.136 
95,95 
13 
 0,14 
--
--
 1890
9.662 
22 
0,23 

  0,09 
9.207 
95,29 
 125 
1,29 
--
--
 1900
10.302 
  41 
0,40 
16 
0,16 
9.716 
94,31 
205 
1,99 
--
--
 1910
12.323 
57 
0,46 
63 
0,51 
 10.859 
88,12 
   1.344 
 10,91 
--
--
 1945
8.871 
1.306 
  14,72 

0,01 
7.555 
  85,17 
 5 
0,06 
 4 
 0,04 
         
 Come si può vedere i dati dal 1880 al 1900 danno una netta maggioranza italiana. Quelli del 1910 sembrano presentare un calo ma soltanto perchè il censimento austriaco
 volle scorporare i così  detti "regnicoli", ovvero gli italiani residenti a Rovigno ma non sudditi dell'Impero. Mentre assai significativi sono i dati del 1945 che segnano un netto
 decremento in termini assoluti della popolazione rovignese che passa dagli oltre 12 mila abitanti del 1910 agli 8.871 del censimento "partigiano". Segno che la popolazione
 rovignese, a parte una naturale emigrazione verso i centri commerciali di Trieste e Pola, era stata intaccata dalla guerra ed aveva incominciato quell'esodo non compensato
 dall'arrivo di nuove popolazioni jugoslave. Anche in tali condizioni l'intiera Circoscrizione di Rovigno, compreso quindi anche le campagne, presentava una chiara e netta
 maggioranza italiana.



I




da Abbà a Buttirich
da Cabas a Guryan
da Harvat a Mussolicchio
da Nacinovich a Ruzzon
da Sabatti a Zulich

Abbà - Micolin di Giacomina e del qm. Zuanne da Dignan, Abbà, cioè guardiano di S. Maria di Campognana, donde il cognome de' suoi discendenti, a Rovigno dal 1535. Molte volte il cognome è scritto erroneamente senza l'accento finale. Nel censimento del 1° ottobre '45 risultavano 16 famiglie Abbà. Questa famiglia è rimasta nella storia recente di Rovigno per l'eroica figura del Capitano di cavalleria Silvano Abbà e  per la tragedia della famiglia di  Giorgio Abbà, trucidato dai titini con la moglie  Giuseppina e la figlia tredicenne Alice. (vedi la pagina sugli infoibati e desaparecidos rovignesi)

Aceto - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia in cui però il cognome scritto Acetto.

Adamović - Lujo, valente botanico ed autore di saggi su tale materia. Nato casualmente a Rovigno nel 1864 da una famiglia non rovignese la sua formazione avvenne infatti nella dalmata Ragusa - Dubrovnik. Divenne direttore del giardino botanico di Belgrado ed in seguito professore di geografia botanica all'Università di Vienna. Morì a Ragusa nel 1935. Pubblicò saggi in tedesco come " Die pflanzengeographische Stellung und Gliederung Italiens: mit 31 pflanzengeograph Originalkarten des Verfassers - von Lujo Adamović " stampato a Jena nel 1933.

Aitala - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Albanese - Stefano qm. Nicolò, taiapiera da Dolcigno, 1540, per il Caenazzo. Per l'Angelini invece: Nicolò Sartore (1460). Un altro Nicolò (1530) con figli Stefano e Gabriele e con Oliviero fu Giacomo, Frate di San Girolamo in San Giovanni in Pelago. Questo cognome certamente deviva dalla provenienza (Albania) tanto dei due Nicolò, quanto di Piero. Piero Albanese da Dulcigno nel 1593 sposò Marietta Ciprian fu Giovanni. Il sacerdote Francesco Albanese fu uno dei fondatori dell'Accademia degli Intraprendenti  di Rovigno (1762-1765);

Albertini - Gasparo da S. Nicolò di Venezia, 1582. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 4 famiglie.

Albrigo - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Alessich - Marco di Matteo da Sabioncello, 1830.

Amarza - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Amato - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Amoroso - dr. Andrea, nato a Rovigno il 14 settembre 1829, morto a Parenzo il 19 febbraio 1910. Fu uno degli eletti alla Prima Dieta istriana che il 10 ed 16 aprile votarono per ben due volte "nessuno". In quella sede fu uno dei principali fautori del cosiddetto partito astensionista, successivamente deputato, assessore e quindi vicecapitano provinciale, fondò l'Istituto del credito fondiario e l'Istituto Agrario Provinciale, fu tra i fondatori del settimanale l'Istria e della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria.

Andretich - Andrea di Antonio da Volosca, 1807. Per il cognome in -ich vedi l'interessante articolo di Guido Posar "Sono proprio slavi i nomi terminanti in ich ?". Domenico Andretich, italianizzò il proprio cognome in Andretti, con atto della pref. di Pola del 6.04.1928. Nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Angelini (de) - a Rovigno con Giacomo qm. Nicolò da Venezia, 1678, (Caenazzo) o con sior Anzolo Angelini da Venezia, 16... (Costantini). Il cronista Antonio Angelini, che era parte in causa, chiosando gli Albori del Costantini aggiunge che erano originari di Caprino, terra bergamasca, ove erano presenti sin dal XIII secolo, successivamente a Bergamo ove erano "famiglia antica cittadina", quindi a Venezia e da lì nel seicento a Rovigno. Da mie ricerche risulta che l'arrivo degli Angelini a Rovigno è antecedente al 1678, data proposta dal Caenazzo, e va retrodatato di almeno qualche decennio. Furono una delle principali famiglie del popolo nel periodo veneto e vennero associati al Corpo dei Cittadini di Rovigno solamente nel 1802 quando gli austriaci ripristinarono il Consiglio dei Cittadini o Nobili di Rovigno aggregando le famiglie del popolo che avevano un rappresentante nel così detto "Governo dei 18". Nell'elenco dei nobili dell'Istria confermati dall'Imp. Francesco I, dal gennaio 1816 al dicembre 1834, risultavano iscritti i seguenti nominativi per la suddetta famiglia di Rovigno: Angelo - Antonio - Giacomo - Giovanni - Marco e Rocco. A partire da tale data le famiglie confermate nobili assunsero il "de" nobiliare. Venivano distinti in tre rami od agnomi:
San Francesco, dal nome dell'omonima contrada ove risiedeva quel ramo.
Veneziani, dalla loro provenienza.
Speziali, dato che erano proprietari di una delle 3 farmacie presenti a Rovigno nell'ottocento.
Da questa famiglia Rovigno ebbe canonici, avvocati, cronisti di storia cittadina, lettrerati e politici. Nel censimento del 1° ottobre '45, effettuato dagli occupanti titini, risultavano ancora a Rovigno 5 famiglie Angelini e 5 Deangelini (recte de Angelini). Nel 1970 circa, il Comune di Rovigno ha intitolato alla famiglia Angelini una via in località Cadièmia, il nome della famiglia è presente inoltre nella toponomastica rovignese per la Stànsia Angileîni, che nella cartografia jugoslava, è diventato Stancjia Angelini. Il più antico stemma di famiglia reca un angelo con ali patenti, posto in maestà su di un mondo con sul capo 3 o 6 stelle, e nella sinistra una falce e nella mano destra una corona rintracciabile ancor oggi sulla pietra tombale dell'abate Antonio Angelini (1688-1734), canonico della Collegiata di Sant'Eufemia di cui riporto l’iscrizione:


AntonII
AbbatIs. AngeLInI.
CanonICI. CIneres.
HoC. SVb. TVmvLo.
PaCE. QVIesCVnt.

In occasione all'ascrizione alla nobiltà venne concesso uno stemma nobiliare recante un'aquila nella parte superiore mentre il campo inferiore presenta delle losanghe bicolori di cui si ha notizia soltanto dal libro di Giuseppe Natorri, "Raccolta di tutte le antichità, stemmi ed iscrizioni che esistevano ed esistono nella mia patria Rovigno":

                                                                                                                                                                  

Anti - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 4 famiglie.

Antolli - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Antonaz - Martino qm. Giovanni da S. Vincenti, 1813.

Antonovich  (Antoni) - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Apollonio - Francesco da Brivoni Maccaferro di Polonio, 1522. Nel censimento del 1° ottobre '45, risultavano 20 famiglie registrate però come Apolonio.

Aquilante - Mistro Aquilante Grego da Paris o Peroi, 1548. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie.

Arianese - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti due famiglie.

Arlatti - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Artusi - mistro Carlo da Milan fabbro, detto prima Manzoni, e poi Artusi - 1709 in Lucia Angelini q. Zuanne - 1720 in Antonia Ghira. Nel marzo del 1802 detta famiglia con Carlo Artusi qm. Antonio fu aggregata nel Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno. Nel 1878 i figli di A. Artusi fondarono a Rovigno una Cereria:

Aspromonte - Francesco, operaio trucidato dai Titini a 45 anni.

Azzori - nel censimento effettuato il 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Baban - Stefano qm. Simone, 1806. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 3 famiglie.

Bacaseni - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente con una famiglia.

Bacchias - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente con 2 famiglie.

Bacchiaz - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente con una famiglia.

Bacich - Giuseppe qm. Giov. da Veglia, 1722. Cognome poi mutato in Bassichi.

Baffi - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bagiollo - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Baglini - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bailo - Antonio da Capodistria, sartor 176.. secondo il Caenazzo, ma l'Angelini riporta che un Francesco Bailo giunse come cavaliere al seguito del podestà veneto, Ferigo Bonlini, a Rovigno negli anni 1740-41, per cui probabilmente il primo capostipite di questa famiglia fu Francesco anzichè Antonio.

Balbi - mistro Alessandro, taiapiera da Venezia, 1682.

Balesa - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie.

Balincich - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Ban - nel censimento del 1° ottobre ‘45 erano presenti 2 famiglie.

Banama - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bancich - Zuanne qm. Giacomo da Canfanaro, 1790.

Banko - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 3 famiglie.

Baota - Marco qm. Giacomo da Venezia, 1655.

Barbaro - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Barberan - Zuanne de Barbier da Veglia detto Barberan, 1627.

Barbiani - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Barbieri - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie.

Barbocini - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Barcaricchio - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Barčić (Barci) - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Barco - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Baricchio - Antonio da Orsara, 1774, nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Barko o Barco - Giuseppe fu Giuseppe da Ofon commerciante di Pest, 1832. Nel censimento del 1 ottobre '45 era presente una famiglia.

Barle - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 5 famiglie Barle.

Barri - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie.

Barsan - Osvaldo fu Giuseppe dal Friuli, 1805. Ben due rappresentanti di questa famiglia Luigi ed Antonio Barsan furono tra gli eletti alla Prima Dieta istriana che il 10 ed 16 aprile votarono per ben due volte "nessuno". Tra l'altro Antonio (Rovigno 1823-Pola 1889)  fu Podestà di Pola dal 1876 al 1882 e dal 1888 al 1889

Bartoli - Piero qm. Bartole da Venezia, calafà, 1485. Nel censimento del 1° ottobre '45 risultavano 17 famiglie. Il personaggio più famoso di tale famiglia è Gianni Bartoli (Rovigno 1900 - Trieste 1973) che fu a lungo sindaco di Trieste nel periodo più burrascoso del II dopoguerra.


Trieste

Baruta - famiglia presente a Rovigno dal 1490 al 1568.

Barzelato - patron Zanantonio Gennaro di Vincenzo da Rimini detto Barzellato, 1651. Nel censimento del 1° ottobre 1945 risultavano a Rovigno 19 famiglie Barzellato.

Barzelogna - Francesco qm. Zuanne, barbier, 1510. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 13 famiglie.

Basarzi - Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 6 famiglie.

Baseggio - Giulio, nato a Rovigno nel 1853, avvocato a Pola. Era il figlio di Niccolò Baseggio nato a Capodistria (1744-1831) notaio ed avvocato.

Basich - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 7 famiglie

Basilisco - Zambattista Baselisco, spezier da Lodi, 1520. Famiglia appartenente al Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno: "1622. - ottobre 21: si conferma l'aggregazione al Consiglio di Rovigno di Domenico e fratelli Basilischi con l'esborso di ducati 300". Nell'atrio del Palazzo Comunale è presente uno scudo gentilizio di detta famiglia recante un basilisco rampante e la data MDLXXV con l'epigrafe IO.S B.TA BASALISCO AROMATARIUS CIVIS LAUDE HAB.R RUBINI:

Sull'architrave della casa in Contrada Crociera, oggi via Montalban n. 1 l'iscrizione:

 GIOANNES BAPT.A BASILI.S Q. ANTONII MARIE CIVIS LEODII ET HABITATOR RUBINI MDLXXX DIE P.IUNII

Inoltre nella chiesetta di San Martino sulla pala, ora in stato di degrado, si legge ancora la seguente iscrizione:

 FU FATO IN TEMPO DI MR. // GIO. BATA BASILISCO, QN. // ZUANE. L'AN MDCCXI // CON LE LIMOSINE DEI // BENEFATORI

Famiglia che ha dato a Rovigno vari laureati e patrioti, come Giovambattista Basilisco e l'avv. Carlo Basilisco, citati in un rapporto segreto del maggio 1814 come elementi sospetti appartenenti alla massoneria, che allora aveva forti connotazioni patriottiche ed irredentiste. Giuseppe Basilisco, tenente della Guardia Nazione di Rovigno nel 1848, fu uno degli eletti alla Prima Dieta istriana che il 10 ed 16 aprile 1861 votarono per ben due volte "nessuno". Antonio Basilisco venne nominato direttore dell’unità dei vigili del fuoco di Rovigno nel 1854. Va inoltre rilevato che nel Governo dei 18 eletto alla caduta di Venezia  furono eletti  due Basilisco: Carlo qm dott Basilisco e Domenico qm. Vincenzo. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 4 famiglie.

Bassi - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bastianich - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Battistella - Simon qm. Andrea, fenestrer, 1698. Secondo il can. Caenazzo, dall'Angelini più dettagliatamente: "Mistro Simon Battistella, fenestrer, q. Andrea 1702 in Antonia Sponza". Famiglia aggregata al Corpo dei Cittadini nel 1802. Oltre a valenti architetti questa fam,iglia annoverò dei notai come attesta un disegno del Petronio del sigillo notarile di Antonio Battistella qm. Simone pubblico notaio dal 1798 al 1811. Un'arma gentilizia di detta famiglia è scolpita su di una vasca in pietra custodita nel cortile di Via Mazzini al n.ro 30. L'arma presenta tre stelle (6) disposte in capo e sotto la stella centrale una sbarra orizzontale da cui discendono verticalmente 4 rotelle. Ai lati dello scudo vi sono le iniziali L. B. Famiglia che oltre a valenti architetti annoverò dei notai come attesta un disegno del Petronio di un sigillo notarile recante la scritta ANTONIO BATTISTELLA PUBBLICO NODARO:


                                          
personaggio di rilievo fu l'architetto Simone Battistella (morto nel 1800) che progettò la facciata del Duomo di Rovigno (1780), la chiesa della Madonna della Salute di Rovigno oltre alle artistiche cisterne di Pirano (1778) e Visinada (1782). Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti tre famiglie.

Baxa - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia;

Bazzarini - Antonio qm. Matteo da Padova, 1740. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie. Di questa famiglia rovignese bisogna ricordare la figura di Antonio Bazzarini (Rovigno 1782 - Torino 1850) critico letterario, filologo, drammaturgo ed autore oltre che editore di dizionari e grammatiche della lingua italiana, oltre che di importanti testi giuridici:
- Ortografia enciclopedica universale della lingua italiana, 1824-1826 - Venezia per i tipi di Girolamo Tasso;
- Pothier, R. G., Le Pandette di Giustiniano, versione italiana notabilmente corretta ed in gran parte rifatta col testo delle leggi a piè di pagina per cura   di Antonio Bazzarini, Venezia, co’ tipi di Antonio Bazzarini e C.°, 1833-1835;  III ediz. Venezia Tip. Giustinianea di Antonio Bazzarini 1841-42;
- Dizionario enciclopedico delle scienze, lettere ed arti / compilato per la prima volta da Antonio Bazzarini. - In Venezia : per i tipi di Francesco Andreola - 1830-36;
-Vocabolario usuale tascabile della lingua italiana, 1839 (ebbe varie edizioni per i tipi del torinese G. Pomba: 1839 - 1843 - 1847 e 1851)
- Piccola enciclopedia, ovvero, vocabolario usuale tascabile scientifico, artistico, biografico, geografico, filologico della lingua italiana / compilato da Antonio Bazzarini; ordinato, riveduto ed ampliato da Costanzo Ferrari. - Torino : Eredi Bazzarini, 1853-1854. - 2 vol.;

Belci - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie.

Belisi - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bellan - Antonio qm. Zuanne, murer da Capodistria, 1699.

Bello - a Rovigno dal 1524 al 1734, la famiglia era tra quelle incluse nel Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno;

Bellomo - Giovanni qm. Giambattista dal Friuli, 1823;

Bellussi - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia Bellussi, probabilmente da un'italianizzazione del cognome Bellussich;

Bellussich - Giuseppe di Antonio da Pedena, 1833. Di questa famiglia merita citare Giovanni Bellusich. Nato a Rovigno il 25 novembre 1902 emigrato in URSS lavora come autista a Leningrado. Non iscritto al partito, mantiene la cittadinanza italiana. Nel 1933 i dirigenti del PCi che lavorano alla Sezione Quadri del Komintern lo denunciano per il suo comportamento controrivoluzionario e i legami che avrebbe stretto con alcuni non meglio identificati elementi trozkisti .Arrestato a Mosca tra il dicembre 1934 e il gennaio 1935 con l'accusa di essere membro di un'organizzazione trozkista controrivoluzionaria viene  condannato a tre anni di confino il 4 marzo 1935 dalla OSO dell'NKVD per attività trozkista controrivoluzionaria. Mentre sconta la pena, viene nuovamente arrestato e condannato a cinque anni di lager il 7 giugno 1936, sempre con la medesima imputazione. Inviato all'Uchtinsko-Pecorskij lager. Condannato alla pena capitale il 15 febbraio 1938 da una trojka dell'UNKVD della regione di Archangel'sk verrà fucilato nel 1938. La tardiva riabilitazione verrà soltanto nel 1956. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 3 famiglie col cognome scritto Belusich.

Bembo - avv. dott. Tommaso, nato a Rovigno il 7 luglio 1886 di Antonio e Giulia Borghi, abitava in via Roma al civico n.ro 2, fu prelevato il 16 settenbre del '43, e barbaramente infoibato presso Gimino in località Mice il 22 dello stesso mese.

Benedetti - Andrea qm. Piero da Capodistria detto Subito, 1644.

Beni - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie;

Benich - Giovanni qm. Biaggio da Pedena, 1814. Nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Benussi - Benedetto, Maria, Martin, Domenico, Piero qm. Benussi pescatore, nato 1368, morto 1450. Il pescatore Benussi (Benedetto, Benetto, Benusso, Benussi) figura quale stipite di questa famiglia, che sembra indigena. E' molto diramata, e ogni ramo con proprio agnome. Così l'Angelini, più succintamente il can. Caenazzo: Benedetto qm. Benussi Pescador, anno 1390. Si tratta di una delle più antiche e più numerose famiglie rovignesi, che però non venne mai aggregata al Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno, costituendo una delle principali e diramate famiglie del Popolo, dando però a Rovigno illustri personaggi tra cui spicca la figura dello storico Bernardo Benussi. Nel censimento del 1880, su di una popolazione di 9.522 abitanti con 2.852 famiglie, ben 130 di queste erano Benussi, da qui l'alto numero di soprannomi con cui venivano distinti. Dato che nel naufragio del 1568 andarono perse tutte le carte capitolari con i dati anagrafici ante 1400 probabilmente, come ritiene l'Angelini, sono una delle famiglie originarie di Rovigno. Nel censimento del dopo guerra, risultavano 81 famiglie, per cui era diventato il terzo cognome più diffuso, dopo quelli di Sponza e Budicin. Il netto decremento penso sia dovuto soprattutto alla forte emigrazione verso Pola e Trieste, ed al fatto che alcuni soprannomi nel frattempo erano diventati dei cognomi. Nel Duomo di Sant'Eufemia alla sinistra dell'altare della Madonna del Carmine vi è un'arca sepolcrale appartenente a detta famiglia:

 Fran.co Benussi q. Ant.o Figli Eredi E Successori In Perpetuo J. 792.

La Famiglia Benussi era famosa anche per la Distilleria di Giorgio Benussi che era sita in via Carducci, produceva soprattutto grappa, cognac, amari e liquori vari, tra cui i più noti erano l'Amaro Istria, che recava sull'etichetta uno zuavo, la Crema Pero e il Bacio D'Amore e il Refosco D'Istria, rinomati erano anche lo Cherry ed il Maraschino, tipico liquore istriano-dalmato, che veniva venduto in una caratteristica bottiglietta rotonda recante in rilievo due marasche. Il numero dei dipendenti variava a seconda del periodo stagionale, toccando l'apice nel periodo dopo le vendemmie, impiegando soprattutto lavoranti femminili. In base alla notevole produzione degli anni '30, si può facilmente ritenere che senza gl'infausti eventi dell'ultima guerra, sarebbe diventata una delle principali ditte italiane, come la Stock o la Buton; Etimologia.: Il cognome, come il toscano Benucci e quello similare di Benassi, deriva dalla parola Bene, con valore augurale. Oppure dal nome proprio Benedetto, Beneto. Per cui la proposta dell'Angelini in questo caso è fondamentalmente corretta. A Rovigno circolava anche una fantasiosa etimogia che lo voleva derivato dal patronimico semitico Ben Hussì, che però è del tutto priva di fondamento e la riporto a puro titolo di cronaca;

Benussi Cio  - In questo caso il più noto rappresentante è Matteo definito "eroe popolare" in questa targa apposta sulla sua casa natale nel 1980.

Benussi Moro - si tratta d'un tipico caso in cui un soprannome contribuisce a formare un nuovo cognome. A questo ramo della famiglia Benussi è ascrivibile un'arma composta da due ramoscelli di rovo in capo, su cui spicca posta centralmente una Emme ed al di sotto tre piccole more di rovo, il tutto posto in uno scudo rotondo. Un appartenente a tale ramo, Antonio Benussi Moro, fu uno dei due primi Sindici del Popolo all'atto dell'istituzione di tale organo di controllo dei popolari nel 1683.

un altro rappresentante di questo ramo è Antonio Benussi Moro nato a Rovigno il 17 luglio 1901 poeta, studioso del natio dialetto con lavori quali "Avviamento allo studio del dialetto di Rovigno d'Istria sotto la scorta della lingua italiana" edito dalla Famia Ruvignisa nel 1988,  la raccolta di poesie "Rimpianto rovignese" edizioni Italo Svevo - Trieste 1978 e di una raccolta di proverbi rovignesi oltre ad esser stato a lungo direttore de "La Voce della Famia Rovignese".

Bercich
- Girolamo qm. Luca da Villanova di Parenzo, 1820. Nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Berengo - Vincenzo di Domenico da Chioggia, 1820.

Berettini - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bernardis - Domenico qm. Bernardo: i discendenti sono detti anche de Bernardi e Bernardis, 1482. Nel censimento del 1° ottobre '45 risultavano 14 famiglie Bernardis.

Bernić - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 5 famiglie.

Beroaldo - Stefano dalla Brazza, marinaio detto Beroaldi, 1646. (Caenazzo). L'Angelini invece aggiunge: in Maddalena Marchesini qm. Vincenzo 1670, ob. 1676, 25 gen. La famiglia fu aggregata al Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno per le eroiche imprese di Vincenzo Beroaldo (1707-1794), capitano e proprietario della Sacra Famiglia, nave armata con 36 cannoni. In più riprese diede prova d'intrepido coraggio ed abilità marinara. Presso l'isola di Samo si scontrò con navi tripoline e nel Golfo contro uno sciambecco e quattro lancioni con tanto valore da indurre il senato veneto a nominarlo Cavaliere di S. Marco con annua provvigione. Si coprì di gloria anche in un cruento scontro con una fregata tripolina, che dopo una lunga lotta dalle fasi alterne riuscì a mettere in fuga. Un altro famoso episodio che lo vide protagonista indomito, fu quello che avvenne nel porto di Genova, quando si rifiutò di consegnare al governo di Genova un soldato veneto che in una rissa aveva ucciso un soldato genovese che aveva ingiuriato le genti venete. E quando dalla batteria di terra fu aperto il fuoco contro la Sacra Famiglia, il nostro, senza esitazione, rispose al fuoco con i 36 cannoni della sua nave, dimostrando tale audacia da indurre una nave inglese e altre imbarcazioni straniere a correre in suo aiuto. Per la sua indomita decisione ed il coraggioso comportamento ebbe il plauso del Consiglio di Rovigno che nella seduta del 2 settembre 1764 lo aggregò con tutta la sua discendenza fra i suoi membri. Morì all'età di 87 anni il 21 dicembre 1794, a Rovigno ove venne sepolto nella chiesa di San Francesco rivestito da quella divisa di Cavaliere di San Marco che aveva così eroicamente meritato. Un suo ritratto in tela che lo raffigura nella sua divisa, con la spada ed il bastone di comando fregiato di medaglia era conservato nella casa Basilisco ubicata a Drio Castiel;

Bevilacqua - Francesco qm. Zuanne da S. Nicolò di Venezia, 1545. Un'arma di detta famiglia è posta sull'architrave della casa sita a sinistra di Porta Valdibora, e presenta dentro un cartiglio rotondo un'ala con la seguente epigrafe:


Arme consimili sono scolpite sulla vera della cisterna che era sita a Pian di Pozzo n.ro 17;
 

il terzo, ora nell'atrio del Palazzo Comunale, era scolpito su di una lastra che si trovava al numero 23 di Porta Valdibora (demolita nel 1841).

                                         
dettaglio dello stemma 
posto sulla vera di Pozzo
                                                              

Stemma ora nel Palazzo
Comunale ex Valdibora
                                                               
Biancini - famiglia ascritta al Corpo dei Cittadini nel 1802, essendo il Dr. Biancini, autore delle "Croniche di Rovigno dal 1779 al 1806",  uno degli eletti del Governo dei Diciotto nel 1797 alla caduta di Venezia.

Bibulli - Nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bicchiacchi - Biasio Catena qm. Zuanne detto Bikaz, i suoi discendenti detti Bigaia e poi Bichiacchi, peota, 1479. La famiglia venne aggregata al Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno il 6 aprile del 1545, dal Consiglio dei Cittadini, nomina che fu confermata dal Doge Pietro Lando il 27 luglio dello stesso anno. Risultavano tra i nobili confermati dall'Imperatore Francesco I, dal 1° di gennaio 1816 a dicembre 1834 con i seguenti nominativi: Giovanni, Bernardo e Domenico i quali aggiunsero al proprio cognome il "de" nobiliare. Il cognome presenta una grafia oscillante: Bicchiacchi, Bichiacchi, Bichiachi e Biciacci.



Biciacci - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia. Cognome che molto probabilmente deriva da Bichiacchi (essendo questa l’effettiva pronuncia secondo la grafia veneta).

Biciani - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie.

Billich - Nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bilucaglia - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bino - Francesco da Colloredo di Prato, 1863. Di questa famiglia va ricordato il pittore ed affrescatore Giuseppe Bino (Trieste 1829 - 1914). Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie.

Biondo - Zuanne di Nicolò taiapiera da Venezia, 1508 (Caenazzo). Secondo l'Angelini morto nel 1559. In seguito furono chiamati anche Biondi. Famiglia aggregata al Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno con Angelo Biondo fu Angelo senza alcun esborso di denaro, mentre i suoi fratelli Giuseppe e Francesco, il nipote Angelo fu Pietro, insieme con il sacerdote Giovanni Biondo, vennero aggregati il 20 settembre 1772, previo l'esborso alle pubbliche casse di mille ducati. La famiglia annoverò vari ecclesiastici e valenti capitani di mare. Ab antiquo aveva in concessione l'usufrutto dello scoglio di Figarola, previo un versamento annuo di 10 soldi al Comune di Rovigno. Dal Natorre apprendiamo che questa famiglia si fregiava di uno stemma assai particolare: una donna nuda posta in maestà su di uno scudo troncato di rosso e d'azzurro. In una variante, la donna nuda si appoggia ad un albero, evidentemente si tratta di una raffigurazione di Eva. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 6 famiglie Biondi.

Birola - Michiel detto Brivola da Medolin, 1546.

Bisiach (Bisiani) - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bisiani - Carlo, (8/1/1880 - 5/5/1938) notaio e giudice conciliatore. Cultore delle tradizioni popolari , filodrammatico. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie.

Bissola - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Blascovich - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Blessich o Blessichi - Martin qm. Tomaso, botter da Castua, 1688. In Elisabetta Salata qm. Piero. Morto 1748. Detta famiglia venne iscritta al Corpo dei Cittadini nel 1802, essendo il sig. Martin Blessich uno degli eletti del Governo dei 18. Erano Proprietari di un mulino e pastificio, rilevato in seguito dai de Calò nel 1837, sito a fianco del convento francescano. E probabile che in precedenza lì avesse sede la "fabbrica di paste commestibili secondo il sistema della dominante" di Antonio Angelini fu Cristoforo autorizzata dal Veneto Senato nel 1786, vista anche l'ubicazione vicina alle case Angelini in contrada San Francesco. Nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.


Bobicchio - Antonio Bobichi, detto Scavazzina dal Friuli, 1695. Nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bocatich - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Boccati - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bodetti - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bodi - Nicolò qm. Zuanne da Bodi, 1510. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 10 famiglie.

Bognar - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bognolo - patron Zuanne dalla Zuecca, 1450. Nel censimento del 1° ottobre '45 era tuttora presente una famiglia con questo cognome.

Bolis - Antonio qm. Simon da Roial, 1730;

Bolobicchio recte Golobichio - Matteo qm. Piero da Cherzan, 1668. Nel censimemto del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie Bolobicchio.

Bonaldi - Domenico qm. Francesco da Chioggia, 1789.

Boncina - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bontempo - nel censimento del 1° ottobre '45, era presente una famiglia.

Boranello - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Borgo - Dr. Gaetano Borgo medico da Vicenza, 1776. Nel 1797, alla caduta del regime veneto, venne nominato Vice Presidente della Municipalità di Rovigno oltre che Magistrato al Civile e Criminale (Governo dei 18). La rinomanza del dottor Gaetano Borgo doveva essere notevole se fu chiamato a Pola nel 1803 per soccorrere il Conte Zambeccari, il dr. Grassetti e l'Andreolo che avevano tentato l'audace impresa di viaggiare con pallone aerostato da Bologna a Pola ed erano precipitati nei pressi di questa città. Il dottore poi pubblicò a Trieste il 13 ottobre 1803 un opuscolo che illustrva l'impresa dei tre seguici di Montgolfier. Nel 1814 in un rapporto segreto inviato al Polizei Hofstelle di Trieste, il dottor Gaetano Borgo, Giovanni Borgo medico e gli avvocati Antonio ed Angelo Borgo venivano segnalati come elementi sospetti ed appartenenti alla massoneria. L'arca sepolcrale di famiglia si trova nella chiesa campestre della Concetta. In seguito il cognome divenne Borghi.

Borme - Antonio qm. Gregorio da Canfanaro, 1809. Nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Borri - Bortolo qm. Giacomo da Veglia, calafà detto Borri, 1529, secondo il can. Caenazzo, mentre secondo l'Angelini: Mistro Bortolo (n. 1529, ob. 1611) da Veggia (Veglia) Calafà, detto Borri, di Pietro Calafà, detto Sorsier, di Nicolò, di Bora, di Zuanne da Veggia (Veglia) vivo nel 1484.

Borsatti - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti due famiglie.

Bosaz - Gregorio qm. Antonio da Zimin (Gimino), 1759. In seguito il cognome divenne Bosazzi. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 4 famiglie Bosazzi e due famiglie Bozaci

Bosca - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie.

Bosich (Bossi) - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bosusco - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bozic - Miho, dovrebbe essere il nome del capostipite di questa famiglia a Rovigno. Il figlio Marijan (Mario) Bozic nato a Rovigno il 28 agosto 1920 sarà il sindaco di Rovigno nel periodo 1958 al 1962.

Bradetich - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bragaia - Biasio di Mattio da Lissa, 1759, estinta a fine ottocento.

Bragato - Lorenzo qm. Nicoletto da Parenzo, 1713. Famiglia estinta nell'800, (Caen.), per l'Angelini: Mistro Lorenzo Bragato q. Nicolò da Venezia, tagliapietra, e mistro Francesco suo fratello. In Dom.ca da Parenzo 1713. Famiglia questa da qualche anno emigrata.

Bragon - Bortolo Dobetti qm. Nicolò da Veglia, detto Bragon, 1652. Dal 1763 passa come soprannome alla famiglia Daveggia.

Braico - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti tre famiglie con questo cognome, molto probabilmente dovuto all'italianizzazione del cognome Brajkovic;

Braida - famiglia originaria di Pola, presente a Rovigno dai primi del millenovecento con Liberale che fu uno dei principali sostenitori del circolo di canottaggio di Rovigno "Arupinum", oltre che padre del pilota Pietro. Nel dialetto fiumano, e in parecchi altri dialetti istriani, "braida" vuol dire prato e pergolato di viti, vigna così come tra i croati dell'Istria, probabilmente dal long. Breit, ampio;

Braidotti - Ferdinando da Udine, 1856. Nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Braino - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Brajkovic - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie.

Brajnovic - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 3 famiglie.

Branzia - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Brasseti - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bratis - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bratulich - Giuseppe qm. Giuseppe da San Pietro in Selve, 1820. Nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bravedan - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie.

Brecevich - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Brionese o Brivonese - Andrea qm. Francesco da Brioni, 1510. Famiglia facente parte del Corpo dei Cittadini o Nobili di Rovigno. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 8 famiglie registrate come Brivanese.

Broili - Giuseppe fu Leonardo da Caneva, 1814.

Bronzin - Bort. Barzelogna detto Bronzolin e poi Bronzin, 1530. Così secondo il Caenazzo, per l'Angelini: "Bortolo Barzelogna detto Bronzolin o Bronzin q. Fran.co q. barbier 1530. Dalla famiglia Barzelogna derivò la famiglia Bronzin: ambe tuttora sussistenti, e distinte dai due cognomi, e molto diramate, e con agnomi. Sembrano indigeni". Chiaro esempio di un soprannome che diventa un cognome. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 13 famiglie Bronzin e 13 famiglie col primitivo cognome Barzelogna.

Brovedan - Leonardo qm. Giambattista da Dignano, 1840. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie Brovedani ed 1 famiglia Brovedani.

Brugina - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Brunelli - Lorenzo qm. Bortolo, calafà, da Caorle, 1600. Famiglia ascritta al Corpo dei Cittadini nel 1802, essendo Giuseppe Brunelli uno degli eletti nel Governo dei Diciotto. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 2 famiglie.

Brunetti - Bernardin da Ravenna detto Brunetti e Ravegnan, 1602. Famiglia che ha dato a Rovigno un illustre medico-chirurgo e patologo come Lodovico Brunetti (Rovigno 1813 - Padova 1891) che insegnò a lungo all'Università di Padova pubblicando vari lavori e meritandosi varie onorificenze:



Un discendente dell'illustre chirurgo-pagtologo che, come d'uso ne portava anche il nome, aprì a Rovigno invece una omonima Impresa di Trasporti. Nel censimento del 1° ottobre '45 risultavano 16 famiglie.

Bruni - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 8 famiglie, probabile italianizzazione di Brunich;

Brunich - Gregorio qm. Gabriel da Lindar, 1657.

Brunnozzi - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bruno - Domenico, nato a Messina il 12 novembre 1908. Carabiniere in servizio a Rovigno, abitante con la moglie Giuseppina Randazzi in via Circonvallazione 6. Prelevato dai titini il 16 settembre '43 e barbaramente infoibato a Vines.

Budanovich - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Budicin - Francesco da Dignan detto Boldixin, 1510. Il cognome originariamente era Bodicin, dal censimento del dopoguerra risultavano ben 84 famiglie Budicin.. Questa famiglia ha dato due fulgide figure di combattenti dell'antifascismo comunista rovignese come Domenico e Pino Budicin che non appoggiarono le istanze annessionistiche dei compagni jugoslavi e che pertanto finirono il primo processato dal Tribunale popolare Jugoslavo come nemico del popolo, mentre Pino finì fucilato dai tedeschi dopo una strana soffiata.

Bullesi - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti nove famiglie Bulessi da cui deriva anche Bullesi ambedue nati dalla italianizzazione del cognome Bullessich. Il personaggio più importante di questa famiglia è don Egidio Bullesi.

Bullessich  o Bulessi - Matteo qm. Giovanni da San Vincenti, 1826. Nel censimento del 1° ottobre '45 risultavano 9 famiglie Bulessi.

Buranello  o Boranello - Anzolo detto Agnolo Moroso da Buran, 1510. Così il Caenazzo, mentre per l'Angelini più dettagliatamente: Iseppo da Buran, ovvero da Venezia, detto Buranello, garzon di barca 1551, in Leonarda Pastrovicchio1560. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti una famiglia Boranello ed una Buranello.

Buratto - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 5 famiglie.

Burich - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 3 famiglie.

Burić (Buri) - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia

Burla - Zampiero qm. Piero de Locatelli da Bergamo, notaro, 1847. Così il Caenazzo; per l'Angelini: Piero de Locatelli da Bergamo, morto nel 1467. Visto che la famiglia Burla era tra le Cittadine i dati del Caenazzo debbono ritenersi errati. Un Zampiero notajo nel 1506, si chiamò Burla. Nel 1755 tra i nobili atti al Consiglio di Rovigno figuravano 4 appartenenti a tale famiglia. Nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 10 famiglie.

Burlovich (Burli) - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Bursa - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Butrini - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Buttera - nel censimento del 1° ottobre '45 era presente una famiglia.

Buttiri - nel censimento del 1° ottobre '45 erano presenti 5 famiglie, probabile ulteriore italianizzazione del cognome Buttirich che in origine era Buttierevich;

Buttirich già Buttierevich - Matteo qm. Matteo da Oplice, 1824, in seguito Buttiri.


 
da Abbà a Buttirich
da Cabas a Guryan
da Harvat a Mussolicchio
da Nacinovich a Ruzzon
da Sabatti a Zulich


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